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Ecco il decreto flussi: 20mila posti in meno rispetto al 2007
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato il decreto flussi 2008: porte aperte per 150.000 lavoratori extracomunitari non stagionali; due terzi dei posti sono riservati a colf e badanti. Se inizialmente si parlava di un decreto fotocopia di quello approvato nel 2007, così non è stato e infatti quest'anno ci saranno 20.000 posti in meno.
La parte del leone, considerata - recita il decreto - "l'attuale congiuntura economica e l'esigenza di dare riscontro in via prioritaria ai bisogni delle famiglie", la faranno colf e badanti, che occuperanno 105.400 posti. Nel precedente decreto erano 65.000 i posti riservati a colf e badanti. Gli altri 44.600 ingressi sono riservati ai lavoratori domestici o di altri settori produttivi, provenienti da Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione in materia migratoria. Nel dettaglio, si tratta di 4.500 albanesi, 1.000 algerini, 3.000 bengalesi, 8.000 egiziani, 5.000 filippini, 1.000 ghanesi, 4.500 marocchini, 6.500 moldavi, 1.500 nigeriani, 1.000 pakistani, 1.000 senegalesi, 100 somali, 3.500 cingalesi, 4.000 tunisini.
Per i 150.000 nuovi lavoratori stranieri non ci sarà alcuna procedura per la presentazione delle domande. Si pescherà infatti tra coloro che hanno già inoltrato la richiesta per il precedente decreto attraverso la procedura telematica dei 'click day' (oltre 750.000) e che non sono rientrati tra i 170.000. Finora sono 112.000 i nulla osta assegnati. Paletti vengono però imposti ai datori di lavoro stranieri (nel 2007 furono presentate 420.000 domande per colf e badanti, la metà delle quali provenienti da lavoratori stranieri) per evitare regolarizzazioni 'di comodo'. Saranno così prese in considerazione soltanto le domande dei datori stranieri titolari di Carta di soggiorno o che ne hanno fatto richiesta alla data di pubblicazione del decreto. A partire dal prossimo 15 dicembre, entro i successivi 20 giorni, il datore di lavoro straniero dovrà inoltre confermare l'interesse all'assunzione, tramite una pagina web che sarà resa disponibile sul sito internet del ministero dell'Interno. Per i datori di lavoro italiani vale invece la graduatoria già acquisita per l'ultimo decreto flussi.
Fonte:helpconsumatori.it
Natale in tempo di crisi. Un miliardo di regali in meno sotto lalbero
In tempo di crisi anche il Natale ne paga le conseguenze. Secondo un'indagine di Confesercenti-Swg, quest'anno sotto l'albero sarà il risparmio a fare da padrone e gli italiani ridurranno di oltre un miliardo le loro spese natalizie. Le tredicesime ammonteranno a quasi 38 miliardi di euro ma più che per i regali, quest'anno la mensilità in più sarà utilizzata per riempire il salvadanaio. Salirà a 1,5 miliardi la somma messa da parte dagli italiani, mentre per pagare le rate del mutuo e saldare i conti in sospeso dalle tredicesime andranno via 550 milioni. Il clima dunque non è dei migliori tanto che, secondo il sondaggio, sono in aumento coloro che prevedono un Natale austero (dal 14 al 16%) e difficile (dal 13 al 21%). Cala chi lo vede come un'occasione di speranza (dal 53 al 44%) e si dimezza la percentuale di chi lo immagina ''gaudente'' (dal 12 al 6%). Di conseguenza sono meno gli italiani che se lo aspettano migliore (dal 24 al 21%), od uguale (dal 57 al 50%) mentre cresce di 10 punti il numero di quelli che temono sia peggiore (dal 19 al 29%). Oltre 14 milioni di famiglie taglieranno le spese per gli acquisti natalizi e a spendere di più rispetto all'anno scorso rimarrà soltanto un 4%. Il 65% è infatti convinto che spenderà meno e c'è un 28% che taglierà le spese di ben oltre il 30%. Le tredicesime ammonteranno a 37,9 miliardi ma solo quasi 17 miliardi andranno in regali con un calo di 1 miliardo e 173 milioni rispetto al 2007. Saliranno invece le quote destinate al pagamento dei conti in sospeso (+550 milioni di euro) e dei mutui (318 milioni di euro). Nel vocabolario del Natale entra dunque la parola crisi ma a condizionare i comportamenti degli italiani non sono solo i prezzi. Un italiano su cinque (il 21% contro il 16 dello scorso anno) pensa infatti che la situazione economica familiare peggiorerà e uno su dieci (10% contro l'8% del 2007) è preoccupato per il futuro del suo lavoro. I regali dunque saranno di meno ma ci saranno comunque. In testa alla classifica anche quest'anno c'è l'abbigliamento (43% delle risposte), poi cibo e vino (un altro 26%), libri (17%) e giocattoli (16%). Un 9% poi pensa a regalarsi un viaggio, mentre non sembra essere l'annata per i gioielli confinati ad un 2%. Il clima di moderazione produrrà anche un aumento del numero di persone che taglieranno il budget destinato al Natale (dal 35 al 51%) e cresce il numero di chi scegle i mercatini per le proprie spese (dal 15 al 21%). In calo invece la grande distribuzione (dal 50 al 45%) e i piccoli negozi (dal 26 al 22%). Ma a patire le conseguenze della crisi non saranno certo i più piccoli, veri protagonisti del Natale. Gli italiani infatti preferiranno rinunciare a un regalo per sè (dal 23 al 15%), ma non togliere ai loro bambini la gioia del pacco sotto l'albero.
Fonte:studiocataldi.it
Risparmio energetico: sul 55% cambia anche il «silenzio-diniego»
Dopo quella annunciata mercoledì nel corso dell'audizione a Montecitorio, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, apre alla possibilità di altre correzioni sulla nuova disciplina del bonus per il risparmio energetico definita nel Dl anticrisi. Oltre che sulla retroattività della stretta, dunque, si prospettano altri ritocchi al provvedimento in sede di conversione (l'iter partirà martedì prossimo nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera).
In particolare, il titolare di via XX Settembre intervenendo ieri a «Porta a porta» ha fatto riferimento al meccanismo del silenzio- diniego introdotto dal decreto legge 185 per regolare le modalità di risposta dell'agenzia delle Entrate alle richieste d'accesso al bonus del 55 per cento. Istanze che dovranno essere inviate da chi intende realizzare interventi di riqualificazione energetica di case o altri fabbricati nei prossimi due anni. L'incentivo "verde", infatti, è stato prorogato fino alla fine del 2010.
«Il silenzio-diniego ha chiarito Tremonti si può modificare, quella è una procedura. Però su una cosa sarò assolutamente fermo: se dai il credito d'imposta, ed è giusto darlo, e in questo settore è giustissimo, poi però lo devi coprire».
Il ministro dell'Economia se farà un passo indietro sull'anticipazione al 2008 del nuovo regime dei crediti fiscali non intende transigere per il futuro. Obbligo di prenotazione e plafond annuale sul totale dei rimborsi, quindi, non saranno oggetto di ripensamenti. Anche se alla Camera è stato depositato un emendamento firmato dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che mira ad abrogare l'intera riforma del 55% e ripristinare il meccanismo di accesso automatico al bonus.
Fonte:ilsole24ore.com (M.Bel.)
F1, la Honda ha deciso di lasciare il Circus
La Honda ha deciso di lasciare la Formula 1 a causa della situazione di recessione mondiale che ha colpito anche la nota casa giapponese. Ad annunciarlo, durante un'affollata conferenza stampa, è stato il presidente Takeo Fukui. ''E' stata una decisione molto difficile, quella del mondiale 2008 è la nostra ultima partecipazione''.
Una decisione, questa, che è segno delle difficoltà che attraversa l'industria automobilistica. La squadra, dopo le pressioni di alcuni azionisti della Honda, è in vendita e la compagnia la cederà al miglior offerente lasciando circa 700 persone senza lavoro. .
Stupito anche il governo giapponese. ''E' molto triste'', ha affermato il portavoce del governo Takeo Kawamura. ''Come tifoso della Formula 1 è discutibile'' ha detto il ministro delle Finanze, Shoichi Nakagawa, mentre il ministro dell'Industria, Toshihiro Nikai, ha aggiunto che spera che ''la Honda superi presto le sue difficoltà finanziarie e ritorni alle competizioni''.
La Toyota rimane dunque l'unica casa giapponese in Formula 1. Ma anche questa compagnia sta soffrendo le conseguenze della crisi globale e ha dovuto ridurre le sue stime di guadagno per l'anno commerciale in corso che chiude il 31 marzo.
Fonte:adnkronos.com
Parte maxi-causa per il crac Lehman
Società di rating nel mirino dei risparmiatori dopo la stangata sui titoli subprime. Una trentina di correntisti, in gran parte pugliesi, che hanno subito pesanti perdite finanziarie a causa del crac del gigante bancario Usa Lehman Brothers, si sono rivolti alla procura di Milano. Chiedono un risarcimento danni di circa quattro milioni all’agenzia di Standard& Poor's grazie alle cui valutazioni, rivelatesi viziate, il titolo continuava ad essere consigliato. E l’iniziativa potrebbe essere estesa anche ad altre società di rating come Ficht e Moody's. Le associazioni dei consumatori si dicono fiduciose, ma per avere risarcimenti seri in Italia servirebbe l’operatività della class action. Sul progetto del governo in merito c’è ancora riserbo, ma i consumatori ne svelano i particolari, e accusano: “Protegge le aziende che giocano sporco”.
Chiedono quasi 4 milioni di euro di risarcimento dopo aver visto i loro investimenti andare in fumo in seguito al crac Lehman Brothers. Sarà il Tribunale di Milano a stabilire se c’è o meno responsabilità per fatto illecito da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s. Parte da Bari la prima causa post-fallimento di Lehman. «La verità è che le agenzie di rating, in ambito finanziario, sono considerate praticamente soggetti istituzionali - spiega il coordinatore del codacons barese Amato - e ne approfittano. Nei giorni prima del crac i rating dei titoli Lehman avevano un giudizio A-, che nel “gergo” finanziario è di sicura affidabilità. Standard & Poor’s, e con essa Fitch e Moody’s, le altre due agenzie verso cui agiremo in futuro, sapevano bene della crisi di solvibilità del colosso che si protraeva da luglio». Senza contare che già a maggio Lehman aveva dovuto mandare a casa il 5% della forza lavoro. «L’attribuzione di rating elevati - prosegue Amato - ha consentito l’inserimento dei bond Lehman nel paniere delle obbligazioni a basso rischio di “Patti Chiari” consorzio di ben 167 banche. Potete immaginare così quanti investitori hanno perso soldi? Non solo vogliamo il risarcimento, ma chiediamo regole ferree sul rating». Proprio in questi giorni l’Ue ha presentato una proposta di regolamento relativo al rating del credito, annunciando l’istituzione di un’autorità di controllo. Intanto, il GM di Moody’s Italia Cataldo non pare preoccupato: «Se dovessero coinvolgere anche noi non sarebbe una novità, a livello internazionale di cause ne abbiamo già tante. Ma per ora non commento».
Fonte:metronews.it(VA.MING.)
Lg, bollino bianco per il digitale terrestre a pagamento
Dopo Samsung e Panasonic, gli unici due big vendor a vendere al momento televisori a schermo piatto con lettore di smartcam (integrato o a corredo) per accedere ai programmi premium della Tv digitale terrestre, arriva anche la volta di LgElectronics. Il produttore coreano ha infatti confermato in via ufficiale di aver ottenuto per la propria gamma di apparecchi al plasma e Lcd con sintonizzatore digitale terrestre integrato il cosiddetto «Bollino Bianco», e cioè la certificazione rilasciata da DGTVi che assicura agli utenti la possibilità di fruire dei canali non in chiaro proposti da Mediaset e La7 Cartapiù. Tramite l'apposito adattatore Cam che la società proporrà prossimamente nei negozi, chi comprerà i televisori certificati DGTVi (la lista dei modelli comprende varie famiglie di Lcd e plasma) potrà accedere ai palinsesti digitali premium senza la necessità del decoder.
Fonte:ilsole24ore.com
Servizio civile, il riscatto diventa oneroso
Dal 2009 il Fondo nazionale per il servizio civile non sarà più tenuto a versare i contributi pensionistici ai giovani dai 18 ai 28 anni che svolgono il servizio civile volontario (sono stati 197.481 dal 2001 al 2007). In pratica, chi vorrà riscattare, in tutto o in parte, i periodi di servizio prestati, dovrà farlo a proprie spese, in un'unica soluzione o in 120 rate mensili, «senza l'applicazione di interessi per la rateizzazione» (articolo 4, comma 2 del Dl 185/08, la cosiddetta manovra anti-crisi, che modifica il comma 4 dell'articolo 9 del Dlgs 77/2002). Per le casse del Fondo nazionale per il servizio civile, potrebbe non essere una notizia negativa. Posto che le risorse "risparmiate" siano effettivamente destinate al finanziamento dei progetti sociali e al reclutamento di nuovi volontari.
L'origine di questa norma sta nell'inquadramento fiscale dei rimborsi percepiti dai volontari del servizio civile nazionale (433,80 euro netti mensili), come reddito di lavoro dipendente assimilato a quello dei co. co. pro. Questo è l'orientamento espresso dall'Agenzia delle Entrate nella circolare 24 del 10 giugno 2004 («le somme percepite dai volontari ai sensi della normativa di settore, in mancanza dei presupposti che consentano di configurare il rapporto d'impiego dei volontari come un vero e proprio rapporto di lavoro dipendente, devono essere qualificate quali redditi di collaborazione coordinata e continuativa ai sensi dell'art. 50, lettera c-bis) del Tuir»). Significa che ogni anno, il Fondo nazionale per il servizio civile, ha dovuto versare il 25,4% dei contributi sui rimborsi percepiti dai volontari, immobilizzando risorse per 10-15 milioni, a fronte di un rendimento ipotetico, sul piano previdenziale, di poche decine di euro per ogni beneficiario. Per contro, un aspirante volontario su quattro, negli ultimi anni, restava a casa, per mancanza di fondi.
È possibile che con l'ultimo intervento legislativo, si riesca a "risparmiare" qualche risorsa in più da destinare ai progetti di servizio sociale, dal momento che il Fondo nazionale per il servizio civile è "dimagrito" progressivamente, con le ultime Finanziarie (si veda «Il Sole 24 Ore» del 27 novembre). «È positivo lo sblocco di risorse da impiegare nei progetti – commenta il presidente di Arci Servizio Civile Licio Palazzini – ma non bisogna dimenticare che la dotazione del Fondo è passata da 266 milioni del 2008 a 171 milioni per il 2009, con un taglio del 42%. Il riscatto a proprie spese dei periodi di servizio prestati dai giovani – continua Palazzini – può sembrare una nota stonata, ma è bene precisare che un anno di servizio civile vale quattro mesi ai fini pensionistici, e che per il riscatto è necessario aver lavorato almeno cinque anni come co.co.pro.».
Fonte:ilsole24ore.com(Valentina Melis)
Cassazione: sieropositivo non avverte il partner della sua condizione? E' dolo eventuale e non colpa cosciente
La Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 44712/2008) ha stabilito che risponde di lesioni volontarie gravissime per dolo saranno il sieropositivo che ha rapporti sessuali con il partner senza avvertirlo della sua condizione. I Giudici del Palazzaccio hanno infatti osservato che “molto si è discusso in giurisprudenza e in dottrina in ordine alla differenza esistenza tra l’ipotesi del dolo eventuale e quella della colpa cosciente, anche con riferimento ad ipotesi come quella in discussione, e si è pervenuti spesso a conclusioni differenti, anche se non del tutto divergenti. Senza alcuna pretesa di completezza, va detto, in estrema sintesi, che il criterio distintivo di gran lunga prevalente si fonda sul cosiddetto criterio della accettazione del rischio; si sarebbe, quindi, in presenza di dolo eventuale quando l’agente, pur non volendo l’evento, accetta il rischio che si verifichi come risultato della sua condotta, comportandosi anche a costo di determinarlo, mentre risponderebbe a titolo di colpa aggravata – colpa cosciente – l’agente che, pur rappresentandosi l’evento come possibile risultato della sua condotta, agisca nella ragionevole speranza che esso non si verifichi”.
Nel caso di specie, la Corte ha rilevato che è fuori contestazione “che la donna si sia rappresentata la concreta possibilità di trasmettere il virus al sul partner e ciò non solo perché, come ha osservato la Corte territoriale, i mass media, da tempo hanno svolto, e continuano a svolgere, campagne per illustrare i rischi della grave infezione ed i pericoli di alcuni comportamenti sessuali, invitando la popolazione a prevenire il rischio con rapporti sessuali protetti, ma specificamente perché la consapevolezza del rischio derivava dalla concreta e drammatica esperienza di vita della donna, come sopra descritta” e che “non vi è alcun dubbio allora che la donna abbia agito essendo perfettamente consapevole del concreto rischio di infezione al quale esponeva il suo compagno – evento non solo concretamente possibile, ma altamente probabile con il protrarsi dei rapporti sessuali – ed accettando il rischio del verificarsi dell’evento, alla fine davvero verificatosi”.
Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)
Imprese, prestiti in frenata a ottobre
I prestiti delle banche alle imprese non finanziarie registrano una crescita rallentata in ottobre, come primo effetto del raffreddamento congiunturale in arrivo. Secondo i dati del Supplemento al Bollettino Statistico della Banca d'Italia sulle banche, le consistenze dei prestiti alle imprese sono risultate in ottobre pari a 862.486 milioni di euro con un incremento dello 0,5% rispetto allo stock di settembre (857.994 milioni). Il mese precedente l'incremento mensile era risultato pari all'1% (849.066 le consistenze in agosto). Nel dettaglio, i dati di Via Nazionale mostrano un'accelerazione dei prestiti alle imprese oltre i 5 anni (+0,9% in ottobre contro un incremento dello 0,6% in settembre) a fronte di una lieve contrazione dei prestiti con durata tra 1 e 5 anni. I prestiti a breve (fino a 1 anno) registrano un rallentamento, con un incremento mensile dello 0,4% in ottobre, rispetto a un +1,1% registrato a settembre.
Dal supplemento al Bollettino emerge anche un dato su prestiti delle banche alle istituzioni finanziarie (aggregato che comprende banche, fondi comuni e gli altri intermediari finanziari) in forte crescita, a quota 757 miliardi dai 539 miliardi di settembre. Il Bollettino spiega che il dato è influenzato dalle riorganizzazioni dei gruppi bancari in Italia e che dal prossimo mese di novembre sia i prestiti sia il dato sui depositi (da 529 a 776 miliardi) torneranno sui livelli precedenti. Oltre a mostrare qualche sintomo di rallentamento del credito alle imprese, le statistiche di Banca d'Italia mettono in evidenza anche che i tassi sui mutui per abitazioni, per effetto soprattutto della riduzione della domanda, stanno scendendo e ad ottobre sono tornati ai livelli dello scorso maggio: per l'esattezza, il tasso annuo effettivo globale applicato ai prestiti per l'acquisto di nuove abitazioni in ottobre è pari al 5,88%, contro il 5,95% di settembre ed il 6,11% di agosto, picco massimo degli ultimi anni. In costante flessione anche il tasso nominale medio sui mutui, che passa al 5,76% contro il 5,80% di settembre ed il 5,95% di agosto.
Sul versante parlamentare, intanto, l'Aula del Senato dovrebbe votare oggi, con ogni probabilità, il cosiddetto decreto salva-banche. Ieri la commissione Finanze di Palazzo Madama ha dato il via libera, senza modifiche, al testo che è stato già approvato in prima lettura dalla Camera e che scade l'8 dicembre. «Molti degli emendamenti presentati sono stati ritirati e verranno ripresentati in aula, sotto forma di ordini del giorno» ha detto il presidente della commissione, Mario Baldassarri. Gli emendamenti in realtà sono un centinaio, in larga prevalenza dell'Idv e del Pd, ma ci sono anche emendamenti di An e della Lega Nord. Quanto a Forza Italia, ieri si è espressa, in materia creditizia, attraverso Giorgio Jannone, esponente Pdl della commissione Finanze della Camera, particolarmente preoccupato per la dinamica del titolo del Banco Popolare sceso a un valore di 5,04 euro: «Questo tracollo del Banco Popolare – ha dichiarato Jannone – appalesa l'impossibilità da parte degli azionisti non organizzati, sostanzialmente privi del diritto di voto, di controllare ed eventualmente sostituire gli amministratori protagonisti di questo tipo di default di eccezionale gravità».
Fonte:ilsole24ore.com
12.000 Euro in banconote a pezzi,le ricomporrà
Uno spazzino che ha trovato banconote spezzettate per il valore di 10.000 sterline (oltre 12.000 euro) potrà tenersi i soldi, ma prima di spenderli dovrà rimetterli tutti insieme. Graham Hill aveva trovato le banconote da 10 e 20 sterline in un cestino durante la sua ronda a Lincoln e la aveva consegnate alla polizia. Dopo un'inchiesta durata sei mesi, gli agenti hanno concluso che non erano legate ad alcuna attività criminale e non sono riusciti a spiegare perché fossero state tagliate in mille pezzi. Il postino ha quindi avuto il permesso di riprendersi i soldi ma prima di poterli consegnare alla banca per farseli cambiare con delle banconote integre dovrà completare il gigantesco puzzle.
Fonte:ansa.it
Contributi Aziende Agricole con dipendenti
L’Inps comunica che il 16 dicembre 2008 scade il termine per il pagamento dei contributi dei lavoratori dipendenti in agricoltura relativi al secondo trimestre 2008 (periodo aprile-giugno).
I pagamenti devono essere effettuati secondo gli importi comunicati con modd.F24 prestampati spediti dall’Istituto direttamente presso gli indirizzi comunicati dalle aziende.
I datori di lavoro che non avessero ricevuto i modelli F24 entro il 16 dicembre, sono tenuti a richiederne il duplicato alla Sede INPS di competenza entro i dieci giorni successivi alla suddetta scadenza ed effettuare il versamento nei cinque giorni successivi (art.6 co.14 Legge 48 del 29/02/1988 testo vigente).
Fonte:radiotsn.it
Iva ridotta per moduli fotovoltaici e inverter acquistati all'estero
Stesso sconto per transazioni interne e importazioni se il bene è finito e parte di un impianto agevolabile
Via libera all'Iva ridotta al 10% per l'acquisto di componenti di impianti a energia solare da parte di installatori, costruttori o utilizzatori finali anche se il bene proviene dall'estero. Transazioni esterne e interne devono essere sottoposte, infatti, alla medesima aliquota. A stabilirlo è l'articolo 69 del Dpr 633/1972, che a sua volta recepisce quanto indicato dalla direttiva 2006/112/Ce.
Lo sostiene l'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 469/E del 3 dicembre.
La risoluzione risponde al quesito proposto da una società che opera nel settore delle energie rinnovabili e, in particolare, commercializza e installa impianti a energia solare, per i quali è prevista l'aliquota Iva agevolata del 10 per cento. La sua attività consiste, tra l'altro, anche nel rivendere e acquistare singoli componenti di tali opere, prodotti che ritiene qualificabili come "beni finiti" e quindi rientranti nei parametri stabiliti per usufruire del beneficio fiscale (risoluzione 269/2007).
Partendo dall'assunto quindi che l'agevolazione sia applicabile sia per il tipo di materiale commercializzato che per l'attività svolta dalla società (sono esclusi dal beneficio grossisti e distributori), l'istante chiede se la circostanza per cui i beni siano acquistati da fornitori esteri possa costituire ostacolo al riconoscimento dell'aliquota ridotta.
Nel formulare la risposta i tecnici dell'agenzia concordano con l'istante riconoscendo omogeneità di trattamento fiscale tra le importazioni e le operazioni interne. Negli stessi termini, tra l'altro, si era già espressa l'agenzia delle Dogane.
Nel documento di prassi si insiste però sul fatto che i moduli fotovoltaici, gli inverter e le strutture metalliche di supporto citati e acquistati dalla società debbano essere qualificabili come beni che, "pur incorporandosi nella costruzione, sono comunque riconoscibili, in quanto la loro specifica individualità e funzionalità non vengono meno qualora i medesimi concorrano a realizzare la costruzione dell'opera" (risoluzione 22/1998), devono essere in sostanza "beni finiti".
Requisito indispensabile alla fruizione del beneficio, precisano inoltre le Entrate, è il rilascio di una dichiarazione da parte dell'acquirente che il prodotto importato è destinato alla costruzione o installazione di uno degli impianti termici per i quali è prevista l'Iva scontata.
Fonte:nuovofiscooggi.itAnna Maria Badiali
Regione Valle D'Aosta. Bando da oltre 4 milioni per il sostegno alla locazione
E' stato presentato il bando per il sostegno alla locazione per gli anni 2007 e 2008. I fondi messi a disposizione dala Regione Valle D'Aosta ammontano a 4 milioni e 200 mila euro.
Tra le novita' introdotte risultano l'anzianita' di residenza in Valle d'Aosta, fissata in cinque anni alla data di presentazione della domanda, e l'introduzione del canone di riferimento, che e' stato cosi' determinato: 350 euro mensili per i nuclei composti da una persona, 450 per due persone, 550 per tre persone e 650 per i nuclei da quattro o piu' persone. Due le fasce alle quali e' rivolto il bando: l'una con un reddito annuale fino a 11.522 euro (incidenza canone non inferiore a 14%); nell'altra il reddito non deve superare i 30.600 euro (incidenza canone non inferiore al 24%). La data di scadenza delle domande e' fissata al 30 dicembre prossimo.
L'accoglimento della modulistica, in distribuzione all'assessorato di via Promis e scaricabile da Internet, non segue l'ordine di presentazione. Gli uffici resteranno aperti tutti i sabato mattina e tutti i martedi' e giovedi', orario continuato (8.30-18.30); mercoledi' e venerdi' (8.30-13.30).
Fonte:demaniore.com
Lavoro, Cisl: ''Senza interventi a rischio 900 mila posti''
La recessione inizia a colpire duramente l'industria del paese: nei primi dieci mesi dell'anno, infatti, sono circa 180 mila, per l'esattezza 179.552, i lavoratori coinvolti in processi di crisi e ristrutturazioni aziendali che, tradotto, equivale a cassa integrazione ordinaria, straordinaria e mobilità, molte delle quali partite negli ultimi due mesi. E le previsioni per futuro non sono ottimistiche: a rischio nei prossimi due anni ci sono altri 900 mila posti. A fotografare lo stato di grave disagio della realtà industriale è il 'Rapporto industria' della Cisl che solo nel giugno scorso stimava valori decisamente più bassi: non più di 20 -25 mila lavoratori a rischio occupazione.
Un dato quello di oggi che appare al sindacato stesso sottostimato visto che non comprende gli interinali e quelli con contratto a termine coinvolti dalle ristrutturazioni. E la crisi attraversa tutto il paese: rapportando la percentuale di ore di Cassa integrazione con il peso dell'occupazione industriale, infatti, a segnalare la maggiore intensità di crisi struttrali irrisolte sono Piemonte, Lazio, Campania, Basilicata e Sardegna. Ma le altre regioni non vanno meglio: in Lombardia, per esempio, è raddoppiato ( 94%) nell'ottobre scorso ottobre il numero dei lavoratori coinvolti da situazioni di crisi aziendale nell'industria meccanica lombarda in appena tre mesi lavorativi.
Anche la lista delle industrie colpite è lunga e ricca di nomi importanti: oltre a Fiat e ad Alitalia, anche Guzzi, Lucchini, Riello di Lecco, Ratti di Como, Electrolux, Antonio Merloni, PininFarina e Carrozzerie Bertone. E ancora:Granarolo, Campari, Unilever e Natuzzi. Anche diversi distretti industriali sono in difficoltà, dalla lana a Prato e Biella, alla seta a Como, al calzaturiero nelle Marche, al mobile in Puglia e Basilicata fino all'orafo ad Arezzo. Una 'road map' della crisi che secondo le stime della confederazione di via Po coinvolge oltre il 5% dell'occupazione industriale.
E come spiega il segretario confederale Gianni Baratta, il dato "tende a crescere". Il futuro non appare migliore: in mancanza di misure anticicliche efficaci, di sostegno alla domanda e alle imprese altri 900 mila lavoratori, concentrati per lo più nel manifatturiero e nel settore delle costruzioni, potrebbero, nei prossimi due anni (2009-2010), essere coinvolti dalla crisi. D'altra parte aumentano complessivamente del 7,9% le ore di cassa utilizzate con una variazione più che doppia di quelle registrata a giugno.
Una situazione grave per la quale la Cisl sollecita il governo ad aprire urgentemente anche un 'tavolo istituzionale' per un sostegno al finanziamento delle Pmi che definisca e renda operative misure nazionali d'accesso al credito "secondo garanzie collettive e nuovi strumenti giuridici per aggregare le imprese in reti, gruppi d'interesse e filiere". A questo va affiancato l'avvio di nuova politica per l'energia, "un settore critico per gli elevati costi che impone al paese, alle imprese ed alle famiglie" e l'avvio di una nuova politica industriale, con un'integrazione nello spazio europeo dei settori di punta, delle tecnologie energetiche e della Ricerca, oltre al lancio di una politica incisiva per i distretti industriali ed il trasferimento di una quota delle risorse nazionali per incentivi alle Regioni''.
All'Unione europea, invece, il sindacato chiede "un grado maggiore di pragmatismo e di flessibilità" nel valutare sforamenti e tempi di rientro nei parametri di Maastrich per paesi come l'Italia e la creazione di nuovi strumenti monetari europei, come gli eurobond per finanziare con nuovo capitale netto la realizzazione di grandi opere ed infrastrutture strategiche.
Fonte:adnkronos.com
I voucher estesi anche a commercio e turismo
Possono fare ricorso al lavoro accessorio tutti i datori di lavoro e le imprese operanti nel settore del commercio, dei servizi e del turismo. A precisarlo è l'Inps con la circolare 104 del 1° dicembre 2008. Tra le figure che possono essere interessate, vi sono i giovani con meno di 25 anni, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'università o a un istituto scolastico di ogni ordine e grado, limitatamente a periodi di vacanza e per qualunque tipologia di attività lavorativa. In generale, tutti possono svolgere lavoro accessorio con riferimento a manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli; o lavori di emergenza o di solidarietà; giardinaggio, lavori di pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti; consegna porta a porta e vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica.
Il lavoratore in cambio della sua prestazione non riceve il pagamento in denaro: un buono gli permetterà di ottenere, tramite un soggetto terzo, il compenso e la contribuzione assistenziale e previdenziale. Per regolare il lavoro accessorio nel settore commercio, del turismo e dei servizi, l'Inps ha previsto l'utilizzo dei buoni lavoro sia in formato telematico sia cartaceo. I primi consentono l'accredito telematico utilizzando una tessera simile al bancomat; quelli cartacei, invece, devono essere acquistati presso le sedi provinciali Inps. Un singolo voucher ha un valore di dieci euro (1,30 euro destinati a contributi Inps, 0,70 euro a titolo di premio Inail e 0,50 euro a titolo di commissione per chi gestisce il servizio).
Fonte:ilsole24ore.com
Bonus famiglia come richiederlo: moduli presto disponibili. Ecco come fare e beneficiari.
Dopo l’approvazione del pacchetto di misure anti crisi a sostegno di famiglie e imprese, si attende dall’Agenzia delle Entrate la pubblicazione, a giorni, dei moduli per la richiesta del bonus famiglie.
Il bonus sarà una tantum (cioè erogato una sola volta) e varierà da 200 a mille euro a seconda del reddito e dei componenti del nucleo familiare che ne farà richiesta, come si vede nella tabella a destra. Nel complesso sono stati stanziati 2,4 miliardi di euro e si stima che potranno beneficiarne otto milioni di famiglie.
Potranno beneficiare del bonus i redditi da lavoro dipendente, le pensioni e molti dei redditi che il Testo unico in materia (Dpr 917/1986) assimila a quelli da lavoro dipendente e bisognerà avere un reddito che arriva a 35mila euro di reddito complessivo familiare annuo e sarà, inoltre, importante il numero dei familiari e il reddito complessivo.
Il bonus verrà erogato dal sostituto d'imposta secondo l'ordine di presentazione delle richieste e nei limiti dei contributi disponibili nel mese dell'erogazione. Il bonus dovrà essere richiesto presentando una domanda nella quale il richiedente autocertifica: il coniuge non a carico e il suo codice fiscale; i figli, gli altri familiari a carico, la relazione di parentela e il loro codice fiscale; e che il reddito complessivo familiare rientra nei limiti richiesti dal decreto.
La domanda va presentata entro il 31 gennaio 2009 a datore di lavoro privato o pubblico del richiedente o l'ente previdenziale che gli versa la pensione. La richiesta può essere presentata anche tramite dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro e centri di assistenza fiscale.
Fonte:businessonline.it(Marianna Quatraro)
Solo il titolare è abilitato a usare la carta acquisti
Sono ormai definite le regole procedurali da seguire per avere accesso alla card con i 40 euro mensili. Il decreto interdipartimentale del 16 settembre 2008 modificato dal decreto del 7 Novembre consente di definire l’identikit del beneficiario: il beneficiario è colui che deve possedere i requisiti per avere diritto alla carta (soggetto ultra 65enne o il minore di tre anni) mentre il titolare è colui a cui viene intestata la card, l’unico abilitato all’utilizzo della stessa.
Fonte:fiscoetasse.it
Indennita' di mobilita' - Maggiorazione del periodo di 12 mesi del periodo di erogazione
Come è noto, l’articolo 7, comma 2, della legge n. 223 del 1991 prevede che, nelle aree di cui al testo unico delle leggi sugli interventi nel mezzogiorno approvato con D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218, l’indennità di mobilità è corrisposta per un periodo massimo di dodici mesi superiore di quella attribuita nella restante parte del Paese. Con circolare n. 3 del 2 gennaio 1992, l’Istituto aveva precisato che «per i lavoratori licenziati da imprese operanti nelle aree del Mezzogiorno la durata della prestazione è rispettivamente prolungata nelle tre ipotesi sopraindicate per ulteriori dodici mesi». La questione ha peraltro dato luogo, nel tempo, al sorgere di due diversi orientamenti giurisprudenziali, entrambi i quali erano stati fatti propri da diverse sentenze della Sezione Lavoro della Corte di Cassazione. Il primo orientamento – sostenuto dalle sentenze 27 novembre 2002 n. 16798, 22 ottobre 2003 n. 15822 e 8 luglio 2004 n. 12630 – fonda il requisito territoriale sul luogo ove il lavoratore ha svolto la propria attività e si è iscritto, una volta licenziato, nelle liste di mobilità. Il secondo orientamento (fatto proprio dalla sentenza 9 febbraio 2004, n. 2409) riteneva invece che si dovesse far riferimento al luogo ove ha sede l’impresa che riduce il personale e nel quale è stata attivata la procedura di cui all’art. 4 della legge n. 223 del 1991.
Fonte:laprevidenza.it
Adesione agli inviti a comparire con sanzioni dimezzate
La definizione agevolata sarà possibile fino a 15 giorni prima della data fissata per la convocazione
L'articolo 27 del decreto legge n. 185/2008 apporta sostanziali modifiche al procedimento di adesione innescato su iniziativa dell'ufficio. Si tratta dell'avvio del procedimento di accertamento con adesione sancito dall'articolo 5 del Dlgs 218/1997, diffusamente utilizzato per le procedure accertative basate sulle risultanze degli studi di settore.
A seguito delle nuove disposizioni, i contribuenti potranno concludere la procedura di adesione con il versamento delle imposte dovute e di una sanzione dimezzata rispetto al previgente quadro normativo. La sanzione da un quarto del minimo passa a un ottavo del minimo, a condizione che il contribuente comunichi all'ufficio di voler aderire e effettui il versamento entro il quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione.
Cambia veste anche l'invito dell'ufficio, che, per effetto delle modifiche, deve contenere, oltre all'indicazione dei periodi d'imposta e della data di comparizione, le maggiori imposte, sanzioni e interessi dovuti in caso di definizione agevolata, nonché le motivazioni che hanno portato alla determinazione delle maggiori imposte.
Il contribuente che vuole aderire al contenuto dell'invito, deve far pervenire all'ufficio apposita comunicazione, a cui va allegata la ricevuta di avvenuto pagamento delle somme dovute. E' anche prevista la possibilità di pagamento rateale; in tal caso, nella comunicazione va indicato il numero di rate prescelto e va presentata la ricevuta di pagamento della prima rata. Chi opta per la soluzione rateale non è tenuto a prestare alcuna garanzia. Per le rate successive alla prima, sono dovuti gli interessi legali, calcolati dal giorno successivo al pagamento della prima rata.
Attenzione al mancato pagamento delle somme oggetto di adesione: in tal caso, l'ufficio è legittimato a iscrivere a ruolo il tributo a titolo definitivo.
Le nuove disposizioni normative non trovano applicazione nei casi in cui l'invito dell'ufficio sia successivo alla notifica di un processo verbale di constatazione cui poteva essere prestata adesione integrale ai sensi dell'articolo 5-bis del Dlgs 218/1997.
Per le modalità di presentazione della comunicazione dell'adesione si fa riferimento a quanto indicato nel provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate del 10 settembre 2008, rammentando che il modello di comunicazione può essere consegnato direttamente presso l'ufficio ovvero spedito a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento e che va allegata la fotocopia di un documento d'identità del soggetto che provvede alla comunicazione.
L'innovato impianto normativo prevede, inoltre, in caso di perfezionamento della citata adesione anticipata, una preclusione per eventuali ulteriori accertamenti presuntivi di cui all'articolo 39, primo comma, lettera d), del Dpr 600/1973 (accertamenti analitico-induttivi), fatta salva l'ipotesi in cui l'ammontare delle attività non dichiarate sia superiore al 40% dei ricavi (o compensi) definiti ovvero a 50mila euro. La preclusione non opera nei casi di omessa o infedele indicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore ovvero nell'ipotesi di indicazione di cause di esclusione o inapplicabilità non spettanti.
Per effetto delle novità introdotte, il contribuente destinatario dei nuovi inviti all'adesione dovrà valutare l'opportunità di concludere il procedimento anticipatamente, beneficiando della riduzione delle sanzioni ad un ottavo, ovvero instaurare il contraddittorio al fine di ottenere un abbattimento delle maggiori imposte determinate, cui saranno poi applicate le sanzioni nella misura di un quarto del minimo.
Il nuovo istituto dell'adesione anticipata con sanzioni dimezzate troverà applicazione per gli inviti emessi dagli uffici a partire dal 1° gennaio 2009.
Fonte:nuovofiscooggi.it(Angelo Rubano)
Il bonus famiglie scatta a febbraio
A febbraio 2009 le buste paga dei lavoratori e le pensioni di 8 milioni di famiglie saranno più pesanti. Anche se con effetto una tantum. Il piano anti-crisi varato per decreto dal Consiglio dei ministri, fissa all'inizio del prossimo anno il decollo del bonus (a gennaio le domande), che oscillerà tra i 200 e i 1.000 euro anche sulla base dei figli e degli anziani presenti nel nucleo e che potrà scattare (sotto forma di detrazione) fino a un reddito di 22mila euro. Un tetto che sale a 35mila euro per le famiglie con portatori di handicap. Sempre a partire da 2009 andrà a regime l'intervento per mitigare le tariffe.
Ma tra i quasi 40 articoli di cui è composto il decreto si snodano altre misure di sostegno: dall'alleggerimento dell'Irap per le imprese all'irrobustimento e all'estensione degli ammortizzatori sociali (anche ai co.co.co.); dal tetto del 4% sulla rata del mutuo variabile per la prima casa al prestito agevolato per "bebè" fino alle nuove regole sugli accertamenti. Nel piano confluiscono la revisione dell'Opa, i "Tremonti bond" e rispunta la "porno-tax", che viene estesa anche alle trasmissioni Tv a luci rosse (addizionale Irpef del 25% su chi produce e commercializza materiale pornografico). Vengono confermate l'Iva per cassa e la velocizzazione dei pagamenti della pubblica amministrazione. Confermato anche il taglio di tre punti degli acconti Ires e Irap in scadenza il 1° dicembre. Che rappresenta uno dei pochi interventi che scatteranno prima della fine del 2008. Non a caso il ministro Giulio Tremonti sottolinea che gli effetti del piano si sentiranno per due o tre anni.
Un piano che il Consiglio dei ministri approva in dieci minuti. Ma il via libera arriva alla fine di una gestazione durata 20 giorni, con pressioni di vario tipo sul ministro dell'Economia, come quella esercitata (con successo) dal ministro Ignazio La Russa per estendere la detassazione del salario di produttività (la cui soglia sale a 35mila euro) anche al personale pubblico dei settori della Difesa, dei Vigili del fuoco e della sicurezza. Un gestazione non del tutto in discesa, insomma. Che ha contribuito a far lievitare, seppure non di molto, il valore del pacchetto di sostegni diretti a famiglie e imprese a quota 5-6 miliardi (secondo alcune stime dei tecnici), 1-2 miliardi in più rispetto ai 4 miliardi di cui si parlava nei giorni scorsi. Tremonti non fornisce i dettagli sulle cifre limitandosi ad affermare che il piano del Governo mobilita 80 miliardi tra risorse sbloccate, utilizzazioni di fondo Ue, sostegni diretti e riduzioni di costi e di tariffe.
Il cuore del pacchetto è rappresentato dagli interventi di natura assistenziale, che si vanno ad aggiungere alla social card già prevista dalla manovra estiva, la cui decorrenza, in questo caso, è dicembre 2008. Tra bonus famiglia (2,4 miliardi) e potenziamento degli ammortizzatori (ulteriori 426 milioni da aggiungere ai 600 milioni della Finanziaria, più altri 200 milioni di risorse "europee") si arriva a quota 3 miliardi.
Quello per le famiglie appare il capitolo più ricco del decreto. Oltre al bonus, arrivano un tetto del 4% per le rate del mutuo variabile per l'acquisto della prima casa (della parte in eccesso se ne farà carico lo Stato con un fondo di garanzia) e il congelamento, o la riduzione, delle tariffe legate alle forniture abituali (acqua esclusa) con interventi anche su quelle delle Ferrovie e delle autostrade. Del pacchetto fa anche parte il prestito a tasso particolarmente agevolato alle famiglie con nuovi nati (il cosiddetto prestito-bebè).
Sul versante lavoro, in aggiunta all'irrobustimento della dote per gli ammortizzatori arriva un assegno di disoccupazione ad hoc per i «co.co.co.», in forma una tantum. Accantonata la proroga della detassazione degli straordinari, sale a 35mila euro la soglia per la proroga della detassazione del salario e dei premi di produttività.
Tra le novità dell'ultima ora, i fondi per la sicurezza delle scuole, quelli per l'edilizia carceraria, la stretta del fisco sui circoli e società sportive dilettantistiche e gli incentivi per favorire il rientro in Italia dei "cervelli", ovvero dei ricercatori residenti all'estero, (imponibilità fiscale limitata al 10%).
Quanto alle imprese, scattano l'Iva di cassa e la deduzione del 10% dell'Irap ai fini Ires per la componente relativa al costo del lavoro. Prevista poi l'abolizione del tetto del 15% relativo alla presenza delle aziende nelle banche. Il decreto, che dà anche il via allo sblocco dei rimborsi Iva ultradecennali per un valore di oltre 6 miliardi, contiene pure un capitolo anti-evasione. Con l'incremento dei controlli del Fisco sulle grandi imprese (società con giro d'affari superiore ai 300 milioni di euro annui). Vengono inoltre introdotte mini-sanzioni per chi aderisce agli inviti del Fisco. Scatterà anche una revisione degli studi di settore. Infine, in aggiunta agli interventi per velocizzare la realizzaizione delle infrastrtture, il decreto introduce la detassazione in favore dei soggetti che si faranno carico della realizzazione di micro-progetti di arredo urbano (restyling di piazze e giardinetti).
Fonte:ilsole24ore.com(Marco Rogari)
Cassazione: lavoro full time per i praticanti? E’ ammesso
Le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione (Sent. n. 28170/2008) hanno stabilito che i praticanti avvocati, non ammessi al patrocinio, possono essere dipendenti pubblici o privati, full time. Gli Ermellini hanno infatti chiarito che “trattandosi di preclusioni volte a garantire l’autonomo ed indipendente svolgimento del mandato professionale, le incompatibilità di cui all’art. 3 del RDL n. 1578/1933 non si applicano ai praticanti non ammessi al patrocinio, che possono di conseguenza essere iscritti nell’apposito Registro Speciale anche se legati da un rapporto di lavoro con soggetti pubblici o privati”.
Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)
Arriva l'Iva di cassa. Imposta da versare solo a corrispettivo riscosso
Il differimento dell'esigibilità si protrae fino a un anno dal momento di effettuazione dell'operazione
L'articolo 6 del Dpr 633/72 individua il momento nel quale l'Iva diventa esigibile per l'erario. In generale, il comma 1 prevede che, per le cessioni di beni, l'operazione si intende effettuata nel momento della stipula per le operazioni riguardanti i beni immobili, mentre per i beni mobili vale la semplice consegna o spedizione. Nel comma 3 è invece stabilito che le prestazioni di servizi si intendono effettuate nel momento del pagamento delle medesime. Il comma 5, infine, stabilisce che l'imposta diventa esigibile con riferimento ai momenti di effettuazione delle operazioni così come sopra indicati.
Tuttavia, è anche previsto che l'esigibilità venga differita all'atto del "pagamento dei relativi corrispettivi" anche in altre determinate occasioni, quali le cessioni di determinati prodotti farmaceutici e le cessioni di beni e prestazioni di servizi fatte allo Stato e agli organi dello Stato, compresi gli enti pubblici territoriali.
Su questa base è intervenuto, in via sperimentale per gli anni solari 2009, 2010 e 2001, l'articolo 7 del decreto legge 185/2008.
L'imposta diviene in generale esigibile all'atto del pagamento dei corrispettivi per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o committenti che operano con la qualifica di soggetti Iva (ovvero nell'esercizio di impresa, arte e professione), con esclusione, quindi, dell'Iva incassata dai consumatori finali.
Il differimento dell'esigibilità, tuttavia, ha il limite temporale in un anno dal momento di effettuazione dell'operazione, che però non trova applicazione nel caso in cui il cessionario o il committente, prima della scadenza dell'anno, sia stato interessato da procedure concorsuali o esecutive.
La norma, poi, dispone che il differimento dell'esigibilità non si applica nei seguenti casi:
il cedente o prestatore si avvale di "regimi speciali" di applicazione dell'imposta (ad esempio, regime agricolo, del margine eccetera)
le cessioni o le prestazioni sono effettuate nei confronti di soggetti che operano secondo il principio dell'inversione contabile.
Se l'operazione può essere soggetta al differimento dell'esigibilità, la circostanza dovrà essere annotata sulla fattura con indicazione della norma di riferimento. In mancanza do tale annotazione, l'imposta è esigibile secondo le norme di carattere generale esposte all'inizio.
La norma introdotta dall'articolo 7 del Dl 185/2008 è subordinata all'approvazione comunitaria. Un decreto stabilirà il volume d'affari dei soggetti Iva che potranno usufruire della nuova disposizione.
Fonte:nuovofiscooggi.it(Alfonso Russo)
Agevolazioni risparmio energetico, le novità del decreto anti crisi
Tra le novità introdotte dal decreto anti crisi ce ne è una che riguarda le agevolazioni sul risparmio energetico. Introdotta con la Finanziaria 2007, l'agevolazione sarà concessa - per le spese sostenute nel 2008, nel 2009 e nel 2010 - solo se alla presenza dei requisiti previsti dalla legge (su tipologia di intervento e limiti di spesa) si accompagni la concreta disponibilità delle risorse pubbliche stanziate per tale agevolazione. Tale disponibilità sarà determinata dall'ordine cronologico di presentazione di una nuova, apposita istanza che i soggetti interessati all'agevolazione dovranno presentare:
dal 15 gennaio al 27 febbraio 2009, per le spese sostenute nel 2008;
dall'1 giugno al 31 dicembre 2009, per le spese sostenute nel 2009;
dall'1 giugno al 31 dicembre 2010, per le spese sostenute nel 2010.
Confedilizia esprime perplessità circa la nuova disposizione e mette a disposizione sul proprio sito internet una nota illustrativa di tutte le norme del provvedimento di interesse per il settore immobiliare (che riguardano inoltre, fra l'altro, mutui per l'acquisto della prima casa e la detassazione dei progetti di arredo urbano).
Fonte:helpconsumatori.it
Piccola proprietà, agevolazioni anche per conferimento anticipato
Sì ai benefici fiscali se il coltivatore costituisce con i suoi familiari una Sas che continua l'attività agricola
Le agevolazioni previste per la piccola proprietà contadina non decadono nel caso in cui il fondo venga conferito dal contadino in una società agricola in accomandita semplice, costituita dallo stesso coltivatore diretto e dai suoi familiari, prima del decorso dei cinque anni dall'acquisto, termine che farebbe scattare la perdita del beneficio. In questo caso, infatti, non viene meno l'attività agricola che continua a essere esercitata dal contadino nella nuova veste di socio.
E' in sintesi il contenuto della risoluzione n. 455/E del 1° dicembre, concernente le cause di decadenza dai benefici fiscali in ambito rurale.
L'Agenzia ricorda in via preliminare che le agevolazioni tributarie riconosciute alla piccola proprietà contadina decadono se l'acquirente, il permutante o l'enfiteuta, prima che siano trascorsi cinque anni dall'acquisto, aliena il fondo, i diritti parziali su di esso o cessa di coltivarlo direttamente (articolo 7 della legge 604/1954). Oltre all'ipotesi di alienazione anche il conferimento della proprietà o di altri diritti reali sul fondo deve essere considerato come causa di decadenza dalle agevolazioni, in quanto determina un trasferimento di beni come corrispettivo della partecipazione societaria (Cassazione sentenze 6578/2008, 21229/2006, 5141/2002, 1963/1990).
Tuttavia, nel caso specifico, il conferimento del fondo, seppur attuato in anticipo rispetto ai tempi consentiti, non comporta la decadenza dalle agevolazioni in quanto, essendo i soci della conferitaria lo stesso agricoltore e i suoi familiari e continuando a coltivare direttamente il medesimo fondo, viene semplicemente attuata una riorganizzazione dell'attività precedentemente svolta, in linea con gli interventi normativi volti a favorire il lavoro agricolo in forme più moderne.
A sostegno della conclusione, l'Agenzia ricorda l'articolo 9 della legge 604/1954: "Ai soci delle società di persone esercenti attività agricole, in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale, continuano ad essere riconosciuti e si applicano i diritti e le agevolazioni tributarie e creditizie stabiliti dalla normativa vigente a favore delle persone fisiche in possesso delle predette qualifiche…" e l'articolo 11 del Dlgs 228/2001, dove si precisa che "Non incorre nella decadenza dei benefici l'acquirente che, durante il periodo vincolativo…, ferma restando la destinazione agricola, alieni il fondo o conceda il godimento dello stesso a favore del coniuge, di parenti entro il terzo grado o di affini entro il secondo grado, che esercitano l'attività di imprenditore agricolo...".
Fonte:nuovofiscooggi.it(Patrizia De Juliis)
Novità per i mutui immobiliari a tasso variabile.Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185 (GU 29 .11. 2008, n. 280, Suppl. Ord. n. 263)
Il decreto " anti crisi", varato dal governo venerdì, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 novembre 2008, n.280. Numerose le misure a sostegno delle famiglie, dell'occupazione e per il rilancio delle imprese.
In particolare, per i mutui immobiliari a tasso variabile in corso alla data del primo gennaio, l'art. 2 prevede l'istituzione di un tetto massimo del 4% per le rate da sostenere nel corso del 2009; a fronte degli extra-costi sopportati dal sistema bancario c'è la disponibilità dello Stato ad accollarsi l'eventuale eccedenza.
Per i nuovi mutui, invece, il tasso base di riferimento per il calcolo dello spread, non sarà più l'Euribor ma l'IRS, ossia il tasso base della politica monetaria, fissato dalla Banca Centrale Europea.
Dunque, a partire dal 1° gennaio 2009, le banche che offrono alla clientela mutui garantiti da ipoteca per l'acquisto dell'abitazione principale devono assicurare ai medesimi clienti la possibilità di stipulare tali contratti a tasso variabile indicizzato al tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale della Banca centrale europea.
Le banche sono tenute a osservare le disposizioni emanate dalla Banca d'Italia per assicurare adeguata pubblicita' e trasparenza all'offerta di tali contratti e alle relative condizioni.
Fonte:ilsole24ore.com
Cassazione: non serve unanimità dei condomini per mettere il riscaldamento autonomo
La Corte di Cassazione ha messo la parola fine sulle tante battaglie legali insorte tra i condomini ogni qualvolta si è posta la necessità per alcuni di staccarsi dall'impianto centralizzato e di mettere un impianto di riscaldamento autonomo. Secondo la Corte (Sentenza 26822/2008) infatti per "mettersi in proprio" non c'è bisogno di una delibera unanime dell’assemblea condominiale ma basta la maggioranza. Nell'impianto motivazionale della sentenza la Corte chiarisce che il dpr 412/93 finalizzato al risparmio energetico rende possibile una decisione a maggioranza per sostituire l'impianto centralizzato con impianti autonomi che corrispondono alle caratteristiche di legge e chi non è daccordo non può più decidere di mantenere il vecchio impianto. In sostanza è proprio il passaggio al riscaldamento autonomo a conseguire il perseguimento della finalità di risparmio energetico a cui tende la normativa. Proprio per questo tutti i condomini debbono partecipare alla spesa, anche quelli che non sono daccordo. La Corte evidenzia che diversamente, ossia consentendo di mantenere in funzione il vecchio impianto, si arriverebbe ad un dispendio maggiore di energia cosa che in sostanza andrebbe nella direzione opposta rispetto alle finalità del suddetto dpr. Il caso esaminato dalla Corte è relativo alle spese per la istallazione di una nuova canna fumaria a servizio degli impianti di riscaldamento autonomi. La delibera era stata presa a maggioanza ed era stata per questo impugnata. Ora la Corte ha chiarito che la spesa deve essere ripartita tra tutti i condomini. Dissenzienti compresi.
Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)
Bonus e sgravi fiscali per risparmio energetico: serve approvazione Agenzia Entrate. Nuove regole.
Il decreto anticrisi approvato dal Governo venerdì scorso riduce drasticamente le detrazioni fiscali in caso di interventi di riqualificazione energetica.
a cura della Redazione
Il decreto anticrisi approvato dal Governo venerdì scorso riduce drasticamente le detrazioni fiscali in caso di interventi di riqualificazione energetica. L'iter per avere accesso alle detrazioni Irpef e Ires (del 55%) prevede che per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2007, i contribuenti debbano inviare all'Agenzia delle entrate, in via telematica, istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi.
Il provvedimento stabilisce che sia l'Agenzia delle entrate ad esaminare le domande in base all'ordine cronologico di invio e comunicare successivamente entro 30 giorni l'esito della verifica agli utenti. Se non si è ricevuta alcuna comunicazione di accoglimento entro i 30 giorni stabiliti, significa che l'assenso non è statop concesso e il cittadino non potrà usufruire della detrazione.
Per quanto riguarda, invece, le spese sostenute nel 2008, in caso di mancato invio della domanda o di diniego da parte dell'Agenzia, l'interessato potrà comunque usufruire di una detrazione dall'imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 euro da ripartire in 10 rate annuali.
Per le agevolazioni sugli interventi energetici sono stati stanziati 82,7 milioni di euro per il 2008; 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010. Una volta terminati i fondi non sarà più possibile accogliere le domande dei cittadini e delle imprese.
Fonte:businessonline.it(Marianna Quatraro)
Termoli.Pubblicato dal Comune il bando per sostenere le famiglie povere
L'assessorato alle Politiche Sociali ha pubblicato giovedì 27 novembre 2008, l'avviso pubblico per l'accesso ai contributi regionali alle famiglie in difficoltà (D.D. Regionale n°304 del 20/10/2008, Delibera di Giunta Comunale n° 406 del 20/11/2008) consistenti in prestazioni economiche e/o servizi finalizzati ad aiutare le famiglie che sono sprovviste dei mezzi necessari al soddisfacimento dei bisogni primari.
Gli interventi di sostegno che il Comune realizza si articolano in: assistenza economica continuativa, assistenza economica straordinaria, assistenza economica per servizi scolastici ed educativi, assistenza economica integrativa per nuclei con minori a rischio di istituzionalizzazione. Il sostegno economico è rivolto a famiglie residenti nel Comune di Termoli e deve essere concesso prioritariamente nei seguenti casi:
I requisiti richiesti sono:
La domanda per accedere alle prestazioni deve essere presentata al Comune di Termoli – Settore Politiche Sociali - Largo Martiri delle Foibe entro il 27 dicembre 2008, nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.30 alle ore 11.00 e nei giorni di martedì e giovedì dalle ore 15.30 alle ore 17.00. L'avviso è stato pubblicato all'Albo Pretorio del Comune e sul sito Internet www.comune.termoli.cb.it.
Fonte:termolionline.it
La panoramica sugli ultimi provvedimenti fiscali
- Acconti di imposta - Prevedibile riduzione per le imprese
Per il sostegno all'economia, è prevedibile che venga disposta una limitata riduzione della percentuale dell'acconto delle imposte sui redditi, a favore delle imprese (non sembra a favore di lavoratori autonomi e famiglie).
Considerando che la disposizione potrebbe essere adottata anche un solo giorno prima del termine di scadenza, il versamento dell'acconto nelle misure ordinarie consentirà di compensare quanto pagato in più già con la scadenza IVA del 16 dicembre.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa del 26 novembre 2008)
- Accertamento dei redditi - Collaborazione dei comuniSono state definite le modalità di trasmissione telematica delle informazioni relative a: commercio e professioni, urbanistica e territorio, proprietà edilizie e patrimonio immobiliare, residenze fittizie all'estero e disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva. Per i periodi d'imposta i cui termini per l'esercizio dell'attività dell'accertamento decadono il 31 dicembre dell'anno nel quale si effettua la segnalazione, la trasmissione telematica dovrà essere effettuata entro il giorno 30 del mese di giugno.
(Agenzia delle entrate, provvedimento del 26 novembre 2008) )
- Imprese di navigazione marittima - Tonnage tax
È stato approvato, con Provvedimento dell'Agenzia delle entrate, il modello per la comunicazione relativa al regime di determinazione della base imponibile delle imprese marittime "tonnage tax" (artt. 155-161 TUIR).
Il nuovo modello di comunicazione fa seguito alle modifiche apportate dalla finanziaria 2008 (comma 217, art. 2, della legge 244, 24.12.2007) all'art. 56, comma 1, secondo periodo, del TUIR - con le quali si è stabilito che la "Tonnage tax" si applica anche alle società in nome collettivo e in accomandita semplice.
(Agenzia delle entrate, provvedimento del 26 novembre 2008)
- Per le locazioni esenti da IVA registrazione on line entro il 1° dicembre
Scadenza in vista per la registrazione delle locazioni esenti da IVA. È fissato al primo dicembre prossimo (il 30 novembre cade di domenica) il termine per registrare via web i contratti di locazione stipulati entro il 31 ottobre scorso. Contestualmente dovrà essere effettuato anche il pagamento on line delle relative imposte. Per i contratti stipulati dopoil 31 ottobre 2008 valgono i termini di registrazione ordinari. La nuova procedura, come previsto dal decreto legge 112 del 2008, interessa i contratti di locazione di immobili configurabili come prestazioni di servizi, rese nell'ambito di gruppi bancari, assicurativi e tra gruppi di imprese, che abbiano carattere ausiliario dell'attività delle società del gruppo e i contratti di locazione stipulati da consorzi, società consortili e società cooperative con funzioni consortili verso i consorziati o soci.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa 24 novembre 2008)
- Le agevolazioni IRPEF sugli straordinari, on line l'Agenzia informa
Le agevolazioni IRPEF sugli straordinari e i premi di produttività approdano nella guida bimestrale 'l'Agenzia informa'. L'ultimo numero dedica ampio spazio al nuovo regime di tassazione degli straordinari introdotto in forma sperimentale dal primo luglio scorso. La guida offre inoltre un'ampia panoramica sulla tassazione dei redditi da lavoro dipendente con un approfondimento dedicato alle regole relative ai "fringe benefits".La pubblicazione passa in rassegna in questo numero le diverse problematiche relative alla tassazione del "reddito di lavoro dipendente", voce questa nella quale confluiscono anche le pensioni, le retribuzioni da lavoro a domicilio -se considerato lavoro dipendente espressamente dalla norma - e le somme di denaro derivanti da crediti di lavoro, con i relativi interessi. Una materia quindi piuttosto ampia che interessa milioni di lavoratori dipendenti e di pensionati, spesso sorpresi dai rapidi mutamenti e dalle modifiche che riscrivono il dettato d'una norma. Il testo della guida, che nei prossimi giorni sarà disponibile presso tutti gli uffici delle Entrate, è disponibile sul sito Internet dell'Agenzia - www.agenziaentrate.gov.it.
(Agenzia delle entrate, comunicato stampa 22 novembre 2008)
Fonte:ilsole24ore.com
Internet senza controlli per i giovani italiani
Internet è la nuova Bibbia e, in particlare, si nutrono di YouTube, messenger e chat. È l’immagine degli adolescenti tracciata dall’ultimo rapporto annuale su “Abitudini e stili di vita degli adolescenti” stilato dalla Società Italiana di Pediatria.
CARA VECCHIA TV. La Rete non toglie spazio alla televisione: il 60% dei ragazzi da 12 a 14 anni la guarda da una a tre ore al giorno. Ma la vera passione è internet: il 76,5% chatta, il 69,9% “frequenta” YouTube. Maniaco della web cam il 41,9% mentre il 47,2 ha un blog personale.
CONTROLLI ZERO. E i controlli? Zero: i genitori sono spesso impreparati e l’uso della Rete da parte dei ragazzi sfugge completamente a mamma e papà. Cresce l’uso del web, ma crescono pure i consumi di alcol, fumo e droga. Dal 2007 al 2008 i numeri, infatti, sono lievitati: il 30,2% degli adolescenti intervistati ha ammesso di aver fumato sigarette (era il 23% nel 2007), il 6,4% di aver fumato canne (era il 4,2% un anno fa) e il 10,6% si è ubriacato (il 9,4% del 2007).
Fonte:metronews.it
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