Menu principale:
News e Fax > Archivio 2009 > Giugno
Visita AFFARE.IT. Il portale di annunci economici gratuiti
Richiedi il tuo finanziamento
Parla con i nostri consulenti
Finanziamo i tuoi sogni
pagina 1/4 >>
Dal 1° luglio frutta e verdura meno bella nell'Ue. Il commento di Adiconsum
Dal 1° luglio 2009 sui banchi ortofrutticoli non ci saranno più soltanto prodotti belli e regolari. In base al regolamento comunitario 1221/2008, infatti, non sono più valide le norme che disciplinano gli standard minimi di forma e dimensione per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli freschi. Gli alimenti interessati - ricorda Adiconsum in un comunicato - sono 26: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria witloof.
Altri 10 prodotti, ritenuti più rappresentativi del mercato, devono, invece, continuare a rispettare le regole di forma e dimensione. Questo vale per mele, agrumi, pere, kiwi, insalate in genere, pesche e nettarine, fragole, peperoni, uva da tavola e pomodori. Per questi 10 prodotti, comunque, ogni Stato membro può autorizzare la vendita di "forme strane", al di sotto degli standard, purché sull'etichetta sia apposta la dicitura prodotto destinato alla trasformazione.
La decisione della Commissione Europea ha suscitato - sottolinea l'Associazione dei consumatori - una serie di polemiche. "Innanzitutto viene criticato l'abuso del voto di qualità da parte della Commissione per giungere all'approvazione formale del regolamento, nonostante il parere contrario nel Comitato di gestione di ben 16 Paesi, tra cui l'Italia (solo 9 i favorevoli, quasi tutti nordeuropei)".
"Una deregulation, quindi - commenta Adiconsum - imposta dall'alto, senza tenere in alcuna considerazione le perplessità espresse dai principali Paesi produttori".
Il nuovo regolamento preoccupa anche dal punto di vista della sostanza. "I produttori italiani - spiega Adiconsum - primi nella Ue con un fatturato, compreso l'indotto, di 22,8 miliardi di euro che temono la concorrenza sleale dei Paesi dell'Est, favoriti dal venir meno degli standard minimi per la commercializzazione. Il sistema fino ad ora in vigore, infatti, disciplinando la classificazione dell'ortofrutta in categorie e calibri per garantire l'omogeneità dei prodotti presenti in un imballaggio, tutelava maggiormente le imprese agricole in grado di garantire gli standard qualitativi più elevati".
"Ma la preoccupazione attraversa anche le organizzazioni dei consumatori, visto l'accresciuto rischio di acquistare prodotti scadenti allo stesso prezzo di quelli buoni. Si pensi infatti agli ortofrutticoli confezionati, che sempre più spesso per ragioni di praticità e convenienza acquistiamo nei supermercati: la totale assenza di vincoli circa l'omogeneità del prodotto - conclude Adiconsum - renderà di fatto lecito mettere in evidenza un primo strato di frutti, di ortaggi o di verdure migliori per poi riempire la parte sottostante della confezione con merce di poco valore".
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
La prima casa diventa più grande.L’area dell’agevolazione anche
Un’altra conferma della spettanza del beneficio per l’acquisto di un’abitazione contigua, poi accorpata
Il proprietario di un'abitazione che, al fine di ampliarla, acquisti un immobile contiguo, può godere delle agevolazioni "prima casa" a condizione che i due alloggi accorpati costituiscano un'abitazione unica rientrante nella tipologia degli alloggi non di lusso, in base alle prescrizioni contenute nel decreto 2 agosto 1969, e che ricorrano gli altri requisiti indicati nella nota II bis, posta in calce all'articolo 1, Tariffa parte prima, allegata al Dpr 131/1986 (ubicazione dell'immobile nel Comune di residenza, dichiarazione di non essere titolare di diritti reali su altri immobili siti nello stesso Comune diversi dall'alloggio da ampliare, novità nel godimento del beneficio).
E' il chiarimento fornito dall'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 142/E del 4 giugno, in risposta all'interpello presentato da un notaio e relativo all'applicabilità delle agevolazioni "prima casa" all'atto di trasferimento di un'abitazione nei confronti del proprietario di un alloggio adiacente, acquisito senza fruire dei suddetti benefici.
Le agevolazioni "prima casa" (imposta di registro nella misura del 3% e imposte ipotecaria e catastale in misura fissa) si applicano ai trasferimenti aventi per oggetto abitazioni non di lusso, secondo le caratteristiche di cui al decreto del ministro dei Lavori pubblici 2 agosto 1969, sempre che (citata nota II-bis posta in calce all'articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al Dpr 131/1986):
a) l'immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l'acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall'acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l'acquirente svolge la propria attività
b) nell'atto di acquisto l'acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui é situato l'immobile da acquistare
c) nell'atto di acquisto l'acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni.
L'Amministrazione finanziaria, al fine di favorire gli interventi volti al miglioramento delle condizioni di utilizzo della "prima casa", ha esteso l'ambito di applicazione delle agevolazioni anche all'ipotesi di ampliamento dell'abitazione preposseduta, da realizzarsi mediante l'acquisto di un alloggio contiguo, e la successiva fusione dei due immobili. Tale linea interpretativa comporta il superamento della formulazione letterale della nota II-bis.
In particolare, con riferimento alla condizione sub b), l'agenzia delle Entrate ha precisato che la dichiarazione di "non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune" è da intendersi riferita a immobili diversi da quello da ampliare.
Un chiarimento che estende la casistica delle fattispecie di ampliamento già ritenute agevolabili:
acquisto di una porzione di immobile adiacente da accorpare a un'abitazione preposseduta, acquisita con i benefici prima casa (risoluzione 25/2005)
acquisto contemporaneo di due unità immobiliari adiacenti destinate a costituire un'unica abitazione (circolare 38/2005)
acquisto di immobile contiguo da accorpare a un'abitazione preposseduta, acquisita con i benefici prima casa (circolare 38/2005).
Con riferimento all'ampliamento di alloggio acquisito fruendo dei benefici "prima casa", l'agenzia delle Entrate, con circolare 38/2005, aveva precisato che la dichiarazione "di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni" in commento, non deve essere resa.
L'orientamento dell'Amministrazione finanziaria è in linea con il consolidato indirizzo giurisprudenziale della Corte di cassazione, secondo cui "le agevolazioni prima casa possono riguardare anche alloggi risultanti dalla riunione di più unità immobiliari che siano destinate dagli acquirenti, nel loro insieme, a costituire un'unica unità abitativa…purché l'alloggio così complessivamente realizzato rientri, per la superficie, per il numero dei vani e per le altre caratteristiche specificate dall'articolo 13 della legge n. 408 del 1949, nella tipologia degli alloggi non di lusso"(ex multis, Cassazione 563/1998 e 10981/2007).
Fonte:nuovofiscooggi.it (Luciana Calabrese)
Cassazione: soldi prestati tra marito e moglie? Non sono restituibili
Un prestito tra marito e moglie non si restituisce! O per lo meno non si può ottenere giudizialmente la restituzione. Parola di Cassazione. La Corte ha infatti bocciato il ricorso di una donna separata che aveva chiesto la restituzione di un prestito di 19mila euro fatto al suo ex consorte per pagare un mutuo "aperto nel corso del matrimonio per lavori alla casa coniugale e per il ripianamento dei debiti dell'impresa del marito". Secondo la Corte, questo genere di prestiti, tenendo conto dello spirito del mutuo soccorso proprio del matrimonio dovrebbero rimanere "nella riservatezza della vita familiare". La Suprema Corte (sentenza n.12551/2009) ha sottolineato che i 'prestiti' tra coniugi sono una modalità per fare fronte a quella una solidarietà reciproca che dovrebbe esistere tra marito e moglie. In ogni caso, spiegano gli Ermellini, "il giudice di merito ha evidentemente escluso la sussistenza di circostanze", tali da determinare la restituzione del denaro, "in particolare non ha considerato tali, la documentazione prodotta dalla moglie, ne' il fatto che la consegna o un prestito di denaro tra coniugi avviene generalmente nella riservatezza della vita familiare, ne' che i lavori di ristrutturazione della casa coniugale sono stati effettivamente eseguiti".
Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
Casadesso, bando per i 62 alloggi di Vicofertile
Approvato il bando sperimentale per l’assegnazione dei 62 alloggi di Casadesso in via Bergonzi a Vicofertile. 40 di questi saranno consegnati ad ottobre, la terza palazzina invece è in ritardo a causa di ritrovamenti archeologici e sarà inaugurata nei primi mesi del 2010.
Il bando punta soprattutto sull’integrazione. Per questo la percentuale di extracomunitari non supera il 20%, all’interno delle tre diverse categorie cui sono destinati gli alloggi a Vicofertile, così come in passato gli alloggi di via Spadolini: giovani coppie, nuclei monogenitoriali e lavoratori in mobilità geografica italiani e stranieri.
Il bando si apre il 15 giugno per chiudersi il 25 luglio.
Gli elenchi provvisori dei richiedenti, con l’indicazione del punteggio conseguito, viene pubblicato all’Albo pretorio e sul sito del Comune di Parma per 15 giorni, termine entro il quale i richiedenti potranno segnalare inesattezze.
Le tipologie di appartamenti sono monolocali per lavoratori in mobilità geografica, con residenza a Parma, bilocali per giovani coppie e nuclei monogenitoriali composti da genitore e un figlio e, infine, bilocali grandi per chi ha più figli. Il tempo di permanenza è al massimo di tre anni. Gli alloggi sono completamente arredati.
“Casadesso – continua l’assessore al Patrimonio Giuseppe Pellacini – è un esempio avanzato di aiuto alla casa, non assistenziale ma responsabile. Con questo strumento infatti si dà la possibilità a giovani coppie, a nuclei monogenitoriali e a lavoratori in mobilità geografica di iniziare un percorso di autonomia all’interno della società, in attesa di una sistemazione fissa”.
“Il bando – spiega il presidente di Casadesso Claudio Bigliardi – risponde all’esigenza di creare integrazione fra nuclei famigliari di cittadinanza diversa, senza creare ghetti ma invece prevedendo in luoghi belli e partecipati, quali ad esempio Vicofertile, spazi dedicati alla residenza sociale”.
GIOVANI COPPIE – I requisiti di accesso per le giovani coppie sono la cittadinanza italiana, Ue o extracomunitaria, la residenza o l’attività lavorativa a Parma, la mancanza di un alloggio “idoneo” entro 60 chilometri dalla città, la somma Irpef tra i 12 e i 35 mila euro e il non essere assegnatario di alloggio Erp. Per giovane coppia si intende marito e moglie sposati da non più di due anni o con matrimonio programmato entro un anno dal termine previsto dal bando.
NUCLEI MONOGENITORIALI - I requisiti di accesso per i nuclei monogenitoriali sono cittadinanza italiana, Ue o extracomunitaria, residenza o attività lavorativa a Parma, mancanza di un alloggio “idoneo” entro 60 chilometri dalla città, somma Irpef tra i 12 e i 30 mila euro, non essere assegnatario di alloggio Erp ed essere un nucleo composto da un genitore e da almeno un figlio minore convivente.
LAVORATORI ITALIANI E STRANIERI IN MOBILITÀ GEOGRAFICA - I requisiti di accesso per i lavoratori italiani e stranieri in mobilità geografica sono la cittadinanza italiana, Ue o extracomunitaria, attività lavorativa a Parma, esclusiva o principale di tipo subordinato o interinale in corso di svolgimento da non più di 36 mesi dalla pubblicazione del bando, mancanza di un alloggio “idoneo” entro 60 chilometri dalla città, somma Irpef tra i 10 e i 30 mila euro e non essere assegnatario di alloggio Erp.
Fonte:parmadaily.it
Cellulare : l'abuso causa dermatiti
Sono sempre di più ormai, e hanno raggiunto quota 10 mila gli italiani che soffrono di dermatite a causa del nichel (meno spesso il cromo) contenuto nei cellulari e che si scioglie con la sudorazione. «Non ci sono infatti leggi europee che impongono limiti massimi di nichel per i cellulari», spiegano i dermatologi che hanno organizzato a Firenze per la prossima settimana l’84esimo congresso nazionale della Società Italiana di Dermatologia medica. Ad essere colpiti da dermatite da nichel sono soprattutto i giovanissimi che restano incollati al telefonino per più di un’ora e mezzo al giorno. I sintomi sono quelli di una dermatite da contatto classica: arrossamento, prurito, vescicole. Secondo una ricerca realizzata negli Stati Uniti, più di un telefonino su due contiene nichel nel metallo attorno allo schermo, nella tastiera, nel logo. (foto Ap)
Fonte:metrnonews.it
Mobilità, disoccupazione e Cigs:rimborsi rapidi tramite il 730
Una specifica modalità operativa consentirà anche a questi lavoratori il sollecito recupero del credito Irpef
Accordo di notevole interesse per migliaia di lavoratori che in un periodo di eccezionale difficoltà si trovano in condizioni particolarmente disagiate. Caf e l'Inps hanno messo a punto un iter speciale che consente anche ai lavoratori in cassa integrazione speciale, mobilità o disoccupazione di ottenere il conguaglio Irpef in tempi rapidi attraverso la presentazione del modello 730.
Fino allo scorso anno era problematico gestire le pratiche di questi contribuenti: i lavoratori entrati in disoccupazione dovevano presentare il modello Unico e, di conseguenza, ricevevano il conguaglio in tempi più lunghi; i lavoratori in cassa integrazione e quelli in mobilità rischiavano di non percepire il rimborso, in quanto la pratica veniva "scartata" e l'anno successivo dovevano dimostrare di averne diritto.
Per ovviare a queste difficoltà, la Consulta nazionale dei Caf e l'Inps hanno concordato una diversa soluzione: l'Inps metterà a disposizione una specifica funzione che consentirà ai Caf la rielaborazione massiva delle pratiche scartate. In tal modo verranno effettuati gli abbinamenti dei modelli 730 relativi a questa specifica tipologia di contribuenti, operazione che verrà realizzata nel corso di 20/30 giorni lavorativi, corrispondenti ai normali tempi di perfezionamento per gli atti di pagamento relativi a tali pratiche.
La modalità operativa concordata permetterà ai lavoratori in cassa integrazione speciale, in mobilità e in disoccupazione che presentano la dichiarazione dei redditi tramite il modello 730, di ricevere il conguaglio entro il mese di dicembre.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Lilia Chini)
I lavori e le figure professionali più richieste in Italia che le aziende non trovano.
I datori di lavoro italiani impiegano sempre più tempo ad individuare la figura professionale da reclutare, lamentando carenza di profili specializzati, soprattutto nei settori amministrazione e finanza. Questo è quanto emerge dall'indagine Global Financial Employment Monitor, condotta tra 4.800 direttori finanziari e delle risorse umane di 21 Paesi del mondo, compresa l'Italia, da Robert Half.
Dal punto di vista delle figure professionali, si fatica soprattutto a trovare personale adatto ad occupare posizioni specifiche quali Direttore Finanziario (16%), Senior Controller (12%), Junior Controller (8%) e Chief Financial Officer (8%). Le cose non vanno meglio per figure che assumano maggiore responsabilità, a livello manageriale: 10,5 settimane e 4,4 colloqui, contro una media globale di 8,5 e 3,2.
Le difficoltà incontrate dalle imprese nel reperire figure preparate e affidabili riguardano nel 13% dei casi la gestione finanziaria, nel 12% il controllo di gestione e nel 9% la contabilità. Alle figure executive selezionate tramite colloqui è richiesta comprensione dei mercati internazionali nel 41% dei casi, esperienza pregressa in aziende pubbliche nel 32%, background legale (31%) e conoscenza del settore di riferimento (30%), competenze specifiche a livello di compliance regolatoria ritenute importanti dal 26% contro il 42% del totale degli intervistati.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Digitale terrestre, Adoc: "Boicottare il passaggio fino al completo switch off"
Dal 16 giugno nel Lazio Rai Due e Retequattro saranno visibili soltanto sul digitale terrestre. Questo passaggio dall'analogico al digitale coinvolgerà circa 2 milioni di famiglie, che dovranno affrontare alcuni oneri. Per questo l'Adoc invita al boicottaggio del digitale terrestre fino all'oscuramento totale del segnale analogico.
"Invitiamo a boicottare il passaggio al digitale terrestre, almeno fino all'oscuramento totale del segnale analogico - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - il passaggio forzato al digitale rappresenta un costo gravoso per le famiglie. Considerando una media di due televisori per nucleo familiare, dovranno sobbarcarsi una spesa media di 120 euro per l'acquisto dei decoder, uno zapper da 30 euro, che riceve solo canali gratuiti e uno interattivo da 90 euro. Una spesa complessiva di oltre 240 milioni di euro".
"Crediamo - aggiunge Pilieri - che avrebbero dovuto essere previsti maggiori incentivi per l'acquisto dei decoder, e non solamente quello destinato agli utenti ultra 65enni con un reddito non superiore ai 10mila euro l'anno. In questo modo solo una percentuale ridottissima di utenti potrà usufruire dello sconto di 50 euro. Inoltre, ai costi per i decoder vanno aggiunte le eventuali spese per l'antennista, in media 60 euro, visto che spesso si verificano casi di mancata ricezione del segnale. Solo in Piemonte sono stati segnalati oltre 50mila interventi".
L'Adoc denuncia, infine, che "le comunicazioni dello switch over non sono sufficienti ed esaustive, c'è il rischio che il 30% delle famiglie del Lazio, prossima Regione a passare al digitale, ignori che il 16 giugno Rai Due e Retequattro saranno visibili solo sul digitale terrestre.
"L'unica forma di comunicazione - avverte l'Adoc - è la pubblicità trasmessa in questi giorni, sporadicamente, sulle reti Rai e Mediaset. Viene affermato che il passaggio sarà gratuito, ma è totalmente falso".
L'Adoc chiede anche il rimborso di 1/3 del canone, visto che sulle reti Rai abbondano le repliche. "Mandare in onda, già a giugno, le repliche di "Affari tuoi" è un vero e proprio pacco tirato ai telespettatori - continua Pileri - sulle reti Rai abbondano le repliche. Se era consuetudine vedere le repliche ad agosto, non comprendiamo la scelta di trasmetterle da giugno a settembre. Chiediamo che a tutti gli utenti in regola con il pagamento del canone venga rimborsato un terzo della spesa totale, pari a circa 35 euro."
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
Emilia Romagna, bando per le imprese turistiche
Al via il bando che finanzia la riqualificazione delle strutture ricettive in Emilia Romagna. Con una dotazione di 8 milioni di euro, il bando cofinanzia nuovi investimenti nelle strutture alberghiere e nei servizi al turismo.
In particolare, agevola progetti per realizzare nuove strutture e di ristrutturare, ampliare e ammodernare strutture già esistenti.
Gli otto milioni di euro di contributi, previsti dalla L 40/2002, verranno distribuiti attraverso un bando e tramite le Province nelle prossime settimane.
Fonte:primapagina.biz
Fondi comunitari: più liquidità e flessibilità per fronteggiare la crisi
Mentre cresce la paura per gli effetti della crisi internazionale, sale l’interesse delle imprese per i fondi comunitari della programmazione 2007-2013.
Proprio per la complessità del periodo che stiamo attraversando, la messa in campo e, soprattutto, la corretta gestione dei fondi comunitari è ritenuta una leva strategica per rilanciare l’economia e ridare fiducia alle imprese.
I fondi comunitari, istituiti originariamente per creare coesione interna all’Unione Europea ed eliminare i divari esistenti tra le regioni più svantaggiate dei diversi Stati membri, sono distinti in fondi strutturali e fondo di coesione.
Per il periodo 2007-2013, la dotazione finanziaria complessivamente assegnata è di circa 348 miliardi di euro (il 35% del bilancio comunitario).
Di questi fondi:
278 miliardi (pari all’80%) sono destinati ai Fondi strutturali;
70 miliardi (il restante 20%) al Fondo di coesione.
La Commissione Europea, anche sulla spinta della crisi che ha investito l’economia mondiale, ha avviato una riforma delle norme che regolamentano la gestione finanziaria delle risorse comunitarie per il periodo 2007-2013 attraverso 4 linee di indirizzo:
semplificare le procedure;
garantire un accesso più facile ai fondi soprattutto alle piccole realtà imprenditoriali dotate di modeste risorse;
garantire anche ai ricercatori singoli l’accesso ai fondi UE per la ricerca (un’opportunità riconosciuta per la prima volta in assoluto);
rendere più trasparente e responsabile l’utilizzo dei fondi rispetto al passato attraverso la pubblicazione obbligatoria degli elenchi dei beneficiari di fondi UE e lo scambio di informazioni sui casi di frode.
Fonte:spazioimpresa.biz
Wi-Fi gratis da McDonald's in Italia
Gratis, illimitato e senza vincoli di consumazione, merito di McDonald's che lo ha attivato in 320 punti di ristorazione sulla schiera di 390 ristoranti disponibili, come spiega Roberto Masi, managing director italiano della catena di fast food. Internet arriva per mezzo del provider British Telecom, che in Italia opera principalmente con le aziende, mentre ai tavoli il Web è servito per mezzo di punti di accesso wireless Lan. Non bisogna ordinare nulla da mangiare o bere, basta sedersi sui tavoli o trovarsi in prossimità del McDonald's di turno (o di fiducia) e aprire il browser del notebook, netbook e telefonino. Una schermata di autenticazione prevede l'immissione di alcuni dati personali e del numero di cellulare su cui si riceve l'Sms con la parola chiave per finalmente connettersi. Questo escamotage è erede della restrittiva Legge Urbani che prevede la raccolta dei dati degli utenti connessi a un hotspot pubblico al fine di individuare i responsabili di eventuali atti punibili penalmente. Dunque, la Sim telefonica, poiché prevede la sottoscrizione di un contratto con il gestore, permette il tracciamento di chi ha utilizzato il Wi-Fi di McDonald's ovviando così all'obbligo di fornire un documento di identità "fisico". Superata questa fase di accreditamento, non ci sono vincoli né limiti di navigazione. Tutti i siti sono accessibili senza filtri e non è nemmeno necessario essere maggiorenni per accedere al Wi-Fi. Per la verità, si può anche evitare di entrare nel ristorante: basta trovarsi a una distanza sufficiente per ricevere il segnale portante. Insomma, una vera manna che McDonald's, non lo dice ma si intuisce, spera possa diventare un volano per portare all'interno nuove categorie di clienti, al fine di allargare la clientela, e per invitare a ordinare almeno una bibita mentre si naviga per lavoro o svago. In ultima analisi, la catena si propone come vero e proprio fornitore di connessione gratis al Web. Un provider a tutti gli effetti che colma, tra l'altro, una lacuna: il Wi-Fi è una tecnologia matura, a basso costo e affidabile. L'ideale per corprire il digital divide e rendere "democratico" l'accesso a Internet. Peccato che sul fronte pubblico non esistono servizi simili; solo un privato (McDonald's), replicando l'esperienza maturata da anni all'esterno, ci ha pensato in modo gratuito, organizzato e diffuso.
Fonte:ilsole24ore.com (Luca Figini)
Studi di settore, l’adeguamento dipende dal prezzo
Venerdì scorso l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile la versione definitiva dei modelli degli studi di settore. Ora i contribuenti devono valutare se adeguarsi o meno agli studi di settore, tenendo conto anche del generale problema di liquidità. In caso di mancato adeguamento, le possibilità di subire un accertamento sono poco più del 5 per cento.
Fonte:fiscoetasse.com
Banca Impresa Lazio, in arrivo 200 milioni per le Pmi
"Una manovra da 200 milioni di euro, che affidiamo alla Bil con la consapevolezza che stiamo toccando un nervo scoperto: le Pmi. Questo tipo di imprese per innovare devono poter vivere, e per farlo hanno bisogno di credito". Così il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo ha annunciato il finanziamento in arrivo per superare difficoltà di accesso al credito per le Piccole e medie imprese. L’occasione è stata la presentazione, il 3 giugno 2009, di Banca Impresa Lazio, l'istituto finanziario nato dall'intesa tra Regione e le maggiori banche del territorio.
Obiettivo della Bil è sostenere innovazione e replacement delle Piccole e medie imprese, garantendo sul credito erogato a medio e lungo termine da parte delle banche convenzionate. “Con Banca Impresa Lazio - ha affermato Marrazzo - abbiamo lo strumento più moderno che esiste" per attuare misure che il territorio attende.
A partire dal mese di giugno, Banca Impresa Lazio metterà dunque a disposizione 200 milioni di euro come garanzia su un portafoglio di finanziamenti chirografari di durata di 5 anni, erogati da un determinato gruppo di banche.
Potranno beneficiare di questi finanziamenti per lo sviluppo, di entità compresa tra 100mila e 1 milione di euro, le Pmi con sede nel Lazio che hanno al massimo 250 dipendenti e un fatturato inferiore a 50 milioni di euro. Un canale preferenziale sarà destinato alle imprese colpite dall'alluvione dello scorso autunno. I finanziamenti non potranno essere destinati a coprire prestiti già in essere, ma dovranno essere indirizzati all'innovazione, all'espansione sul mercato o alla ristrutturazione degli impianti.
Fonte:sviluppolazio.it
Un «pacchetto» del Pd per famiglie e imprese
Contributi della Provincia per precari, giovani imprenditori, per sostenere lavoratori anticipando l'assegno legato alla cassa integrazione, e per incentivare il rinnovo del parco autoveicoli a benzina/Gpl e benzina/metano. Come trovare i soldi per accendere questi fondi? Riducendo l'imposta provinciale di trascrizione sulle auto, ma anche «diminuendo da 12 a sei gli assessori ed eliminando il Consiglio di amministrazione dell'Aptv, ormai ridotto a un'azienda patrimoniale, che potrebbe essere gestita dal ragioniere capo della Provincia, invece che da un cda di cinque membri compreso il presidente che costa 40mila euro all'anno».
È il pacchetto di impegni contro la crisi economica proposto dal Partito democratico per le elezioni provinciali, con il candidato alla presidenza Diego Zardini (che corre anche per Italia dei valori e Verdi della Colomba) e dal consigliere provinciale uscente e nuovamente candidato, Vincenzo D'Arienzo. «Tagliando inoltre i tre milioni all'anno destinati dalla Provincia a tante sagre e manifestazioni si potrebbero ottenere circa cinque milioni, da mettere a disposizione di famiglie e imprese», dicono.
La prossima amministrazione dovrà quindi, secondo il Pd, accendere dei fondi, per attuare il programma anticrisi. A cominciare da quello per il credito ai precari. Come spiegano gli esponenti questo fondo dovrebbe essere dedicato a sostenere i crediti al consumo e quello personale per i lavoratori subordinati con contratto a tempo determinato e/o interinale, per fornire garanzie agli istituti bancari che elargiranno finanziamenti personali. Il tutto senza garanzie aggiuntive e a un tasso di interesse più conveniente rispetto a quello di mercato. Questi finanziamenti personali, dice il Pd, dovrebbero essere finalizzati ad acquistare un bene o un servizio ai lavoratori con contratto a tempo determinato e/o interinale, fino al 50 per cento dell'ammontare del prestito che, in ogni caso, non potrà superare i 10mila euro.
Il fondo per attivare nuove imprese, soprattutto con giovani imprenditori, dovrebbe invece essere attivato coinvolgendo altri enti locali e le associazioni di categoria. L'altro fondo, per i cassintegrati, è finalizzato invece a coprire il periodo, di solito non inferiore a tre mesi, fra la richiesta di adesione agli ammortizzatori sociali e il primo pagamento versato. Il Pd propone anche un piano da 450mila euro per ciascun autoveicolo a doppia alimentazione benzina/Gpl e benzina/metano, acquistato nuovo o usato da persone fisiche operanti al di fuori di un'attività professionale o di un'impresa. Questa somma si potrebbe ricavare abbassando di 45mila euro per ogni autoveicolo l'imposta per il passaggio di proprietà, che oltre la cifra fissa di 150 euro viene pagata alla Provincia, fino a un massimo del 30 per cento delle quota fissa. Per 10mila passaggi di proprietà si pagherebbero dunque 45 euro in meno di tassa. «Se sarò eletto proporrò che la Provincia convochi tutti gli attori locali, dalla categorie, agli enti, per programmare interventi mirati contro la crisi, a cominciare dal ridurre le tariffe dei servizi locali».
Fonte:adige.tv
Veneto; Piano casa, lavoro per 20 mila persone
L'assessore regionale all'Urbanistica Marangon ieri all'incontro degli industriali di Treviso: «Il progetto verrà approvato entro il 24 giugno». Ance: «Interventi su 20 mila abitazioni e investimenti per 1,5 miliardi» «Entro il 24 giugno verrà approvato il piano casa». E' la promessa dell'assessore regionale all'urbanistica Renzo Marangon fatta ieri davanti ai costruttori dell'associazione industriali di Treviso e Venezia. Sono previsti investimenti privati per 1,5 miliardi di euro spalmati su 2 anni; il prodotto del settore passerà dall'attuale -14% su scala regionale a un +27%. Un'iniezione vitaminica che garantirà il posto a 20.000 persone.
Il riscatto dell'edilizia dovrà passare necessariamente per il disegno di legge regionale dedicato alle abitazioni. Il tracollo del settore sta portando all'introduzione di nuove norme che agevoleranno gli ampliamenti delle residenze fino a un massimo del 40% (in caso di ricostruzioni secondo criteri di edilizia sostenibile) rispetto all'attuale volume. In Veneto però il piano casa si è arenato pochi giorni fa in consiglio regionale, causa gli oltre 2.000 emendamenti presentati dalle opposizioni. «Stiamo registrando danni rilevanti a livello occupazionale - fa sapere Stefano Pelliciari, presidente Ance del Veneto -.
Con l'approvazione della legge, in Regione si darebbe vita ad interventi per 80.000 abitazioni private, con una ricaduta occupazionale di pari numero. Siamo andati in pressing sulla politica ma, visto il blocco del testo, sembra abbiano prevalso le ragioni partitiche». Solo a Treviso (che vale il 25% delle residenze ipoteticamente soggette agli interventi di restauro e ampliamento) si tratta di una fetta pari a 20.000 case, alle quali potrebbero essere aggiunti nuove camere, sale o garage. Con il clima elettorale che si scalda, gli accordi non sono però molto facili. «Le aziende si aspettavano maggiore attività da parte della politica locale - dichiara Flavio Sgambaro, vice presidente di Unindustria Treviso -. Questi sono ritardi che ogni giorno vanno a pesare sulle scelte di sviluppo della aziende trevigiane. In una situazione di crisi sollecitiamo più velocità».
Ma la sveglia degli industriali è suonata a vuoto, e per arrivare al traguardo bisognerà aspettare ancora un mese. «Ci sono tutti gli elementi per approvare il 23 giugno - ha dichiarato l'assessore Marangon - siamo sicuri del risultato e non indietreggeremo di un passo. La vicinanza delle elezioni ha fatto prevalere gli interessi dei singoli, ma ora vedo la strada sgombra». Non mancano però i richiami alla cementificazione selvaggia arrivati da più parti nei mesi scorsi. La proposta di legge veneta è infatti la più permissiva a livello nazionale e le cicatrici delle passate speculazioni sul territorio sono ancora ben visibili. «Saranno i comuni a dover decidere entro il 30 settembre dove sarà possibile mettere mano e dove no - continua Marangon - tempo sufficiente a disposizione anche dei sindaci che usciranno vincitori a dalle urne a giugno». Sulle tracce del piano casa anche le banche sono pronte a prendere la palla al balzo, come racconta l'assessore. «La Cassa di risparmio del Veneto ha già deciso di offrire un pacchetto di finanziamenti dedicati al piano casa. Si tratterà di procedure più snelle e veloci. Con un prestito intorno agli 80.000 euro si riuscirà a coprire certamente i costi e si sbloccherebbero le risorse necessarie a far ripartire i cantieri».Torna indietro
Fonte:espresso.repubblica.it
Contributi artigiani, commercianti e liberi professionisti iscritti alla gestione separata art. 2 c. 26 legge 335/95
(Inps, Circolare 5.6.2009 n. 79)
L’Istituto, così come comunicato con messaggio n. 010882 del 12 maggio 2009, ha provveduto, previo scambio di dati con l’Agenzia delle Entrate, alla spedizione di un prospetto di liquidazione contenente l’indicazione degli importi e delle causali per il versamento dei contributi previdenziali relativi all’anno 2009 nonché una lettera esplicativa delle modalità di determinazione degli importi dovuti dai commercianti ed artigiani titolari di partita IVA. Per i soggetti non titolari di partita IVA sono stati spediti anche i necessari modelli F24.
Nel richiamare le precisazioni fornite con circolare n. 16 dell’11 febbraio 2009 in ordine alla misura e alle modalità di pagamento dei contributi previdenziali dovuti nel corrente anno dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali, si fa presente che, ai sensi del D.L.15 aprile 2002, n.63, convertito con modificazioni dalla legge 15 giugno 2002, n.112, i contributi afferenti la quota di reddito eccedente il minimale devono essere versati alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi.
Per il corrente anno entro il 16 giugno 2009 (saldo 2008 e primo acconto 2009) ed entro il 30 novembre 2009 (secondo acconto 2009).
Si evidenzia, al riguardo, che il versamento del saldo 2008 e del primo acconto 2009 (e non di altre somme eventualmente a debito) può essere effettuato entro il 16 luglio 2009, anziché entro il 16 giugno 2009, maggiorando l'importo dei contributi dovuti dello 0.40 per cento a titolo di interessi.
La predetta maggiorazione dello 0,40 per cento deve essere versata separatamente dai contributi, utilizzando la causale contributo "API" (artigiani) o "CPI" (commercianti) e la codeline INPS utilizzata per il versamento del relativo contributo....
Fonte:laprevidenza.it
Lavoratori a progetto e precari: aiuti e ammortizzatori se perdono lavoro. Quali sono?.
Un precario che perde il lavoro ha diritto alla cassa integrazione: ha detto così il premier, Silvio Berlusconi, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, suscitando, però, reazioni di contestazioni dall'opposizione, compresi gli ex ministri del Lavoro del centro sinistra Cesare Damiano e Tiziano Treu. Il motivo?
A sostegno di questi lavoratori, interviene una somma una tantum a favore dei collaboratori a progetto iscritti esclusivamente alla gestione separata del lavoro autonomo e che abbiano perso il lavoro, ma non è prevista cassa integrazione, né ordinaria né straordinaria. Interventi a sostegno del reddito in misura pari all'indennità di disoccupazione ordinaria sono destinati anche agli apprendisti, sospesi dal lavoro o licenziati, per un massimo di 90 giornate per la durata massima di novanta giornate nell'intero periodo di vigenza del contratto di apprendistato, purchè intervenga un ente bilaterale con il 20 per cento.
Per i precari e i lavoratori a progetto è stata prevista solo una misura di sostegno forfettariamente calcolata su un reddito che non può essere inferiore ai 5mila euro e superiore, nel 2008, a i13.819 euro. Ciò significa che quest’anno, l’una tantum prevista sarà solo per coloro che hanno guadagnato da 1.000 a 2.764 euro e purchè il collaboratore a progetto abbia, nel periodo di riferimento, prestato la sua attività per un solo committente; nell'anno di riferimento siano accreditati presso la gestione separata un numero di mensilità non inferiore a tre; nell'anno precedente a quello di riferimento siano stati accreditati presso la gestione separata (articolo 2, comma 26, della legge 335/1995), un numero di mensilità non inferiore a tre e purchè il lavoratore abbia conseguito l'anno precedente a quello di riferimento un reddito superiore a 5.000 euro e pari o inferiore al minimale di reddito che è pari per l'anno 2008 a 13.819 euro e per il 2009 a 14.240 euro.
Nel momento in cui vengano soddisfatte queste condizioni, si potrà procedere alla presentazione della domanda per ottenere questa tantum, che dovrà essere presentata direttamente alla sede Inps territorialmente competente.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Sicilia/Agricoltura: Ok regione a bandi per ristrutturazione aziende
Sono state approvate le graduatorie per l'erogazione degli aiuti previsti dalla misura 211 per diciannove milioni di euro, e dalla misura 212 per tre milioni di euro relative alle indennita' a favore degli agricoltori che operano nelle aree svantaggiate. La Presidenza della Regione comunica, inoltre, che e' stato dato pieno avvio al PSR Sicilia con l'approvazione delle disposizioni attuative previste dal programma. Gli operatori del settore potranno partecipare a un bando che finanziera' interventi di ammodernamento e ristrutturazione delle aziende agricole con una dotazione - per il periodo 2009/2011 - di duecentocinquanta milioni di euro.
Il presidente della Regione, inoltre, accogliendo le istanze delle associazioni venatorie, si e' impegnato a modificare il decreto del 15/04/2009 che determina il calendario venatorio 2009/2010, in ordine all'offerta venatoria nei pantani della Sicilia sud orientale.
Fonte:asca.it
Edili, i consorzi di pmi accedono ai Bandi
A partire da luglio le piccole e medie imprese potranno partecipare in consorzio ai bandi pubblici di costruzione anche se una delle ditte consorziate partecipa da sola al medesimo bando. Una novità salutata con soddisfazione dall'Unione Artigiani. “È stata approvata - spiega in una nota inviata alla stampa il presidente del sindacato edili dell’Unione provinciale artigiani Fausto Tarocco - in via definitiva, da parte dell’aula della Camera dei Deputati, la norma contenuta nel Ddl collegato alla Manovra finanziaria che, a partire dal 1° luglio 2009, consentirà nuovamente ai consorzi di imprese di partecipare ad appalti pubblici ai quali partecipa singolarmente anche una delle aziende consorziate. Tutto ciò - prosegue Tarocco - consentirà l’accesso alle commesse pubbliche da parte delle piccole e medie imprese, dal momento che viene ristabilito il principio del codice degli appalti che era stato modificato da un decreto approvato a settembre 2008”.
Fonte:mantovaeconomia.it
Sicurezza sul lavoro: amianto, un killer ancora in circolazione
Volendolo “personalizzare” potremmo descriverlo dicendo che è pericoloso, praticamente invisibile e (soprattutto) è ancora a piede libero. La recente apertura del processo a Torino contro la multinazionale Eternit che per anni ha prodotto in Italia manufatti in amianto ha “riacceso” tuttavia i riflettori su questo materiale che, se oggi è riconosciuto estremamente pericoloso per la salute, per decenni, è stato estratto, lavorato ed utilizzato per via delle proprie caratteristiche di composizione associate ad un basso costo di produzione, per la produzione intensiva di un gran numero di manufatti impiegati in diversi settori produttivi, in particolare quelli dell’edilizia, dei trasporti e cantieristica navale.
In Italia la produzione è stata vietata per legge dal 1992 e la successiva produzione normativa e giurisprudenziale hanno definito nell’arco di poco più di un decennio un quadro di tutele per la salute sui luoghi di lavoro che presenta tuttora luci ed ombre, in particolare per quanto riguarda l’aspetto della tutela accordata ai lavoratori (compresi lavoratori autonomi e piccoli imprenditori) che nel tempo hanno contratto malattie professionali legate alla esposizione ad amianto.
Il problema ovviamente ha dimensioni estese oltre i nostri confini nazionali, dal momento che la normativa della Comunità Europea seguita da quella degli stati membri, mentre da un lato ha posto il divieto di produzione dall’altro ha cercato di porre rimedio ai danni causati alla salute dalla esposizione che, a tutt’oggi nonostante il divieto ultradecennale, sono ben lontani dal considerarsi esauriti ed anzi sono stimati in aumento per un periodo ancora piuttosto lungo, se si considera che la esposizione in alcuni casi è addirittura inconsapevole essendo piuttosto complicato, il più delle volte, individuare i siti contaminati o manufatti contenenti amianto.
In questi casi, le attività di bonifica e decontaminazione di siti, ed il successivo smaltimento, per legge, devono essere eseguiti secondo specifici piani ed affidati ad aziende specializzate iscritte all’albo nazionale dei gestori ambientali.
Insomma, per fermare questo killer serve una adeguata informazione ed una rigorosa attenzione ai principi ed alle norme di prevenzione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro
Fonte:blog.pmi.it (Paolo Sebaste)
Ecoincentivi: nel Lazio boom di vendite d’auto
Sono piccoli segnali, a volte contraddittori, però ci sono e così, per chi è abituato a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto, anche il dato sulle vendite delle auto in provincia di Roma, può dare una buona iniezione di ottimismo.
I dati diffusi dall’Automobile Club d’Italia sulla base degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico parlano chiaro: complessivamente nel Lazio nel mese di aprile sono state 8.740 le auto acquistate grazie agli ecoincentivi. Un vero e proprio boom, che si riscontra maggiormente nella Provincia di Roma, dove l’acquisto di veicoli è stato di 6.207 unità. Arrivando così ad un +3,31 per cento rispetto a marzo. Secondo i dati, nel 97,21 per cento dei casi è stato contemporaneamente rottamato un veicolo. Il 66,04 per cento delle agevolazioni ha riguardato auto di cilindrata compresa tra 1.200 e i 1.500 cc., e il 12,45 per cento vetture fino a 1.000 cc. Il 27,46 per cento delle auto rottamate per incentivi sono Euro 0, il 34,51 per cento Euro 1 e il 38,03 per cento Euro 2. Le auto più acquistate con ecoincentivi sono la Fiat Panda, seguita dalla Ford Fiesta e Fiat Grande Punto. Mentre, le agevolazioni governative ci fanno dire addio ad altrettanto storiche vetture italiane, come la Fiat Punto, Fiat Panda, Fiat Uno e l’Autobianchi Y10.
Le famiglie sono state le principali beneficiarie, seguono le aziende e le società di leasing. Infine le agevolazioni governative forniscono un aiuto in base alla vettura scelta. Per quanto riguarda l’acquisto di auto ecologiche l’incentivo previsto è di 1.500 euro per l’acquisto di auto a metano, elettriche o a idrogeno (comunque non ancora commercializzate nel nostro paese) e sale a 3.500 euro per le stesse auto con emissioni ridotte al minimo (meno di 120 g/Km di CO2). Mentre, gli ecoincentivi per l’acquisto di veicoli commerciali leggeri salgono a 2.500 euro con rottamazione di veicoli Euro0, Euro1 o Euro2, mentre sono previsti incentivi fino a 4mila euro per l’acquisto, senza rottamazione, di veicoli a metano, Gpl o idrogeno o ad alimentazione doppia.
«Il progressivo aumento degli acquisti dimostra che questo sistema di incentivi funziona - dichiara il presidente dell’Aci, Enrico Gelpi - e risponde all’interesse generale della collettivita. Oltre a promuovere il ricambio del parco veicolare italiano, tra i più vecchi d’Europa, favorisce anche un nuovo approccio all’acquisto e all’utilizzo dell’auto a beneficio della sicurezza stradale e della tutela ambientale. Aumentano, infatti, i veicoli dotati dei principali sistemi di protezione, alimentati con carburanti alternativi e soprattutto adatti alla circolazione in citta».
Fonte:ilgiornale.it
Rimborsi Irap, 7 giorni al click-day
Sette giorni per preparare l'istanza e chiedere il rimborso Irap. Parte, infatti, il 12 giugno l'operazione-rimborsi del 10% dell'Irap. Lo ha stabilito l'agenzia delle Entrate, con il provvedimento diffuso ieri insieme con i modelli per calcolare le imposte sui redditi che derivano dalla deduzione del 10% dell'Irap per gli anni precedenti al 2008. E dato che i rimborsi saranno pagati secondo l'ordine cronologico di presentazione delle istanze e nei limiti di spesa fissati dalla manovra anti-crisi (il decreto legge 185/08 ha previsto 100 milioni nel 2009, 500 per il 2010 e 400 per il 2011), i contribuenti dovranno lanciarsi nell'ennesima corsa contro il tempo, per essere pronti all'invio già al momento dell'apertura del canale telematico, prevista per le ore 12 del 12 giugno. Inoltre, la quantificazione delle maggiori imposte pagate a causa dell'indeducibilità dell'Irap richiede calcoli complessi che rendono del tutto insufficienti i pochi giorni a disposizione dei contribuenti per predisporre l'istanza telematica.
Occorre innanzitutto individuare l'Irap pagata dal 2004 al 2007 a titolo di saldo e acconto, verificando che negli esercizi di competenza il contribuente sia stato inciso da oneri per interessi o personale. Per quanto riguarda gli acconti, l'importo da considerare per il calcolo della deduzione non può eccedere, come per il regime applicabile dal 2008, l'Irap effettivamente dovuta per l'esercizio. Si procede quindi a rideterminare l'imponibile Ires o Irpef dell'anno interessato, deducendo dall'ammontare dichiarato originariamente il 10% dell'Irap pagata. L'ultimo passaggio consiste nel quantificare le minori imposte (comprese le addizionali regionali o comunali all'Irpef) dovute a seguito del ricalcolo del reddito imponibile, di cui si chiede il rimborso.
In presenza di esercizi chiusi in perdita, la nuova deduzione comporta l'incremento dell'importo originariamente dichiarato. In questi casi, se la perdita è stata utilizzata in successivi periodi di imposta già oggetto di dichiarazione (cioè, in genere, fino al 2007) occorre tenerne conto nella stessa istanza. Per esempio, se la perdita del 2005 aumenta, per effetto della deduzione, da 100 a 110 e se, nel 2006, l'importo di 100 era stato tutto compensato (reddito 150 meno perdita pregressa 100, imponibile 50), si dovrà considerare la maggiore perdita (10) nel rideterminare questo esercizio (portando il reddito da 50 a 40 e deducendo poi il 10% dell'Irap pagata nel 2006).
Se invece la perdita non era stata utilizzata fino al 2007 (Unico 2008), il maggiore importo che risulta dalla nuova deduzione del 10% dell'Irap dovrà essere esposto nel modello Unico 2009 (rettificando l'importo originario) e potrà dunque essere compensato dall'esercizio 2008 e nei limiti del quinquennio dall'esercizio originario. Riprendendo l'esempio, se la perdita del 2005 non è stata utilizzata fino a tutto il 2007, si dovrà indicare un importo di 110 in Unico 2009 con facoltà di compensazione in questa dichiarazione o in quelle successive fino a Unico 2011 (per i redditi del 2010).
L'istanza di rimborso può riguardare le maggiori imposte sui redditi per le quali al 29 novembre 2008 (data di entrata in vigore del decreto legge 185/08) non erano decorsi 48 mesi dal versamento. In pratica, è consentito ottenere la restituzione di Irpef, addizionali o Ires pagate dal 29 novembre 2004, considerando però che, per gli acconti, rileva la data del saldo (si comprende quindi anche il primo acconto 2004). La domanda telematica va presentata anche da chi aveva già inoltrato una specifica istanza di rimborso, spettando comunque un importo pari a quello derivante dalla deduzione forfetaria del 10 per cento. E i contribuenti che hanno già presentato domanda in passato usufruiscono di una corsia preferenziale nei rimborsi: le loro domande telematiche si considerano cronologicamente precedenti a tutte le altre.
Le istanze possono essere inviate dalle 12,00 del 12 giugno e nei successivi 60 giorni (per la trasmissione si potrà utilizzare il prodotto di gestione «RimborsodaIrap», che l'Agenzia renderà disponibile sul proprio sito internet dal 12 giugno). per i versamenti il cui termine di 48 mesi (ancora pendente al 29 novembre 2008) scade entro il 60esimo giorno da tale data. Sono coinvolti tutti i contribuenti che chiedono a rimborso anche l'acconto del 2004 (ricondotto alla data del saldo, 20 giugno 2005) i cui 48 mesi scadono il 20 giugno 2009. Deve rispettare il termine di 60 giorni anche chi ha presentato in passato domanda di rimborso. Per i versamenti successivi, l'istanza deve essere trasmessa entro il termine di decadenza di 48 mesi.
Se però si considerano la liquidazione in ordine cronologico e il tetto di spesa per i rimborsi, è da prevedere una corsa all'invio già al momento dell'apertura del canale telematico.
Fonte:ilsole24ore.com (Luca Gaiani)
Puglia, sostegno alle microimprese di giovani, donne e disoccupati
E’ stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia il bando “Sostegno allo start up di microimprese di nuova costituzione realizzate da soggetti svantaggiati”, il decimo attivato dalla Regione nell’ambito della manovra anticrisi che complessivamente sviluppa investimenti per 1miliardo 395milioni ed un’iniezione di fondi pubblici di ben 448.770.000 euro (per la maggior provenienti dal Programma operativo regionale 2007-2013).
Beneficiari del presente bando sono le microimprese di nuova costituzione o inattive al momento della presentazione della domanda che operano in tanti settori produttivi: dalla produzione di pasti e piatti preparati alla fabbricazione di tappeti, articoli in paglia, prodotti farmaceutici, computer, autoveicoli, design, interpretariato, attività di pulizia e organizzazione di convegni, imprese commerciali. L’incentivo è pensato come una sorta di maxi prestito d’onore per disoccupati e precari, ma anche per giovani e donne, rientrando tra gli interventi a sostegno dell’imprenditorialità femminile e giovanile. Costituisce, infatti, un requisito indispensabile per l’ammissibilità della microimpresa la presenza per la maggioranza di soci e capitali di soggetti “svantaggiati”, ovvero:
giovani tra i 18 e i 25 anni di età;
giovani tra i 26 e 35 anni che non abbiano ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
soggetti al massimo 35enni che nell’ultimo biennio dalla data di presentazione della domanda abbiano completato percorsi formativi coerenti con l’attività da intraprendere, finanziati o autorizzati dal sistema pubblico della formazione professionale;
adulti di 45-55 anni disoccupati o in procinto di perderlo;
disoccupati di lungo periodo, ossia persone senza lavoro per 12 dei 16 mesi precedenti o per 6 degli 8 mesi precedenti se hanno meno di 25 anni; donne di età superiore a 18 anni
donne maggiorenni.
Secondo le stime ufficiali questo bando potrà sviluppare complessivamente investimenti e spese di funzionamento per 90 milioni di euro e l’iniezione di fondi pubblici sarà di ben 43milioni. E’, inoltre, l’unico che consente ad un privato cittadino di reagire alla difficile congiuntura economica sostenendo la creazione di nuove attività imprenditoriali.
Vista l’entità delle risorse stanziate per singolo progetto, fino a 400 mila euro per microazienda, il bando di recente emanazione è il più atteso tra quelli rientranti nella manovra anticrisi. Dei fondi destinati ai singoli progetti:
fino ad un massimo di 150mila euro possono essere utilizzati per investimenti: acquisto di locali, suoli, strumenti e attrezzature
fino ad un massimo di 250mila finanziano i costi di start up e funzionamento: stipendi, affitti, leasing, bollette. Il tutto per tre anni di esercizio.
Sono inoltre previsti degli aiuti per il commercio destinati a quelle aree confluite o che potevano confluire nelle Zone Franche urbane per situazioni di disagio. Con questa scelta la Regione estende l’incentivo che il Governo ha previsto solamente per tre delle “Zone Franche” riconosciute, ovvero Foggia, Taranto ed Andria a tutte le “Zone Franche”.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 22 giugno fino ad esaurimento fondi. La compilazione della domanda avverrà via web (www.sistema.puglia.it). Il sistema genererà un documento pdf che dovrà, insieme agli allegati, essere spedita con raccomandata a: Puglia Sviluppo S.p.A., via Amendola 168/5, 70126 Bari
Fonte:spazioimpresa.biz
Moglie chatta con altro uomo? Viola obbligo di fedeltà ma non è abuso familiare
La moglie che instaura una relazione "virtuale" chattando con altro uomo, benchè violi in tal modo i doveri di fedeltà coniugale, non commette un abuso familiare tale da poter giustificare l'adozione di un ordine di protezione di cui agli articoli 342 bis e 342 ter del codice civile con conseguente allontamento dalla casa familiare. Una simile condotta, secondo quanto emerge da una sentenza del Tribunale di Salerno del 20 maggio scorso, non configura quel "grave pregiudizio all'integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell'altro coniuge o convivente" indicata dall'art. 342 bis. Il Tribunale, occupandosi del caso di una donna sorpresa dal marito a chattare nelle ore notturne con un'altro, ha chiarito che per potersi configurare un pericolo d'un grave danno all'integrità fisica o morale, tale da giustificare l'allontanamento da casa di uno dei coniugi occorre trovarsi di fronte a "reiterate azioni ravvicinate nel tempo e consapevolmente dirette a ledere i beni tutelati dalla l. n. 154 del 2001". In sostanza, l'inosservanza dell'obbligo di fedeltà e la derivante violazione degli obblighi di assistenza morale e materiale, non integrano i presupposti richiesti dagli art. 342 bis e 342 ter c.c. per l'adozione del provvedimento protettivo.
Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
Indennizzo alle vittime dell'uranio impoverito; Inca Cgil denuncia scarsa informazione
Con l'emanazione del decreto presidenziale n. 37 del marzo 2009 sono stati individuati i soggetti destinatari del riconoscimento e dell'indennizzo di "particolari infermità" contratte per esposizione ed utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e alla dispersione nell'ambiente di nano particelle di metalli pesanti, prodotte dalle esplosioni di materiale bellico.
Dunque al personale militare e civile viene riconosciuto il diritto all'indennizzo, ma l'Inca Cgil denuncia il fatto che non è stata impostata nessuna campagna di comunicazione per far conoscere le procedure per inoltrare le domande.
Per l'Inca "si tratta di un provvedimento importante che contribuisce anche a far emergere il nesso tra lavoro e malattie, fortemente sottostimato, superando quelle divisioni ideologiche tra mondo militare e civile, che hanno impedito finora di indagare con rigore sugli effetti di queste sostanze nocive sulla salute e sull'ambiente".
L'Inca spiega che "questo provvedimento ha esteso il diritto all'indennizzo anche al personale civile operante all'estero e in Italia, nonché a tutti i cittadini che risiedono vicino ai poligoni di tiro presenti in Italia." Per il triennio 2008-2010 sono stati stanziati 30 milioni di euro "che saranno ripartiti fino a un massimo di duecentomila euro per ciascun richiedente".
"Per coloro che già sono affetti da malattia - ribadisce l'Inca in una nota - c'è tempo 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto (6 maggio) per inoltrare la domanda. Non si conosce la reale portata del numero delle vittime coinvolte, ma già la Commissione parlamentare riferiva di 312 casi di tumore maligno, di cui 77 con esito mortali, insorti durante le missioni nei Balcani, in Iraq, in Afghanistan e in Libano". L'Inca mette a disposizione le sue strutture per garantire l'inoltro delle domande e il rispetto dei diritti delle persone coinvolte.
Fonte:helpconsumatori.it
Unicredit mette sul piatto mezzo miliardo per "Italia Turismo"
Cinquecento milioni di euro per favorire l'accesso al credito da parte delle pmi italiane che operano nel settore del turismo: questo l'impegno di UniCredit Group nell'ambito del protocollo di intesa firmato oggi a Roma dal Ministero del Turismo con le Associazioni Nazionali di Categoria del settore e con le banche. Lo conferma la banca con una nota.
Il plafond messo a disposizione da UniCredit, in continuità con il progetto "Impresa Italia" (che oggi viaggia al ritmo di 150 milioni di euro al mese), risulta aggiuntivo rispetto ai 7 miliardi annunciati dal Gruppo lo scorso 5 novembre ed è dedicato esclusivamente alle pmi che operano nel settore turistico ricettivo e che vogliono rilanciare e sviluppare la loro attività.
I finanziamenti verranno erogati grazie alla garanzia dei Confidi, per i quali UniCredit per prima ha costruito da oltre tre anni una struttura commerciale dedicata e una serie di iniziative mirate, che hanno permesso al Gruppo di acquisire un prezioso patrimonio di conoscenza delle esigenze e delle potenzialità delle imprese e del contesto economico produttivo. Proprio questa sinergia con Associazioni di Categoria e Confidi ha reso possibile il Progetto "Impresa Italia".
Fonte:finanza.repubblica.it
Unicoweb e UnicowebMini,la dichiarazione a portata di mouse
Passo dopo passo, breve guida all'utilizzo dei software per compilare e inviare online il modello 2009
Dimmi chi sei e ti dirò che modello devi usare. I software per la compilazione di Unico e Unico mini 2009 sono disponibili online, insieme a un test che aiuta il contribuente a capire se deve adoperare il modello "standard" o può optare per il formato ridotto. Si ampliano così le possibilità, per i contribuenti, di compilare e trasmettere la dichiarazione in autonomia, seduti al pc di casa. A differenza del più anziano Uniconline, infatti, i due nuovi software UnicowebMini e Unicoweb (quest'ultimo, in verità, già in pista l'anno scorso) non devono essere scaricati sul computer, ma "girano" direttamente sul web. Semplici e intuitivi anche per l'utente medio, non richiedono particolari competenze, ma solo di seguire le istruzioni e procedere passo passo alla compilazione dei quadri.
Ok il modello è giusto
Sarà un semplice test a rivelare al contribuente se è uno dei circa 4 milioni di contribuenti che possono optare per Unico mini e quindi accedere alla relativa applicazione online. E' questa, infatti, la platea potenziale degli italiani che, secondo i dati in possesso del Fisco, potranno utilizzare il modello supersemplificato lanciato quest'anno. È una vera e propria piccola grande rivoluzione: la versione "mignon" di Unico, infatti, conta appena 4 facciate (al posto delle 8 del modello ordinario) e 24 pagine di istruzioni (sono 124 nel solo fascicolo 1 di Unico PF). E' dedicata ai contribuenti residenti in Italia che non hanno variato il domicilio fiscale dal 1° novembre 2007 alla data di presentazione della dichiarazione; che intendono fruire delle detrazioni e deduzioni per gli oneri sostenuti e di quelle per carichi di famiglia e lavoro e che hanno percepito, nel 2008, uno o più dei seguenti redditi: di terreni e di fabbricati; di lavoro dipendente o assimilati e di pensione; derivanti da attività commerciali e di lavoro autonomo non esercitate abitualmente.
"Non va in Mini", invece, chi ha la partita Iva, chi deve presentare la dichiarazione per conto di altri (ad esempio, gli eredi), chi deve presentare una correttiva nei termini o una integrativa e chi vuole indicare un domicilio per la notifica degli atti diverso dalla residenza anagrafica. Ma non è necessario conoscere alla perfezione tutte le condizioni! Per sapere se si può presentare il Mini o si deve invece ripiegare sul modello ordinario, basta accedere al test online, che propone all'utente di spuntare o lasciare in bianco la casella corrispondente a ciascuna delle affermazioni contenute in una breve check-list (situazione anagrafica, reddituale e agevolazioni fiscali).
E' utile ricordare che, per poter utilizzare il test e accedere ai programmi di compilazione online, bisogna essere in possesso di un apposito codice pin, rilasciato dall'Agenzia. Per ottenerlo, basta collegarsi al sito internet agenziaentrate.gov.it e compilare la richiesta online; in alternativa, è possibile contattare il call center dell'Agenzia, al numero 848.800.444, o rivolgersi, con un documento di identità, presso un qualsiasi ufficio delle Entrate sul territorio. Per saperne di più è possibile consultare la pagina dedicata a "Fisconline" sul sito internet dell'Agenzia.
Unicoweb o UnicowebMini, chi fa da sé fa per due
Una volta ottenuto il pin e individuato il software da utilizzare, basta cliccare sul relativo link - "MINI UNICO WEB 2009" o "UNICO WEB 2009" - per iniziare a compilare la propria dichiarazione (il termine ultimo per l'invio di Unico 2009 da parte delle persone fisiche è fissato al 30 settembre). Non è necessario essere degli internauti d'eccezione: basta compilare e confermare passo passo i quadri, magari utilizzando la funzione di "help" se si ha bisogno di dare un'occhiata alle istruzioni, o scorrendo la guida operativa. Ma il vantaggio più grande è non dover fare i calcoli: è il programma, infatti, che liquida l'imposta, oltre a segnalare, mano mano, con icone o messaggi di alert, eventuali incongruenze nei dati inseriti. Una volta riempiti e confermati tutti i quadri il gioco è fatto: il software proporrà a questo punto di inviare direttamente la dichiarazione o, in alternativa, di stamparla (e provvedere quindi in un secondo momento alla trasmissione).
Fonte:nuovofiscooggi.it
Prestiti per Pmi turismo a tassi agevolati grazie accordo banche e governo.
Banche italiane e Governo insieme a sostegno del settore turismo. Per le imprese operanti nel settore del turismo sarà più facile accedere al credito e quindi far fronte alle difficoltà congiunturali, finanziarie ed economiche, grazie ad un plafond di 1,6 miliardi di euro che gli istituti di credito metteranno a disposizione delle PMI turistiche facendo pagare dei tassi agevolati.
I prestiti agevolati avranno come finalità quella di permettere la ristrutturazione, la promozione, l’innovazione e la riqualificazione sia delle strutture ricettive, sia delle imprese all’aria aperta come i villaggi ed i camping. L’iniziativa rientra nell’ambito del ‘Pacchetto Italia Turismo’, un’iniziativa congiunta tra il Governo e Michela Vittoria Brambilla, Ministro del turismo, le banche e le associazioni delle imprese del comparto, tra cui la Confturismo e la Assoturismo, aderente alla Confesercenti.
Il Pacchetto Italia turismo è stato realizzato con la collaborazione degli istituti di credito Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano e Banca Popolare di Sondrio. Il sistema bancario metterà fino a 1.600 milioni di euro a disposizione del turismo a tassi agevolati.
Il governo punta a "raddoppiare la quota di Pil prodotta dal turismo che al momento è ferma al 10-11%. “Obiettivo della nuova iniziativa è quello di attrarre i nuovi benestanti dei Paesi emergenti: Cina, India, Russia e quello di destagionalizzare la stagione turistica”, ha spiegato il premier, Silvio Berlusconi.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Alessandria, Contributi a fondo perduto per nuove idee imprenditoriali.
Fare una nuova impresa non è una cosa semplice; significa trasformare, talvolta, un'idea, un sogno in una realtà.
Significa mettersi ad un tavolo, da soli o con i propri futuri soci, e scrivere un progetto: attività spesso faticosa, ma molto utile.
Spesso, infatti, il futuro imprenditore inizia una attività senza riflettere a sufficienza sulla validità dell'idea di propria impresa, e non considera che, in realtà, il tempo impiegato per scrivere un business plan è un tempo investito non tanto per raccontare ai terzi come andranno le cose, ma per convincere, soprattutto, se stessi.
In questo periodo storico, caratterizzato da una crisi economica che non ha precedenti, almeno nelle sue cause, si ritiene che l'innovazione, non solo di matrice tecnologica, sia una delle modalità per aumentare le chance di successo delle nostre future imprese.
Per questa ragione, l'Assessorato allo sviluppo economico del Comune di Alessandria, in collaborazione con la cassa di Risparmio di Alessandria ed il sistema dei Confidi, ha ritenuto di bandire un premio in denaro per i tre migliori business plan di impresa.
I progetti potranno riguardare idee di nuove imprese innovative in tutti i settori, e, quindi, in agricoltura, industria, commercio, erogazione dei servizi a favore delle persone e delle imprese.
Gli elementi dell'innovazione, puntualmente definiti nel bando, saranno valutati da una commissione di esperti designati dai soggetti promotori e dalle università locali (Politecnico di Torino ed Università degli Studi del Piemonte Orientale).
Le domande di contributo, corredate da un business plan redatto secondo le raccomandazioni del bando, dovranno essere depositate presso l'Ufficio Protocollo del Comune di Alessandria entro le ore 12 del prossimo 25 giugno 2009.
Finalità del bando è quindi quella di premiare una idea di nuova impresa, e potranno partecipare sia le imprese costituite dopo il 27 marzo 2009, sia le imprese non ancora costituite.
I premi in denaro sono interessanti, e ripagano i redattori del proprio progetto di impresa del tempo ad esso dedicato: si tratta, infatti, di 10.000 euro alla migliore idea, di 6.000 euro al secondo classificato e di 4.000 euro al terzo in graduatoria.
L'innovatività del progetto non viene considerata in senso assoluto, ma relativo, rispetto al contesto, al territorio alessandrino, al settore di riferimento, e non considera soltanto elementi di natura strettamente tecnologica, ma anche di natura organizzativa e commerciale.
Unica condizione per l'accesso al contributo è l'effettiva costituzione della nuova impresa nel territorio del Comune di Alessandria.
Tutti coloro che abbiano avviato, dopo il 27 marzo di quest'anno, un'impresa aventi caratteristiche di innovazione, o coloro che intendono farlo in futuro, possono redarre il proprio progetto e depositarlo nelle modalità e tempi indicati.
La finalità dell'iniziativa è aumentare la consapevolezza dei futuri imprenditori sulle proprie scelte, invitandoli a formalizzare le proprie idee, perché il tempo dedicato a studiare un progetto non è mai tempo sprecato, come talvolta si crede, ed oggi è anzi pagato con un premio.
I migliori progetti di idea imprenditoriale saranno, inoltre, non solo premiati con un contributo in denaro, ma anche segnalati alla Cassa di Risparmio ed al sistema dei Confidi aderenti all'iniziativa, affinché eventuali richieste di finanziamento possano essere più rapidamente accolte alle migliori condizioni.
È certo, infatti, che un buon progetto, avente caratteri di innovazione, presentato in un valido business plan, oltre che essere premiato con un contributo, potrà essere più agevolmente valutato e finanziato dalla Banca e dal Confidi.
Una delle finalità del bando è proprio quella di incentivare la cultura di impresa, che vuole aiutare le persone a comprendere la differenza tra una buona idea ed un buon progetto, che consiste nel veder formulata su carta la prima.
La Banca Cassa di Risparmio di Alessandria ed il Comune di Alessandria intendono, con questo contributo, incentivare questa tendenza, affinché nascano sul territorio progetti di imprese innovative e finanziabili. Chiunque fosse interessato può trovare tutte le informazioni presso gli sportelli associativi, presso gli sportelli della Banca Cassa di Risparmio di Alessandria, sul sito internet del Comune di Alessandria - alla pagina dei Bandi di Concorso -, oppure presso il Servizio Attività produttive e Piano Strategico del Comune di Alessandria, Piazza Libertà 1.
Se pensate di avere una idea di impresa innovativa non sognatela: scrivetela. Potreste vincere un premio per il progetto e venire pubblicamente premiati, ed, in seguito, aiutati finanziariamente, da banca e Confidi, a realizzarla.
Fonte:valenza.it (Nuius)
Toscana, finanziamenti con agevolazioni, contributi e garanzie
Firenze - Finanziamenti agevolati, con garanzie di consorzi fidi e contributi a fondo perduto della Camera di Commercio sono disponibili per le imprese toscane.
Il plafond dei finanziamenti bancari è di 25 milioni di euro. Quello del contributo a fondo perduto, è di 750.000 euro, a valere sulle stesse operazioni di finanziamento bancario.
In pratica le imprese possono chiedere un finanziamento bancario a tasso agevolato, fino a 300.000 euro, rimborsabile a 7 anni, di cui 2 di preammortamento (soli interessi), e ottenere contemporaneamente un contributo fino a 8.000 euro (4% de finanziamento), a fondo perduto, dalla Camera di Commercio.
Finanziamenti ammessi per investimenti produttivi:
- Acquisto e ristrutturazione di immobili (compresi i terreni) solo se strumentali all’attività dell’impresa;
- Acquisto, rinnovo, adeguamento di impianti, macchinari, mobili, arredi e attrezzature;
- Spese per la realizzazione di siti e sistemi web propri dell’azienda e/o per l’attivazione di procedure per il commercio elettronico;
- Acquisto di marchi e brevetti;
- Acquisto di automezzi per un importo pari al costo deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa e solo se strumentali all’attività d’impresa
Finanziamenti ammessi per ristrutturazioni finanziarie:
- Consolidamento di debiti a breve termine (18 mesi), con trasformazione degli stessi in debiti a lungo termine (7 anni).
- Prestiti partecipativi.
- Ripristino di liquidità.
- Acquisto scorte (per un importo non superiore al 20% del fatturato, come da ultimo bilancio approvato).
Interessi e rating
Sul preammortamento: Euribor 6 mesi/360 + spread.
Sull'ammortamento: tasso variabile parametrizzato sull’Euribor/360 più spread secondo classe di rating:
A-Ottima 1,30 1,10 1,20
B-Buona 1,40 1,40 1,50
C-Discreta 1,40 1,50 1,75
D-Sufficiente 1,50 1,75 1,90
E-Mediocre 1,50 2,00 2,10
La Classe "Mediocre" per alcune banche potrebbe risultare non finanziabile.
Istituti di credito convenzionati
- Banca Monte dei Paschi di Siena,
- Banca CR Firenze,
- Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio,
- Banca Federico Del Vecchio,
- Banca di Credito Cooperativo di Cambiano;
- Fed. Toscana Banche di Credito Cooperativo:
• Credito Cooperativo Area Pratese
• Credito Cooperativo del Valdarno Fiorentino
• Banca di Cascia
• Banca di Credito Cooperativo del Chianti Fiorentino
• Banca di Credito Cooperativo di Impruneta
• Banca del Mugello Credito Cooperativo
• Banca di Credito Cooperativo di Pontassieve
• Banca di Pistoia Credito Cooperativo
• Banca di Crediti Cooperativo di Signa
• Banca del Valdarno Credito Cooperativo
• Banca di Credito Cooperativo di Vignole.
Intermediari finanziari convenzionati
- Fidi Toscana SpA
- Artigiancredito Toscano Soc. Coop.
- Centrofidi Terziario Soc. Cons. p.a.
Consorzi e cooperative di garanzia fidi aderenti
- Confidi Imprese Toscane Soc. Coop.
- Toscana Com-fidi Soc. Cons. a r.l.
- Fidicooptoscana-Confidi Soc. Coop.
- Fidialberghi Soc. Coop. a r.l.
- Consorzio Con.Fi.C.Tur
- Co.Fi.D.I.
Fonte:primapagina.biz
Salsomaggiore, "la Provincia al fianco di chi investe"
Le terme, ma non solo. Secondo il presidente Vincenzo Bernazzoli la Provincia dovrà scendere in campo anche per sostenere altri progetti in grado di dare più forza all’economia locale e maggiore attrattività turistica al comprensorio. Sullo sfondo i finanziamenti in arrivo grazie al piano Efsa e a Dup sottoscritto tra Regione e Provincia, finalizzati a far crescere con investimenti mirati commercio e strutture ricettive in particolare per il potenziamento turistico.
“Per Salsomaggiore sono in arrivo - ha spiegato Bernazzoli - 9 milioni di euro che sosterranno, tra l’altro, la riqualificazione di centri urbani e finanziamenti sulle leggi di settore per i singoli esercizi commerciali, per migliorarne l’offerta. Attraverso questo canale, ma non solo, la Provincia sarà a fianco degli imprenditori che vogliono investire sui propri alberghi e sulle proprie strutture. Sostenere il rilancio del territorio e chi rischia in prima persona è uno dei nostri compiti principali”.
“Salsomaggiore - ha proseguito Bernazzoli - potrà avvantaggiarsi anche del grande evento cui stiamo pensando per valorizzare le nostre eccellenze, numerose delle quali si trovano nel vostro comprensorio. Vogliamo dare più visibilità e dunquee più forza sul mercato per intercettare di più e meglio i flussi turistici. Per fare questo è importante anche ampliare e diversificare la propria offerta, senza snaturarsi, ma valorizzando le proprie peculiarità”.
Per questo la Provincia continuera' a lavorare per valorizzare le produzioni agricole di qualita' e il territorio. "Lo faremo - ha spiegato Bernazzoli - anche attraverso un progetto per valorizzare un nuovo percorso, legato alle Terre del Pallavicino, che interessera' l'area tra Parma, Piacenza e Cremona dove fiori' per oltre 400 anni, tra medioevo e rinascimento, questo piccolo stato. Un circuito che ci permettera' di valorizzare al meglio emergenze come i castelli di Tabiano e Scipione".
Fonte:parmadaily.it
Menu di sezione: