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Mutui prima casa: le istruzioni per applicare il tetto del 4%
Sconti sulle rate dei mutui prima casa a tasso variabile al debutto. L'Agenzia delle entrate ha pubblicato il provvedimento del direttore che fissa le linee guida per la comunicazione alle banche e agli intermediari finanziari degli intestatari dei mutui che, sulla base delle informazioni disponibili presso l'Anagrafe tributaria, posseggono i requisiti per godere dell'agevolazione. Si tratta dello sconto sulle rate dei mutui variabili prima casa a tasso variabile, previsto dal decreto anticrisi, con tetto al 4% e accollo dello Stato dell'eventuale scarto.
Beneficiari degli sconti. Il beneficio del decreto anticrisi spetta agli intestatari di un mutuo a tasso variabile contratto per l'acquisto, la costruzione e ristrutturazione dell'abitazione principale sottoscritto entro il 31 ottobre scorso, sulle rate da corrispondere nel 2009. Nessun beneficio spetta sui mutui contratti per abitazioni signorili di categoria A1, ville di categoria A8 e castelli e palazzi di eminenti pregi, artistici e storici, qualificati come A9. L'Agenzia sottolinea che sono agevolati anche i mutui rinegoziati in applicazione del decreto legge 93/2008 con effetto sul conto di finanziamento accessorio, oppure, a partire dal momento in cui lo stesso conto ha un saldo pari a zero. Gli aventi diritto non individuati dall'Agenzia delle entrate, possono in ogni caso richiedere alla banca o all'intermediario finanziario mutuante l'agevolazione, tramite una autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti.
Credito d'imposta in compensazione. In base a quanto dispone il decreto anticrisi, le quote delle rate a carico dello Stato sono anticipate dalle banche e dagli istituti finanziari, a cui è attribuito un credito d'imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione. I beneficiari del credito d'imposta, pari alla parte di rata a carico dello Stato, dovranno indicarne l'ammontare maturato e il relativo utilizzo in una sezione ad hoc del modello 770/2010 relativo all'anno 2009.
Procedure all'insegna della privacy. Per garantire la privacy, c'è una preventiva individuazione e quindi comunicazione, da parte di ciascuna banca o intermediario finanziario, del nominativo dell'unico e solo responsabile designato a ricevere i dati dei mutuatari, da inviare tramite una casella di posta elettronica ad hoc. Sempre allo stesso indirizzo e-mail, la persona designata, una volta ricevuto il file contenente i dati dei beneficiari, dovrà confermare all'Agenzia di aver scaricato i dati. I file relativi ai beneficiari viaggiano tramite Entratel dall'Agenzia alle banche e agli intermediari finanziari: rimarranno in linea nell'area protetta del sito solo per 15 giorni dalla data in cui sono resi consultabili. L'agenzia nelle istruzioni previsa che a ciascun istituto di credito sarà destinato un file riguardante i soli mutui da esso erogati.
All'Agenzia il monitoraggio dei flussi finanziari. Sarà l'Agenzia a monitorare le operazioni in atto comunicando mensilmente al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato e al Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia gli importi delle compensazioni effettuate da banche e intermediari finanziari con l'apposito codice tributo.
Fonte:ilsole24ore.com
Social card, in circolazione solo la metà di quelle previste. Ma arrivano gli sconti dal dentista
Duecentomila persone attendono ancora di veder caricata la propria Carta acquisti con i 120 euro dei mesi di ottobre, novembre e dicembre. ''Tanti coloro che hanno chiesto e ottenuto la social card a partire dal 1° gennaio 2009 e ai quali il Governo aveva garantito pubblicamente il riconoscimento degli 'arretrati'''. E' quanto denuncia l'Acli in una nota dove si aggiunge che ''ad oggi nessuno ha ottenuto i 120 euro, e della proroga promessa non v'è traccia''.
Il Governo aveva fissato una prima scadenza al 31 dicembre 2008 per concedere, a chi avesse presentato la domanda entro quella data, la ricarica retroattiva dei mesi di ottobre, novembre e dicembre: 40 euro al mese, 120 euro in tutto. Di fronte al ritardo con cui era partita la macchina organizzativa e alla complessità oggettiva delle operazioni, le associazione dei lavoratori cristiani avevano chiesto di spostare la scadenza al 28 febbraio. Il Governo aveva accolto la richiesta annunciando più volte pubblicamente la predisposizione di un decreto per la concessione di 2 mesi di proroga. ''La data del 28 febbraio è passata e il decreto non c'è stato - spiegano le Acli - I 120 euro promessi non sono stati mai caricati sulle carte di circa 200mila persone che restano senza soldi e senza risposte''.
''Che fine ha fatto la proroga?'' si interrogano le Acli, che chiedono al Governo di mantenere la promessa fatta e insieme avanzano una proposta: ''abolire i requisiti anagrafici per l'accesso alla social card''. Il Governo, infatti, aveva ipotizzato inizialmente una platea di beneficiari della social card pari a 1 milione e 300mila cittadini. E aveva stabilito per questo - adottando un condivisibile criterio selettivo, riconoscono le Acli - una serie rigorosa di requisiti tra cui due principali: reddito Isee inferiore ai 6000 euro, età del richiedente inferiore ai 3 anni (bambini) o superiore ai 65 anni (pensionati).
Ma le Carte acquisti finora distribuite sono state tuttavia solo 560mila, meno della metà del previsto, di cui solo 420.000 attivate entro dicembre 2008. E i dati a disposizione del Caf Acli dimostrano che il 40% di coloro che avrebbero diritto alla Carta secondo il requisito del reddito, ne rimangono esclusi per via dell'età. La proposta avanzata dal presidente delle Acli Andrea Olivero è conseguente: ''Abolire i requisiti anagrafici per l'accesso alla social card. Si puo' essere 'poveri' a 60 come a 65 anni, con figli di 3 anni piuttosto che di 5. Il requisito dell'età è quello meno comprensibile e giustificabile. Abolendolo rimarremmo comunque entro le previsioni di spesa ipotizzate dal Governo''.
Fonte:adnkronos.com
Smog; Lombardia rilancia aiuti per auto, bando da 25 mln per fasce più deboli
Confermato il contributo di 600 euro per l'installazione dell'impianto a metano o gpl sull'auto a benzina ma non piu' solo sul mezzo Euro 0 ma da adesso anche sui veicoli di classe Euro 1, Euro 2, Euro 3 ed Euro 4. Lo prevede una delibera presentata dall'assessore alla Qualita' dell'Ambiente, Massimo Ponzoni. Inoltre, cambiano e si semplificano le modalita' per ottenere il contributo. Previsto l'utilizzo di un voucher telematico (analogamente a quanto gia' avviene per gli incentivi per l'installazione di filtri antiparticolato sui mezzi commerciali).
Lo prevede un'altra delibera approvata sempre oggi dalla Giunta regionale, su proposta degli assessori Massimo Ponzoni (Qualita' dell'Ambiente) e Massimo Buscemi (Reti, Servizi e Pubblica Utilita' e Sviluppo sostenibile), con cui viene rinnovata e ampliata la convenzione con Aci Milano che gia' gestisce l'attuale bando.
Per il nuovo bando sono previsti contributi a fondo perduto a favore di cittadini residenti nella zona critica A1 (210 Comuni in 10 Province) per l'acquisto di un auto nuova o usata a minor impatto, in sostituzione di una vettura piu' inquinante che dovra' essere rottamata - Euro 0 benzina e diesel, Euro 1 diesel e Euro 2 diesel - o per l'installazione di un impianto a metano o gpl. (segue)
Fonte:libero-news.it
Rc Auto: la polizza «low cost» si compra online, in 10 minuti
In tempi di crisi val bene spendere un po' di tempo per capire se c'è modo di risparmiare qualcosa su servizi di cui si pagano rate di alcune centinaia di euro. La polizza assicurativa per l'automobile è sicuramente uno di questi e permette di fare economie, se non altro perché a stipulare gli oltre 44 milioni di contratti Rc auto in Italia concorrono circa 40 compagnie. Otto di queste lo fanno in modo diretto, senza cioè una propria rete di agenzie e nessuna presenza fisica sul territorio, utilizzando il canale del telemarketing e soprattutto quello del Web (appartengono a questa categoria le varie Genialloyd, Direct Line, Genertel e via dicendo).
Il valore complessivo dei premi pagati dagli italiani nel 2008 è stato di circa 33 miliardi di euro, in flessione del 3% rispetto all'anno precedente ma comunque il quarto in Europa e il sesto in assoluto al mondo.
Per capire quanto sia ancora poco diffuso in Italia il fenomeno dell'assicurazione online in Italia basta fare un confronto con quanto succede nel Regno Unito: le compagnie dirette coprono il 74% delle polizze auto - rispetto al 6,4% di quelle italiane - e il 70% del loro business è generato da acquisti legati a ricerche effettuate su siti di comparazione prezzi.
Gli automobilisti inglesi, rispetto a quelli italiani, sono anche più sensibili all'idea di cambiare compagnia assicurativa ogni anno: si verifica per circa un contraente su due (nel 45% dei casi per la precisione) in Inghilterra e per uno su dieci nel Bel Paese. In Italia, va però sottolineato, il comparto delle assicurazioni online cresce a ritmi molto sostenuti e il dato di incidenza del 6,4% del 2008 va confrontato con il 2% del 2001.
Un intermediario per le compagnie assicurative. E un domani per le banche?
Come scegliere quella più conveniente o comunque più idonea per le proprie esigenze è il cruccio di molti italiani – circa un terzo degli assicurati Rc auto, secondo un recente sondaggio, chiede ogni anno nuovi preventivi ma solo il 14% di questi cambia effettivamente compagnia – e Internet è da tempo uno strumento di informazione e confronto non indifferente. Proprio per aiutare e guidare il consumatore in una ricerca dell'assicurazione auto "migliore" - tendenzialmente quella meno costosa - che sia semplice e veloce è nato nel giugno dello scorso anno Assicurazione.it, sito di comparazione per le polizze auto che oggi debutta on line nella sua rinnovata versione estesa anche al mondo delle moto.
Alberto Genovese, ex manager di eBay Italia e amministratore delegato di Assicurazione.it, nel presentare la società ha enfatizzato come "non esista la polizza migliore in assoluto bensì migliaia di profili possibili" e pertanto soluzioni confezionabili sulle specifiche caratteristiche del contraente.
Da qui la necessità, a detta di Genovese, di un sito (simile per funzione ad altri già attivi da tempo in Italia, come quello di Altroconsumo o di specialisti come 6sicuro.it) che si metta al servizio dei consumatori per facilitarne e velocizzarne le operazioni di confronto dei prodotti disponibili sul mercato.
E non solo. «Il vantaggio – sostiene l'Ad - è quello di poter confrontare in un'unica sessione di ricerca i preventivi di diverse compagnie in pochissimo tempo e comodamente dal proprio pc: al consumatore viene dettagliata un'informazione completa e trasparente». In altre parole si evita di cadere in errore – lo "scanning" delle offerte non si limita a quei profili oggetto di particolari promozioni ma a quello indicato dall'utente – e di perdere ore preziose nel cercare informazioni on e off line.
Dei circa 1.000 preventivi richiesti e processati giornalmente da Assicurazione.it – che vanta oltre 5mila visitatori quotidiani – circa il 10% sono sfociati nel 2009 in un acquisto di polizza Rc Auto. Alla società, che opera da vero e proprio intermediario, viene riconosciuta una percentuale (diversa da compagnia a compagnia) per ogni operazione andata a buon fine. Il modello di business – confermano in tal senso i portavoce – non prende al momento in considerazione l'idea di attivare altri canali di reddito, vedi per esempio la pubblicità on line.
Non è escluso però che l'idea di «diventare il canale di acquisizione più economico ed efficiente per le compagnie assicurative» non si estenda in futuro alle aziende bancarie: «Ci stiamo pensando, è un'opportunità da valutare. I conti correnti italiani - parole di Genovese - sono fra i più cari d'Europa ma sono fra loro uniformati. Nelle polizze Rc auto ci sono invece sensibili differenze, per la stessa tipologia di auto, fra una compagnia e un'altra».
Come funziona, chi lo usa e quanto si risparmia
Nel sito si entra gratuitamente e si può calcolare in soli 10 minuti il proprio preventivo mettendo a confronto le proposte, comprensive anche delle principali coperture aggiuntive, di 12 tra le più importanti compagnie assicurative italiane, tradizionali e dirette (l'obiettivo dichiarato è di arrivare a coprire in futuro la totalità dell'offerta).
Fonte:ilsole24ore.com (Gianni Rusconi)
Italia pattumiera dei rifiuti altrui
Da una parte l’Italia “vende” all’estero i propri rifiuti industriali perché non esiste un’industria interna capace di lavorarli, dall’altra “compra” dall’estero rifiuti speciali frutto della raccolta differenziata perché quella delle nostre città non basta e senza gli arrivi stranieri l’industria specializzata soccomberebbe. È il paradosso del sistema Italia: mentre continuiamo a essere la pattumiera d’Europa (è dell’altro giorno il rapporto Legambiente secondo cui il 54% dei rifiuti finisce in discarica), le imprese che lavorano la raccolta differenziata sono in difficoltà. Tanto che devono comprare dall’estero l’immondizia da riciclare. Soprattutto dalla Germania.
La denuncia arriva da Assoambiente che per la prima volta ha studiato l’import e l’export dei rifiuti speciali. Il quadro è desolante: nel 2005 sono state esportate dall’Italia 1,9 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (+60% rispetto al 2002), nello stesso anno ne abbiamo importati circa 1,4 milioni di tonnellate. «Questa situazione - osserva Margherita Gorio, presidente del Settore Rifiuti Industriali di Assoambiente - è dovuta soprattutto alla carenza sul territorio nazionale di impianti di smaltimento per alcune tipologie di rifiuti speciali ». (STEFANIA DIVERTITO)
- L’Italia costretta a comprare i rifiuti speciali dall’estero
Va alla Lombardia il record dei rifiuti esportati: il 32% di quelli speciali finisce all’estero, a essere maciullato e lavorato in un settore industriale che da noi stenta a decollare. Ce lo dice Assoambiente, nel primo rapproto che analizza l’import export di rifiuti speciali: il 60% di quelli esportati parte dal Nord, il 6% dal Centro e il 32% dal Sud. La Lombardia colleziona anche i più alti livelli di importazione di rifiuti speciali (919.000 tonnellate su un totale italiano di 1,4 mln di tonnellate). È una situazione paradossale quella italiana: inviamo all’estero i nostri rifiuti speciali soprattutto per l’insufficiente presenza sul territorio nazionale di impianti in grado di smaltire e ai loro costi di gestione, e abbiamo bisogno di comprare i “frutti” della raccolta differenziata per far vivere le nostre imprese specializzate. Oltre il 90% dei rifiuti speciali sono esportati in Paesi europei e in particolare in Germania (47% del traffico). La Germania è seguita da Grecia (18%), Regno Unito (10%), Cina (8%) e Francia (4%).
Fonte:metronews.it
Invalidità; Inps avvia 200 mila accertamenti
Per effetto del decreto interministeriale n.133, l'Inps si appresta ad effettuare 200 mila accertamenti nei confronti di titolari di benefici economici di invalidità civile, cecità civile e sordità civile. Il piano è stato predisposto e reso operativo con la circolare n.26/2009 dell'Inps. I controlli, che saranno eseguiti entro il 31 dicembre 2009, avranno carattere sanitario (per questo l'Istituto di previdenza si avvarrà della collaborazione delle sottocommissioni mediche decentrate della Commissione medica superiore). Inoltre saranno sottoposti a verifica anche i requisiti reddituali, attraverso l'incrocio con le informazioni contenute negli archivi del Ministero dell'economia e delle finanze.
Infine, l'Inps, al fine di accertare eventuali incompatibilità, acquisirà dalla Motorizzazione civile anche tutte le informazioni utili ad individuare i titolari di prestazioni di invalidità civile in possesso di valida patente di guida.
Fonte:helpconsumatori.it
Trattamento fiscale delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande
Con la Circolare in oggetto, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito ad alcuni specifici quesiti posti in merito al nuovo trattamento tributario delle spese per prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande. Tale trattamento tributario è in vigore dal 1° settembre 2008. L'Agenzia delle Entrate haprecisato che l'Iva che non è stata detratta sugli acquisti di spese alberghiere e di ristoranti non può essere portata in deduzione dal reddito. Inoltre, le spese di vitto e alloggio sostenute solo per le trasferte di dipendenti e amministratori effettuate fuori dal Comune non subiscono la deduzione limitata al 75%.
Fonte:ilsole24ore.com
Regione Puglia, misure anticrisi, altri nuovi bandi per le piccole e micro imprese
La Giunta regionale ha approvato tre nuovi bandi a vantaggio delle Piccole e Micro imprese, dei Consorzi fidi e delle Zone industriali. Inietteranno nel sistema produttivo regionale altri 210 milioni di euro andando ad aggiungersi ai 255milioni 770 mila euro stanziati con i sette bandi già attivi. Dei nuovi avvisi i primi due completano la manovra anticrisi, il terzo apre la seconda fase dei provvedimenti anticiclici, dedicata a specifici comparti aggrediti dalla crisi. Così salgono a 10 i bandi aperti nell’ambito della manovra anticiclica varata dall’Assessorato allo Sviluppo economico e a 465 milioni 770mila euro l’iniezione totale di fondi pubblici messi a disposizione delle imprese fino ad oggi. Un vero record per aggredire la crisi, che non ha eguali in nessuna regione italiana.
Il primo dei nuovi bandi riguarda l’erogazione di aiuti per le Micro e Piccole Imprese, sviluppa investimenti per circa 400 milioni di euro, erogando 100 milioni di fondi pubblici. Il secondo avviso è a favore di Cooperative di Garanzia e Consorzi Fidi e accompagna prestiti per un miliardo di euro grazie ad un fondo di garanzia pari a 50 milioni. Il terzo bando apre invece la seconda fase della manovra anticiclica perché punta a finanziare le infrastrutture di supporto degli insediamenti produttivi, quindi ad agevolare un altro ramo della nostra economia che sta risentendo della crisi: il settore edile. A vantaggio di questo comparto i fondi pubblici messi in campo sono 60 milioni di euro.
La Giunta regionale ha approvato gli schemi dei tre avvisi nelle sedute del 25 e del 26 febbraio mossa dalla situazione economica internazionale che sta registrando negli ultimi mesi un rapido deterioramento. A sottolineare la portata dell’operazione è il Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo economico Sandro Frisullo: “Le imprese di piccola e piccolissima dimensione – spiega – rappresentano il tessuto più ampio della produttività regionale. Secondo i dati Infocamere relativi al 2008, sono in tutto 341.552 e costituiscono il 99,68% delle imprese oggi attive in Puglia. Per questo abbiamo attivato senza indugio nuovi bandi che agevolano gli investimenti anche per queste imprese. Oggi gli imprenditori pugliesi hanno a propria disposizione per la prima volta 10 bandi tutti aperti. Non era mai avvenuto prima. Questo significa dieci possibilità di investimenti per le nostre aziende. Nel giro di un mese arriverà il bando più atteso, quello per lo start-up che permetterà ad un ventaglio molto ampio di persone in una condizione di debolezza, di aprire un’azienda propria”.
-I tre bandi
Si chiama “Avviso per l’erogazione di Aiuti ai programmi di investimento promossi da Micro e Piccole Imprese” il bando che mette in campo 100 milioni di euro movimentando circa 400 milioni di investimenti in macchinari o in immobili ...............
Fonte:estratto della notizia apparsa su www.sudnews.it
Lazio; “Bando POR FESR, 11 milioni per le imprese della ceramica”
“Con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio del 28 febbraio, si apre il bando del Programma operativo regionale (POR FESR) destinato a finanziare i programmi di sviluppo e gli investimenti delle imprese laziali del settore della ceramica.” L’assessore regionale alla Piccola e media impresa, commercio e artigianato Francesco De Angelis, ha spiegato il provvedimento che “stanzia 11 milioni di euro di risorse POR FESR, a cui si aggiungeranno ulteriori 5 milioni di euro provenienti dal Fondo rotativo per le Pmi e altri 800 mila euro provenienti dal Fondo sociale europeo, risorse queste ultime che saranno attivate separatamente. Si tratta in totale – ha detto De Angelis - di 16,8 milioni di euro, un consistente intervento a favore di una importante filiera produttiva regionale, l’industria della ceramica, che ha nel distretto di Civitacastellana il principale polo produttivo nazionale del settore”.
Le agevolazioni previste dal bando, di norma pari al 50 per cento delle spese ammissibili, sostengono programmi imprenditoriali di investimento nel campo dell’innovazione tecnologica, per favorire l’introduzione di tecnologie volte alla riduzione, al riciclo e al recupero dei materiali, per abbattere le emissioni e favorire la tutela ambientale. Sono previste anche misure a sostegno dei processi di aggregazione tra imprese, per aumentare il livello di competitività del sistema produttivo.
Per partecipare le imprese possono prenotarsi telematicamente sul sito di Sviluppo Lazio www.sviluppo.lazio.it.
Il bando rimarrà aperto fino al 4 maggio 2009
Fonte:sviluppo.lazio.it
Trasferte aziendali: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
di Roberto Grementieri - Mercoledì 4 Marzo 2009 La circolare n. 6/E del 3 marzo 2009 ha fornito alcuni importanti chiarimenti sulle modifiche - in materia di imposte sui redditi e di Iva - apportate al regime fiscale delle prestazioni alberghiere, oltre a quelle delle somministrazioni di alimenti: entrambi fattori di interesse per i dipendenti in trasferta che vogliono detrarre le spese di vitto e alloggio.
L’Iva detraibile, osserva l’Agenzia delle Entrate, non può costituire un costo ai fini della determinazione del reddito: di conseguenza, la rinuncia alla detrazione dell’imposta pagata sulle spese in questione non permette la deducibilità della stessa dalle imposte sui redditi.
Nelle ipotesi in cui la prestazione alberghiera o di ristorazione sia fruita da un soggetto diverso dall’effettivo committente del servizio, ai fini della detrazione Iva è necessario che la fattura rechi anche l’intestazione di tale soggetto.
In altre parole,la fattura va intestata a chi opera la detrazione, mentre i dati di chi fruisce della prestazione possono essere indicati nella fattura o in un’apposita nota allegata alla stessa.
Il tetto del 75% non opera in relazione alle spese di vitto e alloggio sostenute dal datore di lavoro per le trasferte effettuate dai dipendenti e dai titolari dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa fuori dal territorio comunale.
Tenendo presente tale regola, l’Agenzia ha avuto modo di precisare che il limite non opera per le spese alberghiere e di ristorazione sostenute in trasferta extra-comunale da amministratori considerati collaboratori dell’impresa, mentre il limite opera per le spese alberghiere e di ristorazione sostenute in trasferta extra-comunale dai soci.
Sempre in materia di reddito di impresa, la norma che pone il limite del 75% alla deducibilità delle spese per somministrazioni alimenti e bevande non si estende alle ipotesi in cui l’azienda sostiene costi per la gestione diretta di un servizio mensa.
In tal caso, non si è di fronte a una spesa per la somministrazione di alimenti e bevande, ma a costi sostenuti dal datore di lavoro per l’acquisto di beni, servizi ed eventualmente per la manodopera da utilizzare per la preparazione di pasti da somministrare.
Niente limite anche quando: la mensa è gestita da terzi; l’impresa stipula una convenzione con un esercizio pubblico per fornire il servizio di mensa ai propri dipendenti; il datore di lavoro acquista ticket restaurant.
Fonte:blog.pmi.it
Cassazione: fatture deducibili? Solo se in originale
La Sezione Tributaria Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 4502/2009) ha stabilito che per dedurre i costi, l’azienda deve conservare l’originale o il fax (originale) delle fatture altrimenti il fisco può recuperare le imposte. La Corte ha quindi precisato che “è
ben vero che il documento che incorpora la fattura trasmessa a mezzo fax è sostanzialmente una copia dell’originale. Ma è altrettanto vero che l’originale del fax offre maggiori garanzie perché, non può essere frutto di un fotomontaggio, almeno da parte del ricevente.
Peraltro, il legislatore, ove mai si fosse trattato di fax trasmesso per mezzo di un personal computer, ha imposto l’obbligo di conservare il supporto elettronico fino al momento della stampa, proprio per evitare il rischio di manipolazioni (a monte come a valle), insito in ogni riproduzione meccanografica non confrontabile con l’originale. L’obbligo di conservare la documentazione originale, previsto dall’art. 22 DPR 600/1973, è norma speciale rispetto al regime ordinario della prova documentale dettato dal codice civile, che equipara la copia all’originale se non ci sia espressa contestazione sulla conformità (art. 2712 c.c.). La diversità della disciplina trae origine dalla tendenziale indisponibilità del rapporto tributario e del suo regime probatorio. D’altra parte non risulta che il contribuente abbia giustificato in qualche modo il fatto di non aver conservato gli originali (allegando, ad esempio, la distruzione accidentale o per causa di forza maggiore degli originali), sì che la violazione della legge, anche ammesso che le si volesse attribuire un carattere meramente formale, sarebbe comunque sospetta, in relazione al comportamento tenuto dal contribuente. In altri termini, le fotocopie di documenti originali, che non risultino smarrire o distrutte per cause non imputabili al contribuente, non hanno lo stesso valore probatorio degli originali, apparendo anzi come una documentazione sospetta. Specialmente se, come è accaduto nella specie, non sono allegate valide ragioni che giustifichino la mancata esibizione degli originali”.
Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)
Prestiti per tutti senza requisiti anche per i poveri: Grameen Bank del premio nobel in Italia
Arriva anche in Italia Grameen Bank, l'istituto che pratica il microcredito senza garanzie ideato nel 1977 dal premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus. Ad annunciarlo è stato lo stesso Yunus, nel corso di una conferenza stampa presso la Fondazione Cariplo per la
presentazione del suo libro ‘Un mondo senza povertà’, spiegando che partner dell’iniziativa saranno Unicredit e l’Università di Bologna.
Yunus ha sottolineato che l’iniziativa è in fase di lavoro avanzato. E’ stata già messa in pratica negli Stati uniti e ci si aspetta di raggiungere in Italia gli stessi risultati eccellenti raggiunti oltreoceano. I dati dell’impresa della Grameen Foundation, che, con i
suoi 8 milioni di clienti e i suoi 7,59 miliardi di dollari di prestiti erogati in 26 anni, dimostrano di poter costituire un valido modello creditizio di lotta alla povertà anche nelle economie sviluppate. Punto di forza della Grameen è la sua totale indipendenza da lobby e istituzioni, sia che si tratti di risparmio, micro-leasing, credito, prodotti previdenziali o assicurazioni, la Grameen è una banca per i poveri, fatta da poveri in cui non si accettano le donazioni e la beneficienza ma piani e progetti di investimenti in sviluppo.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Governo al lavoro: dal 2018 donne in pensione a 65 anni. Crisi, Almunia: ''Il peggio non è passato''
Tecnici del governo al lavoro sull'ipotesi di equiparazione dell'eta' di pensionamento delle donne nel pubblico impiego per adeguare l'Italia alla sentenza della Corte di Giustizia europea che aveva evidenziato una discriminazione in base al sesso nel regime pensionistico dei dipendenti pubblici italiani.
Una "riflessione" che sara' esposta alla Commissione a stretto giro di posta per un primo parere informale e preliminare sul criterio di flessibilita' e gradualita' scelto dall'esecutivo e giudicato dai tecnici del governo uno "snodo fondamentale" mentre giovedi' dovrebbe essere fissata la data dell'incontro ufficiale. Un disegno comunque che prevederebbe dal 2010 l'aumento graduale dell'eta' per andare in pensione di vecchiaia per le dipendenti pubbliche fino a 65 anni nel 2018 con una 'scalettatura' che sancirebbe, dal primo gennaio del prossimo anno, uno 'scatto' in avanti del requisito di un anno ogni 24 mesi, raggiungendo dunque l'effettiva parificazione nel 2018.
L'ipotesi di innalzamento, però, non piace alla Cgil: ''Un inaccettabile accanimento contro le donne nascosto dietro l'ipocrisia della cosiddetta gradualita''', afferma il segretario confederale del sindacato Morena Piccinini. ''E' veramente assurdo e paradossale - aggiunge - pensare ad un aumento dell'eta' pensionabile delle donne in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo. Prima di pensare ad una parificazione sarebbe invece giusto parificare altre questioni, a partire dall'occupazione, dalle retribuzioni, dal lavoro''.
Per Piccinini, ''il governo continua a sollecitare pareri di esponenti europei per trovare alibi alla propria idea di fare cassa sulla pelle delle donne. Per altro e' dimostrato che il risparmio sulla spesa pensionistica sarebbe irrisorio, dato il basso numero di donne pubbliche dipendenti che gia' ora accedono al pensionamento di sessant'anni. Ma sarebbe rilevantissimo il risparmio sulla indennita' di buona uscita, il che significa che il governo si appropria in modo indebito di competenze gia' maturate e che dovrebbero essere nella piena disponibilita' di quelle lavoratrici''.
Piccini ritiene poi essere ''una finzione inaccettabile l'affermazione che questi provvedimenti riguarderebbero solo il settore pubblico, dal momento che quell'aumento si trasmetterebbe inevitabilmente anche alle lavoratrici del settore privato provocando un effetto dirompente sul piano della occupabilita' delle donne''. ''Il problema vero - continua - e' che il Governo usa la crisi per ridisegnare e comprimere tutto lo stato sociale e ridurre i diritti dei soggetti piu' esposti nel mercato del lavoro. L'applicazione della sentenza della Corte di Giustizia europea - conclude Piccinini - e' solo una patetica scusa, la questione vera e': tagli, tagli e ancora tagli''.
Fonte:adnkronos.com
Lombardia. Bando da 1,2 milioni per imprese artigiane
E´ aperto il bando da 1,2 milioni di euro destinati a sostenere la presenza internazionale delle imprese artigiane lombarde. La somma è stanziata in attuazione di una delle misure (il quinto "asse") previste dall´Accordo di programma per la competitività in atto tra Regione Lombardia e Sistema camerale. "Aggregazione e internazionalizzazione - commenta l´assessore all´Artigianato e Servizi, Domenico Zambetti - rappresentano una delle più importanti leve di ripresa e crescita economica in questo periodo di crisi diffusa. Con questo bando lavoreremo su due fronti: andremo a rafforzare la presenza dei nostri artigiani agli eventi fieristici più importanti e agiremo sulla struttura stessa di tali imprese, che potranno abbattere i costi di partecipazione collettiva ed affacciarsi con più sicurezza sui mercati". I contributi possono essere richiesti da consorzi o imprese artigiane per la partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali, sia in Italia sia all´estero, e possono raggiunge il 50% della spesa, con un tetto massimo variabile a seconda che le fiere si tengano in Italia, in Europa o in Paesi extra-europei. La domande possono essere inoltrate da subito e fino al 31 marzo, in relazione al primo semestre 2009, per via telematica sui siti: - www. Regione. Lombardia. It, - www. Artigianato. Regione. Lombardia. It - www. Unioncamerelombardia. It dove è anche reperibile il testo integrale del bando. Un´altra "finestra" per presentare le richieste sarà aperta in settembre, in relazione ad eventi del secondo semestre. .
Fonte:marketpress.info
Troppa TV toglie fiato, raddoppia richio asma bimbi
La tv toglie letteralmente il fiato e, purtroppo, non perché trasmetta programmi avvincenti: infatti uno studio inglese ha svelato che vedere troppa TV da piccoli raddoppia il rischio di sviluppare l'asma negli anni a venire. E' quanto emerge da una ricerca svolta su oltre 3000 bambini da Andrea Sherriff dell'Università di Glasgow e pubblicata sulla rivista Thorax. Probabilmente dietro questo funesto legame tv-asma si nasconde la sedentarietà: troppa televisione significa infatti poco moto e, quindi, poco esercizio fisico che, tra gli altri suoi benefici, ha anche quello di contribuire in età pediatrica al corretto sviluppo dei polmoni. Gli esperti hanno tenuto sotto osservazione i bimbi dall'età di tre anni e mezzo a quella di 11 anni e mezzo. Alla fine dello studio il 6% del campione ha sviluppato l'asma, benché nessun bambino all'inizio della ricerca presentasse alcun sintomo 'premonitore' della malattia. Confrontando i dati sull'asma con le ore che mediamente i piccoli trascorrevano ogni giorno di fronte alla tv negli anni precedenti alla diagnosi, è emerso che i bimbi che restavano oltre due ore al giorno di fronte al piccolo schermo avevano un rischio di asma quasi doppio rispetto ai coetanei. Ci deve esser una finestra di tempo nei primi anni di vita importante per lo sviluppo dei polmoni e probabilmente è in questa fase che adottare uno stile di vita sedentario risulta determinante per lo sviluppo della malattia. Inoltre stare fermi di fronte alla tv di fatto limita i respiri profondi che a loro volta in età pediatrica contribuiscono allo sviluppo della piena funzionalità polmonare.
Fonte:ansa.it
Arriva il mutuo agevolato per gay e lesbiche
Rivoluzione sociale o bancaria? Qualunque cosa porti con sé l'iniziativa di una banca tedesca, da oggi le coppie di fatto, anche omosessuali, saranno considerate come le coppie coniugate. E questo accade in Italia. Nella banca tedesca specializzata Bhw Bausparkasse che proporrà anche nel nostro Paese il mutuo agevolato per gay e lesbiche. La Bhw taglierà lo "spread" dello 0,15% e permetterà di calcolare i redditi cumulati.
Taglio dello spread e riconoscimento civile - Il mutuo agevolato per gay e lesbiche, che verrà presentato giovedì prossimo in una conferenza stampa a Milano, "è sulla falsariga di quanto la banca tedesca già propone - spiega Riccardo Gottardi, segretario nazionale dell'Arcigay - per forze dell'ordine, dipendenti di ministeri e giornalisti". Oltre al taglio dello spread (il differenziale rispetto al tasso di riferimento scelto) tutto sommato limitato, "si tratta soprattutto di un riconoscimento civile - aggiunge Gottardi - e non dispiace sapere che c'è una banca dove gay e lesbiche non solo sono bene accetti, ma anzi possono ricevere delle agevolazioni".
Coppie di fatto come i coniugati - "Consideriamo - spiega Giulio Peruzzi, area manager di Bhw - le coppie di fatto come coniugate, anche quelle dello stesso sesso. La questione maggiore credo sia quella della possibilità di cumulare i redditi per calcolare l'importo del mutuo: l'unica cosa che chiediamo è che la coppia si co-intesti la casa e viva sotto lo stesso tetto", conclude Peruzzi.
Fonte:notizie.tiscali.it
Cibo e fumo la rovina degli italiani
Italiani uniti dalle abitudini che fanno male alla salute, dalla passione per gli aperitivi alcolici, all’“allergia” allo sport, fino al vizio del fumo. È la fotografia scattata dalla VI edizione del Rapporto Osservasalute (2008), presentata ieri al Policlinico Gemelli di Roma.
SEMPRE PIÙ GRASSI. La percentuale di persone in sovrappeso è passata dal 33,5% del 2005 al dato attuale del 35%. Lo stesso trend ha seguito l’obesità (8,5%, 4 anni fa e ora al 10,2%). La percentuale di uomini in sovrappeso (43,8%) è quasi il doppio di quella delle donne (26,8%).
MENO SPORTIVI. Il rapporto indica che il 20,5% degli italiani fa sport. Inoltre risulta che solo il 10,3% lo pratica in modo saltuario, e le persone che non fanno alcuna attività sono il 41,1%.
I VIZI A TAVOLA. Diminuisce il consumo di carni bianche, uova, cereali, patate, lievita quello di snack salati (56,8%). Più virtuosi per il consumo di verdure gli abitanti del Nord rispetto a quelli del Sud. FUMO. Aumentano i fumatori in entrambi i sessi. I maschi sono il 28,8%, le femmine il 17%. In Italia, il vizio riguarda circa 12 milioni di persone e si comincia in media a 16 anni. I più accaniti hanno dai 25 ai 54 anni. Si fuma di più al Sud (Lazio 25,7%, Sicilia 25,5% e Campania 26,9%), le province meno “viziose” sono Trento e Bolzano (19,2% e 19,8%).
Fonte:metronews.it
Cassazione: non ai benefici per i clandestini recidivi
Linea dura della Cassazione nei confronti dei clandestini che nonostante l'ordine di espulsione del Prefetto continuano a rimanere nel territorio. La Corte Cassazione adottando una linea più restrittiva rispetto a precedenti pronunce (in cui aveva sostenuto che i clandestini recidivi non potessero essere riarrestati) sottolinea ora che, chi si intrattiene "senza giustificato motivo" nel nostro Paese, non ha diritto alle attenuanti generiche, nemmeno se e' incensurato. Secondo la Corte lo spirito della legge che ha riconvertito il 'decreto sicurezza', esclude "l'uso indiscriminato di benefici riservati solo a situazioni specifiche" e comunque "piu' ristrette di quelle che precedentemente li autorizzavano". La sentenza della Prima sezione penale della Corte (n.8635/2009) fa rilevare che concedere le attenuanti ad un clandestino sulla base della sua incesuratezza è contrario a quanto previsto dalla legge 125 entrata in vigore lo scorso 26 luglio. Nel caso di specie l'uomo aveva avuto l'ordine di espulsione del Questore in data 25 giugno 2008 ma un mese dopo il clandestino veniva sorpreso nuovamente a Lunano. La Suprema Corte accogliendo il ricorso della Procura, ha evidenziato come la legge di conversione del 'decreto sicurezza' "ha voluto escludere che la sola assenza di precedenti penali possa essere posta a fondamento della concessione delle attenuanti generiche". E in effetti, spiega la Cassazione, "tutte le diposizioni si pongono l'obiettivo di restituire effettivita' alla sanzione penale impedendo l'uso indiscriminato di benefici che il legislatore ha inteso riservare a situazioni specifiche, piu' ristrette di quelle che precedentemente li autorizzavano".
Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
Trasferte di lavoro, linea dura del fisco
Doppio intervento dell'agenzia delle Entrate. Con due circolari l'amministrazione ha chiarito, infatti, una serie di dubbi rimasti in sospeso in materia di corretto trattamento fiscale delle spese per prestazioni alberghiere (circolare n. 6/E) e su natura e impugnabilità dell'interpello (circolare n. 7/E). Con il primo documento il Fisco ha spiegato che per le prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande, l'Iva non detratta non può costituire un costo deducibile dal reddito. Inoltre, ai fini della determinazione del reddito d'impresa, il limite di deducibilità del 75 per cento non si applica per le spese di vitto e alloggio sostenute dal datore di lavoro per le trasferte di dipendenti o collaboratori, ma solo a condizione che queste siano effettuate fuori dal territorio comunale.
La circolare n. 7/E spiega che la risposta all'interpello, non vincolante per il contribuente ma solo per l'Amministrazione finanziaria, non è impugnabile perché si qualifica come atto amministrativo non provvedimentale. L'interpello va considerato come un parere, dal momento in cui non lede la sfera giuridica del contribuente, ma si limita a rendergli nota preventivamente la posizione dell'Agenzia sul caso concreto, senza produrre effetti diretti e immediati né esercitare un potere impositivo.
Fonte:ilsole24ore.com
Abruzzo; Fondi europei per 500 milioni destinati al mondo agricolo
Scadrà il prossimo 31 marzo il primo bando per accedere ai 575 milioni previsti dal piano di sviluppo rurale 2007-2013 che in questa prima fase metterà a disposizione di aziende, cooperative ed imprenditori del settore circa 200 milioni. Lo hanno reso noto in una conferenza stampa il presidente della Giunta regionale Gianni Chiodi, l'assessore regionale all'Agricoltura Mauro Febbo ed il presidente della commissione agricoltura Antonio Del Corvo; nel corso dell'incontro è stato chiarito come la nuova maggioranza abbia bloccato, su richiesta delle associazioni di categoria, il bando in scadenza il 28 febbraio scorso e proposto nella passata legislatura. «Abbiamo apportato profonde modifiche prima di proporre il nuovo bando e per il vecchio piano si tratta di una bocciatura politica - ha spiegato Febbo -. Partiamo con due anni di ritardo e vogliamo dare un impulso concreto ad un comparto importante che in Abruzzo costituisce il 15% del pil. In un momento di grande crisi economica mondiale e nazionale si tratta di un'importante boccata di ossigeno. Penso, ad esempio, al settore vitivincolo rappresentato non soltanto dalle cantine sociali ma anche dai tanti imprenditori privati che portano il nome della nostra regione nel mondo con grandi risultati in termini di qualità e promozione del territorio». Il Presidente Chiodi ha sottolineato «che stiamo accelerando al massimo le procedure per mettere al più presto possibile nel circuito economico i fondi europei, gli unici soldi per lo sviluppo, come abbiamo fatto con i Por-Fesr e con il Pfr. Dobbiamo dare risposte immediate, la crisi è durissima e la nottata bisognerà passarla interamente per poi ripartire, ma posso dire con certezza che nessuna regione italiana si è attivata tanto velocemente come l'Abruzzo per lo sfruttamento delle risorse europee». «La modifica al vecchio bando - ha aggiunto Del Corvo - era quantomai necessaria visto che c'era il rischio di incorrere in ricorsi per anticostituzionalità del testo, nel quale era previsto l'accesso al portale per il bando alle sole associazioni di categoria e consorzi a discapito dei privati. Per la conoscenza e la diffusione del bando ci avvarremo di strutture presenti nei territori ed associazioni che riunicono i lavoratori del settore. Un modo per far risparmiare denaro alle casse regionali e diffondere la notizia della pubblicazione del nuovo bando». Il piano di sviluppo rurale prevede finanziamenti a imprese, aziende, cantine sociali, consorzi e cooperative, tra l'altro per l'acquisto di macchinari, l'apertura di nuovi soggetti economici e per tante altre attività legate all'agricoltura, come l'ortofrutticola e la pataticola, la lattiero-casearia e delle carni. Il Psr ha una dotazione di circa 575 milioni di euro di cui circa 191 a carico dei privati ed oltre 383 a carico del pubblico, mentre il secondo bando di prossima pubblicazione scadrà il 30 giugno prossimo.
Fonte:iltempo.ilsole24ore.com (G. Ales.)
Unico al 30 settembre, 730 al 15 luglio
Ufficiali le nuove date Definitive le scadenze fiscali con la pubblicazione sulla Gazzetta del 28 febbraio del “milleproroghe”
Invio telematico di Unico e della dichiarazione Iva entro il 30 settembre, trasmissione telematica dei modelli 730 da parte di Caf, professionisti abilitati e sostituti di imposta fino al 15 luglio. Il nuovo calendario fiscale è entrato ufficialmente in vigore dopo l’approdo sulla Gazzetta Ufficiale di sabato 28 febbraio, con un supplemento straordinario, della legge 14/2009, di conversione del decreto 207/2008 (“milleproroghe”). Oltre al nuovo calendario per Unico e 730, il provvedimento contiene numerose novità fiscali
Fonte:nuovofiscooggi.it
Le donne guadagnano meno. Commissione europea lancia campagna contro disparità retributive
Nell'intera economia europea le donne guadagnano in media il 17,4% in meno rispetto agli uomini. Spesso il loro lavoro è meno valorizzato, spesso sono attive in settori meno retribuiti. Nonostante i progressi, restano le lacune in diversi settori e la sottorappresentazione femminile nei vertici decisionali dell'economia e della politica europea. Sul tema "stesso guadagno per un lavoro dello stesso valore" la Commissione europea ha dunque lanciato oggi una campagna in tutta l'Unione contro le disparità retributive fra uomini e donne. La campagna è stata lanciata nel contesto della Giornata internazionale della donna dell'8 marzo.
Lo stesso salario per lo stesso lavoro è uno dei principi fondanti dell'Unione europea, ricorda la Commissione: sancito dal trattato di Roma del 1957, era già stato al centro di una direttiva del 1975 che proibiva qualsiasi discriminazione tra uomini e donne in tutti gli aspetti legati alla retribuzione per lo stesso lavoro o per un lavoro avente lo stesso valore. In Europa sono diminuiti i casi di discriminazione diretta, come le differenze salariali tra uomini e donne che svolgono esattamente lo stesso lavoro, ma resta una disparità retributiva che riflette discriminazioni e disuguaglianze nel mercato del lavoro. È il caso delle situazioni in cui il lavoro delle donne è meno valorizzato. Talvolta le donne lavorano in settori le cui retribuzioni sono, in media, inferiori a quelle dei settori in cui lavorano gli uomini. E la disparità salariale, riducendo reddito e pensioni durante la vita attiva delle donne, causa povertà in età avanzata: il 21% delle donne di oltre 65 anni d'età rischia la povertà, contro il 16% degli uomini.
La campagna europea promuoverà pratiche esemplari e distribuirà una "cassetta degli attrezzi" destinata a datori di lavoro e sindacati, a livello nazionale ed europeo. Altre iniziative riguarderanno il lancio di un sito Web, la pubblicità sulla stampa europea e la diffusione di manifesti.
Secondo la Relazione del 2009 sulla parità tra le donne e gli uomini presentata oggi dalla Commissione europea, i progressi si accompagnano a lacune evidenti: il tasso d'occupazione femminile negli ultimi anni è aumentato costantemente (58,3%, contro il 72,5% per gli uomini) ma le donne lavorano a orario ridotto più spesso degli uomini (31,2%, contro 7,7% per gli uomini) e predominano in settori in cui i salari sono inferiori (oltre il 40% delle donne lavora nella sanità, nell'istruzione e nella pubblica amministrazione, valore doppio degli uomini). Le donne rappresentano però il 59% di tutti i nuovi laureati.
"La campagna mira a informare sui motivi per cui le donne in Europa continuano a guadagnare meno degli uomini (e in misura così ampia) e su quanto è possibile fare in proposito - ha affermato Vladimír Špidla, commissario UE alle pari opportunità - In questo momento della nostra vita economica, la parità tra uomini e donne è più importante che mai. Solo se raccogliamo il potenziale di tutti i nostri talenti possiamo fare fronte alla crisi".
Fonte:heloconsumatori.it
Misure Anticrisi, altri nuovi bandi per le piccole e micro imprese Pugliesi
Nuova linfa al tessuto produttivo della Puglia. La Giunta regionale ha approvato tre nuovi bandi a vantaggio delle Piccole e Micro imprese, dei Consorzi fidi e delle Zone industriali. Inietteranno nel sistema produttivo regionale altri 210 milioni di euro andando ad aggiungersi ai 255milioni 770 mila euro stanziati con i sette bandi già attivi. Dei nuovi avvisi i primi due completano la manovra anticrisi, il terzo apre la seconda fase dei provvedimenti anticiclici, dedicata a specifici comparti aggrediti dalla crisi. Così salgono a 10 i bandi aperti nell’ambito della manovra anticiclica varata dall’Assessorato allo Sviluppo economico e a 465 milioni 770mila euro l’iniezione totale di fondi pubblici messi a disposizione delle imprese fino ad oggi. Un vero record per aggredire la crisi, che non ha eguali in nessuna regione italiana. Il primo dei nuovi bandi riguarda l’erogazione di aiuti per le Micro e Piccole Imprese, sviluppa investimenti per circa 400 milioni di euro, erogando 100 milioni di fondi pubblici. Il secondo avviso è a favore di Cooperative di Garanzia e Consorzi Fidi e accompagna prestiti per un miliardo di euro grazie ad un fondo di garanzia pari a 50 milioni. Il terzo bando apre invece la seconda fase della manovra anticiclica perché punta a finanziare le infrastrutture di supporto degli insediamenti produttivi, quindi ad agevolare un altro ramo della nostra economia che sta risentendo della crisi: il settore edile. A vantaggio di questo comparto i fondi pubblici messi in campo sono 60 milioni di euro. La Giunta regionale ha approvato gli schemi dei tre avvisi nelle sedute del 25 e del 26 febbraio mossa dalla situazione economica internazionale che sta registrando negli ultimi mesi un rapido deterioramento. A sottolineare la portata dell’operazione è il Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo economico Sandro Frisullo: “Le imprese di piccola e piccolissima dimensione – spiega – rappresentano il tessuto più ampio della produttività regionale. Secondo i dati Infocamere relativi al 2008, sono in tutto 341. 552 e costituiscono il 99,68% delle imprese oggi attive in Puglia. Per questo abbiamo attivato senza indugio nuovi bandi che agevolano gli investimenti anche per queste imprese. Oggi gli imprenditori pugliesi hanno a propria disposizione per la prima volta 10 bandi tutti aperti. Non era mai avvenuto prima. Questo significa dieci possibilità di investimenti per le nostre aziende. Nel giro di un mese arriverà il bando più atteso, quello per lo start-up che permetterà ad un ventaglio molto ampio di persone in una condizione di debolezza, di aprire un’azienda propria”.
Fonte:marketpress.info
Accordo Telecom-Mediaset: programmi Premium su Alice
Telecom Italia ha raggiunto un accordo con Mediaset grazie al quale da mercoledì 4 marzo sarà possibile accedere con Alice home Tv (la Tv via cavo di Telecom Italia) ai contenuti dell'offerta Mediaset Premium. Come informa una nota, alla programmazione proposta attraverso la piattaforma IPTV (Internet Protocol Television) di Telecom Italia si aggiungono nuovi film e telefilm, serie Tv, cartoni animati, anteprime, oltre al meglio del calcio.
Gli abbonati di Alice home Tv potranno così scegliere tra i canali del pacchetto Premium Bouquet, tra i quali Joi dedicato ai grandi film classici e ai successi televisivi, Mya la tv dedicata alle donne, Steel per i film e le serie dell'avventura e del mistero, Cartoon Network e Hiro per i più piccoli e gli adolescenti, e per gli appassionati dei reality la diretta dell'attuale edizione del Grande Fratello 24 ore su 24. Con il pacchetto Premium Calcio si potranno seguire in diretta tutte le partite del Campionato della Serie A Tim di Milan, Inter, Roma, Juventus, Napoli e Lazio, oltre ai match giocati in casa dalle squadre di Atalanta, Torino, Genoa, Chievo e Reggina.
Dalla stagione 2009-2010 saranno disponibili anche le principali partite della Uefa Champions League, news e approfondimenti con il canale Premium Calcio 24. La nuova offerta - prosegue il comunicato - si affianca agli oltre 25 mila contenuti live e on demand e agli oltre 200 canali televisivi già presenti su Alice home Tv. Il servizio è attualmente disponibile in oltre 500 città italiane.
Fonte:ilsole24ore.com
Sport per i ragazzi: a chi spetta la detrazione
Incentivare i ragazzi a fare sport: questa è la motivazione alla base della facilitazione fiscale che consente ai genitori una detrazione pari al 19% delle spese sostenute nel corso dell'anno per mandare i figli in piscina, in palestra o a fare qualsiasi altro sport. L'agenzia delle Entrate - con la risoluzione del 25 febbraio 2009 - ha ritenuto opportuno dare dei chiarimenti sulle modalità di calcolo del beneficio. L'agevolazione è applicabile fino a un tetto massimo di spesa di 210 euro; è prevista per ciascun figlio e non per ciascun genitore; il limite agevolabile rimane tale anche se la spesa è sostenuta da entrambi i genitori; la detrazione può spettare ai due coniugi in relazione a quanto pagato da ciascuno di loro, ma sempre su un importo complessivo di 210 euro; la detrazione IRPEF del 19% è riconosciuta per le spese di iscrizione annuale o per l'abbonamento dei ragazzi compresi tra i 5 e 18 anni in centri o associazioni sportive dilettantistiche. Inoltre: le strutture a cui si iscrivono i ragazzi per le attività sportive devono avere determinate caratteristiche e la spesa deve essere certificata secondo le modalità previste dal decreto interministeriale del 28 marzo 2007; gli impianti, siano essi palestre, piscine o polisportive, devono avere espressamente finalità sportive ed essere di carattere dilettantistico; la certificazione per la spesa sostenuta è costituita da bollettino bancario o postale, oppure da fattura, ricevuta o quietanza, che devono contenere la denominazione e i dati relativi alla società, la causale del pagamento, l'attività esercitata, i dati anagrafici del ragazzo e il codice fiscale di chi effettua il pagamento.
Fonte:newsletter.palazzochigi.it
No all'uso delle impronte digitali per controllare orario dei lavoratori
Non si possono usare le impronte digitali per controllare le presenze dei lavoratori. E dunque le aziende non possono utilizzare sistemi di identificazione biometrica per controllare le presenze e gli orari di entrata e di uscita dei propri dipendenti se non vi sono particolari esigenze di sicurezza. Lo ha ribadito il Garante per la Privacy davanti al caso sollevato dal dipendente di un'azienda che aveva fatto installare un sistema di rilevazione delle impronte digitali per conteggiare l'esatta retribuzione ordinaria e straordinaria.
Il Garante ha vietato all'azienda l'ulteriore trattamento dei dati raccolti, in quanto illegittimo e invasivo. Dai controlli effettuati e dalle dichiarazioni rese all'Autorità dalla società non sono state individuate ragioni specifiche in grado di giustificare l'adozione del sistema di riconoscimento né alcuna particolare esigenza di sicurezza. Inoltre il sistema era stato installato senza che fosse stato raggiunto un accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, o vi fosse l'autorizzazione del Ministero del lavoro, una procedura prevista dallo Statuto dei lavoratori.
Fonte:helpconsumatori.it
Bollette luce e gas: risparmio di 104 euro da Aprile. Rischio deflazione?
Previsti grandi risparmi per le bollette di luce e gas. Grazie al forte calo del prezzo del petrolio, dal primo aprile prossimo, le tariffe dovrebbero registrare un ribasso dell'8,1 per cento per il metano e del 3,1 per cento per l'elettricità.
Sono queste le previsioni Nomisma Energia che ha stimato un risparmio complessivo di 104 euro l'anno a famiglia. Se queste stime verranno confermate dall'aggiornamento trimestrale, atteso dall'Authority per l'energia entro marzo, per il gas la diminuzione della spesa sarà di circa 90 euro l'anno a famiglia mentre per la luce sarà di 14,6 euro.
E, secondo il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas Alessandro Ortis, un’ulteriore diminuzione delle bollette di luce e gas si avrà, inoltre, nel corso del 2009. Per Davide Tabarelli (Nomisma Energia) il orte calo delle bollette si potrebbe associare ad una forte riduzione dei consumi.
Per le bollette si aspettano ribassi di 3,1% e 8,1%; per la domanda si stima una contrazione nei primi mesi 2009, tra 6% e 8%. Per Tabarelli si tratta di “un caso di deflazione, forte calo dei prezzi in presenza di crollo di domanda, una delle peggiori situazioni in cui può finire un sistema economico”.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Cassazione: divisione consensuale proprietà di famiglia? E' valida anche nella separazione giudiziale
La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 2997/2009) ha stabilito che, anche in caso di separazione, rimane valida la scrittura privata con la quale i due coniugi hanno regolato i loro rapporti patrimoniali (es. , divisione delle proprietà della famiglia) e ciò anche se uno di loro abbandona il percorso della separazione consensuale e si rivolge al giudice per quella giudiziale. I Giudici di Piazza Cavour hanno precisato che “la Corte di appello si è puntualmente pronunciata sulle doglianze dell’appellante, ritenendo motivatamente – attraverso l’interpretazione letterale della scrittura 22 settembre 1997 e l’accertamento della volontà dei coniugi, compiuto anche in relazione alla regolamentazione predisposta per la loro separazione personale – che l’intento comune delle parti e la stessa causa della scrittura del 22 settembre 1997 fossero quelli di regolare i propri rapporti economici prima di rivolgersi al giudice per la separazione, al fine di eliminare possibili ‘controversie su questioni non strettamente riguardanti la separazione’ stessa e di ‘definire anche i rapporti economici con i figli maggiorenni che con la separazione non avevano nulla a che fare’. La Corte di merito ha anche escluso che il negozio fosse sottoposto alla condizione della separazione consensuale dei coniugi e che detta separazione costituisse comunque il presupposto comune tenuto presente dalle parti. Così argomentando la Corte di merito non solo ha tenuto conto della scrittura di separazione dei coniugi diversamente da quanto sostenuto dal ricorrente nella prima parte delle sue richiamate censure, ma, con esauriente e idonea motivazione, ha altresì ritenuto che la effettiva regolamentazione dei rapporti tra i coniugi stessi fosse contenuta nella scrittura del 22 settembre 1997, escludendone la natura meramente riproduttiva degli accordi di separazione”.
Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)
Cgia, al Sud le microimprese sono le più penalizzate dalla stretta del credito
Le microimprese, soprattutto nel Sud, soffrono della stretta creditizia. A novembre, secondo una indagine della Cgia di Mestre che ha elaborato i dati della Banca d'Italia, i prestiti erogati dalle banche italiane alle imprese
con meno di 5 addetti sono calati dell'1% nel Centro Nord, rispetto ai 12 mesi precedenti. Il calo è ancora più consistente nel Mezzogiorno dove si registra, nei dodici mesi, una diminuzione del 2,3%. A livello nazionale, il calo dei prestiti si è attestato a novembre all'1,3%. Ma in generale alle imprese, quelle piccole come quelle grandi,non va molto meglio. Dall'indagine dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre che ha elaborato i dati relativi ai prestiti erogati dagli istituti di credito, mese per mese, alle aziende e alle famiglie tra il 2007 e il 2008, a novembre 2008 (ultimo dato disponibile) la crescita di prestiti erogati dalle banche è stata del 7% rispetto allo stesso mese dell`anno precedente, contro il +11,1% di settembre rispetto allo stesso mese del 2007 e del +13 % rilevato in febbraio rispetto a 12 mesi prima.
E più le realtà produttive sono piccole più le percentuali di crescita dei prestiti dal 2007 al 2008 diminuiscono. Così accade che per le aziende che contano dai 5 ai 20 addetti la variazione di prestiti del mese di febbraio 2008 rispetto a febbraio 2007 è stata del 7% mentre a settembre è scesa a quota 6 e a novembre addirittura al 2,5%. Ma la situazione di "crisi" diventa ancor più visibile con le microimprese, ovvero con quelle che contano meno di 5 addetti. A novembre è stata rilevata una contrazione dei prestiti erogati alle aziende di minore entità pari a -1, 3% rispetto allo stesso mese del 2007, contro un incremento dell'1,8% a settembre, sempre sui dodici mesi e, addirittura, un +5,9% nel mese di febbraio.
Una situazione piuttosto sconfortante per i piccoli capitani d`azienda che si prospettava già a metà del 2008 quando le percentuali di crescita si aggiravano intorno al 2,6% nel mese di giugno e che in agosto erano già scese all`1,9%. Per le famiglie, invece, l'incremento a novembre è stato contenuto nello 0,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente su base nazionale. La variazione è nulla nel Centro Nord ed è invece pari all'1,3% nel Mezzogiorno, «Una stretta creditizia - dichiara Giuseppe Bortolussi della Cgia di Mestre- che speriamo termini con l`avvento dei Tremonti bond. Tuttavia, va ricordato che non tutte le banche si sono comportate allo stesso modo. Quelle più radicate sul territorio non hanno mancato di dare un prezioso aiuto alle piccole imprese. Nel 2008 le banche hanno praticato mediamente lo 0,6% di interessi sui depositi e il 12% sui prestiti a fronte di un aumento della raccolta dei risparmi degli italiani pari all`8%. Un comportamento - Bortolussi - obbiettivamente inaccettabile.»
Fonte:ilsole24ore.com
Villa Literno; Contributi integrativi all’affitto, ecco il bando
Il Comune di villa literno ha pubblicato un bando di concorso per la concessione dei contributi integrativi ai canoni di locazione in favore dei soggetti titolari di contratti ad uso abitativo, ...
... regolarmente registrati, relativi ad immobili che non siano di edilizia residenziale pubblica. Per beneficiare del contributo bisogna avere i requisiti richiesti dalla Regione Campania per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica, essere titolare di un contratto di locazione per uso abitativo regolarmente registrato. Ci sono poi dei criteri relativi alla ricchezza, calcolati sulla base dell’Isee.
La selezione dei beneficiari avverrà mediante la formulazione di due distinte graduatorie, una per la fascia “a” ed una per la fascia “b”, in funzione di un coefficiente derivante dal rapporto tra canone, al netto degli oneri accessori, e valore Isee.
A parità di punteggio sarà data priorità – nell’ordine - ai concorrenti ultrasessantacinquenni, alle famiglie monoparentali, alla presenza di uno o più componenti disabili.
La domanda di partecipazione per la concessione dei contributi deve essere presentata in forma di dichiarazione sostitutiva utilizzando esclusivamente i moduli predisposti dal Comune, disponibili presso il Servizio Socio Assistenziale (al primo piano della Casa Comunale di piazza Marconi), esclusivamente a mezzo raccomandata A/R , entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando all’Albo Pretorio.
L’Amministrazione comunale attiverà procedure di controllo, a partire da coloro che hanno dichiarato assenza di redditi o redditi inferiori ai canoni corrisposti, con l’invio dell’elenco dei beneficiari alla Guardia di Finanza, anche avvalendosi dei sistemi informativi/telematici con collegamento alle banche dati dell’Agenzia delle Entrate e di altri enti della Pubblica Amministrazione.
In caso di accertamento di false dichiarazioni sarà disposta la decadenza dal beneficio e la denunzia alle autorità giudiziarie.
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’ufficio competente, parlando con la responsabile del servizio Pierina Elia o con la responsabile del procedimento Gesualda Ucciero.
Fonte:pupia.tv
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