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1° invio Settembre_2009

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Per i giovani arriva un piano casa invidiabile!

Si apre una nuova strada nel piano casa del Governo Berlusconi: affitti agevolati per i giovani e le giovani coppie.
Si prevede secondo il Presidente del Consiglio la possibilita’ di consegnare a tutte le giovani coppie immobili a canone moderato, soprattutto nelle grandi citta’.
Dopo il piano per l’edilizia pubblica ora si puo’ cominciare a pensare ad una grande fetta di popolazione che costretta a vivere con uno stipendio medio che si aggira intorno ai mille euro,che non riesce a comprare casa o affittare un appartamento nelle grandi citta’, quindi in molti casa vive ancora con i propri parenti.
L’idea prevede la realizzazione di nuovi complessi da destinare esclusivamente ai giovani, che sono costretti a vivere in appartamenti troppo modesti con affitti elevati.
Il progetto prevede un finanziamento che si paga con la rata stessa con la possibilita’ di riscatto.

Gli appartamenti saranno realizzati nelle grandi citta’ con la scelta di quartieri destinati e riqualificati per questo tipo di utilizzo.

Per chi volesse fare richiesta per un mutuo assicurano dal Governo che le rate saranno decisamente basse e con interessi minimi per agevolare tutti.

Fonte:news.attico.it


23 settembre: Consumatori in piazza contro il caro-vita

Il prossimo 23 settembre, a Roma e contemporaneamente in tutte le principali città italiane, Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, scenderanno in piazza contro il caro-vita. "La pesante crisi in atto, determinando un forte aumento di licenziamenti e cassa integrazione, ha già messo a dura prova i bilanci familiari, a ciò si aggiungono i rincari dei prodotti alimentari, in particolar modo di pane e pasta (particolarmente gravi alla luce della forte diminuzione del grano, che è diminuito del 36% rispetto allo scorso anno), ed i ricarichi che avvengono nel passaggio dal campo alla tavola, pari addirittura al 347% nel caso dei pomodori! Ad essere maggiormente soggetti a queste logiche speculative sono i prodotti alla base dell'alimentazione quotidiana, i cui aumenti incidono fortemente sulla spesa delle famiglie, specialmente di quelle meno abbienti. Non dimentichiamo, inoltre, che le famiglie si trascinano dietro dal 2008 pesanti ricadute, pari a 564 €, dovute alla maggiore spesa per i prodotti alimentari", scrivono le Associazioni in un comunicato con il quale invitano i consumatori a prendere parte alla giornata di mobilitazione.

Non solo i prezzi record per i prodotti alimentari, ma anche l'abbandono della linea delle liberalizzazioni da parte del Governo, una Class Action privata delle sue piene potenzialità di intervento, le banche poco attente verso la clientela e coinvolte in massa nello scandalo Lehman Brothers, i treni sporchi e perennemente in ritardo, un settore aereo travolto dai disservizi, gli aumenti delle polizza rc auto del 155% negli ultimi 15 anni, i servizi sms più cari d'Europa, hanno spinto le Associazioni dei Consumatori a scendere in campo, richiedendo manovre per arginare l'attuale stato di crisi.

L'appuntamento a Roma è prima in Piazza Montecitorio (dalle 10:30 alle 11:30) e poi in Piazza Belli davanti alla sede di Confcommercio (dalle 11:30 alle 12:30).

Fonte:helpconsumatori.it (VC)


Evasione fiscale e tenore di vita: sempre più differenza tra consumi reali e quanto dichiarato

Italiani amanti del lusso con tenori di vita elevati ma poveri, o quasi, sulla carta. Stili di vita e redditi dichiarati, infatti, non sembrano affatto coincidere, secondo quanto fotografato dalle dichiarazioni riportate da un’indagine condotta dal Sole 24 Ore sui modelli Unico.

In alcune regioni come la Calabria la distanza fra spese e redditi dichiarati sfiora il 50%, in Sicilia è al 38,6% e si mantiene sopra quota 30% anche in Campania e Puglia. Stesso divario, piuttosto grande, si registra anche in Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta, dove però il fenomeno si spiega anche con altri fattori.

Bisogna, infatti, considerare che si tratta di regioni autonome che offrono ai residenti contributi e incentivi per l'acquisto di beni di valore importante (valga per tutti, la prima casa) per cui in realtà l'entità dei consumi è da riferire non solo a redditi prodotti dalle famiglie ma anche agli aiuti ricevuti dagli enti. Meno evidente la situazione al Nord, dalla Lombardia (dove si spende il 5,8% in più di quel che si dichiara) al Piemonte (13,3%) e all'Emilia Romagna (14,6%).

Il Lazio, con il 19,5%, e le Marche con il 18,8%, sono in linea con la media nazionale del 19%. Cos’, mentre in Calabria, il divario tra entrate dichiarate e uscite vola all'80%, dal lato opposto, la Lombardia si presenta come regione più virtuosa e arriva a sfiorare il 40%.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)


Cassazione: derubati in vacanza? Paga l'albergatore se non ha garantito sicurezza

Buone notizie per i vacanzieri che hanno subito furti durente un soggiorno in hotel. Secondo la Cassazione se il servizio di custodia è carente l'albergatore deve risarcire il danno. La Corte (sentenza 10493/2009) ha infatti stabilito che "l'albergatore puo' certamente porre dei limiti di orario al servizio di custodia e cosi' usufruire del corrispondente risparmio di costi, ma poi non puo' riversare sulla clientela i conseguenti rischi ove il furto si verifichi nelle ore di indisponibilita' del servizio e alla limitazione si uniscano lacune nella sorveglianza dei locali e delle chiavi delle camere". I Giudici di Piazza Cavour si sono occupati del caso di un furto avvenuto ai danni di una turista romana che la notte prima di lasciare l'albergo aveva ritirato una sua pelliccia e, durante la notte, qualcuno si era introdotto nella sua stanza rubandole il capo. La donna aveva dunque chiesto il risarcimento del danno. I giudici di merito, spiega la Corte, "apoditticamente" hanno ritenuto "inesigibile un servizio sempre aperto, senza mettere in relazione" il furto "con il comportamento complessivo dell'albergatore e con l'inadeguatezza dei servizi alberghieri di sorveglianza". In sostanza la "colpa dell'albergatore va individuata tenendo conto che, in relazione all'attivita' di impresa, costituiscono colpa anche le carenze di carattere organizzativo che abbiano esposto i beni dei clienti a rischi ai quali non sarebbero stati esposti, ove l'imprenditore avesse affrontato i costi necessari a fornire uno standard di sicurezza piu' elevato, in relazione ai rischi ordinariamente prevedibili ed evitabili e tenuto conto della natura e del valore della prestazione alberghiera".

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)


Da Unicredit un salvagente per le Pmi

Allungamento dei piani di ammortamento fino a 5 anni, finanziamenti personali per gli imprenditori in difficoltà, prestiti e misure per sostenere esigenze di cassa. Dopo la «boccata di ossigeno» della moratoria dei debiti per le Pmi voluta dal ministro Tremonti, Unicredit ha firmato con quattro delle organizzazioni più rappresentative dell’artigianato e del commercio, l’intesa per realizzare un’altra iniziativa, questa volta destinata a 10mila imprese piccolissime. Quasi tutte sotto i 20 dipendenti, ha spiegato Roberto Nicastro, deputy ceo dell’istituto bancario. Si chiama «Sos Impresa Italia» perché è destinata alle aziende che rischiano la chiusura.
«Se nella prima parte dell’anno il sistema economico aveva oltre 40 di febbre, adesso è in miglioramento ma non è ancora sfebbrato. L’operazione - ha aggiunto Nicastro - alla fine avrà una cubatura non lontana da un miliardo di euro».
Alla presentazione, oltre al banchiere, erano presenti: Giorgio Guerrini presidente Confartigianato, Ivan Malavasi presidente Cna, Giacomo Basso presidente Casartigiani e Luciano Gaiotti vice direttore generale Confcommercio.
Le confederazioni delle imprese avranno un ruolo nell’individuare le situazioni di disagio. Nei prossimi giorni verranno create 80 task force (30 regionali e 50 provinciali) che prenderanno in esame i casi di imprenditori in difficoltà. Ne faranno parte gli specialisti delle banche e quelli dei Confidi che fanno capo alle associazioni. Le task force aiuteranno la banca nella concessione di finanziamenti e nelle individuazioni delle imprese che dovessero avere necessità di una ristrutturazione delle linee di credito.
L’idea è quella di superare certe rigidità e automatismi che in tempi di crisi rischiano di strozzare le imprese. «La procedura di accesso al progetto sarà molto snella e va a rimuovere le rigidità di Basilea 2 - ha spiegato Guerrini -. Bisogna dimostrare che il credito alle piccole imprese è soffocato da questi regolamenti così rigidi e da questa burocrazia. Bisogna dare ossigeno all’impresa vera, all’impresa radicata nel territorio, a quelle oltre 4 milioni e mezzo di imprese italiane che sviluppano la propria attività e danno lavoro agli italiani».
L’intesa prevede nel dettaglio gli interventi. Per quanto riguarda l’allungamento dei piani di ammortamento, possono arrivare fino a 5 anni rispetto alla durata originaria. È previsto anche l’accodamento alla fine del piano delle quote arretrate non pagate. Possibile, poi, sospendere per 12 mesi il pagamento delle rate per la quota capitale sostituite con rate di soli interessi. Poi mutui ipotecari concessi a titolo personale agli imprenditori; il consolidamento di passività a breve termine e prestiti partecipativi per rafforzare la situazione patrimoniale dell’azienda. Infine l’allungamento a 270 giorni della scadenze del credito a breve per sostenere le esigenze di cassa.

Fonte:ilgiornale.it


Colloquio di lavoro in vista? Ecco il decalogo per sfruttare al meglio l'occasione

Come gestire le difficoltà emotive e giocarsi al meglio le proprie carte durante un colloquio di lavoro? Quale l'atteggiamento e l'abbigliamento migliori da adottare? Come controllare l'ansia? Quali i trucchi per valorizzare le proprie competenze? Per rispondere a questi e ad altri dubbi a cui tutti pensano prima di sostenere un colloquio di lavoro, Gi Group, il primo gruppo italiano dedicato ai servizi per il mondo del lavoro, propone un decalogo di consigli per riuscire a sfruttare al meglio l'occasione di un colloquio di lavoro, specie in un periodo di generale difficoltà come quello attuale in cui le occasioni di lavoro sono meno numerose che in passato. Ecco, quindi, il vademecum di Gi Group, punto per punto.

- ESSERE INFORMATI: Nel momento in cui viene fissato l'appuntamento per il colloquio è fondamentale acquisire informazioni relative all'azienda per cui ci si candida, consultando il sito Internet per comprenderne dimensioni, settore, attività di business e posizionamento sul mercato. D'altra parte, è utile anche rileggere accuratamente l'annuncio a cui si è risposto e rivedere il proprio curriculum, onde evitare di farsi cogliere impreparati o di rispondere in modo incoerente in fase di colloquio.

- CONTROLLARE EMOTIVITA' ED ANSIA: Innanzitutto, essere ben preparati sull'azienda e il ruolo per cui ci si propone: è un buon punto di partenza per riuscire a mantenere un atteggiamento sereno e positivo. In ogni caso, il colloquio non va mai visto come un momento in cui si viene giudicati, piuttosto, invece, come un'occasione da sfruttare a pieno, per scambiarsi informazioni utili con il selezionatore al fine di capire se sia o meno un lavoro adatto a noi. Inoltre, è buona norma non entrare troppo nella propria sfera personale, mantenendo una più discreta distanza professionale.

- ATTEGGIAMENTO PROFESSIONALE E DINAMICO: In linea generale, sono da evitare sia un atteggiamento aggressivo o troppo sicuro di sé sia uno troppo informale o, peggio, passivo, che dia l'impressione di subire il colloquio senza parteciparvi attivamente. Solitamente sono, invece, apprezzati l'atteggiamento professionale e la chiarezza d'idee, che però non devono trasformarsi in rigidità, ma essere invece supportate da un buono spirito di adattamento.

- ESSERE COERENTI E NON MENTIRE: Le domande, da parte del selezionatore, possono vertere su diversi aspetti, dal curriculum vitae alle esperienze lavorative, per arrivare alle proprie aspettative, ai propri interessi o all'autovalutazione del proprio carattere. Spesso, inoltre, vengono fatte domande di verifica per tornare su aspetti poco chiari. E' indispensabile, dunque, non mentire ed essere trasparenti, poiché un selezionatore abituato a gestire i colloqui non ci metterà molto a scoprire le incongruenze con il solo risultato di apparire insicuri o peggio inaffidabili.

- DIMOSTRARSI DISPONIBILI E FLESSIBILI: Evidenziare le proprie preferenze in ambito lavorativo senza che queste diventino un vincolo o causa d'irrigidimento, perché, se da un lato è importante dimostrare di non essere disposti ad accettare 'qualunque lavoro', dall'altro comprendere il contesto, anche e soprattutto in questo periodo di difficoltà generale, dimostrando volontà di mettersi in gioco e disponibilità ad adattarsi, può senza dubbio essere una carta vincente.

- ASCOLTARE CON ATTENZIONE E RISPONDERE CON CHIAREZZA: Per rispondere in modo chiaro, conciso ma esaustivo è innanzitutto necessario ascoltare attentamente le domande che vengono rivolte, tentando di cogliere in profondità il loro significato. Tono pacato, lessico ricco e privo di espressioni dialettali o slang sono poi generalmente molto apprezzati, così come la capacità di evitare divagazioni o al contrario risposte estremamente sintetiche, quasi a monosillabi.

- PUNTUALI MA NON TROPPO: E' importante presentarsi presso la sede del colloquio in orario, quindi né con largo anticipo né in ritardo. L'ideale è arrivare massimo 15 minuti prima dell'orario prefissato, per avere la possibilità di acclimatarsi osservando l'ambiente circostante senza però creare disturbo. Inoltre, in caso di ritardo, per qualsiasi impedimento va avvertito il selezionatore; non farlo, infatti, è generalmente percepito come disinteresse e mancanza di rispetto verso chi vi sta aspettando.

- COME VESTIRSI: L'abbigliamento, in linea generale, deve essere pulito, ordinato e sobrio poiché il primo impatto è importante e può influenzare l'andamento stesso del colloquio. Senza dubbio, poi, anche l'abbigliamento va adeguato al contesto lavorativo; ben diverso sarà, infatti, il modo di presentarsi a seconda che si tratti di un contesto formale, come ad esempio nel caso di banche e assicurazioni, piuttosto che nell'ambito della comunicazione pubblicitaria in cui è spesso concesso più estro.

- MOSTRARE CURIOSITA': Nella fase finale del colloquio, spesso il selezionatore rivolge la classica domanda: 'Ha ulteriori informazioni da chiedere?'. In questo caso è, ancora una volta, importante dimostrarsi curiosi. In questa fase, infatti, il candidato può esprimere eventuali dubbi o richiedere ulteriori informazioni non emerse durante il colloquio. In un primo momento, poi, è consigliabile non mostrare troppo interesse per la retribuzione, argomento generalmente discusso nei colloqui successivi.

Fonte:adnkronos.com


Credito Agevolato: A Settembre tasso in calo

Si verifica un'inversione di tendenza a settembre nei valori del tasso di riferimento per il credito agevolato a industria, commercio, artigianato, editoria, industria tessile e zone sinistrate del Vajont (settore industriale): dopo il rialzo intervenuto il mese scorso, la misura del parametro in vigore dal primo del mese si riporta infatti sul valore di 4,48%, con un decremento dello 0,20% rispetto al 4,68% segnalato ad agosto.

In funzione di questo andamento anche i tassi agevolati, che sono generalmente espressi in percentuale rispetto al parametro di riferimento, mostrano una tendenza a una graduale diminuzione.

Non si registrano, invece, ulteriori variazioni per il tasso di riferimento comunitario da applicare per le operazioni dì attualizzazione e rivalutazione per concessione di incentivi a favore delle imprese, il cui valore resta stabile al 2,77% con decorrenza dal 1° luglio, con una diminuzione dello 0,45% rispetto al precedente 3,22% in vigore dal 1° maggio.

A seguito di questo andamento, fanno registrare una diffusa stabilità, anche per il mese di settembre, tutti i tassi collegati a questo indicatore, tra i quali i valori dei parametri agevolati per la legge 1329/65 Sabatini e 598/94, le cui misure dipendono dal valore del tasso di riferimento comunitario.

Non si segnalano nuove modifiche nei valori del tasso ufficiale di sconto, dopo l'ultima variazione decisa dalla Banca centrale europea il 7 maggio scorso che ha ridotto dello 0,25% il livello del tasso minimo di offerta sulle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema, con validità a partire dall'operazione con regolamento 13 maggio 2009, fissando il valore del parametro all'attuale uno per cento.

Indicatori nazionali
Un'evoluzione ancora improntata al ribasso si ritrova per quanto riguarda il panorama dei principali indicatori finanziari per i quali si può notare come il mese di agosto sia stato nuovamente caratterizzato da andamenti improntati alla diminuzione: quasi tutti i parametri principali fanno, infatti, segnare decrementi generalizzati.

Si registra una nuova diminuzione rispetto allo scorso mese di luglio nell'andamento dei valori dell'euribor, per il quale anche ad agosto, così come nei mesi precedenti, si segnalano valori ai minimi storici e in ulteriore diminuzione. Le misure medie relative all'Euribor (Euro interbank offered rate) tre mesi, tasso di riferimento per il mercato interbancario, si attestano infatti sul valore di 0,867% a fronte del precedente 0,993%,con una variazione dello 0,126% per l'indicatore a base 360; sul valore di 0,879%,a fronte del 1,007%,con una diminuzione dello 0,128% per l'indicatore à base 365.

Questo corso risulta confermato anche facendo riferimento ai dati puntuali con valuta 31 agosto 2009, che mostrano anch'essi decrementi rispetto ai precedenti valori del 31 luglio 2009. Il dato relativo al coefficiente a base 360 si porta dallo 0,903% all'attuale 0,829%, con una flessione dello 0,074%, mentre il dato relativo al coefficiente a base 365 passa dallo 0,916% all'attuale 0,841%, con una variazione dello 0,075 per cento.

Un andamento in linea con in precedenti lo si ritrova anche nell'evoluzione dei valori dei rendimenti effettivi lordi dei titoli pubblici. Il dato per luglio del Rendistato si fissa, infatti, al 3,513%, con un aumento pari allo 0,232% rispetto al valore di 3,74% fatto segnare a giugno.

Parametri internazionali
Un'evoluzione sempre improntata al ribasso si segnala per quanto riguarda il settore dei tassi internazionali, che anche per questo mese si confermano tutti in discesa.

Il Libor in dollari a tre mesi (360) fa segnare ad agosto una diminuzione complessiva dello 0,12687%, fissandosi al 0,36063% rispetto al precedente valore di luglio di 0,48750%: in questo caso si tratta di una oscillazione di intensità analoga rispetto alla media delle precedenti variazioni che hanno caratterizzato l'andamento di questo indicatore negli ultimi mesi.

Si rileva una diminuzione dello 0,07625% per quanto è relativo al libor in euro: la misura per agosto di questo indicatore è infatti pari allo 0,80250%, rispetto al precedente valore di 0,87875% segnalato a luglio.

Un decorso in ulteriore ribasso si segnala infine anche per il libor CHF il quale fa segnare un nuovo decremento che porta il parametro dal valore di 0,36000%, in vigore a luglio, all'attuale valore di 0,31667% di agosto con una oscillazione dello 0,04333 per cento.

Fonte:ilsole24ore.com


Tremonti-ter: quali sono gli investimenti 2009 agevolabili?

Come abbiamo letto su PMI.it, la norma - articolo 5 della legge 102/09 - agevola gli investimenti in nuovi macchinari e apparecchiature, ossia acquistati da produttori e usati o sottoposti a processo di effettivo rinnovo, purchè compresi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007.

Le attrezzature comprese nella voce Ateco 28 sono quelle classificate come Nca, acronimo che si riferisce alla fabbricazione di macchinari e apparecchiature, comprese le rispettive parti meccaniche, che intervengono meccanicamente o termicamente sui materiali o sui processi di lavorazione.

La divisione 28, in particolare, include apparecchi fissi e mobili progettati per uso industriale, per l’edilizia e l’ingegneria civile, per uso agricolo o domestico, per il trasporto di passeggeri o merci.

La possibilità di fruire della detassazione è riconosciuta ai titolari di reddito di impresa, a prescindere dal regime contabile adottato ossia a: persone fisiche esercenti attività commerciale ancorché gestita in forma di impresa familiare, comprese le aziende coniugali; società in nome collettivo e in accomandita semplice; società di armamento; società di fatto che abbiano per oggetto l’esercizio di attività commerciale; consorzi tra imprese; società a responsabilità limitata, per azioni e in accomandita per azioni; società cooperative e di mutua assicurazione; enti pubblici e privati aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di un’attività commerciale.

Sono esclusi dall’ambito applicativo: le persone fisiche esercenti attività agricola entro i limiti previsti dall’articolo 32 del Tuir; gli enti non commerciali se non titolari di reddito d’impresa; gli esercenti arti e professioni.
L’agevolazione opera anche per le piccole e medie imprese in perdita.

L’agevolazione si sostanzia in una riduzione dell’imponibile Ires pari al 50% del valore degli investimenti effettuati nel periodo compreso dalla data di entrata in vigore del decreto e il 30 giugno 2010.

Il beneficio non opera ai fini Irap.
I periodi di imposta interessati sono pertanto l’anno 2009 e 2010.

Gli investimenti effettuati dopo l’entrata in vigore del decreto e fino al 31 dicembre 2009 produrranno una detassazione in dichiarazione 2009, mentre gli investimenti effettuati nel primo semestre del 2010 avranno effetto sulla dichiarazione 2010.

La diminuzione d’imposta rileva per il saldo, mentre non rileva per il calcolo degli acconti.
Il costo agevolabile è quello effettivamente sostenuto dall’impresa per acquistare o realizzare il bene strumentale comprensivo degli eventuali oneri accessori di diretta imputazione (spese di trasporto, montaggio, installazione, collaudo, eccetera) e dell’Iva indetraibile.

Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)


Dal condono proroga dei termini per le verifiche sulla prima casa

Due anni in più anche per il recupero delle agevolazioni fiscali sull'acquisto. L'orientamento giurisprudenziale
Agevolazione prima casa. La proroga dell'accertamento riguarda anche il recupero dei benefici non spettanti
La proroga biennale dei termini di accertamento, prevista dalla normativa sul condono del 2002 (articolo 11, comma 1 ultimo periodo, legge 289/2002), trova applicazione anche nel recupero delle agevolazioni fiscali per l'acquisto della "prima casa". E' questa, in sintesi, la conclusione cui era pervenuta la Corte di cassazione con l'ordinanza n. 4321/2009 e che ha trovato immediato riscontro nella giurisprudenza di merito (cfr Ctr Piemonte, sentenza n. 43/4/09).
- La decisione della Cassazione
La Suprema corte, pronunciandosi con riguardo a una fattispecie nella quale la perdita dell'agevolazione era dipesa dal fatto che l'acquirente non aveva trasferito la residenza nel Comune in cui era sito l'immobile entro il termine, oggi di diciotto mesi, fissato dall'articolo 1, nota 2-bis, Tariffa Dpr 131/1986, ha stabilito che - ai fini del conseguente recupero erariale - il termine triennale di decadenza dell'azione amministrativa (articolo 76, Dpr 131/1986) decorrente dal verificarsi della relativa condotta omissiva (cioè allo scadere del diciottesimo mese successivo all'acquisto), è stato "[…] sospeso dalla L. n. 289 del 2002, art. 11, comma 1, applicabile agli avvisi di liquidazione di maggiore imposta di registro, come quello oggetto del presente giudizio".

Viene così dissipato un dubbio interpretativo che si era posto all'indomani dell'approvazione della legge sul condono e, più in particolare, in seguito all'entrata in vigore dell'articolo 5-bis, Dl 282/2002, che aveva apportato rilevanti modifiche in tema di "Definizione agevolata ai fini delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni e sull'incremento di valore degli immobili" (articolo 11, legge 289/2002).

- La questione controversa
Il suddetto articolo 11, legge 289, prevedeva in origine, al primo comma, la possibilità di sanare a determinate condizioni i minori valori dichiarati negli atti, nelle denunce e nelle dichiarazioni registrati o presentate entro una certa data.
La norma è stata poi modificata (dall'articolo 5-bis, Dl 282) in alcune sue parti rilevanti. In particolare, ne è stata integrata la rubrica introducendo l'intestazione "Proroga dei termini"; è stato aggiunto al primo comma un ultimo periodo contenente la proroga di due anni dei termini per la rettifica e la liquidazione della maggiore imposta; si è inserito il comma 1-bis, con il quale è stata estesa la possibilità di condonare le violazioni commesse sugli stessi atti e le stesse imposte previste dal primo comma (atti, scritture, denunce relative alle imposte di registro, ipotecaria, catastale eccetera) anche nelle ipotesi in cui si sia goduto di agevolazioni non spettanti.

La lettura di tale complessa normativa ha sviluppato nel tempo due diverse tesi interpretative: da un lato chi riteneva che la proroga biennale disposta all'ultimo periodo del primo comma riguardasse unicamente gli accertamenti "di valore" contemplati nello stesso comma; dall'altro chi sosteneva che tale proroga non fosse circoscritta al recupero delle maggiori imposte corrispondenti all'eventuale maggior valore dei beni, ma fosse estesa anche all'azione amministrativa diretta al disconoscimento della spettanza di agevolazioni dichiarate in atti dal contribuente, qual è appunto l'ipotesi della cosiddetta "agevolazione prima casa", prevista dall'articolo 1, comma 5 e nota 2-bis, Tariffa Dpr 131/1986.

La prima tesi trova fondamento, oltre che sull'interpretazione necessariamente restrittiva di ogni normativa di condono, anche sull'analisi letterale dell'articolo 11, legge 289/2002, così come modificato dall'articolo 5-bis del Dl 282/2002.
Con tale disposizione modificativa, infatti, il legislatore ha contestualmente inserito la proroga biennale alla fine del primo comma del citato articolo 11, legge 289 (riferito ai cosiddetti accertamenti di valore), ed ha, al contempo, introdotto il successivo comma 1-bis; la circostanza che la proroga sia stata inserita proprio al termine del primo comma dimostrerebbe la volontà di escluderne l'applicabilità alle diverse fattispecie condonabili previste dal successivo comma 1-bis.

Al di là dell'aspetto letterale, la lettura restrittiva della norma in questione poggia anche su un argomento di natura sostanziale che prende le mosse dal fatto che la ratio della proroga biennale dei termini di accertamento è costituita dall'esigenza di garantire che gli uffici finanziari - già gravati dell'onere di procedere al controllo delle istanze di condono presentate dai contribuenti - dispongano di un ulteriore periodo di tempo per poter svolgere la propria ordinaria attività di accertamento sugli atti che non siano stati oggetto di condono e che, altrimenti, rischierebbero di sfuggire ad ogni controllo.

Secondo la tesi qui in esame, tale ratio non ricorrerebbe nelle ipotesi di disconoscimento delle agevolazioni tributarie, atteso il diverso contenuto e oggetto dei rispettivi controlli. Mentre, infatti, l'accertamento del maggior valore del bene comporta un'attività di controllo complessa e articolata, in quanto soggetta a un evidente margine di discrezionalità, per il recupero delle agevolazioni non spettanti basterebbe il riscontro di semplici dati oggettivi, qual è trasferimento anagrafico della residenza oltre il termine di diciotto mesi fissato dalla legge sull'agevolazione "prima casa".
Il minor aggravio di lavoro che tale seconda tipologia di controllo implicherebbe sull'attività amministrativa ne giustificherebbe l'esclusione dalla proroga biennale.

La diversa tesi interpretativa, volta viceversa a ritenere operante la proroga biennale dei termini di accertamento anche per il disconoscimento delle agevolazioni fiscali, trova fondamento su ragioni di carattere sia letterale sia sostanziale.

In particolare, si osserva che il legislatore del 2002 (articolo 5-bis, Dl 282/2002) - nel modificare l'originario impianto dell'articolo 11, legge 289 - ne ha contestualmente integrato la rubrica aggiungendovi la dizione "Proroga dei termini"; il che fa ritenere che questa proroga riguardi ogni attività di controllo riferibile alle condotte contemplate dalla norma, non solo quelle citate nel primo comma.
Inoltre, da un punto di vista sistematico, rileva il fatto che il comma 1-bis richiami espressamente gli atti e le imposte di cui al primo comma, dimostrando così l'unicità dell'istituto definitorio contemplato dall'articolo 11, legge 289.

In questa stessa prospettiva, non può non osservarsi come anche il comma 1-bis, al pari del precedente comma 1, riguardi comunque sempre l'attività di accertamento dell'ufficio: in un caso (comma 1) si tratta del riscontro del maggior valore reale del bene rispetto a quello dichiarato; nell'altro (comma 1-bis) dell'insussistenza del requisito agevolativo dichiarato dal contribuente nell'atto. Va da sé, però, che anche in quest'ultima ipotesi l'azione dell'ufficio non è limitata al semplice calcolo dell'imposta dovuta senza l'agevolazione, ma, a monte, comporta comunque sempre il concreto accertamento del difetto dei requisiti necessari per l'agevolazione stessa (cfr Cassazione, sentenza n. 4239/2006).

Quanto sopra esposto porta a ritenere che la ratio della proroga biennale dei termini di accertamento - consistente, come detto, nella necessità di garantire agli uffici finanziari impegnati nel controllo del condono i tempi tecnici necessari per la normale attività di controllo sugli atti "non condonati" - sia parimenti riferibile sia alle fattispecie contemplate nel comma 1 dell'articolo 12 legge 289, sia a quelle riconducibili al successivo comma 1-bis.
La Suprema corte, con la pronuncia in commento (cfr ordinanza n. 4321/2009), ha dissipato i dubbi in parola, avallando la tesi diretta a riconoscere portata generale alla proroga biennale dei termini dell'accertamento.
- La giurisprudenza di merito
Se tale è il quadro interpretativo delineato in sede di legittimità, non meno interessante appare l'elaborazione giurisprudenziale di merito maturata nei tempi più recenti.
Con riguardo alla giurisprudenza della Commissione tributaria regionale del Piemonte, si sono riscontrate decisioni di segno opposto susseguitesi nell'arco di breve tempo.
Un primo orientamento (Ctr Torino, sentenza 33/05/09 del 15 maggio 2009) anteriore all'ordinanza della Cassazione, ritiene che la specialità della normativa in commento ne impedisca un'estensione della portata applicativa, che vada cioè al di là della più stretta interpretazione letterale, con ciò escludendo l'operatività della proroga all'attività di disconoscimento dell'agevolazione tributaria.
Un secondo, più recente, indirizzo (Ctr Torino, sentenza 43/05/09 del 18 giugno 2009), facendo invece esplicitamente riferimento all'ordinanza della Suprema corte, ritiene al contrario applicabile tale proroga anche per questo tipo di controlli.
Quest'ultima pronuncia appare di particolare interesse in quanto, oltre a far proprie le argomentazioni favorevoli alla tesi sopra esposta, contiene un ulteriore interessante spunto di riflessione, basato sulla disuguaglianza di trattamento che la diversa interpretazione restrittiva finirebbe con il produrre in ordine a fattispecie tra loro assimilabili.
Osserva, infatti, la Commissione tributaria regionale che, ipotizzando che l'ambito applicativo della proroga biennale dei termini di accertamento sia circoscritto alle sole ipotesi di controllo del maggior valore dei beni e non anche al controllo della spettanza delle agevolazioni, "[…] si determinerebbe una disparità di trattamento, per quanto concerne il computo del termine entro il quale l'Ufficio può operare accertamenti, tra un soggetto che abbia aderito alla sanatoria per rettificare un valore dichiarato inferiore a quello assumibile ai fini dell'imposta e un soggetto che vi abbia aderito per sanare la mendace dichiarazione di sussistenza di condizioni per usufruire di agevolazioni tributarie". Nel primo caso, infatti, il relativo termine sarebbe di cinque anni, nell'altro rimarrebbe di tre, con evidente disparità di trattamento di due situazioni tra loro assimilabili, in quanto caratterizzate entrambe dalla presenza di un'istanza di condono relativa a un atto (denuncia o dichiarazione) assoggettato a registrazione.
- Conclusioni
L'ordinanza 4321/2009 della Suprema corte costituisce un importante punto fermo nel dibattito interpretativo sul tema. A sostegno di tale decisione militano rilevanti argomentazioni, non solo di ordine letterale ma, soprattutto, di carattere sistematico e sostanziale che portano a preferire - anche in una prospettiva costituzionalmente orientata sotto il profilo dell'eguaglianza sostanziale tra i contribuenti che abbiano presentato istanza di definizione, ex articolo 11, legge 289/2002 - la tesi che ritiene applicabile la proroga biennale anche ai controlli diretti alla verifica della sussistenza dei requisiti agevolativi, fissati dalla nota 2-bis dell'articolo 1, Tariffa Dpr 131/1986.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Pietro Turco)


Certificazioni informatiche per aziende: come fare? Importanti per Basilea 2 e gare pubbliche

Garantire sicurezza e massima fruibilità: questo è l’obiettivo delle certificazioni web e IT. Si tratta di una sorta di valore aggiunto per le aziende, oltre che strada preferenziale per bandi pubblici e rating elevati in ambito Basilea 2.

Nel caso di siti web e servizi informatici, il valore aggiunto si traduce nell’essere in possesso di requisiti come accessibilità, riservatezza, disponibilità ed integrità, che si traducono in una maggiore sicurezza e fruibilità.

A seconda della destinazione d'uso, però, questi parametri avranno un peso diverso, sia nella progettazione che nella gestione che implementazione dei servizi offerti. Punto rilevante nelle certificazioni informatiche è rappresentato dal riferimento ISO, che si riferisce essenzialmente a della sicurezza informatica, cioè alla sicurezza nella gestione delle informazioni, e che sono raccolte nella famiglia 27000.

La famiglia 27000 riguarda la gestione delle informazioni in generale, che fornisce indicazioni su diritti di proprietà intellettuale, salvaguardia delle registrazioni del sistema organizzativo, protezione dei dati e tutela della privacy, politica documentata e suddivisione delle responsabilità per la sicurezza delle informazioni, sensibilizzazione e formazione del personale, miglioramento continuo.

La sua importanza è per esempio rappresentata da Basilea 2: nell'assegnazione del rating, infatti, un'azienda certificata ISO 27001 potrà ottenere giudizi positivi su fattori di mercato e competitività.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)


Piano Casa:il decreto sull'edilizia residenziale pubblica

E' diventato operativo il c.d. Piano nazionale di edilizia abitativa previsto dalla Manovra finanziaria 2009 (art. 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133).

Lo prevede il D.P.C.M. 16 luglio 2009 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 19 agosto 2009, n. 191) che ha l'obiettivo di garantire su tutto il territorio nazionale il rispetto dei livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana attraverso la costruzione di nuove abitazioni o il recupero di quelle esistenti da destinare prioritariamente alle categorie sociali svantaggiate.

In particolare gli alloggi, che saranno realizzati nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati, saranno destinati a:

nuclei familiari a basso reddito, anche monoparentali o monoreddito;
giovani coppie a basso reddito;
anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate;
studenti fuori sede;
soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio;
altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1 della Legge n. 9 del 2007;
immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale o da almeno cinque anni nella medesima regione.
Gli alloggi saranno realizzati con contributi statali, il cui onere potrà raggiungere il 30% del costo di realizzazione, acquisizione o recupero se offerti in locazione a canone sostenibile, anche trasformabile in riscatto, per una durata di 25 anni, e il 50% del costo per quelli locati per una durata superiore ai 25 anni.

Nel caso invece di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale l'onere a carico dello Stato potrà essere pari al costo di realizzazione.

Fonte:altalex.com


PMI: fondi per investire in innovazione ed efficienza energetica

Le piccole medie e imprese hanno a disposizione 700 milioni di euro per investire innovazione. I fondi arrivano dl ministero dello sviluppo economico.
Si tratta di uno specifico regime di aiuti, istituito sulla base delle nuove regole comunitarie, che - attingendo a diversi fondi e programmi - prevede agevolazioni per investimenti produttivi nelle aree tecnologiche, individuate dai "Progetti di Innovazione Industriale", per l'efficienza energetica, la mobilità sostenibile, le nuove tecnologie per il "made in Italy", la vita e quelle innovative per i beni e le attività culturali, lo sviluppo di piccole imprese di nuova costituzione; l'industrializzazione dei risultati delle attività di ricerca e sviluppo sperimentale e, infine, per la realizzazione di investimenti volti al risparmio energetico e alla riduzione degli impatti ambientali.

Le risorse dovrebbero consentire l'avvio di circa 300 nuovi progetti avanzati e, in media, si prevede che ciascuna iniziativa innescherà impieghi per 4-5 milioni di €, di cui metà a carico delle casse pubbliche.

Il decreto agevolerà anche i programmi di investimento ad alto contenuto di innovazione nelle quattro Regioni Convergenza, ossia Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, utilizzando le disponibilità comunitarie 2007-2013 provenienti dal Programma Operativo Nazionale "Ricerca e Competitività" e dal Programma Operativo Interregionale "Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico". -Boccata d'ossigeno per gli investimenti innovativi delle piccole e medie imprese. Quasi 700 milioni di euro potranno essere utilizzati, come prima dotazione, grazie ad uno specifico decreto firmato da Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico.

Fonte:edilio.it


Caro-Affitti, la casa di divide anche tra lavoratori

La crisi economica cambia le abitudini e a scegliere la condivisione dell'appartamento per dividere il canone d'affitto e le altre spese di casa non sono più solo gli studenti universitari. Secondo uno studio diffuso oggi dal portale Immobiliare.it il 59% delle coabitazioni nelle principali città italiane si realizza fra persone che hanno già un impiego.
Il dato è legato al caro-affitti. Sempre secondo questo studio, infatti, per un semplice posto letto a Milano si spendono in media 503 euro, a Roma 480 euro, a Firenze 422 euro. Per l'affitto di un monolocale ci vogliono invece mediamente 815 euro a Milano, 755 a Roma, 710 euro a Firenze, 570 a Torino, 490 a Genova.
A Venezia per un piccolo appartamento monocamera ci vogliono fino a 850 euro mentre un posto letto per uno studente universitario comporta una spesa mensile media di 410 euro. "Nelle grandi aree metropolitane la coabitazione - sottolinea in una nota Carlo Giordano, amministratore delegato del gruppo Immobiliare.it - non è più solo un fenomeno studentesco. In questi tempi di crisi poter dividere le spese condominiali e le bollette non è cosa da poco e questa soluzione abitativa consente un risparmio medio di 300 euro".

Fonte:ansa.it


Agevolazioni sul credito per le PMI a rischio chiusura

In linea con quanto preannunciato nelle scorse settimane, Unicredit Group e le Associazioni di categoria delle PMI hanno siglato un importante protocollo di intesa finalizzato ad aiutare orientativamente circa 10.000 piccole e medie imprese che a causa della congiuntura sfavorevole rischiano di chiudere. Nello specifico l’accordo, denominato progetto “Sos Impresa Italia”, è stato siglato tra il colosso bancario europeo Unicredit e le Associazioni di categoria di Confartigianato, Casartigiani, Cna e Confcommercio, e punta come accennato al salvataggio per i prossimi sei mesi di ben diecimila realtà imprenditoriali, medie e soprattutto piccole, che per evitare la chiusura hanno bisogno di agevolazioni sul credito al fine di superare le temporanee difficoltà causate dalla recessione economica. Entrando nel dettaglio, l’accordo prevede l’istituzione sul territorio di ben ottanta “task force” che si occuperanno di rilevare, monitorare e risolvere le situazioni di disagio creditizio delle piccole e medie imprese iscritte alle Associazioni di categoria che hanno stipulato il protocollo di intesa.

Fonte:bassitassi.com


SkyEurope fallita: voli cancellati e rimborso negato per i passeggeri

Sky Europe, la compagnia aerea low cost con sede a Bratislava, è giunta al capolinea e ha dichiarato il fallimento. Seguendo le rome della collega MyAir, la linea ha cancellato voli e lasciato a terra passeggeri pronti a partire con i suoi aerei. Ed è caso. Sono oltre centinaia gli italiani bloccati a Bratislava impossibilitati a tornare a Roma, Napoli e Catania.
L'ambasciatore d'Italia a Bratislava Brunella Borzi Cornacchia sta fornendo assistenza ai connazionali fermi li. Alcuni passeggeri parlano di 300 connazionali fermi all'aeroporto slovacco, che lamentano: “Non sappiamo che fare e come rientrare in Italia. Dovremo fermarci a pernottare qui a spese nostre”.
Per quanto riguarda prenotazioni e rimborsi, SkyEurope chiarisce sul suo sito internet che non ci sarà nessun rimborso e i passeggeri dovranno pagarsi il viaggio: "Se è già a destinazione prenotando un albergo o noleggiando un'auto attraverso un partner SkyEurope può rimanere in hotel ed usare l'autovettura come da Sua prenotazione. Purtroppo, invece deve prenotare il Suo volo di ritorno a Sue spese con un'altra compagnia". Più nel dettaglio, SkyEurope sottolinea che "coloro che hanno acquistato i propri voli con una carta di credito devono rivolgersi alla banca che ha emesso la carta di credito per ottenere il rimborso per i voli SkyEurope non utilizzati".
Nessun rimborso, invece, se si sono usate modalità di pagamento diverse: "Nel caso in cui il pagamento sia stato effettuato direttamente a SkyEurope con modalità differenti dalla carta di credito (bonifico bancario, contanti) nessun rimborso purtroppo è possibile". Se il biglietto è stato prenotato tramite agenzia di viaggio oppure tramite tour operator è necessario mettersi in contatto con loro. Un ultimo suggerimento pratico al cliente: "Può inoltre contattare la Sua assicurazione per ottenere informazioni e supporto".
Nata nel 2001, Sky Europe ha la sua base principale presso l'aeroporto Stefànik di Bratislava, in Slovacchia e altre basi della compagnia si trovano a Praga, Vienna e Kosice.
L’operatività dallo scalo austriaco era stata bloccata lo scorso 14 agosto e i voli trasferiti a Bratislava. Nel luglio 2009 la Corte di Bratislava aveva accettato il piano di riorganizzazione finanziaria della compagnia, coinvolta in una pesante crisi. Fondata il 6 settembre 2001 da Alain Skowronek e da Christian Mandl, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato della società, SkyEurope aveva iniziato la propria attività operativa il 13 febbraio 2002 con voli nazionali di collegamento sulla rotta Bratislava-Košice.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)


Mobbing: Cassazione, ecco come ottenere il risarcimento del danno

La Corte di Cassazione ha stilato un vademecum su quelle che debbono essere le regole per ottenere il risarcimento del danno in caso di mobbing in ufficio. Secondo la Corte, per evitare cause inutili, occorre considerare in primo luogo che per "per 'mobbing' si intende una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell'ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili, che finiscono per assumere forme di prevaricazione e di persecuzione psicologica, da cui puo' conseguire la mortificazione morale e l'emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalita'". Fatta questa precisazione la Corte (sentenza 3785/2009) spiega che per avere maggiori possibilità di successo in una causa per mobbing occorre innanzitutto che vi sia una "molteplicita' dei comportamenti a carattere persecutorio, illeciti o anche leciti se considerati singolarmente, che siano stati posti in essere in modo miratamente sistamatico e prolungato contro il dipendente con intento vessatorio".
In secondo luogo occorre sapere che per poter parlare di mobbing occorre che una determinata azione sia stata lesiva "della salute o della personalita' del dipendente". Ma non basta, la Suprema Corte sottolinea anche la necessità di acertare l'esistenza del "nesso eziologico tra la condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico e il pregiudizio all'integrita' psico-fisica del lavoratore". Da ultimo occorre avere la prova dell'elemento soggettivo ossia dell'intento persecutorio. E' stato così respinto il ricorso di un postino che nel fare causa alle poste per un infornunio aveva anche sostenuto di essere stato vittima di vari episodi di mobbing. La Cassazione pur avendo accertato che vi erano stati dei contrasti tra la dirigente d'ufficio e il lavoratore, tali contrasti di per sè "non sono tali da provare la sussistenza di un intento vessatorio del dirigente dell'ufficio".

Fonte:studiocataldi.it ( Roberto Cataldi)


Agenzia dell'Entrate; I consigli pratici dell’Agenzia per evitare le trappole della rete

La truffa viaggia via email. E' questo adesso lo strumento privilegiato dei casi di frode che sfruttano impropriamente il nome e il logo dell'agenzia delle Entrate per raggirare ignari contribuenti. L'ultimo tentativo riguarda messaggi di posta elettronica sull'accertamento provenienti dall'indirizzo inesistente ufficio.accertamenti@agenziaentrate.it e che invitano il destinatario a collegarsi al seguente sito web: http: / /bancadati2009.altervista.org.
Inoltre, nelle scorse settimane numerosi utenti hanno ricevuto email che richiedevano coordinate bancarie per ricevere l'accredito di fantomatici rimborsi fiscali.
L'Agenzia, attraverso un'attività di informazione ramificata sul territorio nazionale, mette in guardia i contribuenti ricordando che l'Amministrazione non chiede via email dati bancari o sensibili né notifica con questo strumento avvisi di accertamento, garantendo sempre la massima sicurezza delle operazioni effettuate.
I dati necessari per ottenere l'accredito di rimborsi fiscali vanno indicati o presentando apposito modello all'ufficio delle Entrate o collegandosi al sito istituzionale www.agenziaentrate.gov.it. L'elenco degli uffici locali delle Entrate, invece, è disponibile, per ogni regione, sul relativo sito web.

Per difendersi dalla truffa, si invitano gli utenti a cestinare il messaggio, a non collegarsi ai siti indicati e a segnalare il caso alla Polizia Postale.

Continua così l'impegno dell'Agenzia nel difendere la propria identità istituzionale e i contribuenti dai tentativi di frode. Utilizzare il marchio "Agenzia" per compiere inganni di vario genere, infatti, non è una novità. Già in passato si sono verificati numerosi esempi di raggiri come, ad esempio, proposte di abbonamenti a pubblicazioni fiscali da parte di falsi funzionari e invio di pacchi e materiale informativo con il logo delle Entrate contenenti, invece, proposte commerciali totalmente estranee all'attività dell'Amministrazione Finanziaria.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Alessandra Gambadoro)


Tassa rifiuti: per anni "rubato" dal fisco il 10%

Oltre 5 miliardi di euro l'importo per iva non dovuta sulla nettezza urbana che dovrebbe restituirsi ai cittadini in base ad una sentenza della Corte Costituzionale
Se lo Stato Italiano fosse serio e rispettoso dei cittadini che lo costituiscono il problema non si porrebbe.
Ma è probabile che 15 milioni di famiglie dovranno fare ricorso per ottenere il rimborso del 10% dell'Iva non dovuta e versata negli ultimi dieci anni sulle tasse per i rifiuti.
La Corte Costituzionale ha definitivamente stabilito che Tarsu e Tia sono tributi, dunque non soggetti a Iva.
Secondo le stime dell’ Adoc, sarà in media di 350 euro l'importo da rimborsare a famiglia per gli ultimi 10 anni.
Un costo per lo Stato di 5 miliardi e 250 milioni.

Fonte:iltamtam.it


I rimborsi sui mutui? Rimandati a settembre

Saranno anche pochi spiccioli, ma le famiglie italiane dovranno sudarseli. Tranne sporadici casi, il contributo previsto dal Decreto anticrisi a vantaggio di chi ha un mutuo a tasso variabile (il cosiddetto «tetto al 4%») non è infatti stato ancora erogato dalle banche italiane. Una lunga serie di ostacoli – dall'interpretazione delle norme varate dal ministero delle Finanze al tortuoso iter della trasmissione degli elenchi dei beneficiari da parte dell'Agenzia delle Entrate – ha finito per ritardare l'applicazione di un provvedimento lanciato non senza enfasi ormai 9 mesi fa.
Nel frattempo è successo di tutto, anche sui mercati interbancari: l'Euribor che funziona da parametro di riferimento per il calcolo delle rate variabili, per esempio, è crollato da oltre il 5% a meno dell'1% (0,49% la scadenza a un mese giovedì scorso e 0,83% il tasso a 3 mesi) e in questo modo ha fortemente limitato la portata dell'intervento. Ciò non toglie però che per alcuni (magari chi ha una rata semestrale e legata ancora ai tassi 2008) quel contributo tanto atteso possa essere significativo, tenendo conto anche dell'attuale fase di crisi economica.
Stando alle informazioni che Plus24 è riuscito a reperire in questo periodo (in cui molti responsabili del settore mutui sono ancora irreperibili perché in ferie), settembre potrebbe essere il mese buono. Molti fra i principali gruppi nazionali (vedi tabella fianco) prevedono di iniziare ad accreditare il contributo a favore di tutti i mutui a tasso «non fisso» contratti per l'abitazione principale prima del 31 ottobre 2008 a partire proprio dalle rate scadenti in questo mese.
E i tempi potrebbero essere davvero maturi, anche perché in diversi casi (Bnl, Montepaschi, Ugf) sono state già inviate a casa dei mutuatari lettere informative che invitano a recarsi in banca e presentare l'autocertificazione. A questo proposito, è forse utile ricordare che il modulo predisposto dall'Abi non sarebbe in teoria necessario per chi è già incluso nelle liste dell'Agenzia delle Entrate e in ogni caso non deve essere vincolante per il versamento del contributo.
Tutto in via di risoluzione, dunque? Non proprio, a parte il problema dei prodotti a tasso misto (di cui si parla in modo più approfondito nell'articolo sotto), alcuni clienti che hanno scritto a Mutui 24 segnalano tuttora questioni che sembravano risolte da tempo: c'è chi sostiene di aver ricevuto l'accredito del contributo con valuta corrente e non (come corretto) retrodatata al giorno della rata a cui si riferisce e chi si è sentito ripetere (è il caso del call center di Barclays) che al valore del 4% va aggiunto lo spread (cioè il ricarico) praticato dalla banca.
Più in generale, chi ha già ricevuto il contributo lamenta la mancanza di indicazioni in merito ai calcoli effettuati per stabilire il conguaglio. Sotto questo aspetto, la gran parte delle banche prevede di inviare una nota riepilogativa, se non dopo ogni accredito, almeno a fine anno o in previsione delle detrazioni da conteggiare sulla dichiarazione dei redditi 2009. Altri, come UniCredit, affideranno le eventuali spiegazioni all'impiegato dello sportello o al call center.
In teoria il termine per presentare l'autocertificazione scade il 31 gennaio 2010, c'è da sperare che almeno per quella data la questione «tetto al 4%» si sia conclusa. E in fin dei conti anche da rallegrarsi che il crollo dell'Euribor abbia già alleviato le pene di chi è rimasto aggrappato al tasso variabile.

Fonte:ilsole24ore.com (Maximilian Cellino)


Pmi, 700 milioni per gli investimenti produttivi innovativi

Boccata d’ossigeno per gli investimenti innovativi delle piccole e medie imprese. Quasi 700 milioni di Euro potranno essere utilizzati, come prima dotazione, grazie ad uno specifico decreto firmato da Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico.
Nello specifico si tratta di un regime di aiuti, istituito sulla base delle nuove regole comunitarie, che - attingendo a diversi fondi e programmi - prevede agevolazioni per investimenti produttivi nelle aree tecnologiche, individuate dai “Progetti di Innovazione Industriale”, per l’efficienza energetica, la mobilità sostenibile, le nuove tecnologie per il “made in Italy”, la vita e quelle innovative per i beni e le attività culturali, lo sviluppo di piccole imprese di nuova costituzione; l’industrializzazione dei risultati delle attività di ricerca e sviluppo sperimentale e, infine, per la realizzazione di investimenti volti al risparmio energetico e alla riduzione degli impatti ambientali.
Le risorse dovrebbero consentire l’avvio di circa 300 nuovi progetti avanzati e, in media, si prevede che ciascuna iniziativa innescherà impieghi per 4-5 milioni di Euro, di cui metà a carico delle casse pubbliche.

Fonte:bitcity.it


Cassazione: anziani abbandonati in città? Per i figli scattano le manette

Sulla base di quanto emerge da una sentenza della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 31905/2009), d'ora in avanti rischia il carcere il figlio che abbandona un genitore o un coniuge anziano in città per andare in vacanza. Nel caso esaminato dalla Corte, gli Ermellini hanno evidenziato che “giusta lettera dell’art. 591 CP, la vecchiaia, al pari di altre non specificate, è intesa causa d’incapacità dell’offeso di provvedere a se stesso, alternativa all’infermità fisica o mentale della persona abbandonata. Essa implica la ‘cura’ della persona incapace, se non la sua ‘custodia’, perché le siano assicurate le misure necessarie per l’igiene propria e dell’ambiente in cui vive. Pertanto l’abbandono integra in tal caso l’estremo di condotta criminosa, da cui dipende l’evento di pericolo. Questa la premessa maggiore, risulta incensurabile la premessa minore della sentenza che, preso conto della vecchiaia e di taluna infermità, a fronte delle pessime condizioni igieniche personali ed ambientali in cui è stato ritrovato l’offeso, ha ritenuto il suo abbandono in stato di incapacità di provvedere ai propri bisogni elementari”.

Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)


Disoccupazione: l'indennità spetta anche ai dirigenti

L'indennità ordinaria di disoccupazione spetta anche ai dirigenti in caso di disoccupazione e viene corrisposta dall'INPS per un periodo massimo che va da 8 a 12 mesi. La sua misura varia dal 60% della retribuzione media lorda al 40% della stessa
L'indennità ordinaria di disoccupazione è una prestazione a sostegno del reddito, concessa dall'INPS, in presenza di particolari requisiti, in sostituzione del reddito da lavoro dipendente.

Quando spetta. L'indennità spetta ai dirigenti di qualsiasi settore privato in caso di:
licenziamento;
sospensione per mancanza di lavoro;
scadenza del contratto di lavoro.
Nel caso di dimissioni del dirigente, l'indennità spetta solamente qualora ricorra l'ipotesi di dimissioni per giusta causa (dimissioni per molestie sessuali; mancato pagamento della retribuzione; modifica peggiorativa delle mansioni lavorative; mobbing; notevole variazione delle condizioni di lavoro a seguito della cessione dell'azienda ad altre persone, fisiche o giuridiche; spostamento del lavoratore da una sede all'altra senza comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive; comportamento ingiurioso del superiore gerarchico).

Non ha diritto a percepire l'indennità ordinaria di disoccupazione il dirigente che si dimette volontariamente, salvo alcune eccezioni (come nel caso delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri che si dimettono durante il periodo in cui è previsto il divieto di licenziamento o i lavoratori con contratto di compartecipazione agli utili).

Corresponsione dell'indennità. L'indennità viene corrisposta direttamente dall'INPS e spetta per un periodo massimo di 8 mesi. Tale limite viene elevato a 12 mesi nel caso di lavoratori che alla data di risoluzione del rapporto di lavoro abbiano età pari o superiore a 50 anni.

Si ha diritto all'indennità a partire:

dall'ottavo giorno successivo a quello di interruzione del rapporto di lavoro se la domanda è presentata nei primi 8 giorni;
dal quinto giorno successivo alla data se la domanda è stata presentata dopo l'ottavo giorno ed entro i termini previsti.
Nell'ipotesi di licenziamento in tronco per giusta causa, i termini appena visti sono differiti di 30 giorni.

Misura dell'indennità. L'indennità spetta nelle seguenti misure:

per i lavoratori che hanno meno di 50 anni alla data di risoluzione del rapporto di lavoro, essa spetta nella misura del 60% della retribuzione media lorda per i primi sei mesi e del 50% per i due mesi seguenti;
per i lavoratori che hanno più di 50 anni alla data di risoluzione del rapporto di lavoro, essa spetta nella misura del 60% della retribuzione media lorda per i primi sei mesi, del 50% per il 7° e 8° mese, del 40% per l'11° e il 12° mese.
L'indennità è corrisposta per 30 giorni al mese, a prescindere dal fatto che il mese sia composto da 30 o 31 giorni. Invece, per il mese di febbraio, essa è corrisposta per il numero esatto di giorni (28 o 29 a seconda dei casi).
Coloro che percepiscono l'indennità, nel periodo compreso tra il 18 e il 24 dicembre (anche per un solo giorno), hanno diritto a ricevere anche una gratifica natalizia costituita da un assegno speciale pari a 6 giorni di indennità.

L'indennità di disoccupazione corrisposta mensilmente è soggetta ad un limite massimo che viene incrementato di anno in anno in base alle variazioni dell'indice Istat dei prezzi al consumo. Si tratta di un limite che, in genere, è di molto inferiore rispetto alle retribuzioni spettanti ai dirigenti. L'indennità di disoccupazione ordinaria è soggetta a ritenuta IRPEF, pertanto l'INPS rilascia il modello CUD.

FASI. I dirigenti involontariamente disoccupati hanno diritto, oltre all'indennità di disoccupazione corrisposta dall'INPS anche al trattamento di sostegno per i dirigenti involontariamente disoccupati erogata dal FASI.

Per saperne di più è possibile consultare la guida all'indennità di disoccupazione dell'INPS.

Fonte:mangeronline.it (Rosanna Marchegiani)


Automobilisti: Contribuenti.it, multe aumentate del 1275% in 10 anni

Negli ultimi dieci anni in Italia il numero delle multe comminate agli automobilisti e' aumentato del 1275%, il risultato piu' alto in Europa. Lo rileva un'indagine di Contribuenti.it-Associazione Contribuenti Italiani, che con Lo Sportello del Contribuente ha analizzato i dati dei singoli stati Ue.

Dopo l'Italia, nella classifica figurano la Romania con il 385%, la Bulgaria con il 315%, l'Albania con il 290%, l'Estonia con il 240%, la Slovacchia con il 215% e la Croazia con il 195%. Nelle ultime posizioni l'Inghilterra con il 35%, la Germania con il 30% e, ultima, la Svezia con il 20%.

A livello territoriale, in Italia le multe automobilistiche sono aumentate del 1315% nel Nord Est, del 1290% nel Centro, del 1185% nel Nord Ovest, del 1120% nel Sud e del 1030% nelle Isole.

Fra le infrazioni piu' contestate nei primi 8 mesi del 2009, permangono la guida senza cintura di sicurezza o senza casco ed il divieto di sosta.

''Dai dati e' inoltre emerso - sottolinea Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it - che solo un italiano su tre paga la multa senza contestarla, mentre il 64% impugna il verbale innanzi al Prefetto o al Giudice di pace''.

''E' un altro primato negativo per l'Italia - continua Carlomagno -. Gli enti locali devono attuare 'strategie fiscali' diverse. Per far quadrare i conti debbono puntare sulla tax compliance, anziche' su tasse occulte che difficilmente verranno riscosse ma che alimentano in modo significativo il fenomeno delle cartelle pazze''.

Fonte:asca.it


Microcredito: Borsa di studio Abi per giovani ricercatori

Scadono alla fine del corrente mese i termini di partecipazione ad una borsa di studio da quattromila euro istituita dall’ABI, Associazione Bancaria Italiana, per i giovani ricercatori in ambito economico e finanziario. Trattasi nello specifico, di una borsa di studio sul microcredito nell’ambito del progetto ‘Microcredito Italia’ messo a punto per quei giovani ricercatori che risultano essere già impegnati in uno strumento importante sotto tanti aspetti come il microcredito. Per poter partecipare all’assegnazione della borsa di studio, il giovane ricercatore, oltre ad avere un’età non superiore ai trenta anni, deve essere altresì laureato in discipline economiche e finanziarie; una volta presentata la domanda di partecipazione al Bando, entro e non oltre la data di mercoledì 30 settembre 2009, nei trenta giorni successivi una commissione di esperti appositamente costituita provvederà a deliberare l’assegnazione della borsa di studio al progetto di ricerca che sarà giudicato migliore nell’ambito della definizione, attraverso lo strumento del microcredito, di un sistema che sia in termini economici sostenibile.

Fonte:bassitassi.com



Dal Ministero per lo Sviluppo Economico 700 mln alle Pmi

Nuove agevolazioni a sostegno della competitività industriale per le imprese che realizzano investimenti produttivi innovativi. Il Ministero per lo Sviluppo Economico con il DM 23 luglio 2009 ha stanziato una tranche iniziale di 700 milioni di euro per le aree tecnologiche indicate nella Finanziaria 2007.
Gli investimenti possono essere effettuati nelle aree ammesse alla deroga rispetto al regime degli aiuti di Stato, previste dalla Carta di aiuti a finalità regionale approvata dalla Commissione europea per il periodo 2007 - 2013.

Ambiti di applicazione: Le risorse potranno essere impiegate per l’efficienza energetica, la mobilità sostenibile, il made in Italy e le attività culturali.

Programmi ammissibili: Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento riguardanti la sezione C della classificazione delle attività economiche ISTAT 2007 (attività manifatturiere), la produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore di cui alla sezione D della predetta classificazione ISTAT, nei limiti indicati nell’allegato n. 1 e le attività di servizi elencate nell’allegato n. 1.

Gli investimenti da effettuare attraverso le agevolazioni possono riguardare la realizzazione o l’ampliamento di nuove unità produttive, la diversificazione della produzione con l’inserimento di nuovi prodotti aggiuntivi e il cambiamento fondamentale di un processo di produzione complessivo appartenente a una unità già esistente.

Obiettivi: Secondo le stime effettuate le risorse stanziate dovrebbero consentire l’avvio di 300 nuovi progetti. Ogni iniziativa potrebbe inoltre innescare impieghi per 4 o 5 milioni di euro, di cui la metà a carico dello Stato. Saranno poi agevolati i programmi di investimento ad alto contenuto di innovazione nelle Regioni Convergenza: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. A tal fine saranno utilizzate le disponibilità comunitarie 2007-2013 provenienti dal Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività” e dal Programma Operativo Interregionale “Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico”.

Fonte:edilportale.com (Paola Mammarella)


Influenza A: come prevenire? Tutte le precauzioni per non prenderla..

Dopo la notizia del primo grave caso di influenza A, che ha colpito un ragazzo di 24 anni, in Italia torna a farsi sentire forte l’allarme, nonostante quanti sostengono e rassicurino che la patologia è pericolosa come quella stagionale, solo che si diffonde più rapidamente. La nuova influenza è, infatti, curabile, aggressiva come una normale influenza.

Alle soglie dell'autunno, però, il nuovo virus spaventa di più perché si diffonderà insieme a quello della classica influenza stagionale. E’ a Monza che si è registrato il primo caso grave di paziente infetto dall'influenza: è un ragazzo di 24 anni di Parma. Curato originariamente per uno stato febbrile, l'influenza si è evoluta in una sindrome da distress respiratorio, una delle rare complicazioni di numerose infezioni virali.

I medici che lo hanno in cura fanno sapere che è in leggero miglioramento, anche se le sue condizioni rimangono critiche. Ma la nuova influenza A è pericolosa solo quanto una normale influenza, l’unica differenza rispetto ad essa sta nella velocità di diffusione. Tuttavia per contrastarla, dal 15 novembre il vaccino sarà diffuso tra gli operatori sanitari e i soggetti a rischio: anziani, persone affette da patologie croniche respiratorie o cardiovascolari e diabete, ma anche fra i giovani tra i 2 e i 27 anni, i maggiormente colpiti dal virus H1N1.

Inoltre, è bene sapere che si potrà far uso anche di antivirali come zanamivir e oseltamivir combattono i virus dell’influenza agendo sulle neuraminidasi, ovvero le proteine utilizzate dai virus per entrare nelle cellule dell’organismo ospite. Questi sono efficaci contro i virus influenzali, sia il ceppo A sia il ceppo B. E quindi anche quello della nuova influenza l’H1N1, che è di tipo A.

Per chi parte, l’unico consiglio è adottare misure di sicurezza che consentono di limitare il contagio, ed essere consapevoli del fatto che il virus si trasmette per via aerea, quindi se ci si reca in Paesi particolarmente colpiti dal virus sarebbe bene evitare luoghi molto affollati.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)


Agevolazioni fiscali su acquisto mobili e arredi

Con il d.l. 5/2009 (conv. legge 9 aprile 2009 n. 33), il Parlamento ha introdotto un provvedimento a favore di chi acquista mobili ed elettrodomestici per arredare immobili da ristrutturare.
Con la circolare n. 35/E del 16 luglio 2009, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune precisazioni sull’agevolazione: una detrazione Irpef del 20%. Ne proponiamo una sintesi.
CONTRIBUENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE
Il bonus riguarda i contribuenti che hanno sostenuto spese di ristrutturazioni per le quali possono beneficiare della detrazione del 36%. Gli interventi devono essere stati avviati dopo il 1° luglio 2008, così come indicato nella comunicazione preventiva di inizio lavori inviata al Centro operativo di Pescara.
Gli interventi edilizi agevolati con il bonus ristrutturazioni che consentono l’accesso all’ulteriore bonus arredi sono esclusivamente quelli di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su unità immobiliari residenziali (ex articolo 31 della legge 457/1978, lettere b, c e d).
Pertanto, la detrazione non è concessa in caso di lavori condominiali, interventi di manutenzione ordinaria, realizzazione di garage e posti auto pertinenziali, acquisto o assegnazione di immobile facente parte di un edificio ristrutturato.
BENI AGEVOLABILI
La detrazione spetta per le spese, sostenute dal 7 febbraio al 31 dicembre 2009, finalizzate all’arredo dell’immobile in ristrutturazione. I beni agevolabili sono i mobili, gli elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, i televisori e i computer.
Il loro acquisto deve avvenire tramite bonifico bancario o postale riportante causale del versamento, codice fiscale di chi paga e codice fiscale (o partita Iva) del beneficiario del pagamento-Per quanto riguarda gli elettrodomestici, la norma specifica che non vi rientrano frigoriferi, congelatori e loro combinazioni, per i quali, fino a tutto il 2010, un’altra disposizione normativa già riconosce la detrazione del 20% (con rottamazione dell’usato). Il bonus arredi e questa detrazione del 20% sono comunque cumulabili.
UN TETTO DI 10.000 EURO
L’agevolazione per chi arreda l’immobile ristrutturato consiste in una detrazione Irpef del 20% delle spese sostenute. La detrazione va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro e ripartita in cinque quote annuali. Pertanto, la detrazione annua non potrà essere superiore a 400 euro.Il tetto di 10.000 euro deve essere riferito alla singola unità immobiliare; Se la spesa è sostenuta da più contribuenti, l’agevolazione è comunque calcolata su un importo massimo complessivo non superiore a 10.000 euro; Se il contribuente ha compiuto lavori che danno diritto al 36% su più appartamenti, il bonus arredi spetta per ciascuno di essi (per ogni unità abitativa, saranno agevolabili le spese sostenute fino a un massimo di 10.000 euro).
A cura di Ennio Alessandro Rossi, Commercialista in Brescia
studiorossi.ennio@virgilio.it

Fonte:
Casa e condominio


INPS: dal 1 gennaio 2010 nuove regole per l'invalidità civile

L'istituto Nazionale Previdenza Sociale ha reso noto che a partire dal 1 gennaio 2010 la disciplina sull’invalidità civile sarà radicalmente rinnovata con l'obiettivo di semplificare la vita al cittadino, di garantire trasparenza ed equità nel trattamento e di evitare frodi o disparità di trattamento consentendo alla Pubblica Amministrazione di fare controlli e di gestire con rigore le proprie risorse affinché possano essere utilizzate per chi ne abbia effettivo bisogno. Si prevede anche un intervento diretto a ridurre il contenzioso in materia di invalidità civile che conta oggi circa 400 mila cause pendenti.
Ecco in breve alcune delle più singificative novità:
1. Le domande saranno indirizzate direttamente all'INPS che le trasmetterà in via telematica alle Aziende Sanitarie Locali e formerà un fascicolo elettronico per ciascun invalido civile.
2. La Commissione Medica sarà integrata con un medico dell’Inps che potrà garantire un maggiore controllo sugli accertamenti medico legali.
3. Sarà garantita uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale per effetto della presenza dell’Inps in ogni fase del procedimento;
4. Le tabelle che indicano le percentuali dell'invalidità civile saranno aggiornate.

In merito a queste novità il presidente dell'INPS ha dichiarato: "L’incremento costante sia del numero dei beneficiari, che dai circa 2,5 milioni del 2008 arriverà nel 2009 a sfiorare i 3 milioni, sia della spesa, che crescerà dai circa 15 miliardi di euro pagati nel 2008 ai 16,2 miliardi di euro previsti per il 2009, ha suggerito all’Istituto di farsi promotore di una iniziativa nei confronti del governo, che è stata recepita con l’emanazione della nuova disciplina contenuta nell’art. 20 della legge 102 del 3 agosto 2009, il cosiddetto 'decreto anticrisi'. Con il piano di verifiche straordinarie delle invalidità civili previsto per il 2009 si è già ottenuto un importante risultato, che porterà a risparmiare circa 100 milioni di euro, ma a partire dal prossimo anno si può prevedere che con il nuovo sistema i risparmi di spesa saranno molto più elevati. Con il nuovo procedimento, inoltre, si otterrà una significativa riduzione dei tempi di erogazione delle prestazioni, che passeranno dagli attuali 345 giorni mediamente previsti a 120."

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)


Accordo Confcommercio ed Intesa SanPaolo per credito imprese

Confcommercio e Intesa Sanpaolo hanno firmato un accordo che prevede la messa a disposizione da parte del gruppo bancario di un plafond complessivo di 3 miliardi di euro destinato alle imprese associate alla Confederazione. L'obiettivo, si legge sul sito di Confcommercio, è quello di sostenere le piccole imprese del commercio, del turismo e dei servizi, assicurando loro la liquidità necessaria per soddisfare le esigenze di cassa e favorire la realizzazione di nuovi programmi di rafforzamento patrimoniale e di nuovi progetti. L'accordo - sottoscritto dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, e dal consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera - rappresenta una risposta concreta alla grave crisi in atto a livello mondiale e agli inevitabili impatti sulle imprese e le attività commerciali e distributive.
In tale contesto Confcommercio e Intesa Sanpaolo ritengono fondamentale compiere ogni sforzo per assicurare la continuità dell'afflusso di credito al sistema produttivo e distributivo, mettendo le imprese nella condizione di superare mesi difficili e di prepararsi ad affrontare in modo adeguato la futura ripresa economica. La realizzazione di questi obiettivi sarà resa possibile soprattutto in forza della presenza capillare della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo guidata dal direttore generale Francesco Micheli, che attraverso le 6.200 filiali distribuite in tutto il Paese garantisce la prossimità alle piccole e medie imprese sul territorio nazionale.
Il coinvolgimento delle rispettive strutture territoriali consentirà di declinare gli accordi a livello locale. Ci sarà in tal modo la possibilità di verificare l'attuazione di tutti gli impegni condivisi, individuare nuove opportunità di sviluppo della partnership e valutare con tempestività situazioni aziendali specifiche. In particolare saranno operativi tavoli di lavoro costituiti da un lato dalle Direzioni Regionali della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, dall'altro dalle segreterie regionali e provinciali di Confcommercio. L'intervento dei Confidi di riferimento contribuirà a rendere più agevole l'utilizzo degli strumenti di garanzia e, in generale, più fluido l'accesso al credito.

Fonte:finanza.repubblica.it


Bagaglio smarrito, Federconsumatori ti dice cosa fare

Continuano i forti disagi per i turisti all'interno dei principali scali italiani. Lo segnala Federconsumatori che denuncia: "Per l'intero periodo di maggior afflusso negli aeroporti, infatti, sono state numerosissime le segnalazioni pervenute presso i nostri sportelli relative a ritardi, smarrimenti e danneggiamenti dei bagagli".

Ecco i consigli di Federconsumatori su cosa fare in caso di:

SMARRIMENTO DEL BAGAGLIO: "Rivolgetevi al banco Lost and Fund, dove potrete ritirare il modulo PIR (Passeger Irregularity Reports) presentando lo scontrino del bagaglio. Il passeggero ha diritto ad ottenere dalla compagnia aerea una somma di denaro per poter far fronte alle prime necessità, quali: pigiama, dentifricio, indumenti intimi (a tal fine ricordate di conservare gli scontrini di quanto acquistato che andranno inviati alla compagnia aerea tramite raccomandata a/r unitamente ad una copia del modello PIR). Da parte di alcune compagnie vi è la possibilità di un rimborso forfettario. Se, dopo il termine di 21 giorni, il bagaglio viene considerato perduto, sarà necessario inviare alla compagnia aerea con cui si è volato un reclamo tramite raccomandata a/r".
RITARDO NELLA CONSEGNA DEL BAGAGLIO: "In caso di ritardo il vettore aereo è responsabile per il danno, a meno che non abbia preso tutte le misure possibili per evitarlo o che fosse impossibile prendere tali misure. La responsabilità per il danno è limitata a 1.000 DSP." Così recita il regolamento (n.899/2002), ma, nei fatti, tale norma è stata sempre elusa. Per tale motivo Federconsumatori chiede che tale norma trovi piena applicazione, a tutela dei viaggiatori, anche adottando un accordo tra le parti di rapresentanza".
DANNEGGIAMENTO DEL BAGAGLIO: "Se, invece, il bagaglio giunge a destinazione, ma presenta dei danni dovuti al trasporto, avete al massimo 7 giorni dal ricevimento del bagaglio per presentare un reclamo in forma scritta, preferibilmente tramite raccomandata a/r (in caso il bagaglio danneggiato venga restituito in ritardo, avete, invece, 21 giorni di tempo dalla data di consegna)".
RISARCIMENTO DANNI: "In caso di smarrimento, distruzione o deterioramento, per le compagnie aderenti alla convenzione di Montreal, il risarcimento ammonta al massimo a 1.000 DSP cioè circa 1.167 Euro per bagaglio, per le compagnie non aderenti a tale convenzione il risarcimento è al massimo di 17 DSP al Kg, cioè circa 20 Euro/Kg".
"In ogni caso, soprattutto se viaggiate con compagnie low cost, prima di partire, ricordate sempre di controllare le condizioni per eventuali smarrimenti o danni ai bagagli applicate dalla compagnia stessa o da compagnie assicuratrici complementari". Federconsumatori, inoltre, visti i disagi creati ai passeggeri, sia in termini economici che morali, chiede che il risarcimento da danno da vacanza rovinata venga esteso anche a questo tipo di disservizi , impegnandosi, in tal senso, a portare avanti delle cause pilota".

Lo Sportello S.O.S. Turista non chiude mai per ferie e continuerà a fornire assistenza e consulenza durante tutto il periodo estivo con il consueto orario da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, al numero 059.2033430 o via mail all'indirizzo info@sosvacanze.it; www.sosvacanze.it

Fonte:helpconsumatori.it (GA)

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