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Risparmio energetico negli edifici ad uso abitativo: pubblicato il primo decreto attuativo

Decreto del Presidente della Repubblica del 3 aprile 2009, n. 59 (GU10 giugno 2009, n.132)
Dopo anni di attesa è stato pubblicato il primo dei tre decreti attuativi del Dlgs 192/2005, in materia di risparmio energetico degli edifici.
Lo strumento, che avrebbe dovuto vedere la luce entro il 5 febbraio 2006, ovvero 120 giorni dopo l'entrata in vigore del Dlgs, dà attuazione alle norme di recepimento della direttiva comunitaria 2002/91 in materia di efficienza energetica.
Il decreto è il primo dei provvedimenti attuativi delle disposizioni intese a definire i metodi di calcolo del dispendio energetico degli edifici, dare chiare indicazioni sulla formazione e la certificazione dei professionisti e fornire istruzioni sull'utilizzo delle tecnologie.
Il decreto n. 59 definisce i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva, per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari e, limitatamente al terziario, per l' illuminazione artificiale degli edifici di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e successive modifiche e integrazioni.
Con riferimento agli impianti di riscaldamento viene previsto che in tutti gli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4 e comunque dotati di un impianto di riscaldamento centralizzato di potenza di almeno 100 kW, è preferibile il mantenimento di impianti termici centralizzati, ove esistenti. Le cause tecniche o di forza maggiore che giustifichino la dismissione della caldaia centralizzata e la sua sostituzione con impianti di riscaldamento autonomi, dovranno essere dichiarate in una relazione tecnica attestante la rispondenza alle prescrizioni di legge per il contenimento del consumo energetico.
In tutti gli edifici con un numero di unità abitative superiore a 4, in caso di installazione o di ristrutturazione dell'impianto termico, è necessario realizzare tutti quegli interventi necessari per permettere, ove tecnicamente possibile, la contabilizzazione e la termoregolazione del calore per singola unità abitativa. Anche in questo caso, tuttavia, potranno essere segnalati gli eventuali impedimenti di natura tecnica alla realizzazione degli interventi, ovvero l'adozione di altre soluzioni impiantistiche equivalenti, che dovranno essere evidenziate nella relazione tecnica.
Per quanto concerne la ristrutturazione di edifici esistenti (articolo 3, comma 2, lettera c), numeri 1) e 2), del Dlgs), il decreto prevede che il progettista, al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di contenere la temperatura interna degli ambienti, è tenuto a valutare e documentare l'efficacia dei sistemi filtranti o schermanti delle superfici vetrate tali da ridurre l'apporto di calore per irraggiamento solare. Gli eventuali impedimenti di natura tecnica ed economica all'utilizzo dei predetti sistemi devono essere evidenziati nella relazione tecnica.
Il provvedimento conferma le disposizioni transitorie in materia di periodicità minima dei controlli sugli impianti di riscaldamento, che rimane fissata:
a) a un anno, per gli impianti alimentati a combustibile liquido o solido indipendentemente dalla potenza) nonché per gli impianti uguali o superiori a 35 kW;
b) a due anni, per gli impianti inferiori a 35 kW (le cosiddette "cal-daiette" presenti nelle abitazioni) con anzianità di installazione superiore agli otto an-ni e per gli impianti a camera aperta (caldaie di tipo B) installati nei locali abitati;
c) a quattro anni, per gli impianti inferiori a 35 kW con meno di otto anni di anzianità.
Le disposizioni del decreto si applicano nelle Regioni e Province autonome che non abbiano ancora provveduto ad adottare propri provvedimenti in applicazione della direttiva 2002/91/CE e comunque fino alla data di entrata in vigore dei predetti provvedimenti regionali.

Fonte:ilsole24ore.com


Rozzano. Un contributo a sostegno del canone di affitto 2009

Per ammortizzare i costi sostenuti dai cittadini per il pagamento del canone di locazione sul mercato privato, il Comune di Rozzano insieme alla Regione Lombardia riconoscono un contributo economico che viene erogato in base al valore del canone di affitto e alla situazione socio - economica della famiglia.
Possono presentare domanda i cittadini residenti nel Comune di Rozzano e titolari di un contratto di affitto registrato (la registrazione è ammessa anche in data successiva alla presentazione della domanda, purché effettuata e dimostrata prima dell’erogazione del contributo).
Una novità introdotta quest’anno riguarda in particolare le persone che non hanno la cittadinanza italiana o europea. In questo caso, per poter richiedere il sostegno al canone di affitto, deve essere dimostrata la residenza in Italia da almeno dieci anni oppure in Lombardia da almeno cinque anni.
“Le domande crescono di anno in anno e i canoni di locazione del mercato privato incidono in misura sempre più significativa sui redditi familiari – spiega il sindaco Massimo D’Avolio - Il contributo si basa sul principio che il canone di affitto a carico del nucleo familiare non deve superare un affitto massimo sopportabile. Le politiche abitative si avvalgono anche di questi sostegni per agevolare le famiglie e calmierare il mercato immobiliare. Per consentire una maggiore accessibilità al servizio da parte dei cittadini, anche quest’anno ci avvaliamo dei CAAF dislocati sul territorio”.
Le domande per ricevere il contributo economico si ritirano a partire dal 15 giugno e non oltre il 15 settembre 2009 presso i CAAF (Centri Autorizzati di Assistenza Fiscale) ACLI, in via Guido Rossa (tel. 02.89.200.278), CISL via Monte Bianco (tel. 02.20525899) e CGIL con sede in via Garofani presso la Casa delle Associazioni (tel. 02.89.20.11.10). Il calcolo del contributo sarà effettuato attraverso il sistema informatico della Regione in relazione al numero delle domande presentate e all’entità complessiva del fondo a sostegno degli affitti.
Secondo i dati dell’ufficio casa del Comune nel 2008 sono state presentate quasi 200 domande e sono in fase di erogazione contributi per più di 170 mila euro, di cui circa 27 mila a carico del Comune di Rozzano e 146 mila a carico della Regione Lombardia.

Fonte:mi-lorenteggio.com (Redazione)


Crisi: Giorgetti (Veneto), aiuteremo 1500 famiglie per i mutui casa

La Regione del Veneto in questi anni ha approvato e finanziato molteplici iniziative a supporto delle giovani coppie che si trovano in difficolta' e che non sono in grado di acquistare un'abitazione. La complessa congiuntura finanziaria che ha investito anche la nostra regione ha reso, inoltre, difficile per molte famiglie far fronte alla rata del mutuo per la loro casa. Un decreto regionale per l'erogazione di contributi o di agevolazioni a sostegno di cittadini che vivono una condizione di disagio e' stato adottato stamattina su indicazione dell'assessore ai Lavori pubblici, Massimo Giorgetti, con uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro per mille e 500 famiglie che avranno diritto ad accedere ai finanziamenti in tempi rapidissimi. La Regione del Veneto aveva pubblicato a novembre due bandi: le graduatorie delle persone che avranno diritto alle risorse sono state rese note oggi. Nel concreto, la Regione del Veneto garantira' a chi non riesce piu' a saldare la rata del mutuo una rinegoziazione con gli istituti di credito e con il consiglio del notariato a costo zero e per i casi piu' disperati eroghera' un contributo di 20 mila euro a famiglia per abbassare la quota del capitale residuo del mutuo e rendere la rata piu' sostenibile. Si evitera' cosi' il pignoramento delle abitazioni. Nel secondo caso, la Regione del Veneto, sempre grazie ad un accordo siglato con le banche e con i notai, assicurera' alle giovani coppie che vogliono comperare la prima casa e non hanno i mezzi necessari un mutuo agevolato con 25 mila euro di contributo a fondo perduto per abbattere l'interesse. Le domande arrivate sono quasi 5 mila: naturalmente la graduatoria di oggi restera' valida anche in futuro e potra' essere evasa con l'aggiustamento di bilancio dell'autunno. Le notifiche con l'inclusione o meno nella graduatoria saranno spedite a giorni a casa dei cittadini. ''E' la conferma che le istituzioni sono vicine ai veneti e non vogliono - conclude Massimo Giorgetti - che nessuno resti indietro: l'impegno della Regione del Veneto sara' sempre capillare e determinato perche' dal tunnel della crisi globale si puo' uscire vincitori solo se ciascuno si fara' carico delle responsabilita' che gli competono e sapra' tendere una mano a chi non ce la fa''.

Fonte:asca.it


E allarme usura, sempre più italiani nelle mani degli strozzini

L'Osservatorio socio economico sulla criminalità del Cnel (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) ha rilevato la crescita un'allarmante crescita dell'usura in Italia, connessa a una "pericolosa dilatazione dell'area del sovraindebitamento". È stata altresì registrata la "crescita esponenziale del ricorso a varie forme di credito da parte dei cittadini in difficoltà". Il fenomeno - secondo il Consiglio - "comprende la cessione del quinto sullo stipendio, la proliferazione dei banchi di pegno, il ricorso a finanziarie più o meno legali fino ai prestiti familiari che conducono inevitabilmente all'erosione del risparmio".Le contromisure previste dal Cnel comprendono " il monitoraggio del fenomeno insieme alle associazioni che fanno parte dell'Osservatorio socio economico sulla criminalità per disegnare entro settembre un quadro più chiaro della situazione affinché si possa debellare individuando strumenti efficaci il fenomeno incontrollato del ricorso al credito che sta aggravando la situazione economica del nostro paese a partire dalle classi sociali più svantaggiate".

Fonte:studiocataldi.it


Modena, finanziamenti per capitalizzazioni ed export

Un plafond di 10 milioni di euro è stato stanziato per finanziare le operazioni di ricapitalizzazione aziendale e di internazionalizzazione delle imprese locali.
L'opportunità di deve all’accordo siglato tra Confindustria Modena, Cassa di Risparmio di Cento e consorzio Cofim Modena, che fornisce le garanzie creditizie.
Secondo l'accordo, le agevolazioni previste si applicano:
1) Per le operazioni di aumento del capitale sociale (con un tetto massimo di 750 mila euro) vengono affiancate da finanziamenti della durata di 36 mesi con uno spread fisso indipendente dal merito creditizio (rating) dell’azienda.
Al tasso di interesse pari all’Euribor a tre mesi si aggiunge uno spread bloccato all’1,20 per cento.
2) Per le operazioni di internazionalizzazione, sono agevolati finanziamenti da un minimo di 50 mila euro a un massimo di 500 mila. Gli investimenti contemplati sono:
- acquisto, ristrutturazione e affitto di beni immobili allocati all’estero per utilizzo aziendale;
- acquisto di impianti e attrezzature necessarie alla creazione e allo sviluppo di collegamenti telematici;
- oneri derivanti da consulenze specialistiche per accordi di cooperazione e joint venture con altre imprese;
- costi per la partecipazione a fiere internazionali.
Il tasso di interesse sarà dato dall’Euribor a tre mesi maggiorato di spread variabili a seconda del rating aziendale.

Fonte:primapagina.biz


Case ai terremotati , i conti non tornano

12/06/2009 Questa mattina, alle 12 a Coppito, uno dei comuni distrutti dal terremoto, saranno aperte le buste della gara d’appalto e avrà un nome la ditta che dovrà costruire le 3 mila casette antisismiche nelle quali sistemare 13 mila sfollati. Un appalto a tempo di record ma non tutti sono contenti. I cittadini e i tecnici contestano le modalità della ricostruzione e i pochi soldi a disposizione. Ad esempio, per le casette ci sono “sonanti” solo 400 milioni di euro. Il resto, nei prossimi anni. A conti fatti, una volta sistemati i 13 mila nelle casette, restano altri 40 mila sfollati (compresi gli abruzzesi che sono ancora negli alberghi). Considerando che da queste parti le temperature cominciano a calare a fine settembre, e che le casette saranno pronte da «fine settembre a novembre», come ha detto Berlusconi, che fine faranno gli sfollati? All’appello mancano gli annunciati sgravi fiscali per i comuni limitrofi al cratere del sisma. E c’è il capitolo ricostruzione: solo per sistemare il centro dell’Aquila servono 3 miliardi. Ma da spenderne per il 2009 ci sono solo 69 milioni.
Case in cemento in arrivo e soldi insufficienti: sono i due lati della stessa medaglia, quella degli aiuti all’Abruzzo stravolto dal terremoto. La prima consegna delle casette di cemento (per 2.400 persone) è prevista per il 26 settembre. Il tutto, ci fa sapere la Protezione civile, psi concluderà a fine dicembre. Quando la neve sarà alta. Sono preoccupati, gli abruzzesi, e lo diranno mercoledì, in un sit in a Roma. E ieri anche il Servizio bilancio della Camera ha chiesto chiarimenti sui fondi. Per il 2009 sono stanziati 1.152 milioni di euro. I restanti 7 miliardi di euro sono spalmati fino al 2032. Vuole certezza anche l’Anci, che ieri in audizione alla Camera ha chiesto una tassa nazionale per la ricostruzione. Duro il presidente abruzzese Centi: «Con questi soldi a malapena, si riusciranno a fare le case antisismiche ». Destano perplessità i 500 milioni previsti dalle entrate del gioco. Una previsione azzardata, secondo i tecnici della Camera. Senza contare il contributo di 400 euro per chi aveva trovato una sistemazione autonoma e che non è mai arrivato. Il comune dell’Aquila l’ha sollecitato più volte. E sulla carta sono rimasti anche gli 800 euro promessi a co.co.pro., commercianti e professionisti. (STEFANIA DIVERTITO)

Fonte:metronews.it (Stefania Divertito)


Verona; Crisi, per i commercianti pronti 400mila euro

Tra la Confederazione e i tre sindacati è stato siglato un patto allo scopo di arginare licenziamenti e riduzioni di orario Evitare il licenziamento. E dare un po' di respiro alle aziende commerciali che non godono degli ammortizzatori sociali. È l'obiettivo dell'accordo siglato nei giorni scorsi tra Confcommercio Verona e sindacati che mettono sul tavolo 400mila euro. Andranno ai commercianti veronesi per scongiurare non solo i licenziamenti, ma anche le sospensioni o le riduzioni dell'orario di lavoro.
Negli ultimi mesi, i consumi sono calati del 25-30 per cento costringendo diverse aziende locali a correre ai ripari. E le piccole-medie imprese, quelle con meno di 50 dipendenti, ce la devono fare da sole. Per loro esiste solo la cassa integrazione in deroga, che non ha nulla a che vedere con quella destinata all'industria o alle grandi imprese. Il patto tra Confcommercio e sindacati prevede dunque interventi economici per i dipendenti delle imprese iscritte all'Ente bilaterale del commercio e dei servizi della provincia di Verona, 2300 aziende.
I lavoratori che ne faranno richiesta, avranno in busta paga un'integrazione di circa 700 euro in tre mesi. In dettaglio, si prevede l'erogazione di un importo giornaliero pari al 20 per cento dell'importo massimo mensile dell'indennità ordinaria di disoccupazione non agricola, con requisiti normali per le sospensioni dal lavoro per crisi aziendali o occupazionali effettuate dal primo maggio al 31 dicembre 2009.
L'Ente bilaterale del Commercio erogherà anche un importo orario a favore dei lavoratori che, sempre nel periodo dal primo maggio al 31 dicembre di quest'anno, sono interessati da riduzioni di orario di lavoro per contratti di solidarietà ovvero, per le aziende escluse dagli stessi, al fine di evitare licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo.
Ma non solo, al fine di favorire la possibilità di ricollocamento, i contribuenti dell'Ente, soggetti a licenziamento, avranno accesso gratuito ai corsi di formazione. Infine, l'Ente bilaterale interverrà economicamente per erogare un premio alle aziende che, dal primo maggio al 31 dicembre, assumeranno a tempo indeterminato lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da imprese del terziario, della distribuzione e dei servizi.
Il contenuto dell'intesa è stato presentato ieri dal segretario provinciale di Filcams-Cgil Adriano Filice, dal segretario provinciale di Fisascat-Cisl Silvano Pandolfo, per Uiltucs-Uil, dal segretario provinciale Cesare Ierulli, e per Confcommercio dal responsabile dei rapporti di lavoro Moreno Festi e dal direttore generale Giorgio Sartori che ha detto: «L'accordo ha una valenza particolare per il terziario di mercato che, pur essendo da tempo asse portante dell'economia locale e nazionale, non è mai stato supportato da politiche di sostegno e di incentivo di cui beneficiano invece, storicamente, altri settori».
Con questa intesa fortemente voluta da Confcommercio e da Cgil-Cisl-Uil, l'Ente bilaterale del commercio e dei servizi «viene incontro alle situazioni di disagio frutto della crisi economica tuttora in atto», ha aggiunto Sartori, «che si riverbera pesantemente anche sulle attività commerciali colpite da un calo di consumi».
«L'accordo testimonia, oggi più che mai, l'importanza dell'opera della Confcommercio e dei sindacati dei lavoratori per rendere l'Ente bilaterale territoriale per il commercio ed i servizi uno strumento sempre più utile per le aziende e i collaboratori delle stesse». Le aziende possono contattare l'Ente bilaterale allo 045-8621836, inviare una mail a info@entebilaterale.it, oppure consultare il sito internet www.entebilaterale.vr.it.

Fonte:larena.it (Silvia Bernardi)


Come richiedere bonus per precari e co.co.pro. del 20% quando si è licenziati. Modelli da compilare..

Il Governo ha messo a punto il cosiddetto bonus precari grazie al quale al soggetto che, lavorando per un solo committente, ha perso o perderà il posto di lavoro, potrà essere riconosciuta una somma pari al 20% di quella percepita nell’anno precedente. L’Associazione Altroconsumo sul proprio sito Internet ha messo a disposizione degli interessati il modulo INPS che si può scaricare per presentare la domanda.
I contributi di sostegno al reddito per i lavoratori precari co.co.pro. sono validi anche per l’anno 2010 e 2011. In rapporto a questo lasso di tempo, però, al soggetto che perde il lavoro sarà garantito solo il 10% del reddito percepito dal lavoratore precario nell’anno precedente.
Per beneficiare del bonus precari bisogna essere un ex-lavoratore co.co.pro. con un reddito 2009 compreso tra i cinquemila e la soglia dei 13.819 euro, mentre per il 2008, invece, il reddito da collaborazione deve essere stato compreso tra i cinquemila ed gli 11.516 euro.
Sono esclusi dal bonus tutti i lavoratori iscritti a forme previdenziali diverse dalla gestione separata dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale. La domanda, tra l’altro, deve essere obbligatoriamente presentata entro massimi 30 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)


Inps. la cassa integrazione straordiaria "allunga" l'ordinaria

Nessuna soluzione di continuità tra cassa integrazione ordinaria (cigo) e cassa integrazione straordinaria (cigs). Quando siano state esaurite le 52 settimane della cigo le aziende potranno accedere alla cigs senza che ricorrano le fattispecie specifiche relative a "ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione o procedura concorsuale".
E' questo l'effetto prodotto dal messaggio diffuso oggi dall'Inps, con il quale si "ordinarizza" la cassa integrazione straordinaria. Nel testo si legge: " la lettera circolare del ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche sociali ha attualizzato il concetto di "evento improvviso ed imprevisto" che genera la crisi aziendale, nel senso che questa non deve necessariamente ascriversi a fattispecie interne alla singola impresa ma a tutte le situazioni quali riduzione delle commesse, perdita di quota di mercato interno o internazionale, contrazione delle esportazioni, difficoltà di accesso al credito, che prolungandosi nel tempo comportino ricadute negative sui volumi produttivi e sui livelli occupazionali". Il messaggio diffuso oggi dall'Istituto, presieduto da Antonio Mastrapasqua, spiega che "tenendo conto di tali indirizzi ministeriali si ritiene che rientri nelle fattispecie previste dalla norma la situazione per cui un'azienda la cui crisi sia ricompresa nei criteri sopra descritti possa accedere alla cigs immediatamente dopo e senza soluzione di continuità con la cigo, quando questa sia stata fruita nel limite massimo di 52 settimane".
Le aziende dovranno quindi fare domanda al Ministero per la concessione della cigs, anche nella permanenza della crisi che ha motivato il ricorso alla cigo.
Dopo la circolare 58 dell'Inps, con cui si rendeva flessibile il conto della fruizione delle settimane di cig (giorni/settimane), il messaggio odierno "va incontro alle esigenze delle imprese e dei lavoratori in presenza di fattori di mercato che impediscano la ripresa della attività produttiva" oltre il limite temporale delle 52 settimane.

Fonte:finanza.repubblica.it


Digitale terrestre, Adiconsum chiede incentivo esteso a tutti i decoder

Ci siamo! A partire da martedì prossimo, 16 giugno, per 2.700.000 romani e 4.500.000 laziali, Raidue e Retequattro saranno visibili solo sul digitale terrestre, in attesa che a novembre il segnale analogico si spenga definitivamente per tutti gli altri canali generalisti ed avvenga il cosiddetto switch-off. E' stata ignorata, dunque, la richiesta dell'assessore alla tutela dei consumatori della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, di posticipare la data del passaggio al digitale al 1° agosto.
Ma non è solo l'avvicinarsi della data a creare "scompiglio" tra gli utenti laziali. Sebbene una recente ricerca della Makno rilevi che il 47 per cento delle famiglie televisive laziali è già dotato di un decoder per il digitale terrestre, in tempi di crisi è comunque non facile convincere le famiglie ad acquistare in tutta fretta un decoder. "Le modalità con cui lo Stato ha stabilito l'incentivo di 50 euro per l'acquisto del decoder digitale ha dell'assurdo", sostiene Adiconsum che aggiunge: "Destinare l'incentivo solo all'acquisto dei decoder più cari, quelli con l'interattività e la pay-tv è una scelta inaccettabile per le famiglie a basso reddito". I decoder in commercio, infatti sono di due tipi: uno che consente solo la visione dei canali in chiaro (e per questo più economici), l'altro che invece dà accesso, dietro l'acquisto di una card, alla visione dei canali a pagamento.
"Con l'incentivo di 50 euro - spiega Adiconsum - sarebbe possibile acquistare almeno un decoder gratuito, poiché il costo dei c.d. zapper per la sola visione dei canali in chiaro si aggira fra i €30 e i €50".
L'Associazione denuncia la scelta di limitare l'incentivo solo ai decoder più cari, che di fatto costringe le fasce deboli a sostenere un costo di propria tasca di circa €50. Secondo Adiconsum si tratta di una misura di concorrenza sleale e per questo motivo l'Associazione invita l'Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato e l'Agcom di valutare questa misura.

Fonte:helconsumatori.it (VC)


Turismo, finanziamenti fino a 2 milioni con Italia & Turismo

Le imprese del turismo hanno a disposizione da questo mese un plafond di 1.600 milioni di euro costituito da cinque istituti bancari, coordinati dal Ministero del Turismo. Il fondo si chiama "Italia & Turismo" e agevola nuovi investimenti nel settore, per importi fino 2 milioni di euro.
Il mutuo può arrivare fino all'80% del valore dell'immobile, con rimborso fino a 20 anni, con preammortamento (soli interessi) di 24/36 mesi.
"Italia & Turismo" è frutto del protocollo d'intesa firmato dal Ministero del Turismo con le principali associazioni nazionali di categoria (Confturismo-Confcommercio, Federturismo-Confindustria e Assoturismo-Confesercenti) e con cinque istituti bancari.
L'intento è di fornire liquidità agevolata alle imprese del settore, per la riqualificazione e lo sviluppo delle imprese, per favorire processi di aggregazione, di valorizzazione commerciale, di ricambio generazionale e di risparmio energetico.

Fonte:primapagina.biz


Rimborsi Irap, slitta il click day - Le domande dal 14 settembre al 13 novembre 2009

Le domande dal 14 settembre al 13 novembre 2009 E' in corso di approvazione il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate che prevede il differimento dal 12 giugno 2009 al 14 settembre 2009 della data di attivazione della procedura per la presentazione delle istanze di rimborso di cui all'articolo 6 del d.l. n. 185 del 2008.
La proroga accoglie le richieste pervenute dagli Ordini professionali e dalle Associazioni di categoria e consente ai contribuenti, in particolare quelli di minori dimensioni che non hanno adeguate strutture amministrative, di avere il tempo sufficiente per predisporre le relative istanze, evitando la sovrapposizione con altre scadenze connesse agli adempimenti fiscali.
Pertanto, con riferimento alle istanze di rimborso i cui termini di presentazione scadono nel periodo che va dal 29 novembre 2008 al 13 novembre 2009, le richieste potranno essere presentate entro il 13 novembre 2009 (ossia entro sessanta giorni dalla data di apertura del canale telematico).
Le altre domande di rimborso, per le quali i suddetti termini di presentazione scadono successivamente al 13 novembre 2009, potranno essere inviate entro l'ordinario termine dei 48 mesi previsto per i rimborsi dei versamenti diretti.

Fonte:ilsole24ore.com


Studi di settore: ok al rinvio.Venti giorni in più senza 0,40%

Via libera alla proroga dei versamenti per i contribuenti che applicano gli studi di settore. Il Dpcm, che consente di pagare le imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi e da quella Irap fino al 6 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%, è firmato e attende soltanto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Crisi economica e revisione degli studi di settore conferiscono un carattere tecnico allo slittamento, resosi necessario in seguito alle modifiche apportate al software Gerico 2009 che, tenendo conto della congiuntura negativa, ha rivisto al ribasso gli studi relativi a determinati settori produttivi o specifiche aree territoriali.
Dunque più tempo per conteggi e pagamenti.
Mettersi in regola con il fisco dopo il 6 luglio, ma entro il 5 agosto, comporterà l'applicazione della maggiorazione dello 0,40 per cento.
Dello slittamento potranno beneficare anche i contribuenti che, ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del Tuir, detengono partecipazioni in società, associazioni e imprese che applicano gli studi di settore. In particolare, si tratta di soci di società di persone, associati di associazioni tra artisti e professionisti, collaboratori di imprese familiari, coniugi di aziende coniugali, soci di Srl trasparenti.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Paola Pullella Lucano)


Tarquinia, canoni di locazione: pubblicato il bando per ottenere i contributi integrativi

Pubblicato dal Comune di Tarquinia il bando ed il fac-simile di domanda per ottenere i contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione”. Lo comunica l’assessore ai Servizi Sociali Enrico Leoni. “L’Amministrazione provvederà alla formazione di due graduatorie: la prima per l’annualità 2007, la seconda per l’annualità 2008. – spiega - Coloro che intendono essere ammessi in graduatoria per richiedere il contributo dovranno presentare la domanda entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del bando all’albo pretorio del Comune. Copia del bando, dove sono specificati tutti i requisiti necessari per partecipare, e del fac-simile della domanda di ammissione possono essere richiesti direttamente presso gli uffici dei Servizi Sociali, ubicati in via Giuseppe Garibaldi”.
Sempre in merito ai canoni di locazione, il Comune ha anticipato i contributi che la Regione Lazio destina ogni anno in favore delle fasce sociali meno abbienti, per un importo di 86 mila euro. “Il provvedimento dimostra la grande attenzione dell’Amministrazione verso gli strati della popolazione più deboli che, – conclude l’assessore Leoni – in una congiuntura economica fortemente negativa come quella che stiamo vivendo, sono le più colpite”.

Fonte:ontuscia.it


Cassazione: anche il papa' "pentito" ha diritto a riconoscere il figlio

La madre non può opporsi al riconoscimento del figlio da parte di un papa' pregiudicato che è diventato un collaboratore di giustizia. Anche un "pentito" ha dunque diritto a fare il padre a tutti gli effetti e tale suo diritto non può essere ostacolato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza 12984/2009) occupandosi della richiesta di una madre siciliana che aveva avuto un figlio da una relazione con un pregiudicato che dopo l'arresto con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, era divenuto collaboratore di giustizia e inserito nel programma di protezione. La donna non voleva il riconoscimento del figlio da parte del padre perchè riteneva che "sarebbero derivati gravi pregiudizi al bambino, in particolare rischi per l'incolumita' traducentesi in danni per l'equilibrio del minore". Lui al contrario sosteneva di avere diritto al riconoscimento del figlio naturale posto che la sua collaborazione con la giustizia dimostrava il suo desiderio di riscattarsi dalla vita precedente. Nel ricostruire la vicenda la Corte rileva che la donna era rimasta accanto al suo compagno anche quando questi era stato inserito nel programma di protezione (anno in cui era nato il bambino) e i loro contatti erano proseguiti per alcuni anni "con profonda e completa condivisione di sentimenti e progetti". Convalidando la decisione precedentemente assunta dalla Corte di Appello, gli Ermellini hanno rilevato che risulta "contraddittoria rispetto a tale esperienza" la richiesta della madre di negare al legittimo padre il riconoscimento del figlio e "ancor meno giustificata dalla volonta' di prendere le distanze dalla scelta collaborativa" del suo ex.

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)


Sardegna Centrale:da regione direttive per contributi a PMI

La Giunta regionale ha dato il via libera, su proposta dell'assessore all'Industria, Andreina Farris, alle nuove direttive d'attuazione per la concessione di contributi in conto capitale a favore delle aziende operanti nella Sardegna centrale.
Le agevolazioni - ha spiegato Farris - sono previste dalla legge regionale 17 del 1993 e vengono concesse per programmi d'investimento nel territorio della Sardegna centrale.
Beneficeranno dei contributi, in particolare, le piccole e medie imprese industriali ed artigiane, il cui programma si inserisca in una filiera produttiva di particolare rilievo dal punto di vista industriale e dell'innovazione tecnologica e che possa portare vantaggi in termini di reddito e di occupazione.
Le direttive approvate dalla Giunta, che hanno gia' ottenuto nei mesi scorsi il nulla osta dall'Unione europea, prevedono contributi "a sportello": ogni anno saranno accertate le risorse disponibili per le nuove domande, che dovranno essere presentate dopo un apposito avviso che fissera' i termini per la loro presentazione.
L'aiuto consiste in un contributo in conto capitale pari al 40% delle spese ritenute ammissibili e potra' essere cumulabile con altri aiuti regionali, nazionali e comunitari fino al raggiungimento dei massimali previsti dalla "Carta degli aiuti per il periodo 2007-2013.
L'intervento, stabiliscono le direttive, sara' gestito da un soggetto convenzionato con la Regione che si occupera' dell'istruttoria, dell'erogazione, della verifica, del controllo, nonche' dell'eventuale recupero del credito.

Fonte:agi.it


Pirati del web: aumentano i reati, ma gli autori la fanno franca

Gli attacchi informatici possono configurare una pluralità vasta e complessa di reati che vanno dalle fattispecie comuni, come la diffamazione e le molestie, fino alle nuove forme di criminalità, più insidiose e pericolose, tipizzate, in gran parte, da leggi speciali. Le pene possono essere pesantissime, ma non mancano problemi legati all'effettività delle sanzioni: gli autori degli illeciti utilizzano spesso server stranieri, a volte anche dell'area extra Ue, dove può non essere semplice rendere operativi gli accordi e le prassi di cooperazione contro il cyber crime. Non solo. I capitali nella rete passano di mano a ritmi incalzanti, con gli investigatori costretti a giocare d'anticipo per conseguirne il recupero.
- Le vittime
A rischio aziende e privati, al centro di fenomeni di hakeraggio e accessi abusivi ai sistemi informatici, diretti a sottrarre codici identificativi e numeri di carte di credito, utilizzando tutti gli strumenti del cyber crime: dalle e-mail ingannevoli fino agli sms e addirittura la voce mediante il sistema Voice Over Ip. Si tratta di una criminalità globalizzata che sposta capitali in ogni angolo del mondo, sfruttando le fughe di dati agevolate dai dispositivi mobili e da quelli non gestiti, quali smartphone, lettori MP3, cornici digitali, chiavette USB e console per videogiochi. Il giro di affari è milionario, ma resta alta anche la cifra oscura della criminalità informatica, soprattutto del malware che sfrutta la fiducia degli utenti web e la scarsa protezione di molti sistemi aziendali.
- I reati
Dai dati delle polizie postali, emerge che i reati più diffusi sono le frodi tramite e-commerce, le clonazioni di carte di credito, i furti di identità e gli illeciti derivanti dalle condotte di phishing in generale.
- I dati
Per quanto attiene ai reati legati al commercio elettronico, nel 2008 le denunce sono stati 4.115, con un incremento di oltre il 45% rispetto all'anno precedente, con 253 perquisizioni e il monitoraggio di 12.462 siti internet. Le truffe telefoniche denunciate, invece, sono state 1.341, contro le 1.206 dell'anno precedente, con 5 arresti e 582 siti monitorati. Nel 2008 lo sportello web della polizia ha raccolto circa 13mila richieste relative a fenomeni come hacking, spamming, phishing, dialer, pedofilia, e-commerce e violazioni del diritto d'autore. Soltanto per quanto riguarda la pornografia minorile telematica, gli investigatori hanno monitorato 23.281 siti web ed eseguito 559 perquisizioni in tutta Italia.

Fonte:ilsole24ore.com (Marisa Maraffino)


Fisco&Casa: Unico: novità per bonus, Irap e interessi passivi

Disponibile anche un modello "mini", che potrà essere utilizzato da quattro milioni di contribuenti. Martedì 16 giugno le prime scadenze per i pagamenti di Pietro Mariani
Bonus famiglia, Irap e interessi passivi: su questi fronti le principali novità di Unico 2009, il modello della dichiarazione dei redditi che interessa circa 11 milioni di contribuenti. Il periodo è febbrile, anche perché si avvicina la scadenza per il versamento delle imposte Irpef e Irap, saldo 2008 e primo acconto 2009: è fissato a martedì 16 giugno. La stessa data vale per il pagamento delle tasse sui redditi soggetti a tassazione separata, e ancora per l’acconto Ici (imposta che non riguarda la stragrande maggioranza dei proprietari di abitazione principale).
Tornando al modello Unico 2009 Persone Fisiche (disponibile, con le relative istruzioni, sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it) che fa riferimento al periodo d’imposta 2008, va segnalato il bonus straordinario previsto a sostegno delle famiglie a basso reddito, a favore dei cittadini residenti in Italia che nel 2008 hanno conseguito principalmente redditi di lavoro dipendente e di pensione.
Tra le altre novità, l’esclusione dell’Irap dalla dichiarazione unificata: da quest’anno, infatti, il modello Irap dovrà essere presentato in forma indipendente direttamente alla Regione o alla Provincia autonoma dove si trova il domicilio fiscale del contribuente. Spazio nel modello anche all’imposta sostitutiva pari al 10 per cento, imposta questa che si applica sulle somme erogate per prestazioni di lavoro straordinario ai dipendenti del settore privato.
Quanto agli interessi passivi, ecco l’altra novità che interessa da vicino moltissime famiglie: è stato innalzato a 4 mila euro il limite di detraibilità per gli interessi passivi dei mutui stipulati per l’abitazione principale. Restando sul versante delle detrazioni d’imposta (al 19 per cento), ne sono state introdotte alcune per le spese di formazione e autoaggiornamento dei docenti, per gli studenti universitari fuori sede anche nel caso di spese sostenute per canoni relativi a contratti di ospitalità, per il riscatto della laurea dei familiari fiscalmente a carico e per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico.
Confermate le detrazioni fiscali del 55% delle spese per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio e del 36% per le spese di ristrutturazione; per i frigoriferi e i congelatori è prevista una detrazione del 20% in caso di sostituzione, che si applica anche all’acquisto di motori ad elevata efficienza e di variatori di velocità. Infine, viene riproposta la detrazione del 19% per le spese sostenute dai genitori per il pagamento delle rette degli asili nido.
Ma la novità apparentemente più “rivoluzionaria” è forse nell’introduzione di un modello “mini”, più breve e soprattutto più facile. Quattro facciate e istruzioni ridotte da 100 a 24 pagine. Studiato per i circa 4 milioni di contribuenti con i redditi più comuni, si rivolge infatti a coloro che hanno percepito uno o più tipi di redditi derivanti da: terreni e fabbricati, lavoro dipendente o assimilati, pensione, attività commerciali e di lavoro autonomo non esercitate abitualmente e che intendono fruire delle detrazioni e deduzioni per gli oneri sostenuti e delle detrazioni per carichi di famiglia e lavoro.
Il nuovo elaborato dell’agenzia delle Entrate presenta righi ampliati nella dimensione ma ridotti nel numero. Ai dati anagrafici, ad esempio, per i quali in Unico ordinario è prevista una pagina intera, la versione mini riserva un solo rigo, nel quale si dovrà indicare semplicemente nome, cognome, codice fiscale e domicilio fiscale.
Il nuovo modello non sarà utilizzabile dai titolari di partita Iva, da coloro che devono presentare la dichiarazione per conto di altri, come eredi e tutori, e da chi deve effettuare correzioni o integrazioni di precedenti dichiarazioni.

Fonte:romasette.it


Sardegna; Por 2007/2013: quasi 6 mld da spendere

Saranno destinati soprattutto alle infrastrutture gli oltre 200 milioni di euro che la Regione Sardegna dovrà spendere entro il 31 dicembre 2009. Si tratta di una prima parte dei fondi Por per il 2007-2013, che nel totale ammontano a circa 4 miliardi (metà finanziamenti europei) più altri 2 miliardi circa di fondi statali Fas (fondi aree sottoutilizzate). Una cifra inferiore a quanto previsto dalla precedente giunta Soru, dovuto soprattutto al dirottamente di finanziamenti nazionali per le emergenze economiche e per il terremoto.
La giunta regionale presenterà mercoledì prossimo i risultati della programmazione per i fondi Por 200-2006, durante un convegno dal titolo “La Sardegna cresce con l'Europa”. Un periodo che ha visto la Regione Sardegna godere di una dotazione finanziaria di circa 4,2 miliardi di euro, grazie all'inserimento nell'Obiettivo 1 dell'Unione Europea, rivolto alle regioni ancora in via di sviluppo. Adesso l'Isola è stata spostata all'Obiettivo 2, che vede coinvolti territori non più bisognosi di sviluppo ma ancora con problemi di competitività. I finanziamenti europei sono, quindi, diminuiti, ma questa non è l'unica novità per il Por 2007-2013.
L'assessore alla Programmazione Giorgio La Spisa ha promesso di mettere ordine nella babele dei finanziamenti creando una gestione unitaria al di sopra delle singole autorità. L'intenzione è quella di riunire la programmazione dei fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale), quella dei fondi Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) e quella dei fondi Fas (Fondi aree sottoutilizzate).
“Tutti i fondi devono essere gestiti unitariamente – ha detto La Spisa – vogliamo creare un insieme di obiettivi unitario con diversi strumenti”. L'Unione Europea ha programmato di destinare alla Regione Sardegna circa 3 miliardi e 600 milioni, di cui il 40% sono fondi europei, il 47% statali e il 13% regionali. A questi si aggiungeranno circa 2 miliardi di fondi Fas, mentre altri finanziamenti potrebbero arrivare nel corso dei cinque anni fino a raggiungere, nella migliore delle ipotesi, la cifra di altri cinque miliardi di fondi Fas da aggiungere ai due già sicuri.

Fonte:sardegnaoggi.it (Fabio Pireddu)


I migliori mutui 2009: quale banca scegliere? Consigli da Associazione Consumatori.

“Nella scelta non bisogna farsi abbagliare dalle convenienze contingenti dei tassi, ma pensare anche ai futuri rincari della Bce”: così Elio Lanutti, ledaer di Adusbef, associazione dei consumatori che ha stilato una classifica degli istituti bancari più convenienti a seconda della tipologia di prestito scelto.
Il problema del caro mutui, diventato emergenza per la crisi, comunque rimane. Secondo quanto osservato da Adusbef, ad esempio, considerando mutuo di 200 mila euro, nei dieci anni e nei venti anni a tasso fisso, per esempio, è Che Banca a garantire migliori condizioni, con un Taeg (tasso annuo effettivo globale) rispettivamente del 5,04 e del 5,57 per cento.
Al secondo posto per i dieci anni si piazza l'Intesa San Paolo e per i venti il Monte dei Paschi. Per il tasso fisso a 30 anni, ‘vincerebbero’ Woolwich e Barclays bank (entrambe con un Taeg al 4,87 per cento), la medaglia d'argento va alla Bnl. Se si opta, invece, per il mutuo a tasso variabile per i dieci anni e i vent'anni vince il Monte dei Paschi, per i trent'anni la Ing Direct.
L’intero risultato dello studio è consultabile sul sito Adusbef. Se pure, infatti, la Banca centrale europea ha fissato il tasso di riferimento mutui all'1%, gli istituti mantengono spesso quelli fissi anche oltre al 6 per cento. L’indagine condotta mostra i risultati migliori nella scelta delle banche cui rivolgersi.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)


Rimborso IRPEF/IRES: pronto il modello

Con provvedimento del 4 giugno 2009, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello (con le relative istruzioni e specifiche tecniche per la trasmissione telematica) per l’istanza di rimborso delle maggiori imposte sui redditi versate a seguito della mancata deduzione del 10% dell’IRAP.
La deduzione forfetaria, introdotta dal D.L. anti-crisi, è ammessa nella misura del 10% dell’IRAP versata e può essere fatta valere anche per i periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2008. In questo caso, il contribuente ha la possibilità di chiedere a rimborso le maggiori imposte sui redditi versate a seguito della mancata deduzione dell’IRAP, nella misura prevista dalla norma.
(Provvedimento Agenzia delle Entrate 04/06/2009, n. prot. 86440/2009)

Fonte:ipsoa.it


Roaming, MDC: "Ora mandare un SMS in un altro paese Ue costa meno che in Italia"

"Stiamo assistendo a un vero e proprio paradosso: inviare un messaggio via cellulare dall'Italia a un paese europeo costa meno che inviarlo in Italia". La denuncia arriva da Francesco Luongo, responsabile Nuove tecnologie e servizi a rete del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), in seguito alla notizia del via libera formale del Consiglio UE alle nuove regole sul roaming internazionale.
"Nel nostro paese le tariffe di roaming a livello nazionale sono spaventose e ingiustificate, visto che il 62% degli utenti italiani di telefonia mobile paga un prezzo unitario di 15 centesimi per inviare un sms in Italia, mentre per gli sms inviati da un Paese all'altro dell'Ue si pagheranno ora 11 centesimi di euro".
"Chiediamo - conclude Francesco Luongo - all'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni di intervenire al più presto: ora, alla luce di questo provvedimento e dell'indagine conoscitiva appena conclusa dall'Autorità, non ci sono più scuse plausibili da parte degli operatori di telefonia per continuare a mantenere in piedi il cartello degli sms".

Fonte:helpconsumatori.it


Trentino, Via libera al nuovo modello Icef

Approvati venerdì dalla Giunta Provinciale i nuovi criteri del modello Icef che entreranno in vigore dal primo luglio. Le novità riguardano principalmente maggiori deduzioni per le famiglie a basso reddito e una ridefinizione delle attività di controllo
Nuovo modello Icef (Indicatore condizione economica familiare) – Sono state approvate venerdì dalla Giunta provinciale le nuove disposizioni per la valutazione della condizione economica dei cittadini. Si tratta del nuovo modello Icef che entrerà in vigore dal prossimo primo luglio, per la concessione delle agevolazioni previste nelle varie politiche di settore (diritto alla casa, allo studio, all'assistenza odontoiatrica...).
Le novità - Le modifiche apportate riguardano principalmente le deduzioni. Per prima cosa sono state stabilite delle riduzioni fisse e forfettarie più favorevoli per le famiglie a basso reddito. E' stata prevista inoltre una nuova deduzione, da 2.000 a 1.000 euro, a favore delle coppie che hanno più di due figli di minore età o studenti fino a 25 anni. E' stata infine meglio definita l'attività di controllo, non più gestita dalle singole strutture provinciali ma ad un nucleo centrale.
I numeri dell'Icef - Sono 227.504, pari ad oltre il 40 per cento della popolazione residente, i cittadini trentini che hanno utilizzato fino ad ora il sistema Icef , presentando dal luglio 2005 ad oggi 600.000 dichiarazioni (192.000 da luglio 2008) utilizzate per presentare, complessivamente, 280.000 domande di agevolazione. Numerose, una trentina, sono le politiche per le quali l'Icef è applicata in Trentino, dalle tariffe per il diritto allo studio agli assegni regionali per il nucleo familiare, dall'edilizia pubblica al contributo per il riscaldamento, dalle cure odontoiatriche ai buoni di servizio.

Fonte;lavocedelnordest.it


L'ultima follia del calcio: interviste a pagamento

L’ultima follia del pianeta calcio: vendere le interviste di allenatori e giocatori prima e dopo le partite, ma anche durante tutta la settimana. Un pacchetto incluso nei diritti collettivi televisivi e radiofonici, a partire dalla stagione 2010, il cui bando di concorso verrà pubblicato il 19 giugno. Il bello è che non si tratta della solita provocazione pallonara, ma di una proposta vera e propria, avanzata nei giorni scorsi dalla società Infront, l’advisor della Lega Calcio.
In pratica: i club di serie A vorrebbero incrementare gli attuali 900 milioni di euro all’anno garantiti dai diritti tv e per farlo hanno pensato bene di “tassare” anche le interviste, così come succede nell’Nba. La mazzata dovrebbe essere rivolta solo alle emittenti televisive, anche se questo creerebbe non pochi problemi a tutti gli altri organi di stampa.
Mercoledì prossimo a Milano i presidenti di serie A dovrebbero discutere di questa ipotesi che rischia di stravolgere l’intero sistema calcio, anche perchè l’Italia sarebbe la prima nazione ad applicare una soluzione del genere. Il Parma non ha ancora preso una posizione, a differenza di Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Napoli e Roma che hanno espresso il proprio disappunto; ricordando ad Infront che le interviste sono individuali e non possono essere vendute collettivamente.
Maurizio Beretta, presidente della Lega Calcio di A, è molto interessato alla proposta avanzata dall’advisor Infront e sta provando a convincere i club dissidenti e quelli incerti.
Se questa rivoluzione dovesse diventare realtà (nella stagione 2010/11) il calcio rischierebbe di diventare un jukebox a gettoni, che penalizzerebbe ancora di più i tifosi di tutta Italia. Un ulteriore imbruttimento del sistema attuale, fatto di tornelli, divieti, anticipi e positicipi. Per non parlare degli stadi, sempre più obsoleti. Insomma, il calcio pensa a guadagnare più soldi, dimenticandosi che ogni tanto il “giocattolo” andrebbe aggiornato e rinnovato, anche per una forma di rispetto verso chi ogni giorno finanzia tutto il sistema, cioè i tifosi. L’unico vantaggio di tutta questa storia è che in caso di cessione dei diritti delle interviste, il famoso silenzio stampa finirebbe di esistere. Le società, infatti, sarebbero obbligate a costringere i propri tesserati a rilasciare dichiarazioni.
Dichiarazioni che in molti casi si riassumono in poche parole e non contengono notizie: «Abbiamo dato il massimo...», «Non meritavamo di perdere...», «L’arbitro ci ha negato un rigore...», «Amo questa maglia...», Dedico la vittoria a mio figlio...», ecc.
Purtroppo i dati (auditel) della stagione appena conclusa dimostrano che siamo diventati un popolo di calciofili televisivi e questo dà forza a tutto il discorso, mentre gli stadi restano semivuoti (tranne qualche eccezione), a differenza degli altri paesi europei.
Non resta che aspettare e sperare, ricordando alla Lega che il calcio non è solo uno spettacolo televisivo, ma anche uno sport che appassiona milioni di tifosi, di ogni età.

Fonte:lungoparma.com (Antonio Boellis)


Lazio; Nuovo bando da 36 milioni di euro per progetti di RSI delle PMI

La Regione promuove misure finalizzate a rafforzare la competitività del sistema produttivo attraverso la promozione della ricerca, dell'innovazione e del trasferimento tecnologico, mediante la definizione di programmi di intervento in particolari filiere dell’innovazione e relative frontiere tecnologiche, particolarmente strategiche per lo sviluppo regionale.
A tal fine, la Regione finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e reti di cooperazione tra imprese e Organismi di Ricerca
Le risorse stanziate per la realizzazione dei progetti sono pari a € 36.000.000,00 così articolate:
I progetti agevolabili devono riguardare attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, anche con l’eventuale ausilio di Organismi di Ricerca, e attività ad esso collegate sinergicamente, come le Reti di Cooperazione
Le attività devono rientrare nell’ambito delle seguenti frontiere tecnologiche:
DTA- DISTRETTO DELL’AEROSPAZIO
DTB – DISTRETTO TECNOLOGICO DELLE BIOSCENZE
DTC – DISTRETTO TECNOLOGICO DELLA CULTURA
TECNOLOGIE PER LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE ED ENERGIE RINNOVABILI
TECNOLOGIE ICT E MULTIMEDIALI
Le domande di ammissione dovranno essere inoltrate dal 15 giugno 2009 fino al 31 luglio 2009.
Lo Sportello BIC Lazio- aperto il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00, - fornisce gratuitamente servizi di informazione e di orientamento alla creazione d’impresa, garantisce una consulenza specialistica per aspiranti imprenditori ed imprenditori ed un affiancamento nella redazione del Business Plan.
E’ possibile rivolgersi allo Sportello BIC Lazio, al numero di telefono 0761.516069 fax 0761.516069; oppure inviando una e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: sportello.civita@biclazio.it.

Fonte:civitacastellana.com


Cassazione: non si può licenziare il lavoratore che finisce in carcere

Anche se il lavoratore finisce in carcere non è possibile licenziarlo. Parola di Cassazione. Secondo Piazza Cavour, infatti, il detenuto può solo perdere lo stipendio ma non può essere allontanato dal posto di lavoro. Tutto questo emerge da una sentenza (n.12721/2009 della Sezione lavoro) in cui la Corte convalida la reintegrazione di un lavoratore occupato in un' azienda con oltre 60 dipendenti, che, per lagioni non legate alla sua attività lavorativa era finito in carcere ed era stato licenziato in tronco per "assenza ingiustificata" dal luogo di lavoro. L'azienda nel corso del processo aveva evidenziato che la detenzione del lavoratore aveva deteminato un danno, giacché l'attività non si poteva consentire alcuna interruzione del normale ciclo produttivo. Di diverso avviso però la Suprema Corte che ha confermato la reintegra nel posto di lavoro già disposta dai giudici dell'Appello, con tanto di condanna della societa' al risarcimento dei danni. Insomma la Corte è stata chiara: se il lavoratore finisce in carcere per motivi non legati al lavoro non va licenziato. In questi casi occorre infatti valutare le "esigenze oggettive dell'impresa, tenendo conto delle dimensioni della stessa, del tipo di organizzazione tecnico-produttiva, della natura e importanza delle mansioni del lavoratore detenuto, nonche' del maturato periodo di assenza, della prevedibile durata della carcerazione, della possibilita' di affidare temporaneamente ad altri le sue mansioni senza necessita' di nuove assunzioni". E più in generale "di ogni altra circostanza rilevante ai fini della determinazione della misura della tollerabilita' dell'assenza".

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)


Confindustria Modena: agevolazioni per le imprese che ricapitalizzano

Un plafond di 10 milioni di euro per sostenere le operazioni di ricapitalizzazione aziendale e di internazionalizzazione. È questa una delle caratteristiche principali dell’accordo che è stato siglato tra Confindustria Modena e Cassa di Risparmio di Cento.
Dopo i recenti accordi con altre banche presenti sul territorio, l’intesa con la Cassa di Cento è un nuovo positivo risultato per l’associazione di via Bellinzona. Prosegue, infatti, l’intenso lavoro di sostegno alle imprese associate nell’accesso al credito, che rimane uno dei problemi più sentiti dagli imprenditori in questo periodo di crisi.
Tra gli elementi maggiormente caratterizzanti l’accordo le agevolazioni previste per le imprese che intendono ricapitalizzarsi. Le operazioni di aumento del capitale sociale (con un tetto massimo di 750 mila euro) vengono affiancate da finanziamenti della durata di 36 mesi con uno spread fisso indipendente dal merito creditizio (rating) dell’azienda: al tasso di interesse pari all’Euribor a tre mesi si aggiunge uno spread bloccato all’1,20 per cento.
Sul fronte dell’internazionalizzazione, Cassa di Risparmio di Cento ha deciso di sostenere le aziende nelle spese che vanno da un minimo di 50 mila euro a un massimo di 500 mila. In particolare le voci di costo interessate da questa misura sono: acquisto, ristrutturazione e affitto di beni immobili allocati all’estero per utilizzo aziendale; acquisto di impianti e attrezzature necessarie alla creazione e allo sviluppo di collegamenti telematici; oneri derivanti da consulenze specialistiche per accordi di cooperazione e joint venture con altre imprese; costi per la partecipazione a fiere internazionali. Il tasso di interesse sarà dato dall’Euribor a tre mesi maggiorato di spread variabili a seconda del rating aziendale.
Le imprese che usufruiranno del finanziamento della Cassa di Risparmio di Cento potranno avvalersi della garanzia rilasciata dal consorzio Cofim Modena.
«Confindustria Modena», ha detto dopo la firma dell’accordo il presidente Pietro Ferrari, «presta attenzione non solo ai grandi istituti bancari ma anche e soprattutto alle banche del territorio che, in momenti delicati come questi, dimostrano di essere vicine al sistema imprenditoriale».
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Cassa di Risparmio di Cento ingegner Vilmo Ferioli che ha sottolineato come si sia «felicemente chiuso il positivo cerchio degli accordi di recente siglati dalla nostra Cassa anche con Unindustria Ferrara e Unindustria Bologna». «La Cassa», ha aggiunto Ferioli, «si conferma nella concretezza “la banca del territorio”, a fianco delle imprese della provincia di Modena e di un’area, sempre più ampia, che serve con impegno e professionalità da 150 anni».

Fonte:modena2000.it


Case, sì all'opzione per il prezzo-valore ma solo al momento della cessione

In caso di trasferimento di immobili a uso abitativo nei confronti di persone fisiche, l'opzione per la tassazione in base al valore catastale e non a quello venale deve avvenire necessariamente al momento della cessione e non con un successivo atto integrativo. È quanto precisa oggi l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 145/E. In particolare, il nuovo sistema permette all'acquirente di chiedere al notaio che la base imponibile delle cessioni di case e pertinenze nei confronti di persone fisiche non titolari di attività commerciali, artistiche o professionali venga calcolata in base al valore catastale e non al valore venale in comune commercio. La norma precisa però che questa richiesta può essere fatta all'atto della cessione e non, invece, con un atto integrativo successivo alla permuta immobiliare.
La scelta del criterio del prezzo-valore fatta al momento della cessione, precisa l'Agenzia, ha riflessi immediati sull'efficacia dell'attività di controllo svolta dagli uffici del Fisco. Non è ipotizzabile, per esempio, che l'accertamento sul valore possa essere inibito dall'acquirente attraverso la presentazione di un atto integrativo con cui si chiede l'applicazione del meccanismo del prezzo-valore.

Fonte:helpconsumatori.it (BS)


Imposta sostitutiva "minimi".Tutto pronto anche per l'acconto

L'Agenzia ha istituito i codici tributo da utilizzare per il versamento, in unica soluzione o in due rate
Si chiude il cerchio sui minimi. Dopo il codice tributo per il saldo, arrivano, con la risoluzione n. 143/E, anche quelli per versare l'acconto, in unica soluzione o a rate: "1798" ("Imposta sostitutiva per i contribuenti minimi - Acconto prima rata - Art. 1, commi da 96 a 117, L. n. 244/2007") e "1799" ("Imposta sostitutiva per i contribuenti minimi - Acconto seconda rata o in unica soluzione - Art. 1, commi da 96 a 117, L. n. 244/2007").
- Il codice per il saldo
Lo scorso 27 maggio, l'Amministrazione finanziaria (risoluzione n. 127/E) aveva istituto il codice tributo "1800" (denominato "Imposta sostitutiva per i contribuenti minimi di cui all'art. 1, commi da 96 a 117, L. n. 244/2007"), da utilizzare per versare l'imposta sostitutiva a debito o per compensare l'eventuale eccedenza di ritenute d'acconto subite.
-Gli acconti
Per i contribuenti minimi valgono - in materia di versamento - le regole Irpef (scadenze, acconti, rateazioni eccetera). Ciò vuol dire che l'acconto deve essere versato:
in unica soluzione entro il 30 novembre 2009, se l'importo dovuto è inferiore a 257,52 euro
in due rate (40% entro il 16 giugno 2009, ovvero entro il 16 luglio 2009 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo; 60% entro il 30 novembre 2009), se l'importo dovuto è pari o superiore a 257,52 euro.
Le somme dovute a titolo di saldo (codice "1800") e di prima rata di acconto (codice "1798") possono essere versate in rate mensili, fino a novembre. In tal caso, nel campo "rateazione/regione/prov./mese rif." dell'F24 va riportato il numero della rata nel formato "NNRR" (numero della rata in pagamento - numero complessivo di rate).
Nel campo andrà riportato il valore "0101" se il contribuente sceglierà di versare la prima rata di acconto in un'unica soluzione.

Fonte:nuovofiscooggi.it


In Italia l'acqua è "low cost"sos per fogne e depuratori

Quattro italiani su cento non hanno l'acqua corrente in casa. Quindici su cento non hanno gli scarichi collegati a una fogna. Trenta su cento non dispongono del servizio di depurazione. Non stiamo messi bene e l'Unione europea lo ha sottolineato aprendo un procedimento a carico dell'Italia per 300 casi di irregolarità. Dobbiamo colmare il ritardo e per farlo servono 60 miliardi di euro in 30 anni. Dove prenderli? Federutility, la federazione delle imprese energetiche e idriche, ha lanciato ieri a Bari, nel corso della Conferenza europea H2 Obiettivo 2000, la proposta degli "hydro bond", un finanziamento con tempi lunghi di ritorno del capitale basato sulla stabilità di aziende che lavorano in un mercato a domanda costante.
A Bari è stata presentata anche la radiografia del consumo di acqua degli italiani sintetizzata nel Blue Book. Nel 2008 il record delle tariffe più alte è toccato ad Agrigento, dove per un'utenza standard di 200 mila litri di acqua si sono sborsati 440 euro in un anno. Seguono Arezzo con 410 euro l'anno e Pesaro e Urbino con 409 euro. All'estremo opposto della classifica troviamo invece Milano (103 euro l'anno), seguita da Treviso e Isernia (rispettivamente a quota 108 e 109 euro). In media si paga 1,29 euro a metro cubo, con oscillazioni che vanno da 1,73 euro in Toscana a 0,92 euro in Lombardia.
Dall'analisi di Federutility risulta che le bollette dell'acqua degli italiani rappresentano una quota modesta della spesa domestica: 20 euro al mese per una famiglia di tre persone, rispetto ai 486 euro investititi in trasporti, ai 131 euro in combustibili, ai 131 euro alla voce "tempo libero e cultura", ai 26 euro per le sigarette.
Poco anche rispetto agli altri paesi. A Roma, ad esempio, una famiglia di tre persone paga 177 euro per 200 metri cubi di acqua. Nel panel di metropoli che vengono confrontate si spende meno solo a Buenos Aires (37 euro l'anno), Hong Kong (102 euro l'anno) e Miami (169 euro l'anno). Più care Berlino (968 euro l'anno), Zurigo, Parigi, Bruxelles, Helsinki.
Non tutti però sono d'accordo con l'idea di un servizio idrico che richiede più fondi e maggiore spazio per il capitale privato. I comitati contrari alla privatizzazione hanno contestato la riunione di Bari perché "promuove una logica di privatizzazione dei servizi pubblici e dell'acqua, il bene pubblico per eccellenza, in continuità con la politica che ha animato il Forum Mondiale sull'acqua di Istanbul, secondo il quale l'acqua deve essere considerata un bisogno - e, dunque, un bene economico commercializzabile da cui trarre profitto - e non un diritto umano inalienabile".
Resta il fatto che, come ha scritto l'economista Antonio Massurutto, "l'acqua è un dono di Dio, tuttavia Dio ha donato l'acqua, ma non i tubi e i depuratori: a quelli dobbiamo pensarci da soli". E dobbiamo pensarci presto. In base alla direttiva europea del 2000, dovremo affrontare a rapidi passi il percorso verso il disinquinamento totale del ciclo dell'acqua. Entro il 2015 i fiumi all'atrazina e i laghi eutrifizzati dagli scarichi agricoli e urbani dovranno essere un ricordo. Entro il 2020 i corsi d'acqua dovranno addirittura tornare allo "stato di natura".
"Per raggiungere questi obiettivi non si può improvvisare: è necessario programmare gli investimenti sapendo che il ritorno sarà a lunga scadenza: ci vuole capacità di gestione, efficienza e una normativa sufficientemente stabile", osserva Renato Drusiani, responsabile ambiente e acqua di Federutility.

Fonte:repubblica.it (Antonio Canciullo)

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