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Fisco: Sconti mutui con codice recupero crediti di imposta
Pronto il codice tributo che consente a banche e intermediari finanziari di recuperare in compensazione il credito d'imposta relativo agli sconti sui mutui prima casa. L'Agenzia delle entrate, con una risoluzione, ha istituito il codice da indicare in F24 per poter utilizzare in compensazione il credito d'imposta relativo alle quote di mutuo a carico dello Stato gia' anticipate ai beneficiari dell'agevolazione introdotta dal Dl anticrisi. In particolare, il nuovo codice dovra' essere riportato nella 'sezione erario', in corrispondenza delle somme indicate nella colonna 'importi a credito compensati, o nella colonna 'importi a debito versati' nei casi di ravvedimento operoso, evidenziando, come anno di riferimento, l'anno d'imposta cui si riferisce l'operazione. Lo sconto, ricorda l'Agenzia delle entrate, spetta agli intestatari di un mutuo a tasso variabile contratto per l'acquisto, la costruzione e ristrutturazione dell'abitazione principale - eccetto quelle di categoria A1 (abitazioni signorili), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici) - sottoscritto entro il 31 ottobre scorso, sulle rate da corrispondere nel 2009. Sono agevolati anche i mutui rinegoziati con effetto sul conto di finanziamento accessorio, oppure, a partire dal momento in cui lo stesso conto ha un saldo pari a zero.
Fonte:irispress.it
Le nuove scadenze fiscali del Decreto Milleproroghe
Approvato definitivamente dal Parlamento il disegno di legge di conversione del d.l. 207/2008: diamo una rapida occhiata a tutte le principali novità per le imprese apportate dal Decreto Milleproroghe.
Per prima cosa, il Modello Unico: il Milleproroghe ha apportato delle sostanziali modifiche al d.p.r. 322/98 sulle modalità per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte Irap e Iva.
Slitta dal 31 luglio al 30 settembre il termine ultimo per l’invio telematico delle dichiarazioni delle persone fisiche, delle società di persone e dei soggetti a essi assimilati, e dei dati Irap.
I contribuenti Ires possono presentare per via telematica la dichiarazione entro l’ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.
Sul fronte Irap, tra l’altro, viene eliminato l’obbligo per i soggetti con periodo d’imposta che coincide con l’anno solare, di presentare nella dichiarazione Unico i dati relativi all’imposta regionale sulle attività produttive.
E’ il 31 luglio, e non più il 31 marzo, l’ultimo giorno utile per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate da parte dei sostituti d’imposta dei dati fiscali e contributivi.
Per la dichiarazione annuale Iva, i contribuenti avranno tempo fino al 30 settembre. Nuova scadenza per la trasmissione telematica delle dichiarazioni da parte di Caf, professionisti abilitati e sostituti di imposta: il termine ultimo passa dal 25 giugno al 15 luglio.
- Acconti Ires e Irap: prorogata al prossimo 31 marzo la data entro cui deve essere emanato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri sulle modalità e termini del versamento dell’importo degli acconti Ires e Irap non corrisposto per effetto della riduzione di 3 punti percentuali per l’anno 2008.
- Trasmissione unificata retribuzioni e ritenute: scatterà da gennaio 2010 l’obbligo per i sostituti d’imposta di comunicare telematicamente ogni mese i dati di carattere fiscale, contributivo e previdenziale. L’entrata in vigore dell’adempimento, introdotto dalla Finanziaria 2008, era inizialmente prevista per gennaio 2009.
- Preu e imposta sugli intrattenimenti 2006: rinvio anche per l’attività di riscossione, relativa all’anno 2006, del prelievo erariale unico e dell’imposta sugli intrattenimenti relativa agli apparecchi da divertimento e intrattenimento.
Per quanto concerne il Preu, la liquidazione va effettuata entro il 30 giugno 2009 e l’iscrizione a ruolo entro il 30 giugno 2010.
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
Windows 7, da Internet Explorer a media player ecco tutti i software disattivabili
È arrivata venerdì dal blog ufficiale di Windows 7 la conferma di un'indiscrezione che da tempo circolava in Rete e che interessa parecchio coloro che stanno aspettando impazienti l'avvento del nuovo sistema operativo di Microsoft. Da Seven sarà possibile disattivare completamente Internet Explorer 8 e un lungo elenco di applicazioni software forniti in dotazione con l'Os, e cioè Windows Media Player, Windows Media Center, Windows Dvd Maker, Windows Search, la piattaforma Windows Gadget, Handwriting Recognition per Tablet Pc, Viewer e Servizi Xps e i tools Fax e Scan. Di alcuni di questi la maggiora parte degli utenti di computer non conosce molto probabilmente neppure l'esistenza ma per altri – vedi il browser e il lettore multimediale – la decisione presa a Redmond è sicuramente una notizia importante. Se Microsoft si è convinta della necessità di offrire agli utenti la possibilità di disinstallare o disattivare un componente da Windows 7 è soprattutto perché vuole evitare che le varie cause attualmente intentate al gigante del software per abuso di posizione dominante sfocino come già successo in passato in una pesante sanzione e/o in rigide imposizioni da parte delle autorità Antitrust. Sotto la lente di ingrandimento delle preposte Commissioni Ue e americane Windows 7 è già stato (la prima copia del prodotto è nella mani del Technical Committee Usa dal marzo scorso) e sarà ancora analizzato in modo più approfondito alle precedenti versioni del sistema operativo e la presenza integrata del browser Explorer è ovviamente uno dei punti topici della questione.
Con l'annuncio di venerdì Microsoft si mette quindi del tutto al riparo da eventuali persecuzioni? Fino a un certo punto. Negli Stati Uniti la società (e in particolare il nuovo Windows) resterà sotto esame fino a tutto il novembre 2009 e quindi c'è grande attesa fra gli addetti ai lavori per captare le prime reazioni degli organismi di controllo. Microsoft, da parte propria, spiega in modo dettagliato nel suo blog come la disattivazione dei sopracitati componenti sia un'opportunità per l'utente (che potrà riattivarli facilemente, senza avere bisogno del Dvd di installazione) e come tenderà a riutilizzare le Api (Application programming interface) messe a disposizione dai software utilizzati in alternativa a quelli forniti in bundle per realizzare nuovi prodotti. Dal nuovo sistema operativo, per farla breve, il browser Explorer e il Media Player non vengono certo completamente eliminati e a quanto sembra Microsoft è ben intenzionata a sfruttarne i vantaggi del caso.
Fonte:ilsole24ore.com (Gianni Rusconi)
Perdere posto di lavoro: sostegni e ammortizzatori per disoccupati dalle Regioni. Nel Lazio arriva il reddito minimo di 7000 euro all'anno
Parte nel Lazio la nuova iniziativa anti-precariato. Si tratta di un provvedimento legislativo particolarmente importante, in quanto può agire da apripista per una futura ed auspicata legislazione nazionale per il reddito di base e per una complessiva ridefinizione delle politiche di welfare. Credo infatti, che contro la piaga sociale della precarietà - sempre più diffusa a causa degli incipienti processi di liberalizzazione e deregolamentazione del mercato del lavoro - occorrano innovative ricette riformatrici, che ridiano diritti e tutele alle fasce sociali più deboli.
Potremmo dire, a questo punto, che avevamo visto lontano quando, già nel 2005, iniziammo il percorso che ci ha portato, oggi, alla approvazione della nostra Legge regionale.
L'idea dalla quale ci siamo mossi si legava in maniera stretta alle trasformazioni del mercato del lavoro, alla necessità di individuare strumenti di sostegno in grado di rompere il ricatto di quella precarietà lavorativa, che rende i soggetti sociali spesso ricattabili e quindi senza diritti. Ciò avviene perché la flessibilità frammenta oggettivamente e soggettivamente la composizione della forza lavoro; delocalizza la produzione e spezza i legami sociali che si stabiliscono tra i lavoratori; nonché tra il lavoratore ed il proprio lavoro. Il lavoro flessibile è sempre più spesso un lavoro individualizzato - dove ognuno gioca per se stesso - per un tempo determinato ed i costi sociali di questa condizione sono spesso molto alti. Pertanto, il rapporto tra le scelte personali e le condizioni socio-economiche è particolarmente stringente per chi si trova in una condizione di precarietà.
Le condizioni di instabilità economica restringono le possibilità di scelta sul presente. Si prediligono soluzioni temporanee su ogni fronte e spesso si è costretti a rinunce definitive (come crearsi un proprio nucleo familiare o decidere di avere un figlio). Con l'estendersi della precarietà, dunque, il ciclo di vita individuale è divenuto più articolato e incerto. Per questo si è cominciato a parlare di precarietà non solo del lavoro - dove un contratto a tempo indeterminato è sempre di meno una possibilità reale - ma della vita.
Si tratta, infatti, di capire che, con la trasformazione delle condizioni generali del lavoro e della vita, vanno affermandosi nuovi problemi, nuovi bisogni sociali primari di un precariato sempre più diffuso. Non dobbiamo dimenticare che un lavoratore soggetto alla discontinuità e all'incertezza del reddito, è soprattutto un lavoratore fortemente ricattabile, poiché costretto ad accettare qualunque occasione lavorativa - anche la più degradante e mal retribuita - pur di avere un minimo di cui vivere. Perdere l'occasione per un precario significa perdere tutto perché non c'è conoscenza del domani, non c'è nessuna garanzia ulteriore, nessuna alternativa. E il "ricatto" è, sempre, un brutto consigliere!.
Con questo contesto il rischio maggiore è una crescita senza limiti di lavoro nero ed irregolare al limite ed oltre la legalità. Si rischia, sempre di più, una speculazione sul lavoro dove la flessibilità diventa un'occasione per disporre di manodopera a basso costo e priva di coperture sindacali. La precarietà, infatti, vuol dire vuol dire anche sottomissione a rapporti sfavorevoli perché non si ha la possibilità di rifiutare nulla, poiché nulla è garantito.
......
Fonte:estratto della notizia apparsa su www.businessonline.it
Anoressia e bulimia sono le prime malattie che uccidono le italiane tra i 12 e i 25 anni
Anoressia e bulimia sono, in Italia, la prima causa di morte per malattia tra le giovani tra i 12 e i 25 anni e colpiscono quasi 200mila donne. Lo sostiene la Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca) che oggi ha presentato, presso il Policlinico Umberto I di Roma, le nuove statistiche su anoressia e bulimia nervosa.
Purtroppo dai dati risulta che in Italia si ricorre raramente (in circa l'1% dei casi) al trattamento sanitario obbligatorio (Tso) per i casi di disturbi del comportamento alimentare. Nei paesi anglosassoni la percentuale sale al 15%. Durante il convegno di oggi, sulle cure coercitive nell'anoressia e bulimia nervosa, è emersa dunque la necessità di prevedere percorsi di trattamento sanitario obbligatori "ad hoc" per i casi più gravi di anoressia. Questi rientrerebbero nell'ambito della revisione della legge 180 sull'assistenza psichiatrica.
Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che ha preso parte al dibattito, si è detta favorevole all'ipotesi di "un Tso specifico che preveda la disponibilità di accoglienza in centri specializzati e non il passaggio attraverso i servizi di salute mentale, che a questo riguardo risulterebbero inadeguati". Secondo il Sottosegretario alla Salute bisogna "snellire le procedure del Tso, per una maggior flessibilità nell'applicazione, una maggior capacità di attuarlo in casi di urgenza e una maggior attenzione alla persona dal punto di vista clinico".
Infine Martini ha denunciato il fatto che "l'anoressia è una patologia in crescita anche nell'età pediatrica" dunque, secondo Martini "è fondamentale la diagnosi precoce ed una maggiore informazione rispetto al problema, anche da parte dei medici".
Fonte:helpconsumatori.it
Pannelli solari gratis per tutti... si può!
Con quanto l'Italia dovrà pagare come penali per non rispettare gli accordi di Kyoto, si possono regalare quasi un milione e mezzo di impianti termici all'anno alle famiglie o 67.500 impianti fotovoltaici
Nel dibattito in corso sulla crisi economica, a tutti sfugge una situazione ed una opportunità importantissima, che potrebbe in breve tempo capovolgere la situazione.
In Italia, infatti, stiamo mandando in fumo ogni giorno una somma che consentirebbe di regalare ogni giorno alle famiglie italiane 3.600 ( tremilaseicento) pannelli solari termici (per acqua calda) o 180 impianti di pannelli fotovoltaici da 3 Kw, quanto normalmente fornisce la rete elettrica.
Fatti i debiti conti, in un anno sarebbero 1.341.000 gli impianti per l’acqua calda gratis e 65.700 gli impianti fotovoltaici l’anno, corrispondenti ad una potenza di 197.100 Kw.
Al di là dell’enorme risparmio per le famiglie italiane, risparmio che potrebbe dirottarsi per altre spese, la produzione e l’istallazione di tali apparecchiature di produzione di energia pulita potrebbe generare migliaia di posti di lavoro e la crisi sarebbe solo un ricordo, come l’inquinamento da Co2 e le conseguenze arcinote sul clima e la salute del mondo nonchè gradualmente sullo stesso crescere del debito.
Questo perchè, solo considerando il solare termico, per ogni Kwp installato si possono produrre in un anno:
da 1100 Kwh (Nord Italia), a 1600 Kwh (Sud Italia) e quindi risparmiare emissioni nocive da: 729 Kg di CO2 (Nord Italia) a 1043 Kg CO2 (Sud Italia).
Cioè, un impianto da 1 Kw di energia solare ci fa risparmiare in un anno circa una tonnellata di anidride carbonica. Tutti i pannelli termici istallabili in un anno, quindi, ridurrebbero di circa il 40%il divario tra la Co2 che attualmente si emette in Italia e quella che si dovrebbe emettere, per rientrare nei parametri dell'accordo di Kyoto.
64 milioni sono le tonnellate di Co2 che in Italia si emettono in eccesso ogni anno e 26,820 milioni di tonnellate sono quelle che si potrebbero "risparmiare" istallando pannelli. In poco più di due anni, perciò la crescita del debito sarebbe azzerata.
Ed i soldi per tutto questo ci sono o meglio ci sarebbero se la smettessimo di buttarli dalla finestra.
L’Italia, infatti, sta accumulando un debito di 3,6 milioni di euro al giorno per lo sforamento delle emissioni di CO2 rispetto all'obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto.
Per la precisione, sulla base delle prime stime delle emissioni climalteranti nel primo anno di conteggio, nel 2008 si è accumulato un debito di circa1,3 miliardi di euro.
La crescita del debito (per ogni tonnellata di CO2 si può stimare un prezzo di 20 €) si può visualizzare in tempo reale dal contatore presente nel sito del Kyoto Club (ad oggi un debito di 42 € al secondo).
Questo costo deriva dal divario di oltre 64 milioni di tonnellate di CO2 tra i valori del 2008 e il target di Kyoto. Va ricordato che nel periodo di adempimento 2008-2012, la quantità di emissioni assegnate all'Italia è pari a 483 Mt CO2 eq (-6,5% rispetto al 1990).
Malgrado il modesto calo delle emissioni degli ultimi anni, quella di Kyoto rimane un'emergenza pesante in termini economici, di immagine e di mancate opportunità.
Paghiamo dieci anni di sottovalutazione del problema climatico e di una notevole superficialità rispetto all'entrata in vigore del Protocollo.
Poiché ogni ulteriore ritardo comporterà costi crescenti, sarà fondamentale che le istituzioni mettano al centro delle politiche del Paese la questione climatica, con conseguenti scelte oculate su efficienza energetica, utilizzo delle fonti rinnovabili e trasporti.
Fonte:iltamtam.it
Messina: Sicet Cisl, detrazioni fiscali per gli inquilini nella dichiarazione dei redditi 2009
Nell’imminente avvio dei termini per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi 2009, riteniamo utile ricordarvi le agevolazioni fiscali, che possono essere fatte valere dagli inquilini nelle varie tipologie dell’affitto.
Complessivamente tutti i conduttori, con redditi inferiori a euro 30.987,41 che hanno stipulato o rinnovato un contratto di locazione, ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n° 431, hanno diritto a delle detrazioni. Le stesse sono usufruibili anche nel caso di contratti fatti precedentemente all’entrata in vigore della riforma delle locazioni e che si siano, sulla base della stessa, rinnovati tacitamente. Gli importi delle detrazioni variano, sia sulla base della tipologia contrattuale, (libero o concordato) e sia rispetto al reddito. Anche per i giovani tra i 20 e i 30 anni, per gli studenti universitari fuori sede e i lavoratori che trasferiscono la residenza vi sono agevolazioni nella forma delle detrazioni per la locazione. I soggetti fiscali incapienti, che non pagano irpef o la corrispondono in misura inferiore all’importo della detrazione spettante, possono ottenere i medesimi importi, previsti dalle rispettive agevolazioni, nella forma del rimborso, tramite il sostituto d’imposta o con la dichiarazione dei redditi. Per il riassunto delle varie tipologie e condizioni vi rimandiamo al prospetto allegato.
Ci preme sottolineare alcune condizioni generali per le agevolazioni. L’abitazione oggetto della detrazione deve essere quella principale del conduttore, definita quale dimora abituale dello stesso e dei familiari e il contratto di locazione deve essere registrato.
Nel caso in cui l’inquilino rientrasse nella possibilità di più detrazioni, è vietata la cumulabilità delle stesse e il contribuente dovrà scegliere quella più favorevole.
In particolare su questo vi segnaliamo che le detrazioni fiscali sulle locazioni non sono cumulabili con il contributo per l’affitto, come previsto dall’art. 10, comma 2 della legge 431/98 e dal parere dell’Agenzia delle Entrate.
Fonte:strill.it
Marche: 2 milioni per il risparmio energetico
Dalla Giunta regionale delle Marche sono in arrivo due milioni di euro finalizzati a interventi per la riduzione dei consumi energetici delle aziende marchigiane.
La Giunta ha infatti approvato la delibera sui criteri per la presentazione dei progetti da parte delle imprese situate nel territorio ragionale, propedeutica all’emanazione del bando per il risparmio energetico, prevista per i prossimi giorni.
Nel bando confluiranno 615mila euro di finanziamenti regionali, 520.196,61 euro di fondi statali derivanti dal programma ''Carbon Tax'', più la quota parte del Fondo unico regionale destinata al risparmio energetico. In totale, le risorse ammonteranno a circa 2 milioni di euro.
Ogni singolo investimento potrà beneficiare di un contributo del 25 per cento per un massimo di 200mila euro. I soggetti beneficiari delle agevolazioni saranno le imprese ubicate nel territorio della regione operanti nei settori industriale, artigianale, terziario e agricolo. Saranno ammessi agli incentivi gli interventi finalizzati al consumo di energia elettrica e termica, anche con l’introduzione di nuovi processi tecnologici compresi la cogenerazione e l’isolamento termico.
Il contributo riguarda inoltre le spese per l’acquisto di attrezzature e macchinari nuovi di fabbrica, modifiche impiantistiche, opere di coibentazione, trasporto e posa in opera, lavori di edilizia e di allacciamento, progettazione e direzione dei lavori.
Ogni intervento dovrà consentire un risparmio complessivo di almeno 2,9 tep per mille euro di investimento riferito alla vita convenzionale dell'impianto che, comunque, non potrà essere superiore agli otto anni. Il contributo non sarà cumulabile con altre agevolazioni pubbliche.
Fonte:zeroemission.tv
Cassazione: padre assente? Ai figli va comunque il suo cognome
Anche se un padre è “assente” e non adempie ai suoi doveri naturali, ai figli spetta sempre e in ogni caso il cognome paterno. Lo chiarisce la Corte di Cassazione che ha convalidando la decisione dei giudici di merito di imporre ad una minorenne di continuare a conservare il cognome del padre anche se questi "e' venuto ai propri obblighi naturali, lasciandola priva dell'apporto affettivo". La madre della ragazza aveva chiesto che alla bambina venisse messo il suo cognome visto che il padre continuava ad essere un uomo assente e nel rivolgersi alla supreva corte aveva fatto notare che "la conservazione del cognome paterno in ipotesi di gravi negligenze e trascuratezze comporta e puo' comportare per il minore un grave danno perche' ogni volta che si presentera' con il cognome del padre coniughera' il proprio senso d'identita' con la perdurante assenza del padre e con il fatto lacerante del suo abbandono”. I giudici di Piazza Cavour, (sentenza 4819/2009) hanno respinto il ricorso evidenziando che "e' da escludere che il diritto del minore possa essere influenzato direttamente da valutazioni circa la correttezza del comportamento del genitore". Alla bambina resta dunque il cognome del papà anche se questi "anche dopo la sentenza di primo grado non aveva versato nessuna somma per il suo mantenimento ed era venuto meno ai propri obblighi naturali, lasciandola priva dell'apporto affettivo".
Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
Internet: aumenteranno cyber crimini
Un mondo sempre piu' digitalizzato portera' inevitabilmente a un enorme aumento dei cyber criminali, secondo gli esperti. Tanto che c'e' chi prevede vere e proprie guerre per il controllo di Internet. Crescera' sostanzialmente anche il numero di casi in cui per provare un crimine nel mondo reale sara' necessario raccogliere e utilizzare durante il processo prove digitali. Sono queste le tendenze segnalate alla conferenza 'Octopus Interface', promossa dal Consiglio d'Europa.
Fonte:ansa.it
Contributi a fondo perduto alle imprese dalle regione. Iniziativa 2009 della Toscana contro la crisi.
La Regione Toscana lancia una nuova iniziativa volta a sostenere le piccole medie imprese sempre più travolte della crisi finanziaria. Si tratta di un progetto di finanziamento che prevede un bando per aiuti diretti alle imprese con i fondi POR CreO 2007-2013, che finanzieranno progetti di investimento innovativi immateriali, finalizzati all'acquisizione di servizi qualificati.
Il bando regionale prevede due grandi aree in cui verranno indirizzati tutti i servizi ammissibili: si parte dai servizi qualificati di primo livello, per esempio servizi di audit e studi di fattibilità, dai servizi qualificati specializzati, a cui fanno capo il supporto all'innovazione di prodotto, processo, organizzativa e tecnologica, o le certificazioni avanzate, per arrivare, compresi nella seconda area, ai servizi per miglioramento efficienza ambientale ed energetica, così come il supporto alla creazione di nuove imprese innovative.
Le modalità di presentazione della domanda, che dovrà essere pronta entro il 31 marzo, giugno e dicembre di ogni anno, prevedono la firma digitale e la compilazione online. Per l'area metropolitana cui fanno riferimento le città Firenze-Prato-Pistoia, API Firenze rende disponibile, inoltre, le proprie strutture per richiedere qualsiasi informazione relativa al bando e le istruzioni di compilazione delle domande.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Marche; Crisi: 200 euro mensili ai lavoratori licenziati
Caf Coldiretti e Regione Marche hanno sottoscritto una convenzione per promuovere il Fondo di solidarietà sociale che destinerà due milioni di euro ai lavoratori marchigiani licenziati. Il documento è stato firmato giovedì 12 marzo, ad Ancona dal direttore di Coldiretti Marche, Alberto Bertinelli.
Secondo la convenzione, le strutture del Caf Coldiretti sul territorio regionale garantiranno assistenza ai lavoratori che intendono presentare la richiesta di accesso al contributo, oltre a fungere da sportelli informativi per divulgare le opportunità previste dal Fondo di solidarietà sociale.
Il bonus consiste in 200 euro mensili che verranno erogati per dodici mesi. Le domande vanno presentate entro il 30 aprile prossimo.
L’intervento interessa le famiglie con lavoratori dipendenti, residenti nelle Marche, disoccupati a causa di licenziamento, dimissioni per giusta causa, mancato rinnovo di un contratto di lavoro a termine (precari).
In quest’ultimo caso rientra chi ha perso il lavoro dopo il 30 agosto 2008 e che ha maturato a partire dal 1° gennaio 2008 un periodo lavorativo di almeno 6 mesi, ovvero 180 giorni, con uno o più contratti anche non continuativi.
Fonte:gomarche.it
Vigneti, in Sicilia arriveranno 17,6 milioni di euro per estirpazioni
Sono 1.422 i viticoltori siciliani che potranno estirpare i propri vigneti, usufruendo dei contributi messi a disposizione dall’Unione europea. Gli ettari interessati sono 2.416 per un importo pari a 17,660 milioni di euro.
A livello nazionale, invece, secondo la graduatoria redatta dall’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, le domande di estirpazione sono state 16.068 e di queste ne sono state ammesse a finanziamento 8.336.
“Si tratta - spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via - di tante piccole aziende di ridotte dimensioni che non avrebbero potuto stare sul mercato. Pertanto è la logica conseguenza della riforma dell’Ocm vino. Visto, infatti, che in alcune zone i vigneti non sono affatto remunerativi e non c’è neanche mercato per cedere i diritti di impianto, per i viticoltori è stato meglio procedere con l’estirpazione”.
Il cosiddetto “abbandono definitivo” è stato reintrodotto dalla riforma dell’Ocm vino entrata in vigore dal primo agosto scorso.
Per il triennio 2009-2011, è stato stanziato da Bruxelles oltre un miliardo di euro per estirpare complessivamente 175 mila ettari di vigneti in Europa. Per l’Italia, il plafond a disposizione era di 58.435 ettari, con un tetto del 10%, della propria superficie vitata, per ogni singola Regione. La superficie massima che poteva essere estirpata in Sicilia era quindi di 12.800 ettari, su quella complessiva di 128mila, ma il boom di domande a livello europeo ha ridotto la possibilità di finanziamento. Le domande presentate, infatti, erano state 3.092.
La Sicilia è una delle poche regioni italiane ad avere indicato le zone escluse dal regime di aiuti per l’abbandono definitivo dei vigneti. La superficie minima da estirpare per poter accedere ai contributi era di 0,1 ettari. Le aree escluse sono due. Quella di delimitazione del disciplinare della Doc Etna, circa 3.500 ettari, dove la maggior parte dei vitigni sono: Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Carricante, Nerello Cappuccio e Catarratto. E quella delle isole minori (Eolie e Pantelleria), circa 900 ettari, nelle quali i vitigni maggiormente coltivati sono lo Zibibbo (Pantelleria) e la Malvasia (Eolie).
La zona dell’Etna è stata salvaguardata perché in montagna, le isole minori per motivi ambientali. “Abbiamo voluto blindare - afferma l’assessore La Via - una parte del territorio regionale perché in alcune zone di montagna come l’Etna o nelle isole minori come le Eolie e Pantelleria, i vigneti hanno anche una funzione ambientale di tutela del territorio. E proprio in queste zone ci sono molti vitigni autoctoni e storici che andavano tutelati”.
Fonte:siciliatoday.net
Il "pacchetto clima" della Ue diventa la scommessa di Roma
Contro il surriscaldamento del pianeta, per combattere le emissioni di gas ad effetto serra, la provincia di Roma "scalda" i motori. E lo fa ad energia pulita. Su molte scuole e uffici che dipendono da palazzo Valentini, spunteranno a breve i pannelli fotovoltaici. Obiettivo: scaldarsi d’inverno senza intossicare il mondo. Ma non solo. Grazie a una delibera che sta per essere approvata in Giunta, quasi quattro milioni di euro — distribuiti tramite bando — serviranno a finanziare progetti a "energia pulita" proposti da consorzi di piccole e medie imprese. «Si comincia da qui perché sono proprio le Pmi le maggiori consumatrici di energia», dice il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti. Un altro milione di euro servirà invece per riammodernare, sempre energeticamente parlando, gli edifici pubblici. «Facciamo questo perché siamo convinti che unire temi dell’innovazione economica e dell’ambiente rappresenti una grande opportunità per il nostro territorio — spiega Zingaretti — Che ci darà la possibilità di attivare uno strumento anticiclico in grado di sostenere la ripresa e l’occupazione; migliorare la salute e la qualità della vita dei nostri cittadini; essere protagonisti di una competizione mondiale che vede nelle aree metropolitane il motore dell’innovazione economica. Intendiamo così impegnarci dal "Pacchetto clima" dell´Unione Europea, recentemente approvato».
I contributi saranno erogati a tutte quelle forme consortili o raggruppamenti, anche temporanei, di piccole e medie imprese che ne faranno richiesta per realizzare progetti per il contenimento dei consumi nei settori industriali, artigianali, nel terziario e nel campo dell’agricoltura. I contributi in conto capitale, per il sostegno dell’energia alternativa nel settore edile, copriranno tra il 20 e il 40% delle spese totali. Fino all’80% invece, se si vorrà installare un impianto fotovoltaico.
Fonte:repubblica.it
Marche: Risparmio energetico, deliberati 2 mln per imprese
La Giunta regionale delle Marche ha approvato la delibera sui criteri per la presentazione dei progetti finalizzati alla riduzione dei consumi energetici; l'atto e' propedeutico all'emanazione del bando per il risparmio energetico prevista nei prossimi giorni. ''I criteri, concordati con il Comitato di concertazione e con la terza Commissione consiliare, sono in linea - ha spiegato Fabio Badiali, assessore regionale all'industria, artigianato ed energia - con quelli previsti dalla legge regionale 20 del 2003; in modo che nel bando possano confluire tutte le risorse disponibili: 615mila euro di finanziamenti regionali, 520.196,61 euro di fondi statali derivanti dal programma ''Carbon Tax', piu' la quota parte del Fondo unico regionale destinata al risparmio energetico. In totale, le risorse ammontano a circa 2 milioni di euro, per un investimento complessivo di quattro volte superiore. Ogni singolo investimento - ha continauto Badiali - potra' beneficiare di un contributo del 25% per un massimale di 200mila euro. I finanziamenti risultano pienamente in armonia con la politica energetica nazionale, con quella dell'Unione Europea e con gli impegni che il Governo italiano ha assunto per l'attuazione del protocollo di Kyoto del 10 dicembre 2007 ratificato con legge 120 del 2002''. I soggetti beneficiari delle agevolazioni sono le imprese ubicate nel territorio della regione operanti nei settori industriale, artigianale, terziario e agricolo che risultano in regola con le disposizioni di legge, a esclusione di quelle in stato di fallimento, di liquidazione coatta o di concordato preventivo. Sono ammissibili a contributo gli interventi finalizzati al consumo di energia elettrica e termica, anche con l'introduzione di nuovi processi tecnologici compresi la cogenerazione e l'isolamento termico. Il contributo riguarda le spese per l'acquisto di attrezzature e macchinari nuovi di fabbrica, modifiche impiantistiche, opere di coibentazione, trasporto e posa in opera, lavori di edilizia e di allacciamento, progettazione e direzione dei lavori. Per gli interventi e' concesso un contributo pubblico in conto capitale (fino al 25% dell'investimento) e nei limiti previsti dalla disciplina comunitaria; il contributo non e' cumulabile con altre agevolazioni pubbliche.
Fonte:asca.it
Parlamento Ue vota l'Eurotariffa: 11 centesimi per Sms e 40 per chiamare dall'estero
Presto arriverà la nuova Eurotariffa per chiamare col cellulare e mandare messaggi dall'estero, senza spendere un patrimonio. Dovrebbe scattare nell'estate del 2010, fino a metà 2012, e prevede una spesa di 40 centesimi di euro al minuto per le telefonate effettuate, 16 centesimi per quelle ricevute. Dal 1° luglio 2009, invece, mandare un messaggio di testo dall'estero dovrebbe costare 11 centesimi di euro.
Di questo hanno discusso ieri i deputati del Parlamento Europeo, riuniti in seduta Plenaria; i membri della Commissione Industria non hanno però accettato la proposta della Commissione Ue che prevede un ulteriore graduale calo delle tariffe: 37 centesimi di euro al minuto per le chiamate effettuate, 13 per quelle ricevute da giugno 2011; 34 centesimi al minuto per le telefonate effettuate e 10 per quelle ricevute da giugno 2012.
Inoltre la Commissione Ue vorrebbe estendere la regolazione del roaming fino a metà 2013, mentre il Parlamento resta fermo sul 30 giugno 2012, come termine della regolamentazione.
Per quanto riguarda il roaming dei dati, i parlamentari considerano la tariffa di 1 euro per megabyte troppo alta e vorrebbero ridurla a 50 centesimi. Infine, dal 1° luglio 2010, i consumatori non dovranno più pagare per ricevere messaggi vocali quando sono all'estero, in un qualsiasi Stato membro dell'Ue. Lo prevede un altro emendamento aggiunto dalla Commissione Industria.
Ora iniziano i negoziati informali con la Presidenza del Consiglio per raggiungere un compromesso da votare durante la Sessione Plenaria del 21-24 aprile 2009. "Il voto del Parlamento Europeo è una notizia molto importante per i consumatori di tutta Europa - ha dichiarato il Commissario Ue alle Telecomunicazioni, Viviane Reding - E' giusto che il Parlamento aiuti a rafforzare il potere d'acquisto dei consumatori, incoraggiandoli anche ad usare di più i telefonini. Ora lavoreremo insieme per assicurare la regolamentazione del roaming sugli Sms e sui dati, prima delle elezioni di giugno".
Fonte:helpconsumatori.it
Pagamenti in eccesso: direttamente a casa i moduli per il rimborso
È stato versato di più di quanto richiesto nella cartella di pagamento? Per recuperare le somme versate in eccesso, Equitalia sta inviando i moduli da utilizzare per chiedere che siano rimborsati i pagamenti fatti, erroneamente, in misura superiore a quanto dovuto.
Con la nuova direttiva di gruppo, Equitalia ha provveduto ad approntare i modelli di rimborso, necessari come previsto dal decreto legge n. 112 del 2008, per ottenere la restituzione dell'eccedenza di versamento. I modelli saranno inviati ai cittadini che risultano destinatari del rimborso.
Quando il cittadino effettua un pagamento per una somma superiore, di almeno 50 euro, a quella richiesta (per esempio, un erroneo doppio versamento), l'Agente pubblico della riscossione provvede a notificare una comunicazione con le indicazioni dell'importo da rimborsare e delle modalità per la sua restituzione.
Il cittadino troverà nei moduli il dettaglio degli importi spettanti relativi a cartelle/avvisi in cui si è evidenziato il versamento di somme in eccesso, un prospetto riepilogativo degli sportelli dell'Agente della riscossione presso cui rivolgersi e i documenti da esibire ai fini del rimborso, a seconda della qualifica giuridica del soggetto richiedente.
All'interno dei moduli inviati da Equitalia, il contribuente dovrà riportare il nominativo del titolare del rimborso e il suo codice fiscale, la somma spettante a titolo di rimborso e le modalità che preferisce per la restituzione delle somme. Infatti, oltre al recupero della somma, fatto di persona presso lo sportello, è prevista anche la possibilità di ottenere il rimborso mediante bonifico. Il titolare del rimborso potrà inviare l'istanza a Equitalia a mezzo fax o potrà incaricare altro soggetto per il ritiro delle somme che gli spettano. L'autorizzazione al bonifico e quella alla delega possono essere scaricati dal sito www.equitaliaspa.it, alla sezione "Rimborsi".
La richiesta di rimborso dovrà essere effettuata entro tre mesi dalla notifica della comunicazione, decorsi i quali, senza che l'avente diritto abbia richiesto la restituzione, le somme saranno riversate all'ente creditore.
I nuovi modelli, come anticipato, sono stati introdotti dalla "manovra d'estate" (Dl 112/2008). In quella occasione, erano state previste altre novità per il mondo della riscossione.
In primo luogo, era stata abolita la garanzia fideiussoria per la rateazione delle somme iscritte a ruolo superiori a 50mila euro. La scadenza delle rate è stata fissata non più all'ultimo giorno del mese, ma è stata prevista la possibilità per l'Agente della riscossione di stabilire le scadenze all'atto di accoglimento dell'istanza di dilazione.
Infine, erano state modificate le modalità di determinazione del prezzo di base d'asta del primo incanto, per la vendita dell'immobile espropriato al debitore, che oggi si determina moltiplicando per tre il valore catastale.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Lucia Soro)
Latina; Crisi, un fondo per gli agricoltori e un aiuto ai cittadini
La crisi delle imprese agricole pontine da molti mesi, come da tendenza nazionale, si sta aggravando a fronte di un sistema bancario che oggettivamente continua a restare insensibile ai tanti problemi lamentati dagli operatori del settore.
Le scadenze per le imprese agricole rimangono impellenti e all'orizzonte non si notano misure adeguate per arginare le difficoltà delle migliaia d'addetti.
In considerazione della complessa situazione che stanno attraversando le imprese che operano sul territorio pontino, la giunta provinciale ha deciso di sottoscrivere e dare operatività ad un protocollo d'intesa denominato "Fondo di Garanzia per le imprese agricole".
"E' stata una decisione importante - affermano il presidente Armando Cusani e l'assessore all'agricoltura Enrico Tiero - che cercherà di sostenere un settore strategico come quello agricolo, che conta in provincia migliaia d'addetti, oggi in oggettive e serie difficoltà.
Nell'ambito dello stanziamento disponibile le priorità saranno quelle di agevolare l'accesso al credito per gli operatori agricoli che realizzano manovre di investimento aziendale o che intendano consolidare la loro esposizione debitoria.
La provincia, con il Fondo di Garanzia, garantirà tali operazioni di finanziamento che saranno concesse dagli istituti bancari e assistite dalla cooperativa del Consorzio di Garanzia Agricredito.
Possono beneficiare del contributo le piccole e medie imprese agricole del territorio iscritte nel Registro delle Imprese e/o con unità locale nella provincia di Latina e in regola con il pagamento del diritto annuale.
Per poter intervenire a favore del maggior numero di imprese, l'importo massimo garantibile in linea capitale sul quale calcolare il contributo è di 80.000 euro, anche se il finanziamento garantito da Agricredito fosse di importo superiore. L'importo minimo d'intervento è di 10.000 euro.
Agricredito - terminano il presidente Armando Cusani e l'assessore all'agricoltura Enrico Tiero - s'impegnerà inoltre a fornire attività di consulenza alle imprese, ad acquisire le relative domande di finanziamento presso la propria sede provinciale, a tenere una contabilità separata per tutte le operazioni la cui esecuzione è assistita e garantita da aiuti pubblici".
Agricredito Consorzio di Garanzia Fidi è un ente riconosciuto dalla Banca d'Italia e iscritto nell'elenco generale degli intermediari finanziari, creato per le imprese agricole del territorio e finalizzato a sostenere gli investimenti in agricoltura.
La provincia sostiene il pagamento delle bollette idriche per i cittadini disagiati.
Il governo provinciale presieduto dal presidente Armando Cusani negli ultimi giorni ha provveduto a rinnovare l'intervento a favore di quella parte di popolazione che si trova in disagiate condizioni economiche e nella fattispecie a sostenere la spesa sul consumo idrico degli utenti dell'Ato4.
Come i lettori ricorderanno già dal 2005 la provincia di Latina aveva istituito questa forma di sostegno economico attraverso la creazione di un Fondo Sociale per un aiuto concreto ai cittadini beneficiari esclusivamente di una pensione minima.
La nuova convenzione da un milione di euro per il 2009 firmata con Acqualatina, gestore del Servizio Idrico Integrato sul territorio dell'Ato4, ripropone l'operazione estendendola ai cittadini che hanno un reddito inferiore ai 15 mila euro e che appartengono alla tariffa denominata "Utente Ordinario 1a abitazione".
Per tutti questi cittadini la provincia di Latina pagherà la quota fissa e il consumo sino ad un massimo di 110 metri cubi l'anno.
Conferenza dei Sindaci di Ato4, il report della riunione
Si e tenuta nei giorni scorsi la Conferenza dei sindaci dell'Ato4 di Latina con all'ordine dei lavori "Chiarimenti e controdeduzioni dell'Ato4 alla lettera del Direttore del Dipartimento del Territorio della Regione Lazio".
Ad inizio di riunione il presidente dell'Ato4, Armando Cusani, ha illustrato ed eccepito con dovizia di particolari le tardive contestazioni della Regione Lazio. In sostanza le argomentazioni regionali riguardano due aspetti fondamentali:
1) L'adeguamento dei costi in base all'inflazione a consuntivo;
2) In generale, le condizioni di favore riservate al gestore nella vigente convenzione rispetto a quella "tipo".
Per quanto concerne il primo punto, il presidente Cusani ha chiarito la differenza sostanziale tra l'inflazione programmata e quella reale, e il conseguente obbligo di collegare la tariffa all'inflazione realmente registrata. Sul secondo quesito, gli articoli modificati che avrebbero condotto ad una ingiusta condizione di favore al gestore sono il 12,17,18 bis, 30, 30 bis e 30 ter. Cusani ha poi spiegato l'art. 18 della convenzione "tipo" e il capitolo 18 del disciplinare tecnico per confutare l'assunto che gli articoli contestati racchiudevano già i principi dell'articolo 30 e seguenti della convenzione vigente.
Nelle considerazioni finali il presidente di Ato4 ha poi riferito all'assemblea che tutte le modifiche e le integrazioni apportate alla convenzione "tipo" (datata anno 1997) sono state propedeutiche per giungere alla convenzione vigente:
1) Nel quadro e con riferimento alla normativa nazionale del settore;
2) Nel rispetto delle convenzioni "tipo" della Regione Lazio, con lo spirito e il risultato di:
* Aggiornare i contenuti, vecchi già nel 2002;
* Chiarire le zone d'ombra, potenzialmente rischiose per l'Ato4;
* Raggiungere più agevolmente i risultati gestionali fissati dal Piano d'Ambito.
Pertanto, l'esercizio di questa discrezionalità dell'Autorità appare non solo conforme a quanto descritto, ma anche coerente e doveroso con le responsabilità dell'atto amministrativo adottato e sottoscritto (la convenzione modificata).
Responsabilità non già della giunta regionale che all'epoca si occupò della redazione e dell'approvazione della convenzione "tipo" ma proprie e dirette degli Enti Locali facenti parte della Conferenza dei Sindaci.
Dopo un articolato dibattito 18 Comuni votavano la presa d'atto del documento di chiarimenti e controdeduzioni da inviare in Regione Lazio, mentre uscivano dall'aula della riunione i rappresentanti dei Comuni di: Bassiano, Cori, Gaeta, Norma, Pontinia, Priverno e Ponza.
Fonte:provincialatina.it
Indennità di disoccupazione: l'Inps illustra il regime "speciale"
Inps circ. 6.3.2009, n. 39
Le novità principali introdotte riguardano:
- l'aumento della durata massima del trattamento di disoccupazione ordinaria con requisiti normali: ai lavoratori richiedenti la prestazione, in possesso dei requisiti di cui all'art. 19, 1° comma, R.D.L. 14 aprile 1939, n. 636, viene riconosciuta una indennità della durata massima di 90 giornate nell'anno solare. Per tale periodo deve essere accreditata la contribuzione figurativa e, in presenza degli specifici requisiti di legge, devono essere concessi gli assegni per il nucleo familiare. Il trattamento in argomento non si applica ai lavoratori dipendenti da aziende destinatarie di trattamenti di integrazione salariale, nonché nei casi di contratti di lavoro a tempo indeterminato con previsione di sospensioni lavorative programmate e di contratti di lavoro a tempo parziale verticale, così come non spetta nelle ipotesi di perdita e sospensione dello stato di disoccupazione disciplinate dalla normativa in materia di incontro tra domanda e offerta di lavoro;
- l'aumento della durata massima del trattamento di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti: ai lavoratori richiedenti la prestazione, in possesso dei requisiti di cui all'art. 7, comma 3, D.L. 21 marzo 1988, n. 86, viene riconosciuta una indennità della durata massima di 90 giornate di indennità nell'anno solare. Il trattamento in argomento non si applica ai lavoratori dipendenti da aziende destinatarie di trattamenti di integrazione salariale, nonché nei casi di contratti di lavoro a tempo indeterminato con previsione di sospensioni lavorative programmate e di contratti di lavoro a tempo parziale verticale, così come non spetta nelle ipotesi di perdita e sospensione dello stato di disoccupazione disciplinate dalla normativa in materia di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
- l'estensione, per il triennio 2009-2011, di un trattamento pari all'indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali per i lavoratori assunti con qualifica di apprendista e con almeno tre mesi di servizio, all'atto della sospensione o del licenziamento, presso l'azienda interessata dalla crisi. Tale trattamento può essere concesso per la durata massima di 90 giornate nell'intero periodo di vigenza del contratto di apprendista ovvero per un numero minore di giornate, qualora il contratto scada prima della durata massima dell'indennità. Sarà cura della sede acquisire la data di decadenza, qualora la durata del contratto sia inferiore a 90 giorni. In caso di licenziamento il trattamento sarà corrisposto per una durata massima di 90 giornate, sempre che l'apprendista risulti disoccupato per il periodo di godimento del trattamento stesso. Si precisa inoltre che l'apprendista deve fare la domanda entro 68 giorni dal licenziamento.
Fonte:ilsole24ore.com
Caltanissetta, provincia: agevolazioni aziende femminili
L’Ufficio di Presidenza della Provincia Regionale di Caltanissetta operante a Gela porta a conoscenza che l’Assessorato regionale all’Industria ha emanato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 27 febbraio scorso, le direttive – con relative circolari esplicative – nell’ambito delle agevolazioni da erogare in favore delle aziende già esistenti, di nuova costituzione, giovanili e femminili. Per avere maggiori notizie si potrà contattare il predetto Ufficio di Presidenza di Gela (dott. Danilo Giordano, tel.0933/901311).
Fonte:irispress.it
Tariffe agevolate per le cure odontoiatriche
Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, l'Associazione nazionale dentisti italiani e l'Associazione odontoiatri cattolici italiani hanno sottoscritto un accordo, operativo dal 5 marzo 2009, che favorisce a tariffa agevolata l'accesso alle cure odontoiatriche a particolari categorie di cittadini:•donne in gravidanza,•titolari di social card, soggetti con indice di misura della condizione economica-patrimoniale (ISEE) non superiore a 8.000 euro (o anche superiore a 10.000 euro ma aventi diritto ad esenzione per motivi di età o per patologie croniche o invalidanti; inabili al lavoro con invalidità al 100% o con handicap gravi). Le prestazioni previste con le relative tariffe sono: a) visita odontoiatrica, ablazione del tartaro e insegnamento igiene orale - euro 80; b) sigillatura dei solchi dei molari e premolari - euro 25 per dente; c) estrazione dei denti compromessi - euro 60 per dente; d) protesi parziale in resina con ganci a filo - euro 550 per arcata; e) per protesi totale in resina - euro 800 per arcata. Si tratta, tuttavia, di tariffe di riferimento, da intendersi come limite massimo. Esse possono essere modificate con un accordo di revisione tra le parti. Infine, è opportuno ricordare che il Servizio sanitario nazionale offre le cure odontoiatriche nell'età evolutiva nonché assistenza odontoiatrica a cittadini in condizioni di particolare vulnerabilità sociale e/o economica secondo criteri individuati dalle singole Regioni, e che a tutti i cittadini, inclusi quelli che non rientrano nelle categorie di protezione indicate, sono garantite le visite odontoiatriche per la diagnosi precoce di patologie neoplastiche del cavo orale ed il trattamento immediato delle urgenze odontostomatologiche.
Fonte:newsletter.palazzochigi.it
Dai tabaccai con la carta d'identità. Fumo, una legge per vietarlo ai minori
Fumo vietato agli 'under 18', divieto di vendita delle sigarette a chi non ha ancora raggiunto la maggiore eta', con l'obbligo per i tabaccai di chiedere un documento d'identita', e no "tassativo" al fumo nelle scuole di ogni ordine e grado. E' la stretta anti-tabacco prevista da un disegno di legge bipartisan presentato in Commissione Sanita' del Senato. Il Ddl presentato da Ignazio Marino, del Pd, ha come cofirmatario Antonio Tomassini (Pdl), presidente della Commissione. Una volta chiusa la complicata partita sul testamento biologico, unico provvedimento all'esame della Commissione di Palazzo Madama fino alla sua approvazione, comincera' l'iter del Ddl anti-bionde, nuovo passo per prevenire i danni del consumo di tabacco dopo la legge Sirchia che, da gennaio 2005, ha messo al bando il fumo in tutti i locali aperti al pubblico. Il Disegno di legge bipartisan rilancia adesso la lotta al fumo, con "l'obiettivo - si legge nella relazione introduttiva - di contribuire realmente a disincentivare e prevenire l'abitudine al fumo, soprattutto nei confronti dei giovani, i piu' suscettibili ed esposti a un vizio che troppo spesso, per ignoranza, viene considerato una 'moda' e che, invece, a lungo andare puo' portare alla morte". In Italia - secondo una recente indagine della Commissione sanita' del Senato, ricordata nel testo del Ddl - fumano il 32,6% dei ragazzi e il 20,7% delle ragazze tra i 15 e i 24 anni. Inoltre, l'eta' in cui si comincia ad accendere una sigaretta e' sempre piu' bassa: appena 13 anni, in media, "con un'allarmante precocita' nelle adolescenti, sette su 10 iniziano gia' a 12 anni", sottolineano i senatori. Non solo. Secondo l'Oms, sono 700 milioni i baby 'fumatori passivi' che mettono a rischio la propria salute semplicemente stando vicino ai propri genitori con il vizio. E anche i danni da sigarette altrui sono nel mirino del Ddl. L'articolo 2 del Ddl e' perentorio: "E' vietato ai minori di anni 18 acquistare o consumare in luogo pubblico o aperto al pubblico i prodotti del tabacco". Pena una sanzione amministrativa da 50 a 150 euro. Tabaccai e rivenditori di sigarette che ignorano il divieto, sono puniti con una multa da 250 a 1.000 euro e con la sospensione, per sei mesi, della licenza all'esercizio dell'attivita'. Per essere certi che il giovane cliente non abbia meno di 18 anni, i tabaccai hanno l'obbligo di chiedere un documento di identita'. Stesso destino per i distributori automatici, che devono essere dotati di un sistema per rilevare l'eta' degli acquirenti attraverso la lettura di carte a banda magnetica. Altrimenti, vengono disabilitati o, dopo 6 mesi, confiscati. E ancora, il Ddl prevede "il divieto tassativo di fumare nelle scuole di ogni ordine e grado". Un divieto gia' presente, ma troppo spesso ignorato. Si prevede poi l'istituzione, al ministero del Welfare, di un "Fondo per la prevenzione e la riduzione dei danni del tabagismo", con il compito di svolgere campagne e programmi di informazione e corsi di aggiornamento per i medici di base e di predisporre agevolazioni per l'acquisto dei sostituti della nicotina per smettere di fumare. Un'altra "novita' importante - come si sottolinea nello stesso testo - e' rappresentata dall'obbligo per i fabbricanti dei prodotti del tabacco di riportare la tipologia delle sostanze contenute sul foglietto illustrativo all'interno dei pacchetti di sigarette e delle confezioni degli altri prodotti del tabacco, con i possibili effetti causati dal consumo di questa sostanze".
Fonte:studiocataldi.it
Bonus famiglia e assegno: come calcolare importo giusto. Oltre 2 milioni famiglie richiedenti.
Ferme a quota 2,3 milioni le richieste per il bonus famiglia: la stima è del presidente della Consulta dei Caf Valeriano Canepari. Il pacchetto prevede aiuti che variano da 200 a 1.000 euro a seconda del reddito.
I Caf hanno gestito 1 milione 400mila domande di pensionati Inps, mentre altre 90 mila sono di origine Inpdap. I centri di assistenza fiscale hanno trattato anche l'80% delle 800 mila posizioni di lavoratori dipendenti, i restanti si sono appoggiati ai sostituti d'imposta o, in alcuni casi, hanno presentato la domanda direttamente all'agenzia delle Entrate.
Il bonus parte da 200 euro per i pensionati unici componenti del nucleo familiare con reddito non superiore a 15.000 euro. Trecento euro, invece, sono previsti per i nuclei familiari composti da due persone con reddito complessivo di 17.000 euro.
Le famiglie con tre persone e 17.000 euro di reddito hanno diritto a 450 euro mentre i nuclei di 4 persone e con reddito pari a 20.000 euro avranno un bonus di 500 euro. Se i componenti sono 5 con lo stesso reddito, si beneficerà di un assegno di 600 euro, mentre 1.000 euro andranno alle famiglie con più di 5 persone che hanno un reddito non superiore a 22.000 euro, per i nuclei con portatori di handicap il reddito può, infine, toccare i 35.000 euro.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Casa: piano anche per condomini, gli sviluppi possibili
Chiudere il terrazzo o sopraelevare il soffitto dell'ultimo piano per ricavare una stanzetta in più. Una richiesta che oggi si scontra con regole condominiali e norme del codice civile e che nella maggior parte dei casi finisce per essere rigettata. Ma che potrebbe diventare possibile con il Piano per l'edilizia annunciato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e che approderà già venerdì al Consiglio dei ministri. Il piano, secondo quanto trapelato fino ad ora, permetterà di aumentare del 20% le cubature dei fabbricati e "rottamare" le abitazioni realizzate prima del 1989, abbattendole e ricostruendole con dimensioni incrementate del 30% (che potranno salire al 35% se si fa ricorso alle tecniche di bioedilizia o di energie rinnovabili). Questi ampliamenti, ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture con delega alle politiche abitative Mario Mantovani, saranno possibili anche all'interno di un condominio, previo però il via libera dell'assemblea condominiale. Una novità che avrebbe un impatto rilevante, considerato che gli appartamenti costituiscono una buona fetta del patrimonio immobiliare italiano e per essi l'aumento di cubatura si scontra con una normativa civile e condominiale che non lo permette. Dal censimento del 2001 risulta che le abitazioni in edifici ad uso abitativo sono complessivamente 27.268.880 (i soli edifici ad uso abitativo sono 11.226.595), di cui il 25,3% (6.902.088) sono edifici con un'unica abitazione, presumibilmente case singole, il 16,7% sono edifici bifamiliari (4.560.856), mentre gli edifici con più di 3 abitazioni sono il restante 57,9%. Anche la "rottamazione" degli edifici costruiti oltre 20 anni potrebbe interessare molte abitazioni: secondo i dati dell'Uppi, le case che rientrano in questa fascia sono una percentuale intorno al 50-70% a livello nazionale, e del 70% solo nelle grandi città.
Ecco cosa è possibile fare oggi per ampliare la propria abitazione e cosa potrebbe cambiare con il Piano per l'edilizia, sulle cui linee sta lavorando il Governo:
APPARTAMENTO IN CONDOMINIO - Oggi è possibile modificare parti della propria proprietà, purché queste opere non ledano i diritti degli altri condomini, creino problemi di tipo strutturale o estetico: a regolare la materia è il Codice civile, che (art. 1122) consente opere che "non rechino danno alle parti comuni dell'edificio"; vieta (art. 1120) le "innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell'edificio inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino"; non consente (art. 1127) la sopraelevazione "se le condizioni statiche dell'edificio non la consentono" o se ne "pregiudica l'aspetto architettonico". Con le nuove norme allo studio, sarà possibile ampliare la cubatura dell'appartamento del 20%, previo il via libera da parte del condominio. Non ci sono al momento dettagli sulle aree che potranno essere coinvolte dall'ampliamento.
CASA SINGOLA - In un'abitazione monofamiliare già oggi è possibile, previo l'ottenimento del permesso di costruzione, alzare l'edificio di un piano, senza limiti di cubatura, e anche aggiungere una parte in orizzontale, sempre che non sussistano norme precise sull'edificabilità del terreno. Con le nuove misure allo studio si potrà accrescere del 20% il volume dell'immobile o di una sua parte anche realizzando un manufatto aggiuntivo purché di carattere accessorio. Per le case costruite prima del 1989 e che non siano sottoposte a vincoli architettonici, sarà possibile abbattere e ricostruire l'edificio anche su un'area diversa e con una cubatura più ampia del 30% o del 35% se si farà ricorso alla bioedilizia o all'utilizzo di energie rinnovabili.
Fonte:ansa.it
Puglia; Bandi anticrisi per il lavoro delle donne
Cinquantuno milioni di euro per sostenere le donne pugliesi. Sono stati presentati, stamattina, dall’assessore regionale alla Formazione, Marco Barbieri, cinque bandi della Regione Puglia che intendono accompagnare in modo concreto la vita lavorativa della donna. I progetti saranno finanziati dal Por Puglia 2007/13 e riguarderanno “formazione e assunzioni”, “qualificazione”, “asili- trasporti”, “accesso” e “rientro al lavoro”. Entro la settimana prossima i bandi saranno pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione, fatta eccezione per quello sui trasporti che abbisogna di tempi più lunghi. Nel concreto, nel primo bando si finanzieranno interventi di formazione finalizzata all’occupazione, con vincolo di assunzione dei 2/3 di cui almeno il 50% a tempo indeterminato.
Nel bando della qualificazione, invece, vengono promosse attività di aggiornamento professionale per tutte quelle donne che vogliano rientrare nel mercato del lavoro dopo esserne fuoriuscite.
Per quel che riguarda l’accesso e rientro al lavoro, la Regione Puglia ha deciso di incentivare l'assunzione delle donne che abbiano figli minori, disabili a carico o, in alternativa, donne divenute precarie, mediante l'erogazione di contributi alle imprese.
Per i trasporti, invece, le risorse del Por Puglia serviranno a garantire i rimborsi alle spese affrontate per andare a lavorare. Stessa cosa dicasi per gli asili dove, in casi particolari, saranno previsti rimborsi delle rette.
Secondo Barbieri le donne occupate in Puglia nel terzo trimestre 2008 sono 416mila. "E’ il dato più alto dal 2004 – ha spiegato – come registrato dai dati Istat, con 70mila donne occupate in più dal 2004". "Ciò non vuol dire che la crisi non colpisca le donne che fanno parte degli starti più deboli della popolazione - ha concluso -. Infatti il tasso di occupazione femminile è ancora troppo basso e la precarietà insidia soprattutto la donna”.
Fonte:barilive.it
Mutui misti a tasso variabile e fisso: come funzionano e condizioni.
Scegliere oggi fra un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile non è facile, considerando le grosse turbolenze cui sono soggetti i mercati finanziari. Ed è per questo che Codacons porta sul mercato anche il mutuo a tasso misto. La tipologia del mutuo a tasso misto, secondo Codacons, è una formula di mutuo poco pubblicizzata dalle banche, ma che può offrire nel corso degli anni grossi vantaggi al mutuatario.
Il mutuo misto offre, infatti, a chi lo stipula la possibilità, durante la fase di rimborso delle rate del finanziamento per la casa, di optare per il tasso fisso, e quindi per una rata costante, oppure per una rata variabile, preferendo così il tasso variabile.
In base poi al contratto di mutuo stipulato, il mutuatario può optare, in base alle aspettative sull’andamento del costo del denaro, per il tasso fisso o per quello variabile cercando così di contenere l’aumento delle rate quando i tassi di interesse tendono a salire.
E’,dunque, lo stesso cliente, dopo un periodo iniziale a tasso fisso di circa un anno, a decidere come procedere: se cioè passare al variabile (in genere se l’opzione non viene esercitata scatta proprio quest’ultimo tasso) o passare al fisso. Queste opzioni scattano in periodi prefissati di un anno o più anni.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Bonus anche per il computer. L'abc degli incentivi
Auto, veicoli commerciali leggeri, motocicli, arredamento, elettrodomestici.Sbarca in Gazzetta Ufficiale l'11 febbraio il decreto legge con gli incentivi per riavviare i consumi, con misure per circa 2 miliardi di euro. Ci sono anche contributi per impianti a Gpl o metano, per acquistare auto ecologiche, per installare dispositivi antiparticolato sui mezzi pubblici. Ma anche, ultima novità, per acquistare computer e tv, a patto che si ristrutturi la casa. Per il credito al consumo per l'acquisto dei beni agevolati dai bonus sarà un decreto Economia, già previsto dal decreto anti-crisi (Dl 185/2008, convertito dalla legge 2/2009), a fissare le modalità per favorire l'intervento di Sace spa nella prestazione di garanzie per agevolare la concessione di finanziamenti. Fra le ultime novità introdotte nel provvedimento passa da dieci a 5 anni il periodo per ripartire la detrazione per l'acquisto di elettrodomestici e mobili. Resta inviato il tetto di 10mila euro su cui calcolare la detrazione. Le norme sulla rottamazione e sugli acquisti di auto e motocicli si applicano sugli acquisti effettuati dal 7 febbraio al 31 dicembre 2009, a patto che le vetture siano immatricolate non oltre il 31 marzo 2010. Ecco, nel dettaglio, le misure adottate.
- Auto ecologiche (articolo 1, commi 3, 6 e 8). Incentivi, senza rottamazione, per l'acquisto di auto ecologiche di 1.500 euro per auto a metano, elettriche e a idrogeno con emissioni non superiori a 120 g/km di Co2. Il contributo è cumulabile a quello per la rottamazione delle auto. Gli incentivi hanno validità per i veicoli nuovi acquistati, anche in locazione finanziaria, con contratto stipulato tra venditore e acquirente a decorrere dal 7 febbraio 2009 e fino al 31 dicembre 2009, purché immatricolati non oltre il 31 marzo 2010. Le agevolazioni possono essere fruite nei limiti della regola degli aiuti "de minimis" prevista dal regolamento (Ce) n. 1998/06 della Commissione, del 15 dicembre 2006.
-Compensazioni da credito d'imposta sotto forma di sconti sul prezzo di vendita di un bene o servizio (articolo 1, comma 10). Norma di carattere interpretativo, relativa all'ambito di applicazione del limite annuale alla compensazione dei crediti d'imposta da agevolazioni, introdotto dal comma 53 dell'articolo 1 della legge 244/2007. Il tetto annuale alle compensazioni non trova applicazione per una particolare categoria di crediti d'imposta in cui i soggetti che utilizzano in compensazione il credito non costituiscono i destinatari effettivi della misura agevolativa. Dunque l'utilizzo in compensazione degli importi corrispondenti agli sconti effettuati agli utenti e consumatori finali costituisce un vero e proprio rimborso di somme anticipate per conto dello Stato.
- Contributo per impianti a Gpl e a metano (articolo 1, comma 7). A decorrere dal 7 febbraio 2009 il contributo statale per chi vuole trasformare la propria auto da motori a benzine verso alimentazioni a basso impatto ambientale sale, nei limiti della disponibilità prevista, a 500 euro per l'installazione di impianti a Gpl e a 650 euro per l'installazione di quelli a metano.
- Credito al consumo (articolo 6). Affidate al Dm Economia previsto dal decreto anti-crisi (Dl 185/2008, convertito dalla legge 2/2009) le modalità per favorire l'intervento di Sace spa nella prestazione di garanzie per agevolare la concessione di finanziamenti per l'acquisto di autoveicoli, motoveicoli e veicoli commerciali agevolati dai bonus del decreto per rimettere in moto i consumi.
- Detrazioni fiscali per mobili ed elettrodomestici (articolo 2). Introdotta una nuova detrazione per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica, compresi computer e tv, ma con un paletto. Se ne ha diritto solo se l'acquisto è legato a interventi di recupero del patrimonio edilizio. Prevista la detrazione Irpef del 20% da ripartire in 5 anni, calcolata su un importo massimo complessivo di 10mila euro per acquisti da sostenere dal 7 febbraio 2009 al 31 dicembre 2009. La detrazione è cumulabile con quella per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni prevista dalla Finanziaria per il 2008. Entro 30 giorni sarà definito un protocollo di intenti con i produttori di beni per i quali sono previsti gli incentivi. Il protocollo definirà, fra le altre, gli impegni in tema di mantenimento dei livelli occupazionali e lo sviluppo e il mantenimento di iniziative promozionali finalizzate a stimolare la domanda e a migliorare l'offerta anche dei servizi di assistenza e manutenzione.
- Incentivi per le due ruote (articolo 1, commi 5, 6 e 8). Incentivo di 500 euro per la rottamazione di motocicli o ciclomotori Euro 0 o Euro 1 per acquistarne un motociclo nuovo Euro 3, fino a 400 di cilindrata. Il venditore entro 15 giorni dalla data di consegna del veicolo nuovo, ha l'obbligo di consegnare a un demolitore il veicolo ritirato per la demolizione e di provvedere direttamente o tramite delega alla richiesta di cancellazione per demolizione al pubblico registro automobilistico. I veicoli ritirati per la demolizione non possono essere rimessi in circolazione e vanno avviati o alle case costruttrici o ai centri appositamente autorizzati, per la messa in sicurezza, della demolizione, del recupero di materiali e della rottamazione. Gli incentivi hanno validità per i veicoli nuovi acquistati, anche in locazione finanziaria, con contratto stipulato tra venditore e acquirente a decorrere dal 7 febbraio 2009 e fino al 31 dicembre 2009, purché immatricolati non oltre il 31 marzo 2010. Le agevolazioni possono essere fruite nei limiti della regola degli aiuti "de minimis" prevista dal regolamento (Ce) n. 1998/06 della Commissione, del 15 dicembre 2006.
Fonte:ilsole24ore.com (Nicoletta Cottone)
Crescita per scommesse, lotto, new slot. In Italia aumenta la 'febbre' del gioco
Roma, 8 mar. - (Adnkronos) - La crisi non arresta la voglia di giocare. Anzi, fa crescere il desiderio degli italiani di tentare la fortuna e la speranza che la ‘Dea bendata’ strizzi l’occhio.
A gennaio la raccolta è aumentata del 15% rispetto allo stesso mese del 2008, mentre a febbraio i dati, per ora disponibili solo sulle scommesse sportive, segnano un +9,2%. Prosegue quindi il trend positivo per il settore, che lo scorso anno ha registrato un incremento del 12,7% per una raccolta complessiva di 47,5 miliardi di euro.
In tasca ai giocatori sono tornati, secondo i date dei Monopoli di Stato, circa 33 miliardi di euro. I primi mesi di quest'anno confermano il buon andamento delle entrate, con un incasso complessivo di 4,5 miliardi di euro.
La raccolta delle new slot supera di poco i 2 miliardi, mentre lotterie e Gratta e Vinci arrivano a 925,3 milioni. Il lotto ha fatto incassare 521,4 milioni di euro, i giochi a base sportiva volano sopra i 358,2 milioni di euro. Il superenalotto contribuisce con 231,2 milioni di raccolta, il bingo con 147,4 milioni di euro e infine i giochi d'abilità online hanno raccolto 141,7 milioni.
Per il mese di febbraio, al momento, sono disponibili sono i dati delle scommesse sportive, che hanno raggiunto i 380 milioni di euro, con un incremento del 9,3% rispetto allo scorso anno. Il numero dei biglietti emessi dal totalizzatore nazionale è stato pari a 41.110.253 e la giocata media pari a 9,26 euro.
La media dei biglietti vincenti è pari a 165,5 euro. A far crescere le entrate nel 2008 è stata la stabilizzazione del fatturato delle lotterie, per effetto soprattutto del successo del Gratta e Vinci, e l’aumento della domanda di gioco attraverso gli apparecchi da intrattenimento e divertimento (21,5 miliardi di euro di raccolta nel 2008 e 2,5 miliardi di entrate erariali).
A tentare la sorte con le scommesse sportive sono stati soprattutto i giovani. Una giocata su due lo scorso anno è stata fatta da persone tra 18 e 34 anni. Dietro la fascia dei giovani si posiziona quella tra 35 e 45 anni (25%).
Le scommesse sportive sembrano attirare sempre meno le persone più mature, infatti solo il 14% dei giocatori ha tra 45 e 54 anni, mentre gli over 55 sono l'11%. Nel complesso ogni italiano ha effettuato mediamente 11 giocate nell’arco dell’anno.
Il calcio è la grande passione degli italiani, sul campo verde o sulla carta delle ricevitorie. Il 92,3% della raccolta totale si concentra nelle scommesse che riguardano il pallone, con un incremento della raccolta rispetto all'anno precedente del 52,23%. Il basket, che si classifica secondo, raccoglie appena il 2,9% del totale, seguito dal tennis (2,3%).
Fonte:adnkronos.com
Cassazione: casa assegnata al coniuge affidatario? Solo quella coniugale
La Prima Sezione della Corte di Cassazione (Sent. n. 4816/2009) ha stabilito che solo la casa nella quale la famiglia ha vissuto può essere assegnata al coniuge affidatario dei figli minori. I Giudici del Palazzaccio hanno infatti precisato che “l’assegnazione della casa familiare prevista dall’art. 155, quarto comma, cod. civ., rispondendo all’esigenza di conservare l’habitat domestico, inteso come il centro degli affetti, degli interessi e delle consuetudini in cui s’esprime e s’articola la vita familiare, è consentita unicamente con riguardo a quell’immobile che abbia costituito il centro d’aggregazione della famiglia durante la convivenza, con esclusione d’ogni altro immobile di cui i coniugi avessero la disponibilità. Di conseguenza, la decisione del giudice di merito, di respingere la domanda d’assegnazione della casa formulata dal coniuge affidatario della prole, è adeguatamente motivata con l’accertamento che l’immobile in questione non è mai stato adibito a casa familiare.
Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)
Con la fotocopia il costo sostenuto è indeducibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza numero 4502 del 2009, ha stabilito che, al fine di poter dedurre i costi, la fotocopia della fattura non risulta sufficiente; a tal scopo, occorre conservare in azienda l’originale della fattura o il fax originale ricevuto dal fornitore. In caso contrario, l’Amministrazione Finanziaria può non riconoscere la deduzione dei costi e recuperare le relative imposte. Il contenuto della sentenza trae origine dall’articolo 22 del Decreto del Presidente della Repubbica numero 600 del 1973, il quale obbliga alla conservazione della documentazione originale.
Fonte:fiscoetasse.com
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