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Ici agevolata anche se l'abitazione è su più livelli( Sentenza della Corte di Cassazione numero 25902 del 29 Ottobre 2008)
L'aliquota ICI agevolata, prevista per l'abitazione principale del soggetto passivo, si applica anche qualora l'abitazione stessa sia composta da più unità immobiliari, separatamente accatastate e munite di autonoma rendita, a condizione che risultino utilizzate come "abitazione principale".
Lo ha stabilito la sentenza numero 25902 del 29 Ottobre 2008 della Corte di Cassazione, che confuta la risoluzione numero 6/DPF del 7 maggio 2002, con la quale il Ministero dell'economia e delle finanze sosteneva che l'abitazione costituente "prima casa", composta da due o più unita immobiliari accatastate separatamente e munite di due distinte rendite, pagasse l'ICI per ogni unità immobiliare, considerando solo un'unita immobiliare urbana come "abitazione principale"mentre le altre come "secondarie", con tutte le conseguenze tributarie che ne derivano.
Secondo i giudici di legittimità, infatti, nell'ambito della disciplina ICI, il concetto di " abitazione principale" non risulta necessariamente né legato alla definizione di "unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano" né, di conseguenza, limitato a una sola unità immobiliare come identificata dal Catasto, ma viene in rilievo esclusivamente per lo specifico uso delle unità immobiliari come abitazione principale del contribuente.
Pertanto, concludono i giudici del Palazzaccio, ai fini ICI, il contemporaneo utilizzo di più di un'unita immobiliare urbana come "abitazione principale" non costituisce ostacolo all'applicazione dei relativi benefici, purchè il derivato complesso abitativo utilizzato non trascenda la categoria catastale delle unità che lo compongono.
Fonte:ilsole24ore.com
Lazio. Credito: Valentini, aiuti agricoltura da intesa con 31 banche
Un protocollo d'intesa tra il dipartimento Agricoltura regionale, Unionfidi Lazio Spa, Ismea e 31 istituti di credito per la creazione di un Fondo di Garanzia di 4,5 milioni di euro, e' stato firmato oggi presso la Regione Lazio.
Il fondo servira' a ''dare la certezza - come ha sottolineato l'assessore all'Agricoltura Daniela Valentini - di realizzare tutti gli investimenti previsti presentati dai progetti (oltre 5 mila) con il Programma di Sviluppo Rurale (Psr)''. Gli agricoltori e le Pmi del Lazio potranno beneficiare del cofinanziamento a fondo perduto previsto (40-45%) e chiedere alle banche un mutuo o un prestito per coprire il resto dell'investimento o ottenere assistenza tecnica dal mondo del credito.
''In un periodo di crisi economica e di liquidita' - ha aggiunto Valentini - non puntiamo a sostenere il settore dando dei finanziamenti, ma vogliamo rendere solidi i loro progetti di sviluppo e creare un volano occupazionale. Inoltre i giovani imprenditori potranno avere accesso al credito, senza la firma di mamma o papa'. La Regione - annuncia l'assessore sta inoltre lavorando ad una nuova 'Legge sul credito agrario' per dare alle aziende agricole la possibilita' di far fronte sia alle spese di lavorazione, sia alle esigenze di mercato. A tal proposito - ha concluso l'assessore - saranno previsti interventi di garanzia da parte di Unionfidi e Confidi''.
In un momento di particolare crisi di liquidita', ha commentato Gerardo Di Pietro di Ismea, un Fondo di Garanzia come quello attivato dalla Regione Lazio, puo' risollevare parte del settore primario, in particolare le Pmi. Proprio quel comparto agroalimentare, come ha sottolineato il presidente di Confcooperative Lazio Giuseppe Sparvoli, che tiene e che guarda con convinzione a questo strumento. Garantito dal business plan - ha detto il presidente di Unionfidi Pino Marango - che assicura la possibilita' di rimborsare le rate con piu' certezze
Fonte:ansa.it
Finanziare le Start-Up: Accordo Area-Confidi
Finanziamenti alle imprese: innovativo accordo AREA – CONFIDI. Nuove possibilità di credito per le start-up tecnologiche.Le start-up che operano nei settori di alta tecnologia conoscono bene il problema: accedere a finanziamenti da parte del sistema del credito in Italia, vuoi per avviare un innovativo progetto di impresa, vuoi, più semplicemente, per ottenere un’anticipazione su finanziamenti pubblici già ottenuti (ad esempio Legge Regionale n.30) è tutt’altro che facile. Le banche spesso operano per linee consolidate, che non contemplano il “rischio” di un’idea nuova, ma esigono garanzie quasi sempre non alla portata dei neo imprenditori. Può accadere così che l’assenza di liquidità proprio nel momento iniziale più delicato, il cosiddetto “primo miglio”, pregiudichi il successo dell’iniziativa, costringendo ad abbandonare il progetto. Per ovviare a questa grave carenza, Confidi Trieste e Consorzio per l’Area di Ricerca hanno siglato questa mattina un accordo quadro, il primo nel suo genere in Friuli Venezia Giulia, al fine di promuovere l’attivazione di convenzioni con le banche che, oltre agli ordinari strumenti di finanziamento di interesse delle imprese, prevedano alcuni strumenti di particolare interesse di quelle imprese e start-up impegnate in programmi di ricerca e sviluppo. In particolare, Confidi fornirà le opportune garanzie, volte a favorire il fattivo contributo degli istituti bancari operanti sulla piazza. Sarà così facilitato l’accesso alle seguenti formule di finanziamento: finanziamenti non assistiti da garanzie reali o personali (chirografari) per start-up e per avvio di attività produttive; garanzie fideiussorie per anticipo contributi pubblici a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo; finanziamenti chirografari per anticipo di contributi pubblici a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo. In una prima fase a beneficiate dell’accordo saranno le imprese oggi operanti o che si insedieranno in AREA Science Park. “Abbiamo ritenuto opportuno raccogliere la proposta dell’Area di Ricerca, polo di eccellenza del parco scientifico locale – spiega Franco Rigutti, presidente del Confidi Trieste - in quanto costituisce un’ opportunità nuova e concreta per allargare il nostro raggio di azione nell’ambito del supporto alle imprese andando a sviluppare, sostenere e promuovere le garanzie a beneficio di attività imprenditoriali dai connotati fortemente innovativi ed avanzati. Saremo infatti elemento di raccordo fra le unità produttive e gli istituti di credito, oltre una decina, nostri partners abituali, in un contesto che consentirà di fruire, da parte della aziende, di varie formule di finanziamenti chirografari da utilizzare per lo Star up, l’inizio di attività e per l’anticipo, in quest’ultimo caso anche attraverso garanzie fidejussorie, di contributi pubblici a sostegno di progettualità di ricerca e sviluppo. Ritengo - conclude Rigutti - che la cosiddetta via dell’Innovazione, elemento fondamentale per la competitività delle imprese, passi attraverso molte vie e questa, per quanto ci riguarda, potrebbe essere capofila di altre iniziative analoghe che seguiranno il medesimo orientamento strategico”. “Credo che un accordo come quello sottoscritto con Confidi – sottolinea il presidente di AREA Science Park, Giancarlo Michellone – denoti la credibilità del sistema AREA e delle attività di ricerca e sviluppo e di start-up di nuova impresa che abbiamo realizzato negli anni. L’apertura di credito che ci verrà data dal mondo finanziario e bancario può essere un modello funzionale ed esportabile anche in altri parchi tecnologici italiani, che condividono con noi l’esigenza di promuovere nuove iniziative imprenditoriali in settori tecnologicamente avanzati”. L’accordo tra Confidi e AREA durerà fino 31 dicembre 2012
Fonte:italianinnovation.it
Regione Molise, sbloccati contributi per giovani imprenditori agricoli
La Regione Molise ha sbloccato i contributi destinati ai giovani imprenditori agricoli. A renderlo noto e' stato l'assessore regionale al ramo, Nicola Cavaliere, che ha espresso soddisfazione per questo provvedimento.
"Entro la fine dell'anno -ha detto l'assessore- l'assessorato all'Agricoltura procedera' al pagamento, pro quota, per un importo a 14 mila euro, del premio di primo insediamento in favore dei giovani agricoltori".
"Grazie anche al lavoro della struttura assessorile -ha spiegato Cavaliere- siamo riusciti a reperire le risorse da economie di altri bandi, per un totale di 1 milione e 94 mila e 400 euro, cosi' che si e' proceduto ad una equa ripartizione tra tutti coloro che avevano maturato il diritto invece di pagare per intero i premi lasciando insoddisfatte numerose richieste. Anche se il contributo previsto inizialmente dal bando prevedeva un importo maggiore e, sia pure con qualche ritardo -ha aggiunto l'assessore- oggi siamo comunque nelle condizioni di dare una risposta a ben 76 giovani agricoltori".
Fonte:adnkronos.com
Sardegna. Mutui casa, termini prorogati al 31 maggio 2009
Un decreto dell'Assessore regionale dei Lavori pubblici fa slittare la data di presentazione delle domande di mutuo agevolato per l’acquisto, il recupero, la costruzione e l’acquisto con recupero delle case di prima abitazione. Si stima che entro la fine dell'anno saranno duemila le richieste di agevolazione.Ascolta la notizia
L’assessore regionale dei Lavori pubblici, Carlo Mannoni, ha firmato un decreto di proroga con il quale slitta al 31 maggio 2009 la scadenza dei termini di presentazione delle domande di mutuo agevolato alla Regione, per l’acquisto, il recupero, la costruzione e l’acquisto con recupero delle case di prima abitazione.
Le domande pervenute al Servizio di edilizia residenziale, per l’ottenimento dei benefìci (abbattimento degli interessi nelle misure del 50 o del 30 per cento, in base al reddito dichiarato: 21.536 euro nel primo caso, 35.894 euro nel secondo), sono risultate 1.220 alla data dell’1 dicembre 2008. Si ipotizza che, alla fine dell’anno, saranno circa duemila a fronte delle tremila stimate dall’Assessorato dei Lavori pubblici.
Le risorse stanziate dalla Giunta con il Fondo per l’Edilizia abitativa ammontano complessivamente a 37 milioni 500mila euro: secondo le stime, dunque, resterebbero disponibili 12 milioni 500mila euro per un ulteriore migliaio di domande da presentarsi tra l’1 gennaio e il 31 maggio 2009.
Fonte:regione.sardegna.it
Ambiente. Approvato il Mud 2009
E' stato approvato con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 dicembre 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 294 del 17-12-2008 il modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno 2009.
Il nuovo modello adottato sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare, entro il 30 aprile 2009, con riferimento all'anno 2008, da parte dei soggetti interessati.
L'articolo due del decreto esplicita che i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche di cui al decreto legislativo 25 luglio, n. 151, devono presentano , entro il 30 aprile 2009 la comunicazione AEE scheda " IMMA EE: apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse su l mercato" del modello allegato al decreto sia per l'anno 2008, con riferimento alle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) immesse sul mercato per l'anno 2007, sia per l'anno 2009 con riferimento all'anno 2008, compilando due schede distinte.
I moduli del MUD approvato sono disponibili nella banca dati codice di ambiente e sicurezza
Fonte:ilsole24ore.com
Irap, il tetto massimo è fissato al 4,82%
A partire da quest'anno, l'aliquota Irap non potrà eccedere la misura del 4,82%, poiché l'intervallo di variazione rimesso al potere delle Regioni è diminuito dall'1% allo 0,92 per cento. La riparametrazione delle aliquote Irap – prevista dalla legge 244/07 – vale inoltre per tutte le Regioni, comprese quelle in deficit sanitario. Confermata, infine, la natura di imposta propria regionale dell'Irap, da istituirsi con legge regionale a partire dal 2009. Questi, in sintesi, i chiarimenti della risoluzione 13 del 10 dicembre scorso, diramata dalla Direzione federalismo fiscale del ministero dell'Economia e delle finanze. Le indicazioni sulla corretta aliquota applicabile sono destinate peraltro a impattare sul versamento a saldo del tributo regionale, essendo i termini dell'acconto già scaduti.
Tutto nasce dalla riduzione dell'aliquota Irap, dal 4,25% al 3,9%, e dal conseguente obbligo di riparametrare le aliquote già adottate dalle Regioni, disposto dall'articolo 1, comma 50 della legge 244/07. In forza di questa disposizione, le aliquote vigenti nel 2008, variate dalle Regioni nei limiti di un punto percentuale ai sensi dell'articolo 16, comma 3 del Dlgs 446/97, devono essere rideterminate sulla base del coefficiente di 0,9176. Quest'ultimo, in particolare, si ottiene dal rapporto tra 3,9 (nuova aliquota) e 4,25 (vecchia aliquota).
In definitiva, a fronte di una aliquota base pari a 3,9%, il minimo e il massimo entro cui la Regione può deliberare l'aliquota diventano rispettivamente il 2,98% e il 4,82 per cento. Eventuali delibere non rispettose di questi limiti dovrebbero ritenersi adeguate, ope legis, al nuovo range di oscillazione. In pratica, questo significa che un contribuente che risiede in una Regione che ha deliberato l'aliquota massima del 4,9% scopre oggi che avrebbe dovuto applicare il 4,82 per cento
Fonte:ilsole24ore.com
Toscana.Addio alle moto Euro 0
Mentre è boom di nuovi motocicli sulle strade della Toscana, il Comune di Firenze manda a rottamare quelli vecchi. Dal 1 gennaio 2009 si aggiunge una nuova limitazione ai provvedimenti anti-smog: il divieto di transito per i motocicli a due tempi Euro 0, finora limitato ad alcune fasce orarie, diventa permanente, tutti i giorni della settimana 24 ore su 24.
Restano confermati anche per il 2009 i divieti assoluti già attivi quest’anno per tutti gli Euro 0 - autovetture, ciclomotori, veicoli merci ed autoveicoli -, per le autovetture diesel Euro 1 e i ciclomotori Euro 1 a due tempi. «Applichiamo puntualmente le prescrizioni contenute nell’accordo di programma siglato con la Regione Toscana» ha detto l’assessore all’ambiente Claudio Del Lungo. Intanto uno studio di Federpneus evidenzia una crescita massiccia delle due ruote targate. Dal 2003 al 2007 in Toscana i motocicli sono aumentati del 25,7%. Lo scorso anno ne risultavano in circolazione oltre 463 mila. Tra le cause del boom individuate dall’indagine le crescenti difficoltà di circolazione nelle aree urbane e anche l’accelerazione alla sostituzione dei vecchi motocicli e la spinta all’acquisto di nuovi modelli. Tra le città è Massa, con una crescita pari al 33,3%, a guidare la graduatoria, seguita da Livorno (31,4%).
Fonte:metronews.it(Claudia Zolfaroli)
Mutui. Rinegoziazione, Abi: "Cinquantamila famiglie hanno aderito alla convenzione"
Circa 50.000 i clienti, alla fine di novembre 2008, hanno deciso di sfruttare le opportunità di rinegoziazione della Convenzione tra il Ministero dell'Economia e l'Associazione bancaria stabilizzando così le proprie uscite mensili. Lo comunica l'Abi che aggiunge: " Il controvalore dei mutui rinegoziati con tale modalità è pari ad oltre 5 miliardi di euro". Secondo l'Associazione appare raggiunto, pertanto, il risultato atteso di un'iniziativa pensata per dare sostegno alle famiglie in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo a causa dell'andamento dei tassi di interesse sui mercati finanziari internazionali.
Alle 50.000 famiglie che hanno optato per la rinegoziazione in base alla Convenzione tra l'Abi e il Ministero dell'Economia, inoltre, vanno aggiunte le circa 130.000 operazioni di rinegoziazione individuale effettuate a partire dal 2007 e le oltre 15.000 operazioni di portabilità realizzate da giugno 2008. Ciò significa che dall'inizio della crisi dei mercati finanziari, circa 195.000 famiglie hanno trovato una soluzione adeguata al proprio mutuo cogliendo le varie opportunità presenti sul mercato.
Intanto, secondo il Bollettino mensile dell'Associazione Bancaria, continua a diminuire il tasso di interesse sui mutui alle famiglie per l'acquisto di abitazioni che a novembre 2008 si attesta al 5,50%, toccando il minimo da giugno 2007. In particolare, segnala il bollettino mensile dell'Abi, i nuovi finanziamenti alle societa' non finanziarie hanno registrato un tasso medio del 4,81% come non accadeva da maggio 2007, mentre quello sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazione e' risultato pari al 5,5% ritornando sui livelli di giugno dell'anno scorso. La riduzione rispetto a ottobre e' risultata pari rispettivamente allo 0,97% e allo 0,26%. Il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e imprese si e' collocato al 6,45%, con una riduzione di 11 punti base rispetto a ottobre ma ancora 36 punti base sopra il valore di novembre 2007. Scende anche il tasso sui depositi in euro che si e' posizionato a novembre al 2,25% contro il 2,3% di ottobre. Il tasso medio della raccolta bancaria da clientela si e' collocato invece al 3,32%, affronte del 3,37% del mese prima e del 2,91% di novembre 2007.
Fonte:helpconsumatori.it
Corretta applicazione dei contratti per collaborazioni continuative nella specie a progetto e call center(Inps, Circolare 17.12.2008 n. 111)
Con nota n. 25/I/0016984 del 27 novembre 2008 , il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alle modalità di espletamento dell’attività di vigilanza, con particolare riferimento alla corretta applicazione delle circolari n. 1/2004, n. 17/2006 e 4/2008 (allegato 1) dettate in materia di collaborazioni coordinate e continuative nella modalità a progetto e di attività dei call center. Tali chiarimenti sono stati necessari alla luce delle nuove disposizioni esplicitate nella Direttiva del Ministro del 18 settembre 2008 (allegato 2), emanata ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 23 aprile 2004, n.124, con la quale il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali ha fornito precisi indirizzi operativi ai soggetti incaricati della vigilanza, ivi compreso l’INPS....
Fonte:laprevidenza.it
Istat, sale la disoccupazione, ma le donne recuperano terreno
Aumenta il tasso di disoccupazione in Italia per il terzo trimestre consecutivo. Secondo il parere dell'Istat sono 1.527.000 le persone in cerca di lavoro, circa il 9% in più rispetto al terzo trimestre di un anno fa, quando ancora non c’era la crisi economica che si sta affrontando ora. Mezzo punto percentuale in più, rispetto ad un anno fa, ferma a quota 6,1% il tasso attuale. Dato completamente nuovo è il calo dell'occupazione maschile, per la prima volta dal 1997, dello 0,2%, pari a circa 27mila unità.
Sale invece l'occupazione femminile: un +1,4%, di circa 127.000 persone, confrontando lo stesso periodo del 2007. L’ occupazione straniera e' cresciuta di 285.000 unita' (+152.000 uomini e +133.000 donne).
Fonte:voceditalia.it(Giambattista Salis)
Cassazione: anche le confidenze intime del prof sono violenza sessuale
D'ora in avanti i professori dovranno fare particolare attenzione ad evitare “argomenti spinti” durante le lezioni. La Corte di Cassazione infatti ha equiparato alla violenza sessuale le “confidenze intime” che un professore fa alle sue allieve. La Corte (sentenza n.46360/2008) ha confermato la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione per il reato previsto e punito dall'art. 609 bis C. P. nei confronti di un professore di scuola media che durante le lezioni aveva fatto delle "confidenze sulle sue esperienze sessuali, coniugali ed extraconiugali". Le alunne si erano sentite turbate dagli argomenti trattati dal loro insegnate. Ne era seguita una denuncia con la conseguente condanna per violenza sessuale inflitta in primo grado e in appello. Il docente si era poi rivolto alla Corte facendo leva sulle discordanze delle diverse testimonianze rese nel processo. I Giudici di Piazza Cavour hanno però respinto il ricorso ha sottolineando che i giudici di merito avevano legittimamente ravvisato nelle confidenze intime alle studentesse il reato violenza sessuale attraverso "un discorso giustificativo logico, corretto ed esaustivo". I primi giudici del resto erano pervenuti alla sentenza di condanna sulla base "della stessa ammissione dell'imputato, il quale aveva dichiarato di avere trattato con le ragazze alcuni argomenti 'troppo spinti' in tal modo offrendo conferma egli stesso al racconto delle minori che avevano detto di aver ricevuto dal professore confidenze sulle sue esperienze sessuali".
Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)
Cassazione: imprenditore ha un solo collaboratore? Scatta l'Irap
La Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Sent. n. 29146/2008) ha stabilito che per i consulenti fiscali e per i piccoli professionisti, far scattare l’Irap, basta semplicemente l’esistenza di un solo collaboratore. Gli Ermellini hanno infatti evidenziato che “a norma del combinato disposto degli artt. 2, comma 1, primo periodo, e 3, comma 1, lett. c), del d.lgs. 15 dicembre 1997 , n. 446 , l’esercizio delle attività di lavoro autonomo di cui all’art. 49, comma 1, del d. P.R. n. 917 del 1986 è escluso dall’applicazione dell’IRAP solo qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata; il requisito della ‘autonoma organizzazione’, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui”.
Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)
Acconto Iva: ravvedimento con minori sanzioni
In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento dell’acconto Iva, il contribuente può sanare tali irregolarità mediante il ricorso all’istituto del ravvedimento operoso; in tal caso è prevista la sanzione del 30 per cento dell’importo non versato. Il Decreto Legge numero 185 del 2008 ha proceduto a ridurre la misura delle sanzioni; difatti, se il versamento avviene entro trenta giorni dalla scadenza originaria, vi è una riduzione a un dodicesimo del 30 per cento dell’imposta non versata.
Fonte:fiscoetasse.com
Macerata, stanziato 1 mil. di euro per le Pmi
Credito: la Provincia di Macerata e la Camera di Commercio hanno stanziato 1 milione di euro per la costituzione di un Fondo di garanzia provinciale a favore delle piccole imprese del territorio.
Venerdì sera, 12 dicembre, nella sala convegni dell’Ente Fiera di Civitanova Marche, la Provincia di Macerata e la Camera di Commercio hanno organizzato un’iniziativa pubblica per dibattere le problematiche del credito collegate all’attuale crisi economica e presentare il Fondo di garanzia di 1 milione di euro che i due Enti hanno costituito con 500 mila euro ciascuno per garantire l’accesso al credito da parte delle piccole imprese del territorio.
Il Fondo provinciale va ad integrare quello di 5 milioni della Regione Marche, e sta a significare che le aziende del Maceratese hanno opportunità in più rispetto a quelle di altre province per ottenere crediti garantiti dalle banche. “Visto che il fondo regionale è già operativo, è necessario che le aziende si attivino in tempo e prima possibile, rivolgendosi ai Confidi”, ha detto il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, ai numerosi operatori economici presenti.
La sinergia tra Provincia e Camera di Commercio è stata sottolineata dal vice presidente camerale, Mario Volpini: “L’idea di costituire un fondo di garanzia è stata la soluzione migliore e la risposta più appropriata all’attuale stato di crisi”, che ha reso noto che l’esempio di Macerata sarebbero intenzionate a seguirlo altre Camere di Commercio delle Marche.
Fonte:gomarche.it
Mutuo fisso o variabile dopo il ribasso tassi di interesse e crisi. Cosa conviene scegliere?
Tasso fisso o tasso variabile? Quando si parla di scelta del tasso per i mutui in questo periodo le preferenze sembrano oscillare e non avere mai una posizione stabile.
Così se fino a qualche tempo fa ad essere privilegiato era il mutuo a tasso fisso era quello che sembrava l'unica soluzione possibile e praticabile per ottenere un nuovo finanziamento o per proteggersi dai tassi Euribor agitati come schegge, oggi la situazione è decisamente cambiata. E c’è chi opta per il tasso variabile. Dopo l’introduzione del tetto al 4% stabilito dal decreto di misure anti crisi dal governo, il tasso variabile sembra essere quello preferito. Ma per quanto?
In realtà certezze non ce ne sono. La stessa riduzione degli Euribor avrebbe, comunque, reso i mutui variabili notevolmente più convenienti nel corso dei prossimi mesi: in fondo, gli alti e bassi delle rate sono nella natura stessa dei prodotti indicizzati, così come chi sceglie il tasso fisso lo fa proprio per garantirsi la certezza dell'importo da versare nel corso del tempo.
Ma, in questo quadro, c’è anche che si chiede se non sia il momento più opportuno per stipulare un mutuo a rata fissa bloccando un tasso che può risultare conveniente in ottica pluriennale. E secondo gli analisti questa scelta ora non sarebbe uno sbaglio, considerando che per il prossimo 2009 gli Irs scenderanno.
Fonte:businessonline.it(Marianna Quatraro)
Proroga sfratti, Senato approva decreto in via definitiva
Il Senato ha definitivamente convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge n. 158 recante misure urgenti per contenere il disagio abitativo di particolari categorie sociali (ddl n. 1260). Il relatore, sen Digilio (PdL), ha illustrato il testo comprendente le modifiche apportate in prima lettura dalla Camera dei deputati. Il provvedimento sospende fino al 30 giugno 2009 la procedura esecutiva di sfratto per i capoluoghi di provincia e i comuni con essi confinanti con popolazione superiore a 10.000 abitanti o ad alta tensione abitativa Si prevede inoltre che i bandi per la concessione dei contributi integrativi per il pagamento dei canoni a valere sul Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione siano emanati annualmente entro il 30 settembre e si stabilisce che la sospensione dei provvedimenti di rilascio non comprende i provvedimenti esecutivi disposti a seguito di disdetta del contratto da parte del locatore per una serie di motivi previsti dalla legge. Fino alla scadenza del termine del 30 giugno 2009 continueranno a trovare applicazione talune disposizioni di semplificazione e di agevolazione per il locatore nonché, limitatamente ad alcuni comuni, taluni benefici. Il Ministro dell'economia e delle finanze potrà adottare provvedimenti correttivi in caso di scostamenti dalle previsioni di spesa indicate nel decreto. Oltre a norme riguardanti le funzioni di controllo e di vigilanza, il decreto introduce nuove disposizioni ai fini della valutazione per le graduatorie di edilizia residenziale pubblica. Inoltre, in linea con la costituzione di un Fondo nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per la copertura finanziaria del Piano casa, si aggiungono, sentite le Regioni, le risorse del Fondo per l'edilizia a canone speciale. Si prevede infine che alcuni immobili sottoposti a procedure esecutive o concorsuali possano essere acquistati dall'Istituto autonomo per le case popolari.
Fonte:helpconsumatori.it
Bike sharing: servizio pro mobilità ma sempre una locazione
Un sistema di bike sharing non può essere considerato come un servizio di trasporto urbano di persone: manca infatti la figura del conducente che si assume il rischio del trasporto stesso. Rientra, pertanto, nello schema tipico delle locazioni alle quali si applica l’aliquota Iva del 20 per cento.
Esclusa anche la possibilità di ricondurlo nell’ambito del noleggio di biciclette. A supporto di questa puntualizzazione due sentenze della Cassazione del 1997 (nn. 8248 e 12303), nelle quali è stata chiarita la differenza tra il noleggio propriamente detto e la locazione dietro corrispettivo di mezzi di trasporto.
Nel primo caso, il noleggiatore non acquisisce il godimento esclusivo del mezzo che resta invece nella disponibilità del noleggiante. Quest’ultimo, a sua volta, si impegna a svolgere determinate attività in favore della controparte (trasferimento da un luogo all’altro), assumendosi la responsabilità di eventuali rischi connessi alla prestazione del servizio (Iva al 10%).
Nell’ipotesi di locazione onerosa, invece, prevale l’acquisto temporaneo della “cosa mobile” da parte del noleggiatore, che risponde in prima persona di danni e inadempimenti a lui attribuibili (Iva ordinaria).
Sono soltanto alcune delle osservazioni contenute nella risoluzione n. 478/E del 16 dicembre, con la quale l’Agenzia ha ribaltato la soluzione proposta e ampiamente motivata da una società, che installerà e gestirà un servizio di bike sharing a Milano, consistente nella possibilità di applicare un’Iva agevolata ai contratti stipulati con i propri clienti.
In sostanza, viene messo in evidenza il fatto che il servizio, pur se reso per agevolare la mobilità della metropoli lombarda, si configura come una locatio rei.
Le ragioni avanzate dalla società puntano principalmente sull’importanza sociale e sul fatto che il sistema non punterà esclusivamente sull’offerta di biciclette, ma anche di una serie di ulteriori elementi, quali stazioni di presa e rilascio dei mezzi in vari punti della città, totem di servizio, officine, personale addetto al funzionamento delle prestazioni, eccetera: e tutto compreso nel corrispettivo chiesto al cliente. Un servizio complesso, non assimilabile alla semplice locazione di cosa mobile, ma più simile a un contratto d’opera. La società ritiene, inoltre, che nonostante l’assenza del vettore, la qualificazione giuridica del rapporto debba essere quella del “contratto di trasporto” disciplinata dal codice civile (articolo 1678). In pratica, secondo l’istante, nella nozione dovrebbero rientrare anche i nuovi servizi di mobilità e trasporto pubblico urbano quali il bike sharing.
A nulla sono valse le argomentazioni addotte: per i tecnici del Fisco, il richiamo al principio civilistico relativo al trasporto di persone, che prevede una rigida disciplina della responsabilità del conducente, vista l’assenza dello stesso non rileva nel caso in esame. In più, la struttura del servizio non è riconducibile al noleggio, così come descritto in precedenza.
È vero che il cliente “non acquisisce un diritto esclusivo di godimento su una determinata bicicletta”, ma ne preleva una specifica ed è proprio quella che deve restituire (nello stato in cui gli è stata consegnata.
Insomma, se proprio non è un’autentica locazione di biciclette, è comunque un servizio complesso, ricco di prestazioni da assoggettare ad aliquota Iva ordinaria.
Fonte:nuovofiscooggi.it(Paola Pullella Lucano)
Carte revolving, attenzione al salasso sugli interessi
Le tessere per pagare a rate impongono tassi tra il 17 e il 20 per cento. Fondamentale avere le idee chiare sui costi per evitare default familiari
C'è ancora qualche regalo da comperare, ma il budget rimasto è insufficiente. Può accadere così che, alle porte delle festività natalizie l'occhio cada sulla carta revolving che si ha in portafoglio e non si è mai utilizzata. Uno strumento che consente di acquistare subito e pagare dopo, potendo scegliere, in molti casi, anche il valore della rata mensile. Una soluzione semplice, più facile di un prestito finalizzato o di uno personale che richiedono, per ogni operazione, la compilazione di moduli e l'approvazione da parte della società specializzata o della banca. Se si paga con una carta a rimborso dilazionato non si compila nulla, se non al momento della richiesta della stessa, e nessuno, a parte il titolare e l'emittente della carta, saprà che si è comperato a rate.
A differenza di quanto avviene in altri Paesi, soprattutto Stati Uniti e Gran Bretagna, le carte revolving non sono molto diffuse in Italia (a volte sono "ad opzione" cioè la carta prevede sia il rimborso a saldo che quello dilazionato) e vengono usate relativamente poco. Secondo i dati più re-centi diffusi dall'Abi, quelle in circolazione sono 4,3 milioni, a fronte dei 29 milioni di carte di debito per esempio, e quelle attive sono il 64 per cento (poco più di una su due). Non c'è da stupirsi, quindi se per Visa, uno dei principali circuiti di pagamento, valgono il 2% di tutte le transazioni con carta effettuate in Italia. In base ai dati dell'Osservatorio Assofin sul credito al consumo, il valore delle operazioni con carte revolving nei primi dieci mesi dell'anno è stato pari a 8,1 miliardi di euro (in crescita del 7,4% sul 2007) a fronte dei 18,2 miliardi dei prestiti personali e dei 20 miliardi dei prestiti finalizzati.
E probabilmente è un bene perché prima di " strisciarle" è opportuno conoscerne bene le caratteristiche. Già, perché a differenza delle carte di debito o di quelle di credito a saldo (il cui rimborso delle spese del mese in media avviene il 10-15 del mese successivo in un'unica soluzione), con le revolving si entra nel settore del credito al consumo.
Con la differenza che, mentre se si chiede un prestito la società a cui ci si rivolge vaglia ogni singola pratica, con la carta viene concesso un plafond di spesa da utilizzare quando e come meglio si crede. Magari anche a mesi o anni di distanza dall'emissione della stessa, con la possibilità che nel frattempo le disponibilità economiche del titolare siano cambiate in peggio, al punto tale che attivare un rimborso rateale non sia opportuno.
Le carte revolving, in particolare, si distinguono per un tasso di interesse applicato alle somme dilazionate mediamente più alto di quello dei prestiti personali o di quelli finalizzati. Pagare interessi del 17-20 per cento non è affatto inconsueto e se si tiene conto che le modalità di rimborso standard prevedono in genere una rata molto contenuta, pari al 4-5% dell'importo mensile del saldo o del fido concordato, ciò significa ritrovarsi alla fine dell'operazione avendo rimborsato un importo decisamente superiore al costo del bene che si è acquistato. È opportuno, quindi, leggere bene le condizioni contrattuali prima di utilizzarle.
Del resto, a differenza di un prestito finalizzato che viene proposto presso il punto vendita al momento dell'acquisto, qui non si corre il pericolo di farsi prendere dalla paura di lasciarsi sfuggire l'occasione di acquistare il bene desiderato. La carta può essere richiesta in qualunque momento, magari la si ha già in tasca da mesi e quindi c'è tutto il tempo necessario per studiarne caratteristiche e costi. Poi, se e quando lo si riterrà opportuno, la si potrà utilizzare in modo consapevole. Uno dei vantaggi della revolving rispetto ai finanziamenti classici, per esempio, è proprio il fatto di essere sempre disponibile e di poteressere usata con estrema semplicità senza richiedere alcuna autorizzazione specifica per ogni singola operazione.
Per bilanciare benefici e costi determinati dal tasso di interesse, però, è opportuno ridurre il più possibile il numero di rate. Quindi meglio scegliere una carta che consente di variare l'importo del rimborso mensile fino ad arrivare anche al 100 per cento del saldo o del fido concesso. Così l'acquisto fatto, volendo, lo si paga anche in soli 3-4 mesi, usufruendo dei vantaggi del pagamento rateale e al contempo limitando gli effetti del tasso di interesse.
Fonte:ilsole24ore.com(Matteo Prioschi)
Cassazione: chi tradisce in pubblico perde l'assegno di mantenimento
Tempi più difficili per chi tradisce! D'ora in avanti infatti il coniuge infedele dovrà stare particolarmente attento a tenere nascosta la sua relazione adulterina. La Corte di Cassazione infatti considera più grave il tradimento di chi lo fa pubblicamente rispetto a chi tradisce di nascosto. Il presidente nazionale dell'Associazione Matrimonialisti italiani, Avv. Gassani, commentando la sentenza con la quale la Cassazione ha confermato il provvedimento della Corte di Appello di ancona che ha negato il diritto all'assegno di mantenimento ad un'ex moglie che non si preoccupò di nascondere la sua relazione extraconiugale ha dichiarato: ''Negli ultimi anni l'infedelta' coniugale e' stata interpretata dalla giurisprudenza con minore severità in quanto essa, di per se' non e' stata considerata automaticamente motivo di addebito della separazione (con conseguente perdita del diritto al mantenimento). Oggi la Suprema Corte, confermando il provvedimento della Corte di Appello di Ancona ha ribadito il concetto che una infedelta' coniugale può configurarsi come un vero e proprio illecito se essa e' la causa della crisi coniugale o se viene ostentata in pubblico, producendo offesa al decoro ed all'onore del coniuge tradito. Il danno all'immagine di chi subisce il tradimento e' considerato, quindi, più grave del fatto in se [...] In Italia nel 50% dei casi le infedelta' coniugali non sono sanzionate dai giudici specie quando gli avvocati riescono a dimostrare che esse sono solo la conseguenza e non già la causa della fine del matrimonio” In sostanza spiega Gassani per la legge è più grave flirtare in pubblico piuttosto che tradire di nascosto ma si deve considerare che le infedelta' coniugali “non sono più la prima ragione delle separazioni in Italia. La prima ragione e' quella legata alle incompatibilità di carattere tra i coniugi. Tuttavia emerge un dato che riguarda l'aumento degli incarichi ad investigatori privati finalizzati a portare agli avvocati le prove dell'infedelta' coniugale della controparte da utilizzare nel processo''.
Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)
Sicurezza. Da oggi il 112 è accessibile da tutti gli Stati membri Ue
Da oggi il 112, numero unico europeo per le emergenze, è accessibile per tutti i cittadini europei. Si potrà chiamare il 112 da qualsiasi telefono che si trovi in uno dei 27 Stati membri dell'Ue: anche in Romania e Bulgaria, dove ancora il servizio non era stato attivato completamente. "Il 112 funzionante ovunque nell'UE è un bel regalo per tutti gli europei, che arriva proprio al momento giusto nel periodo delle vacanze natalizie, in cui molti viaggiano e passano lunghi periodi in paesi europei diversi dal proprio. Prevedo che d'ora in poi il 112 sarà un fedele compagno di viaggio per tutti coloro che si recano in vacanza in ogni angolo dell'UE", ha affermato Viviane Reding, Commissaria europea delle telecomunicazioni.
"Il compito degli Stati membri non finisce certo qui, ma il primo obiettivo di disporre di un numero unico di emergenza è stato raggiunto. Mi fa molto piacere constatare il coronamento dei nostri sforzi per far funzionare il numero di emergenza unico in tutta l'Unione, perché è il segno che l'Europa dei risultati ha un'incidenza concreta nella vita quotidiana dei suoi cittadini."
Il numero di emergenza europeo 112 è stato istituito nel 1991 come numero complementare ai numeri nazionali di emergenza e ai fini di una maggiore accessibilità dei servizi di emergenza in tutti gli Stati membri dell'Unione europea. Dal 1998 la normativa dell'UE impone agli Stati membri di garantire che tutti gli utenti di telefonia fissa e mobile possano chiamare gratuitamente il 112. Dal 2003 gli operatori di telecomunicazioni sono tenuti a fornire ai servizi di emergenza informazioni sulla localizzazione di chi chiama il 112. A settembre scorso Bruxelles ha aperto una procedura di infrazione per l'Italia che avrebbe dovuto garantire un maggiore collegamento tra i vari sistemi di risposta alle emergenze, in particolare le chiamate alla polizia, alle ambulanze, ai vigili del fuoco.
Fonte:helpconsumatori.it
Lavoro: per le aziende arriva la semplificazione dei contributi
Anche per il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) arriva la stagione della semplificazione. Con una circolare (34/2008) diffusa ieri il ministero del Lavoro chiarisce infatti che il possesso del Durc consiste nella semplice verifica dei presupposti per il suo rilascio. Non solo. Questa verifica è attivata automaticamente qualora il datore di lavoro richieda un beneficio di carattere contributivo.
Tra i presupposti c'è la necessità per il datore di lavoro di autocertificare l'inesistenza di provvedimenti definitivi a suo carico (amministrativi o giurisdizionali) sulle violazioni previste dall'allegato A del Dm 24 ottobre 2007.
Per le imprese che già usufruiscono dei benefici l'autocertificazione andrà fatta entro il 30 aprile 2009, alla Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente in base alla sede legale dell'impresa.
L'autocertificazione sostituisce, in pratica, il modello SC 37 richiesto dall'Inps, l'autocertificazione per l'autoliquidazione 2007-2008 e le istanze 20 e 24 Mat previste dall'Inail. I datori di lavoro che hanno già trasmesso questi documenti devono inviare l'autocertificazione alla Dpl.
Per quanto riguarda invece i datori di lavoro che non hanno mai richiesto alcun beneficio contributivo, l'invio dell'autocertificazione deve precedere qualsiasi richiesta, e comunque è dovuto non oltre il 30 aprile 2009 in prima applicazione.
Fonte:ilsole24ore.com
Corte Ue, esenzione Iva anche per le prestazioni individuali
In particolare il riferimento è a quelle effettuate nei riguardi di uno o di alcuni dei membri di una associazione autonoma
L'articolo 13, parte A, n. 1, lett. f), della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, deve essere interpretato nel senso che, fatto salvo il soddisfacimento delle altre condizioni previste dalla disposizione, le prestazioni di servizi fornite ai membri da parte di associazioni autonome beneficiano dell'esenzione anche qualora tali prestazioni siano fornite ad uno solo o ad alcuni di detti membri. È la pronuncia resa dai giudici comunitari nella causa C-407/07.
-La normativa europea
L'articolo 13 della sesta direttiva, infatti, prevede che, in materia di esenzioni a favore di alcune attività di interesse pubblico, gli Stati membri possano esonerare dall'applicazione dell'Iva, le prestazioni di servizi effettuate da associazioni autonome di persone che esercitano un'attività esente o per cui non hanno la qualità di soggetti passivi, per rendere ai loro membri i servizi direttamente necessari all'esercizio di tale attività. Tale esenzione può essere riconosciuta a condizione che le associazioni in questione richiedano ai loro membri l'esatto rimborso della parte delle spese comuni loro spettante e che il meccanismo dell'esenzione non provochi distorsioni di concorrenza.
-I termini della questione pregiudiziale
La questione pregiudiziale posta dinnanzi ai giudici comunitari verte, quindi, sull'interpretazione dell'articolo 13, parte A, n. 1, lett. f), della sesta direttiva e in particolare è stato chiesto loro se questa disposizione possa essere applicata anche nel caso in cui le prestazioni siano fornite a uno solo dei membri dell'associazione o ad alcuni di essi.
-Le osservazioni presentate
La società coinvolta e la Commissione delle Comunità europee propongono di risolvere in modo affermativo la questione rilevando che, in mancanza di ciò, risulterebbe fortemente limitato il riconoscimento delle esenzioni a questo tipo di associazioni. La società rileva, inoltre, che la prestazione rivolta soltanto ad alcuni dei membri è una condizione necessaria per la soddisfazione delle esigenze dei membri stessi. Quest'ultimi, infatti, non operando in tutti i settori della sanità e non svolgendo attività omogenee, non possono avvalersi di tutte le attività esercitate nell'ambito dell'associazione. Le prestazioni fornite, inoltre, rileva sempre la società, vengono fatturate per un importo corrispondente al costo effettivo sostenuto, in modo tale che le spese comuni siano fatturate in base alla quota di propria competenza.
-La posizione del governo olandese
Secondo il governo olandese, invece, la questione deve essere risolta in senso negativo e in particolare occorre stabilire se il tipo di prestazione oggetto della controversia sia fornita nell'interesse comune, collettivo, di tutti i membri o se invece è effettuata nell'interesse particolare e individuale di un solo membro. Il governo olandese, inoltre, rileva un rischio di distorsione di concorrenza nel caso in cui le remunerazioni riflettano solo i costi diretti delle prestazioni stesse. Infatti, secondo la lettura del governo, i costi effettivi, che dovrebbero comprendere sia i costi diretti che i costi indiretti, sono di difficile determinazione, soprattutto qualora la società effettui prestazioni a favore di un solo membro o di alcuni di essi, mentre condizione necessaria per usufruire dell'esenzione è proprio la determinazione di rimborso esattamente pari alla parte delle spese comuni spettanti ai membri dell'associazione stessa.
-La posizione della Corte
I giudici comunitari rilevano, in primo luogo, che la competenza nello stabilire le condizioni di applicazione dell'esenzione, sia con riferimento all'oggetto della prestazione che alla distorsione di concorrenza, non deve essere riferita alla Corte ma al giudice nazionale, di conseguenza spetta a quest'ultimo accertare i fatti che hanno dato origine alla causa. In tale ottica, gli eurogiudici partono dalla premessa sulla quale si è basato il giudice di rinvio, ovvero che le prestazioni di servizi sono direttamente necessarie all'esercizio delle attività esenti dei membri della società e che non vi sono distorsioni di concorrenza. I giudici comunitari sottolineano, inoltre, che le esenzioni di cui all'articolo 13 della sesta direttiva, sono sicuramente espressione di una deroga al principio generale secondo cui l'Iva deve essere riscossa a ogni prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso da un soggetto passivo, allo stesso tempo, però, chiariscono che, per non compromettere gli obiettivi della normativa, non si deve incorrere in una interpretazione eccessivamente restrittiva.
-Le finalità della disposizione normativa
Obiettivo della disposizione è quello di concedere l'esenzione qualora la fornitura di alcuni servizi venga effettuata in collaborazione con altri professionisti mediante una struttura comune che svolge talune attività necessarie al compimento della prestazione stessa. In questo senso, l'interpretazione del governo olandese, che nega l'applicazione nell'ipotesi in cui la prestazione sia rivolta ad alcuni membri dell'associazione, non consentirebbe di conseguire le finalità proprie della disposizione qualora ci si trovi in un contesto in cui le esigenze dei vari membri differiscono.
-L'imputazione dei costi comuni
Per quanto attiene, poi, alla difficoltà di imputazione dei costi comuni, i giudici comunitari rilevano che, anche quando le prestazioni siano fornite ad uno solo membro, o ad alcuni di essi, il costo della fornitura di tutte queste prestazioni resta una spesa comune in cui è incorsa l'associazione a tal fine costituita ed i metodi di contabilità analitica sono tali da consentire di individuare la parte esatta di tale spesa imputabile a ciascuno dei servizi considerato individualmente. Da ciò si evince che, ai fini del riconoscimento dell'esenzione non è necessario che la prestazione sia rivolta a tutti i membri dell'associazione ma deve essere riconosciuta, salvo il soddisfacimento delle altre condizioni previste dalla disposizione, anche nel caso in cui sia fornita a uno solo dei membri o ad alcuni di essi.
Fonte:nuovofiscooggi.it(Maria Ingraffia)
Sicurezza stradale: nuove regole ''tolleranza zero''
Le regole stanno (ancora una volta) per cambiare, per contrastare quella che sempre più è una piaga sociale: la guida in stato di ebbrezza. Se passa la proposta di legge alla Camera (e dovrebbe farcela per fine gennaio) sarà sufficiente un tasso alcolico dello 0,2% (ora è 0,5%, grammi di alcol ogni 100 ml di sangue) per vedersi ritirare la patente.
Lo ha detto ieri il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, proprio il giorno in cui si aggrava il bilancio delle vittime del fine settimana: 27 in tutto. A Caserta un moldavo è uscito di strada con la sua auto ed è morto: era ubriaco. Nel Milanese a Cesano Maderno un ventenne ha investito una comitiva. Il bilancio aggiornato a ieri è di due morti e 26 feriti. L’uomo era ubriaco e nella sua auto è stato trovato anche dell’hashish. «In Italia si eseguono ogni anno un milione di alcol test, contro i dieci milioni della Francia - spiega Domenico Musicco, legale dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada - l’automobilista italiano ha una possibilità ogni 74 anni di essere fermato per controlli ». Dello stesso avviso anche la Fibe, associazione imprese di ballo e spettacolo. «Questa tolleranza zero mi sembra solo un’operazione di facciata. Si devono piuttosto aumentare i controlli come fanno gli altri Paesi europei», dice il direttore generale Edi Sommariva.
Fonte:metronews.it
Puglia. Crisi: pubblicati bandi regionali manovra
Sono ufficiali i primi tre bandi della Regione Puglia della manovra anticrisi. Sono stati pubblicati sul Burp il 10 dicembre. I bandi sono i Contratti di Programma regionali (che sviluppano investimenti per 550 milioni di euro mettendo in campo 130 milioni di fondi pubblici), gli Aiuti alle medie imprese ed ai consorzi di PMI (Piccole e medie imprese) per Programmi Integrati di Agevolazione (PIA) (che determinano investimenti per 270 milioni di euro, grazie ad 88 milioni di risorse pubbliche) e gli Aiuti agli Investimenti in Ricerca per le PMI (70 milioni gli investimenti sviluppati rispetto a 28 milioni di fondi pubblici). In tutti e tre i casi le domande dovranno essere presentate a partire dal 19 gennaio.
Per i Pia e i Contratti di programma e' prevista la procedura a sportello, che si chiude con l'esaurimento delle risorse, per il bando sulla Ricerca per le PMI invece la data di scadenza e' il 20 marzo e le domande dovranno essere presentate con posta elettronica certificata, attraverso questo portale. Sul Burp del 9 dicembre sono usciti invece gli schemi degli ultimi quattro avvisi.
Di questi, tre riguardano l'Internazionalizzazione. Si tratta, in particolare, del sostegno ai Consorzi export agroalimentari, del sostegno ai Consorzi export turistico-alberghieri, del sostegno ai Consorzi export manifatturieri. Svilupperanno investimenti per 15 milioni di euro con fondi pubblici pari a 9 milioni (tre per ogni tipologia di consorzio). L'ultimo schema di bando, il quarto, riguarda il Contrasto all'usura. E' un intervento in favore dei Confidi e delle Fondazioni impegnati nella lotta all'usura. Per debellare questa piaga la Regione Puglia mette a disposizione 770mila euro.I quattro bandi al momento sono in Ragioneria per il nullaosta contabile. Dopo questo passaggio saranno pubblicati sul Bollettino. Informazioni dettagliate e Bandi sono disponibili nella sezione Programmazione 2007-13.
Fonte:asca.it
Studi di settore, via libera con riserva alla revisione
La Commissione per gli studi di settore ha approvato un documento con il quale si da il via libera, ma con riserva agli studi di settore, in revisione quest'anno, che devono essere pubblicati entro il prossimo 31 dicembre. Il documento però vede l'astensione delle categorie sul valore degli studi riferiti al 2008 e chiede che in ogni caso vengano fatte (in attesa di una valutazione definitiva della crisi che si potrà fare solo dopo la presentazione delle dichiarazioni del 2009) entro marzo delle correzioni in vista dell'elaborazione di gerico 2009. La Commissione ha ribadito alcuni concetti espressi già in un precedente documento del 6 novembre 2008 con il quale era stato affermato l'effetto «non catastizzante» degli studi di settore, la necessità di rivisitare gli studi prima della dichiarazione 2009.
E' stato approvato anche l'elenco dei 69 studi che saranno revisionati nel 2009.
Fonte:ilsole24ore.com
Salute: 11 mila centenari in Italia, 4 donne per ogni uomo
Le donne italiane hanno più probabilità di spegnere cento candeline rispetto ai loro compagni. Tra i centenari di casa nostra, infatti, il rapporto è di 4 donne ogni maschio . "Anche se molto dipende dalla Regione: al Nord sono circa 6 donne ogni uomo, al Sud si 'scende' a 2 a uno", spiega Claudio Franceschi, specializzato negli studi sui centenari e docente di immunologia all’università di Bologna, a margine del III seminario nazionale sulla salute della donna, in corso oggi e domani a Roma all'Istituto superiore di sanità, organizzato in collaborazione con la Società italiana di farmacologia (Sif). I centenari italiani "sono undicimila - continua Franceschi - circa 7- 8 mila le donne e tremila gli uomini”. Sono, dunque, soprattutto le signore ad avere superato il secolo . "Ma le differenze geografiche sono importanti - conclude l'esperto - in sardegna , ad esempio, c'è il fenomeno di una maggiore longevità maschile. E più scende al Sud, più gli uomini si riscattano".
Fonte:lasaluteinpillole.it
Cassazione: giro di vite contro i regali per gli aiutini ai concorsi. E' corruzione
Linea dura della Cassazione contro l'abitudine di fare regali per gli 'aiutini' ottenuti ai concorsi. Una pratica di questo tipo, secondo la Corte (sentenza 46065/2008) non è affatto un gesto di cortesia ma una vera e propria retribuzione di un atto corruttivo. Gli ermellini, hanno così confermato la condanna per corruzione nei confronti di due commissarie del concorso per l'assegnazione a cattedre di scuola elementare per aver alterato la procedura di assegnazione di un candidato alla commissione cui doveva presentarsi per sostenere gli esami orali. In particolare era stata pilotata l'assegnazione del candidato alla commissione di cui faceva parte il commissario che aveva accettato di favorirne la valutazione. Le due done avevano ricevuto in regalo dal padre del candidato dei gioielli di valore. Già in primo grado il Tribunale aveva inflitto una condanna per corruzione ad 1 anno e 6 mesi di reclusione, alle due commissarie d'esame e al padre dell'aspirante maestro e il verdetto era stato confermato in appello. In Cassazione gli imputati avevano sostenuto che i doni sarebbero stati delgi omaggi di pura cortesia. La Corte, che ha respinto i ricorsi, ha evidenziato che "l'indicazione, fornita dal componente di una delle commissioni di esame di concorso pubblico a un candidato, dell'espediente da seguire per eludere il risultato del sorteggio della commissione di assegnazione e ottenere un sorteggio suplletivo apparente, con estrazione diretta ed enunciazione, indipendentemente da quello effettivamente estratto, del numero corrispondente alla commissione di cui il commissario stesso e' componente, non costituisce un mero consiglio, penalmente irrilevante, bensi' il suggerimento di un metodo illegale da seguire in vista dello scopo concordato".
Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)
Istat: inflazione in calo, a novembre è al 2,7%
L'inflazione rallenta. A novembre l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività registra infatti una diminuzione di meno 0,4% rispetto al mese di ottobre e una variazione di più 2,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, scendendo rispetto a ottobre quando si era attestata al 3,5%. Lo comunica l'Istat negli Indici dei prezzi al consumo di novembre 2008.
Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 6,4%), Bevande alcoliche e tabacchi (più 5,3%) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 4,7%) e una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni (meno 3,6%). Rispetto allo scorso mese gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per Comunicazioni (più 0,3%), Mobili, articoli e servizi per la casa e Servizi sanitari e spese per la salute (più 0,2% per entrambi) mentre variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti (meno 2,3%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili e Servizi ricettivi e di ristorazione (meno 0,4% per entrambi).
Fonte:helpconsumatori.it
La crisi spinge lo shopping online
Con il Natale alle porte e l'aria di crisi, gli italiani si mettono al pc e riscoprono lo shopping online. A rivelarlo è l'Osservatorio web di Seat Pagine Gialle, secondo cui il traffico su PagineGialle.it è aumentato del 35% in un anno, con un totale di quasi 4 milioni di utenti unici, 30 milioni di ricerche e 11 milioni di visite effettuate nel solo mese di novembre 2008. «In vista dello shopping natalizio gli italiani si affidano sempre più agli strumenti offerti da Seat, e in particolare all'offerta online di PagineGialle.it per la ricerca di informazioni e di prodotti», sottolinea Paolo Gonano, direttore marketing di Seat Pagine Gialle. «La congiuntura economica attuale porta a scelte d'acquisto più oculate da parte dei consumatori, che si avvalgono dei nostri mezzi su Internet non solo per una prima "esplorazione" tra prodotti e servizi a cui sono interessati». Così, per tenere un occhio al portafogli ma senza rinunciare al piacere di un pacco dono sotto l'albero, i regali si scelgono direttamente in rete, dove e possibile esplorare, confrontare i prodotti e scegliere il giusto acquisto senza muoversi da casa.
Se è vero che il settore food vince anche online con una crescita dell'11%, gli italiani non tradiscono le loro preferenze neanche in rete. In cima alla lista dei desideri svetta la tecnologia, con un aumento del 17% rispetto al 2007. Telefonini, videogiochi e televisori al plasma sembrano non soffrire alcuna crisi e rimangono i veri protagonisti sotto l'albero. A discapito dei regali tradizionali, che perdono quota rispetto all'anno scorso (-18%), quello che si avvicina si prospetta dunque un Natale all'insegna dell'hi-tech.
Fonte:ilsole24ore.com(Claudia La Vi )
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