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3° invio Febbraio_2009

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Detrazione Irpef al 19% anche solo con il preliminare di acquisto
Agenzia delle Entrate, Risoluzione Ministeriale n. 26/E del 30 gennaio 2009


Si puo` fruire della detrazione IRPEF pari al 19% dei compensi pagati a intermediari immobiliari per l'acquisto dell'abitazione principale (art. 15, comma 1, lett. b bis, D.P.R. 917/1986), anche in presenza del solo preliminare di compravendita, purche` regolarmente registrato. Se successivamente non venisse stipulato il contratto definitivo d`acquisto dell'abitazione, la detrazione utilizzata dovra` essere restituita. Cosi` viene chiarito dall'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione Ministeriale n. 26/E del 30 gennaio 2009. In particolare, l'art. 15, comma 1, lett b bis del TUIR - D.P.R. 917/1986 (come introdotto dal decreto ``Visco-Bersani`` - D.L. 223/2006 convertito con modifiche nella legge 248/2006) prevede, dal 1° gennaio 2007, la detraibilita` dall'IRPEF del 19% dei compensi pagati agli intermediari immobiliari per l'acquisto dell'unita` immobiliare da adibire ad abitazione principale, per un importo non superiore a 1.000 euro.
Al riguardo, l'Agenzia delle Entrate ha specificato che, in mancanza di un contratto definitivo d`acquisto, il contribuente puo` comunque beneficiare della detrazione anche in presenza del solo preliminare di vendita registrato, a condizione, pero`, pena la decadenza dal beneficio, che le parti stipulino poi il contratto definitivo (in quanto un preliminare di vendita non produce il trasferimento della proprieta`) e che l'immobile sia destinato ad abitazione principale dell'acquirente. Inoltre, richiamando la precedente Circolare ministeriale n. 28/E/2006, l'Agenzia delle Entrate ribadisce nuovamente che l'importo di 1.000 euro costituisce il limite massimo su cui commisurare la detrazione del 19%, in relazione all'intera spesa sostenuta per il compenso versato agli intermediari immobiliari e che la possibilita` di portare in detrazione quest`onere si esaurisce in un unico periodo di imposta; qualora l'acquisto dell'abitazione sia effettuato da piu` soggetti, la detrazione, nel limite complessivo di 1.000 euro, dovra` essere ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprieta`.

Fonte:ilsole24ore.com


Requisiti bonus famiglia: ecco il test per la verifica immediata

On line sul sito dell’Agenzia un’applicazione informatica che con poche domande facilita il controllo
Sei cittadino italiano? Che lavoro fai? Quanti siete in famiglia? Possiedi case o terreni? Sono alcune delle poche e semplici domande alle quali rispondere per scoprire se si ha diritto al bonus famiglia e nel caso conoscerne l’importo. Questo grazie all’applicazione informatica pubblicata sul sito delle Entrate.
In tutto 8 quesiti, un percorso estremamente facile e una risposta immediata. Questo in sostanza il test che viene proposto dall’agenzia delle Entrate a quei contribuenti incerti sull’appartenenza alla platea dei beneficiari.
Nel dettaglio il test chiede:
anno di riferimento (la norma consente la scelta tra 2007 e 2008)
cittadinanza e residenza (il bonus può essere richiesto anche da stranieri a condizione che siano residenti in Italia, requisito non necessario per i familiari a carico)
tipo di lavoro svolto (hanno diritto al beneficio solo lavoratori dipendenti, pensionati e coloro che hanno percepito redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente)
proprietà di case o terreni (i redditi fondiari sono ammessi soltanto se inferiori a 2.500 euro e se percepiti insieme agli altri redditi che vanno considerati ai fini del bonus)
la presenza in famiglia di soggetti che svolgono saltuariamente attività di commercio o di lavoro autonomo
il numero dei componenti il nucleo familiare
la presenza in famiglia di portatori di handicap
il reddito complessivo.
Una volta risposto a tutte le domande, arriva il responso e cioè se i requisiti indicati danno diritto e a quanto ammonta il bonus.
In vista della imminente scadenza per la presentazione delle domande di coloro che hanno scelto come anno di riferimento il 2007 (28 febbraio 2009, mentre chi ha optato per il 2008 ha tempo fino al 31 marzo), il test spiana la strada a chi ancora non ha verificato la sua posizione.

Fonte:nuovofiscooggi.it


Sanzioni al medico che denuncia l'irregolare

I medici che denunciano gli immigrati irregolari, ai quali hanno prestato assistenza, potranno essere sanzionati per violazione del Codice deontologico. Il Consiglio nazionale della Fnomceo (la Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), che nelle scorse settimane aveva già manifestato un «forte dissenso» all'emendamento al Ddl sicurezza che abroga il divieto di denunciare alle autorità gli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche, ha approvato ieri all'unanimità un documento per ribadire le proprie perplessità sul provvedimento. Ma anche per chiarire che la procedura di segnalazione si pone «in netto contrasto con i principi della deontologia medica, espressi in particolare dal giuramento professionale e dall'articolo 3 del Codice deontologico, che impongono ai medici di curare ogni individuo senza discriminazioni legate all'etnia, alla religione, al genere, all'ideologia, di mantenere il segreto professionale e di seguire le leggi quando non siano in contrasto con gli scopi della professione». Quindi per quei medici che si attenessero alla novità contenute nel Ddl sicurezza approvato in prima lettura al Senato potrebbero scattare sanzioni disciplinari.
Viceversa, la Fnomceo si schiererà a fianco dei professionisti che, non segnalando gli irregolari e dunque non rispettando il contenuto dell'emendamento, «dovessero incorrere in procedimenti sanzionatori per aver ottemperato agli obblighi deontologici».
Il Consiglio nazionale guidato da Amedeo Bianco, inoltre, ha sottolineato il pericolo insito nella possibilità di denuncia, «che creerà percorsi clandestini di cura, sottraendo al controllo della sanità pubblica le patologie diffusive emergenti che rappresentano un grave pericolo per ogni individuo e per la società tutta e che oggi sono monitorate e controllate».
Per questi motivi medici e odontoiatri italiani sollecitano un'audizione urgente per spiegare e motivare nel dettaglio la propria contrarietà all'intervento. «Il Consiglio nazionale – si legge nel documento – si appella al Parlamento con un fermo richiamo alle superiori esigenze di tutela della salute oltre che agli imprescindibili principi di solidarietà, patrimonio storico della nostra nazione. E sollecita pertanto la Camera a non approvare questo emendamento, contrastante con i principi fondanti del rapporto persona malata e medico, ripristinando quanto previsto dalla normativa precedente».
La regola etica
- Codice deontologico dei medici, articolo 3
Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell'Uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia,in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera. La salute è intesa nell'accezione più ampia del termine, come condizione cioè di benessere fisico e psichico della persona

Fonte:ilsole24ore.com


Bologna, Bando Mambo per progetti innovativi d'impresa

Il 31 marzo 2009 scade la presentazione dei progetti per partecipare al nuovo bando del Comune di Bologna per co-finanziare progetti d’impresa innovativi nei settori: “Information and communication technology”, “Artigianato e Commercio al dettaglio in sede fissa”, “Moda e design”.
I fondi messi a bando ammontano a € 1.379.936,36 e provengono dal ministero dello Sviluppo Economico e sono rivolti a finanziare l’insediamento di nuove imprese in particolari aree cittadine esplicitamente definite nel bando.
Gli aspetti salienti che tutti i soggetti interessati devono conoscere sono quelli che seguono:
a) In totale possono essere erogati fino a € 150.000 di contributo;
b) Il progetto di impresa è finanziato al 50% pertanto il soggetto, la piccola impresa o la cooperativa che vogliono realizzarlo devono finanziare in altro modo la parte restante;
c) il contributo economico è per metà a fondo perduto e per metà deve essere rimborsato al Comune;
d) le imprese finanziate devono mantere l’insediamento nell’area per 5 anni dalla data della concessione del contributo, ossia dalla data di emissione della graduatoria del bando.
Il testo del bando e tutte le informazioni di dettaglio sono presenti sul sito www.comune.bologna.it/impresa. E’ inoltre possibile scaricare un simulatore per essere guidati nella predisposizione delle previsioni economico finanziarie del business plan.
Il personale del Settore Attività Produttive e Commerciali riceve su appuntamento le persone interessate a presentare un progetto o che vogliono chiarimenti. (tel.051/2194013)

Fonte:sabatoseraonline.it


Gli uomini sono sempre più longevi. Nel 2035 vivranno quanto le donne

Secondo uno studio americano tra due generazioni il 'gentil sesso' perderà il primato della lunga vita. Una previsione che non vale soltanto per gli Stati Uniti, ma può essere estesa a tutti i Paesi occidentali a "meno di guerre improvvise o epidemie"
E' una delle poche battaglie che le donne avevano spuntato sul cosiddetto sesso forte: la partita della longevità le vedeva da sempre vincenti. Ma tra poco, appena due generazioni, perderanno il primato di lunga vita. Gli uomini, infatti, stanno rapidamente recuperando terreno e gli studiosi stimano che a partire dal 2035 potranno ambire al pareggio. I 'fiocchi azzurri' che nasceranno in quell'anno, dunque, potranno sperare di vivere le stesse stagioni di quelli rosa, non un anno in più e non uno in meno. La previsione, che farà senz'altro felici i maschi, arriva dagli statistici dei Centres for Disease Control and Prevention di base ad Atlanta, e benché sia calibrata sulla popolazione statunitense può essere proiettata - assicurano gli stessi ricercatori americani - sugli altri Paesi occidentali. Quindi Italia compresa. "Se non ci saranno cambiamenti radicali e imprevisti - conferma un esponente dell'istituto sulle pagine del britannico 'Daily Mail' - come ad esempio guerre o epidemie, ci sarà un punto di convergenza tra i due sessi tra circa 25 anni'".

Fonte:studiocataldi.it


Ostuni; Contributi per l'abbattimento delle barriere architettoniche

Scadono il 1° marzo 2009 i termini per la presentazione delle domande relative ai contributi a fondo perduto per i lavori finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.
Ne dà notizia il Sindaco di Ostuni Avv. Domenico Tanzarella, precisando che le domande per la concessione dei contributi in argomento devono essere presentate dal soggetto con disabilità, o da coloro i quali abbiano a carico i citati soggetti, nonché i condomìni ove risiedano le suddette categorie di beneficiari
Tali contributi possono essere concessi sia per le opere da realizzare su partì comuni dell'edificio, sia sugli immobili o porzioni degli stessi in esclusiva proprietà o godimento, ai portatori di menomazioni o limitazioni permanenti relative alla deambulazione e alla mobilità, ivi compresa la cecità. Ogni contributo sarà erogato in relazione alla singola opera o insieme di opere funzionalmente connesse, qualora non risulti possibile materialmente o giuridicamente la realizzazione delle opere di modifica dell'immobile; i contributi possono essere concessi anche per l'acquisto di beni mobili che, per caratteristiche funzionali, risultino strettamente idonei al raggiungimento delle medesime finalità.
L'entità dei contributi concedibile è determinata sulla base delle spese effettivamente sostenute e comprovate ai sensi del disposto del comma 2 art. 9 L13/89. Gli interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche possono essere eseguiti senza titolo abilitativi purché non comportino la realizzazione di rampe o ascensori esterni, ovvero manufatti che alterino !a sagoma dell'edificio.
La domanda, da presentare in carta da bollo, deve contenere la descrizione sommaria delle opere, nonché la spesa prevista e devono essere allegati: il certificato medico e la dichiarazione sostitutiva di notorietà (DPR 28 dicembre 2000, n. 445 art. 47) dalla quale risulti che tali opere non sono esistenti o in corso di esecuzione.
Sul sito istituzionale del Comune di Ostuni www.comune.ostuni.br.it , negli “avvisi”, sono contenute le relative informazioni, il modello di domanda, il fac-simile della dichiarazione e la guida alla presentazione della domanda. Informazioni possono anche essere richieste al seguente numero telefonico: 0831-307356

Fonte:brundisium.net


Agevolazioni fiscali, la residenza anagrafica batte quella di fatto

Si tratta di un requisito formale che comunque non può essere sostituito da situazioni sostanzialmente analoghe
La Commissione tributaria provinciale di Firenze, con la sentenza n. 19/10/09 del 17 febbraio 2009, ha respinto il ricorso di un contribuente che si opponeva al recupero dell’imposta, dovuta a seguito del disconoscimento da parte dell’ufficio della possibilità di poter usufruire dell’aliquota Iva agevolata al 4% sull’acquisto di un immobile da adibire a propria residenza.
- La vicenda
Nel caso in questione, il 13 giugno 2002, il contribuente aveva stipulato un atto di compravendita con cui acquistava un fabbricato per civile abitazione nel Comune di Marradi, vicino Firenze.
Per usufruire dell’aliquota Iva agevolata del 4%, così come previsto dalla relativa normativa, dichiarava nel contratto di compravendita di voler stabilire la propria residenza nel Comune di Marradi nel termine di 18 mesi dalla stipula, cioè entro il 13 febbraio 2003.
Tuttavia, come del resto ammesso anche nel ricorso, il contribuente risultava formalmente residente nel Comune di Marradi solo a partire dal 3 gennaio 2005.
L’ufficio, dunque, dopo aver verificato che il cittadino non aveva trasferito la propria residenza anagrafica nel Comune, come invece indicato nel contratto di compravendita e come richiesto dalla normativa per poter usufruire della agevolazione, procedeva al recupero delle imposte dovute nella misura ordinaria, oltre a interessi e sanzioni.
Il contribuente proponeva ricorso, eccependo le seguenti contestazioni:
tardività della notifica dell’avviso, avvenuta, a suo dire, oltre il termine triennale di decadenza dalla registrazione dell’atto, come previsto dall’articolo 76 del Dpr 131/1986
che, al fine di godere dell’agevolazione, era comunque sufficiente la residenza di fatto e non invece quella di diritto, come risultante dalla relativa iscrizione all’Anagrafe.
L’ufficio si opponeva a tali eccezioni con considerazioni poi tutte puntualmente accolte dalla Commissione tributaria.
In particolare, in ordine alla tardività della notifica, rilevava cheper i casi come quello in esame, l’articolo 11, comma 1 della legge 289/2002 ha previsto una proroga di due anni dei termini pattuiti per la rettifica e la liquidazione della maggiore imposta.
Con il maxiemendamento al Dl 282/2002, convertito nella legge 27/2003, è stato infatti introdotto, nell'ambito dell'articolo 11, il comma 1-bis, il quale prevede che “Le violazioni relative all'applicazione, con agevolazioni tributarie, delle imposte su atti, scritture, denunce e dichiarazioni di cui al comma 1, possono essere definite con il pagamento delle maggiori imposte a condizione che il contribuente provveda a presentare entro il 16 aprile 2003 istanza con contestuale dichiarazione di non voler beneficiare dell'agevolazione precedentemente richiesta. La disposizione non si applica qualora, alla data di entrata in vigore della presente legge, sia stato notificato avviso di rettifica e liquidazione delle maggiori imposte”.
Il legislatore, pertanto, attraverso il maxiemendamento, vi faceva rientrare anche tali ipotesi ( così come confermato dalla circolare n. 12/2003), a condizione che, al 1° gennaio 2003, non fosse stato notificato avviso di rettifica e liquidazione delle maggiori imposte. La Ctp ha quindi riconosciuto la valenza della “proroga di due anni dei termini pattuiti per la rettifica e la liquidazione della maggior imposta”. Per quanto riguardava invece il concetto di “residenza di fatto”, l’ufficio evidenziava che, non potendo negare la mancanza del presupposto di diritto richiesto dalla norma, il contribuente cercava allora di dimostrare la sussistenza di una situazione fattuale, producendo l’intestazione delle utenze domestiche. Tale situazione, però, ai fini della spettanza dell’agevolazione, era del tutto insignificante.
L’ufficio rilevava infatti come la nota II bis all’articolo 1 della parte prima della Tariffa allegata al Dpr 131/1986, vigente nel momento in cui era stato stipulato l’atto traslativo, prevedeva espressamente che l’immobile fosse ubicato nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha, o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto, la propria residenza. Laddove è chiaro che il solo concetto di residenza ammesso dalla legge è quello della residenza anagrafica.
Nessun pregio meritava quindi il richiamo a un inesistente concetto di residenza “di fatto”.
- La sentenza
Come già riconosciuto più volte dalla stessa Commissione tributaria (cfr Ctp di Firenze, sentenza n. 55/08/06), peraltro, “le norme di agevolazione fiscale per la prima casa sono inderogabili e il requisito della residenza è un requisito formale che non può essere sostituito da situazioni sostanzialmente analoghe”.
La residenza formale indicata all’anagrafe è infatti l’unica in grado di fornire un dato certo, non essendo quindi possibile dare rilevanza giuridica a circostanze fattuali, ove in contrasto con il dato anagrafico.
La stessa Corte di cassazione, con la sentenza n. 8377/2001, ha escluso espressamente la rilevanza giuridica di realtà di fatto che contrastino con il dato anagrafico, proprio relativamente alla concessione dell’agevolazione prima casa.
Del resto, oltre che dalla inequivocità del dato letterale, tale conclusione è confermata dal fatto che una norma speciale, che deroga cioè all’ordinario regime di tassazione, non può essere interpretata in via estensiva.
L’unico elemento che, quindi, consente di verificare il pieno rispetto dell’obbligo di trasferimento della residenza è solo ed esclusivamente il certificato anagrafico.
E’ la legge, infatti, che, nel prevedere tale agevolazione, ne subordina la spettanza al rispetto di un requisito formale, quale appunto il trasferimento della residenza secondo le risultanze anagrafiche del Comune ove è ubicato l’immobile.
Non si trattava, quindi, come erroneamente sosteneva il contribuente, di eccessivo formalismo, bensì di puntuale applicazione della norma, in conformità a quel principio di certezza del diritto che permea tutto il nostro ordinamento.
Infine comunque, come anche ricordato nella pronuncia in esame, ogni dubbio in merito a tale questione è stato oggi fugato dalla sentenza della Corte suprema n. 9949/2008, la quale ha espressamente affermato che “Il tenore letterale della disposizione contenuta nell’art. 2, D.L. n. 12/1985, in tema di agevolazioni per l’acquisto della c.d. prima casa induce a ritenere insufficiente la circostanza che l’acquirente abbia trasferito la propria residenza nell’immobile compravenduto laddove detta modificazione non sia recepita presso l’ufficio dell’anagrafe. Conseguentemente, è irrilevante alla data dell’acquisto la residenza di fatto difforme da quella fatta constare dall’esame delle iscrizioni all’anagrafe della popolazione residente”.
La Corte sottolinea poi come “il principio che in materia debba attribuirsi prevalenza alla residenza anagrafica su quella di fatto è ormai fermo nella giurisprudenza di questa corte (ex multis n. 8377/2001)”.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Giovambattista Palumbo)


Il come e quando del bonus rottamazione

Una bussola al bonus targata Agenzia delle Entrate. I chiarimenti riguardano le agevolazioni predisposte per il teleriscaldamento e la rottamazione auto. Una recente Circolare dell’Agenzia delle Entrate fa luce su alcuni aspetti interpretativi relativi alla fruizione del credito d’imposta per le aziende coinvolte in entrambe i casi.
Viene infatti stabilito che il tetto di 250mila euro annui per il credito di imposta da rivendicare in dichiarazione non comprenda alcune tipologie di sconti fiscali. Nello specifico vengono esclusi dal massimale i crediti d’imposta in cui i soggetti che si avvalgono in compensazione dell’incentivo non costituiscono i veri destinatari della misura agevolativa (ossia i concessionari nel caso del bonus rottamazione).
- Quale incentivo per il Teleriscaldamento?
Sebbene l’agenzia delle Entrate si fosse già espressa relativamente al bonus diretto a favore dei gestori del teleriscaldamento alimentato con biomassa o con energia geotermica, arriva un ulteriore chiarimento per quanti intendano applicare l’incentivo.
La circolare 95/2001 interviene a precisare infatti che, per il fornitore di energia, il credito d’imposta costituisce un vero e proprio credito nei confronti dell’erario e non un’agevolazione concessa a fronte di un onere sostenuto.
Nel medesimo documento, inoltre, è stato ribadito che l’eventuale credito residuo, oltre che utilizzato in compensazione, può anche essere chiesto a rimborso nella dichiarazione dei redditi.
Con questa norma interpretativa in il governo intende dunque evitare di danneggiare gli operatori economici, che si trovino ad anticipare il contributo ai consumatori attraverso la riduzione del prezzo di vendita del bene o del servizio a essi destinato.
- meccanismo del bonus rottamazione
Il credito d’imposta predisposto per la rottamazione e sostituzione dell’auto prevede la concessione di contributi a vantaggio dei clienti finali, tramite riduzione sul prezzo di acquisto dal concessionario, purché , naturalmente, il veicolo nuovo rispetti gli eco-standard più elevati. All’acquirente del mezzo è dunque riconosciuto un contributo da parte del venditore, il quale poi riottiene la somma dalla società costruttrice o importatrice del veicolo nuovo; quest’ultima, a sua volta, recupera il contributo sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione.
Ne consegue che l’uso in compensazione delle somme equivalenti agli sconti praticati ai consumatori finali costituisce, per gli operatori economici, un vero e proprio rimborso di contributi anticipati per conto dello Stato. In pratica, il contributo, anticipato dal concessionario - ovvero dal centro autorizzato che ha effettuato la rottamazione nel caso di semplice demolizione - viene da questi recuperato attraverso il meccanismo fiscale del credito d’imposta.
- I crediti coinvolti
Le principali misure agevolative cui si fa riferimento nella circolare sono gli incentivi diretti agli autoveicoli alimentati a metano o a gas di petrolio liquefatto (ex decreto legge 324/1997), le agevolazioni poste a favore dei gestori di reti di teleriscaldamento alimentato con biomassa o con energia geotermica, il contributo per l’acquisto delle autoambulanze e dei mezzi antincendio da parte di associazioni di volontariato e organizzazioni non lucrative di utilità sociale (articolo 20 del decreto legge 269/2003), nonché gli interventi succedutisi nel tempo per la rottamazione o l’acquisto di veicoli.
Viene inoltre ricordato che il tetto annuale di 250mila euro può essere superato da altri specifici bonus agevolativi. Resta salva, infine, la possibilità che l’importo non utilizzato in un determinato anno, in quanto eccedente la soglia annuale di 250mila euro, è riportabile in avanti anche oltre il limite temporale eventualmente previsto dalle singole leggi istitutive e, comunque, è compensabile per l’intero importo residuo a partire dal terzo anno successivo a quello in cui si genera l’eccedenza.

Folte:soldiblog.it


Facebook fa un passo indietro sui contenuti degli utenti

Un'inversione di rotta in tempi record. Facebook, pochi giorni fa, ha modificato le condizioni del servizio. Tra le novità, la possibilità di appropriarsi dei contenuti degli utenti per sempre. Particolare che ha sollevando diverse proteste e perplessità in Rete. Conclusione: Mark Zuckerberg, dopo aver provato a spiegare le finalità delle modifiche, ha deciso di tornare sui suoi passi proprio in seguito alle «numerose domande e commenti circa le modifiche e cosa queste possano significare per le persone e le loro informazioni», ha spiegato.
Le modifiche. Le modifiche ai termini d'uso sono state introdotte il 4 febbraio. La parte che ha preoccupato gli iscritti più attenti è la possibilità di appropriarsi dei loro contenuti in maniera indefinita. Un tema su cui Facebook partiva già in difetto d'immagine, viste le critiche dei mesi passati. Zuckerberg non ha lasciato molto tempo all'onda di proteste del web, intervenendo tempestivamente con alcune spiegazioni. In sostanza ha spiegato che le modifiche servivano a tutelare la conservazione dei contenuti condivisi con i propri amici sul servizio. Non tutti i contenuti dunque. Il fondatore del social network spiega ha fatto il paragone con le mail. Una volta che hai mandato un messaggio, questo rimane nella casella dell'utente anche se cancelli l'account.
Tutto come prima dunque, almeno per il momento. Le condizioni del servizio verranno comunque modificate, ma «in termini comprensibili a tutti». Facebook ha fatto un errore di comunicazione potenzialmente molto dannoso. La privacy, sul web, è un tema spinoso. Le novità che verranno introdotte nasceranno dalla conversazione con gli utenti su un nuovo gruppo. Chiamato, non a caso, «Facebook Bill of Rights and Responsibilities».

Fonte:ilsole24ore.com (Luca Salvioli)


Sardegna: Regione, bando per agevolazioni compatibili con ambiente

L'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna ha pubblicato il bando che prevede la concessione di agevolazioni alle piccole e medie imprese per la realizzazione di investimenti produttivi compatibili con le esigenze ambientali nei territori dei Comuni appartenenti alla Rete natura 2000 (Sic, Zps) finanziate dal Por Fesr 2007-2013 asse IV - Ambiente, attrattivita' naturale, culturale e turismo - Linea d'intervento 4.2.1.c. Questa linea di intervento ''Programmi di incentivazione dello sviluppo imprenditoriale per la promozione di attivita' compatibili con le esigenze ambientali'' intende infatti sostenere iniziative per la valorizzazione di aree di pregio ambientale, di habitat singolari, di specifici ecosistemi o paesaggi presenti nel territorio regionale e promuovere opportunita' di sviluppo sostenibile.
In particolare sono finanziabili le seguenti iniziative: - erogazione di servizi ambientali per la gestione e fruizione del patrimonio naturalistico; - ricettivita' alberghiera e/o ristorazione tipica, condotte secondo gli elementi della tradizione locale; servizi turistici con particolare riferimento a quelli finalizzati alla valorizzazione e fruizione del patrimonio naturalistico; - attivita' volte allo sviluppo e/o recupero delle produzioni artigiane legate alla tradizione locale. Le domande devono essere presentate entro il prossimo 1 giugno.

Fonte:asca.it


Ambito Sociale 21;Un aiuto per le mega-famiglie

I 14 Comuni dell'Ambito Sociale 21 stanno pubblicando un bando per l'elargizione di un bonus a favore delle famiglie numerose. Pronti oltre 45mila Euro. E sono ben 218 le famiglie del nostro territorio che contano quattro o più figli.
Un momento della conferenza stampa di presentazione dell'iniziative a sostegno delle famiglie numerose
"Sperimentazione di iniziative di abbattimento dei costi dei servizi per le famiglie con numero di figli pari o superiore a quattro, compresi minori in affidamento familiare". Questo il nome del bando che verrà pubblicato nei prossimi giorni dal Comune. Una formula tecnica per dire: stiamo dando una mano alle famiglie numerose.
Ad ogni famiglia numerosa arriverà una lettera che spiega come partecipare per poter ottenere il bonus. La cifra che verrà elargita andrà da un minimo di 100 Euro fino a un massimo da stabilire a seconda di quanti risponderanno al bando.
Il Bando usufruirà di 45.765 Euro messi a disposizione dalla Regione che verranno suddiviso tra i vari nuclei a seconda dei bisogni. E nei 14 Comuni appartenenti all'Ambito Sociale 21 sono ben 218 le famiglie che contano quattro o più figli. I nuclei familiari numerosi del nostro territorio solo parecchi: San Benedetto ne conta 104, seguita da Grottammare con 36, Monteprandone 18, Ripatransone 13 e Cupra Marittima 11. Il bando partirà nei prossimi giorni e scadrà il 24 aprile.
«Si tratta di un aiuto che vogliamo riconoscere a quelle famiglie che avendo diversi figli sono a rischio povertà», ha affermato l'assessore alle Politiche sociali Loredana Emili, presentando l'iniziativa in conferenza stampa insieme con il direttore dell'Ambito 21 Antonio De Santis, Valeria Giuliani e Giulio Grazioli per la Cisl, Francesco Vagnoni per la Cgil, il consigliere comunale di Grottammare Daniele Mariani e Rolando Di Matteo presidente dell'associazione Famiglie numerose. «In questa iniziativa - ha proseguito l'assessore Emili - è stato importante il ruolo svolto dai sindacati che hanno partecipato alla formulazione dei requisiti e dei punteggi da applicare a seconda delle fasce di reddito denunciati dalle stesse famiglie».
I requisiti per accedere al bando, oltre ovviamente al numero di figli, anche la residenza in uno dei Comuni dell'Ambito 21, la cittadinanza italiana o l'appartenenza a uno dei paesi della Comunità europea, mentre per gli stranieri sarà richiesta la carta o il permesso di soggiorno. Verrà valutato il nucleo familiare dove la presenza di un solo genitore conferirà un punteggio maggiore, così come la presenza di portatori di handicap e a parità di punteggio verrà data precedenza alle famiglie con valore Isee inferiore.

Fonte:ilquotidiano.it


Aduc: con 894 e 895 si rischiano nuove bollette telefoniche gonfiate

Due nuovi numeri potrebbero far riprendere "in grande stile" le bollette telefoniche gonfiate. Da qualche giorno ai tanti numeri a sovrapprezzo si sono aggiunti i numeri 894 e 895: le nuove numerazioni sono in teoria riservate a servizi di chiamate di massa o di assistenza ma è molto probabile che finiscano a società interessate al loro uso perché non disabilitate da rete fissa. Le denuncia viene dall'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) che ricorda come le numerazioni previste dal piano dell'Agcom "sono in teoria riservate a "servizi di chiamate di massa" (894) e a "servizi di assistenza e consulenza tecnico-professionale" (895). Si tratta di numeri che non rientrano tra i disabilitati in automatico da una delibera dell'Agcom, dopo anni e anni di bollette gonfiate".
E così gli operatori stanno pubblicizzando i nuovi numeri alle aziende sottolineano, afferma l'Aduc, proprio il fatto che non siano disabilitate da rete fissa. "Pertanto - afferma l'associazione - non ci stupiremmo se un numero 895 o 894 fosse utilizzato non da studi legali o di ingegneri, ma da società che in modo truffaldino installassero sul pc dialer o inducessero gli utenti ad utilizzare queste numerazioni (tramite quiz tv fasulli o sms che invitano a telefonare alla propria inesistente segreteria telefonica). Dopo il blocco delle numerazioni speciali dell'ottobre scorso, le segnalazione per bollette gonfiate da numeri 899 sono repentinamente calate (a testimonianza che la maggior parte delle chiamate erano carpite con l'inganno); è cresciuto invece il fenomeno dei numeri 48xx (attivazioni di servizi su cellulari). Ora con 894 e 895 i meccanismi truffaldini potrebbero ripartire in grande stile".

Fonte:helpconsumatori.it


Crisi economica, Berlusconi:"Nazionalizzare le banche"

"Nazionalizzare le banche, ma non quelle italiane". È questa una delle ipotesi messe sul tavolo dal premier Silvio Berlusconi per poter combattere la crisi. "Per ora è soltanto un'ipotesi", dice il Cavaliere durante la conferenza stampa a Villa Madama al termine dell'incontro con il premier britannico Gordon Brown; "Sul tavolo ci sono diverse teorie", tra cui una che sembrerebbe in contrasto con il sistema capitalistico, ossia "la nazionalizzazione delle banche". Il presidente del Consiglio, tuttavia, si è affretta a precisare che si tratta "solo di un'ipotesim e non riguarda certo le banche italiane". Secondo Berlusconi in questo modo si potrebbe "impegnare le banche a fornire credito alle imprese. Ci stiamo esercitando, non è facile trovare una soluzione".
Durante l'incontro con Brown il Cavaliere ha lanciato un appello affinché gli istituti di credito favoriscano la ripresa economica erogando i prestiti necessari alle imprese. «Riceviamo diverse grida d'allarme dal Paese per quanto riguarda il credito e la remunerazione del capitale versato» a opera delle banche. Il premier annuncia che si aprirà una collaborazione con l'Associazione bancaria italiana e la Banca d'Italia: "Vogliamo dare delle risposte affinchè le aziende possano avere il supporto necessario da parte delle banche".
L'ipotesi della nazionalizzazione degli istituti di credito arriva come segnale forte da parte del governo, impegnato a trovare soluzioni contro la crisi economica: "Va trovato qualcosa di più forte", dice Berlusconi, "e noi stiamo cercando risposte definitive rispetto al sistema finanziario delle banche e gli investimenti cosiddetti tossici". Tra le diverse ipotesi sul tavolo per contrastare la crisi economica c'è appunto anche quella della nazionalizzazione delle banche. "Per ora – ha detto il presidente del Consiglio - è solo un'ipotesi avanzata da qualcuno, qualcosa su cui ci stiamo esercitando». Il Cavaliere ha sottolineato che sono stati stanziati diversi soldi per le banche che ritenessero necessario avviare una ricapitalizzazione, ma per il momento non è arrivata nessuna richiesta anche se si pensa che possano arrivare".

Fonte:news.libero.it


Abruzzo; Sportello Antiusura, altri fondi per famiglie in difficoltà

Lo Sportello Regionale Antiusura Adiconsum interviene con 13.000 euro in favore di una famiglia di Pescara gravemente indebitata.
Con questo ultimo intervento la somma concessa a 44 famiglie abruzzesi sale 500.500 euro.
Per altre 70 famiglie che si sono rivolte allo sportello antiusura non c'è stato nulla da fare a causa dell'eccessivo indebitamento.
Il sovraidebitamento, complice la crisi economica, colpisce e affonda una famiglia di Pescara di quattro persone (genitori e due figli maggiorenni studenti) già fiaccata da un grave problema di salute che ha interessato per alcuni anni il capofamiglia, unico reddito disponibile.
La mancanza di entrate protrattasi per un anno intero ha impedito di rimborsare le rate di alcuni prestiti personali necessari per lavori di straordinaria manutenzione dell'appartamento, concessi da finanziarie. La rete familiare è intervenuta con la necessaria solidarietà, ma non è riuscita ad arginare lo squilibrio fra entrate e uscite.
Il Fondo è intervenuto salvando la famiglia dagli strozzini. I 13.000 euro saranno rimborsati al fondo in 60 rate.
Per accedere al Fondo Antiusura occorre che il richiedente dimostri: l'effettivo stato di bisogno, la capacità di rimborso, di non essere indebitato per più di 25.800 euro.
Va sottolineato che il Fondo si rivolge esclusivamente alla famiglia, con esclusione delle attività commerciali/imprenditoriali.
Le richieste vanno fatte all'Adiconsum Abruzzo, Corso Vittorio Emanuele 50 – Pescara. - Tel. 085.299114.

Fonte:primadanoi.it


Contributi alle aziende biellesi partecipanti a «FILO»

La Camera di Commercio di Biella, al fine di favorire il rilancio dei produttori di filati del Distretto biellese, prevede la concessione di un contributo volto ad incentivare la partecipazione alla manifestazione internazionale «FILO», che si svolgerà a Milano il 18 e 19 marzo 2009.
Il fondo stanziato per l’iniziativa ammonta complessivamente ad Euro 10.000,00 e sarà destinato all’erogazione di un contributo di Euro 800,00 a favore delle imprese biellesi partecipanti a «FILO», che rispettino i requisiti previsti dal bando ed abbiano sostenuto costi ammissibili per almeno Euro 1.600,00 al netto dell’I.V.A.
Tale contributo non è cumulabile con altre agevolazioni di fonte pubblica riguardanti la stessa manifestazione fieristica. I contributi previsti dal bando si intendono concessi in base al Reg. CE nr. 1998/2006 sugli aiuti «de minimis» (G.U.C.E. L 379 del 28/12/2006).
Le domande di contributo, redatte sul modulo appositamente predisposto, dovranno essere presentate entro il 15 giugno 2009.

Fonte:diariodelweb.it


Mutui: si allarga la platea di chi può beneficiare del 4%

Dal Ministero dell'Economia e delle Finanze arrivano i tanto attesi chiarimenti sul tetto del 4%, applicabile a tutti i mutui a tasso variabile sottoscritti prima del 31 ottobre 2008 per l'acquisto della prima casa. La platea dei possibili beneficiari si allarga: sono inclusi i mutui a rata constante ma tasso variabile, i mutui rinegoziati o che hanno goduto della portabilità. E non sono esclusi quei mutuatari in ritardo con i versamenti delle rate, a meno che non sia intervenuta la decadenza del beneficio del termine o la risoluzione del contratto. Buone notizie anche sul fronte dei tassi. L'euribor sotto quota 2% si è portato al livello minimo dall'introduzione dell'euro. Debora Rosciani ne ha parlato Salvadanaio del 19 febbraio con Roberto Anedda, direttore marketing Mutuionline.it e con Maximilian Cellino, giornalista di Plus 24.

Fonte:ilsole24ore.com


Beppino è già in piazza contro il governo

Ha deciso per sua figlia. E va bene. Ma ora Beppino vuole decidere per tutti: "La legge sul testamento biologico che il parlamento si appresta ad approvare è una vera e propria barbarie. Una legge assurda e incostituzionale contro la quale è assolutamente necessario che i cittadini facciano sentire la propria voce e scendano in piazza a manifestare". Dal lutto alla piazza il passo è breve, un po' troppo. La legge sul testamento biologico è ancora in discussione. Proprio ieri Berlusconi ha detto che si può rivedere, non è un dogma. Il testo di base del Ddl è quello di Calabrò, ed è stato approvato dalla commissione Sanità del Senato con 13 voti a favore della maggioranza, sei contrari dell'opposizione e tre astenuti. Di sicuro non piace al dottor senator Ignazio Marino, che avrebbe preferito approvare il suo, e che ha già minacciato referendum abrogativo. Insomma, i lavori in Parlamento, luogo dove si discute e si fanno le leggi, sono ancora in alto mare. Ma il 21 febbraio Beppino sarà in Piazza Farnese insieme con gli altri manifestanti del "Sì alla vita, no alla tortura di Stato". Aveva detto che non avrebbe fatto politica, è già giù coi cartelli. Ognuno può dire la propria, Beppino compreso, per carità. Ma l'essere dentro una manifestazione politica, e prenderne parte attivamente, e incitare la piazza, dopo il cancan dei giorni scorsi e lo Stato che per lui s'è quasi rotto, ci suona stonato.

Fonte:libero-news.it(Albina Perri)


La Provincia concede contributi alle aziende agricole del pordenonese per installare caldaie ecocompatibili

La Provincia di Pordenone, in conformità con il Protocollo di Kyoto, promuove l’attivazione di misure concrete che contribuiscano alla riduzione del tasso di anidride carbonica nell’atmosfera.
Per questo ha approvato un bando per la concessione di contributi alle imprese agricole per la realizzazione di impianti termici che utilizzino combustibili alternativi, in particolare biomasse agro-forestali (legna da ardere e materiali legnosi derivanti da coltivazioni agricole e forestali depezzati in tronchetti o in cippato) in sostituzione dei combustibili fossili.
“L’Ente è da sempre sensibile alle problematiche ecologiche – sottolinea l’assessore all’Agricoltura Markus Maurmair – mi auguro che siano numerose le attività che vogliono fruire dei benefici previsti. La salvaguardia dell’aria e dell’ambiente contribuiscono alla tutela della salute del cittadino e alla valorizzazione del territorio".
Nell’ambito del bando sono ammissibili gli interventi di sostituzione degli impianti a combustibili fossili o impianti termici a legna a bassa efficienza termica, oppure la realizzazione ex-novo dell’impianto.
Nelle spese sono considerate ammissibili quelle, sostenute dopo la presentazione della domanda, per la realizzazione di impianti termici che consentono l’impiego delle biomasse agro-forestali.
In particolare:

a. l’acquisto e l’installazione del generatore di calore (caldaia);
b. le apparecchiature, gli impianti e i manufatti strettamente necessari ed indispensabili al funzionamento della centrale termica e del serbatoio di accumulo dell’acqua (puffer);
c. le spese generali, che non potranno comunque superare complessivamente il 12% dell’investimento ammissibile.
Il contributo - concedibile per interventi realizzati nel territorio di competenza amministrativa della Provincia di Pordenone, esclusa la Zona Omogenea Montana del pordenonese come definita dalla L.R. 20/12/2002, n. 33 - viene erogato al 50% della spesa massima ammissibile e fino al raggiungimento dell’importo di 6000,00 euro.
Le domande di ammissione al concorso devono pervenire perentoriamente alla Provincia di Pordenone presso il Servizio Agricoltura entro il 30 gennaio 2009.

Fonte:provincia.pordenone.it(Cinzia Scian)


Una guida per le Pmi europee

Per le piccole e medie imprese dell’Unione europea è a disposizione sul web una guida pubblicata dalla Commissione europea con le informazioni sugli aiuti di Stato, in particolare per l’accesso ai finanziamenti nel quadro dell’attuale crisi economica e finanziaria. Le Pmi possono ricevere tutte le categorie di aiuti consentite ai sensi delle norme Ue sugli aiuti di Stato; inoltre, per le categorie di aiuti a disposizione anche delle grandi imprese, le Pmi beneficiano dei più alti livelli di intensità d’aiuto.
Nel giugno 2008 Bruxelles ha adottato lo Small Business Act per l’Europa, un testo che riflette la volontà politica della Commissione di riconoscere il ruolo centrale delle Pmi nell’economia dell’Ue.

Fonte:sviluppo.lazio.it


Tfr lasciato nelle imprese per un anno per liquidità: proposta di Confindustria.

Lasciare il Tfr per un anno in azienda per assicurare alle imprese una maggiore liquidità oppure farlo confluire in un fondo di garanzia per il credito a sostegno sopratutto delle piccole e medie imprese: è questa la nuova proposta di Confindustria illustrata dal presidente Emma Marcegaglia a Foggia durante un incontro con gli imprenditori locali.
La Marcegaglia ha spiegato che “dopo il 2007, il trattamento di fine rapporto viene volontariamente destinato ai fondi complementari o lasciato in azienda, ma in questo caso, nelle imprese sopra i 50 dipendenti confluisce in un apposito fondo dell’Inps”.
La presidente degli industriali per la sua nuova iniziativa di riferisce essenzialmente a questa eventualità e dice “Si potrebbe arrivare alla decisione che per un anno i flussi di Tfr non vadano all’Inps, ma vengano tenuti all’interno delle imprese”. L’alternativa sarebbe quella che i flussi possano, come seconda eventualità, servire a creare un fondo di garanzia che aiuti il sistema del credito alle piccole e medie imprese.
La proposta di Confindustria farà discutere ma per il momento vede d’accordo anche la Cgil che la ritiene ‘legittima purchè non coinvolga la parte di Tfr destinata ai fondi pensione complementari’.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)


Come non ammalarsi in aereo, un breviario

Viaggiare in aereo è diventato il modo più comune per spostarsi sulle lunghe distanze. Ogni anno oltre 2 miliardi di persone salgono su velivoli che sono ormai capaci di voli senza scalo di 18 ore e più. Questo può creare dei problemi per la salute. I risultati di una tavola rotonda sul tema sono stati pubblicati dalla rivista britannica 'The Lancet'.
Accade sempre più di frequente che qualcuno si senta male in volo, questo è dovuto all'aumentato numero dei passeggeri, ma anche e soprattutto all'aumentato numero di ore nelle tratte senza scalo. L'articolo su Lancet avvisa i viaggiatori che abbiano condizioni di salute non buone o preesistenti problemi cardiaci, di pressione o polmonari, di usare alcune precauzioni e indica i maggiori fattori di rischio.
Gli studi mostrano - scrive la rivista - unàassociazione tra tromboembolie e lunghi trasferimenti aerei, "con picchi quando la durata del volo supera le otto ore. Ma il rischio comincia ad aumentare quando si superano le quattro ore".
Dito puntato soprattutto sulle scarse possibilità di movimento a bordo. Quindi, meglio un posto di corridoio che vicino al finestrino: avrete più possibilità di alzarvi ogni tanto o di stendere le gambe (soprattutto in economica). Ci sono poi le infezioni. Molti passeggeri, per lungo tempo in spazi limitati, con ricambi d'aria saltuari, sicuramente ne facilitano la diffusione.
Lancet ricorda come dopo l'11 settembre, quando per il trauma la gente negli Usa viaggiava meno in aereo, l'influenza si diffuse in ritardo e con maggior lentezza. L'aria in cabina e la pressurizzazione sono i due punti chiave, secondo lo studio pubblicato. Bisogna lavorarci per stare meglio a bordo, e dopo.

Fonte:ansa.it


Sardegna; Contributi per il potenziamento economico delle cooperative e dei loro consorzi

Dal 1° febbraio al 31 marzo le richieste di contributi per il potenziamento economico delle cooperative e dei loro consorzi.
L'Assessorato regionale del Lavoro ricorda che sino al 31 marzo è possibile presentare le richieste di contributi per il potenziamento economico delle cooperative riconosciute utili nel campo economico-sociale, al fine di impiegare meglio la mano d’opera ed incrementare la produzione ed il consumo.
Ricordiamo che la normativa comunitaria in materia di regime di aiuti de minimis prevede che le cooperative inseriscano tra la documentazione richiesta la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sugli aiuti “de minimis” e il D.U.R.C..
La domanda di contributo, la relazione sull’utilità economica e piano di spesa, la dichiarazione sugli aiuti “de minimis” e le autocertificazioni devono essere redatte sul modulo appositamente predisposto e consegnate a mano o tramite posta a:
Assessorato del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale
Settore cooperazione e sicurezza sociale
Via XXVIII Febbraio, 5 - 09131 Cagliari

Fonte:regione.sardegna.it


Boom di separati '' causa '' Facebook

Il web entra prepotentemente nella vita di coppia. E sempre più spesso l’affossa. Parola di tutti gli esperti del settore, dagli avvocati agli investigatori privati agli psicologi. L’associazione avvocati matrimonialisti (Ami) calcola che l’80% dei tradimenti viene scoperto attraverso sms, chat, contatti internet.
E in questo panorama affollato è entrato prepotentemente Facebook. «Ecco una scena tipo - ci dice l’avvocato Laura Logli - Alla fine di una cena tra amici si scambia il contatto Facebook. Il giorno dopo si commenta in quattro. Poi la conversazione continua in due. Presto diventa un corteggiamento. Ce ne capitano tanti di casi così». La tecnologia favorisce l’infedeltà, insomma. E soprattutto possono diventare pericolosi i contatti con gli ex. «Questo - ci dice Gian Ettore Gassani, presidente Ami - anche perché siamo un popolo di gelosi atavici. E questi mezzi amplificano le nostre fobie».
«Diciamoci la verità: la coppia classica, con tanti pensieri in testa, un lavoro e una famiglia da gestire, non ha tempo né voglia per stare su Facebook. Se si sta ore a scambiarsi messaggini con simil-sconosciuti o con l’ex di 10 anni fa c’è qualcosa che non va». Non usa mezze parole l’avvocato Laura Logli, matrimonialista, che recentemente ha seguito una separazione scatenata da Facebook.
L’80% dei tradimenti avviene attraverso sms, mail, telefonini. Il tradito, o la tradita, quasi sempre se ne accorge. Ma cosa c’è di così accattivante nel contatto virtuale di un social network?
«Lì tutto è più immediato - ci dice Concetta Iapello, psicoterapeuta della coppia - Una cosa è ascoltare una persona, un’altra è leggere una sua mail. Si possono mediare le reazioni». «Conosco mogli diventate esperte informatiche - ci dice l’avvocato Gian Ettore Gassani, Associazione Matrimonialisti - ma per scoprire una infedeltà coniugale occorre “necessariamente” commettere un reato. Basta conoscere una password per entrare nella vita dell’altro ma il sacro diritto alla riservatezza non può essere sacrificato alla necessità di provare questioni private: i casi di infedeltà coniugale vanno scoperti con altri modi».

Fonte:metronews.it (Stefania Divertito)


Rapporto di lavoro domestico. La circolare del ministero in materia di accensione, risoluzione e trasformazione del contratto

(Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Prot. 16/SEGR/1044 del 16.2.2009)
Il decreto legge 28 novembre 2008, n. 185 così come modificato dalla legge di conversione 28 gennaio 2009, n. 2 prevede all’art. 16bis, commi 11 e 12, un’importante “deroga” al sistema delle comunicazioni obbligatorie, introducendo la possibilità per i datori di lavoro domestico di adempiere agli obblighi previsti dall’articolo 9-bis della legge 28 novembre 2006, così come modificato dall’articolo 1, commi da 1180 a 1185 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007), con la presentazione di un modello “semplificato” all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).
Le novità introdotte dal legislatore sono dirette a semplificare la vita dei datori di lavoro e in particolare, data la specifica prestazione lavorativa, delle famiglie, consentendo con procedure semplificate di attivare le assunzioni di personale impiegato in rapporti di lavoro domestico e al contempo di effettuare tutti gli adempimenti connessi senza ulteriori oneri amministrativi. Tali misure rientrano nel quadro degli interventi promossi dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali di semplificazione delle procedure e di emersione del lavoro sommerso.
Si forniscono pertanto ai datori di lavoro e agli organismi preposti alla gestione informatica dei dati (nodo di coordinamento nazionale del Ministero, servizi informatici regionali, INAIL e Ministero degli Interni) indicazioni operative per l’attuazione degli obblighi previsti.

Fonte:laprevidenza.it


Aiuti alle imprese mantovane

La Camera di Commercio di Mantova annuncia l'attivazione di una forma concreta di sostegno alle imprese in questo momento di crisi economica. Finora e' gia' stata effettuata una serie di interventi straordinari tra cui l'adesione al fondo regionale Confiducia con lo stanziamento di un milione di euro, la distribuzione di 320mila euro tra i confidi provinciali per il rafforzamento dei fondi rischi oltre allo stanziamento di 600mila euro per il 2009 per l'abbattimento dei tassi di interesse.
In sinergia con l’amministrazione provinciale la Camera ha poi attivato una serie di confronti con le parti economiche e istituzionali circa l’attivazione di un fondo straordinario anticrisi.
“Contiamo sul fatto che il fondo possa ulteriormente aumentare grazie ai contributi che qualsiasi istituzione può apportare – ha detto il presidente della Camera di Commercio di Mantova Ercole Montanari - . Con questo fondo vorremmo dare un aiuto concreto alle imprese offrendo un’opportunità semplice ed economica per affrontare i problemi connessi alla crisi che, in più ambiti, ha colpito le nostre aziende”.
I consorzi fidi mantovani hanno già dato la loro disponibilità a supportare con le loro garanzia i prestiti delle aziende. Ora però manca un interlocutore fondamentale e insostituibile: il sistema bancario.
Per questa ragione in questo incontro sono stati convocati tutti gli istituti di credito per conoscere la loro disponibilità a partecipare a questo strumento di sostegno finanziario.
“La forma tecnica di realizzazione potrebbe essere una convenzione relativa a finanziamenti agevolati predisposta appunto “su misura” per questo momento di crisi. Sarebbe ideale un’unica convenzione per tutti i settori, ma è noto che i comparti non hanno caratteristiche omogenee e questo si riflette sulle forme di finanziamento applicate – ha aggiunto Montanari -.
Chiediamo quindi agli istituti di credito di pensare alla possibilità di giungere ad una convenzione, magari differenziata per comparti economici, che applichi condizioni migliorative rispetto alle convenzioni già esistenti con i consorzi fidi. In linea di massima, le operazioni per le quali c’è bisogno di sostegno finanziario possono essere sintetizzate in liquidità per tutti i settori, ma soprattutto per le piccole medie imprese commerciali e artigiane maggiormente esposte a questo tipo di esigenza, infine, investimenti per premiare le aziende che affrontano la scelta di sviluppo produttivo”.
E’ stato infine rivolto un invito ai consorzi fidi a pensare, per questo particolare periodo di crisi, ad una loro azione promozionale rivolta al contenimento dei costi per l’accesso alla garanzia in modo che si possa dire alle imprese in difficoltà che è possibile l’accesso ad un credito agevolato sotto tutti i punti di vista.

Fonte: i-dome.com


Comunicazione Iva, entro il 2 marzo il riepilogo via web dei dati 2008

Non una vera e propria dichiarazione, ma informazioni utili a quantificare le risorse che lo Stato deve all’Ue
Sta per scoccare il termine ultimo per presentare la comunicazione annuale dei dati Iva relativa all’anno 2008. Entro lunedì 2 marzo, i titolari di “partita” sono tenuti a effettuare l’adempimento utilizzando esclusivamente il canale telematico, mediante il modello approvato con provvedimento del 15 gennaio 2008, a disposizione sul sito dell’agenzia delle Entrate.
La presentazione dovrebbe avvenire nel mese di febbraio di ciascun anno. Nel 2009, però, il 28 febbraio è sabato, pertanto la scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile e cioè il 2 marzo.
Comunicazione e dichiarazione
Gli effetti della trasmissione della comunicazione sono sostanzialmente diversi da quelli della dichiarazione Iva. Mentre quest’ultima è finalizzata alla determinazione dell’imposta dovuta o del credito spettante, la prima è invece esclusivamente necessaria per il calcolo delle risorse proprie che ogni Stato membro è tenuto a versare all’Unione europea.
La natura non dichiarativa della comunicazione fa sì che siano inapplicabili le sanzioni previste in caso di omessa o infedele dichiarazione e sia anche inutilizzabile l’istituto del ravvedimento operoso, a cui invece si può ricorrere nelle ipotesi di violazione degli obblighi dichiarativi. Restano valide, però le sanzioni amministrative, che vanno da 258 a 2.065 euro, per omessa comunicazione ovvero per invio della stessa con dati incompleti o inesatti. A questo proposito, va ricordato che la comunicazione non può essere corretta o integrata, eventuali rettifiche saranno possibili solo al momento della compilazione della dichiarazione annuale Iva.
Con la comunicazione, in sostanza, i contribuenti interessati inviano, attraverso il modello informatico, i dati relativi alle risultanze complessive delle liquidazioni periodiche effettuate nel corso del 2008, senza tener conto delle eventuali operazioni di rettifica e di conguaglio, come il calcolo del pro-rata.
Non tutti i titolari di partita Iva sono però obbligati all’invio. La norma infatti prevede specifiche ipotesi di esonero dall’adempimento.
Le eccezioni riguardano:
i soggetti che, nell’anno d’imposta 2008, hanno effettuato soltanto operazioni esenti, anche nel caso in cui gli stessi siano tenuti a presentare la dichiarazione Iva per eventuali rettifiche della detrazione. Stop all’esonero invece se i medesimi contribuenti, nello stesso periodo, hanno registrato operazioni intracomunitarie (ad esempio, acquisto di oro, argento puro, rottami, eccetera). Operazioni per le quali diventano soggetti passivi d’imposta in base al meccanismo dell’inversione contabile
coloro che si sono avvalsi della dispensa dagli adempimenti (articolo 36-bis, Dpr 633/1972) e hanno realizzato esclusivamente operazioni esenti
i produttori agricoli che nel 2008 hanno conseguito un volume d’affari non superiore a 7mila euro (articolo 34, comma 6, Dpr 633/1972)
chi esercita attività di organizzazione di giochi, intrattenimenti e altre attività riportate nella tabella allegata al Dpr 640/1972 e applica il regime Iva disciplinato dall’articolo 74, sesto comma, del Dpr 633
le imprese individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda e nel 2008 non hanno esercitato altra attività rilevante agli effetti dell’Iva
le associazioni senza fini di lucro, sportive dilettantistiche, pro-loco (legge 398/1991) esonerate dagli adempimenti Iva per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali
i soggetti passivi Iva residenti in altri Stati Ue che, nel 2008, hanno effettuato soltanto operazioni non imponibili o esenti
i contribuenti che si sono avvalsi del regime contabile dei “minimi” introdotto, a partire dall’anno d’imposta 2008, dalla legge 244/2007.
Niente comunicazione anche per gli organi e le amministrazioni dello Stato, i soggetti sottoposti a procedure concorsuali e le persone fisiche che, sempre nel 2008, hanno realizzato un volume d’affari inferiore a 25.822,84 euro.
Individuati gli esclusi, quali sono i contribuenti obbligati all’invio?
In linea di massima, tutti i titolari di partita Iva tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale, anche se nell’anno di riferimento non hanno registrato operazioni imponibili o non hanno dovuto effettuare liquidazioni periodiche.
Nell’ipotesi in cui siano esercitate più attività con contabilità separate, è possibile presentare un’unica comunicazione riepilogativa.
Il modello, che può essere trasmesso sia dal diretto interessato sia da un intermediario abilitato, è semplice e intuitivo. Nei pochi righi da compilare vanno indicate essenzialmente le operazioni attive (rigo CD1) - fatture emesse e corrispettivi ricevuti - e quelle passive (rigo CD2) - fatture relative agli acquisti -, tutte al netto dell’Iva. In particolare, tra le operazioni attive vanno considerate le fatture a esigibilità differita emesse nel 2008 anche se non ancora incassate e non quelle emesse nel 2007 e riscosse nel 2008.
Il rigo CD3 ospita i dati relativi alle importazioni di oro, argento puro, rottami e altri materiali di recupero. Per queste operazioni non si versa l’Iva in dogana dovendosi effettuare l’annotazione della bolletta doganale sia nel registro delle vendite sia in quello degli acquisti.
Nei successivi righi (CD4, CD5 e CD6) vanno riportati i risultati relativi a debiti e crediti Iva.
Poche e agevoli informazioni, tuttavia bisogna tener conto che l’adozione di particolari regimi Iva e l’effettuazione di determinate tipologie di operazioni possono, in un certo senso, complicare l’adempimento. Per risolvere qualsiasi problematica, il modello e le relative istruzioni.

Fonte:nuovofiscooggi.it(Paola Pullella Lucano)


Cassazione: spese spedizione bollette telefoniche a carico dell'utente

Da tempo era in atto una querelle tra consumatori e Telecom in merito all'addebito delle spese di spedizione delle bollette. All'origine del contrasto vi era l'interpretazione di una norma secondo la quale "le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti e formalità non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo". Proprio sulla base di tale norma i consumatori avevano sempre contestato l'addebito in fattura delle spese di spedizione. La Corte è ora intervenuta chiarendo che deve essere l'utente a pagare. I Giudici del Palazzaccio in due diverse sentenze hanno accolto le tesi della Telecom scrivendo che "Le spese postali di spedizione delle fatture sono da addebitare agli utenti del servizio telefonico" e ciò perché una cosa sono le “spese di emissione” e le “formalità” altra cosa sono i “costi di spedizione postale” del documento. Questi ultimi secondo la corte,"non rientrano nelle spese di emissione o nelle spese relative ad adempimenti e formalità conseguenti all'emissione della fattura stessa". Quando si parla di spese di emissione dunque si devono intendere "gli oneri relativi all'elaborazione e alla stampa del documento". In ogni caso annota la Corte le spese pagate dal cliente sono esattamente pari al costo sostenuto da Telecom Italia e pagato a Poste Italiane per inviare la bolletta al domicilio del cliente.

Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)


Un bando per promuovere la cultura d'impresa tra i giovani

I giovani universitari avranno tempo fino al prossimo 30 marzo per elaborare e presentare il proprio progetto e richiedere un finanziamento fino ad un importo massimo di 240 mila euro.
L'iniziativa, promossa dal Ministro della Gioventù, attraverso il Fondo delle Politiche Giovanili, si rivolge a organismi privati senza scopo di lucro (enti, associazioni e consorzi) composti in maggioranza da studenti.
I destinatari del bando sono, infatti, tutti gli studenti che frequentano l’università ed hanno età compresa tra i 18 e 30 anni, risiedono in Italia e propongono un progetto da realizzare nel territorio nazionale.
Le risorse stanziate sono pari a 4.800.000,00 a valere sulle risorse assegnate al Fondo per le politiche giovanili.
L'obiettivo del bando è favorire la creazione d’impresa e l'attitudine all'autoimpiego tra i giovani universitari, l’occupazione e sostenere l'innovatività dei giovani nel tessuto delle piccole e medie imprese italiane, tramite orientamento, seminari, consulenza e tutoraggio per chi desidera trasformare le proprie idee in business.

Fonte:spazioimpresa.biz


Cellulari: basta caricabatterie diversi, arriva lo spinotto universale. Ma solo nel 2012

Un caricatore di batterie universale per tutti i cellulari del mondo: è la piccola 'rivoluzione' andata in scena a Barcellona al Congresso mondiale della telefonia mobile di Barcellona.
Diciamolo ci siamo tutti rotti le scatole di avere caricabatterie diversi per ogni cellulare in famiglia. Tante volte ci siamo chiesti perché ogni telefonino o quasi ha un proprio spinotto, una specifica porta per l'alimentazione o i dati dal momento che gli standard esistono, si chiamano interfacce Usb (mini e Micro) e solo pochi avveduti costruttori hanno scelta la strada degli standard al posto di quella degli assurdi formati proprietari. La risposta è arrivata sempre puntuale: molti produttori preferiscono sfruttare le differenze per mantenere alti i prezzi degli accessori e non rendere interoperabili gli stessi fra le marche per proteggere il proprio business. Il discorso vale ovviamente anche per lettori mp3, macchine fotografiche digitali e computer portatili.
Ora però è in arrivo una piccola rivoluzione: uno standard unitario. 17 tra produttori hanno infatti annunciato un accordo che faciliterà la vita ai consumatori. La connessione sarà assicurata attraverso una porta micro-Usb, già in usato in moltissimi dispositivi digitali e negli smartphone di parecchi costruttori. Purtroppo per la rivoluzione dell'alimentatore unico, che potrebbe anche portare a uniformare anche altri accessori, si dovrà attendere il 2012, e tre anni nel mondo della telefonia mobile sono davvero un'era geologica.
Nokia, Motorola, Lg, Sony Ericsson, Samsung e l'americana Qualcomm hanno sottoscritto l'accordo (noto come Universal charging colution) a cui si sono associati anche i maggiori operatori: Orange, Telecom Italia, Telefonica, 3 Group, AT&T, T-Mobile, Vodafone Ktf, Mobilkom Austria, Telenor e Telstra.
Oltre a un connettore unico, il nuovo caricatore universale avrà anche una tecnologia per ridurre il consumo energetico del 50 per cento.
Se si considera che nel 2008 sono stati venduti 1,2 miliardi di telefonini in tutto il mondo, e che ogni anno vanno 'bruciate' fra le 50.000 e le 80.000 tonnellate di caricatori vecchi, i vantaggi per l'ambiente sono evidenti, sia in termini di risparmio energetico mentre si ricaricano gli apparati, sia come rifiuti in meno da processare.

Fonte:ilsole24ore.com(Mario Cianflone)


Test droga obbligatoria per la patente auto, moto e motorini: si dovrebbe partire da 4 città.

Parte da quattro città, Foggia, Verona, Cagliari e Perugia il progetto sperimentale dei nuovi controlli antidroga.
Niente patentino per il motorino o patente per auto al giovane che risulta positivo al test antidroga: sottosegretario alla presidenza del consiglio, Carlo Giovanardi, al convegno sul consumo di droga organizzato dalla Regione Lombardia e dall'Asl di Milano ha annunciato le nuove iniziative per la sicurezza sulla strada che questa volta riguardano i controlli antidroga.
Secondo Prevo.Lab del Dipartimento Dipendenze dell'ASL Milano in una situazione di crisi sta tornando drammaticamente in voga l'eroina, la droga degli anni Ottanta che ha ucciso parecchio. Oggi, a parte l’impatto fisico che la droga esercita su ogni organismo, si pone sotto osservazione le condizioni alla guida se drogati.
Così dopo gli interventi anti abuso alcool, misure che si sono appesantite ultimamente, le nuove iniziative riguardano la droga. Il progetto sperimentale prenderà il via da quattro città, Foggia, Verona, Cagliari e Perugia.
Secondo il responsabile per la prevenzione del dipartimento dipendenze, Corrado Celata: “Analizzando le urine si possono trovare i metaboliti, cioè i prodotti di scarto, delle droghe assunte fino a 10 giorni prima.
Se, invece, si esamina il capello c’è il rischio opposto: ogni centimetro di capello memorizza il consumo di droghe di un mese, questo vuol dire che una ragazza con capelli lunghi 30 centimetri può risultare positiva al test anche se ha fumato uno spinello due anni prima”.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)

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