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3° invio Febbraio_2010

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Elenco news :

Per i futuri dottori di ricerca iscrizione con lo sconto del Fisco

Attacco hacker mondiale, colpiti 196 paesi e 2500 aziende

La formazione in azienda è gratis con Fondimpresa!

Prestiti online tra privati: Prestiamoci non conviene

Donne discriminate sul posto di lavoro? Pene più severe in arrivo da decreto legislativo attuativo delle direttive europee

Mezzogiorno; Incentivi e fondi Ue più mirati

Finanziamenti PMI: arriva seconda tranche ABI – Cassa Depositi e Prestiti


Spostato al 2011 l'obbligo rinnovabili per i nuovi edifici

Quali fondi di investimento comprare? La classifica dei migliori nel 2009

L'Inps lancia i controlli su 120mila professionisti

Casa: bonus ristrutturazioni anche per i lavori condominiali

Biomasse, bando da 20 mln per impianti innovativi

Ore e giorni di lavoro diminuiranno, ma reperibilità sarà totale: ecco la rivoluzione in arrivo

Pienamente operativi gli strumenti di sostegno per i precari della scuola

Parrucca, spesa sanitaria detraibile se di supporto a disagio psicologico

Moratoria, arrivata anche la risposta politica

Presentato Windows Phone 7, il nuovo S.O. Microsoft per i dispositivi mobili

Imprese in crisi: quando chiudere l’attività?

Copie pirata Windows 7: patch e aggiornamento per bloccare sistema operativo

Maternità e famiglia numerosa: assegni in crescita per il 2010

Draghi alle banche: “Costi oscuri, interveniamo”

Giustizia: anche gli scherzi possono finire in tribunale

Ue: impatto crisi su occupazione non esaurito, 2010 sfavorevole

Internet mobile: si paga anche il non utilizzo del servizio. Adiconsum chiede agli operatori Carta dei servizi condivisa

Pagamenti con il cellulare e micropagamenti al via il 1 marzo in Italia


Crollano export e import, nel 2009 -20,7% e -22%. Si tratta del peggior dato dal 1970

Finanziamenti alle esportazioni: il nuovo Decreto lancia l’Export Banca

Cassazione: si al licenziamento del lavoratore improduttivo

Energia: Authority, agevolazioni per ridurre gli sprechi e bollette con taglia stand-by

Social network. Un sistema ‘made in Italy’ aiuta i genitori ansiosi a monitorare i figli

Per i futuri dottori di ricerca iscrizione con lo sconto del Fisco

Frequentare un dottorato fa risparmiare sulle imposte. Anche per le spese di iscrizione a un dottorato di ricerca, infatti, vale la detrazione Irpef del 19% prevista dal Tuir per “alleggerire” i costi sostenuti per la frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria.

Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 11/E del 17 febbraio, che prende le mosse dalla richiesta di un contribuente a cui il Caf ha negato la possibilità di detrarre le spese sostenute per iscriversi a un corso di dottorato di ricerca presso un ateneo, senza beneficiare di alcuna borsa di studio.

In particolare, i tecnici delle Entrate chiariscono che il dottorato di ricerca rappresenta un titolo che si ottiene dopo aver seguito un corso specifico previsto dall’ordinamento universitario per preparare i laureati a svolgere attività di ricerca di alta qualificazione.
La normativa in materia dà questa chiave di lettura dei dottorati: "I corsi per il conseguimento del dottorato di ricerca forniscono le competenze necessarie per esercitare, presso università, enti pubblici o soggetti privati, attività di ricerca di alta qualificazione. Le Università, con proprio regolamento disciplinano l'istituzione dei corsi di dottorato, le modalità di accesso e di conseguimento del titolo, gli obiettivi formativi ed il relativo programma di studi, la durata, il contributo per l'accesso”(articolo 4, legge 210/1998).
Si considerano, quindi, veri e propri corsi di istruzione universitaria e i relativi costi d’iscrizione possono beneficiare della detrazione Irpef del 19%.

In linea, dunque, con la precedente prassi amministrativa, che ha già ammesso il beneficio fiscale in relazione alle spese sostenute per la frequenza di corsi di specializzazione attivati presso università statali riconosciuti in base all’ordinamento universitario, di corsi di perfezionamento, di master assimilabili - per durata e struttura - a corsi universitari o di specializzazione e se gestiti da istituti universitari (pubblici o privati), nonché per la frequenza della scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario.
Proprio sulla base di queste interpretazioni, le istruzioni ai modelli di dichiarazione dei redditi considerano agevolabili le spese per l’iscrizione ai corsi di istruzione secondaria, universitaria, perfezionamento e specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani e stranieri.

Fonte:nuovofiscooggi (Giulia Marconi)
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Attacco hacker mondiale, colpiti 196 paesi e 2500 aziende


L'attacco hacker più sofisticato ed esteso di sempre. È questa l'informazione divulgata dal prestigioso Washington Post. L'iniziativa criminale è stata scoperta da un'azienda americana di cybersicurezza, la Netwitness, che ha subito dato l'allarme. Anche se era ormai troppo tardi.
L'attacco era cominciato nel 2008 e, nel lasso di tempo in cui è stato attivo, è riuscito a raccogliere informazioni di vitale importanza riguardo a moltissime aziende e persino enti governativi: carte di credito, dati di accesso, caselle email aziendali, niente è rimasto al sicuro. Le aziende colpite sono le più importanti del mondo e attive in diversi settori, dalla sanità alla tecnologia: hanno confermato l'attacco i colossi farmaceutici Merck & Co. e Cardinal Health. Sembra che nel mirino dei criminali ci sia stata anche la Paramount Pictures, ma non ci sono conferme.
La rete di hacker sarebbe stata basata in est-Europa, con un centro di controllo in Germania. Le nazioni più colpite dalla massiccia iniziativa sono Usa, Messico, Egitto, Arabia Saudita e Turchia. I Paesi interessati dall'offensiva informatica sono ben 196, per un totale di circa 75mila macchine violate, tra Pc e server.
La scoperta dell'attacco si deve ad Alex Cox, ingegnere della Netwittnes, che il 26 gennaio scorso ha individuato il sistema utilizzato dagli hacker per carpire i dati segreti: un bot, denominato Kneper. Il sistema è semplice ma efficace e, come sempre, fa leva sulla superficialità degli utenti: agli hacker è bastato indurre gli ignari dipendenti a scaricare del software infetto, software che, dopo essere stato installato, ha aperto le porte dei Pc e server aziendali ai criminali. Per l'occasione è stato anche utilizzato un pericoloso spyware noto come ZeuS.
Secondo altre fonti, l'attacco ha interessato anche enti governativi americani: è documentato da Netwitness un caso di furto di dati ai danni di un soldato Usa. Dal Pentagono è arrivato un secco "no comment".

Fonte:impresacity.it (Andrea Sala)
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La formazione in azienda è gratis con Fondimpresa!


Fondimpresa è il più grande Fondo per la formazione continua di operai, impiegati e quadri, costituito da Confindustria, CGIL, CISL e UIL. E' una novità concreta ed un vantaggio per tutte le imprese.

Aderendo a Fondimpresa, l'azienda può usare una parte dei contributi, obbligatori e già pagati all'INPS, per l'aggiornamento dei lavoratori; quindi non comporta costi aggiuntivi per l'azienda, ma rappresenta una reale possibilità di formare il proprio personale utilizzando disponibilità finanziarie già accantonate per legge.

Come aderire
Per aderire a FONDIMPRESA basta compilare il modello DM10/2 inserendo la dicitura "adesione fondo", il codice Fondimpresa (FIMA) e il numero dei dipendenti (solo quadri, impiegati e operai) interessati all'obbligo contributivo e scegliere così di affidare a Fondimpresa il proprio contributo INPS dello 0,30%.

OGNI AZIENDA PUO' RICEVERE I FINANZIAMENTI SECONDO DUE MODALITA':

Conto di Sistema: conto creato con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di Piani formativi di ampio respiro, che coinvolgono e aggregano le imprese aderenti a livello territoriale o settoriale su tematiche di interesse comune, sostenendo in particolare le aziende di minori dimensioni e i territori più deboli.
Conto Formazione: a completa disposizione dell'azienda, che può utilizzare i fondi versati per fare formazione ai propri dipendenti nei tempi e con le modalità che ritiene più opportuni.

Svariate tipologie di corsi, definite in base alle esigenze e ai bisogni del cliente, costituiscono piani formativi indirizzati a tutte le figure professionali.

Link e informazioni: www.fondimpresa.it/Home/index.html

Fonte:contributifvg.com
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Prestiti online tra privati: Prestiamoci non conviene


La nuova piazza virtuale offerta dal sito www.prestiamoci.it, dove si incontrano offerta e domanda di prestiti tra privati, non garantisce tassi convenienti se confrontati con quelli offerti dal mercato.

Il prestito costa di più
Abbiamo analizzato le richieste di prestito presenti su Prestiamoci, piattaforma virtuale gestita da Agata Spa, che si occupa di identificare richiedenti e prestatori, gestire i rapporti contrattuali e quelli con la banca depositaria (Banca Sella) e del recupero dei crediti in caso di insolvenza.

I Taeg calcolati da noi risultano superiori a quelli più vantaggiosi che si possono ottenere dalle banche. Al contrario, chi utilizza il sito per prestare denaro, riesce a ottenere potenzialmente tassi molto vantaggiosi.

Taeg troppo alto
Al momento sul sito di Prestiamoci ci sono solo 11 richieste di prestito. Abbiamo calcolato il Taeg per questi prestiti, tutti di durata 36 mesi: il Tan è il 7%, come costi ci sono l'1,2% sul capitale richiesto, oltre a 1,20 euro a rata indicate nel sito come spese di incasso rata. Non abbiamo tenuto conto delle spese di iscrizione (che al momento non si pagano).

Abbiamo ipotizzato un prestito di 2.000 euro da restituire in 24 mesi, per compararlo con i nostri Migliori Acquisti.
Il Taeg di Prestiamoci è del 9,94%. Se dovessimo considerare anche i costi di iscrizione a Prestiamoci raggiungiamo un Taeg del 12,74%.
I nostri Migliori Acquisti hanno un Taeg medio del 7,06% e massimo del 7,48%; anche se si considerano le offerte valide per i non correntisti delle banche, il nostro Miglior Acquisto ha un Taeg del 10,75%.
L'offerta di Prestiamoci, insomma, è davvero poco conveniente.
Probabilmente l'avere un solo tasso per tutti i richiedenti comporta un livellamento verso l'alto dell'offerta, per coprire la rischiosità anche di coloro che hanno un'affidabilità non esaltante.

Prestiamoci: autorizzato da Bankitalia
Finora nel mercato italiano dei prestiti peer to peer, cioè prestiti tra privati attraverso una piattaforma on line, c'erano solo Zopa e Boober. Che hanno operato fino alla scorsa estate, quando due provvedimenti di Bankitalia ne hanno di fatto comportato la chiusura.

Agata spa invece non svolge nessuna attività di raccolta di denaro o di risparmio (quello che Via Nazionale aveva contestato a Zopa, che faceva convergere i soldi dei prestatori su un conto presso Banca Intesa a lei intestato). Nel caso di Prestiamoci, chi intende prestare denaro è indirizzato a Banca Sella, che mette a disposizione un conto deposito ad hoc vincolato: la somma depositata sarà utilizzata secondo le indicazioni espresse dal prestatore. Per il conto di deposito è prevista un'imposta di bollo al momento dell'apertura di 14,62 euro.

Fonte:altroconsumo.it
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Donne discriminate sul posto di lavoro? Pene più severe in arrivo da decreto legislativo attuativo delle direttive europee


Il decreto legislativo che introdurrà sanzioni più severe per chi discrimina le donne sul posto di lavoro, entrerà in vigore il prossimo 20 febbraio (d.lgs. del 25 gennaio 2010, n. 5). Lo rende noto il governo che fa inoltre sapere che il decreto legislativo rappresenta l’attuazione della direttiva europea CE/54/2006, relativa al principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego). L’inasprimento delle sanzioni per chi commette discriminazioni contro le donne permetterà l’estensione del principio antidiscriminatorio a livello di livello del lavoro e della retribuzione. Le ammende per chi discrimina saranno molto severe: il datore di lavoro potrà arrivare a pagare anche fino a 50 mila euro di ammenda per discriminazioni contro le donne e, nei casi più gravi, rischierà anche l’arresto fino a sei mesi. Il provvedimento legislativo istituisce, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità fra lavoratori e lavoratrici.

Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
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Mezzogiorno; Incentivi e fondi Ue più mirati


Troppa frammentazione nell’uso dei fondi comunitari.

Ancora aiuti pubblici distribuiti a pioggia e dispersi nelle più disparate formule di incentivi.

Con il rischio, molto reale, che anche il ciclo di programmazione Ue 2007-2013 non centri l’obiettivo: e cioè modificare le condizioni di contesto del Mezzogiorno, rendendolo più attrattivo per gli investimenti.

È la pubblica amministrazione la principale responsabile del mancato sviluppo del Sud: alla scarsa efficacia della programmazione si aggiunge il peso delle lungaggini burocratiche, che provocano addirittura quasi il 25% di costi in più. Una zavorra per chi vuole fare impresa nel Mezzogiorno, alla quale si aggiunge la carenza di infrastrutture, con una dotazione che pesa in negativo sul divario dì competitività tra Nord e Sud.

Bisogna voltare pagina. E da Bari arrivano le proposte di Confindustria per rilanciare il Mezzogiorno.

Contro la frammentazione delle risorse, un Osservatorio che terrà monitorato lo stato di avanzamento della programmazione Ue 2007-2013. E poi un no all’assistenzialismo e agli incentivi a fondo perduto, puntando invece sul credito di imposta.

Un evento che si colloca nelle celebrazioni del Centenario: il primo è stato la scorsa settimana a Torino, con la consegna degli Award alle imprese eccellenti e del premio Pininfarina. Oggi si va dalla parte opposta dello Stivale, a Bari, per parlare di Sud, comprese quelle eccellenze che esistono e che devono, però, diffondersi e fare massa. E il titolo del convegno sintetizza un nuovo approccio: «II Sud aiuta il Sud». Un territorio, cioè, che deve trovare in se stesso la forza di cambiare. Saranno molti gli interventi:da quello di Cristiana Coppola, vice presidente di Confindustria con delega per il Sud, ad Alessandro Laterza, presidente Commissione cultura Confindustria, ai ministri Raffaele Fitto e Roberto Maroni (Affari regionali e Interno), ai leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, al procuratore generale antimafia, Piero Grasso, alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

Base del dibattito, un voluminoso documento, le "tesi di Confindustria" (frutto del lavoro di economisti, del Censis, e del Comitato Mezzogiorno di via dell’Astronomia): un’analisi dettagliata su Pa, infrastrutture, criminalità, utilizzo dei fondi comunitari, incentivi.

Numeri che dimostrano il gap nei confronti del Nord, un Sud in difficoltà, sia per la crisi che per problemi strutturali. Ma che evidenziano anche segnali positivi:

- quasi un quinto delle aziende del Sud ha risposto alla crisi diversificando i mercati e migliorando i prodotti;

- le medie imprese meridionali, anche se numericamente poco diffuse (su un totale nazionale di 4345 sono solo 364) nel periodo 1997-2006 hanno mostrato indici di sviluppo superiori a quelli del resto del paese.

Non solo: dai giovani vengono segnali di vitalità. Il numero dei laureati è più che raddoppiato, passando in sette anni da 54mila a oltre 188mila.

In particolare è aumentato il numero dei laureati in discipline scientifiche, passando da 4,3 per mille del 2001 all’8 per mille del 2007. Germogli che però hanno bisogno di un contesto più adatto a diventare solidi. La risorse ci sono. Mai soldi se ne vanno in mille rivoli.

Difficile districarsi in un sistema di incentivi che conta 1.300 forme di aiuto, di cui più di 1.200 fanno capo ad amministrazioni regionali, erogati per la maggior parte a fondo perduto.

Mentre è dimostrato che questa forma non spinge gli investimenti e la stessa Confindustria preme per il credito d’imposta.

Nell’utilizzo dei fondi strutturali europei gli errori del 2000-2006 si stanno ripetendo nel ciclo di programmazione 2007-2013. C’è poca determinazione nelle scelte: per esempio la spesa prevista per infrastrutture di trasporto è di circa il 16% nel Sud rispetto al 22% della media Ue (e pensare che la quota di rete Fs a binario doppio elettrificato è inferiore alla media nazionale del 15% e del 75% nelle Isole).

La riprogrammazione dei fondi, prevista per quest’anno, è un’occasione da non perdere.

Soprattutto per focalizzare gli obiettivi: mancano opere interregionali, interventi che riescano ad evitare la dispersione delle risorse e a realizzare opere che possano migliore la qualità del territorio, rendendolo più attrattivo per gli investimenti.

Nelle quattro Regioni dell’obiettivo convergenza (quelle che hanno la massima intensità di intervento finanziario, Sicilia, Calabria, Puglia, Campania) le risorse sono tali da poter voltare pagina: 6,9 miliardi per le infrastrutture, 7 per la ricerca e innovazione, 6,5 per ambiente ed energia, 4,7 per le risorse umane.

Proprio perché esistono segnali dì vitalità fanno ancora più rabbia, e vanno intaccate, le inefficienze del settore pubblico.

La percezione degli imprenditori è che la situazione sia addirittura peggiorata. Secondo l’indice di buon governo elaborato dal Formez le Regioni del Mezzogiorno hanno capacità amministrative che si collocano in media al 68% di quelle del resto del paese su indicatori che riguardano gli adempimenti burocratici, la formazione, gli strumenti per sostenere l’occupazione, gli incentivi.

Fonte: Il Sole 24 Ore
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Finanziamenti PMI: arriva seconda tranche ABI – Cassa Depositi e Prestiti


A sostegno dell’accesso al credito delle piccole e medie imprese italiane, arriva la seconda tranche, pari a ben 5 miliardi di euro, del plafond da complessivi 8 miliardi di euro messo a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti per l’accesso alla provvista da parte del sistema bancario con finalità di erogazione di finanziamenti alle PMI. In data odierna, infatti, Massimo Varazzani, Amministratore Delegato della Cassa Depositi e Prestiti, e Corrado Faissola, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, hanno siglato la nuova convenzione che “sblocca” la seconda tranche da cinque miliardi di euro in virtù della definizione delle modalità di impiego e di ripartizione della stessa. La tranche da cinque miliardi di euro, inoltre, sarà eventualmente aumentata degli eventuali residui della prima tranche da tre miliardi di euro alla data del 28 febbraio 2010.

In questo modo, senza alcuna interruzione nell’erogazione del credito alle piccole e medie imprese da parte delle banche, già dall’1 marzo prossimo gli istituti di credito potranno fare provvista attraverso la Cassa Depositi e Prestiti fino al 30 giugno del 2010. I cinque miliardi di euro della seconda tranche sono ripartiti in tre quote: una prima quota, pari a tre miliardi di euro viene distribuita in funzione del “peso” che ogni banca ha sul mercato, fermo restando che, come avvenuto per la prima tranche, una quota del 15% è destinata al sistema delle banche del credito cooperativo.

La seconda quota, in accordo con quanto recita un comunicato congiunto ABI – Cassa depositi e Prestiti, riguarda gli eventuali residui della prima tranche da tre miliardi di euro che sarà ripartita tra le sole banche che avranno utilizzato, anche se in maniera solo parziale, la loro quota precedentemente riservata. La terza ed ultima quota, pari a due miliardi di euro, è “a sportello”, ovverosia a disposizione degli Istituti di credito nel momento in cui avranno esaurito le quote di spettanza.

Fonte:bassitassi.com (Fil)
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Spostato al 2011 l'obbligo rinnovabili per i nuovi edifici


Spostato al 1° gennaio 2011 il termine ultimo concesso ai Comuni per introdurre nei regolamenti edilizi l'obbligo delle rinnovabili sui nuovi edifici. Lo slittamento è stato inserito nel maxiemendamento al Dl 194/2009 (decreto “Milleproroghe”), approvato dal Senato l'11 febbraio e ora all'esame della Camera per il via libera definitivo.

Introdotto con la Finanziaria 2008 (articolo 1, comma 289) attraverso la modifica del Testo unico dell'edilizia (Dpr 380/2001), l'obbligo era stato fissato al 1° gennaio 2009, ma poi era stato prorogato al 1° gennaio 2010 con la legge 14/2009.

Installazione di impianti per l'energia verde
Esso prevede che, ai fini della concessione del permesso di costruire, per ciascuna unità abitativa di nuova costruzione deve essere garantita una produzione energetica pulita non inferiore a 1 kW (compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell'intervento); per i fabbricati industriali di estensione non inferiore a 100 metri quadrati, invece, la produzione minima di energia da fonti rinnovabili dovrà essere pari a 5 kW.

Fonte:casaeclima.com
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Quali fondi di investimento comprare? La classifica dei migliori nel 2009


Nel 2009 il 53% dei fondi italiani ha battuto il mercato con cui si confronta: medaglia d’oro (69% dei prodotti sopra il benchmark) a Bnp Paribas am, secondo posto per Eurizon (61%) e terzo per Pioneer (59%). La classifica delle eccellenze in campo azionario è guidata invece da Generali (71%), Ubi Pramerica (56%) e Mediolanum (56%), mentre in campo obbligazionario e monetario sono Anima sgr (83%), Bnp Paribas am (80%) e Eurizon (79%) a salire sul podio.

Torna a farsi sentire anche il nome di Pioneer per il primato del maggior distacco assoluto dei singoli portafogli dal parametro di riferimento: il prodotto Gold and mining equity nel 2009 ha guadagnato il 110%, mentre il paniere dei titoli auriferi e minerari che serve da benchmark è salito solo del 72%. Sul fronte dei bond è invece il Pioneer fund emerging market che è salito del 73%, contro il 24,5% del mercato di riferimento.

I fondi comuni di investimento sono strumenti finanziari che raccolgono il denaro di risparmiatori che affidano la gestione dei propri risparmi ad una società di gestione del risparmio (SGR) con personalità giuridica e capitale distinti da quelli del fondo. I fondi comuni investono il denaro raccolto presso i sottoscrittori in valori mobiliari che costituiscono il patrimonio indiviso del fondo, di cui ogni risparmiatore detiene un certo numero di quote.

Il 2009 è stato un anno decisamente imprevedibile, caratterizzato da un crollo eccezionale cui ha fatto seguito un recupero altrettanto veloce, che ha riguardato sia la Borsa che le obbligazioni. I titoli corporate hanno offerto altri rendimenti e, tra i fattori tecnici, da citare c’è la possibilità, prima negata, di confrontare i rendimenti dei fondi. Ora, non resta che vedere come andrà il 2010.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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L'Inps lancia i controlli su 120mila professionisti


Adesso è ufficiale. Anche quest'anno l'Inps andrà a verificare circa 120mila liberi professionisti e 450mila soci di società che non risultano iscritti ad alcuna gestione previdenziale dell'Istituto. Il nuovo campione è stato individuato grazie al confronto con le denunce dei redditi presentate all'agenzia delle Entrate. A dare ufficialità all'operazione «versione 2010» è la circolare 23 su attività di accertamento e verifica amministrativa, pubblicata ieri dall'ente di previdenza.
È il secondo tempo dell'operazione Poseidone, la stretta che l'Inps ha promosso già nel 2009 e che ha portato all'istituto oltre 20mila nuovi iscritti (il 45% di quelli che erano emersi dall'incrocio dei dati forniti dall'Agenzia).
Non è escluso che questa operazione di accertamento vada a focalizzarsi soprattutto sulle partite Iva che non hanno versato i contributi dovuti alle casse professionali di appartenenza. Gli enti previdenziali privati mostrano i muscoli, rivendicano il principio di unicità della posizione previdenziale e si dichiarano pronti a dar battaglia. «Il libero professionista che è iscritto a un albo – ricorda Antonio Pastore, vicepresidente dell'Adepp, l'associazione degli enti previdenziali privati – ha l'obbligo di essere assoggettato alla normativa contributiva dell'ente di previdenza a cui fa riferimento per legge la sua professione: l'Inarcassa se ingegnere o architetto, la Cassa forense se avvocato, l'Enpam se medico e così via. Ora, se c'è necessità di regolarizzare alcune posizioni, ferma restando la premessa, queste devono essere regolarizzate a cura dell'ente presso il quale aveva l'obbligo di essere iscritto, non dall'Inps». Detta in altri termini: «L'Inps - continua Pastore - ha censito "tot" persone che hanno dichiarato un reddito di lavoro autonomo e non hanno pagato i contributi. Attenzione, però: è probabile che si crei una sovrapposizione di azione con l'istituto se, tra i 120mila liberi professionisti che quest'anno saranno controllati, dovesse risultare anche uno solo che, in quanto iscritto a un albo, ha l'obbligo di adempiere solo nei confronti della cassa privata». Le casse private hanno chiesto al ministero del Lavoro di assumere un ruolo guida e di organizzare un tavolo con i responsabili dell'Inps (si veda «Il Sole 24 Ore» del 30 gennaio). L'incontro dovrebbe svolgersi nei prossimi giorni.
Verifiche ma anche affiancamento delle imprese. Per quest'anno l'Inps prevede di avviare attività di tutoraggio per 2.800 aziende che hanno denunciato un importo contributivo superiore a 300mila euro. Si tratta di forme di collaborazione per promuovere atteggiamenti "virtuosi", in base a «un controllo preventivo, costante e personalizzato nei confronti della singola azienda». Saranno incrociate le informazioni delle banche dati interne: per le aziende è «prevedibile» un controllo sulle agevolazioni contributive e su particolari tipologie contrattuali (ad esempio, part-time), nonché sulle prestazioni anticipate dal datore di lavoro e conguagliate con i contributi dovuti (indennità di malattia, assegno al nucleo familiare e così via).

Fonte:ilsole24ore.com (Andrea Carli)
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Casa: bonus ristrutturazioni anche per i lavori condominiali


Lavori di manutenzione e restauro delle parti comuni di un condominio possono essere realizzati sfruttando il bonus ristrutturazioni, la detrazione Irpef del 36% che la manovra finanziaria 2010 ha prorogato fino al 2012. Con la risoluzione numero 7/E del 12 febbraio 2010, l’Agenzia delle entrate chiarisce che questa agevolazione fiscale è valida per tutte le parti e i servizi comuni degli immobili residenziali: quindi non solo muri maestri, tetti, portoni d’ingresso, scale e cortili ma anche servizi come la lavanderia e il riscaldamento centrale o l’installazione di ascensori. Ricordiamo che la normativa prevede gli sconti fiscali del 36% per un limite di spesa di 48.000 euro, da suddividere in dieci anni, che scendono a tre per gli over 75; inoltre è possibile beneficiare dell'Iva al 10% sui lavori di risanamento-restauro e al 20% per i lavori di manutenzione.

Fonte:intrage.it
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Biomasse, bando da 20 mln per impianti innovativi


Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha annunciato la pubblicazione di un bando da 20 milioni di euro per la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica e/o termica da biomasse.

La procedura concorsuale prevede il finanziamento di impianti a spiccato contenuto innovativo di potenza installata fino a 1 MW elettrico, con un contributo massimo pari a 500 mila euro ed intensità non superiore al 40% del costo dell'investimento. Il Ministero prevede di finanziare attraverso il bando impianti per una potenza complessiva superiore a 30 MW elettrici, tutti alimentati da biomasse di origine agricola secondo i criteri di sostenibilità ambientale dettati dall'Unione Europea.

Impianti innovativi

“Continua la nostra attenzione – ha dichiarato il ministro Zaia - verso quelle imprese agroalimentari che scelgono di investire nell'innovazione e nelle energie rinnovabili da biomasse agricole. Tutto questo risponde a quel modello di green economy che noi sosteniamo con convinzione e che contribuisce allo sviluppo sostenibile dei diversi territori”.

La procedura, in collaborazione con il Mipaaf, sarà gestita dall'Enama - Ente Nazionale per la Meccanizzazione Agricola. Il bando è scaricabile dai siti www.politicheagricole.it e www.enama.it.

Fonte:casaeclima.com

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Ore e giorni di lavoro diminuiranno, ma reperibilità sarà totale: ecco la rivoluzione in arrivo


Settimana corta, orario ridotto che potrebbe arrivare anche a 10 ore al giorno in cambio di un giovedì e venerdì liberi, ma reperibilità totale: sta per arrivare una bella rivoluzione per quanto riguarda la vita lavoro e il più grande cambiamento sembra riguarderà il concetto stesso di luogo di lavoro.

Le aziende che vorranno approfittare del nuovo mondo e vincere la sfida della competitività, dovranno ‘modernizzarsi’: più flessibilità nell'orario, più disponibilità nella scelta del personale, sia per quanto riguarda l’età, considerando che una ricerca ha dimostrato che non c’è differenza di efficienza tra un giovane e un meno giovane, sia per le donne, ben in grado di conciliare carriera e famiglia.

Deve cambiare anche l’organizzazione dell'azienda, che dovrebbe diventare sempre più collaborativa. Il modello è quello dei social network tipo Facebook: dialogo fra colleghi, coinvolgimento di tutti. La nuova classifica stilata da fortune ha evidenziato che le imprese che hanno capito il nuovo andamento sono già un passo avanti rispetto alle ‘vecchie’.

Basti pensare che quelle che hanno più donne nelle posizioni top hanno performance migliori di quelle che si affidano a manager uomini. I cambiamenti dovrebbero arrivare a sostegno di un nuovo sistema d’azienda che aiuti a superare la crisi, in un’epoca in cui, come già qualcuno aveva anticipato (il sociologo Domenico De Masi nel suo ‘Il futuro del lavoro’), ‘il tempo dell’ozio inizia ad avere la stessa importanza del tempo del lavoro’.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Pienamente operativi gli strumenti di sostegno per i precari della scuola


A seguito della Convenzione tra Miur, Inps e Ministero del lavoro e del Decreto Legge n. 134 del 2009, l’Istituto ha emanato la circolare che definisce gli aspetti operativi che consentono di erogare i benefici a favore degli insegnanti e del personale precario della scuola. I soggetti interessati sono docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari delle Istituzioni scolastiche, già titolari di un contratto di supplenza annuale o sino al termine delle attività didattiche nell’anno scolastico 2008/2009, che non otterranno un analogo nuovo contratto nell’anno scolastico 2009/2010. La novità più importante consiste nel pagamento agli interessati dell’indennità di disoccupazione ordinaria anziché di quella con i requisiti ridotti. L’indennità viene corrisposta per un massimo di 8 mesi al lavoratore disoccupato con età inferiore ai 50 anni; per il disoccupato ultracinquantenne, l’indennità può essere corrisposta fino a 12 mesi, ed in entrambe le ipotesi spetta nelle seguenti percentuali:

per i primi 6 mesi, il 60% della retribuzione media degli ultimi tre mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
per i 2 mesi successivi, il 50% della retribuzione media degli ultimi tre mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
per i restanti mesi, il 40% della retribuzione media degli ultimi tre mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Per beneficiare della prestazione, il lavoratore della scuola deve sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o ad un percorso di riqualificazione professionale (D.I.D.), utilizzando l’apposito campo del modello di domanda (modello DS21, scaricabile dal sito internet dell’Inps nella sezione dedicata alla modulistica). Tutte le modalità operative che coinvolgono direttamente anche le singole Istituzioni scolastiche sono contenute nella circolare n. 125/2009

Fonte:studiocataldi.it (Francesca Bertinelli)
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Parrucca, spesa sanitaria detraibile se di supporto a disagio psicologico


Rientra tra i dispositivi medici quando è destinata a sopperire un danno estetico conseguente a una patologia
La parrucca utilizzata per superare le difficoltà psicologiche derivanti dalla caduta dei capelli a seguito di trattamenti chemioterapici è un onere fiscalmente rilevante.

E' la conclusione cui giunge l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 9/E del 16 febbraio, che ritiene l'acquisto del bene una spesa sanitaria per la quale spetta la detrazione dall'imposta lorda del 19% dell'onere sostenuto, per la parte che eccede 129,11 euro (articolo 15, comma 1, lettera c, del Tuir).

L'Agenzia, in via preliminare, ricorda la precisazione fornita dall'Amministrazione finanziaria con la circolare 25/1997: nel caso in cui la spesa sostenuta non sia chiaramente riconducibile nell'elenco contenuto nell'articolo 15 del Tuir, occorre far riferimento ai provvedimenti del ministero della Sanità che contengono la lista delle specialità farmaceutiche, delle prestazioni specialistiche, delle protesi eccetera.
Tuttavia, nonostante la parrucca non sia ricompresa nel Nomenclatore tariffario delle protesi (allegato al decreto 332/1999 del ministero della Sanità), i tecnici del Fisco affermano che, nel caso in esame, ciò non costituisce un ostacolo alla detraibilità della spesa.

Anche l'interpellato ministero della Salute, infatti, ha riconosciuto al bene, in quanto correttore di un danno estetico provocato dalla malattia, una indubbia funzione sanitaria.
Pertanto, la parrucca, se messa in commercio con la destinazione d'uso di dispositivo medico secondo i principi contenuti nel decreto legislativo 46/1997 (attuativo della direttiva comunitaria 93/42/Cee concernente i dispositivi medici), rientra nel novero delle spese sanitarie detraibili dall'Irpef.

Fonte:nuovofiscooggi.it
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Moratoria, arrivata anche la risposta politica


Tutti, nessuno escluso. Per aiutare le famiglie e per costringere le banche ad un atto di responsabilità. Ora l’ufficialità è arrivata anche nelle sedi ufficiali. Nelle sedi politiche. Non ci sono più scuse, quindi. «Stimiamo che entro la fine del mese di febbraio sarà prossima al 100%” l’adesione delle banche alla moratoria sui mutui, per fornire un sostegno essenziale alla vita delle famiglie colpite da eventi negativi». Lo ha detto il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, in un’audizione alla Camera, aggiungendo che «delle banche aderenti ben 111 (pari al 66,16% del totale sportelli dell’industria) hanno deciso di applicare condizioni migliorative per la clientela tese ad aumentare le categorie di operazioni ammissibili alla sospensione. In particolare, le condizioni migliorative riguardano l’ambito di applicazione, l’incremento del limite del mutuo erogato, l’incremento del reddito imponibile annuo, l’estensione della durata di sospensione e degli eventi che la determinano, l’applicazione di tassi più favorevoli durante il periodo di sospensione». Una dichiarazione importante, visti i tempi. Una dichiarazione di intenti che va al di là delle singole decisioni dei singoli istituti di credito. «Rispetto alle modalità di sospensione prescelta – ha continuato Faissola – , la maggioranza delle banche aderenti, pari al 42,03% degli sportelli, ha scelto di sospendere l’intera rata; delle restanti, il 24,75% lascia al cliente la scelta di sospendere l’intera rata o solo la quota capitale, il 19,51% attribuisce in capo alla banca detta opzione mentre solo il 13,71% ha dichiarato di sospendere solamente la quota capitale». Sembra, infatti, che sia davvero questione di tempo. Il governo e le banche si sono mossi bene per venire incontro alle difficoltà. Bassitassi ha già parlato di iniziative singole, ma queste dichiarazioni mettono il punto esclamativo – e questa volta in modo politico e ufficiale – alla possibilità di sospensione delle rate. Una vera e propria boccata d’ossigeno per tante famiglie che si ritrovano a dover fare i conti con la rata mensile del mutuo.

Fonte:bassitassi.com
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Presentato Windows Phone 7, il nuovo S.O. Microsoft per i dispositivi mobili


Steve Ballmer ha appena finito di presentare al Mobile World Congress di Barcellona Windows Phone 7, il nuovo Sistema Operativo per dispositivi mobili che andrà a soppiantare l’attuale Windows Mobile 6.5 e tenterà di arginare lo strapotere di Apple con il suo iPhone e la prepotente avanzata di Google con il suo Android.

Windows Phone 7 vera rivoluzione? Così in effetti questo nuovo sistema operativo è stato definito. Purtroppo, come avevamo ampiamente preannunciato, la presentazione è avvenuta tramite una demo, e non è stato possibile vedere in azione uno smartphone con questo S.O. . Va detto che i primi modelli arriveranno per le feste natalizie del 2010, e quindi ci sarà da aspettare ancora molto.


Dimenticatevi Windows Mobile 6.5, questo nuovo S.O. è completamente diverso a partire da un’interfaccia grafica completamente ridisegnata che sarà totalmente dinamica. Tutti i contenuti visualizzati sul desktop (possiamo chiamarlo così) saranno dinamici e si aggiorneranno in tempo reale. Per esempio lo status di facebook di un nostro contatto, le sue ultime azioni o foto caricate e così via.

Ma la parola chiave di questo nuova piattaforma è “HUB“. Windows Phone 7 infatti, include 6 Hub che corrispondono a 6 aree tematiche diverse in cui troveremo contenuti web ed applicazioni:

PERSONE: social network
IMMAGINI: sezione multimediale e dunque condivisione di foto e video
GIOCHI: integrazione con Xbox Live
MUSICA E VIDEO: integrazione con ZUNE
Marketplace: software per compare applicazioni (come l’app store di Apple)
Office: accesso alla versione mobile della suite Office, per l’occasione ridisegnata
Ovviamente ci sarà un browser, un client e-Mail, Google Maps, il supporto al multitouch ed un pulsante dedicato che ci farà accedere al motore di ricerca Bing da qualsiasi sezione.
È presto per dire se davvero questo nuovo sistema operativo avrà successo o se sarà rivoluzionario. Ne capiremo molto di più quando finalmente si avrà la possibilità di poterlo testare di persona.

Al momento ogni giudizio è sospeso sia nel bene che nel male.
Windows Phone 7 necessiterà comunque di una componente hardware di primo livello e dunque non sarà per tutti. Per gli smartphone di fascia bassa rimarrà disponibile Windows Mobile 6.5 che verrà per il momento ancora sviluppato.

Molti i partner che produrranno dispositivi o componenti per questo nuovo S.O. tra cui citiamo Dell, Garmin-Asus, HTC Corp., HP, LG, Samsung, Sony Ericsson, Toshiba e Qualcomm Inc.
Tra i carrier telefonici che venderanno questi nuovi prodotti, troviamo: AT&T, Deutsche Telekom AG, Orange, SFR, Sprint, Telecom Italia, Telefónica, Telstra, T-Mobile USA, Verizon Wireless e Vodafone.

Fonte:blog.pmi.it (Filippo Vendrame)
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Imprese in crisi: quando chiudere l’attività?


L’equilibrio finanziario di un’impresa si ottiene nel momento in cui il complesso dei ricavi di competenza dell’esercizio risultano superiori al complesso dei costi relativi allo stesso periodo.

Si ottiene, quindi un risultato economico positivo che, depurato dalle imposte sul reddito, costituisce il compenso dell’imprenditore o dei soci.

In caso contrario sarà generata un perdita che intaccherà il patrimonio netto (o comunque il capitale sociale).

Tuttavia può capitare che alcune aziende pur generando un risultato economico positivo siano destinate alla chiusura. Affinché l’imprenditore abbia interesse a mantenere in vita un’azienda è necessario che:

il reddito generato sia in grado di compensare il proprio lavoro svolto nell’impresa: qualora l’imprenditore svolga attività lavorativa all’interno dell’azienda, il reddito deve consentirgli un compenso, definito stipendio direzionale, commisurato al lavoro svolto;
il capitale investito: poiché l’imprenditore ha investito capitali è necessario che ne ricavi un interesse commisurato ai tassi di mercato, definito interesse di computo;
il grado di rischio assunto dall’imprenditore stesso: un soddisfacente profitto che vada al di sopra dei punti precedentemente indicati. E’ sicuramente il fattore più importante poiché la sua assenza determinerebbe lo svantaggio nel gestire l’azienda qualunque fosse il risultato generato dai punti precedenti (a conti fatti l’imprenditore potrebbe investire i propri capitali e svolgere la propria attività come dipendente presso terzi).
La somma dello stipendio direzionale e degli interessi di computo dà origine agli oneri figurativi così denominati in quanto incidono figurativamente sul reddito d’impresa.

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Copie pirata Windows 7: patch e aggiornamento per bloccare sistema operativo


Windows contro la pirateria: la nuova arma sfoderata si chiama Windows Activation Technologies ed è il nuovo set di componenti integrati di attivazione e convalida incorporato in Windows 7.

Il nuovo aggiornamento sarà in grado di stabilire se la copia di Windows 7 installata su un Pc è originale o meno: sui computer che eseguono Windows 7 originale non verrà visualizzato alcun avviso, se al contrario la copia in uso non risultasse autentica, le notifiche incorporate in Windows 7 informeranno l'utente della non autenticità del sistema operativo visualizzando le opzioni per ottenere ulteriori informazioni e per l'acquisto di una copia originale di Windows.

Lo sfondo del desktop verrà sostituito con uno sfondo nero, mentre tutte le icone, i gadget o i collegamenti alle applicazioni resteranno al loro posto. L'aggiornamento di Windows Activation Technologies eseguirà validazioni periodiche (inizialmente ogni 90 giorni) e, durante la convalida, Windows scaricherà le ‘firme' più recenti utilizzate per identificare le nuove falle di attivazione, come accade per i sistemi antivirus.

Quando vengono rilevati file di licenza contraffatti, disabilitati o mancanti, l'aggiornamento esegue settimanalmente una verifica per garantire che i file di licenza vengano adeguatamente ripristinati.

L'aggiornamento può essere eseguito su tutte le edizioni di Windows 7: in una prima fase verrà distribuito per le edizioni Home Premium, Professional, Ultimate ed Enterprise ed è disponibile online da oggi all'indirizzo www.microsoft.com/genuine, mentre nell'Area download Microsoft a partire dal 17 febbraio. In un secondo momento, l'aggiornamento sarà disponibile tramite Windows Update.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Maternità e famiglia numerosa: assegni in crescita per il 2010


L'ammontare dei contributi deve essere rivalutato annualmente in base agli indici al consumo registrati dall'Istat
Aumentano dello 0,7%, nel 2010, gli assegni mensili diretti ai nuclei familiari numerosi e quelli di maternità. La correzione degli importi al rialzo è stata calcolata sulla base delle variazioni dei prezzi al consumo, per le famiglie di operai e impiegati, rilevati dall'Istat e a cui i contributi devono essere annualmente adeguati.
A comunicarlo una nota della presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento per le Politiche della famiglia, pubblicata ieri, 15 febbraio, sulla Gazzetta Ufficiale n. 37, serie generale.

L'assegno a sostegno delle famiglie numerose, se dovuto per intero, diventa così pari a 129,79 euro mensili. Il comunicato precisa anche che, per le domande relative al 2010, il valore dell'indicatore della situazione economica (Ise) è di 23.362,70 euro in caso di nuclei formati da cinque componenti.
Il bonus è stato introdotto con la legge n. 448/1998 ed è riservato alle famiglie composte da cittadini residenti in Italia, con almeno tre figli minori a carico e con un reddito e un patrimonio complessivi familiari che non superino i limiti stabiliti dai parametri Ise, che tengono conto sia del numero dei componenti, sia delle situazioni particolari, come la presenza di inabili.
Il contributo è a carico del Comune di residenza, presso il quale va presentata la domanda entro il 31 dicembre dell'anno di riferimento, ed è pagato dall'Inps.

La rivalutazione, come specifica il comunicato della presidenza del Consiglio dei ministri, riguarda anche il cosiddetto assegno di maternità, previsto per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento (Dlgs 151/2001), il quale va a raggiungere quota 311,27 euro. Anche in questo caso sono i criteri Ise a mettere i paletti al beneficio. Per i nuclei familiari composti da tre persone, il limite di reddito è di 32.448,22 euro.
L'assegno può essere richiesto, per intero, al Comune di residenza, dalla mamma che non lavora, ma anche dalla mamma lavoratrice se non ha diritto all'indennità dell'Inps o alla retribuzione per il periodo di maternità. In caso di indennizzo inferiore all'importo dell'assegno, può essere richiesto un bonus ridotto per "pareggiare" la differenza.
Va ricordato che il sostegno spetta alle cittadine italiane o comunitarie residenti nel nostro Paese o extracomunitarie con carta di soggiorno.
La domanda deve essere presentata al proprio Comune di residenza entro sei mesi dal lieto evento o dall'ingresso in famiglia del minore adottato/affidato.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Anna Maria Badiali)
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Draghi alle banche: “Costi oscuri, interveniamo”


Per fortuna in questa Italia attraversata da scandali sessuali (dei quali, diciamolo, ci importa anche poco finché non diventano la contropartita per una corruzione) e degrado della politica resta ancora qualche figura che ci consente di ben sperare. Tra le altre, segnaliamo oggi quella di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia secondo alcuni lanciato verso la presidenza della BCE. In una fotografia dell’Italia economica scattata da Napoli, Draghi ha trovato (anche, dato che gli argomenti sono stati molteplici) il modo di lanciare una strigliata alle banche su costi delle commissioni, mutui e compensi ai manager. Soffermandosi principalmente sul primo di questi tre punti…

Per bocca del governatore Bankitalia chiede una nuova Legge dello Stato, anzi annuncia di avere tra le mani una bozza da sottoporre al Governo per fare chiarezza relativamente ai costi bancari. Una “proposta organica” che non piace granché alle banche, ferme come sono nella difesa dei propri interessi oligopolistici giustificati con una frase che dice tutto senza dire niente: “Discutiamo sulla trasparenza, ma che questa non ci venga imposta attraverso un’altra Legge”. Secondo l’ABI, infatti, sarebbe meglio insistere sull’autoregolamentazione concordata con l’Antitrust.

Eppure Draghi ha potuto lanciare i propri strali a ragion veduta: Via Nazionale ha infatti concluso una rilevazione avviata lo scorso settembre tra 514 istituti (che insieme assommano l’82% dei conti correnti offerti alla clientela) sulle commissioni applicate su affidamenti e scoperti di conto dopo l’abolizione del “massimo scoperto”, datata gennaio 2009. La sintesi conclusiva. già resa nota al Ministero dell’Economia, è che nella media si registra una riduzione dei costi, ma in un terzo dei casi essi sono invece cresciuti, trasformandosi in altre voci stravaganti e tutt’altro che giustificabili se non con l’interesse a spillare soldi dalle tasche dei risparmiatori in difficoltà. I CMS (costi di massimo scoperto) sono infatti stati sostituiti da altri acronimi rimanendo però, nella sostanza, sempre uguali a loro stessi. Se non una marcia indietro, Draghi ha chiesto almeno una semplificazione della gamma e una drastica riduzione delle sigle: e dire che nelle favole i Draghi fanno sempre la parte dei cattivi…

Fonte:bassitassi.com (Moreno)
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Giustizia: anche gli scherzi possono finire in tribunale


Uno scherzo goliardico apparentemente innocuo, potrebbe creare guai con la giustizia. Perché è un dato di fatto che a non tutti gli scherzi risultano graditi. E’ si è registrata negli anni una lunga schiera di condannati. E’ il caso ad esempio di un ottantenne fiorentino che si era divertito a tirare secchiate d’acqua al suo vicino di casa mentre stava rincasando. Per quei gavettoni l’ottantenne ha subito una condanna per lesioni confermata anche dalla Corte di cassazione. Altro caso riguarda una donna che aveva deciso di inviare ad una rivale in amore una lettera con dentro uno scorpione morto. Anche lei condannata per il reato di molestie. Non solo. C’è anche chi ha riportato condanna per gli scherzi fatti alle ragazze con palpatine date per goliardia e che sono state considerate reato anche se “repentine”. Sono stati considerati illeciti anche gli scherzi su amanti e presunti tali e si consideri che la suprema Corte ha di recente affermato che le relazioni adulterine vanno tenute segrete. Insomma se in base al detto popolare “a carnevale ogni cherzo vale” davanti ad un giudice una bravata potrebbe invece portare alle sbarre.

Fonte:studiocataldi.it (notiziario)
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Ue: impatto crisi su occupazione non esaurito, 2010 sfavorevole


Le prospettive dell'occupazione nell'Unione europea restano "sfavorevoli" per il 2010, anzi l'impatto della crisi sul mercato del lavoro "non è ancora esaurito".

E' il quadro disegnato dalla Commissione Europea nel suo rapporto mensile sull'occupazione pubblicato oggi a Bruxelles. "Le prospettive per il mercato del lavoro - si legge - per l'anno in corso restano sfavorevoli, e il pieno impatto della crisi economica sui mercati del lavoro non si è ancora esaurito". Particolarmente colpiti soprattutto i giovani, spiega il documento, che, con un tasso medio europeo al 21%, "rappresentanto circa un quarto del incremento totale della disoccupazione dal 2008".

In generale, "la disoccupazione continua a salire nella maggior parte degli stati membri, mentre le imprese continuano ad annunciare più perdite di posti di lavoro che non incrementi, anche se in misura sostanzialmente minore rispetto ai mesi recenti". Bruxelles ricorda i dati già diffusi da Eurostat, che vedono nell'Ue, a dicembre 2009, un aumento di 4,6 milioni di posti di lavoro (circa un quarto in piu') rispetto allo stesso mese del 2008, e addirittura un incremento di 7 milioni (+44%) rispetto al marzo 2008. Tuttavia, spiega ancora il rapporto di Bruxelles, si intravedono anche segnali positivi.

"Vi sono segnali di stabilizzazione della disoccupazione in vari stati membri - è scritto nel documento - e anche di riduzione in alcuni. Inoltre, i sondaggi continuano a dimostrare un miglioramento nel sentimento economico, con le imprese che migliorano la loro previsione per l'occupazione mentre si riducono le attese di disoccupazione dei consumatori".

Fonte:labitalia.com
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Internet mobile: si paga anche il non utilizzo del servizio. Adiconsum chiede agli operatori Carta dei servizi condivisa


“Internet mobile deve essere urgentemente regolato”, è quanto denuncia Adiconsum che chiede di realizzare una carta dei servizi condivisa.

La connessione a internet con la chiavetta ha creato un nuovo modo di commercio: si paga anche il non utilizzo del servizio.

“Molti forse non se ne accorgono – spiega l’associazione - ma le tariffe a tempo sono un bluff. Infatti, mentre si legge una pagina, si guardano foto o si visiona la propria posta, il tempo corre, ma non c’è connessione. Sono soldi regalati al provider. Ad aggravare il tutto, poi, ci sono gli scatti di 15 minuti, sistema brucia tempo tutto italiano”.

Adiconsum commenta che “ovviamente, come ogni cosa, c’è il rovescio della medaglia, le tariffe a tempo aiutano chi usa il peer-to-peer, peccato che tali metodi saturano le linee cellulari e quindi deve essere assolutamente limitato”.

Il vero problema della connessione internet in mobilità è che non è uguale alla navigazione da posto fisso, non si possono fare le stesse cose e soprattutto non si può essere sempre connessi.

L’associazione invita quindi i gestori a dirlo con chiarezza agli utenti che vengono, invece, illusi da spot fantastici: “La dimostrazione è nella nuova tariffa di Wind che pubblicizza, illudendo gli utenti, una “navigazione senza limiti”, ma costringe il provider a limitare la velocità a 32 Kb dopo aver scaricato 1 Gb, altrimenti diventerebbe difficile telefonare con il cellulare”.

Anche le velocità di connessione è frutto di mancanza di regole.

“Proprio in questi giorni c’è la corsa ad annunciare le chiavette che raggiungono maggiore velocità. Peccato che si tratti solo di “promesse” e di “velocità” raggiungibili in specifici luoghi coperti dalla rete implementata ai nuovi servizi”.

Utilizzando una chiavetta in mobilità ci si accorge facilmente che la velocità varia di continuo: è lentissima in GPRS, poco lenta in EDGE, veloce in UMTS, velocissima in HSDPA.

Sarebbe, quindi, opportuno che le aziende di telefonia mobile dichiarassero la velocità media offerta dalla propria rete e indicassero con chiarezza come è costituita, permettendo a ogni utente di sapere con esattezza dove troverà connessioni lente o veloci.

Per Adiconsum, “Agcom, che avrebbe il compito di regolare il mercato e garantire i consumatori, è lentissima nella sua azione (su internet fisso dopo tre anni deve ancora rendere operativo il controllo della qualità), rendendo inefficace il proprio lavoro e lasciando piena libertà alle aziende. Chi ci rimette è sempre il consumatore”.

Adiconsum, in alternativa alle indispensabili denunce all’Antitrust, chiede alle aziende di aprire un tavolo con le associazioni consumatori per realizzare una specifica Carta dei servizi condivisa che regolamenti il mercato di internet in mobilità, garantendo anche i diritti dei consumatori.

Fonte:key4biz.it
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Pagamenti con il cellulare e micropagamenti al via il 1 marzo in Italia


Al via dal prossimo primo marzo i micropagamenti, che daranno la possibilità di accedere a un più vasto sistema di pagamenti elettronici per gli importi di piccola entità e anche un’accelerazione dei bonifici bancari. La nuova operazione coinvolgerà piccole catene di negozi e grandi entità della vendita.

Questo sistema dimostra, come nel caso Pirelli, che le grandi aziende finalmente anche in Italia iniziano a muoversi per vendere direttamente online i loro prodotti, cercando di unire i concessionari tradizionali (quindi il territori) con le potenzialità del web. Ciò che potrebbe costituire un problema potrebbero essere i conflitti di canale. Si potranno così pagare le bollette al supermercato e ci si potrà servire anche di nuovi sistemi di pagamento, come ad esempio il cellulare.

Se, infatti, nel 2009 il valore delle transazioni via cellulare è stato di alcune decine di milioni di euro, le stime parlano di un utilizzo entro i prossimi 2-3 anni dei servizi di pagamento mobili che interesserà, anche grazie alla maggiore diffusione dei telefonini di ultima generazione, circa un quarto degli italiani. Ma le novità non finiscono qui perché le nuove norme prevedono anche una serie di sistemi di tutela e di attenuazione della responsabilità per consumatori finali e microimprese.

Agli utenti, infatti, saranno rimborsati gli importi pagati in caso di utilizzo non autorizzati del mezzo elettronico di pagamento e saranno, inoltre, gli obblighi delle parti per quanto riguarda i pagamenti per importi inferiori ai 30 euro per singole operazioni e 150 euro come limite complessivo di spesa.

Fonte:bsinessonline.it (Marianna Quatraro)
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Crollano export e import, nel 2009 -20,7% e -22%. Si tratta del peggior dato dal 1970


Nel 2009 le esportazioni hanno segnato, rispetto al 2008, una diminuzione del 20,7% e le importazioni del 22%. Nello stesso periodo il saldo è stato negativo per 4.109 milioni di euro, con una netta riduzione del passivo di 11.478 milioni di euro rilevato nel 2008. Lo comunica l'Istat. Si tratta del dato peggiore dal 1970.

Nello stesso periodo il saldo è stato negativo per 1.791 milioni di euro, in forte peggioramento rispetto all'attivo di 9.942 milioni di euro registrato nel 2008.

Quanto alle esportazioni da e verso l'area Ue sono complessivamente diminuite nel 2009 rispetto al 2008 del 22,5% le esportazionie del 17,8% le importazioni.

A dicembre, rispetto allo stesso mese del 2008, i flussi commerciali da e verso l'area Ue hanno registrato aumenti pari all'1,4% per le esportazioni ed al 9,1% per le importazioni. Il saldo commerciale è stato negativo per 1.396 milioni di euro, mostrando un peggioramento rispetto a quello, pari a 350 milioni di euro, rilevato nello stesso mese del 2008.

A dicembre 2009 la dinamica tendenziale delle esportazioni è stata negativa verso tutti i principali partner commerciali, tranne la Francia, la Spagna e il Regno Unito (rispettivamente +8,6, +3 e +2,4%); diminuzioni si sono registrate verso Grecia (-8,5%), Belgio (-6,5%), Paesi Bassi (-5,8%), Polonia (-4,9%), Austria (-3%) e Germania (-2,6%).

Le importazioni sono invece cresciute da tutti i principali partner commerciali, tranne l'Austria; in particolare si sono registrati incrementi dalla Polonia (+ 30,3), dalla Spagna (+16,8%), dal Regno Unito (+15%), dalla Francia (+9,4%) e dalla Germania (+8,6%).

Fonte:adnkronos.com
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Finanziamenti alle esportazioni: il nuovo Decreto lancia l’Export Banca


Il 22 gennaio 2010 è stato firmato dal Ministro Tremonti il Decreto che vara il nuovo sistema di finanziamento delle imprese italiane che intendano esportare o investire all’estero, denominato anche Export-banca. Il 22 gennaio 2010 è stato firmato dal Ministro Tremonti il Decreto che vara il nuovo sistema di finanziamento delle imprese italiane che intendano esportare o investire all’estero, denominato anche Export-banca.

In particolare, il Decreto innova fortemente un settore che aveva visto l’Italia muoversi in Europa da una posizione di retroguardia sulla base di una legislazione ormai desueta (la c.d. Legge Ossola) e affaticata dalle regole internazionali dell’accordo “Consensus”.

Il sistema manteneva, infatti, alti i costi bancari di tali operazioni, rese macchinose anche dalla complessità degli strumenti di garanzia/assicurazione del credito a disposizione (si veda sull’esperienza pregressa il volume di Autori Vari, curato da A. BERLINGUER, Finanziamento e internazionalizzazione di impresa, Torino, 2007).

Traendo spunto dalle esperienze di Francia e Germania, quindi, anche il nostro Paese si è deciso a snellire tale delicata tipologia di operazioni, al fine di promuovere un ulteriore iniziativa a sostegno delle imprese, attuata con il concerto di una pluralità di attori, in epoca di crisi economica.

Gli attori coinvolti nel sistema Export Banca, infatti, saranno la Cassa Depositi e Prestiti (CDP), la Sace S.p.A. (Istituto per i Servizi Assicurativi del Commercio Estero) e il sistema Bancario. In base al Decreto, la CDP, in particolare, è autorizzata a fornire, a condizioni di mercato, alle banche italiane e alle succursali di banche estere comunitarie ed extracomunitarie operanti in Italia, la provvista vincolata necessaria per effettuare operazioni di finanziamento destinate al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese a condizione che siano garantite o assicurate da Sace ai sensi della disciplina comunitaria ed internazionale.

Le garanzie Sace possono essere rilasciate, dunque, a favore di imprese che:

a)siano costituite in forma di società di capitali (requisito derogabile per imprese che redigono il bilancio secondo quanto stabilito dalla IV direttiva CEE);
b)siano qualificabili come PMI ovvero abbiano un fatturato non superiore a 250 milioni di euro (requisito non applicabile per le operazioni a valere sul funding CDP );
c)abbiano sede legale, direzione e parte sostanziale delle attività produttive in Italia;
d)abbiano almeno bilanci relativi a due esercizi completi (no start-up) ;
e)realizzino almeno il 10% del proprio fatturato all’estero (Requisito valido per la sola Garanzia per l’Internazionalizzazione e derogabile per progetti che presentino un chiaro ed univoco carattere di internazionalizzazione);
f)vantino crediti nei confronti della PA per la fornitura di beni e servizi. Per contemperare beneficio dell’intermediazione bancaria e contenimento dei costi, nel contratto di provvista sottoscritto tra CDP e la Banca finalizzato alle Operazioni di finanziamento, dovrà essere indicato, tra le altre condizioni, il livello massimo del margine, ivi incluse eventuali commissioni, che la banca può sommare al costo della provvista fornita da CDP medesima per determinare il costo finale da applicare alle Operazioni di finanziamento pro tempore applicabile anche sulla base della percentuale garantita o assicurata da Sace (art. 2). Sempre a condizioni di mercato CDP può effettuare le operazioni di finanziamento in via diretta, se assistite da assicurazione o garanzia Sace o tramite Sace alle seguenti condizioni:

-Rispetto delle condizioni di cui all’art. 2:
-Operazioni di ammontare superiore a 25 milioni di euro e le cui particolari caratteristiche temporali o dimensionali risultino non compatibili con l’intervento del sistema bancario rendendo efficiente la partecipazione di CDP
-Interventi che attengono a settori di interesse strategico.

La norma in questione non sconfina nella formula degli aiuti di stato, come noto contrastante con gli artt. 85, 86 del Trattato UE, perseguendo, invece, il compatibile interesse a rendere più efficienti le condizioni del credito all’esportazione, calmierando i tassi senza per ciò escludere l’intermediazione del sistema bancario.

Fonte:ipsoa.it
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Cassazione: si al licenziamento del lavoratore improduttivo


La sezione lavoro della Corte di Cassazione (sentenza n. 3125/2010) ha stabilito che le aziende possono legittimamente licenziare il lavoratore nel caso dimostrino che vi è una notevole sproporzione tra la media produttiva degli altri dipendenti e quanto egli riesce effettivamente a realizzare. Poco importa, scrive la Corte, che il lavoratore risulti impiegato solo da pochi mesi giacchè se inizialmente si può comprendere una certa difficoltà di adattamento a mansioni che risultano nuove, tale adattamento non può essere superiore ad un paio di mesi se si tratta di mansioni semplici, manuali e ripetitive. Secondo la cassazione la Corte territoriale ha corretttamente accertato nella fattispecie una evidente violazione della diligente collaborazione dovuta dal dipendente.

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
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Energia: Authority, agevolazioni per ridurre gli sprechi e bollette con taglia stand-by


Ridurre gli sprechi di energia e risparmiare sulla bolletta. Con questi obiettivi l'Autorita' per l'energia ha deciso di incentivare la diffusione di dispositivi taglia stand-by, le piccole luci rosse che segnalano se Tv, Decoder o altri elettrodomestici sono in modalita' di attesa. Eliminare o ridurre drasticamente gli sprechi da stand-by, si legge nella nota, puo' consentire di diminuire del 10% in media i consumi energetici di una famiglia tipo, risparmiando circa 45 euro l'anno sulla bolletta elettrica.

Per contribuire alla diffusione di apparecchiature taglia stand-by, l'Autorita' ha deciso di rendere possibili sconti, dal 40 al 60%, sul loro prezzo. Con lo stesso provvedimento sono previsti incentivi per la sostituzione delle vecchie lampade dei semafori con piu' efficienti led a basso consumo. Tocchera' ora alle aziende distributrici ed alle societa' di servizi energetici attivare campagne promozionali per la diffusione dei taglia stand-by a prezzi scontati, in modo da poter ottenere la certificazione dei risparmi ottenuti (certificati bianchi). Le nuove iniziative dell'Autorita' sono state oggi pubblicizzate grazie all'iniziativa M'illumino di meno, la Giornata del risparmio energetico promossa dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di Radio 2 Rai, giunta alla sesta edizione.

Il meccanismo dei 'titoli di efficienza energetica': in 5 anni risparmiati 5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. Come il consumo annuale di una citta' con circa di 7 milioni di abitanti. La spinta alla diffusione dei taglia stand-by si inquadra nella piu' ampia azione dell'Autorita' per la promozione dell'efficienza energetica attraverso il meccanismo dei titoli di efficienza energetica o certificati bianchi.

Grazie a questo meccanismo, che premia l'uso virtuoso dell'energia, negli ultimi cinque anni le famiglie italiane hanno potuto installare oltre 800 mila elettrodomestici a basso consumo, 21 milioni di lampadine ad 'alta efficienza', 230mila mq di pannelli solari per l'acqua calda. Nel complesso, negli ultimi cinque anni, i certificati bianchi hanno consentito di risparmiare cinque milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep) di cui due milioni solo nell'ultimo anno; in sostanza, e' stato come 'spegnere' per un intero anno due centrali termoelettriche da 600 MW ciascuna, evitando l'emissione di oltre 5 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Un elettrodomestico che resta in stand-by spreca non poca energia: da una decina di Watt a meno di un Watt a seconda del tipo di apparecchio, del suo livello tecnologico e del tempo in cui l'apparecchio resta in attesa. Il problema e' che il tempo di attesa spesso e' di gran lunga superiore a quello di utilizzo e arriva a migliaia di ore l'anno: i consumi (e quindi gli sprechi) possono percio' arrivare anche ad alcune centinaia di kilowattora in un anno, con un incremento di spesa che puo' arrivare fino al 10%.

La procedura semplificata per il nuovo meccanismo, emanata dall'Autorita', riduce di molto gli oneri che gli operatori dovranno sostenere per presentare la domanda di accesso agli incentivi collegati ai titoli di efficienza energetica e favorira' cosi' la diffusione di utili dispositivi tra le famiglie e nel settore alberghiero.

Fonte:adnkronos.com
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Social network. Un sistema ‘made in Italy’ aiuta i genitori ansiosi a monitorare i figli


Si chiama 'Reputation Manager' ed è stato inventato, in Italia, per quelle aziende che vogliono misurare la propria reputazione e conoscere l’opinione dei consumatori sul web. Ma, da qualche tempo, sta diventando il chiodo fisso di genitori preoccupati sia per le frequentazioni web dei propri figli, sia per le foto e le informazioni che gli adolescenti rilasciano ingenuamente in rete.

“Ci siamo sempre occupati della reputazione delle aziende sul web”, spiega l’ingegner Andrea Barchiesi che ha ideato e realizzato, attraverso l’utilizzo di alcuni sofisticati algoritmi, il sistema che spazza il web. Un valore intangibile, quello della reputazione, ma molto importante e delicato per chi oggi, nell’era del mondo globale e virtuale vuole stare sul mercato. E, soprattutto, avere il polso della situazione dei consumatori, conoscere le loro opinioni, cosa pensano dell`azienda, dei prodotti, dei servizi.

“E’ stato in quest’ambito, prevalentemente rivolto ad aziende, istituzioni e organizzazioni - continua Barchiesi - che ci siamo resi via via conto delle richieste, sempre più numerose, che ci arrivavano dai privati. Meglio: da genitori".

Persone neanche troppo ansiose, padri e madri di adolescenti che frequentano, magari anche in maniera compulsiva, il web e i Social Network.

Barchiesi racconta: “All’inizio non abbiamo dato seguito a questa tematica, focalizzati come siamo sulle aziende. Poi ci siamo resi conto, nell’ottica di una responsabilità sociale che anima il nostro lavoro, che anche noi potevamo fare la nostra parte per rendere la rete più sicura per i minori. Di qui la decisione di studiare un sistema, su misura, che tenesse conto di quelle che sono le specifiche esigenze di un genitore preoccupato delle frequentazioni e degli "amici" virtuali dei propri figli. Ma anche delle informazioni - foto, dati o altro - che, spesso ingenuamente, vengono rilasciate in rete".

Naturalmente non sono questi i rischi che preoccupano principalmente i genitori di adolescenti che vivono una vita parallela sui social network. Il vero rischio sono le foto improprie, i dati personali, spesso i numeri di telefono.

Divenendo così obiettivo preferenziale di chi sulla rete cerca ben altro che una semplice chiacchierata in chat.

"Il nostro sistema è stato dunque pensato per queste specifiche esigenze - conclude Barchiesi – E’ chiaro che se un’azienda è interessata a conoscere il proprio CERR (il cosiddetto Coefficiente Effettivo Rischio Reputazionale), per studiare i rischi innescati dagli adolescenti con i propri profili 'emozionali' seminati sui social network il discorso è leggermente diverso. C’è bisogno, insomma, di un sistema più leggero ed agile. Che spazzi il web velocemente, secondo determinate categorie semantiche. A caccia di foto compromettenti e dati sensibili. Per trovarli e poi rimuoverli. Non per niente i Reputation manager vengono anche chiamati "gli spazzini del web".

Fonte:key4biz.it
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