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3° invio Gennaio_2009

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Metano e GPL: tornano gli incentivi

Vengono riproposti anche nel 2009 gli incentivi per la trasformazione dei veicoli a gas. Sul sito del Consorzio Ecogas (www.ecogas.it) è possibile effettuare la prenotazione degli incentivi messi a disposizione dallo stato, in totale circa 102 milioni di euro, per la conversione a gas degli autoveicoli. I contributi sono di 350 euro per la trasformazione a Gpl e 500 euro per quella a metano. La richiesta può essere inoltrata da persone fisiche e giuridiche che convertono il proprio veicolo a Gpl e metano presso un'officina o una concessionaria che abbia aderito all'iniziativa di incentivazione (la lista è disponibile sul sito ecogas.it alla voce Incentivi MSE). L'incentivo è destinato ai veicoli di tipo M1 "trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente" e gli N1 "trasporto merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 t", appartenenti a qualsiasi classificazione Euro sulle emissioni. Inoltre possono usufruire del contributo anche i mezzi acquistati nuovi dal concessionario già equipaggiati a Gpl o a metano ma non omologati anche a gas direttamente dal costruttore.
Per le vetture nuove, acquistabili fino al 31 Dicembre 2009 ed omologabili fino al 31 Marzo 2010, sono previsti 1500 €, con un ulteriore aumento fino a 2000 € per quelle con emissioni inferiori ai 120 g/km di Co2.

Fonte:ecodellacittà.it


Fondi anticrisi: 130milioni per le Pmi lombarde

La Regione Lombardia mette quindi a disposizione delle piccole medie imprese un Fondo di Rotazione per l'imprenditorialità (Frim) con risorse pari a 130milioni.
In una nota, l'assessore regionale all'Industria, Romano La Russa, ha spiegato che “il bando tiene conto dell'esperienza maturata su quello precedente e delle criticità emerse e le supera prevedendo una netta velocizzazione dei tempi di istruttoria.
Ci siamo organizzati per evitare i ritardi che nel passato hanno talvolta potuto danneggiare l'attività delle imprese facendo in modo che i finanziamento siano erogati più velocemente”.
I fondi fanno parte del più ampio “pacchetto” di misure anticrisi che prevede la mobilitazione di un miliardo di finanziamenti diretti più 3miliardi che confluiranno in un fondo di garanzia. I 130milioni di euro riguardano rispettivamente il Frim-Fesr su Ricerca e Innovazione (con una dotazione iniziale di 35milioni per arrivare fino a 70) e il Frim (in pubblicazione) dedicato allo sviluppo aziendale, al trasferimento e al consolidamento d'impresa (60milioni di euro).
Le aziende interessate potranno fare richiesta per accedere ad un finanziamento (a tasso fisso agevolato allo 0,5%) per investimenti fino a 2milioni di euro e di durata fino a 7 anni.
“La cospicua dotazione finanziaria (oltre il quadruplo rispetto al precedente bando) unita ad una migliore definizione dei requisiti di accesso, farà sì che lo sportello possa assicurare una corretta e costante gestione delle domande presentate. Tale prospettiva assicurerà un'ordinata e graduale istruttoria delle richieste e un livello di domande non ammesse decisamente più basso rispetto a quanto avvenuto nel passato”.

Fonte:elettricoplus.it


Dichiarazione Iva 2009, via libera ai modelli

Approvati con provvedimento del 15 gennaio, sono disponibili nella sezione modulistica del sito dell'Agenzia
Approvati con provvedimento del direttore Befera e disponibili sul sito internet dell'agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata alla modulistica, i modelli, e le relative istruzioni, che dovranno essere utilizzati per la dichiarazione Iva 2009.
Anche quest'anno i moduli presentano numerose novità che recepiscono le diverse modifiche normative intervenute. Di seguito le più significative:

Quadro VA
Nuovo il rigo VA8 nella sezione 1 per segnalare gli acquisti e gli utilizzi dei terminali per il servizio radiomobile di telecomunicazione con detrazione superiore al 50%.
Nella sezione 4 introdotto il rigo VA46 con la casella per l'identificazione delle società non operative.

Quadro VF
Il rigo VF16, prima destinato agli acquisti effettuati da soggetti minimi in franchigia (regime abrogato), è ora riservato all'indicazione degli acquisti da contribuenti che hanno optato per il nuovo regime dei "minimi".

Quadro VH
Due le novità relative alla sezione 1 del quadro. In corrispondenza dei campi a debito, è stata inserita una casella per l'indicazione del ravvedimento relativo ai versamenti periodici. Casella aggiunta anche al rigo VH13 per la scelta del metodo adottato ai fini del calcolo dell'acconto Iva.
Infine, la sezione 2 (versamenti immatricolazione auto Ue) è stata integrata con i righi da VH20 a VH31 corrispondenti ai 12 mesi dell'anno.

Quadro VK
Il rigo VK2 della sezione 1 è stato modificato con l'introduzione della casella 1, che deve essere compilata indicando il codice relativo alla situazione del soggetto che ha partecipato alla liquidazione Iva di gruppo; soppressa invece la casella riservata lo scorso anno alle società non operative.
Nella sezione 3, eliminato il rigo VK35 (interessi dovuti a seguito di ravvedimento), con conseguente rinumerazione dei righi successivi.

Quadro VL
Debutta nel quadro la sezione 2 denominata "credito anno precedente", al fine di consentire ai contribuenti che nell'anno d'imposta passato hanno evidenziato un credito annuale, non richiesto a rimborso, di indicare il predetto credito (rigo VL8) e il relativo utilizzo (rigo VL9).
La sezione 3, corrispondente alla 2 del modello 2008, è stata modificata con l'eliminazione del VL22 (credito compensato nel modello F24), con conseguente rinumerazione dei righi successivi: VL25 (interessi da ravvedimento) e VL26 (credito risultante dalla dichiarazione precedente). Inserito, invece, il rigo VL25 (trasferimenti anno precedente restituiti dalla controllante) riservato alle società che nel 2007 partecipavano alla liquidazione Iva di gruppo e che per lo stesso anno rientravano nella disciplina delle società non operative. Nuovo anche il rigo VL26 (eccedenza di credito dell'anno precedente) dove segnalare l'eventuale differenza positiva tra gli importi di cui a VL8 e VL9 della sezione 2. Inoltre, al rigo VL29 è stato aggiunto il campo 2 riservato ai versamenti effettuati, utilizzando l'F24 auto, in anni precedenti, ma relativi a cessioni effettuate nell'anno oggetto della dichiarazione.

Quadro VO
Nella sezione 1 non troviamo più il rigo VO15 dedicato l'anno scorso al regime di franchigia disciplinato dall'articolo 32-bis del Dpr 633/1972 e abrogato a decorrere dall'anno d'imposta 2008.
Nella sezione 2 sono stati inseriti i righi VO24 e VO25 riservati rispettivamente alle società costituite da imprenditori agricoli (articolo 1, comma 1094, della Finanziaria 2007) e ai soggetti che intendono determinare il reddito nei modi ordinari per le attività agricole connesse (articolo 1, comma 423, legge 266/2005).
Il rigo VO33, introdotto nella sezione 3, è riservato ai soggetti che non si sono avvalsi del regime per i contribuenti minimi (legge 244/2007).

Quadro VV
In corrispondenza dei campi a debito, nuova la casella per l'indicazione del ravvedimento relativo ai versamenti periodici, mentre è stata aggiunta al rigo VV13 la casella per la segnalazione del metodo adottato ai fini del calcolo dell'acconto Iva.

Quadro VW
A seguito delle modifiche apportate al quadro VL, è stata adeguata la sezione 2 del quadro (righi da VW22 a VW25). Inoltre, è stato soppresso il rigo VW25 (interessi da ravvedimento).

Fonte:nuovofiscooggi.it(Anna Maria Badiali)


Bce: taglia i tassi e rinvia a marzo, no a livello zero

La Bce si e' fatta convincere dal ritmo con cui la recessione sta investendo tutti i Paesi dell'Eurozona con effetti in tutto il sistema produttivo, e ha tagliato il tasso di riferimento di 50 punti base al 2%. La manovra di riduzione dei tassi da ottobre (quattro tagli consecutivi) ammonta ormai a 225 punti base e il tasso e' al minimo da quando e' nata la Bce. A fine 2008, il presidente Jean-Claude Trichet, e altri esponenti del Consiglio direttivo avevano fatto capire di preferire una pausa prima di riprendere la manovra al ribasso, ma l'accelerazione della crisi economica nel quarto trimestre ha imposto una mossa. La pausa, pero', e' soltanto rinviata: Trichet ha gia' detto che 'il prossimo appuntamento importante sara' in marzo', quando saranno diffuse le nuove stime, fortemente rivedute al ribasso, sulla crescita, e non in febbraio, 'perche' troppo vicino'. Evidentemente, sottolinea Aurelio Maccario, analista di UniCredit, 'la pausa di febbraio e' stata il prezzo pagato per l'unanimita' di oggi'. A sorpresa, infatti, nessuno dei 16 membri del Consiglio ha obiettato alla riduzione. Trichet ha comunque ribadito che la Bce 'non vuole finire nella trappola della liquidita''. Una volta che ci sei, 'non riesci piu' a venirne fuori', secondo il banchiere centrale, e questo 'sarebbe un rischio troppo pericoloso per l'economia mondiale in questa situazione'. La Fed e la BoE 'prendono le loro decisioni', la Bce 'ha altri mezzi per agire' a sostegno dell'economia e dei mercati che non il tasso zero.

Fonte:ilsole24ore.com(Mirca Mantero)


Decreto anticrisi. Approvato dalla Camera il piano da 5 miliardi di euro

Con 283 favorevoli, 237 contrari e 2 astensioni la Camera ha dato il via libera al decreto legga anticrisi. La questione di fiducia posta dal governo sul testo uscito dalle Commissioni Bilancio e Finanze ha bloccato eventuali modifiche al dl, salvo cambiamenti in corsa durante i lavori del Senato. Ma i tempi sono strettissimi. All’esame dell'Aula di Palazzo Madama a partire dal 26 gennaio, il decreto, che scade il 28 gennaio, difficilmente potrà tornare alla Camera per una terza lettura. Gli errori riscontrati sia nelle norme sulle opere pubbliche sia in quelle riguardanti il trasporto ferroviario, invece, potrebbero essere aggiustati attraverso un altro decreto legge.
Proprio un errore di contabilità su fondi stanziati per le ferrovie aveva fatto sì che, al momento del varo del provvedimento, il valore stimato del pacchetto anticrisi si aggirasse intorno ai 6,3 miliardi di euro. Il saldo netto da finanziare nel 2009 – a conti fatti (due volte) – vale poco meno di 5 miliardi di euro (4.996,9). Vediamo quali sono le misure contenute nel testo e il conto spese secondo quanto indicato in un documento stilato dal Servizio Studi della Camera.
Bonus famiglia: 2.400 milioni di euro. Una tantum da 200 a 1.000 euro per lavoratori e pensionati con redditi bassi. Vi possono accedere i nuclei familiari e solo nel caso dei pensionati anche a soggetti singoli. Il termine per presentare la domanda è stato spostato dal 31 gennaio 2009 al 28 febbraio.

Mutui sulla prima casa: 350 milioni di euro. Tetto massimo del 4% per le rate variabili del 2009 per i mutui in corso. Lo Stato si accollerà, infatti, l'eventuale eccedenza. Per i nuovi mutui, il saggio di base su cui si calcolano gli spread è quello Bce.

Assegni familiari: 350 milioni di euro. Un emendamento presentato dai relatori di maggioranza stabilisce la possibilità di un ulteriore finanziamento. Questo, tuttavia, attraverso un decreto del ministero dell'Economia di concerto con il ministero del Lavoro, potrà essere stanziato sulla base delle somme non utilizzate del fondo che garantisce un tetto all'aumento della rata dei mutui variabili.

Fondo affitti: 20,0 milioni di euro. Stanziamento per il sostegno “all'accesso alle abitazioni in locazione” che aumenta di 20 milioni di euro l'apposito fondo nazionale. La copertura del provvedimento viene disposta tagliando di un analogo importo le somme attribuite ad Equitalia, la società che cura la riscossione dei tributi e il recupero di quelli evasi.

Pedaggi Anas: 87,0 milioni di euro. Congelati gli aumenti fino al 30 aprile 2009.
Fondo crediti nuovi nati malattie rare: 10,0 milioni di euro. Istituito un fondo per prestiti agevolati alle famiglie con nuovi nati. Accesso al fondo anche a chi ha un familiare affetto da una malattia rara.
Detassazione personale sicurezza: 60,0 milioni di euro.

Detassazione produttività: 400,0 milioni di euro. Prorogato al 2009 l'alleggerimento fiscale per i premi di produttività per i lavoratori dipendenti del settore privato.
Deducibilità Irap su Irpef-Ires: 1.189,8 milioni di euro. Sarà possibile scontare ai fini Ires e Irpef il 10% dell'imposta regionale sulle attività produttive. L'acconto Ires passa dal 100% al 97%, mentre quello Irap dal 99% al 96%.

Iva di cassa:188,0 milioni di euro. "Consentire, gradualmente, a tutti i titolari il principio del pagamento dell'iva al momento dell' effettiva riscossione del corrispettivo". Il pagamento dell'imposta, dunque, non sarà più al momento dell'emissione della fattura ma all'effettivo incasso dei corrispettivi.

Garanzie eventi sportivi Expo 2015: 13,0 milioni di euro. Via libera al finanziamento per gli impegni “assunti dalle federazioni nazionali per l'organizzazione di grandi eventi sportivi in coincidenza degli eventi correlati all'Expò 2015”. La copertura è garantita da un taglio delle risorse assegnate a Equitalia spa, che dopo il taglio di 20 milioni di euro per il fondo affitti, passano da 50 a 20 milioni di euro.

Rimborsi pannolini e latte artificiale: 2,0 milioni di euro. Per le famiglie che rientrano tra i beneficiari della social card ci sarà un aiuto per l'acquisto di pannolini e latte per i figli fino a 3 mesi di età.
Fondo occupazione (parzialmente autocoperto): 100,0 milioni di euro. Il sostegno al reddito di coloro che perdono il lavoro sarà garantito dal nuovo Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, nel quale confluisce anche il Fondo occupazione per gli ammortizzatori in deroga, finanziato per 1 miliardo e 26 milioni di euro. Tuttavia, la dotazione di ulteriori fondi non è automatica. Servirà, infatti, un altro decreto interministeriale che stabilisca “le modalità di utilizzo delle risorse” dei fondi europei destinati alla formazione continua, previo assenso di Bruxelles e delle Regioni.

Fonte:fonazioneitaliani.it(Michelle Martini)


Banche: Bankitalia, segnali di aumento dei prestiti in sofferenza

La crisi economica scaturita dalla crisi finanziaria inizia a farsi sentire anche sulla qualita' del credito. La Banca d'Italia nel Bollettino Economico segnala un aumento del flusso di nuove sofferenze nel terzo trimestre del 2008 al netto della componente stagionale. La crescita dei prestiti a rischio e'
stata piu' forte per il credito erogato nel Mezzogiorno e tra i settori le maggiori difficolta' le segnalano le imprese di costruzioni. Stabile, invece, il tasso d'insolvenza dei prestiti alle famiglie.

Fonte:tgfin.mediaset.it


Dl anti-crisi, le misure in aiuto di imprese e autonomi

Imprese e autonomi fanno i conti con le misure di sostegno del decreto anti-crisi su cui oggi l'Aula della Camera voterà la fiducia. Iva per cassa, deduzione Irap e sconti per le sanzioni da tardivo versamento sono quelle più significative. Ma nella chiusura del bilancio, le imprese potranno anche avvalersi della rivalutazione degli immobili per coprire le perdite ed esporre alle banche una migliore patrimonializzazione.
Con la correzione operata dall'emendamento governativo, la cosiddetta Iva per cassa perde il periodo sperimentale ed entra immediatamente a regime. La norma prevede la possibilità, per chi effettua operazioni nei confronti di altri contribuenti Iva, di versare l'imposta solo al momento dell'incasso della fattura, e comunque non oltre un anno dall'operazione (salvo che nel caso di fallimento del cliente). Il rinvio del termine di versamento dell'Iva finirà per interessare prevalentemente le imprese che commercializzano o producono beni, dato che per i professionisti, e in genere per chi effettua prestazioni di servizi, la fattura già oggi può essere emessa solo al momento del pagamento.
Per conoscere il contenuto dell'agevolazione occorrerà attendere, oltre all'autorizzazione Ue, il regolamento ministeriale che dovrà individuare una soglia di fatturato al di sopra della quale non si potrà usufruire del beneficio.
Un'attenuazione del carico fiscale per imprese e professionisti si avrà, dal prossimo 16 giugno, a seguito della deduzione del 10% dell'Irap dall'imponibile Irpef o Ires. Il risparmio, in termini quantitativi, sarà contenuto, traducendosi in qualche frazione di punto (poco più dello 0,1% dell'imponibile regionale), ma contribuirà, quanto meno, a rendere meno fastidiosa la precedente indeducibilità totale, che spesso conduce a paradossali situazioni di imprese in perdita, costrette a pagare le imposte sul costo del lavoro e gli interessi passivi.
In materia di carico fiscale, un'altra disposizione attesa dagli autonomi è l'integrazione degli studi di settore per tener conto della crisi congiunturale. Si tratta di una norma ancora in bianco, di cui si dovrà verificare l'effettivo impatto in sede attuativa.
Per i piccoli imprenditori alle prese con le difficoltà finanziarie, due norme, che intervengono su fronti diversi, potranno fornire poi un aiuto non indifferente. Innanzitutto la possibilità, nel bilancio 2008, di adeguare i valori degli immobili al fine di rappresentare meglio la reale patrimonializzazione delle società. Con la rivalutazione, che può essere gratuita (senza benefici fiscali) o a pagamento, le imprese potranno iscrivere una riserva da utilizzare per coprire eventuali perdite d'esercizio o comunque per porsi con maggiore forza nei confronti del sistema creditizio. Gli emendamenti al decreto hanno ridotto le aliquote dell'imposta sostitutiva (ora pari al 7% e al 4%, rispettivamente per i fabbricati strumentali e non), facendo però slittare al 2013 e al 2014 la possibilità di dedurre gli ammortamenti e di abbattere le plusvalenze in caso di vendita, il che rende tuttora l'affrancamento fiscale poco allettante per la maggior parte delle imprese.
La riduzione delle sanzioni per il ravvedimento di adempimenti fiscali tardivamente eseguiti fa sì che i contribuenti che non versano imposte e ritenute siano più incentivati a sanare spontaneamente la propria posizione, trattandosi ora di maggiorazioni ragionevoli (2,5% entro un mese, 3% entro il termine della dichiarazione fiscale, il tutto oltre agli interessi legali). Poche le piccole società interessate dall'altra norma salva bilanci, che consente di non svalutare titoli destinati alla vendita, in presenza di perdite non ritenute durevoli. Solo le imprese di maggiori dimensioni, infatti, detengono in portafoglio attività finanziarie liquidabili, in particolare in periodi di crisi come l'attuale.

Fonte:ilsole24ore.com(Luca Gaiani)


Cassazione: nulle le multe dei vigilini a motorini su marciapiedi

Gli ausiliari del traffico non possono infliggere contravvenzioni ai motorini parcheggiati sui marciapiedi. Eventuali multe dunque vanno considerate nulle. La Cassazione, infatti, ha accolto il ricorso di un motociclista che aveva contestato una contravvenzione inflittagli per aver parcheggiato il motorino sul marciapiedi di viale XII Giugno a Bologna. In primo grado il giudice di Pace aveva ritenuto valido il verbale redatto dalla polizia municipale dopo la segnalazione dei 'vigilini' ed aveva quindi respinto il ricorso. Il motociclista si è però rivolto alla Suprema Corte che con sentenza 551/2009 ha accolto il suo ricorso ricordando che "gli ausiliari del traffico in tanto sono legittimati ad accertare e contestare violazioni a norme del Cds, in quanto dette violazioni concernano disposizioni in materia strettamente connessa all'attività svolta dall'impresa di gestione dei posteggi pubblici o di trasporto pubblico delle persone dalla quale dipendono dove l'ordinato e corretto esercizio di tale attività impediscano o in qualsiasi modo ostacolino o limitino". Al contrario, quando le violazioni consistono “in condotte diverse quale, nella specie, il posteggio su di un marciapiedi non funzionale al posteggio o alla manovra in un'area in cessione e neppure alla circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici, l'accertamento può essere compiuto esclusivamente dagli agenti" come prevede l'art. 12 del Codice della strada "e non anche dagli ausiliari del traffico". Ora il Comune di Bologna dovrà rimborsare al motociclista tutte le spese processuali: 700 euro per il primo grado e 500 per il procedimento in Cassazione.

Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)


3000 tetti fotovoltaici per la Provincia di Reggio

L’Assessore provinciale all’Ambiente, avv. Giuseppe Neri, rende noto che da lunedì 19 gennaio potranno essere presentate, esclusivamente a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, le domande per la concessione di contributi per la realizzazione di impianti fotovoltaici.
Il bando è rivolto alle persone fisiche e a tutti i soggetti giuridici privati che risultino proprietari, siano amministratori di condominio all'uopo delegati dall'Assemblea dei condomini, o esercitino un diritto reale di godimento sul complesso edilizio/unità abitativa ubicata in uno dei 24 Comuni interessati in questa prima fase. Già nel mese di marzo sarà pubblicato un secondo identico bando rivolto a tutti i Comuni che, per motivi organizzativi, sono stati esclusi in questa prima fase.
Pur essendo il bando finalizzato in via prioritaria al sostegno alle famiglie, possono formulare istanza di partecipazione anche i titolari di Aziende, Società e Ditte. Le loro istanze saranno inserite in graduatoria in coda all'elenco di quelle presentate dalle famiglie e fino ad esaurimento delle disponibilità.
La gestione del progetto, il cui bando è scaricabile dal sito www.provincia.rc.it , è affidata all’Agenzia per l’Energia e l’Ambiente della Provincia di Reggio Calabria che, in breve tempo, redigerà una prima graduatoria tenendo conto esclusivamente dell’ordine di spedizione con riferimento alla data, ora e minuti indicati sul contrassegno adesivo emesso dall’ufficio postale.
Il progetto prevede la concessione di contributi in conto capitale, nella misura del 100%, per l'installazione di sistemi fotovoltaici di potenza nominale pari a 3 KW collegati alla rete del distributore locale di energia elettrica, con precedenza di concessione ai nuclei familiari che impegnano già tale potenza o potenza superiore.
Entusiasta l’Assessore Giuseppe Neri: “ A fronte di una spesa minima, le famiglie e le aziende reggine potranno beneficiare di un impianto per la produzione di energia elettrica. In questo modo vogliamo incentivare le fonti di energia rinnovabile, promuovere uno sviluppo sostenibile senza tuttavia gravare ulteriormente sulle già bistrattate economie del nostro territorio”.

Fonte:telereggiocalabria.it


Venezia, un bando per i contributi per l’affitto

Si apre il 12 gennaio e termina il 27 febbraio 2009 il Bando del Comune di Venezia per la richiesta di contributo agli affitti relativi al 2007. Da quest’anno, in base alla legge nazionale 133 dell’agosto 2008, gli extracomunitari possono partecipare solo se in possesso, al momento della presentazione della domanda, del certificato storico di residenza da almeno dieci anni in Italia o da cinque anni in Veneto. Le domande dei cittadini comunitari, invece, sono equiparate a quelle degli italiani.
Gli altri requisiti per accedere al bando, oltre alla residenza nel Comune di Venezia, sono: non essere proprietari o usufruttuari di alloggi o parte di essi, ovunque ubicati; avere un Isee (Indicatore situazione economica equivalente) per il fondo sostegno all’affitto non superiore a 14mila euro. Inoltre, per gli stranieri extracomunitari, si chiede il permesso o la carta di soggiorno in corso di validità.
Secondo l’Osservatorio casa del Comune, gli stranieri iscritti all’anagrafe al 31 dicembre 2008 sono quasi 24mila su un totale di 270mila abitanti. I più numerosi sono i cittadini del Bangladesh, 4mila, seguiti da moldavi (3.148), romeni (2.588), ucraini (1.868), cinesi (1.618).
Mentre nel centro storico della Serenissima si verifica un calo demografico, la terraferma registra saldi positivi proprio grazie alla maggiore presenza di immigrati. La percentuale più alta di stranieri residenti è nella municipalità di Marghera, con il 13,5% del totale. Segue Mestre-Carpenedo, con il 10,4%. Tra il 2007 e il 2008 i residenti stranieri sono aumentati soprattutto a Chirignano-Zelarino (+14,5%) e attualmente arrivano quasi all’8%.
Per il bando affitti chiuso due anni fa, che fa riferimento ai canoni d’affitto pagati nel 2005, erano state presentate 2.224 domande, di cui 790 (pari al 35,5%) da parte di cittadini stranieri. Di queste, 1.534 (delle quali 455, il 29,7%, presentate da stranieri) sono risultate finanziabili, mentre 690 sono state escluse. Il bando successivo, che si riferisce ai canoni d’affitto pagati nel 2006, ha visto la presentazione di 2.096 domande totali, con una flessione del 6% rispetto al 2007.
L’attuale bando è disponibile sul sito web: www.comune.venezia.it/politichedellaresidenza. Le domande potranno essere presentate, su appuntamento, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 dal lunedì al venerdì o secondo le modalità da verificare presso le diverse sedi del Comune:

MUNICIPALITA’ VENEZIA-MURANO-BURANO
San Marco Centro Civico S.Lorenzo, 5065/I tel. 041 2710018/19/66
Dorsoduro Centro Civico Varoteri 3020 tel. 041 2403234/35/40
Murano Centro Civico F.ta da Mula,153 tel. 041 2737625
Burano i cittadini devono rivolgersi a Murano tel. 041 2737625

MUNICIPALITA’ LIDO-PELLESTRINA
Lido Centro Civico V.Vivaldi,16/A tel. 041 2207623
Pellestrina Centro Civico Sestiere Zennari, 639 tel. 041 967666

MUNICIPALITA’ FAVARO
Centro Civico Piazza Pastrello,1 tel. 041 2746644/35

MUNICIPALITA’ MESTRE-CARPENEDO
ex Emeroteca V. Poerio, 1 tel. 041 2749011

MUNICIPALI TA’ CHIRIGNAGO- ZELARINO
Zelarino Centro Civico V.Zuccarelli, 6 tel.0415464344
Chirignago Sede Serv.Soc. V.Rio Cimetto,32 tel.0412749990/91

MUNICIPALITA’ MARGHERA
Centro Civico Via Della Rinascita,96 tel. 041 2525921

Fonte:temi.repubblica.it(Elisa Cozzarini)


Istat: inflazione in calo a dicembre al 2,2%

L'inflazione a dicembre è scesa al 2,2% rispetto al 2,7% di novembre. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività ha registrato a dicembre una variazione di meno 0,1% rispetto al mese precedente e una variazione di più 2,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Nella media del 2008 l'inflazione si è attestata al 3,3%. Lo comunica oggi l'Istat negli Indici dei prezzi al consumo relativi a dicembre 2008.
Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 6,1%), Bevande alcoliche e tabacchi (più 5,3%) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 4,3%); variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 3,3%) e Trasporti (meno 0,2%).
Nel mese di dicembre gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,5%) e Comunicazioni (più 0,3%); variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti (meno 1,1%), Servizi ricettivi e di ristorazione (meno 0,2%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,1%).
Nelle città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati si sono verificati nelle città di Torino, Campobasso, Napoli (più 2,6%), Genova, L'Aquila (più 2,4%), Bologna, Ancona, Roma e Reggio Calabria (più 2,2%), quelli più moderati hanno riguardato le città di Aosta (più 1,1%), Bari, Potenza (più 1,6%) e Trieste (più 1,7%).

Fonte:helpconsumatori.it


Cassazione: non è reato la coltivazione di cannabis se le piante non sono ancora mature

Fintanto che le piantine di cannabis non sono “giunte a maturazione” la loro coltivazione non costituisce reato. Parola di Cassazione. La Corte, mostrandosi più permissiva rispetto ad una precedente pronuncia delle Sezioni Unite che puniva la coltivazione domestica di cannabis anche per uso personale, ha stabilito che "deve escludersi la rilevanza penale" di una coltivazione se le piantine non hanno raggiunto la maturazione. Il motivo? Perché sussista il reato occorre dimostrare “in concreto e non a futura memoria, con assoluta certezza al di la' di ogni ragionevole dubbio, che la sostanza detenuta sia in grado di produrre effetti droganti". Sulla base di tale principio i Giudici di Piazza Cavour (Sentenza 1222/2009) hanno assolto "perché il fatto non sussiste" un uomo che i giudici di merito avevano in precedenza condannato alla pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione oltre che a 7 mila euro di multa. L'uomo era accusato di aver coltivato, senza la prescritta autorizzazione, 23 piantine di cannabis sativa, in un terreno vicino alla sua abitazione. La Corte d'appello di Ancona, aveva confermato la condanna affermando che "l'assenza di principio attivo" (il cosiddetto THC) nelle 23 piante fosse una circostanza irrilevante dato che una consulenza tossicologica aveva chiarito come le piantine se lasciate giungere a maturazione, avrebbero poi prodotto "una notevole quantità di principio attivo". Diverso l'orientamento della Cassazione secondo cui la non maturazione della cannabis "deve escludere la rilevanza penale del fatto". Il relatore Antonio Bevere in proposito ha scritto che "non e' suscettibile dell'accertamento chiesto al giudice l'affetto stupefacente in una pianta in cui il ciclo non si e' completato e che quindi non ha prodotto sostanza idonea a costituire oggetto del concreto accertamento della presenza di principi attivi". Quanto poi alla "prognosi espressa dal consulente tecnico sulla futura esistenza dei principi attivi", la Suprema Corte ha osservato che "non può equivalere all'accertamento richiesto al giudice dalla Corte costituzionale e dalle sezioni unite, all'esito del quale può ritenersi dimostrata l'offensività della condotta dell'agente, nella sua accezione concreta". Per questo "l'accertamento a futura memoria, in cui si ipotizza, più che la attuale produzione di principi attivi, l'attuale assenza di ostacoli alla futura produzione di principi attivi, non può fondare una dichiarazione di responsabilità in un ordinamento in cui vige il principio della presunzione della non colpevolezza".

Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)


Turismo; Un protocollo d'intesa per rilanciare l'talia all'estero

Siglato lo scorso 8 gennaio un protocollo d'intesa tra la Presidenza del Consiglio Dei Ministri e il Ministero dello Sviluppo Economico per il rilancio dell'Italia all'estero, con l'obiettivo di potenziare l'industria turistica e soprattutto di valorizzarla come spinta per economia italiana. Il protocollo si propone quindi di operare in modo coordinato e sinergico per una presenza più efficace sui mercati esteri riconoscendo una complementarietà tra le funzioni istituzionali delle due amministrazioni e, altresì, di realizzare iniziative e progetti coordinati, definiti con accordi specifici per la diffusione all'estero dell'immagine del "Sistema Italia" nel settore del commercio ed in quello del turismo nelle aree di attività di seguito indicate.
I punti esenziali delle principali strategie previste dall'accordo:
A Comunicazione e informazione
- inserimento di messaggi promozionali nelle rispettive reti informative e nelle pubblicazioni edite dalle due Amministrazioni?
- realizzazione anche in maniera congiunta di conferenze e/o seminari tematici, anche a carattere regionale?
- progettazione di campagne pubblicitarie sui principali canali di comunicazione stranieri?
- organizzazione di missioni congiunte nei Paesi che desiderano sviluppare il settore turistico e dove le strutture sono particolarmente carenti?
B Promozione
- progettazione e realizzazione all'estero di fiere, settimane italiane, seminari tematici che abbiano, oltre al turismo anche congressuale un
riferimento preciso ai settori economici prescelti in funzione delle priorità di mercato identificate?
- presenza congiunta negli stand che l'ICE allestisce in occasione di manifestazioni che si realizzano in Italia e all'estero sulla base di un programma annuale che metta in evidenza le rispettive priorità/Paese?
- valorizzazione del Mezzogiorno d'Italia attraverso specifici progetti operativi?
- possibilità di utilizzare in maniera congiunta e coordinata i servizi resi dalla rete degli Uffici ICE all'estero, al fine di realizzare un'ottimizzazione delle iniziative congiunte sul piano dell'economicità e dell'efficienza promozionale?
- partecipazione ai vari meccanismi intergovernativi di consultazione bilaterale in campo economico (Commissioni Miste, Gruppi di Lavoro etc.) di cui il MISE è responsabile.

Fonte:ilsole24ore.com


Marche; Pesca: pubblicato bando per richiedere contributi

"La Regione Marche ha capito perfettamente il momento di difficoltà economica che il settore della pesca sta passando. Un periodo di crisi dovuto, soprattutto, all'alta incidenza dei costi sui prezzi di produzione e, di conseguenza, sui redditi di impresa. E' fondamentale avere questa boccata d'ossigeno concessa dai finanziamenti della Regione per poter investire sulle imbarcazioni, sulla sicurezza e sul miglioramento del prodotto pescato".
Così Simone Cecchettini, responsabile regionale di Lega Pesca Marche, commenta la pubblicazione del bando della Regione Marche, avvenuta l'8 gennaio, della Misura 1.3 del Programma operativo del Fondo europeo per la pesca 2007-2013, che prevede un fondo di 3,49 milioni di euro.
Le cooperative e le imprese del settore possono presentare domanda per richiedere i contributi, concessi dalla Regione Marche, per gli investimenti a bordo dei pescherecci.
La misura ha lo scopo di incentivare investimenti per il miglioramento delle condizioni di operatività dei pescherecci per la sicurezza a bordo, per le condizioni di lavoro, per l'igiene e la qualità del pescato, per l'efficienza energetica, senza che ciò possa però incidere sull'aumento della capacità di cattura della risorsa ittica.
I beneficiari del bando sono le cooperative e le imprese armatrici iscritte nei registri delle imprese di pesca dei compartimenti marittimi della regione Marche. Gli interventi ammessi a finanziamento sono quelli per l'armamento e l'ammodernamento dell'imbarcazione, la sostituzione del motore e degli attrezzi da pesca.
L'intervento della Regione permetterà alle cooperative ed ai propri soci armatori e pescatori di continuare ad investire nel proprio futuro anche in questo momento di seria difficoltà.
Per info consultare il sito Lega Coop Marche.


Manovra Finanziaria 2009: misure fiscali per le ristrutturazioni

Varie le novità in tale ambito contenute nella legge 203/2008. Proroghe delle agevolazioni Irpef e Iva per gli interventi di recupero delle abitazioni
I benefici fiscali per le ristrutturazioni edilizie sono stati prorogati al dicembre 2011 (art. 2, comma 15). In particolare, la detrazione IRPEF del 36% per gli interventi di recupero delle abitazioni, nel limite di 48.000 euro per unità immobiliare. Prorogata anche l’ Iva al 10% per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle abitazioni. Tuttavia la Direttiva 2006/18/CE prevede l’ applicazione di tale beneficio fiscale solo fino al 31 dicembre 2010 (si ricorda che in base alla direttiva citata i Paesi membri sono stati autorizzati ad applicare aliquote Iva ridotte per le prestazioni di servizi ad alta intensità di manodopera, tra le quali rientrano anche le manutenzioni delle abitazioni).
È stata prorogata per un ulteriore anno la detrazione Irpef del 36% per l’acquisto di fabbricati a destinazione residenziale interamente ristrutturati da imprese di costruzione. Il beneficio è da calcolare sul 25% del prezzo d’acquisto, nel limite di 48.000 euro per unità immobiliare, a condizione che gli interventi vengano eseguiti dall’ 1 gennaio 2008 al 31 dicembre 2011 e che il rogito avvenga entro il 30 giugno 2012.

Fonte:mondocasablog.com


Negozi: licenze "rottamate"

E' prevista, fino al 2011, anche la "rottamazione delle licenze", introdotta dal Dlgs 207/1996. La possibilità è concessa ai commercianti che abbiano più di 62 anni di età e più di 57 anni se donne , se - al momento della cessazione dell'attività - sono iscritti dal almeno 5 anni nella Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali presso l'Inps.
Per usufruire dell'indennità, destinata ad accompagnarli all'età pensionabile, dovranno cessare definitivamente l'attività commerciale e riconsegnare la licenza, oltre a cancellarsi dal registro degli esercenti il commercio e dal registro delle imprese presso le camere di commercio.
In cambio otterranno l'equivalente di una pensione minima, cioè 516 euro al mese. Appare "indispensabile - si legge nella relazione illustrativa alla proposta - ripristinare l'accesso di tali soggetti agli indennizzi per le aziende commerciali in crisi, già operanti fino al 31 gennaio 2008".
Si tratta di un'iniziativa che, secondo i relatori di maggioranza, non comporta "alcun onere per lo Stato".
Le risorse dovrebbero arrivare dall'autofinanziamento della categoria attraverso una specifica contribuzione a carico di tutti gli iscritti alla gestione pensionistica commercianti presso l'Inps.

Fonte:rete


La Toscana favorisce l'innovazione nelle professioni

La regione Toscana interviene in materia di attività professionali intellettuali. Con la legge regionale 73 del 30 dicembre 2008 (B.U.R. 31.12.2008, n. 46, Parte prima), come precisato dall'art. 1, si definiscono, nel rispetto del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 30, "le modalità di raccordo tra la Regione e i soggetti professionali operanti sul territorio regionale al fine di valorizzare ed incentivare l'innovazione delle attività professionali e di sostenere i diritti degli utenti". In particolare:
- viene istitutita la Commissione regionale delle professioni, quale sede di raccordo tra la Regione e le professioni; (artt. 3 e 4)
- si sostiene finanziariamente la costituzione di un soggetto consortile multidisciplinare a servizio dei professionisti e degli utenti, promossa congiuntamente dalle professioni ordinistiche e dalle associazioni di professionisti prestatori d'opera intellettuale; (art. 8)
- viene ad istituirsi un apposito fondo di rotazione per il sostegno all'accesso ed all'esercizio delle attività professionali, con particolare attenzione alle donne ed ai giovani. (art. 9)
Inoltre l'art. 5 comma 1 della normativa aferma che: "Le associazioni e fondazioni, operanti in Toscana, rappresentative di professionisti prestatori d'opera intellettuale, che non esercitano professioni disciplinate ai sensi dell'articolo 2229 del codice civile, possono chiedere il riconoscimento della personalità giuridica nel rispetto della normativa statale e regionale in materia.".
Per quanto riguarda invece i finanziamenti ai professionisti l'art. 9 dispone:"
1. E' costituito un fondo regionale di rotazione per la concessione di agevolazioni finanziarie per i giovani professionisti.
2. In particolare, il fondo di cui al comma 1 provvede alla concessione di garanzia per:
a) prestiti d'onore per gli esercenti la pratica od il tirocinio professionale e per gli appartenenti alle associazioni di professionisti prestatori d'opera intellettuali, di età non superiore ai trenta anni; il prestito è erogato per le spese di acquisizione di strumenti informatici;
b) prestiti ai giovani con età inferiore a quaranta anni, finalizzati al supporto alle spese di impianto dei
nuovi studi professionali, mediante:
1) progetti di avvio e sviluppo di studi professionali, con priorità per quelli organizzati, nelle forme previste dalla legge, in modo associato od intersettoriale tra giovani professionisti;
2) programmi per l'acquisizione di beni strumentali innovativi e tecnologie per l'attività professionale, in coerenza con le iniziative regionali di sviluppo e standardizzazione delle tecnologie dell'informazione e della conoscenza;
3) progetti finalizzati a garantire la sicurezza dei locali in cui si svolge l'attività professionale.
3. Il 50 per cento dell'ammontare del fondo è riservato ai prestiti d'onore di cui alla lettera a) del comma 2.
4. Gli strumenti attuativi del piano di indirizzo generale integrato di cui all'articolo 31 della legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro), definiscono il supporto regionale alle iniziative di formazione e aggiornamento per i professionisti.
5. La Giunta regionale approva il regolamento di attuazione entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Il regolamento di attuazione definisce, nel rispetto della normativa europea sui limiti degli aiuti di importanza minore "de minimis", le modalità di funzionamento del fondo e le condizioni per assicurare l'accesso delle donne al fondo.".

Fonte:ilsole24ore.com


Aumentano a Maranello le risorse per le famiglie in difficoltà

Comprensorio - Il Comune di Maranello aumenta le risorse destinate al sostegno alle famiglie e alle persone in difficoltà economica. Diverse voci del bilancio 2009 destinate ad interventi di tipo socio-assistenziale segnano infatti un incremento.
“Quest’anno per l’assistenza investiamo 2 milioni e 600 mila euro, quasi il 18 per cento del totale della spesa corrente”, spiega il sindaco Lucia Bursi. “Il Comune di Maranello non da oggi sceglie di destinare al sostegno alle persone in difficoltà una parte consistente del bilancio di previsione. Rispetto a cinque anni fa questa quota è cresciuta del trenta per cento, un dato ancora più significativo alla luce della difficile situazione in cui si trovano oggi molte famiglie. Oltre a questo, va ricordato che a Maranello il sistema di calcolo delle tariffe sui servizi comunali permette un adeguamento automatico in base alla riduzione del reddito: se il reddito di una famiglia diminuisce, di conseguenza pagherà meno. L’applicazione di questo sistema è stata una nostra precisa scelta che va nella direzione dell’equità sociale. Inoltre da tempo le tariffe sui servizi comunali sono ferme, e nel 2009 non sarà effettuato l’adeguamento Istat”.
Nel 2009 145 mila euro saranno destinati a interventi diversi rivolti alle famiglie in condizioni di disagio, come il contributo a privati, a famiglie con minori e al sostegno per l’affitto, l’esonero dalle rette sui servizi comunali, i contributi per la tariffa sui rifiuti, il progetto per il disagio economico temporaneo, le “borse lavoro”, i prestiti sull’onore. Per le politiche sulla casa saranno investiti 230 mila euro: la voce comprende contributi comunali sul fondo regionale per l’affitto, gli affitti per la “casa garantita” e per nuclei familiari con disagio abitativo. 480 mila euro andranno ad interventi per l’assistenza all’handicap, in particolare per l’assistenza ai disabili nelle scuole. Ingente la quota destinata ai servizi presso i nidi d’infanzia (oltre 1 milione di euro); per gli interventi rivolti agli anziani saranno investiti circa 230 mila euro, dall’integrazione alla retta per la degenza al servizio di assistenza domiciliare. Proprio quest’ultimo servizio, particolarmente prezioso per alcune famiglie, è stato recentemente ampliato, per dare una risposta sempre più efficace ai bisogni degli utenti. Nei mesi scorsi il Comune ha anche avviato il progetto della “Family Card”, tessera gratuita rivolta alle famiglie numerose che permette di ottenere sconti e agevolazioni in diverse attività commerciali e servizi sul territorio.

Fonte:bologna2000.com


Dipendenti con residenza e lavoro all'estero: tasse comunque in Italia

Imposizione connessa alla nazionalità dell'ente pagatore. Non conta la sua trasformazione in Spa "pubblica"
Pagano in Italia le tasse sui redditi quei cittadini italiani, dipendenti di un ente italiano, che hanno la residenza e il lavoro all'estero, anche se iscritti all'Aire, l'anagrafe dei residenti all'estero. E questo vale anche nel caso in cui l'ente sia stato trasformato in Spa.
Ad affermarlo è la Cassazione che, con la sentenza n. 29455 del 17 dicembre 2008, ha sottolineato che il prelievo fiscale nel nostro Paese c'è quando lo Stato estero ha stipulato una convenzione (come nel caso della Svizzera) per cui la tassazione segue il criterio "dell'origine" dell'ente che eroga le retribuzioni e della cittadinanza del lavoratore.
In particolare, la Suprema corte ha stabilito che "sono soggetti a prelievo fiscale in Italia i redditi derivanti da lavoro dipendente prestato all'estero da parte di cittadini italiani iscritti all'anagrafe dei residenti all'estero" quando si tratta di somme che hanno "origine in Italia".
L'origine della controversia
Il pronunciamento prende le mosse dal caso di un dipendente delle ex Ferrovie dello Stato (oggi trasformata in Trenitalia Spa) che dal 1994 ha lavorato in Svizzera presso una delle locali sedi della società. Dal 1994, poi, la famiglia dell'interessato è stata iscritta nell'anagrafe dei cittadini residenti all'estero (Aire) e risiede in territorio elvetico. Nel 2001 il dipendente ha chiesto al fisco italiano il rimborso delle ritenute Irpef operate sulla retribuzione.
A seguito del silenzio rifiuto ha proposto ricorso alla Commissione tributaria provinciale, che lo ha in parte accolto. Infatti, da un lato la Ctp ha affermato che è da considerarsi inapplicabile al caso la convenzione tra Italia e Svizzera per evitare le doppie imposizioni a causa della trasformazione dell'ente Ferrovie dello Stato in Trenitalia Spa, dall'altro ha riconosciuto il diritto al rimborso soltanto in relazione ai quattro anni che precedono la richiesta del contribuente (articolo 38 del Dpr 602/1973), ritenendo inapplicabile il termine di prescrizione decennale.
Contro la decisione proponevano appello alla Ctr l'agenzia delle Entrate e, in via incidentale, il contribuente, determinato a richiedere il riconoscimento decennale del diritto al rimborso. La Ctr ha accolto l'appello dell'Agenzia ritenendo che fosse da considerarsi legittimo il prelievo in Italia per le seguenti ragioni: non è rilevante, ai fini dell'applicazione della convenzione, la trasformazione in Trenitalia Spa delle Ferrovie dello Stato dato che l'accordo continua a essere applicato; la trasformazione non può inficiare l'applicazione delle convenzione perché, se così fosse, l'effetto sarebbe di escludere da ogni forma di prelievo il reddito piuttosto che sottrarlo al rischio di una doppia imposizione; lo Stato italiano non ha attribuito alla trasformazione (da Ferrovie dello Stato a Trenitalia) alcun effetto ai fini della validità della convenzione.
La sentenza della Cassazione
In seguito al ricorso in Cassazione del dipendente, la questione è stata rimessa alla decisione della sezione tributaria. Il quesito su cui è stata chiamata a pronunciarsi la Suprema corte è il seguente: i redditi che derivano da lavoro dipendente prestato all'estero (nella fattispecie in Svizzera, Stato peraltro a fiscalità privilegiata) da parte di cittadini italiani, dipendenti delle Ferrovie dello Stato e iscritti nell'Aire, sono soggetti a prelievo fiscale in Italia, nella Confederazione elvetica, in entrambi gli Stati o in nessuno dei due?
Per la Corte, i redditi da lavoro dipendente prestato all'estero, che hanno i requisiti previsti dall'articolo 19 della convenzione italo-elvetica, sono disciplinati da tale accordo e quindi sono tassati nello Stato di origine. L'articolo 19 della convenzione recita testualmente: "le remunerazioni, comprese le pensioni, pagate da uno Stato contraente o da una sua suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale, oppure ancora da una persona giuridica o da un ente autonomo di diritto pubblico di detto Stato, sia direttamente sia mediante prelevamento da un fondo speciale, a una persona fisica che ha la nazionalità di detto Stato a titolo di servizi resi presentemente o precedentemente, sono imponibili soltanto nello Stato contraente da dove provengono dette remunerazioni". E nell'espressione persona giuridica o ente autonomo di diritto pubblico figurano le Ferrovie dello Stato e le Ferrovie federali elvetiche indipendentemente dalla struttura giuridica che tali enti abbiano assunto all'interno dei singoli Stati.
La Corte sottolinea poi che nessun rilievo assume "avere dimostrato la propria residenza estera in base all'iscrizione all'Aire", considerato che l'articolo 19 della convenzione collega il potere impositivo al diverso presupposto dell'origine della retribuzione e della cittadinanza.
Infine, ricorda ancora la Corte, nei rapporti con Stati a fiscalità privilegiata, sulla base della normativa vigente, si considerano residenti in Italia i cittadini anche dopo che siano stati cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e che risultino emigrati in tali Stati o territori. Di conseguenza, l'iscrizione del cittadino nell'Aire non è elemento determinante per escludere la residenza fiscale in Italia.
I giudici di piazza Cavour per queste ragioni, ritenendo infondato il ricorso, lo hanno respinto.

Fonte:nuovofiscooggi.it(Gianluca Di Muro)


Milano; Mutui agevolati per i precari

«Rispondere alle esigenze dei lavoratori svantaggiati e delle loro famiglie ». È questo l’obiettivo che si pone la Fondazione Welfare Ambrosiano, presentata ieri, che vede impegnati sullo stesso fronte Comune, Provincia, Camera di Commercio e Cgil, Cisl e Uil. A disoccupati, precari e artigiani in situazione di crisi la Fondazione «distribuirà risorse attraverso il microcredito, con mutui a interessi inferiori al tasso di mercato per tutti coloro che non riescono ad accedere al credito bancario» ha spiegato il sindaco Moratti, che sarà presidente della Fondazione. Per questo, ha voluto puntualizzare la Moratti, «parliamo di aiuti, non di assistenzialismo. Questo è un fondo che si autorigenera con la restituzione dei prestiti».
Il patrimonio iniziale sarà di 8 milioni di euro. Per accedere al microcredito ci si potrà rivolgere agli sportelli Lavoro del Comune e a quelli delle altre istituzioni coinvolte. In particolare, il fondo è destinato a chi non ha coperture sociali: lavoratori atipici e a tempo determinato. «In un momento come questo - ha spiegato la Moratti - la Fondazione si inserisce in un quadro di iniziative che tutti insieme stiamo prendendo per sostenere la nostra città e il nostro territorio». Il progetto è stato ideato un anno e mezzo fa su impulso dei sindacati. La Fondazione Welfare vede, infatti, i sindacati come soci fondatori e indica nei beneficiari i lavoratori che operano a Milano.

Fonte:metronews.it


Cassazione: danni causati dalla PA? Ottenere il risarcimento sarà più facile

Il cittadino che subisce un danno dalle decisioni adottate dalla PA, ha diritto ad ottenere il risarcimento del danno e ciò anche se l’atto dell’Ente pubblico non viene annullato dal Tar. Lo hanno stabilito le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione con la Sent. n. 30254/2008 , con la quale, tornando sul delicatissimo tema della pregiudiziale di annullamento ai fini della tutela risarcitoria degli interessi legittimi, hanno enunciato il seguente principio di diritto: “se viene proposta al giudice amministrativo una domanda risarcitoria autonoma che chiede la condanna al risarcimento del danno provocato dall’esercizio illegittimo della funzione amministrativa, è viziata da violazione di norme sulla giurisdizione la decisione del giudice amministrativo che nega la tutela risarcitoria degli interessi legittimi sul presupposto che l’illegittimità dell’atto amministrativo debba essere stata precedentemente richiesta e dichiarata”. Con questa decisione, la Corte ha infine chiarito che saranno considerate censurabili le decisioni dei Giudici amministrativi che dovessero ‘negare la tutela risarcitoria degli interessi legittimi sul presupposto che l’illegittimità dell’atto amministrativo debba essere stata precedentemente richiesta e dichiarata’.

Fonte:studiocatald.i.it(Cristina Matricardi)


Trichet: «Nel 2010 arriverà una significativa ripresa»

La ripresa dell'economia globale arriverà nel 2010. Ma prima ci sarà un 2009 duro, con un ulteriore indebolimento rispetto alla situazione attuale. Le previsioni sono del presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, che a seguito della tradizionale riunione bimestrale della Banca internazionale dei regolamenti ha spiegato che i mercati finanziari non hanno ancora pienamente incorporato le iniziative di sostegno prese finora dai Governi e dalle Banche Centrali. Trichet ha inoltre detto che nell'incontro della Bri non era in discussione un'azione coordinata degli Istituti di emissione. Tra i banchieri, ha aggiunto, se da una parte «c'è una visione generalizzata di una congiuntura globale in significativo rallentamento nel 2009, con l'economia industrializzata che probabilmente accuserà dati negativi, dall'altra c'è anche la visione che questa dovrebbe recuperare nel 2010». E sarà una ripresa «significativa».
La fiducia per risalire. Tornando all'analisi del presente, il governatore ha detto che «siamo di fronte ad una spirale negativa fra settore finanziario ed economia reale». E' questo uno dei motivi per cui siamo di fronte a questo «significativo rallentamento globale», che coinvolge economia, finanza e industria. Ne risentono anche le economie emergenti, inizialmente immuni alla crisi. «Ora più che mai» sottolinea Trichet, «è essenziale recuperare la fiducia, perchè può assorbire una parte del rallentamento. Il canale della fiducia è fondamentale, ora può agire in modo positivo dopo che in passato è avvenuto il contrario».
Bene le politiche espansive dei Governi. Sottolineando che «niente di ciò che dico può essere letto per interpretare le future decisioni della Bce», che giovedì si riunirà per decidere sui livelli dei tassi di Eurolandia, Trichet ha ribadito ancora una volta «l'importanza di ancorare le attese sull'inflazione». Allo stesso tempo, interrogato sulla possibilità che le politiche espansive adottate da molti governi possano avere ripercussioni negative sui prezzi, Trichet ha spiegato che «è un fatto positivo che ci siano diversi Paesi con margini di manovra sulle politiche di bilancio ed è bene che vengano utilizzati». Altrimenti, ha spiegato il numero uno della Bce, è preferibile che i governi ricorrano ad altri strumenti per cercare di risollevare l'economia.

Fonte:ilsole24ore.com


Olidata, il notebook Made in Italy scopre il design e sfida i grandi

A vederlo sembra un parente stretto del MacBook Air di Apple, sottile, leggero con uno schermo LED e i tasti separati della tastiera. Poi ci si sofferma meglio e si nota il logo di Windows su un tasto, ma soprattutto un marchio italiano appena nato, U-Leader Design, alle cui spalle si cela Olidata. Non si può che rimanere stupiti visto che nel mondo dei notebook con marchi nostrani, siamo abituati solo a cloni non particolamente ricercati sotto il profilo estetico. Ma Olidata questa volta ha puntato tutto sulla ricerca e sviluppo all'interno dell'azienda con un team dedicato e, sfruttando la vetrina mondiale del CES, la fiera dedicata all'elettronica di consumo, ha presentato un nuovo notebook leggero e sottile che per ora ha il nome in codice Conte.
Lo vedremo sul mercato a partire dalla prossima primavera e avrà un prezzo decisamente interessante sotto i 1.000 euro. Nei piani dell'azienda c'è anche l'intenzione di esportarlo in diversi paesi del Mondo, con accordi che sono in discussione in queste settimane da parte del management e i diversi produttori OEM locali, ad oggi se ne contano più di 22. Olidata si dovrà confrontare con nomi di caratura mondiale come Apple, Lenovo o Samsung che hanno nella propria gamma prodotti "thin and light", puntando però sul prezzo come elemento di richiamo e di differenziazione senza scendere a compromessi in fatto di design o di componentistica. Il notebook sottile elitario diventa più accessibile a tutti e questo grazie al progetto di un'azienda italiana, che prova così a rispondere allo strapotere delle multinazionali puntando sulla diffusione del marchio U-Leader Design.
Una delle tendenze per questo 2009 sarà infatti la diffusione sempre più marcata dei notebook ultrasottili, prova ne è che anche AMD ha deciso di entrare in questo segmento con Yukon , grazie anche allo sviluppo di componentistica che permette di ridurre i consumi di elettricità e di conseguenza anche il bisogno di sistemi ingombranti di dissipazione di calore. Non è un caso che Olidata sia partner stretto di Intel di cui utilizza i processori a basso voltaggio Core 2 Duo LV (Low Voltage) che sono alla base della costruzione di questa tipologia di portatile. Si rafforza così la stretta partnership tra il produttore italiano e il chipmaker americano che aveva portato a metà dello scorso anno alla presentazione di JumPC, il piccolo portatile dedicato ai più piccoli e alle scuole, nato dal progetto Classmate di Intel.
Tornando al progetto Conte, il notebook ha uno schermo LED (Ligh Emitting Diode) da 13,3 pollici che permette di contenere lo spessore della cornice oltre che avere effetti positivi sul consumo della batteria rispetto ai monitor TFT tradizionali. In totale il notebook chiuso arriva a 21,8 mm, mentre il peso è inferiore ai 1,6 Kg. Se lo paragoniamo al re di questo settore, il MacBook Air non ci allontaniamo di molto dalle misure record di Apple che sono 1,3 Kg di peso e uno spessore che non supera i 2 cm.
Nella versione di fascia alta si potrà decidere di utilizzare un disco basato su memoria flash al posto di quello tradizionale, con tutti i vantaggi che questo comporta, minor consumo della batteria, maggiore velocità nell'esecuzione di programmi o di avvio del sistema operativo, il rovescio della medaglia sarà quello di avere un prezzo più elevato e uno spazio a disposizione per il salvataggio dei file più contenuto. Nella fascia alta troviamo anche la tastiera retroilluminata mentre in tutti i modelli sarà presente un touchpad multitouch, simile a quello già visto sul MacBook Air che permette cioè di controllare il PC con la pressione di più dita sul touchpad.
Nella fascia di prodotti sottili non trova posto il dispositivo ottico, niente masterizzatore a bordo, ma Conte sarà completo sotto il profilo della connettività con porte USB, Ethernet, VGA, HDMI e audio, che possono essere aumentate con il port replicator che avrà 2 porte USB una VGA e una Ethernet in più. Anche per le connessioni senza filo il notebook sarà completo con Bluetooth e WiFi oltre alla possibilità di avere opzionalmente i moduli per la connessione 3G degli operatori mobili o WiMax per essere in grado di collegarsi nelle zone dove il nuovo servizio sarà disponibile.

Fonte:ilsole24ore.com(Luca Moroni)


Bonus famiglie, doppio flop dopo la social card: vincono i single e perdono le famiglie

Bonus famiglie, il governo incassa le critiche di Avvenire. Oltre ai post di Scheggedivetro, anche il quotidiano della Cei ha passato ai raggi X il provvedimento del governo volto ad aiutare le famiglie in difficoltà. Dopo il flop della social card, attivata solo per 350 mila persone rispetto all'1.3 milioni degli aventi diritto, anche il bonus famiglie si rivela tra trappola demagogica a vantaggio di single e coppie senza figli. Strike anche per i convventi, come spiega l'articolo di Francesco Riccardi:
Fuori bersaglio e con qualche difetto di equità. Il cosiddetto «Bonus famiglie» per come è stato progettato dal governo e approvato ieri senza modifiche in commissione alla Camera, rischia infatti di non centrare a pieno quello che doveva essere il suo obiettivo principale: fornire un aiuto – per quanto una tantum e limitato – alle famiglie a basso reddito che si trovano ad affrontare i disagi della crisi.Tra le diverse contraddizioni del provvedimento ne spiccano due. La prima è quella che, nonostante il nome col quale è stato battezzato, finirà per premiare soprattutto i singoli e le coppie senza figli: l’82% dei beneficiari del provvedimento saranno infatti queste due categorie, mentre appena il 18% saranno nuclei familiari con figli.
La seconda è che le coppie di conviventi possono presentare – se ne hanno i requisiti– due richieste distinte e potranno dunque godere di un doppio bonus, a differenza delle coppie sposate che risultano un unico nucleo familiare. Quest’ultima notizia è stata confermata ad Avvenire dal presidente della consulta dei Centri di assistenza fiscale, Valeriano Canepari. I Caf hanno avuto infatti il 18 dicembre un incontro con l’Agenzia delle entrate per chiarire alcuni dubbi interpretativi preliminari sul Bonus. E, proprio riguardo al trattamento dei conviventi, l’Agenzia delle entrate ha avvalorato l’interpretazione della possibilità di doppia richiesta di bonus.
Favorito chi non ha figli. A determinare lo squilibrio è un’anomala parametrazione dei requisiti di reddito annuo a seconda dei componenti la famiglia, soprattutto se messa a confronto con la corrispondente soglia di povertà relativa. Se si osserva la tabella 1, infatti, si nota come il tetto massimo dei primi due scaglioni (1 e 2 componenti il nucleo) sia fissato rispettivamente a 15mila e a 17mila euro annui, pari circa al doppio della soglia di povertà corrispondente: 7mila euro per un singolo e 11mila per una coppia. Per contro, invece, il limite massimo di reddito annuo degli scaglioni successivi– quelli per le famiglie con 1 o 2 bambini – sale di pochissimo e si posiziona appena al di sopra della soglia di povertà. Addirittura con 3 o 4 figli solo i nuclei già al di sotto della soglia di povertà relativa usufruirebbero del bonus. Tradotto: aiuti anche ai singoli che se la cavano discretamente; poco o nulla, invece, per le famiglie in difficoltà.
La questione dei conviventi. Proviamo a fare qualche esempio per comprendere meglio. La famiglia Rossi è formata da due coniugi che guadagnano all’anno l’uno 13mila euro e 7mila l’altra per un totale di 20mila euro. Hanno due figli a carico e quindi rientrano nel quarto scaglione previsto dal bonus: riceveranno 500 euro come una tantum straordinaria prevista dal decreto anticrisi. I loro vicini di casa, i Bianchi, invece convivono e non sono sposati. Hanno anche loro due figli a carico e gli stessi stipendi: 13mila euro lui e 7mila euro lei. Nel loro caso potranno però presentare 2 richieste di bonus per il terzo scaglione, quello relativo ai tre componenti (un genitore + 2 figli), ricevendo così 900 euro complessivi (450 + 450). Per i conviventi così, non solo aumenta la possibilità di rientrare nei limiti di reddito massimo stabiliti, potendo evitare di cumulare le entrate, ma i figli a carico vengono sostanzialmente conteggiati due volte. E il beneficio viene raddoppiato o quasi.
L’ingiustizia risulta ancora più evidente con un altro esempio. Prendiamo i coniugi Verdi, con i "classici" due figli a carico. Guadagnano leggermente di più: lui 15mila euro e lei 8mila per un totale di 23mila euro. Nonostante le entrate comunque modeste, superano il tetto di reddito massimo previsto per le famiglie da 4 componenti e dunque non riceveranno alcun aiuto. I loro colleghi Marrone, invece, hanno due bambini ma non sono sposati. Hanno stipendi anche superiori: guadagnano entrambi 16mila euro. Il totale delle entrate è 32mila euro (9mila in più dei Verdi) ma possono presentare due richieste separate per il terzo scaglione del bonus. Risultato: nonostante possano contare su guadagni maggiori, i conviventi Marrone riceveranno 900 euro di bonus (450 + 450) mentre i coniugi Verdi non avranno alcun aiuto.

Fonte:economiaefinanza.blogosfere.it(Eleonora Bianchini)


Chirurgo reperibile, se chiamato il rientro è d'obbligo(sentenza n. 48379 del 30 dicembre 2008)

Il chirurgo in servizio di reperibilità, chiamato dal collega già presente in ospedale che ne sollecita l'intervento in relazione ad una ravvisata urgenza di intervento chirurgico, ha l'obbligo di recarsi immediatamente in ospedale per sottoporre a visita il soggetto infermo; l'obbligo e l'urgenza vengono a configurarsi in termini formali, senza possibilità di sindacato a distanza da parte del chiamato. Ne consegue che il rifiuto penalmente rilevante ai sensi dell'art. 328, comma primo, cod. pen. si consuma con la violazione del suddetto obbligo e la responsabilità non è tecnicamente connessa all'effettiva ricorrenza della prospettata necessità ed urgenza dell'intervento chirurgico. E' quanto ribadito dalla sesta sezione penale della Cassazione, con la sentenza n. 48379 del 30 dicembre 2008, che interviene in merito all'istituto della reperibilità o "pronta disponibilità" dei servizi apprestati dalle aziende sanitarie, disciplinato dall'art. 25 del DPR 25 giugno 1983, n. 348.

Fonte:ilsole24ore.com


Crisi Parmigiano Reggiano: credito agevolato per le imprese agricole che allevano bovini da latte

Regione, Provincia di Parma e Cooperativa agricola di garanzia intervengono per dare ossigeno alle imprese agricole che allevano bovini da latte, che risentono in modo rilevante della crisi economica e della contrazione dei consumi: i produttori potranno infatti beneficiare di importanti agevolazioni sul credito a breve termine, misure che consentiranno loro non solo di guardare al futuro ma anche di gestire il presente con minore insicurezza.
L’andamento congiunturale negativo, caratterizzato dalla contrazione dei consumi alimentari interni e delle esportazioni e dai bassi prezzi dei prodotti all’origine (10-12% in meno rispetto al 2007), ha effettivamente mandato in crisi il settore lattiero-caseario e in particolare il comparto del Parmigiano Reggiano, che ha subito tra il 2007 e l’inizio del 2008 un calo sul reddito per unità lavorativa di oltre il 90%. Inoltre, tra gli effetti più preoccupanti determinati dalla grave crisi finanziaria internazionale che ha colpito il settore bancario è da registrare la consistente contrazione dei volumi di capitale liquido disponibile per gli investimenti e le anticipazione alle imprese, che ha portato ad una stretta negli impieghi creditizi e ad una contestuale richiesta di maggiori garanzie per l’erogazione da parte degli Istituti bancari.
Proprio per questo, considerata anche l’importanza del settore per il nostro territorio, la Regione Emilia Romagna in collaborazione con la Provincia di Parma e la Cooperativa Agricola di Garanzia, ha deciso di intervenire a favore dei produttori attraverso una specifica misura agevolativa sul credito a breve termine: una misura in grado di favorire da un lato l’accesso al credito attraverso la garanzia privata offerta dagli organismi di garanzia e dall’altro l’alleggerimento dei costi sulle imprese mediante un contributo in conto interessi.
La Regione ha stanziato 500.000 euro (per tutto il territorio emiliano-romagnolo) per abbattere di un punto percentuale il tasso di interesse alle imprese agricole che perfezioneranno un prestito di conduzione della durata di 12 mesi per un importo massimo di 100.000 euro attraverso la Cooperativa Agricola, che fornirà garanzia nella misura del 30% agli istituti di credito.
Potranno beneficiare dell’agevolazione le imprese agricole che allevano bovini da latte ed abbiano una produzione di latte dichiarata al “Registro dei conferimenti da produttori per la campagna di riferimento 2007/2008 – regime quote latte” non inferiore a 100 tonnellate se ricadenti in zone svantaggiate e a 350 tonnellate se ricadenti nelle altre aree. Le imprese devono essere in regola con i versamenti contributivi, previdenziali e assistenziali e prima della concessione dell’agevolazione devono presentare il documento unico di regolarità contributiva (Durc).
La domanda dovrà essere presentata entro il 31 gennaio 2009 alla Cooperativa agricola di garanzia. I moduli sono reperibili sul sito web della Cooperativa (www.agrifidiparma.it) o nelle sedi delle associazioni professionali.
“Si tratta di un’iniziativa importante: può essere una goccia, ma una goccia salutare in un momento critico in cui stanno fondendosi due dinamiche di grande difficoltà: la crisi strutturale del Parmigiano Reggiano “si scontra” infatti con la crisi finanziaria di liquidità che sta investendo tutto il mondo. È un mix veramente pericoloso. Ecco perché la Regione con grande sensibilità ha promosso questa iniziativa, della quale la Provincia e la Cooperativa agricola di garanzia sono comprimarie”, ha detto oggi in conferenza stampa nella sede della Provincia di Parma il vice presidente dell’ente Pier Luigi Ferrari, affiancato dal dirigente del Servizio Agricoltura Carlo Basilio Bonizzi. Ferrari ha tra l’altro annunciato che Provincia, Comunità Montane e Cooperativa agricola di garanzia, attraverso azioni integrative proprie, faranno sì che anche le aziende di montagna con produzione inferiore a 100 tonnellate e le aziende di pianura con produzione inferiore a 350 tonnellate possano essere parimenti finanziate con abbattimento dell’1% del tasso di interesse applicato ai prestiti.
“L’iniziativa si colloca in un insieme di azioni che la Regione ha varato per il credito agrario. Perché il lattiero-caseario? Perché è il settore che più degli altri sta soffrendo la crisi, e in particolare il Parmigiano Reggiano sta attraversando una crisi sia congiunturale sia strutturale. Al di là dell’importo, credo che il nostro sia un segnale importante – ha osservato Oliviero Raffini, dirigente responsabile dei finanziamenti alle imprese agricole per la Regione Emilia Romagna - che tra l’altro apre la strada a programmi successivi e ad azioni degli enti territoriali”. “La difficoltà del momento per il Parmigiano-Reggiano è sotto gli occhi di tutti. In questo momento – ha aggiunto il presidente di Agrifidi Maurizio Minotti - tutti dobbiamo fare la nostra parte”.

Fonte:lungoparma.com


Certificati verdi, cambiano gli incentivi all'energia rinnovabile

L’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, ad esclusione della fonte solare, da alcuni anni, è incentivata mediante il rilascio dei cosiddetti certificati verdi.
Dal 2001, infatti, gli impianti che importano o producono energia elettrica da fonti non rinnovabili hanno l'obbligo di immettere nel sistema elettrico nazionale una quota prodotta da fonti rinnovabili – che negli anni è via via cresciuta.
Alle fonti rinnovabili tradizionali (energia prodotta dal sole, vento, risorse idriche e geotermiche, maree, moto ondoso e tramite la trasformazione dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici) si sono aggiunte, in seguito ad una modifica del 2007, anche le fonti energetiche provenienti dall'agricoltura e dall'allevamento di animali (biogas e biomasse). In particolare la legge 222/2007 sul mercato agroalimentare, aveva esteso i meccanismi con cui è incentivata la produzione di energia elettrica anche agli impianti alimentati da biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, ottenuti nell'ambito di intese di filiera o contratti quadro oppure di filiere corte, cioè ottenuti entro un raggio di 70 chilometri dall'impianto che li utilizza per produrre energia elettrica.
La finanziaria 2008 quindi estende anche all'energia proveniente da queste fonti la titolarità dei certificati verdi. Nella legge finanziaria 2008 si dispone anche un significativo aumento degli incentivi, per compensare i costi derivanti dalle difficoltà del processo di individuazione dei siti, di autorizzazione e di collegamento alla rete per i nuovi impianti. Secondo tale legge, la produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati dalle fonti rinnovabili e di potenza nominale media annua superiore a 1 megawatt (MW), è incentivata con il sistema dei certificati verdi per un periodo di quindici anni.
Con il decreto del ministero dello Sviluppo economico del 18 dicembre 2008, pubblicato il 2 gennaio scorso sulla Gazzetta ufficiale, si da attuazione alla legge finanziaria 2008, nella parte che stabilisce i meccanismi con cui è incentivata la produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007, a seguito di nuova costruzione, rifacimento o potenziamento.
In particolare, tale decreto stabilisce modalità per la transizione dal precedente meccanismo di incentivazione ai nuovi meccanismi, nonchè le modalità per l'estensione dello scambio sul posto agli impianti alimentati con fonti rinnovabili di potenza nominale media annua non superiore a 200 kw.

Fonte:governo.it


Impiegata part time gestisce milioni di euro da Madeira, inverosimile

La Ctr Toscana boccia l’appello di un contribuente che negava l’esistenza di una stabile organizzazione in Italia
L’agenzia delle Entrate ottiene un altro importante successo presso la Commissione tributaria regionale della Toscana, per più di 5 milioni di euro di imposte.
Con sentenza n. 88/18/08 del 7 novembre 2008, infatti, è stato respinto l’appello di un contribuente nell’ambito di un complesso contenzioso in tema di stabile organizzazione occulta in Italia di una società con sede dapprima a Gibilterra e poi a Madeira.
Già la Ctp, con la sentenza n. 159/14/2006, aveva espressamente affermato che “tutti gli avvenimenti e i documenti reperiti fanno riferimento, senza possibilità di equivoci, a fatti aziendali operati in Italia, per cui risulta poco credibile che una azienda, con siffatto volume d’affari, possa essere gestita con un’organizzazione così modesta …”.
Il contribuente tuttavia proponeva appello, continuando a sostenere l’illegittimità della pretesa dell’Amministrazione finanziaria.
L’ufficio di Firenze 2 aveva però ampiamente dimostrato l’esistenza in Italia di una stabile organizzazione occulta.
L’accertamento scaturiva dalle operazioni di verifica effettuate dal nucleo regionale polizia tributaria della Guardia di finanza di Firenze, che avevano fatto emergere l’esistenza di un articolato complesso di società, finalizzato a realizzare evasione di imposta ed elusione della normativa interna e internazionale sotto molteplici profili. Questo, anche grazie all’esame della documentazione contabile ed extracontabile acquisita nel corso di accessi eseguiti simultaneamente presso le sedi aziendali e presso le abitazioni di svariati soggetti, persone fisiche, che gestivano le operazioni contestate.
Il motivo esclusivo della delocalizzazione dei redditi in capo alla società di Madeira (già Gibilterra) era dunque quello di sottrarre a tassazione materia imponibile, da investire poi in Italia e sui mercati esteri in strumenti finanziari a breve termine.
Nel caso in esame, la prova era pertanto una prova indiretta, basata su un procedimento d’ordine logico che, partendo da uno o più fatti noti o certi, permetteva di desumere l’esistenza del fatto ignoto e cioè:
svolgimento effettivo in Italia dell’attività commerciale della società con sede a Madeira (già Gibilterra) (conclusione dei contratti, gestione degli affari, eccetera)
inconsistenza e inadeguatezza della società di Madeira (già Gibilterra) per lo svolgimento dell’attività di commercializzazione dei prodotti
sfruttamento evidente delle lacune di collegamento tra i diversi sistemi tributari esteri.
Un tale rapporto di consequenzialità, che deve intercorrere tra fatto noto e fatto ignoto, andava inteso infatti, non nel senso di un rapporto di causa-effetto, ma come rapporto d’ordine logico: a indicare cioè che l’esistenza di un fatto comporta presumibilmente anche l’esistenza dell’altro e che rientra nell’ambito delle conseguenze possibili, con un grado di probabilità tale da indurre nel ragionevole convincimento che il fatto ignoto si sia effettivamente verificato.
Ebbene, come riconosciuto anche dalla Ctr, era certamente più verosimile che la commercializzazione dei prodotti venisse svolta in Italia da una stabile organizzazione (occulta) della società estera, con sede in un paradiso fiscale, piuttosto che l’alternativa offerta dalla ricorrente, in base alla quale la commercializzazione internazionale, per milioni di euro di volume d’affari, avveniva effettivamente a opera di una società, con sede in Madeira (già Gibilterra), “gestita” per mezzo di una sola impiegata part time.
La società invece, come dimostrato dall’ufficio, risultava svolgere in realtà la propria attività di impresa in Italia per mezzo di una stabile organizzazione e in base al principio della forza di attrazione globale, tutti i redditi conseguiti dall’impresa non residente nel territorio dello Stato andavano quindi ricondotti alla stabile organizzazione, che così individuata rivelava un livello di penetrazione economica paragonabile a quella che caratterizza l’attività di impresa svolta dai soggetti residenti (articolo 7, paragrafo 1, del modello Ocse).
Il requisito della stabile organizzazione sussiste infatti ogni qual volta l’ente straniero svolge abitualmente la sua attività nel territorio nazionale, avvalendosi di una struttura organizzativa materiale e/o personale, qualunque ne sia la dimensione, purché non abbia carattere precario o temporaneo e costituisca quindi un centro di imputazione di rapporti e situazioni giuridiche riferibili al soggetto straniero. A nulla rileva che, presso la struttura situata in Italia, esista o meno una persona fisica agente per conto della società straniera (le modifiche apportate allo stesso modello Ocse in tema di e-commerce configurano una stabile organizzazione anche in presenza di un semplice server).
L’illegittimità di tale contesto era stata del resto pienamente confermata anche dalla Ctp di Firenze nei confronti della controllante della holding olandese a sua volta controllante della società con sede in Gibilterra (poi Madeira), che aveva affermato: “le attività di conduzione e manageriali svolte dalla struttura ubicata in Italia …comportano la qualifica di stabile organizzazione” e che “la documentazione disponibile” (la stessa peraltro poi presente nei successivi contenziosi a carico delle altre società del gruppo) “consente di individuare una stabile organizzazione in Italia per essere la sede di Gibilterra di fatto inesistente, in quanto inidonea per carenza di mezzi umani e tecnici e risultando comunque ampiamente provato che gli atti operativi a qualsivoglia, e non solo di controllo gestionale, avvenivano in Italia” (sentenza n. 99/2004).
In sostanza, per individuare la sede di una società, occorre guardare non all’apparenza formale, ma a una situazione di fatto, quale appunto il luogo ove il soggetto titolare del potere esecutivo esercita le sue attività e le sue funzioni, con carattere di stabilità ed effettività.
C’è dunque stabile organizzazione laddove le situazioni di fatto “denotino il fine degli stessi soggetti di esercitare nello Stato attività imprenditoriale e siano caratterizzate, oltre che dal collegamento non occasionale con luoghi del territorio nazionale e persone qui operanti, dall'effettivo impiego di beni ed attività lavorative” (cfr Cassazione, sentenze nn. 9580/90, 3367 e 3368 del 2002).
Nel caso in esame, il contribuente riteneva invece irrilevante il fatto che il controllo sulla regolare esecuzione dei contratti avvenisse in Italia.
Ma una tale difesa andava a scontrarsi con quanto chiaramente affermato dalla Suprema corte, laddove appunto i giudici stabiliscono che “l'attività di controllo sulla regolare esecuzione di un contratto non può certamente essere considerata di natura ausiliaria, essendo strettamente funzionale alla produzione del reddito” (sentenza n. 3368/2002).
Il reddito tassabile in capo alla società non residente era pertanto quello derivante dall’attività imprenditoriale esercitata mediante la stabile organizzazione in Italia, così come correttamente rilevato dalla Guardia di finanza sulla base della documentazione contabile ed extracontabile rinvenuta e dall’ufficio, mediante una ricostruzione induttiva del reddito pienamente giustificata, data l’omessa presentazione della dichiarazione da parte della stessa stabile organizzazione.
In tale ricostruzione, peraltro, era stato tenuto conto sia dei ricavi sia dei costi attinenti l’attività commerciale effettuata in Italia.
La legittimità dell’operato dell’ufficio è stata pienamente accolta dalla Ctr, che ha infatti affermato: “per aversi stabile organizzazione deve versarsi, anche in fatto, in presenza di continuità gestionale, cioè di una pluralità di atti non occasionale, tale da determinare la percettibilità da parte dei terzi della centralità della gestione e della elaborazione di tutto quanto attiene al dispiegamento dell’attività sociale”.
In tale contesto, dunque, i dati documentali emergenti dalla verifica fiscale non lasciavano “dubbio alcuno per ingenerare il necessario convincimento sul presupposto di continuità, ovvero di abitualità e di strumentalità della organizzazione imprenditoriale, a livello personale e materiale”.
La Commissione tributaria regionale entrava poi ancor più nel merito della vicenda, individuando la sede della stabile organizzazione “materiale” e rilevando come risultasse chiaramente dalla documentazione allegata al processo che la commercializzazione dei prodotti avveniva presso locali siti in Scandicci (Firenze). Qui confluiva anche la commercializzazione dei prodotti di altre società, facenti capo ai soci e al rappresentante legale della società appellante, fatto che dimostrava la sussitenza anche della stabile organizzazione “personale”. In pratica, gli stessi soci e comunque lo stesso rappresentante legale della società “inequivocabilmente, ivi approntano (dunque personalmente e materialmente) la loro attività di continua ed abituale gestione e di commercializzazione dei prodotti di tutte le società del gruppo”.
La Ctr valutava poi l’aspetto probatorio della vicenda, affermando a tal proposito che “per altro verso e conclusivamente non risulta in atti (od esaustivamente non risulta) che parte contribuente sia stata in grado di efficacemente contrastare sotto il profilo probatorio l’assetto documentale, avendo precipuamente argomentato su (pur infondate) questioni pregiudiziali” (tutte superate dall’ufficio) “e non di merito a confutazione della documentazione (cercando addirittura e significativamente, di inficiarne sotto il profilo della pretesa illegittimità, la acquisizione) e tanto processualmente non può che condurre alla reiezione dell’interposto gravame”.
Quindi, i guidici d’appello, non solo hanno ritenuto che il contribuente non abbia adempiuto al suo specifico onere della prova, ma hanno anche preso atto del suo comportamento processuale, valutando tale omessa prova in “combinato disposto” con il tentativo di contestare la legittima acquisizione dei documenti probatori che dimostravano la validità della pretesa dell’ufficio. Tentativo infruttuoso, che rappresentava un’implicita ammissione della impossibilità da parte del contribuente a fornire alcuna valida documentazione contraria, che potesse inficiare le conclusioni dell’Amministrazione finanziaria.
La sentenza contribuisce da un lato a delineare i contorni giuridici e probatori relativi al contrasto avverso l’evasione perpetrata per mezzo di stabili organizzazioni occulte, dall’altro rappresenta anche un chiaro monito contro i contenziosi meramente dilatori, basati spesso su semplici eccezioni pregiudiziali, frutto di interpretazioni giuridiche al limite della sostenibilità.

Fonte:nuovofiscooggi.it(Giovambattista Palumbo)


Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2009)

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2008, n. 303 (S.O. n. 283), la legge 22.12.2008, n. 203, Legge finanziaria per il 2009 che contiene un numero limitato di disposizioni fiscali. Difatti, gli interventi più significativi sono stati inseriti nel DL 25.6.2008 n. 112 (c.d. "manovra d'estate") e nel DL 29.11.2008 n. 185 (c.d. "manovra anti-crisi"), attualmente in fase di conversione in legge.
In particolare, la legge in commento contiene prevalentemente una serie di proroghe fiscali per settore agricolo e dell'autotrasporto, ma anche di detrazioni per la frequenza agli asili nido dei più piccoli, per le ristrutturazioni edilizie, per l'autoaggiornamento degli insegnanti.
Sono poi previste le risorse destinate ai rinnovi contrattuali del pubblico impiego e agli incrementi retributivi al personale statale in regime di diritto pubblico.
Il provvedimento è entrato in vigore il 1° gennaio 2009.

Fonte:ilsole24ore.com


Energie Rinnovabili. GSE:nuove regole per gli impianti rinnovabili
Autorità per l'energia elettrica e il gas, delibera 3 giugno 2008 - ARG/elt 74/08.


Dal 1° gennaio 2009, il servizio di "scambio sul posto" per gli impianti rinnovabili non verrà più gestito da diversi distributori ma dal solo Gestore del sistema elettrico-GSE, unico intermediatore commerciale, secondo modalità uniformi per tutto il sistema nazionale. Condizione essenziale per l'erogazione del servizio di scambio sul posto è la presenza di impianti per il consumo e per la produzione di energia elettrica legati da un unico punto di connessione con la rete pubblica. In generale, lo scambio sul posto si traduce in un vero e proprio incentivo perché comporta semplificazioni e minori costi per i soggetti che vi aderiscono. E' come se l'energia elettrica immessa in rete e successivamente ri-prelevata fosse stata prodotta e autoconsumata istantaneamente senza utilizzare la rete.
Il nuovo sistema è stato introdotto dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas (con il Testo integrato dello "scambio sul posto" TISP - delibera n. 74/08)con l'obiettivo di garantire una maggiore semplicità contrattuale, più trasparenza ed efficacia di gestione e la corretta valorizzazione economica dell'energia elettrica immessa e consumata; le nuove regole si applicano agli impianti di produzione da fonti rinnovabili fino a 20 kW e quelli da cogenerazione ad alto rendimento con potenza fino a 200 kW.
Dal 1° gennaio, dunque, coloro che già usufruiscono del servizio di "scambio sul posto" dovranno semplicemente presentare l'istanza al GSE entro il 31 marzo 2009, stipulando una nuova convenzione con il GSE. Le indicazioni sulle procedure necessarie sono disponibili sul sito del GSE (www.gse.it) che provvederà ad erogare il servizio.
I gestori contraenti del servizio dovranno dare tempestiva risposta ai richiedenti del venir meno, a partire sempre dal 1° gennaio 2009, del rapporto contrattuale preesistente e della possibilità di sostituirlo con un nuovo contrattuale da siglare con la GSE stessa
Sempre dal 1° gennaio, inoltre, è previsto un ulteriore beneficio: il valore dell'energia prodotta da piccoli impianti da fonti rinnovabili potrà essere utilizzato come eventuale 'credito' negli anni successivi senza più il limite di tempo di tre anni, come previsto in precedenza.

Fonte:ilsole24ore.com

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