Eurofin Servizi Finanziari


Vai ai contenuti

Menu principale:


3° invio Novembre_2008

News e Fax > Archivio 2008 > Novembre

Skype Me™!

Visita AFFARE.IT. Il portale di annunci economici gratuiti

Richiedi il tuo finanziamento
Parla con i nostri consulenti
Finanziamo i tuoi sogni


<< pagina 3/5 >>


Flussi immigrati 2008: novità e regole per domande. Condizioni per nuove e vecchie richieste 2007.

Nonostante le polemiche e le risposte in ‘negativo’ ai continui flussi di immigrati che tendono a far crescere la percentuale di popolazione del nostro Paese, e in maniera esponenziale, nonostante le misure quasi repressive di controllo nei loro confronti, l’Italia riapre ‘i battenti’ ai lavoratori immigrati. Perché non tutti coloro che arrivano in Italia hanno voglia di fa niente.
Per accorrere in sostegno di chi arriva in ‘terra straniera’ con una grande volontà di affermazione e lavoro, il governo ha stabilito centomila posti per colf e badanti, arta di soggiorno e conferma on-line per datori di lavoro stranieri: queste le novità contenute nel decreto flussi 2008.
Il nuovo decreto concordato a palazzo Chigi entrerà in vigore entro il 15 dicembre e annuncerà 170mila posti, ripescherà le domande del 2007, guarderà con un occhio di riguardo i lavoratori domestici e prevederà stretti requisiti per i datori di lavoro immigrati.
Il decreto pone un limite alle domande d'assunzione presentate da datori di lavoro stranieri (il 48% nel lavoro domestico), previa dotazione della carta di soggiorno. Per cui si seguiranno due percorsi distinti: il primo, per i datori di lavoro italiani che dovranno solo attendere di essere ripescati e ricevere il nulla osta; il secondo, per quelli stranieri che dovranno invece riconnettersi a internet.

Fonte:businessonline.it(Marianna Quatraro)


Regione Liguria, agriturismo, contributi per 2 Mln ad aziende della fascia costiera

Due milioni di euro a favore delle imprese liguri con attività di agriturismo sono stati stanziati dalla giunta regionale che , su proposta dell’assessore all’Agricoltura Giancarlo Cassini ha anche approvato le procedure per la presentazione delle domande di contributo. I sostegni approvati sono destinati alle aziende agricole della zona costiera della Liguria, la zona A definita dal Programma di Sviluppo Rurale.
Con questo contributo si completa il quadro dei finanziamenti al settore agriturismo.

Fonte:genovapress.com


Expo 2015: progetto di riqualificazione del sistema delle cascine lombarde per la ricezione di delegazioni di alto livello

Il progetto di riqualificazione delle cascine lombarde, una risposta alla domanda di ricettività in vista dell’Expo 2015, è indirizzato ai proprietari di cascine da ristrutturare nell’area metropolitana lombarda e limitrofe che vogliano consorziarsi per accedere ai finanziamenti previsti. Pensato per chi vuole recuperare le cascine non più utilizzate per l’agricoltura, il progetto si propone di affiancare il proprietario della cascina attuando un piano di riqualificazione del territorio che garantisca il recupero e messa a sistema di edifici storici, terreni e pertinenze. Il progetto si propone di essere una valida alternativa, economicamente percorribile, per l’ospitalità di delegazioni (operatori, espositori ecc.) presenti per lunghi soggiorni durante l’Expo, in alternativa a ospitalità in albergo. Il progetto garantisce la continuità al termine dell’Expo degli insediamenti abitativi, residenziali o turistici; eventualmente permettendo la fruibilità da parte del pubblico di alcuni interventi. La redditività odierna non permette una ristrutturazione e la conseguente trasformazione del bene.
Oggi invece il privato è pronto a gestire una cascina ristrutturata e renderla economicamente indipendente. Il capitale iniettato, tramite finanziamenti a fondo perduto, permette al singolo proprietario di intraprendere i lavori, rendendo il bene, oggi disattivato, produttivo.
Istituzioni da coinvolgere:
- Comitato di pianificazione dell’Expo2015; Regione Lombardia (Beni Culturali, Turismo, Agricoltura, Territorio); Provincia di Milano; Sindaci del territorio; Camera di Commercio; Assoedilizia, associazione medie e piccole proprietà edilizia; Dimore Storiche
Temi toccati: valorizzazione del territorio, recupero ambientale, recupero del patrimonio storico architettonico e della tradizione agricola.
Leggi di riferimento:
? Decreto Expo 2015 Ott.08 ,
? PSR - Misura 311A “Diversificazione verso attività non agricole: Agriturismo,
? Specifica normativa della regione per trasformazione da agricolo in ricettivo turistico/alberghiero o abitazione con la legge 23, semplificata.
Fasi del progetto:
a) Raccolta informazioni: Compilazione scheda cascina (a cura dei singoli proprietari) scaricandola dal sito www.belgiojoso.com/cascine/ e filing.
b) Piano fattibilità, individuazione capitoli finanziamento e lobbying di sistema.
c) Economics, stesura progetto di massima.
d) Presentazione progetto alle istituzioni coinvolte.
e) Stesura progetto definitivo con dati catastali e singoli progetti immobiliari.
f) Raccolta fondi.
g) Convenzione con società specializzate.

Fonte:mondocasablog.it


AAA prestinai cercasi a Milano

«Ci servono 1.500 operai nel milanese e non li troviamo. Devo ringraziare gli extracomunitari che entrano nel mondo della panificazione e lavorano in regola». Lo ha detto ieri Antonio Marinoni, presidente dell’associazione panificatori milanesi nel corso della festa “Pane in piazza”. Solo in città 40 aziende sono già state acquistate da persone extracomunitarie. Le imprese non passano più da padre in figlio, ma «ma per collaboratori e datori di lavoro». Gli extracomunitari impiegati nel settore sono circa 200 su un migliaio in città. «Facciamo corsi a tutto spiano - lamenta Marinoni - ma non riusciamo a coprire le esigenze». E così si è pensato di dare vita anche a un corso specifico per over 40 rimasti senza lavoro. (SI.GU.)
Info: Associazione Panificatori, corso Venezia 58,
tel. 02-20.40.80.91,
mail: panificatori@panificatorimilanesi.it

Fonte:metronews.com


Imperia. Aiuti del Comune alle famiglie con almeno 4 figli. A bilancio ci sono 84mila euro


L'iniziativa, presentata dall'assessore ai Servizi Sociali, Nicola Falciola, vede a bilancio un finanziamento complessivo di 84.000 euro messo a disposizione dalla regione Liguria nell'ambito del progetto battezzato 'Noi contiamo di piu'.
Sono 87 le famiglie imperiesi (47 delle quali di immigrati), con almeno quattro minori a carico che, da domani, potranno partecipare al bando per ottenere un contributo una tantum pari al 50 per cento della spesa sostenuta per l'acquisto di tutto cio' che concerne la crescita e lo sviluppo del bambino. L'iniziativa, presentata oggi dall'assessore ai Servizi Sociali, Nicola Falciola, vede a bilancio un finanziamento complessivo di 84.000 euro messo a disposizione dalla regione Liguria nell'ambito del progetto battezzato 'Noi contiamo di piu''.
'Possono accedere al bando, che scade il 31 dicembre, tutte le famiglie che abbiano quattro minori a carico e un reddito non superiore ai 20.000 euro - spiega Falciola -. Il sostegno che noi diamo e' per le rette scolastiche, per eventuali cure sanitarie e odontoiatriche, interventi per l'arredo della camera del bambino o per la pratica di attivita' sportive e, piu' in generale, per tutto cio' che riguarda lo sviluppo armonico del corpo e della persona'. I contributi sono validi sia per le spese effettuate nell'anno scolastico 2007-2008, che per quelle che saranno effettuate tra il 2008 e il 2009.
'L'obiettivo, non essendo ancora stato introdotto dal governo il cosiddetto quoziente familiare - conclude Falciola - e' di sperimentare questo progetto, in modo da sostenere quelle famiglie con maggior numero di figli e di spese'. Venerdi' prossimo, sempre in tema di minori, per il terzo anno consecutivo, con la collaborazione dell'Unicef, Imperia celebrera' la Giornata Internazionale dei Minori con un pacchetto di iniziative finalizzate a evidenziare diritti e doveri dei piu' giovani.

Fonte:riviera24.it(Fabrizio Tenerelli)


Bando 1000 tetti solari, 680 in Valle Umbra

Pubblicato il bando per la concessione dei contributi per istallare un impianto fotovoltaico nei comuni del comprensorio folignate, spoletino e della Valnerina. Con una quota di cinquecentosessanta euro tutto compreso (per l'istruttoria della pratica), i beneficiari del bando
potranno avere gratuitamente l'energia elettrica consumata mediamente da una famiglia di quattro o cinque persone per almeno venti anni. Nel sito www.1000tettisolari.it si potrà scaricare il bando (che da lunedì sarà disponibile anche presso gli sportelli VUS) e il modello per la domanda che potrà essere inviata tramite raccomandata solo dal 1 dicembre al 20 dicembre. La domanda è una semplice autocertificazione, cui vanno allegate la fotocopia di un documento di identità e quella della bolletta dell'energia elettrica.

Fonte:spoletonline.com


In Brianza arriva il "Bando PC" per le imprese

Ammessi al finanziamento i costi delle microaziende brianzole per l'acquisto di computer, stampanti e scanner. Il bando scade il 19 Dicembre 2008
Per 1000 microimprese della Brianza arriva un'occasione da non perdere. Si tratta del Bando PC , promosso dalla Camera di commercio di Monza e Brianza per agevolare l'innovazione tecnologica e la produttività delle aziende che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo non superiore a due milioni di euro.
L'iniziativa, con cui si festeggia il primo anno di attività della Camera di commercio, prevede uno stanziamento complessivo di 300.000 euro, che sono destinati al miglioramento strumentale e tecnologico del sistema informativo della microimpresa, con un massimo di contributo per ogni singola azienda pari a 300 euro.
Sono ammessi al finanziamento i costi sostenuti dalle microaziende per l'acquisto di computer, stampanti e scanner.
Tutte le microimprese iscritte al Registro Imprese della Camera di commercio di Monza e Brianza possono presentare la domanda entro il 19 Dicembre 2008.
Come dichiarato da Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza, il bando è «un'importante opportunità per incrementare l'innovazione e migliorare la produttività delle microimprese, nodi strategici del tessuto economico brianzolo” in un momento economico difficile.

Fonte:pmi.it(Chiara Bolognini)


Già in pista il Cud 2009. Per la consegna c'è tempo fino al 28 febbraio

Con il provvedimento 11 novembre 2008 del direttore dell'agenzia delle Entrate è stato approvato lo schema di certificazione unica (Cud 2009), con le relative istruzioni, per il datore di lavoro, ente pensionistico o altro sostituto d'imposta.
Lo schema deve essere utilizzato per attestare i dati relativi ai redditi di lavoro dipendente e a quelli a essi equiparati (redditi derivanti da trattamenti pensionistici), nonché ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente erogati nel periodo d'imposta 2008 (ai sensi dell'articolo 51, comma 1, del Tuir, si considerano percepiti nel periodo d'imposta 2008 anche le somme e i valori in genere, corrisposti dal datore di lavoro entro il 12 gennaio 2009).
Il termine previsto per la consegna della certificazione è fissato al 28 febbraio 2009.

Novità del Cud 2009
Rispetto a quello dello scorso anno, il Cud 2009 tiene conto di alcune novità di rilievo che rispondono sia all'esigenza di recepire le disposizioni introdotte di recente nell'ambito della normativa tributaria sia alla volontà di fornire maggiori precisazioni sulle modalità di compilazione della certificazione, al fine di semplificare gli adempimenti del sostituto d'imposta e, al tempo stesso, consentire al dipendente una più facile lettura della certificazione medesima.
Le principali novità riguardano le:
detrazioni per famiglie numerose (punti 31, 32 e 33)
detrazioni per canoni di locazione (punti 36, 37 e 38)
somme erogate per prestazioni di lavoro straordinario e per premi di produttività (punti da 77 a 81)
detrazioni sulle indennità di fine rapporto e della ritenuta effettivamente operata (punto 109).
Detrazioni per famiglie numerose
Questa ulteriore detrazione è stata inserita nel nostro ordinamento dall' articolo 1, comma 15, della legge 244/2007 (Finanziaria 2008), che ha introdotto nell'articolo 12 del Tuir ("Detrazioni per carichi di famiglia") il nuovo comma 1-bis il quale ha stabilito che: "In presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta un'ulteriore detrazione di importo pari a 1.200,00 euro".
Le modalità applicative della disposizione sono state dettate con decreto del 31 gennaio 2008. La circolare 1/2008 delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti.
Peculiare caratteristica della detrazione è che il bonus spetta anche in caso di incapienza dell'imposta dovuta dal contribuente. In sostanza, l'ulteriore detrazione diminuisce l'imposta dovuta quando c'è capienza, mentre per la parte incapiente diventa un vero e proprio credito che viene riattribuito direttamente dal sostituto di imposta sempreché ci sia capienza nel monte ritenute complessivo. Qualora il monte ritenute risulti incapiente, il sostituto si limita a indicare (punto 33) qual è l'importo che non ha potuto riconoscere. In questo caso, nel Cud 2009 viene precisato che, in assenza di altri redditi oltre quelli certificati, il contribuente, per fruire del credito non riconosciuto, deve necessariamente presentare la dichiarazione dei redditi.
Questo è il secondo anno in cui i contribuenti possono fruire della ulteriore detrazione. Per il 2007, nel Cud 2008, il sostituto di imposta dava conto della gestione della detrazione nelle annotazioni perchè non esistevano gli appositi campi inseriti nella nuova certificazione: il Cud 2008 era stato predisposto prima della emanazione della disposizione che ha introdotto l'ulteriore detrazione.
Nel punto 31 va indicato l'ammontare della detrazione spettante che ha trovato capienza nell'imposta lorda diminuita delle altre detrazioni di cui all'articolo 12, nonché quelle di cui agli articoli 13, 15 e 16 e delle detrazioni previste da altre disposizioni normative.
Nel punto 32 va indicato l'importo della detrazione che non ha trovato capienza nell'imposta lorda.
Se il credito 2007 è stato riconosciuto nel 2008 dal sostituto d’imposta, la circostanza va evidenziata nelle annotazioni utilizzando il codice BL della tabella C “codifica annotazioni”.
Detrazioni per canoni di locazione
Il decreto ministeriale 11 febbraio 2008 ha disposto le modalità operative per l'attribuzione delle detrazioni per canoni di locazione di cui all'articolo 16 del Tuir. I soggetti che percepiscono redditi di lavoro dipendente e assimilati possono richiedere al proprio datore di lavoro di conteggiare la detrazione direttamente nelle operazioni di conguaglio di fine anno. A tale scopo, è sufficiente presentare al proprio datore di lavoro una dichiarazione su carta libera in cui si attestano il canone di locazione pagato, gli estremi di registrazione del contratto e la data dalla quale l'immobile locato è stato adibito ad abitazione principale del contribuente o dei suoi familiari.
La gestione della detrazione da parte del sostituto è sostanzialmente analoga a quella illustrata in relazione alla ulteriore detrazione per famiglie numerose: va verificato se c'è capienza nelle imposte dovute dal contribuente o, se necessario, nel monte ritenute complessivo. In caso di incapienza del monte ritenute, occorre evidenziare l'importo del credito che il sostituto non ha potuto riconoscere.
Nel punto 36 va indicato l'importo delle detrazioni che ha trovato capienza nell'imposta lorda diminuita, nell'ordine, delle detrazioni di cui agli articoli 12 e 13 del Tuir.
Per charire in che modo viene gestita nel Cud la detrazione, ipotizziamo che:
l'imposta lorda a carico di un lavoratore ammonti a 1.500 euro
la detrazione per lavoro dipendente sia pari a 700 euro
la detrazione per familiari a carico risulti di 300 euro
la detrazione per canoni di locazione ammonti a 600 euro.
L'imposta lorda di 1.500, diminuita delle detrazioni per lavoro (700) e per familiari (300), diventa pari a 500. Pertanto, dei 600 euro spettanti come detrazione per canoni di locazione, 100 non trovano capienza e vanno indicati:
nel punto 37, se il sostituto ha potuto riconoscere il credito perchè aveva capienza nel monte ritenute complessivo
ovvero nel punto 38, se tale capienza non esisteva
In tale ultimo caso, per ottenere il credito, il contribuente, in assenza di altri redditi oltre quelli certificati nel Cud, dovrà presentare necessariamente la dichiarazione dei redditi.
Somme erogate per prestazioni di lavoro straordinario e per premi di produttività
Il decreto legge 93/2008 ha previsto una misura sperimentale per l'incremento della produttività del lavoro. In particolare, le somme agevolate erogate a livello aziendale nel periodo che va dal 1° luglio al 31 dicembre 2008 sono soggette a un'imposta sostitutiva del 10% entro il limite complessivo di 3mila euro.
L'imposta sostitutiva è applicata dal sostituto d'imposta "salva espressa rinuncia scritta del lavoratore". I soggetti interessati alla disposizione agevolativa sono tutti i lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2007 hanno prodotto redditi da lavoro dipendente (comprese le pensioni e gli assegni a queste equiparati) non superiori complessivamente a 30mila euro lordi.
Nel punto 77 del Cud 2009 dovrà essere indicato il totale dei redditi percepiti per prestazioni di lavoro straordinario, nel successivo punto 78 l'imposta sostitutiva del 10%, nel punto 79 l'importo delle ritenute sospese.
Il punto 80 dovrà essere barrato nell'ipotesi in cui il sostituto abbia applicato la tassazione ordinaria su richiesta del sostituito ovvero qualora abbia ritenuto meno favorevole per il lavoratore la tassazione sostitutiva. Il sostituto d'imposta evidenzierà nella tabella delle annotazioni con il codice AF la motivazione per la quale si è applicata una tassazione ordinaria su dette somme.
Il punto 81, infine, contempla l'importo del lavoro straordinario percepito dai prestatori di lavoro addetti alla guida, dipendenti dalle imprese autorizzate al trasporto di merci, che non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi.
Altre novità
Nella sezione relativa al Tfr, indennità equipollenti, altre indennità e prestazioni in forma di capitale, è stato introdotto il nuovo punto 109 "detrazione", per indicare la detrazione spettante ai fini della riduzione del prelievo fiscale sulle indennità di fine rapporto (decreto ministeriale 20 marzo 2008).
Nella scheda per la scelta della destinazione del cinque per mille dell'Irpef, ricompare tra le possibili opzioni il "sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente", finalità reintrodotta dall'articolo 63-bis del decreto legge 112/2008.

Fonte:fiscooggi.it(Anita Cerasi e Maria Luisa D'Angelo)


Apertura negozi, Antitrust: regolamenti locali limitano la concorrenza

Regolamenti locali e norme regionali che disciplinano l'apertura dei negozi e le giornate di chiusura in occasione delle festività presentano limitazioni alla concorrenza. È quanto emerge dalle Osservazioni in materia di apertura degli esercizi commerciali in Italia presentate dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nelle relazione l'Antitrust esamina una serie di denunce arrivate fra aprile, maggio e giugno 2008, che disegnano un quadro frastagliato in relazione alla liberalizzazione dell'apertura nei giorni festivi e nelle domeniche, con discipline regionali e regolamentazioni di enti locali che l'Antitrust considera restrittive della concorrenza. L'Autorità invece "auspica che tutti gli enti territoriali che abbiano adottato regolamentazioni ingiustificatamente restrittive" riesaminino "le rispettive regolamentazioni nella parte in cui non consentono agli esercizi commerciali una libera determinazione delle modalità di svolgimento della propria attività economica".
L'Antitrust riporta le denunce pervenute. Emerge che la disciplina in materia di commercio impone in Emilia Romagna, Lombardia e Umbria obblighi generali di chiusura in dieci festività annue. In Umbria si può derogare all'obbligo di chiusura "solo da parte degli esercizi commerciali situati in alcune zone che abbiano concluso accordi con le amministrazioni locali aventi ad oggetto la chiusura "compensativa" in altre domeniche o festività". A Firenze, riporta l'Antitrust, una impresa attiva nella commercializzazione automatizzata al dettaglio di alimenti caldi, dunque attraverso macchine distributrici, ha lamentato l'obbligo di chiusura nottura: il che vanifica l'attività in quantoquesta intende garantire pasti caldi proprio quando i negozi sono chiusi.
L'Antitrust riporta inoltre uno studio di Federdistribuzione dal quale "emerge - scrive nelle Osservazioni - che una legislazione in tema di distribuzione al dettaglio difforme sul territorio nazionale produce danni sia in termini di opportunità gestionali concesse agli operatori sia in termini di servizi offerti ai consumatori che sempre più orientano le proprie abitudini di acquisto nelle giornate di domenica e nei festivi".
L'Antitrust ha dunque ribadito l'orientamento per il quale "la liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura" al pubblico dei negozi "favorisce, a beneficio dei consumatori, la creazione di un mercato più dinamico e più aperto all'ingresso di nuovi operatori". Considerato il cambiamento delle abitudini di acquisto dei consumatori, e la presenza di soggetti della grande distribuzione che possono determinare liberamente giorni e orari di apertura, "l'Autorità rileva che il criterio dell'individuazione di regimi differenziati all'interno di uno stesso mercato rilevante o anche all'interno della stessa regione dovrebbe essere sempre limitato a situazioni particolari e non dovrebbe generare effetti distorsivi della concorrenza".

Fonte:helpconsumatori.it


Istat: Italiani in Bolletta, ma boom di Auto e cellulari

Era già crisi. Prima che esplodesse la bolla dei mercati finanziari, prima del crollo delle Borse e del crac di colossi dell'industria internazionale, le famiglie italiane già avvertivano le prime difficoltà economiche, e nel 2007 ben il 53,7% (con una punta del 64,2% al Mezzogiorno) si dichiarava insoddisfatto della propria situazione economica.
E' quanto emerge dall'Annuario Istat 2008, che fotografa il Paese nelle sue mille sfaccettature, dal costume alla giustizia, dal lavoro all'ambiente. Per confermare vecchie tendenze, e talvolta registrare qualche sorpresa. Più bimbi ma anche più over 80, più auto e telefonini, più divorzi e più suicidi, sono alcuni dei dati rilevati dall'Istituto. Che segnala anche la centralità dei rapporti familiari (di cui peraltro gli italiani sono soddisfatti al 90%), e la difficile situazione dell'istruzione, con un italiano su quattro che ha solo la licenza elementare.
Ecco, in sintesi, i principali aspetti rilevati dall' Annuario:

- POPOLAZIONE: Gli italiani vanno verso quota 60 milioni, ma l'incremento (497.871 solo nel 2007) è dovuto in larga parte all'aumento degli immigrati. Il saldo naturale segna infatti -6.868. Al 10 gennaio 2008 gli stranieri residenti erano 3.432.651 (+493.729 unità rispetto all'anno precedente), il 5,8% della popolazione totale.

- FIGLI: La fecondità delle donne italiane nel 2007 è salita a 1,37 figli (da 1,35 nel 2006), livello più alto degli ultimi anni. Meno prolifiche solo Slovacche (1,24) e Polacche (1,27).

- MATRIMONI: In lieve ripresa a 250.041 (245.992 nel 2006), mentre il tasso di nuzialità resta costante al 4,2 per mille. Il rito religioso rimane ancora la scelta più diffusa (65%).

- DIVORZI: Aumento dei divorzi (+5,3%) ma calo delle separazioni (-2,3%) nel 2006.

- FAMIGLIA: Gli italiani al 90,1% sono soddisfatti dei loro rapporti familiari e all'82,5 delle loro amicizie. Per quanto riguarda il tempo libero, il 62,9% della popolazione si dice molto o abbastanza soddisfatta, meno al Sud che al Nord.

- SALUTE: Cresce l'incidenza delle malattie croniche, sfiorando il 40%. In base ai dati dell'Annuario Istat, dichiara di esserne affetto il 39,2% dei residenti in Italia. Un fenomeno legato all'invecchiamento delle popolazione. Le percentuali, infatti, aumentano nelle fasce di età più anziane. Già nella classe 55-59 - rileva il rapporto statistico - il tasso sale al 57% e tra le persone ultrasessantacinquenni la quota raggiunge l'86,9%. Le donne sono le più colpite, in particolare dopo i 50 anni. Le differenze di genere più marcate si riscontrano nella fascia d'età 60-64 anni: 60,4% per gli uomini, 69,5% per le donne. Inoltre il 20,5% dichiara di essere affetto da uno o più malattie croniche, con quote che superano la metà della popolazione tra gli anziani.

- INVECCHIAMENTO: ormai un italiano su cinque ha più di 65 anni e i "grandi vecchi" (da ottanta anni in su) sono il 5,3% della popolazione. A gennaio 2008 l'indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di 15) cresce ancora così che l'Italia è il Paese più investito dal fenomeno dell'invecchiamento.

- SUICIDI: Nel 2006 salgono a 3.061 (2.892 nel 2005); nel 76,9% dei casi si tratta di maschi; maggioranza maschile (53,4%) anche per i tentativi di suicidio.

- DELITTI: In aumento gli omicidi volontari (+3,3%), le rapine (+9,4); i furti (+5,4%); le truffe e le frodi informatiche (+20,5%), le violenze sessuali (+12,3%). Ma non i condannati (-10,4% rispetto all'anno precedente). I minorenni condannati costituiscono l'1,4% del totale.

- ISTRUZIONE: Una persona su quattro (ma al 70% con più di 65 anni) ha al massimo la licenza elementare; il 32,4% ha il diploma di scuola superiore, il 10,2% un titolo universitario. Al Centro-Nord ci sono più atenei che al Sud, uno studente su cinque studia in una regione diversa da quella di residenza.

- LAVORO: Cresce l'occupazione (+1%), e cala il numero di chi è in cerca di occupazione (-10%): sia il numero degli occupati che quello dei disoccupati è al livello migliore dal 1992. Cresce anche la componente straniera (salita al 6,5%), ma accelera pure l'occupazione femminile (+1,3% contro il +0,8% dei maschi). La maggiore crescita è al Centro (+2,5%).

- ECONOMIA: il livello di soddisfazione economica degli italiani cala al 43,7% dal 51,2% del 2006 (era 64,1% nel 2001). Nel Sud la quota di insoddisfatti arriva al 64,2%.

- INDUSTRIA: Rallenta ma è ancora positiva (+0,5%) l'attività industriale (+2% del 2006); bene tessile e abbigliamento (+4,4%) in crisi concia e calzature (-5,8%).

- PROTESTI E FALLIMENTI: Calano i protesti (-5,2%) e i fallimenti (-16,1%), con un forte addensamento fra le società (91,6% del totale.).

- PENSIONI: Segno più anche per la spesa pensionistica che nel 2006 è stata pari al 15,16% del Pil (+0,06 punti percentuali sul 2005): gli assegni di invalidità, vecchiaia e superstiti sono aumentati nel numero (+0,7%) e nella spesa (+4%).

- DEPOSITI: I depositi bancari nel 2007 hanno sfiorato i 750 miliardi (+2,9%): gli sportelli bancari erano 5,5 ogni mille abitanti (con un picco di 10,5 a Trento e di 2,7 in Calabria).

- ASSISTENZA: Le strutture assistenziali sono in gran parte dedicate agli anziani (77%), e solo il 6% è finalizzato all' aiuto dei minori. A fine 2005, le persone ospitate erano 298.251 (+2,0% sul 2004).

- SERVIZI: Accesso difficile in molti casi. Soprattutto riguardo al pronto soccorso (55,7%), alle forze dell'ordine (40,6%), agli uffici comunali (35,3%), ai supermercati (31,5%) e agli uffici postali (27,9%).

- TRASPORTI E TLC: Poco meno di un quarto della popolazione usa i mezzi pubblici urbani, e il 16,8% quelli extra-urbani; sul fronte telefonia, invece, a fine 2006 c'erano 7,4 milioni di abbonati alla rete fissa, 81,8 milioni di linee mobili (71,9 a inizio 2006), e 73,7 milioni di carte prepagate (65,3). Circa 11,6 milioni invece le utenze Internet.

Fonte:ansa.it


Facebook, è davvero così difficile uscirne?

Diversi lettori, nei commenti all'articolo di Andrea Bajani intitolato «Prigionieri di Facebook», segnalano come in realtà cancellare il proprio profilo dal sito di social networking più diffuso al mondo non sia poi così difficile. È vero? Dipende. Esistono due soluzioni. La prima - consigliata da diversi utenti - consiste nell'andare sulla propria pagina. Cliccare "Settings" e quindi "Deactivate Account". Il sito chiede all'utente come mai abbia deciso di togliere la propria iscrizione. Una volta scelta l'opzione, per esempio «perdo troppo tempo», Facebook propone una soluzione per ridurre il numero di mail ricevute, cercando di convincere l'utente a mantenere l'iscrizione. Beninteso: nulla di invadente, se si hanno le idee chiare basta un click, si saltano le domande e il proprio profilo non è più accessibile.
Le informazioni personali non sono più visibili, ma restano su Facebook. «Potrai riattivare il tuo account in ogni momento effettuando il login con il tuo indirizzo email e la relativa password», informa il sito. Anche se si è già attivata la cancellazione, basta inserire utente e password per ritrovare le stesse foto, le stesse informazioni, gli stessi amici. È su questo punto che nei mesi passati, in particolare negli Stati Uniti, diversi utenti hanno sollevato la polemica: fino a quanto i server conserveranno la nostra vita digitale? Il tema ne abbraccia uno più ampio: quello della privacy nel tempo del web 2.0 e il cloud computing. Informazioni, dati, memoria e capacità di calcolo sono sempre più su internet e non necessariamente su supporti fisici (dalla chiavetta usb al singolo server). Finiscono sulla "nuvola", ma se la nostra identità digitale viene virtualizzata chi controlla la nuvola controlla la nostra vita.
Il sito di social network in realtà, rispetto agli inizi, ha modificato diverse funzioni per rispettare la privacy e sicurezza degli utenti. A partire dal modello di advertising, passando dall'accessibilità dei singoli profili a utenti sconosciuti. Fino alla cancellazione. In fondo alla propria pagina, a destra, c'è il tasto "Help" (nella versione inglese, molto diffusa anche in Italia perchè arrivata prima). Una volta entrati nella pagina, si scopre che la prima richiesta fatta dagli utenti è «delete». Con questa opzione, spiega Facebook, i dati vengono cancellati «in maniera definitiva senza opzioni per un ripristino». È la soluzione ideale per chi, dopo essersi iscritto al sito, si stufa di aggiornare tutta la lista di presunti amici su ogni suo movimento, sensazione o pensiero. Può disattivare il profilo per sempre. E imparare a convivere con la sensazione di "non" essere su Facebook.

Fonte:ilsole24ore.com(Luca Salvioli)


Versati da dicembre gli assegni aggiornati

L’inps, nel messaggio n. 25248 del 12 novembre, dichiara conclusa la fase di elaborazione dei modelli RED 2007 (i modelli reddituali dei soggetti che beneficiano di prestazioni previdenziali collegate al reddito). Nel caso in cui i nuovi dati reddituali comportino conguagli a credito per i periodi precedenti il ricalcolo viene effettuato con gli arretrati al 30 novembre 2008. La rata di pensione aggiornata verrà posta in pagamento a partire dal prossimo mese.

Fonte:fiscoetasse.com



Imprese innovative: bando in Campania

Al via la selezione di iniziative imprenditoriali nel settore dell’Information and Communication Technology (ICT), da insediare nell'Incubatore di Imprese gestito dal Parco Scientifico e Tecnologico a Benevento.
A disposizione 3 locali di cui due di circa 30 mq e uno di circa 18 mq.
Possono presentare domanda imprenditori con idee e progetti innovativi, spin off da ricerca e da azienda, imprese costituite da meno di 2 anni operanti in settori ad elevato contenuto tecnologico ed imprese già costituite con programmi di investimento innovativi.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 10 dicembre 2008.

Fonte:riditt.it


Dopo il bonus energia arriva quello sul gas

Oltre al bonus sull'energia elettrica per le famiglie disagiate, arriverà quello sul gas. Il decreto del ministero dello Sviluppo economico è già pronto e deve ricevere solo il parere delle commissioni parlamentari competenti. Sull'entità dell'agevolazione, il dicastero guidato da Claudio Scajola mantiene per ora il riserbo, ma fa sapere che «i tempi di attuazione saranno brevi».
L'introduzione di una «tariffa sociale» per le bollette del gas a favore dei consumatori con reddito modesto era già stata annunciata dall'ex ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, poco prima della caduta del Governo Prodi. Se queste intenzioni si tradurranno effettivamente in legge, il beneficio per le famiglie disagiate potrebbe superare di gran lunga quello degli sconti sull'energia, perché i consumi di gas incidono pesantemente sulle bollette, rispetto a quelli di elettricità (si pensi solo al riscaldamento o alle caldaie per l'acqua).
Sarebbe anche allo studio del Governo la combinazione tra gli sconti sul gas e la social card, introdotta dalla manovra d'estate per «le fasce deboli» di popolazione (articolo 81, comma 32 della legge 133/08): la "carta" sociale potrebbe essere usata tanto dalle famiglie che hanno il collegamento al gas di città, quanto da quelle che ancora utilizzano il gas domestico in bombole.
Sul bonus energia (da 60 a 135 euro per il 2008), riservato alle famiglie con un Isee (indicatore di situazione economica equivalente) entro 7.500 euro e un impianto di potenza fino a 3 kW, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ricorda che solo le domande presentate ai Comuni fino al 28 febbraio 2009 danno diritto a usufruire dell'agevolazione per il 2008. Tutte quelle presentate dopo daranno diritto allo sconto, ma non prima del secondo mese successivo alla ricezione della richiesta di ammissione da parte del Comune. Bisogna controllare, comunque, la data di rilascio della propria attestazione Isee (che può essere compilata presso i Comuni, i Caf convenzionati o le sedi Inps), perché se la data è anteriore al 2007 non si avrà diritto al bonus né per il 2008, né per il 2009 (si veda la tabella qui a fianco).
Ieri è stata pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» 264 anche la deliberazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas del 17 ottobre che contiene le modalità di applicazione del bonus per i clienti «con disagio fisico», che per vivere hanno bisogno cioè di un collegamento ad apparecchiature alimentate a energia elettrica. Il bonus, in questo caso, è di 150 euro all'anno.

Fonte:ilsole24ore.com


Mafia Spa prima azienda, 130 Mld fatturato

La prima azienda italiana si chiama 'Mafia spa' e ha un fatturato annuo complessivo di circa 130 miliardi di euro e di un utile che sfiora i 70 miliardi al netto degli investimenti e degli accantonamenti.
E' quanto emerge dal rapporto 'Sos impresa' della Confesercenti sulla criminalità, presentato a Roma, e in cui si sottolinea che il solo ramo commerciale della criminalità mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell'impresa ha ampiamente superato i 92 miliardi di euro, una cifra intorno al 6% del PIL nazionale.
"Ogni Ogni giorno una massa enorme di denaro passa dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori italiani a quelle dei mafiosi, qualcosa come 250 milioni di euro al giorno, 10 milioni l'ora, 160 mila euro al minuto", si legge nel rapporto.

Fonte:ansa.it


Poker: stretta del governo

Non più di 100 euro per partecipare alle fasi finali dei tornei nazionali e non più di 30 per l’iscrizione ai tornei locali. Questo il tetto di spesa che dovrebbe essere fissato per poter partecipare ai tornei di poker, variante “Texas Hold’Em”, che stanno spopolando negli ultimi tempi. La richiesta di limitazione è contenuta nelle nove pagine di relazione, firmata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni e dal capo della Polizia Antonio Manganelli, inviata al Consiglio di Stato che, rivolgendosi direttamente al ministro, aveva chiesto un’indagine esplorativa su come dovrebbe e potrebbe essere regolamentato il mondo di questi appassionati di carte.
Secondo la relazione, poi, bisognerebbe fermare il cosiddetto “re buy”, cioè l’acquisto di una seconda posta di gioco una volta esaurita quella di ingresso al tavolo. La limitazione per gli organizzatori, secondo il ministero dell’Interno, è nel divieto di «svolgere nella medesima serata e nella stessa località più di un torneo». Sono oltre 500 gli organismi che, negli ultimi due anni, hanno chiesto di organizzare tornei di poker. Manca una legge chiara in materia e il punto da chiarire è se si tratti di gioco d’azzardo (proibito) o sportivo (lecito). Per il Viminale «il Texas Hold’Em può esprimere utilità sociale» ma solo se la posta in gioco è «poco significativa». I pericoli sono “dissolvimento patrimoniale”, il gioco clandestino e il rischio di estorsione e contaminazioni della malavita organizzata.

Fonte:metronews.com


Aiuti per famiglie e imprese con investimenti infrastrutture e agevolazioni. Annunciato da Tremonti.

Il Governo lavora alla stesura di iniziative a sostegno dell'economia reale, soprattutto per aiutare le famiglie e le imprese per far fronte della crisi finanziaria globale. L’annuncio arriva dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.
All’interno del nuovo pacchetto ‘di sostegno’ delle famiglie dovrebbero rientrare le risorse per ammortizzatori sociali e infrastrutture, un nuovo meccanismo per le tariffe autostradali, lo sblocco da parte del Cipe di 16 miliardi per le opere pubbliche e un Fondo di garanzia per le imprese, inoltre è previsto anche l’utilizzo attivo della Cassa depositi e prestiti per il Piano casa e misure sull'Iva di cassa e aiuti alle famiglie.
Per quanto riguarda le imprese poi, sarà istituito un fondo di finanziamento a sostegno delle stesse e non delle banche che nel nuovo meccanismo dovranno essere per lo più intermediarie.
Tremonti ha assicurato l'intenzione dell'esecutivo di varare misure per famiglie e imprese nel rispetto degli obiettivi del patto di stabilità europeo e che, inoltre, gli interventi non si faranno a deficit. Il Paese manterrà gli obiettivi di finanza pubblica e l'indebitamento rimarrà sotto il 3% del pil nei prossimi tre anni.

Fonte:businessonline.it(Marianna Quatraro)


Unico semplice taglia i tempi

A partire dalla prossima settimana, sarà disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate la bozza del “Miniunico”, modello di dichiarazione destinato ai contribuenti che presentano profili di reddito semplificati. Tale modello prevede l’inserimento di un minor numero di dati e istruzioni facilitate per la compilazione (26 pagine di istruzioni contro le 141 del modello ordinario).

Fonte:fiscoetasse.com



Alluvione: pirmi rimborsi da Governo e Comune Cagliari

Contributi fino al 50% del danno subito da impianti, strutture e macchinari fino a un massimo di 200 mila euro, e fino al 30% del prezzo di acquisto di scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti, danneggiati o distrutti, per massimo 60 mila euro: è quanto prevede un'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, che riconosce a diversi settori produttivi della provincia di Cagliari, tra cui l'agricoltura, per favorirne l'immediata ripresa delle attivita' dopo gli eventi alluvionali del 22 ottobre scorso.
In attesa delle due ordinanze che il Presidente della Regione, renato Soru, dovrebbe firmare per dare il via ai mandati di pagamento per il rimborsi per i danni subiti dall'alluvione dello scorso 22 ottobre, il Consiglio dei Ministri ha emanato un provvedimento che stabilisce i contributi per le aziende danneggiate con un limite massimo di spesa di 4.000 euro per l'allestimento di strutture necessarie per la riparazione delle attività agricole e zootecniche per ogni
intervento richiesto.
Intanto dal 12 novembre, saranno disponibili i moduli per la richiesta dei contributi da parte dei privati per i danni subiti (alle abitazioni, ai mobili ed alle autovetture) nell'alluvione del 22 ottobre scorso a Cagliari. Nel darne notizia, l'Assessorato comunale alla Pianificazione dei Servizi avverte che gli stampati potranno essere ritirati presso le sezioni della Polizia municipale di Pirri (in via Riva Villasanta 56) e di Sant'Avendrace (in viale Trieste 152) oppure essere scaricati dal sito internet del Comune. Compilati in ogni parte, i moduli dovranno essere consegnati - in duplice copia - nelle stesse sedi entro e non oltre il prossimo 7 dicembre. A tal fine le due sezioni resteranno aperte ininterrottamente dalle ore 8 alle 20 di tutti i giorni feriali tranne il sabato, quando saranno aperte nella sola mattinata, dalle 8 alle 13. Per chiedere informazioni ed assistenza per la compilazione e la consegna delle domande, gli interessati dovranno rivolgersi all'Ufficio Relazioni con il Pubblico, dov'è stata costituita un'apposita unità di crisi per fronteggiare l'emergenza. Il numero verde 800-016058 risponderà alle chiamate tutti i giorni feriali tranne il sabato dalle ore 9 alle 12.30 e, solo il lunedì e il giovedì, anche nel pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30. Allo stesso numero potranno rivolgersi le persone che, per qualsiasi motivo, si trovano nell'impossibilità di consegnare i moduli personalmente o tramite qualche parente: il Comune provvederà a farli ritirare presso il loro domicilio.
Per le domande di risarcimento da parte delle aziende, l'assessore alla Pianificazione dei Servizi, Giovanni Giagoni, ha spiegato che si è in attesa di conoscere le direttive dell'Amministrazione regionale riguardo alla concessione dei contributi destinati alle attività produttive.

Fonte:sardegnaoggi.it


Salute. Il cuore ha bisogno di sette ore di sonno

E' ristoratore, rigenera mente e corpo, aiuta anche a mantenere la linea, il sonno non è una perdita di tempo ma una vera assicurazione sulla salute anche a lungo termine, infatti dormire poco aumenta il rischio di malattie cardiovascolari: 'pericolo cuore' per chi tende a dormire meno di 7,5 ore a notte ed ha problemi di ipertensione. E' quanto emerge da uno studio di Kazuo Eguchi della università giapponese di Jichi a Tochigi pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine.
Mentre uno studio italiano pubblicato sulla stessa rivista e condotto da Pantaleo Giannuzzi, dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri di Firenze mostra invece che cambiare stili di vita dopo un infarto potrebbe prevenire altri infarti e problemi cardiovascolari futuri. Il sonno è un'abitudine sempre più negletta nella nostra coeità; siamo inseguiti dagli impegni e per guadagnare qualche ora in più rubiamo del tempo prezioso al ristoro notturno del corpo.
Sono ormai tanti gli studi che dimostrano come dormire non sia un 'optional' ma serve alla nostra salute: se non dormiamo 'salta' la memoria, si riducono le performance cognitive, i riflessi, la prontezza di reazioni. Inoltre dormire é utile a contrastare l'aumento di peso perché quando si dorme poco si tende a mangiare di più e più carboidrati, quindi a ingrassare. Non basta? Viene allora dal cuore un altro motivo per non dimenticarsi di dormire. Nell'indagine giapponese i ricercatori hanno seguito per oltre quattro anni lo stato di salute di 1255 individui ipertesi di età media 70 anni è emerso che l'incidenza di malattie cardiovascolari è di 2,4 per cento persone per anno tra coloro che dormono meno di 7,5 ore a notte contro un'incidenza di 1,8 per 100 persone per anno tra coloro che ne dormono di più.
Nell'indagine italiana invece Giannuzzi ha messo a confronto circa 1620 pazienti reduci da infarto e coinvolti in un programma di prevenzione secondaria a lungo termine (incentrato sul cambiamento degli stili di vita, la dieta, la cessazione del fumo, l'esercizio fisico) con altrettanti pazienti post-infarto non intercettati da questo programma educativo ma semplicemente seguiti secondo le linee guida standard. E' emerso che coloro che sono stati tenuti 'sotto controllo' a lungo termine non solo con i farmaci ma anche con il percorso educativo, hanno modificato attivamente i propri stili di vita e visto ridursi del 33% il loro rischio di infarto fatale, del 48% quello di infarto non fatale.
E' sempre importante dunque adottare corretti stili di vita, a maggior ragione quando si è stati 'graziati' da un primo infarto non bisogna mai abbassare la guardia e cambiare abitudini. Il sonno fa parte dei comportamenti sani da non dimenticare. "Dai nostri risultati emerge chiaramente che la durata ridotta del sonno può essere considerata come un fattore predittivo delle malattie cardiovascolari negli anziani con ipertensione - ha concluso Eguchi - per cui i medici dvrebbero inserire anche domande sulle abitdini del sonno nei pazienti ipertesi per stimare il loro 'rischio cuore'".

Fonte:ansa.it


Borse di studio per gli studenti dell'Umbria

Il bando è stato pubblicato nei giorni scorsi sul Bur: interessa gli studenti che frequentano le scuole primarie e secondarie (elementari, medie e superiori), statali e paritarie
Vanno presentate entro il 30 gennaio prossimo le domande per le borse di studio a beneficio degli studenti della scuola primaria e secondaria dell'Umbria, per l'anno scolastico 2008-2009.
Dopo l'approvazione da parte della Giunta regionale dell'Umbria, che ha stanziato risorse per un milione e 729 mila euro, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria (n. 48 del 29 ottobre 2008, parte generale) l'avviso che contiene i criteri per la concessione e le modalità delle richieste, che vanno presentate al Comune di residenza dell'alunno.
Destinatari delle borse di studio - spiega una nota della Regione - sono gli studenti residenti in Umbria che frequentano le scuole primarie e secondarie (elementari, medie e superiori), statali e paritarie, appartenenti a un nucleo familiare con reddito non superiore a 10.632,94 euro calcolato secondo il sistema Isee (Indicatore situazione economica equivalente).
I contributi sono finalizzati a sostenere la spesa, documentata, delle famiglie umbre per l'istruzione dei figli: spesa per la frequenza della scuola, trasporti, mensa, sussidi scolastici. Il tetto minimo di spesa sostenuta per ottenere il beneficio è fissato in 51,66 euro.
L'importo delle borse di studio sarà definito dalle singole amministrazioni comunali, che ne daranno comunicazione agli interessati, entro i limiti di 150 euro per gli alunni delle elementari, 205 euro per quelli delle scuole secondarie di primo grado (ex medie) e di 360 euro per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado (ex superiori).
Nell'assegnazione della borsa di studio, verrà data la priorità agli alunni appartenenti alle famiglie con i redditi più bassi.
L'avviso è consultabile anche sul sito internet www.formazionelavoro.regione.umbria.it, canale scuola e su www.regione.umbria.it alla voce «bandi», da dove è possibile scaricare anche il modulo di domanda.

Fonte:iltamtam.it


L'apprendistato professionalizzante tenta il rilancio nei contratti

Il datore di lavoro non perde le agevolazioni contributive per l'apprendista se la Regione non offre una sufficiente offerta formativa. Lo spiega il ministero del Lavoro con la circolare 27 del 10 novembre 2008 in cui vengono affrontate diverse questioni che riguardano la gestione del rapporto di apprendistato professionalizzante.
Sulla scorta delle modifiche introdotte dall'articolo 23 del decreto legge 112/2008 e dei chiarimenti ministeriali, un'azienda ha sinteticamente le seguenti possibilità per avviare il rapporto di apprendistato:
- nelle Regioni in cui non è presente una regolamentazione regionale, è possibile avviare l'apprendistato professionalizzante sulla base di quanto appositamente stabilito dal contratto collettivo ai sensi dell'articolo 49, comma 5-bis o 5-ter del Dlgs 276/2003. In mancanza di regolamentazione contrattuale, è sempre ammesso il contratto di apprendistato stipulato ai sensi della legge 196/97;
- nelle Regioni in cui è presente una disciplina della formazione esterna del contratto di apprendistato professionalizzante, l'azienda può decidere di avviare il rapporto nel rispetto di tale regolamentazione (fermo restando le norme di competenza dei CCNL), oppure attivando il rapporto esclusivamente sulla base di quanto disposto dai contratti collettivi di qualsiasi livello ai sensi del nuovo comma 5-ter.
Dunque, per il legislatore, è il contratto collettivo il mezzo per far "decollare" l'apprendistato professionalizzante attribuendo a essi il compito (alternativo alle Regioni) di disciplinarne l'intera materia.
Un altro chiarimento contenuto nella circolare 27 riguarda i profili retributivi. Il ministero, rivendendo parzialmente la precedente posizione espressa con l'interpello 28/2007, ha precisato che «resta infatti aperta, in virtù del principio di gradualità stabilito dall'articolo 13, comma 1 della legge 25/55, la possibilità di combinare il sistema della percentualizzazione con il livello di sottoinquadramento garantito dall'articolo 53, comma 1 del decreto legislativo 276/03. Questo livello potrà essere utilizzato sia come "tetto", o livello finale, sia come "soglia", o livello iniziale, della progressione percentuale.
Per effetto dell'eliminazione della durata minima di due anni disposta dal decreto legge 112/2008 la circolare fa presente che non sussistono più vincoli giuridici a una trasformazione «in qualunque tempo» del rapporto di apprendistato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Pertanto, ad esempio, è possibile avviare un contratto di apprendistato di durata complessiva di tre anni e dopo un anno procedere alla trasformazione. L'azienda in questo caso ha diritto ai benefici contributivi per la durata del rapporto e ancora per un anno a partire dalla data di trasformazione. Il ministero, tuttavia, fa sapere che il personale ispettivo vigilerà su eventuali condotte fraudolente che ipoteticamente si potrebbero configurare quando prima della trasformazione anticipata non sia stata effettuata alcuna attività formativa formale.
La circolare 27/2008 fa presente che le norme della legge 25/1955 – se compatibili con il nuovo quadro giuridico dell'apprendistato professionalizzante – continuano a rimanere in vigore. E in particolare anche la norma che dispone il cumulo dei periodi svolti con diversi contratti purché interrotti da un periodo non superiore all'anno (articolo 8); è ciò indipendentemente dal fatto che essi siano stati avviati con la "vecchia" o "nuova" disciplina.
Infine, viene chiarito che il contratto di apprendistato può essere avviato anche nell'ambito di società consortili che durano un periodo inferire a quanto stabilito dal contratto per la qualificazione dell'apprendista.

Fonte:ilsole24ore.com(Enzo De Fusco)


Metodo previsionale: attenzione al nuovo regime di deducibilità degli interessi passivi

Il 1° Dicembre 2008 scade il termine per il versamento della seconda (o unica) rata di acconto di imposte e contributi. I contribuenti stanno ora valutando se determinare l’acconto con il metodo previsionale. Nell’applicazione di tale metodo, le società di capitali devono prendere in debita considerazione le novità, vigenti a partire dal 2008, in tema di calcolo del reddito imponibile; in particolar modo occorre fare attenzione alla riduzione dell’aliquota Ires, al nuovo regime di deducibilità degli interessi passivi e alla scomparsa degli ammortamenti anticipati.

Fonte:fiscoetasse.com


Una sedia per dimagrire, invenzione di due designer israeliani

Dimagrire seduti, senza muovere nemmeno un muscolo. E' il sogno di molti, dei più pigri soprattutto, che due design israeliani vogliono trasformare in realtà. Alex Padwa e Daniel Leibovicz hanno messo a punto la sedia che fa dimagrire, battezzata 'I-cool seat': una poltrona dal design avveniristico, a metà fra un grill e un guscio da astronave.
"E' la prima sedia - sottolineano i due disegnatori industriali - che senza fare alcun tipo di esercizio fisico permette di bruciare calorie più del normale". Questo grazie a un sistema, brevettato, che accelera il dispendio energetico attraverso la temperatura corporea, regolandola 'ad hoc'. Così anche i più sedentari, affermano i due israeliani sul quotidiano 'Haaretz', possono perdere peso. Non solo, per Padwa e Leibovicz, la sedia crea un "rivoluzionario microambiente personalizzato", con la temperatura da impostare e regolare a proprio piacere, indipendentemente dal clima nel resto della stanza o dell'ufficio.

Fonte:adnkronos.com


Niente bonus energia per chi ha la casa di proprietà

Difficile accedere allo sconto sulle bollette elettriche introdotto dalla Finanziaria 2006 a partire dal 1° gennaio 2008. Basta avere una casa di proprietà o un reddito Irpef di poco superiore a 28mila euro per "sforare" il limite di 7.500 euro di Isee previsto per ottenere l'agevolazione. Per lo sconto energetico, infatti, non rileva il reddito imponibile del nucleo familiare, ma il reddito «equivalente» (Isee), che emerge dal calcolo dell'indicatore della situazione economica dei soggetti che chiedono la prestazione (si considerano anche i componenti del nucleo familiare e i loro beni mobiliari e immobiliari).
In base alle simulazioni del Sole 24 Ore, a parità degli altri fattori, un nucleo familiare composto da due adulti resta con l'Isee sotto la soglia di 7.500 euro con un reddito complessivo di 14.500 euro e una casa in affitto. Se il nucleo è composto da un genitore e un figlio minore, lo stesso Isee emerge con un reddito di 16mila euro. Con un reddito superiore a 28mila euro, l'Isee oltrepassa quasi sempre la soglia di 7.500 euro. Così accade anche a chi ha una casa di proprietà, benché ci sia un mutuo residuo di una certa consistenza (60mila euro).
Le domande per la richiesta del bonus energia (60 euro all'anno per un nucleo familiare di 1-2 persone, 78 euro all'anno per 3-4 persone, 135 euro all'anno per un numero di persone superiore a quattro) potranno essere presentate al proprio Comune di residenza da gennaio 2009. La registrazione dei dati del cittadino dovrebbe avvenire online, come pure la trasmissione alle società distributrici di energia, che cominceranno ad applicare gli sconti in bolletta entro i 60 giorni successivi alla ricezione. L'Anci ha pubblicato una nota esplicativa per i Comuni, ai quali è riservato anche l'indirizzo di posta elettronica sgate@anci.it per richieste di chiarimenti. Il modello per presentare la domanda di agevolazione dovrebbe essere invece predisposto a breve con una delibera dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas.

Fonte:ilsole24ore.com


Sentenza n. 24924 del 10 ottobre 2008. Ici dovuta anche per le nuove costruzioni non ultimate

Non importa se un fabbricato non abbia i requisiti per l'abitabilità: la registrazione all'ufficio del catasto è condizione sufficiente perché si realizzi il presupposto per il suo assoggettamento ai fini dell'imposta comunale sugli immobili. Questo è quanto affermato dalla Suprema corte con la sentenza n. 24924 del 10 ottobre 2008.
Sottolineano i giudici di piazza Cavour che l'analisi delle norme disciplinati l'Ici, evidenzia il carattere reale dell'imposta il cui presupposto per l'applicazione è il semplice possesso di un'unità immobiliare, essendo irrilevante l'attitudine o meno di quest'ultima a produrre reddito (e quindi il possesso della relativa certificazione di abitabilità): l'articolo 8 del decreto istitutivo dell'imposta, infatti, prevede soltanto un'eventuale riduzione ma mai l'esclusione dall'assoggettamento all'imposta di fabbricati anche non agibili.
La Corte si basa sul concetto di "fabbricato" così come ritraibile dal tono letterale delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 del Dlgs 504/1992.
In particolare, l'articolo 1 definisce il presupposto dell'imposta nel "possesso di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli".
L'articolo 2, poi, definisce fabbricato qualunque unità immobiliare urbana iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano.
Ne consegue, dal tenore letterale della norma, che, perché un'unità immobiliare urbana possa essere considerata fabbricato, occorre che sia accatastata o che sussistano le condizioni per la sua iscrizione.
Nella seconda parte dell'articolo 2, tuttavia, la norma prevede che "il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all'imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato".
Secondo i Supremi giudici, la considerazione alternativa contenuta nella seconda parte del citato articolo 2, stabilisce sì, in modo inequivoco, che, per gli immobili di nuova costruzione, l'ultimazione del fabbricato, ovvero la sua utilizzazione da parte del contribuente, anteriormente al completamento dei lavori di costruzione, è condizione sufficiente per l'assoggettamento ai fini Ici, ma la norma, in questo caso, riveste una funzione di "completamento" della definizione di fabbricato.
La relativa previsione, quindi, rappresenta una fattispecie aggiunta, a quella contenuta nella prima parte dell'articolo 2.
Di conseguenza, l'iscrizione al catasto del fabbricato non delinea un mero obbligo conseguente all'ultimazione dei lavori, bensì determina la decorrenza dell'obbligazione tributaria quale prova dell'avvenuto utilizzo del fabbricato.
I riflessi di questa sentenza saranno a carico soprattutto delle imprese di costruzione che saranno obbligati a versare l'imposta prima della data di ultimazione degli immobili, se, precedentemente, avranno provveduto al relativo accatastamento.

Fonte:fiscooggi.it(Clarissa Ungaro)


Dall'IRCAC 3,3 mln a otto cooperative Siciliane

L’Ircac, l’istituto siciliano per il credito agevolato alle cooperative, ha approvato finanziamenti a favore di otto imprese per 3,3 milioni di euro. Si tratta di crediti di esercizio e a medio termine, nonche’ della concessione del contributo interessi e del leasing agevolato che rende piu’ facile, e meno costoso, l’approvvigionamento di denaro dal sistema bancario. In particolare sono stati concessi crediti di esercizio alle cooperative La Goccia d’oro di Menfi (Trapani) che produce e commercializza olio da tavola in una azienda che conta 1.100 soci ed opera su circa mille ettari di terreno e “Casa di accoglienza Maria Pia” di Favara che gestisce una comunita’ alloggio per anziani. Ancora, un credito a medio termine ( dunque destinato ad investimenti) e’ stato concesso alla cooperativa Kimon di Messina, una azienda formata da giornalisti chiamata a gestire la testata Centonove diffusa su tutto il territorio regionale. Crediti di esercizio sono stati concessi alla “Farmaceutica Trinacria” di Acireale e alla cooperativa sociale L’Airone di Palermo mentre il leasing agevolato e’ stato finanziato alle cooperative Sol.e. di Messina, che gestisce servizi di eco gestione alle cooperative associate; alla C.o.t. di Palermo che produce pasti e gestisce mense in ospedali ed enti pubblici e alla Futura 89 di Acireale che si occupa di servizi socio assistenziali di animazione e ricreativo-culturali per giovani in difficolta’. “Non si tratta solo di una concreta immissione di risorse finanziarie nel circuito produttivo isolano - dice Antonio Carullo, commissario straordinario dell’Ircac - ma anche di una vera e propria iniezione di fiducia nei confronti delle imprese cooperative siciliane per le quali l’accesso al credito e’ ancora piu’ complesso e difficile in questo periodo di grave crisi economica internazionale”.

Fonte:aziende-oggi.it


Risparmio energetico: al bando le lampadine ad incandescenza

Le lampadine incandescenti sono cambiate poco da quando Edison oltre un secolo fa le inventò, il 90% dell'elettricità che le alimenta viene sprecata sotto forma di calore.
L'Italia ha fissato al 1° gennaio 2011 la data del bando dal mercato, ma alcune catene della grande distribuzione organizzata - in primis Leroy Merlin, Coop e Ikea - hanno espresso la volontà di rimuovere questi prodotti già dal 2009 e dal 2010. Nel frattempo anche il gruppo Castorama è in fermento per levare le incandescenti dai propri scaffali entro la seconda metà del 2010.
Leroy Merlin, che eliminerà le lampadine incandescenti già dal 30 giugno 2009, continua a stare un gradino sopra i suoi concorrenti. La decisione di Castorama è l´ennesima conferma che è possibile mandare in pensione la tecnologia superata, a favore di scelte amiche del clima. Invece Esselunga è l´unico tra i maggiori rivenditori di lampadine in Italia a non aver fatto alcun passo concreto verso l´eliminazione di prodotti dannosi per l´ambiente e per le tasche dei consumatori. Difatti, le lampadine ad alta efficienza permettono di risparmiare l´80% di energia, denaro ed emissioni di gas serra rispetto alle tradizionali incandescenti.
Sempre più paesi nel mondo decidono di mettere al bando le lampade a incandescenza, tra gli ultimi si segnalano Nuova Zelanda e Spagna. Con la messa al bando delle lampadine incandescenti l´Italia potrebbe diminuire i consumi elettrici di 6 miliardi di KWh all'anno, quindi riduzione delle emissioni in atmosfera di CO2 per circa 3 milioni di tonnellate e benefici economici per i consumatori pari a circa 1 miliardo di euro.
Sostituire le vecchie incandescenti con nuove lampade fluorescenti compatte in una casa italiana permetterebbe di risparmiare circa cento euro l´anno sulla bolletta dell'energia elettrica. I rincari nei prezzi di petrolio e gas devono essere un motivo in più per non lasciare i buoni propositi solo sulla carta.
Le lampadine sono solo l'inizio di una rivoluzione energetica basata su efficienza energetica e fonti rinnovabili. Passare a sistemi di illuminazione ad alta efficienza è una delle misure più semplici ed economiche per limitare i danni all'ambiente e all'economia mondiale.
Notevole rilievo ha avuto la campagna dell'associazione Green Peace "Bando alle incandescenti", in seguito alla quale è stata redatta la classifica "Scelte illuminate" che mostra l'impegno della grande distribuzione a rimuovere le lampadine incandescenti dai propri scaffali.

Fonte:ambientenergia.info (Pierangelo Sciddurlo)


Cassazione: ok a benefici fiscali per coppie di fatto ma debbono vivere insieme

Anche le coppie di fatto hanno diritto ai benefici fiscali sulla casa ma è necessario che abbiano la stessa residenza. Lo stabilisce la Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso di un uomo che voleva gli fossero riconosciute le detrazioni fiscali sui costi che aveva sostenuto per la ristrutturazione della casa della propria compagna. La Corte nella parte motiva della sentenza riconosce che le coppie che vivono "more uxorio" in linea di principio possono godere degli stessi benefici di una coppia sposata ma nella fattispecie è emerso che al momento della ristruttrazione lui non abitava ancora nella casa di lei. Poco importa che il pagamento dei lavori sia avvenuto in epoca successiva ossia quando è poi iniziata l'effettiva convivenza. Per i Giudici del palazzaccio occorre fare riferimento alla data in cui sono stati eseguiti i lavori. D'altro canto, sottolinea la Corte, questa regola vale anche per marito e moglie nel senso che il semplice fatto di essere sposati non equivale ad avere un possesso comune su tutti i beni.

Fonte:studiocataldi.it


Detrazione 55% – Rate fino a dieci anni

Il bonus fiscale del 55% per gli interventi di risparmio energetico è stato prorogato fino al 31 Dicembre 2010; a seconda del tipo di intervento effettuato la detrazione massima dalle imposte sui redditi va da 30 mila a 100 mila euro. Dal 1° Gennaio di quest’anno valgono alcune novità rispetto alla formulazione originaria della disciplina: non c’è più l’obbligo di presentare la certificazione per la sostituzione di infissi e per installare pannelli solari; l’agevolazione è stata estesa anche all’installazione di altri tipi di riscaldamento (ad es. geotermico); è stata introdotta la possibilità di scelta tra la ripartizione triennale e decennale della detrazione.

Fonte:fiscoetasse.com

Home Page | Finanziamenti | Contatto | Richieste on line | News e Fax | Servizi Eurofin | Utilità | Lavora con noi | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu