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Ecopass senza più sconti per i primi cento ingressi

Una misura invocata da Verdi e ambientalisti e avversata dai partiti di centrodestra, a cui il sindaco Moratti sembra disposta a dire sì
Era stato il frutto di un lungo e difficile accordo politico, l’u ltimo ostacolo superato sulla strada di Ecopass: uno sconto per i primi cento ingressi nell’area dei Bastioni. Adesso potrebbe trasformarsi nello strumento per risollevare le sorti del pedaggio antismog. Perché quel carnet, dopo un anno di sperimentazione, non servirebbe più per facilitare operazioni di pagamento che ormai dovrebbero essere diventate un’abitudine per i milanesi. E soprattutto perché annullando quegli sconti (fra i 30 e i 75 euro all’anno) si potrebbe ridurre anche il traffico, tornato a salire negli ultimi mesi. La decisione definitiva sarà presa soltanto martedì prossimo, quando la giunta si riunirà per approvare la proroga del ticket di ingresso in centro. Pochi, pochissimi giorni ancora per capire come andare avanti. Ma gli uffici sono al lavoro e la rinuncia ai cento ingressi a prezzi ridotti potrebbe essere la decisione di Palazzo Marino. Una misura invocata dai Verdi e dagli ambientalisti e avversata dai partiti di centrodestra, che per questo beneficio si erano battuti fino all’ultimo. Ma a cui Letizia Moratti sembrerebbe disposta a dire di sì.
La deroga per i diesel Euro 4 è ormai certa: la quarta consecutiva in attesa che le aziende automobilistiche mettano in commercio i filtri antiparticolato. Ed è da questo principio intoccabile che la giunta si appresta a fare i conti per capire come rinnovare e rilanciare il provvedimento anti inquinamento, che sta lentamente perdendo efficacia. La delibera che dovrà essere approvata prevede il rinnovo di Ecopass per un altro anno con la possibilità, durante il 2009, di modificare le regole. In attesa della consultazione dei milanesi, che il Comune dovrebbe fare entro l’estate. L’i nterrogativo è: come procedere? Archiviate da tempo le ipotesi di allargare oltre i Bastioni l’area a pagamento e quella di aumentare le tariffe, si è capito che anche l’opportunità di far pagare i diesel Euro 4 senza filtro non poteva essere percorsa. Nonostante l’ assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, difenda questa scelta, a pretendere la nuova deroga non è stata solo la maggioranza compatta, ma direttamente il sindaco: «Faremo un’altra deroga», ha assicurato Moratti. Che sembrerebbe orientata, invece, a rinunciare ai carnet.
Quella sugli sconti è stata l’ultima battaglia prima dell’avvio di Ecopass. La maggioranza chiedeva abbonamenti annuali super scontati, ma ha trovato l’opposizione del sindaco. Che lo scorso novembre su questo punto arrivò a minacciare le dimissioni. L’e quilibrio politico si trovò introducendo i carnet: al massimo due all’anno, il primo con 50 ingressi ridotti del 50 per cento sul pedaggio singolo (una spesa di 50, 125 o 250 euro a seconda dell’a uto), il secondo con altri 50 ingressi venduti al 40 per cento in meno (e dunque a 60, 150 e 300 euro). Ma dopo il centesimo passaggio sotto le telecamere, il ticket torna uguale per tutti. A tariffa piena: 2, 5 e 10 euro giornalieri. Se passerà questa linea, non ci saranno più agevolazioni. E, si ipotizza, meno traffico. Anche se, a giudicare dai dati ufficiali di Palazzo Marino, gli sconti non dovrebbero aver riguardato percentuali importanti di automobilisti.

Fonte:milano.repubblica.it(Alessia Gallione)


Savona. Camera di commercio, un milione di euro per sostenere le imprese

La Camera di commercio savonese ha stanziato oltre un milione di euro per il sostegno alle imprese. Con questo fondo straordinario si rafforzeranno le garanzie per le aziende della provincia e, secondo quanto reso noto dall’ente di Palazzo Lambda Doria, dovrebbe partire un vero e proprio “effetto domino” che permetterebbe lo sblocco di circa 20 milioni di euro che potrebbero essere utilizzati per far fronte ad eventuali crisi di liquidità, possibili in caso di mancati pagamenti da parte dei clienti.
“Le garanzie del fondo – spiega Giancarlo Grasso, presidente della Camera di commercio di Savona – si aggiungeranno a quelle già offerte dal consorzio di garanzia collettiva dei fidi (Confidi), con un duplice effetto: la copertura del rischio passa dal normale 50 per cento dell’affidamento fino all’80 per cento e la durata del finanziamento può essere spostata dal breve al medio-lungo termine, vale a dire dai 5 anni ordinari agli 8-10 anni. Naturalmente si tratta di variabili che devono essere oggetto di una trattativa a tre, tra Confidi, banche e imprese, ma non c’è dubbio che si aprono interessanti spazi di manovra”.
Il nuovo piano va infatti ad integrarsi con quanto previsto dai vari consorzi di garanzia che, in tutta la regione, contano su circa 50 milioni di euro di mezzi di garanzia privati e pubblici, a fronte di circa 600 milioni di euro di finanziamenti bancari a favore di oltre 13 mila imprese, potranno con le nuove risorse costituire una massa critica in grado di incrementare notevolmente il valore degli affidamenti.
“E’ tuttavia chiaro – prosegue poi Grasso – che non ci saranno automatismi, nel senso che le garanzie non andranno a disperdersi in tutte le direzioni ed a coprire anche le situazioni insostenibili. La raccomandazione ai confidi sarà quella di sostenere sia l’attività produttiva, sia l’occupazione, premiando quelle aziende che saranno in grado di presentare piani di impresa credibili, rivolti al superamento della crisi e orientati all’internazionalizzazione, allo sviluppo tecnologico e alla creazione di nuove imprese, direttrici strategiche per assicurare il consolidamento a lungo termine delle attività”.
L’impegno dell’ente economico savonese sarà ora totalmente rivolto al coinvolgimento di banche ed istituti di credito, riuscendo a superare la tendenza, in tempi di crisi, alla riduzione delle politiche di finanziamento.

Fonte:ivg.it


Prezzi. I saldi iniziano il 2 gennaio. I consigli per gli acquisti di Federconsumatori e Adusbef

Parte il 2 di gennaio la stagione dei saldi invernali ma, nonostante molte famiglie abbiano rinviato gli acquisti agli "sconti dopo Natale", si prevede una maggiore cautela e prudenza rispetto allo scorso anno. Solo 10 milioni e 800 mila famiglie, infatti, saranno interessate dai saldi, pari al 45%. Secondo Federconsumatori e Adusbef "sarebbe stato più sensato anticiparli, vista la grave situazione economica in cui versa il nostro Paese e la drastica riduzione del potere di acquisto delle famiglie, così come è avvenuto nella maggior parte dei paesi europei".
Come le spese natalizie sono crollate di oltre 2 miliardi, così, la spesa per saldi si attesterà, rispetto al 2008, anziché a 4 miliardi e 932 milioni di euro a circa 3 miliardi e 428 milioni di euro, cioè il 30% in meno. Con una spesa di 317 euro per ogni famiglia coinvolta, pari a 122 euro pro capite.
"La raccomandazione più importante che rivolgiamo ai consumatori che, comunque, si apprestano ad effettuare i propri acquisti in saldo è di verificare oggi, prima della partenza dei saldi, il prezzo pieno del prodotto che si intende comperare, se possibile, anche fotografandolo con il telefono cellulare per avere una testimonianza certa. Solo in questo modo sarà possibile valutarne la reale convenienza".
Ecco alcuni preziosi consigli di Adusbef e Federconsumatori per orientarsi negli acquisti in saldo:
non fermatevi mai davanti alla prima vetrina, girate più negozi, confrontate i prezzi e, in ogni caso, orientatevi verso beni o prodotti che vi servono veramente;
diffidate dalle vetrine tappezzate dai manifesti (che non vi consentono di vedere la merce) o che reclamizzano sconti eccessivi, pari o superiori al 60%;
i prodotti venduti a saldo devono essere sì di fine stagione, ma di questa stagione, non di quelle passate! La merce di risulta o di magazzino non può essere mescolata con i prodotti in saldo, ma dovrà essere venduta separatamente;
occhio al cartellino! Su ogni prodotto deve essere indicato, obbligatoriamente ed in modo chiaro e leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto;
non esiste l'obbligo di far provare i capi, ciò è a discrezione del negoziante. Il nostro consiglio è, comunque, quello di diffidare nel caso di capi di abbigliamento che si possono solo guardare ma non provare;
i commercianti in possesso del POS hanno l'obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat;
conservate sempre lo scontrino quale prova di acquisto. Sarà prezioso in caso di merce fallata o non "conforme", in quanto obbliga il commerciante alla sostituzione o al rimborso di quanto pagato;
problemi o "bufale" devono essere subito denunciate ai vigili urbani, all'ufficio comunale per il commercio o ad una associazione dei consumatori.

Fonte:helpconsumatori.it


Piemonte/Regione: al via piano 2009 per promozione agroalimentare

La Regione partecipera' alle maggiori manifestazioni italiane del settore con il supporto di IMA Piemonte (Istituto Marketing Agrolimentare): tra le altre, Vinitaly di Verona, Sana di Bologna, Mac Fruit di Cesena, Fiera del Levante di Bari, Slow Fish di Genova, Cheese di Bra, Salone del Vino di Torino, Merano Wine Festival, mentre per le iniziative all'estero si sviluppera' la collaborazione gia' avviata con il Ceip (Centro Estero per l'internazionalizzazione del Piemonte) che prevede la partecipazione a importanti fiere internazionali quali Fruit Logistica di Berlino, Prowein di Dusseldorf, Vinexpo di Bordeaux, London Wine, SIAL di Parigi.
Di particolare rilievo nel 2009 sara' il sostegno al progetto '' CAMPUS'', il Salone della Nuova Agricoltura, in programma dal 26 al 29 marzo al Lingotto di Torino in collaborazione con Lingotto Fiere, un evento che presentera' gli aspetti piu' innovativi del settore, offrendo alle aziende e agli operatori gli strumenti per affrontare i mercati e, al grande pubblico, la possibilita' di scoprire la realta' dinamica dell'agricoltura.
La Regione sosterra' il sistema delle Enoteche Regionali e Botteghe del Vino, la collaborazione con Slow Food, l'ICIF, la Tenuta Cannona; iniziative legate alla sicurezza e all'educazione alimentare, tra cui le fattorie didattiche; la promozione dei progetti legati alla filiera corta e l'introduzione dei cibi locali nelle mense; la valorizzazione dei prodotti certificati, dei prodotti agroalimentari tradizionali, dell'agricoltura biologica ed ecocompatibile.
Per quanto riguarda la concessione di contributi per progetti promossi da altri soggetti, la priorita' viene data alle proposte avanzate nell'ambito dei nuovi Distretti rurali e agroalimentari di qualita', previsti dalla legge 29 del 2008.
Altri elementi di priorita' riguarderanno la dimensione territoriale e la valenza dei progetti, e in generale le azioni improntate ad accordi di filiera, interprofessionali e di settore che valorizzino le sinergie tra soggetti differenti. Verranno inoltre sostenute le iniziative legate alla vendita diretta, in linea con il progetto specifico adottato dalla Giunta Regionale che prevede finanziamenti per i Comuni e le Comunita' montane che realizzeranno mercati dei contadini.

Fonte:asca.it


Istat, consumi in calo e aumenta la spesa al discount

La crisi si fa sentire sui consumi. Ad ottobre l'Istat ha registrato un calo delle vendite nel commercio al dettaglio (-0,7% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso). Un calo che ha toccato soprattuto i piccoli esercizi e soprattutto il comparto dei beni non alimentari (in calo dell'1,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso), con l'eccezione di telefonia, telecomunicazioni e informatica che sono creciute dell'1,7%. A ottobre, le diminuzioni più marcate hanno riguardato i gruppi abbigliamento e pellicceria e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (meno 2,6 per cento per entrambi) ed elettrodomestici, radio, tv e registratori (meno 2,4 per cento). Il settore dei beni alimentari invece è cresciuto dello 0,7%. Con un aumento soprattutto per il settore della grande distribuzione (+ 0,7 %) e, in particolare, - ulteriore segnale della crisi - delle vendite dei discount che in un anno fanno registrare un aumento della spesa dell'1,9%.
-Il calo pesa sui piccoli esercizi
La variazione tendenziale negativa delle vendite dello 0,7% è il risultatto di un incremento dello 0,7% per le imprese della grande distribuzione e di una flessione dell'1,7% per le imprese operanti su piccole superfici (inferiori ai 400 metri quadri per gli esercizi che vendono in prevalenza prodotti non alimentari e 250 metri quadri per quelli che vendono prodotti alimentari). Nei primi dieci mesi dell'anno, il valore del totale delle vendite è diminuito dello 0,3%, rispetto al corrispondente periodo del 2007. Nello stesso periodo le vendite della grande distribuzione sono cresciute dell'1,4% e quelle delle imprese operanti su piccole superfici hanno registrato una variazione negativa di pari entità. Per quanto riguarda la dimensione delle imprese, nel periodo gennaio-ottobre il valore delle vendite è diminuito, rispetto allo stesso periodo del 2007, dell'1,8% nelle piccole imprese (fino a due addetti), dell'1,1% nelle medie imprese (tra tre e cinque addetti), mentre è aumentato dello 0,8% nelle grandi imprese (con almeno sei addetti).
L'Istituto di statistica sottolinea che i dati si riferiscono «al valore corrente delle vendite» e incorpora quindi «la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi». L'inflazione registrata a ottobre è stata del 3,5%.

Fonte:ilsole24ore.com


Aiuti di Stato, la Commissione Europa si schiera al fianco delle Pmi

Previste sovvenzioni di 500mila euro per azienda per i prossimi due anni e aiuti per il capitale di rischio fino a 2,5 milioni per le piccole e medie imprese
La Commissione Europea ha approvato il quadro temporaneo per gli Aiuti di Stato alle imprese indirizzati a superare l’attuale stretta sul fronte del reddito sull'economia reale. Il quadro fa parte delle misure annunciate dalla Commissione il 26 novembre nell’ambito dell’European Economic Recovery Plan.
Questa misura è stata approvata in tempo record a causa del prosciugamento del prestito sul mercato, dove anche le società più sane possono non essere in grado di ottenere i finanziamenti di cui hanno bisogno. E ciò può seriamente mettere a repentaglio la loro attività. Il nuovo quadro normativo introduce una serie di misure temporanee per consentire agli Stati membri di affrontare le eccezionali difficoltà delle imprese nell’ottenere finanziamenti. In particolare, in casi eccezionali gli Stati membri saranno in grado di concedere senza la notifica della Commissione Europea prestiti agevolati, garanzie di prestito a una riduzione del premio, il capitale di rischio per le Pmi e gli aiuti diretti fino a 500.000 euro. Tutte le misure sono limitate fino alla fine del 2010. La Commissione valuterà in seguito se le misure dovranno essere mantenute al oltre il 2010, a seconda dell’evoluzione della crisi.
Il quadro faciliterà in primo luogo il superamento delle attuali difficoltà economiche, per garantire una sufficiente erogazione di prestiti bancari alle imprese; in secondo luogo, consentirà alle imprese con problemi di liquidità di beneficiare di un sollievo temporaneo attraverso una concessione limitata; in terzo luogo, per incoraggiare le società di continuare a investire in un futuro sostenibile, compreso lo sviluppo di prodotti verdi.
Al fine di raggiungere questi obiettivi, gli Stati membri possono concedere, a determinate condizioni e fino alla fine del 2010:
- una somma forfettaria di aiuti fino a 500mila euro per azienda per i prossimi due anni, al fine di superare le attuali difficoltà;
- garanzie statali per i prestiti e una riduzione del premio;
- prestiti agevolati, in particolare per la produzione di prodotti verdi (conformità agli standard di protezione ambientale che vanno al di là di tali norme);
- aiuti per il capitale di rischio fino a 2,5 milioni l'anno di euro per le Pmi (invece degli attuali 1,5 milioni di euro) nei casi in cui almeno il 30% (anziché l'attuale 50%) dei costi di investimento provenga da investitori privati

Fonte:eweekeurope.it


Nuovo plafond finanziario per Fises

Le decisioni dell’assemblea dei soci della Finanziaria Senese di Sviluppo che si è tenuta questa mattina 23 dicembre. L’obiettivo, far crescere gli interventi sul territorio attraverso questo strumento, una risposta alla crisi economica per sostenere le le piccole aziende (industriali, commerciali e agricole) e artigiani. L’impegno della Fondazione Monte dei Paschi
L’assemblea dei soci della Finanziaria Senese di Sviluppo che si è tenuta questa mattina ha deciso di aumentare il plafond finanziario di cui dispone Fises. L’obiettivo, far crescere gli interventi sul territorio attraverso questo strumento. E’ dunque una risposta alla crisi economica, per sostenere le le piccole aziende (industriali, commerciali e agricole) e artigiani.
Diventa dunque operativo l’indirizzo indicato dai soci della Finaziaria senese di svluppo, Fondazione Monte dei Paschi, Camera di Commercio, Amministrazione Provinciale di Siena e Amministrazione Comunale. Nelle settimane scorse era stata ribadita da parte del Comune di Siena, della Provincia di Siena e della Camera di Commercio, la necessità di un impegno rafforzato per la Fises a sostegno dell’economia della provincia con l’esigenza, a fronte della crisi economica, di porre mano anche a misure straordinarie e dunque procedere alla creazione di un plafond straordinario insieme alla Finanziaria Senese di Sviluppo (Fises), per contribuire ad assolvere al fabbisogno di liquidità delle piccole e medie imprese, così da affrontare la grave crisi finanziaria del momento.
Immediata la risposta della Fondazione Monte dei Paschi di Siena che si è detta pronta ad intervenire mettendo a disposizione 15 milioni di euro, da destinare principalmente al sostegno delle piccole aziende (industriali, commerciali e agricole) e artigiani.
Nelle prossime settimane verranno messe a punto le modalità tecniche per aumentare il plafond di Fises. La Finanziaria, da parte sua, ha già espresso l’intenzione di rivedere al ribasso le proprie condizioni di intervento con spread dei tassi di interesse e commissioni, di allungare la durata dei finanziamenti per consentire alle imprese finanziate un più agevole rimborso degli impegni che saranno assunti.
«Questa è la strada che stiamo percorrendo mettendo in atto gli indirizzi delle istituzioni senesi – sottolinea Luigi Borri, presidente della Finanziaria Senese di Sviluppo – Con l’operazione di oggi inizia un “news deal” per la Fises. Gli obiettivi del Piano di Indirizzo Strategico sono stati raggiunti nettamente in anticipo. Da oggi possiamo concentrare la nostra attenzione su ciò che dovrà essere la Fises nel futuro. E cioè una società focalizzata su due fronti: la capitalizzazione delle imprese e la nascite di nuove aziende, da un lato, e la finanza straordinaria per le aziende in crisi dall’altro».
«L’obiettivo principale che da sempre si pone la Fondazione è quello dello sviluppo. Lo fa – osserva il presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Gabriello Mancini -attraverso molte strade: ad esempio il sostegno alla realizzazione di infrastrutture, alla creazione di eventi che favoriscano il turismo, all’innovazione e alla ricerca come per Siena Biotech e la più recente Siena Nanotech. Creare nuove disponibilità finanziarie a supporto delle imprese del nostro territorio ci sembra un’ulteriore, importante iniziativa per uscire dalla crisi attuale. Per questo non ci siamo tirati indietro nel dare il nostro apporto finanziario così come richiesto da Fises, come siamo disponibili ad esaminare altre forme di intervento che servano a ridare fiducia e un rinnovato slancio allo sviluppo».
«La Fises è nata come strumento importante per sostenere lo sviluppo economico della nostra provincia – fa notare Vittorio Galgani, presidente della Camera di Commercio di Siena - e quindi in una fase critica, come l’attuale, si ritiene necessario dotarla di risorse aggiuntive per aiutare le imprese in un periodo di grande difficoltà».
«Ormai ci sono più che segnali della crisi, specie in provincia – dice Maurizio Cenni, sindaco di Siena – Una nuova fase per Fises è utile per attenuarne gli effetti. In questo senso è stato utile incrementare i fondi a disposizione per accompagnare processi di innovazione, in modo da ammortizzare effetti recessivi».
«Apprezzo la tempestività – aggiunge Fabio Ceccherini, presidente della provincia di Siena - con la quale la Fondazione Mps ha risposto alle proposte di un primo intervento urgente di dotazione di risorse alla Fises per dare risposte concrete alle imprese. Si tratta ora di accelerare il percorso tecnico e, al tempo stesso, di proseguire il lavoro per “anticipare” e qualificare altre misure che intervengano a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici. In ogni caso le stesse erogazioni di Fises dovranno essere vincolate all’impegno delle imprese a non effettuare riduzioni dell’organico»

Fonte:intoscana.it


Veneto. Aiuti ai senzatetto '' Tagli della Regione ''

Le associazioni che si occupano dell’assistenza ai senzatetto lanciano l’allarme, puntando il dito sui tagli della Regione (oltre 17 milioni di euro), per il fondo sociale nel bilancio 2009. Nell’occasione è stato fatto un bilancio del progetto “Accoglienza invernale” dello scorso inverno.
A Padova sono state 353 le persone senza dimora accolte nei centri (per un totale di 5600 accoglienze) organizzati dal Comune insieme alla Caritas, alla Croce Rossa e ad altre associazioni. Ogni sera si sono presentate dalle 57 alle 66 persone. Per il 95% sono maschi, l’87% stranieri. La fascia d’età che riceve più assistenza è quella che va dai 30 ai 40 anni (36%) seguita da quella 20- 30 con un 34% di richieste. Tra le varie iniziative, una decina di volontari della Comunità di Sant’Egidio ogni notte è stata sulla strada per la distribuzione di bevande e coperte.

Fonte:metronews.it (AN.PIS.)


Eco-Energia: Agevolazioni fiscali per il geotermico

L'Agenzia delle entrate con una recente risoluzione ha voluto offrire agli operatori del settore alcuni chiarimenti in merito alle condizioni dia agevolazione fiscale per la produzione e il consumo di calore geotermico. Secondo l'Agenzia il credito d'imposta, riconosciuto nella misura di 20 lire (pari a 0,010 euro) per ogni Kwh di calore fornito da impianti e reti di teleriscaldamento alimentati da energia geotermica, va concesso all'intero calore fornito, anche ad impianti ''misti'' alimentati cioe' da altre fonti, purche' finalizzati al riscaldamento dell'acqua. L'Agenzia precisa pero' che per il pieno riconoscimento dell'agevolazione fiscale prevista dalla legge 448/1998,devono essere osservate due condizioni relative alla temperatura minima del fluido geotermico (40 gradi) e al ''primato'' del calore geotermico rispetto all'intervento aggiuntivo. Il credito d' imposta non puo' essere invece riconosciuto al calore fornito da caldaie ausiliarie o di integrazione, alimentate da altre fonti, necessarie per fronteggiare eventi straordinari (fermate dell' impianto geotermico, eccesso di domanda di calore).

Fonte:progettonuovaenergia.blogspot.com


Sicurezza informatica, nel 2008 truffe online più pericolose

Gli attacchi dei cyber criminali sono sempre più sofisticati e specializzati. È quanto emerge dall'edizione 2008 del Security Report, a cura di Cisco , il colosso delle infrastrutture di rete. Nel corso del 2008, infatti, i criminali informatici, spinti dalla smania di nuovi profitti, hanno continuato ad affinare strategie e raggiri per appropriarsi via Internet dei dati riservati di imprese, dipendenti e utenti finali. Del resto, anche per l'uso sempre più frequente di strumenti basati sul Web, dispositivi portatili, virtualizzazione, "cloud computing" e tecnologie similari, il perimetro della rete si sta estendendo rapidamente, rendendola più vulnerabile a nuove minacce. Nel rapporto vengono messe in evidenza le minacce più rilevanti e vengono forniti suggerimenti per proteggere le reti contro attacchi che si stanno propagando sempre più in fretta e che sono sempre più difficili da rilevare dal momento che sfruttano vulnerabilità tecnologiche e debolezze umane.
L'indagine Cisco. I dati sulla cui base è stato redatto il Report provengono in parte dal Cisco Security Intelligence Operations, un'aggregazione di dati e servizi di sicurezza strettamente correlati, condotti da varie divisioni e dispositivi di Cisco, che verifica costantemente le minacce che viaggiano su Internet mettendole in correlazione con le vulnerabilità.
I trend. Innanzitutto, i ricercatori Cisco hanno rilevato che il numero totale delle vulnerabilità scoperte è cresciuto dell'11,5% rispetto al 2007 e le vulnerabilità nelle tecnologie di virtualizzazione sono quasi triplicate passando da 35 a 103 anno su anno. Inoltre, va detto che gli attacchi stanno diventando sempre più misti, multi-vettore e mirati. In compenso, il volume di malware propagato con successo tramite allegati alle e-mail è in calo: negli ultimi due anni (2007-2008), il numero di attacchi inviati in allegato è sceso del 50% rispetto al biennio precedente (2005-2006).
«Ogni anno assistiamo all'evolversi delle minacce parallelamente alle scoperte da parte dei criminali di nuovi modi per attaccare persone, reti e Internet. I trend di quest'anno sottolineano l'importanza di prestare attenzione agli elementi base delle tecnologie e delle policy di sicurezza. - ha detto Patrick Peterson, socio Cisco e chief security researcher - Le organizzazioni possono diminuire i rischi di perdita dei dati mettendo a punto rigorosi controlli degli accessi e aggiornando le patch per le vulnerabilità note al fine di eliminare la possibilità di sfruttare falle nelle infrastrutture. E' importante mantenere le applicazioni, i terminali e gli apparati di rete aggiornati per contribuire a garantire che i sistemi aziendali funzionino senza intoppi e per minimizzare il rischio».
Le minacce più diffuse. In cima alla classifica c'è, come tradizione, lo Spam. Per il team di Cisco si contano circa 200 miliardi di messaggi di spam ogni giorno, circa il 90% delle e-mail inviate a livello globale. Gli Stati Uniti ne sono la fonte maggiore, con il 17,2%. Tra le altre Nazioni che contribuiscono allo spam vi sono Turchia (9,2 %), Russia (8 %), Canada (4,7 %), Brasile (4,1 %), India (3,5 %), Polonia (3,4 %), Corea del Sud (3,3 %), Germania e Regno Unito (2,9% ciascuna).
Per quanto riguarda il Phishing, mentre gli attacchi mirati di spear-phishing rappresentano circa l'1% di tutti gli attacchi di phishing, Cisco prevede che questo dato sia destinato a crescere in quanto i criminali personalizzano lo spam e creano messaggi che appaiono sempre più credibili.
Le botnet sono diventate un insieme di attività criminali su Internet. Quest'anno, svariati siti Web legittimi sono stati infettati con IFrames, un codice dannoso iniettato da botnet che re-indirizzavano i visitatori verso siti da cui scaricare malware.
Senza contare che l'uso del social engineering per spingere vittime ad aprire file o cliccare su link specifici continua a crescere. Cisco prevede che nel 2009, le tecniche di ingegneria sociale aumenteranno in termini di numero, vettori, e sofisticatezza.
Inoltre, sempre più spesso i criminali informatici ricorrono a veri account e-mail con grandi fornitori di servizi di posta elettronica legittimi per inviare spam (Reputation hijacking). Questo "dirottamento della reputazione" offre una maggiore garanzia di ricezione dello spam perché lo rende più difficile da rilevare e bloccare. Secondo Cisco, nel 2008 lo spam risultante da questo "dirottamento di reputazione" delle e-mail dai maggiori fornitori di posta elettronica ha rappresentato meno dell'1% di tutto lo spam a livello globale, ma al tempo stesso il 7,6% del traffico dei provider di e-mail.

Fonte:ilsole24ore.com(Chiara Conti)


Patente speciale. Agevolazioni fiscali

Secondo la normativa vigente, i disabili "patentati speciali" hanno diritto all'applicazione dell'Iva al 4% (anziché al 20%) per l'acquisto di auto (nuove o usate) con cilindrata sino a due litri se alimentate a benzina o sino a 2.8 litri se a gasolio.
Quest'agevolazione si applica, senza alcun limite di valore, ogni quattro anni, salvo che il precedente veicolo non sia stato cancellato dal Pra per furto o inservibilità meccanica. Anche ai fini dell'Irpef, si può detrarre il 19% dell'ammontare ogni quattro anni, purché l'importo complessivo non superi i 18.076 euro (35 milioni di vecchie lire), con esclusione delle spese d'adattamento. I disabili, inoltre, sono esentati dal pagamento della tassa di possesso (con le medesime limitazioni già citate per l'Iva) e dell'Ipt, l'imposta di trascrizione al Pra.
I disabili che non possono guidare per motivi di età o a causa del tipo e grado di patologia (e quindi hanno la necessità di essere "trasportati") possono ottenere le medesime agevolazioni: in questo caso devono intestare la vettura (che sarà guidata da un familiare) a sé o al familiare, a patto che siano fiscalmente "a suo carico", ovvero abbiano un reddito personale annuo, al lordo degli oneri deducibili, non superiore ai 2840,51 euro (5,5 milioni dell vecchie lire).
In tutti i casi, al fine di ottenere le facilitazioni, i "patentati speciali" devono presentare all'ufficio provinciale delle Entrate la copia della patente di guida, della carta di circolazione su cui risulta l'installazione dei dispositivi prescritti dalla Commissione medica provinciale e della certificazione di handicap e invalidità.

Fonte:quattroruote.it


Savona, un milione di euro a sostegno delle imprese

Oltre un milione di euro per sostenere le imprese savonesi. E’ il fondo straordinario stanziato dalla Camera di Commercio per limitare il “contagio” della crisi sulle attività economiche locali. “Un intervento che andrà ad aggiungersi agli stanziamenti ordinari di bilancio – sottolinea il presidente Giancarlo Grasso – ed all’iniziativa già assunta a fine ottobre assieme a Unioncamere e Regione con i tre milioni di controgaranzie per il credito alle imprese”.
Deciso in Giunta camerale e poi ratificato in novembre dal Consiglio di Palazzo Lamba Doria, il fondo straordinario andrà ulteriormente a rafforzare le garanzie offerte dal sistema dei Confidi alle banche contro i rischi di insolvenza delle imprese, agevolando il flusso dei finanziamenti. “Le garanzie del fondo – spiega il presidente della Camera di Commercio di Savona – si aggiungeranno a quelle già offerte dai Confidi, con un duplice effetto: la copertura del rischio passa dal normale 50 per cento dell’affidamento fino all’80 per cento e la durata del finanziamento può essere spostata dal breve al medio-lungo termine, vale a dire dai 5 anni ordinari agli 8-10 anni. Naturalmente si tratta di variabili che devono essere oggetto di una trattativa a tre, tra confidi, banche e imprese, ma non c’è dubbio che si aprono interessanti spazi di manovra”.
Con l’intervento straordinario, è la stima prudenziale dell’Ente camerale, si otterrebbe un effetto leva, con lo “scongelamento” di almeno 20 milioni di euro che le piccole e medie imprese possono utilizzare per far fronte alle crisi di liquidità che dovessero insorgere in seguito ai mancati pagamenti da parte dei clienti. Spesso le banche, per mantenere gli affidamenti alle imprese, chiedono garanzie comprese anche del 30 - 50% superiori all’importo mutuato. Il ruolo dei Confidi, sempre importante, diventa oggi fondamentale in una situazione di emergenza per evitare che le imprese finanziariamente piú fragili escano dal mercato.
In particolare, i Confidi liguri, che attualmente contano su circa 50 milioni di euro di mezzi di garanzia privati e pubblici, a fronte di circa 600 milioni di euro di finanziamenti bancari a favore di oltre 13 mila imprese, potranno con le nuove risorse costituire una massa critica in grado di incrementare notevolmente il valore degli affidamenti.

Fonte:savonanews.it(r.c.)


Cassazione: Linea dura contro chi acquista cani rubati

Scattano le manette per chi acquista un cane rubato. La Corte di Cassazione ha ricordato che se si è consapevoli della provenienza furtiva dell'animale sussiste una ipotesi di ricettazione. La Seconda sezione penale della Corte (sentenza n.47631/2008) ha confermato la condanna ad 1 anno e 6 mesi di reclusione nei confronti di due agricoltori rei di aver acquistato un boxer pur sapendo che l'animale era stato rubato. Anche i giudici di merito avevano emesso un verdetto di condanna evidenziando anche il fatto che il reato non era "di natura lieve". I due agricoltori si sono rivolti alla Corte per chiedere una riduzione della pena ma Piazza cavour ha respinto le loro richieste rimarcando la legittimità della condanna inflitta in appello.

Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)


Agevolazioni fiscali per i proprietari

Il possesso di un immobile comporta la formazione di un reddito, che naturalmente è assoggettato al pagamento dell’IRPEF. Quindi i proprietari di unità abitative sono tenuti a denunciare tale reddito nell’annuale dichiarazione.
Forse non tutti sanno, però, che, quando l’immobile detenuto viene concesso in locazione, tale reddito viene tassato in maniera differente a seconda del tipo di contratto di locazione che è stato stipulato ed è possibile anche per i proprietari, e non solo per gli inquilini, usufruire di alcune agevolazioni fiscali.
Diciamo innanzitutto che esistono differenti tipologie di contratti di locazione:
- il contratto ad equo canone, che di fatto non è più stipulabile o rinnovabile dal 30 dicembre 1998;
- il contratto in libero mercato;
- il contratto a canone convenzionale.
Il canone di affitto convenzionale, introdotto dalla Legge n. 431 del 9 dicembre 1998, è quello concordato tra le associazioni della proprietà edilizia e le principali associazioni degli inquilini a livello nazionale.
Quindi esso non è frutto della libera contrattazione tra proprietario ed inquilino, ma è stabilito dalla legge.
Con contratto stipulato in libero mercato il reddito da tassare viene calcolato come il valore più alto tra la rendita catastale (rivalutata del 5 per cento), e il canone di locazione (aggiornato in base alle rivalutazioni Istat), ridotto poi del 15 per cento.
Nel caso, invece, che il contratto venga stipulato con canone convenzionale, il reddito calcolato con queste stesse modalità viene ridotto di un ulteriore aliquota del 30 per cento.
E’ necessario, però, che l’immobile locato sia sito in uno dei Comuni ad alta densità abitativa stabiliti dal Decreto Legge n. 551 del 30 Dicembre 1998 e censiti nell’elenco periodicamente aggiornato dal Cipe (Comitato Interministeriale per la programmazione economica).
Per poter usufruire di questa agevolazione fiscale, è necessario che il proprietario indichi nella propria dichiarazione dei redditi gli estremi di registrazione del contratto di locazione, l’anno di presentazione della denuncia dell’immobile ai fini dell’Ici e il Comune in cui l’immobile è situato.
Non c’è dubbio che portare a conoscenza la possibilità di agevolazioni fiscali per la locazione di immobili, può costituire un ottimo incentivo per scongiurare il fenomeno degli affitti in nero.

Fonte:condominiale.lavoroincasa.it(arch. Carmen Granata)


Arrivano le Zone franche urbane. alla Finanziaria un'opportunità per il rilancio dell'economia del Sud

Un'occasione importante per le piccole e medie aziende del Mezzogiorno è il piano di sviluppo previsto dalla finanziaria 2008 per le ZFU (Zone Franche Urbane). Le Zone Franche Urbane sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Obiettivo prioritario delle Zfu è creare nuova e buona occupazione, favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e alto tasso di disoccupazione e con potenzialità di sviluppo inespresse. L'iniziativa nasce dall'esperienza francese delle Zones Franches Urbaines, lanciata nel 1996 e oggi attiva in più di 100 quartieri. In questa prima fase pilota, l'istituzione di un numero limitato di Zfu nelle città italiane prevede agevolazioni fiscali e previdenziali per rafforzare la crescita imprenditoriale e occupazionale nelle piccole imprese di nuova costituzione che vi sono localizzate. In misura minore e circoscritta, è previsto anche il sostegno a imprese già operanti nelle medesime aree. L'individuazione e la selezione delle zone franche urbane, è effettuata sulla base di parametri socio-economici, rappresentativi dei fenomeni di degrado come: dimensione demografica della ZFU, rapporto percentuale tra le dimensioni demografiche della ZFU e del comune, rapporto tra i tassi di disoccupazione della ZFU e del comune e spetta al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) su proposta del Ministero dello Sviluppo Economico. Le Zone franche urbane individuate dal ministero dello Sviluppo economico sono 22 quattro in più di quelle previste dalla finanziaria. Si sono chiusi, infatti, il 30 settembre scorso i lavori del gruppo tecnico dipartimentale del ministero, che ha scremato le 64 proposte arrivate dalle Regioni, scegliendo in base ai criteri stabiliti dalla normativa, 22 comuni distribuiti in 11 regioni. Ai primi posti della lista si trovano le città con il maggior indice di disagio socio-economico, quali Catania, Torre Annunziata, Napoli, Taranto, Cagliari, Gela e Mondragone. Il provvedimento ora sarà sottoposto alla valutazione del CIPE e in seguito si avrà l'autorizzazione della Commissione europea. Le agevolazioni previste per le imprese che si localizzano nelle zone franche, come ad esempio l'esenzione dell'Irap per cinque anni, saranno operative dalla prossima primavera. Il CIPE detterà le modalità di distribuzione delle risorse, pari a 50 milioni di euro l'anno nel 2008 e nel 2009. L'introduzione delle Zfu favorirà lo sviluppo di piccole e micro imprese - non riguarderà infatti settori come quello automobilistico, navale, tessile su larga scala, siderurgico e del trasposto su strada - permettendo, a chi aprirà una nuova attività nell'area, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012 di fruire delle seguenti agevolazioni, nei limiti delle risorse del Fondo:
a) esenzione dalle imposte sui redditi per i primi cinque periodi d'imposta; per i periodi d'imposta successivi, l'esenzione è limitata, per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per cento e per l'ottavo e nono al 20 per cento.
b) esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive, per i primi cinque periodi d'imposta, fino a concorrenza di euro 300.000, per ciascun periodo d'imposta, del valore della produzione netta.
c) esenzione dall'imposta comunale sugli immobili, a decorrere dall'anno 2008 e fino all'anno 2012, per i soli immobili siti nelle zone franche urbane dalle stesse imprese posseduti ed utilizzati per l'esercizio delle nuove attività economiche.
d) esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione definito con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi, e a condizione che almeno il 30 per cento degli occupati risieda nel sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana. Per gli anni successivi l'esonero è limitato per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per cento e per l'ottavo e nono al 20 per cento. L'esonero spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l'attività all'interno della zona franca urbana.
Visti i vantaggi che deriverebbero da questo progetto sarebbe fondamentale seguire accuratamente le varie fasi in modo da poterlo proporre ai potenziali soggetti interessati e poi quindi pianificare insieme l'eventuale creazione di una nuova attività.

Fonte:denaro.it(Fabio Iodice)


Emilia Romagna: Commercio, turismo e servizi: dalla Regione 5 milioni di euro

Un plafond messo a disposizione dalle banche e 5 milioni di euro dalla Regione Emilia-Romagna a sostegno del commercio, del turismo e dei servizi. Sono questi i punti principali dell'accordo firmato dalla Regione insieme a Unioncamere, associazioni di categoria del commercio, confidi regionali con il sistema bancario dell'Emilia-Romagna, per assicurare l'accesso al credito delle imprese del commercio, turismo e servizi della regione, per far fronte alle esigenze di liquidità.
L'obiettivo, quindi, è appunto quello di fare fronte alle esigenze di liquidità delle aziende attraverso un impegno costante e continuo, verso il credito a breve medio termine, di tutti i firmatari coinvolti e favorire il consolidamento dei crediti dal breve al medio termine, garantendo condizioni di finanziamento adeguate con i piani di rientro delle imprese.
"Con questa iniziativa - dice Guido Pasi, assessore regionale al Commercio e Turismo - vogliamo offrire uno strumento concreto alle imprese del commercio, del turismo e dei servizi della nostra regione. I comparti del settore terziario sono fondamentali per l'economia dell'Emilia-Romagna e sentono anch'essi in maniera diretta gli effetti della crisi. Per questo è fondamentale intervenire concretamente con misure immediate che possano garantire alle imprese credito a breve termine per soddisfare le esigenze più urgenti, ma anche la possibilità di consolidare i crediti dal breve al medio termine per poter affrontare con maggiore respiro la difficile congiuntura che stiamo attraversando. Vorrei sottolineare l'adesione al protocollo di tutto il sistema economico e istituzionale regionale, che si è dimostrato in grado di rispondere con concretezza ed
efficacia a un'esigenza diffusa e urgente".
Nell'accordo il sistema bancario si impegna ad assicurare l'erogazione di finanziamenti a breve-medio termine per soddisfare le esigenza di liquidità delle imprese legate ai pagamenti di imposte, tasse, contributi, tredicesime e quattordicesime, oltre al consolidamento dei crediti dal breve al medio termine anche attraverso un'estensione delle garanzie prestate dal sistema dei confidi regionali, passando dal 30 al 50% dell'importo dei finanziamenti richiesti.
L'Abi inoltre si impegna a stimolare presso le banche associate la massima operatività in termini di stipula ed erogazione delle risorse. Le banche opereranno in modo integrato con il sistema dei Confidi regionale.
La Regione Emilia-Romagna si impegna a mettere a disposizione da subito ulteriori risorse per il settore pari a 5 milioni di euro, mentre Unioncamere si attiverà per potenziare le attività in corso per rafforzare l'operatività del sistema dei confidi regionali. L'attività, svolta attraverso l'impegno di Cofiter e dei confidi regionali, dovrà garantire condizioni di operatività a costi contenuti per le imprese: si tratta, infatti, di accordi con il sistema bancario che devono contenere lo spread massimo per le imprese, a fronte delle garanzie dei confidi, alle migliori condizioni di accesso per le imprese del commercio, turismo e servizi, al fine di rendere il più efficaci possibile gli effetti dell'impegno di Regione, Unioncamere e Consorzi fidi.
La Regione si impegna ad anticipare, già dal prossimo mese di gennaio, l'assegnazione dei contributi previsti dal bilancio di previsione 2009 per i consorzi fidi regionali operanti nei settori del commercio, turismo e servizi, per consentire la massima operatività dei confidi stessi, assicurando le migliori condizioni di accesso e un monitoraggio continuo dell'andamento del credito ai beneficiari.

Fonte:romagnaoggi.it


Con la firma digitale non c'è bisogno del notaio

Il decreto anti crisi amplia la possibilità di utilizzare la firma digitale senza fare ricorso ai professionisti
La firma digitale toglie lavoro al notaio. L’articolo 16 (comma 12 del Dl 185/2008) del decreto legge anti crisi recentemente approvato prevede che la trasformazione di un documento cartaceo in informatico possa avvenire nella maggior parte dei casi a cura del soggetto che possiede il documento originale apponendo la propria firma digitale nel rispetto delle regole tecniche previste dal Codice digitale della pubblica amministrazione (Cad).
Il pubblico ufficiale o il notaio è richiesto solo per alcuni documenti analogici originali unici, che in ragione di esigenza di natura pubblicistica, restano soggetti al particolare adempimento. Questi documenti, però, potranno essere individuati solo a seguito del l'emanazione di un eventuale decreto del presidente del Consiglio dei ministri.
Il decreto legge stabilisce che le copie su supporto informatico di “qualsiasi tipologia di documento analogico originale sostituiscono a ogni effetto di legge l'originale se la conformità tra loro è assicurata direttamente da chi la detiene con l'apposizione della propria firma digitale nel rispetto delle regole tecniche di conservazione”.
Così, l'intervento del pubblico ufficiale o del notaio è previsto solo per alcuni documenti che potranno essere individuati con altro decreto del presidente del Consiglio.

Fonte:microsoft.com


Agevolazioni società agricole- Opzione per il regime catastale di tassazione (Ministero dell'Economia e delle Finanze - Decreto del 27/09/2007 n. 213)

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 15 novembre 2007, n. 266, il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 27 settembre 2007, n. 213 in merito alle modalità per l'opzione della tassazione catastale per società di persone, S.r. l. e Cooperative agricole. Per questo tipo di società in possesso della qualifica di società agricola, vi è la possibilità di scegliere di determinare il reddito sulla base del reddito fondiario (dominicale e agrario).
Titolo del provvedimento:
Regolamento recante modalita' applicative per l'opzione per l'imposizione dei redditi ai sensi dell'articolo 32 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, in attuazione dell'articolo 1, commi 1093 e 1095, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007). (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 266 del 15/11/2007)

Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze


Sardegna. Bando fotovoltaico 2007, proroga termini per la conclusione dei lavori

L'Assessorato dell'Industria comunica che è prorogato al 30 giugno 2009 il termine per la conclusione dei lavori di realizzazione degli impianti da parte dei beneficiari inseriti nella graduatoria del "bando fotovoltaico 2007 - persone fisiche e altri soggetti giuridici privati diversi dalle imprese".
Ricordiamo che gli incentivi erano destinati alle imprese e ad altri soggetti privati per l'installazione di impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 20 kw .

Fonte:regione.sardegna.it


Codacons: L’art.29 del decreto anti-crisi è illegittimo: annunciato ricorso alla commissione tributaria

“Riteniamo assolutamente illegittima tale norma e stiamo organizzando una causa in commissione tributaria, per conto di migliaia di cittadini che nel corso del 2008 hanno affrontato spese sulla base delle promesse che ora il Governo vorrebbe rimangiare”. Con queste parole, il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, dichiara guerra alle misure approvate dal governo, in particolare, all’art.29 del decreto-legge del 20 novembre del 2008 n. 185, c.d. anticrisi (“Disposizioni per il sostegno delle famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”), che limiterà di fatto la possibilità, prima prevista della legge 296 del 2006, di accedere alla detrazione fiscale del 55% sulle ristrutturazioni edilizie ambientali in riferimento al contenimento energetico. La legge 296/2006, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, in sostanza, la legge finanziaria 2007, disponeva all’art.1, comma 344 che “per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007, relative ad interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che conseguono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20 per cento rispetto ai valori riportati nell'allegato C, numero 1), tabella 1, annesso al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo.” La limitazione introdotta ora dal Governo nel decreto anti- crisi, all’art. 29 dal titolo “meccanismi di controllo per assicurare la trasparenza e l’effettiva copertura delle agevolazioni fiscali” non permetterebbe quindi a molti cittadini di poter usufruire dei rimborsi promessi dal Governo, in riferimento alle spese affrontate dai cittadini per l’acquisto di un condizionatore o per la ristrutturazione della propria abitazione.

Fonte:studiocataldi.it(Luisa Foti)


Flussi, nuovi obblighi per la ditta straniera

Tutti i cittadini stranieri, anche le ditte individuali, devono inviare il modulo per confermare l'assunzione dei lavoratori extracomunitari, di cui si è chiesto l'ingresso nell'ambito del decreto "flussi 2008". La conferma, attraverso la procedura telematica disponibile sul sito www.interno.it, deve essere perfezionata entro le ore 24 del 3 gennaio 2009. Il ministero dell'Interno ha infatti rivisto le istruzioni, che in un primo tempo prevedevano la conferma solo per gli stranieri datori di lavoro domestico.
A distanza di una settimana dall'inizio delle operazioni di conferma delle domande di assunzione, intanto, lo stesso ministero dell'Interno ha già ricevuto 74.488 pratiche da parte di altrettanti datori di lavoro di nazionalità straniera in possesso del requisito della carta di soggiorno. E adesso il Viminale ha ulteriormente ampliato la platea, dispondendo che tutti i cittadini stranieri devono inviare il modulo di conferma. Quindi, non solo gli stranieri datori di lavoro domestico, ma anche quelli titolari di una ditta individuale dovranno dare conferma online per i flussi 2008.

Fonte:ilsole24ore.com


Eurofidi: Intesa con Deutsche Bank per finanziamenti alle pmi

Accordo tra Deutsche Bank ed Eurofidi per garantire alle piccole e medie imprese italiane l'accesso al credito a condizioni agevolate e competitive.
L'intesa riguarda diverse soluzioni di finanziamento: sia linee commerciali a breve (fidi scadenziati fino a 18 mesi meno un giorno utilizzabili per attivita' ordinarie come lo scoperto di conto, anticipi import ed export, smobilizzi crediti commerciali o finanziamenti per esigenze di liquidita') sia finanziamenti a lungo termine (da 18 a 120 mesi) destinati all'energia pulita e al miglioramento dell'impatto ambientale, all'innovazione tecnologica, alla ricerca, alla ricapitalizzione aziendale, all'assunzione e alla formazione del personale. Eurofidi rilascera' una garanzia dal 50% al 60% dei finanziamenti erogati, estendibile fino all'80% in presenza di controgaranzia del Fondo Centrale di Garanzia e in caso di richiesta di finanziamento da societa' a prevalente partecipazione femminile.Il massimale per ogni fido a breve termine e' di 500 mila euro, mentre per i finanziamenti a lungo termine sara' di 1,2 milioni di euro. I beneficiari della convenzione tra Deutsche Bank e Eurofidi sono le Pmi dei settori industria, commercio, artigianato, turistico alberghiero, agrituristico e servizi. Le regioni interessate sono Piemonte, Liguria, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Lazio.

Fonte:asca.it


Finanziamenti per piccole-medie imprese più facili da Unicredit grazie accordo con Confartigianato .

Unicredit Group e Cna, Casartigiani e Confartigianato lanciano una delle più grandi iniziative a capitale privato di sostegno alla crescita economica soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo delle piccole- medie imprese.
Si tratta di un progetto che permetterà alle piccole e medie imprese di accedere al credito attraverso il sistema dei confidi. Secondo quanto annunciato dal Responsabile della Divisione Retail Italy di Unicredit, Gabriele Piccini, i finanziamenti per le imprese saranno disponibili a partire da gennaio 2009, ormai alle porte, e erogheranno credito per sostenere le imprese di maggiore qualità.
Il tutto per far si che lo sviluppo delle imprese effettivamente cresca favorendo, al contempo, una ripresa economia generale che possa meglio inserirsi in un quadro generale di cambiamenti effettivi che andranno ad incidere sulla ri-crescita della economia italiana. L’iniziativa di erogazione di finanziamenti speciali a favore delle piccole e medie imprese sarà accompagnata da un’ulteriore iniziativa di Unicredit.
Si tratta della realizzazione di una rete extranet alla quale potranno accedere le associazioni artigiane ed i confidi per fornire sia consulenza finanziaria alle imprese, sia per permettere alle aziende di mantenere e migliorare il proprio rating.

Fonte:businessonline.it(Marianna Quatraro)


Falso volontariato, il Dl anticrisi dichiara guerra alle Onlus fasulle

Perfezionati gli strumenti di controllo del diritto ai benefici fiscali per le associazioni che operano nel sociale
Un articolo di soli cinque commi pianta solidi paletti per contrastare l’utilizzo “improprio” della forma associativa, costituita di fatto per non pagare imposte altrimenti dovute, fenomeno già conosciuto e combattuto dal Fisco fin dalla nascita delle Onlus.
-La norma
È l’articolo 30 del decreto legge 185/2008 a subordinare il mantenimento delle agevolazioni fiscali riconosciute agli enti associativi senza scopo di lucro all’invio telematico di una serie di dati e notizie fiscalmente rilevanti, che costituiranno la base per la valutazione dell’opportunità o meno della concessione.
Le informazioni troveranno spazio su un apposito modello, predisposto e approvato con provvedimento direttoriale dall’agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio 2009, da trasmettere on line alla stessa Agenzia.
-La novità
L’obbligo riguarda tutte le associazioni, sia le “vecchie” sia quelle di nuova costituzione, comprese le società sportive dilettantistiche (comma 3).
Queste ultime, una volta riconosciute dal Coni ai fini sportivi, rientravano nella disciplina agevolativa. Con l’entrata in vigore del decreto anticrisi, il Coni non è più tenuto alla trasmissione annuale dell’elenco delle società e associazioni sportive dilettantistiche, documento che certificava l’effettivo svolgimento dell’attività sportiva e apriva la strada ai benefici. Il comma 4 dell’articolo 30, nel sopprimere l’adempimento del Coni, lo esclude di fatto dal riconoscimento fiscale delle descritte attività e affida esclusivamente all’Agenzia il compito di verificare il diritto agli sconti.
Entrano a far parte degli enti obbligati all’invio di nuove informazioni anche alcune “Onlus di diritto” (comma 5) che prima del decreto anticrisi non erano tenute ad alcuna comunicazione e, pertanto, fuori dall’Anagrafe delle Onlus.
- Le “Onlus di diritto”
La nuova disposizione prevede che possano essere ancora considerati “Onlus di diritto” (articolo 10, comma 8, Dlgs 460/1997) le associazioni e le altre organizzazioni di volontariato di cui alla legge n. 266/1991, a condizione che non svolgano attività commerciali diverse da quelle marginali e trasmettano i propri dati all’Amministrazione finanziaria.
Le attività marginali consentite sono individuate dal decreto ministeriale 25 maggio 1995:
attività di vendita occasionali o iniziative occasionali di solidarietà svolte nel corso di celebrazioni o ricorrenze o in concomitanza a campagne di sensibilizzazione pubblica verso i fini istituzionali dell’organizzazione di volontariato
attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall’organizzazione senza alcun intermediario
cessione di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari sempre che la vendita dei prodotti sia curata direttamente dall’organizzazione senza alcun intermediario
attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale
attività di prestazione di servizi rese in conformità alle finalità istituzionali, non riconducibili nell'ambito applicativo dell’articolo 111 comma 3 del Tuir, verso pagamento di corrispettivi specifici che non eccedano del 50% i costi di diretta imputazione.
Si tratta in ogni caso di attività tese alla realizzazione degli obiettivi della Onlus senza utilizzo degli strumenti tipici della concorrenza sul mercato (ad esempio, la pubblicità).
“Non rientrano, comunque, tra i proventi delle attività commerciali e produttive marginali quelli derivanti da convenzioni”.
Si inaspriscono, dunque, i criteri per accedere agli sconti fiscali che la legge concede a chi fa del bene e non a chi si procura il proprio “bene”. E quest’ultima ipotesi non può certamente definirsi “marginale” se si pensa che soltanto nel 2007 l’Agenzia ha scovato quasi 700 false Onlus (erano 1.296 nel 2006 e 1.699 nel 2005) e ha centellinato l’ok alle domande di riconoscimento presentate da oltre 2.000 nuove associazioni, accordandolo solo a poco più della metà (1.021).

Fonte:nuovofiscooggi.it(Paola Pullella Lucano)


Sardegna. Via libera ai finanziamenti per l’agricoltura

Saranno finanziate tutte le domande degli agricoltori presentate per i Pagamenti agroambientali del Programma di Sviluppo Rurale della Regione (misura 214), relative all'annualità 2008. Lo prevede un decreto firmato nei giorni scorsi dall'assessore dell'Agricoltura, Francesco Foddis.
Le domande riguardano l'azione 1 (Agricoltura biologica), l'azione 2 (Difesa del suolo) e l'azione 4 (Tutela dell'agrobiodiversità, intervento 2: Razze minacciate di abbandono).
La copertura totale della misura ammonta a quasi 200 milioni di euro.
Il via libera al finanziamento partirà subito dopo la verifica dei requisiti di ammissibilità previsti dai bandi.

Fonte:greenplanet.net


Privacy: indicazione per la rottamazione dei PC

Il Garante per la protezione dei dati personali ha reso noto di aver emanato il provvedimento avente ad oggetto "Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAAE) e misure di sicurezza dei dati personali" e pubblicato in GU n. 287 del 9 dicembre scorso. Con il provvedimento, l’Autorità ha voluto richiamare l'attenzione di tutti coloro che dismettono PC e apparecchiature elettroniche, sulla necessità di adottare idonei accorgimenti e misure, volti a prevenire accessi non consentiti ai dati personali memorizzati. È stato quindi stabilito che chi intende ‘sbarazzarsi’ dei PC usati (privati e anche pubbliche aziende), dovranno preoccuparsi di cancellare in modo definitivo i dati personali memorizzati, per non esporre se stessi ed altri (amici, fornitori, clienti) al rischio di una manipolazione di tali dati. Il Garante ha quindi precisato che, per quanto attiene alle misure tecniche preventive, è bene proteggere i file memorizzando i dati su hard disk o su altri supporti magnetici usando sistemi di cifratura automatica al momento della scrittura e, quanto alle misure tecniche di cancellazione sicura delle informazioni su disco fisso o su altri supporti magnetici, è possibile servirsi di programmi di 'riscrittura' che provvedono (una volta che l'utente abbia eliminato dei file dall'unità disco con i normali strumenti previsti dai sistemi operativi) a scrivere ripetutamente nelle aree vuote del disco, oppure utilizzare sistemi di formattazione a basso livello degli hard disk o di demagnetizzazione. Il provvedimento ha quindi chiarito che per lo smaltimento di rifiuti elettrici ed elettronici, per la distruzione degli hard disk e di supporti magnetici non riscrivibili, come cd rom e dvd , si consiglia l'utilizzo di sistemi di deformazione meccanica o di demagnetizzazione ad alta intensità o di vera e propria distruzione fisica.

Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)


Prato, in 100 si ''mettono in proprio'' grazie alla Provincia

Centri estetici e parrucchieri, consulenze e installazione di impianti per risparmio energetico e sicurezza, negozi e imprese di pulizia, ma anche un fabbro, un’azienda agricola e un’autoscuola. Sono quasi cento i posti di lavoro che potranno essere attivati dai finanziamenti a fondo perduto del bando a sportello dall’assessorato Sviluppo e Marketing Mi metto in proprio. Bando che complessivamente ha messo a disposizione di chi vuol fare impresa 200 mila euro.
“Sono già 88 le domande arrivate fino a questo momento in Provincia, una buona parte della valutazione è già stata fatta e le risorse saranno tutte impiegate. Anzi, sono pronti altri 200 mila euro per riaprire il bando nei primi mesi del 2009 – annuncia il vice presidente della Provincia Daniele Panerati – I quasi cento posti di lavoro che potranno essere attivati vanno ad agire su una fascia, quella ai 18 ai 35 anni, a cui non mancano idee ed energie, ma a cui spesso mancano le risorse per avviare un’attività”.
Dalle richieste esce fuori un piccolo ‘campione’ delle professionalità e della voglia di fare impresa dei giovani pratesi: molti sono i negozi e le attività commerciali di ogni genere compresi gli ambulanti: bar, articoli sportivi, calzature, auto usate, giocattoli, giornali e anche un’agenzia viaggi, un lavanderia e un’agenzia immobiliare. Molto gettonato anche il settore benessere con un gruppetto di negozi per parrucchiere e centro estetico. Nel gruppo delle proposte ci sono diverse attività di servizio alle imprese anche in nuovi settori come fotovoltaico, mini idroelettrico e energie alternative. E anche il tessile fa la sua parte con un vaporizzo, una tessitura conto terzi, la produzione di campioni tessili, con disegno e grafica di tessuti e un trapuntificio.
Con il progetto Mi metto in proprio e il relativo bando di accesso a risorse economiche, Palazzo Buonamici sostiene dunque lo start up delle attività aziendali per una quota massima di cinquemila euro a progetto, che potranno essere utilizzati per spese di consulenza, di costituzione d’impresa (dal notaio ai contratti per allacciamenti fino alle tre prime mensilità di locazione), per pubblicità e promozione

Fonte:adnkronos.com


Le auto aziendali nel 2009 costeranno il 4,5% in più

È pronta la tabella Aci per il benefit auto 2009. Sul supplemento ordinario 280 alla «Gazzetta Ufficiale» 296 del 18 dicembre 2008 è stato infatti pubblicato il comunicato dell'agenzia delle Entrate con le «tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborati dall'Aci» per il calcolo del reddito derivante dall'uso promiscuo di auto aziendali. I valori sono cresciuti, per i modelli più diffusi, in media tra il 4 e il 5% rispetto al 2008, il che comporterà un corrispondente aggravio di oneri per ritenute fiscali e contributi previdenziali nelle buste paga del prossimo anno.
La tabella Aci del benefit auto è predisposta sulla base di una percorrenza annua di 15mila chilometri che è quella prevista dal Fisco per il calcolo del reddito da includere in busta paga. L'imponibile si ottiene moltiplicando il costo al chilometro dell'autovettura interessata per 15mila e calcolando quindi il 30% del risultato, quota che la legge attribuisce all'uso privato da parte del dipendente. Il valore complessivo è comunque già esposto nella Tabella.
Il nuovo elenco, valido per l'intero periodo di imposta 2009, evidenzia incrementi rispetto a quella dello scorso anno che si aggirano, per le auto di maggior utilizzo, intorno al 4,5-5 per cento. L'elenco spazia tra un valore annuo di poco superiore a mille euro (ad esempio, l'uso privato di una Panda 1.3 a gasolio vale 1.459 euro annui, pari a un costo al chilometro di 32 centesimi) fino a oltre 10mila euro come nel caso della Ferrari 599 Gtb, valorizzata 13.349 euro (2,97 euro al chilometro).
Per i dipendenti o gli amministratori a cui viene assegnata un'auto aziendale per uso non esclusivamente professionale, il datore di lavoro deve assoggettare a contributi e ritenute Irpef un importo calcolato secondo i valori evidenziati nella Tabella Aci.
Il benefit fiscale corrisponde al valore Aci anche qualora le percorrenze effettive per fini extra-aziendali siano inferiori, ovvero superiori, ai 4.500 chilometri (30% di 15mila), sui cui si basa la tabella. È inoltre irrilevante l'importo dei costi realmente sostenuti dall'azienda, che possono essere più o meno elevati di quelli indicati dalla legge, senza che ciò comporti una diversa tassazione per il dipendente.
La tabella dei benefit contiene i valori relativi alla maggior parte delle vetture a benzina e diesel. Per i veicoli che non fossero compresi nell'elenco, la quantificazione si effettua utilizzando il valore del modello che, per le sue caratteristiche, risulta più simile (circolare 327/E/97).
Qualora il dipendente versi all'impresa (anche mediante trattenuta) una somma a fronte dell'impiego dell'auto (canone di uso o rimborso spese), l'importo della tabella Aci va ridotto in misura corrispondente. Se poi il corrispettivo annuo pagato dal dipendente (comprensivo dell'Iva) è pari o superiore all'ammontare risultante dalla tabella Aci, il benefit risulterà azzerato e nessun obbligo di assoggettamento a contribuzione e a ritenuta sorge per il datore di lavoro.
Per le auto assegnate in benefit ai dipendenti, che scontano l'Irpef e i contributi come sopra indicato, il datore di lavoro (impresa o professionista) può dedurre tutti i costi sostenuti (compreso ammortamento, canoni di leasing o di noleggio) per il 90% del loro ammontare, senza alcun limite di valore dell'auto. Diversamente, e dunque quando l'auto sia mantenuta a disposizione per usi solo aziendali, la deduzione si riduce al 40%, con un tetto di costo dell'auto per gli ammortamenti e i leasing pari a 18.076 euro. Per i leasing, la deduzione richiede inoltre che il contratto abbia una durata di almeno 48 mesi.
Il benefit Aci assume rilevanza anche per l'assoggettamento a Iva di eventuali corrispettivi addebitati al dipendente. Qualora sia contrattualmente previsto l'assegnazione a fronte di un corrispettivo inferiore, infatti, l'imposta dovrà essere applicata sul valore del benefit, con la possibilità, per l'impresa, di detrarre interamente l'Iva sulle spese relative al mezzo. Se invece il datore di lavoro non addebita alcuna somma al dipendente (utilizzo gratuito), non occorre l'assoggettamento a Iva del servizio, in quanto il tributo si ritiene assolto attraverso la detrazione sugli acquisti ridotta al 40 per cento.

Fonte:ilsole24ore.com(Luca Gaiani)


Toscana. Imprese commerciali e turistiche: finanziamenti a tasso zero con i bandi regionali

Emanati nelle scorse settimane i bandi regionali per finanziamenti ad imprese commerciali e turistiche. Le agevolazioni previste nel bando FRSE, che è in scadenza il prossimo 30 gennaio, sono aiuti rimborsabili a tasso zero e sono finalizzate ad interventi di ampliamento, ristrutturazione di immobili, acquisto suolo aziendale, investimenti per la sicurezza e adeguamenti normativi, acquisto di impianti macchinari, arredi e attrezzature, ivi compresi furgoni per ambulanti su area pubblica. La durata del piano di rientro è prevista in un massimo di 7 anni, a rate semestrali posticipate costanti. Per fare un esempio nel settore commercio. Se attraverso un finanziamento di 100.000 euro ordinario di durata di 7 anni, con tasso pari a euribor 6 mesi + 1,35% (5,25%), si ha una rata semestrale pari a € 8.628 (e interessi totali € 20.790) con l'accesso a questo finanziamento a tasso zero con agevolazione Regione Toscana, la rata semestrale è pari a € 7.143, gli interessi totali € 0. L'aiuto consiste dunque in un risparmio di interessi pari a € 20.790. Anche considerando alcuni costi accessori come la redazione della pratica, la polizza fidejussoria e la rendicontazione il risparmio è sicuramente evidente. Inoltre l'impresa ha la possibilità di non dover impegnare né la propria capacità di rimborso, né le proprie garanzie personali.
«Per questi motivi - spiega il segretario della Confesercenti Emanuele Pasquini - per tutte le imprese commerciali e turistiche che hanno effettuato investimenti a partire dal 1 gennaio 2008 o che intendono effettuarne abbiamo a disposizioni i consulenti dei nostri uffici al numero 0583.43281 per valutare le opportunità offerte da questi bandi e dalle altre misure agevolative che la Regione ha messo in campo e che emanerà nelle prossime settimane. Le opportunità e le risorse sono sempre più ristrette, per questo è ancora più importante essere informati e conoscere a fondo le opportunità che oggi sono davanti alle nostre aziende».

Fonte:loschermo.it


Lazio. Artigianato, bando prorogato

Con determinazione n. 2761 del 9 dicembre 2008, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio n. 47 del 20 dicembre 2008 (parte terza), è stato prorogato al 18 febbraio 2009 il termine per la presentazione delle domande relative alle agevolazioni per le imprese artigiane (LR. n. 10/07, articoli 56, 58 lett. d ed e, 68 e 69).
Riguardo agli articoli 68 e 69 (sostegno all'occupazione), la proroga è intesa a facilitare alle imprese l'iscrizione all'ente bilaterale di categoria; tale requisito dovrà essere posseduto al momento in cui sarà sottoscritto l'atto d'impegno.
Ulteriori informazioni al Numero verde Investelazio 800 264 525.

Fonte:sviluppo.lazio.it

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