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Sequestro preventivo di conti bancari .Corte di Cassazione, sentenza n.41917/2008

La Corte, muovendo dalla lettera dell'articolo 321, I comma, c.p.p. secondo cui il sequestro preventivo può avere ad oggetto cose pertinenti al reato quando vi è pericolo che la loro libera disponibilità da parte dell'indagato possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato ovvero agevolare la commissione di altri reati, chiarisce quali siano le condizioni di applicabilità di tale misura cautelare. La Corte, infatti, nel sottolineare che le condizioni di applicabilità sono le due evincibili dalla norma codicistica e cioè che si tratti di cose pertinenti al reato e che inoltre possa ravvisarsi il pericolo che la libera disponibilità di tali cose da parte dell'indagato aggravi o protragga le conseguenze del reato ovvero agevoli la commissione di altri reati, ricorda che le cose che possono essere sequestrate certamente possono consistere in somme di denaro ma per essere assoggettate a tale misura le stesse somme devono essere in relazione immediata con il reato che si assume sia stato commesso dall'indagato. Per la Corte "non possono quindi formare oggetto della misura cautelare in esame le somme di denaro per le quali non è ravvisabile detta contiguità e che ormai si sono confuse con il restante patrimonio del soggetto. Argomentando diversamente si consentirebbe infatti una indiscriminata ed eccessiva compressione del diritto individuale di proprietà e di uso del danaro, certamente non voluto dal legislatore". Quanto precede si legge nella motivazione della sentenza pronunciata dai giudici della IV sezione penale che hanno accolto il ricorso di un imprenditore indagato per insolvenza fraudolenta avverso l'ordinanza con cui il Tribunale del Riesame di Prato ha confermato il sequestro preventivo disposto dal GIP di Prato su tutte le somme di denaro giacenti sui conti correnti intestati a lui e alla società di cui era amministratore.

Fonte:ilsole24ore.com


I terremotati molisani dovranno restituire i soldi delle agevolazioni

I molisani che hanno usufruito delle agevolazioni fiscali per il terremoto dovranno restituire i soldi allo Stato.
I parlamentari molisani Giuseppe Astore dell'Italia dei Valori e Ulisse Di Giacomo del Pdl avevano presentato un emendamento per ottenere una ulteriore proroga della sospensione dei tributi per i Comuni terremotati. Ma l'emendamento è stato respinto dalla maggioranza di centrodestra. Dai prossimi mesi, forse già da gennaio, i contribuenti dovranno dunque restituire i soldi che lo Stato, grazie alla sospensione del pagamento di tributi e contributi, aveva lasciato nelle mani dei cittadini. Per numerosi piccoli e medi imprenditori si tratta di una autentica "mazzata" che rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza di molte aziende e decine di posti di lavoro. AI molisani il governo Berlusconi ha riservato un trattamento assai diverso rispetto ad altre popolazioni terremotate, come è accaduto in Umbria e nelle Marche. Uno "schiaffo" anche al presidente della Regione nonché commissario delegato alla gestione del post-terremoto, Michele Iorio. Il quale ha fatto sapere di essersi subito attivato per cercare una soluzione. A restituire i soldi dovranno essere tutti i contribuenti, anche i lavoratori dipendenti che hanno usufruito, in questi anni, di queste agevolazioni. Nelle forze politiche, tra gli amministratori e i rappresentanti degli imprenditori e dei lavoratori c'è grande preoccupazione. Se il Parlamento non tornerà sui suoi passi per l'economia molisana scatta una nuova emergenza. Questa vicenda, comunque, dimostra come il peso politico della classe dirigente regionale presso il governo Berlusconi sia sostanzialmente pari a zero. Una nuova "grana" per Iorio che, insieme alle problematiche relative ai tagli alla spesa sanitaria, è alle prese in questi ultimi tempi con questioni che minano la sua immagine di uomo capace di risolvere ogni problema.

Fonte:altromolise.it


Corte costituzionale, sentenza n. 373 del 14 novembre 2008. Mantenimento dei figli non deducibile?Per la Consulta niente da obiettare

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 10 del Testo unico delle imposte sui redditi, che esclude la deducibilità degli assegni periodici corrisposti al coniuge, su disposizione dell'autorità giudiziaria, per il mantenimento dei figli, mentre, invece, accorda il beneficio per gli assegni alimentari in favore dei medesimi soggetti. Ciò in quanto rientra nella discrezionalità del legislatore, che nel caso di specie non appare né arbitraria né irragionevole, determinare un differente trattamento fiscale tra l'obbligo di mantenimento dei figli e l'obbligo degli alimenti, in considerazione delle evidenti differenze di presupposti e di funzioni tra le due obbligazioni.
E'quanto ha stabilito la Corte costituzionale, con la sentenza n. 373 del 14 novembre 2008.
La controversia
La questione, relativa alla legittimità costituzionale dell'articolo 10, comma 1, lettera c), del Tuir, è scaturita dall'ordinanza n. 138/2008, emessa dalla Commissione tributaria provinciale di Novara.
Secondo i giudici piemontesi, la norma citata, nel prevedere l'indeducibilità degli assegni per il mantenimento dei figli, produrrebbe una ingiustificata disparità di trattamento fiscale rispetto alle ipotesi di somme corrisposte in adempimento all'obbligo di prestare gli alimenti a favore dei figli, per le quali è ammessa la deduzione ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera d), del Tuir.
Ciò in quanto, osservava la Ctp, l'assegno di mantenimento e quello alimentare avrebbero la stessa funzione, con l'ulteriore conseguenza che la disparità di trattamento fiscale tra tali assegni sarebbe ancor più ingiustificata se il giudizio di separazione o divorzio seguisse una precedente condanna agli alimenti a favore del figlio, in quanto "solo gli importi destinati a quest'ultimo sarebbero legittimamente deducibili dal reddito dell'onerato".
A parere dei giudici rimettenti, quindi, verrebbe a essere leso il principio di uguaglianza "in una materia così delicata come quella del mantenimento dei figli".
I principi della Consulta
La Consulta ha giudicato infondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata con riferimento alla denunciata violazione dell'articolo 3 della Carta.
I giudici hanno, prima di tutto, ribadito che la previsione delle ipotesi di deducibilità e detraibilità ai fini fiscali rientra nella discrezionalità del legislatore, con la conseguenza che non può essere sindacata nel giudizio di legittimità costituzionale, "a meno che non trasmodi in arbitrio".
In proposito, a parere della Corte, la scelta legislativa di differenziare il regime fiscale dell'assegno di mantenimento da quello alimentare non può considerarsi arbitraria per due precisi motivi.
Prima di tutto perché "nel caso di assegno di mantenimento per i figli, la funzione propriamente alimentare del medesimo assegno è assolta dal minore importo in esso ricompreso, corrispondente all'ammontare di un ipotetico assegno di alimenti legali". Ciò in quanto "il credito di alimenti legali va equiparato a quello relativo all'assegno di mantenimento solo nei limiti in cui questo abbia carattere alimentare e, quindi, solo una volta accertato lo stato di bisogno del beneficiario".
Inoltre, anche quando risulta accertato lo stato di bisogno, la quota dell'assegno di mantenimento relativa agli alimenti, non essendo determinata nell'ammontare, "è indistinguibile dal più ampio ammontare fissato dal giudice per il mantenimento".
Ne consegue che, certamente, non può considerarsi arbitraria la scelta del legislatore di permettere la deduzione fiscale "delle sole prestazioni alimentari certe nel loro ammontare e di escluderle per quelle non certe perchè ricomprese nella più ampia prestazione di mantenimento".
Peraltro, ha osservato il Collegio, la sussistenza dell'obbligo di mantenimento è alternativa a quella dell'obbligo alimentare, cosicché esclude la condanna agli alimenti e, inoltre, nel caso in cui alla condanna agli alimenti segue quella al mantenimento "dovrebbe aversi riguardo solo a quest'ultima pronuncia, senza che all'importo dovuto per il mantenimento (fiscalmente non deducibile) si possa sottrarre quanto dovuto per il mantenimento (fiscalmente deducibile) in base ad una precedente sentenza".
La Corte costituzionale ha, poi, chiarito per quali motivi la norma "incriminata" debba, invece, ritenersi ragionevole. Sussistono, difatti, presupposti e funzioni diversi tra l'obbligo di mantenimento dei figli e l'obbligo degli alimenti legali in favore dei medesimi. Infatti, mentre "l'obbligo di mantenimento dei figli è espressione del dovere di solidarietà coniugale sancito dall'articolo 30 della Costituzione ed assolve la funzione di consentire il pieno sviluppo della personalità dei figli, l'obbligo alimentare sussiste, invece, solo ove non vi sia obbligo di mantenimento ed assolve la diversa funzione di assistenza familiare, in quanto è diretto esclusivamente ad ovviare allo stato di bisogno ed all'incapacità dell'alimentando di farvi fronte".
La scelta del legislatore, di consentire la deduzione fiscale solo dell'assegno periodico alimentare e non di quello di mantenimento, è dettata dalla più che ragionevole ratio "di favorire l'adempimento dell'obbligo alimentare, cioè di un obbligo che sorge solo ove manchi quello di mantenimento e, quindi, ove sia divenuto meno intenso il vincolo di solidarietà familiare".

Fonte:fiscooggi.it(Angelina Iannaccone)


Lavoro: un microchip salvavita per combattere le morti bianche

Anche la tecnologia può aiutare a combattere le morti bianche e dare il suo contributo a migliorare gli standard di sicurezza sul lavoro. E così arriva un microchip che permetta di avere in tempo reale, in caso di incidenti, le informazioni utili per salvare la vita dell'operaio che lo indossa. L'iniziativa è prevista dal protocollo d'intesa fra Unione Industriale di Torino, Inail, Cgil, Cisl e Uil, e sarà attiva in via sperimentale in due aziende della città piemontese. In particolare sarà sperimentato anche un piccolo dispositivo in grado di rilevare l'assenza di particolari dispositivi di sicurezza. Il microchip “salvavita” sarà dato in dotazione ai lavoratori delle fabbriche e permetterà al personale medico di avere le informazioni sanitarie dell'operaio eventualmente coinvolto in un infortunio.

Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)


Reggio: "Ritorna al centro storico". Pubblicato bando concessione contributi

Su iniziativa dell'Assessorato Urbanistica, Politiche per la casa, Difesa della legalità, l’Amministrazione Provinciale ha completato le procedure per incentivare processi di graduale ripopolamento dei centri storici nei comuni della provincia di Reggio Calabria.
L'iniziativa si propone di restituire un'anima a quei centri storici, che negli ultimi anni hanno subito particolari fenomeni migratori e di abbandono. Molti borghi stupendi che costituiscono un patrimonio culturale notevole della nostra provincia, sono stati spopolati e versano in condizioni di degrado e di estrema marginalizzazione.
Oltre alla necessità di far rivivere i centri storici abbandonati, il progetto RITORNA AL CENTRO ha una triplice valenza: urbanistica, in quanto punta a consolidare e recuperare volumi e fabbricati già esistenti; sociale, in quanto sostiene principalmente le giovani coppie senza casa ed i nuclei familiari a basso reddito; economico-produttiva, in quanto attiverà processi virtuosi nel settore dell'edilizia locale e della piccola impresa artigiana.
Il Consiglio Provinciale per sostenere l'iniziativa ha stanziato nel giugno scorso una prima somma di € 680,000,00 approvando il relativo regolamento per l'erogazione di contributi finanziari a soggetti privati che intendono ripristinare immobili collocati all’interno dei centri storici, definiti tali dai singoli strumenti urbanistici comunali.
Beneficiari degli incentivi finanziari previsti dal progetto saranno: le giovani coppie che intendono acquistare casa e contestualmente ripristinare l'immobile acquistato, all'interno del centro storico di uno dei 97 comuni della provincia; altri soggetti che risiedono in fabbricati collocati sempre all'interno del centro storico ed intendono ripristinare l’immobile.
Gli interventi ammessi sono interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro,i risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.
Non sono ammissibili a finanziamento gli interventi edilizi di “nuova costruzione”, nonché aumenti di volumetria.
Le graduatorie saranno due e suddivise in base al tipo di domanda. Le istanze saranno distinte a seconda se riguardano “Acquisto di un immobile da adibire a residenza unitamente ai lavori di manutenzione e/o di recupero e/o di ristrutturazione dello stesso”; ovvero se per “Manutenzione e/o recupero e/o ristrutturazione dell’immobile di residenza”.
Per gli interventi che comprendono anche l’acquisto la Provincia riconosce un contributo in conto capitale pari ad 1/3 del costo di acquisto risultante dall’atto notarile e fino alla concorrenza massima di € 7.500,00 ed un contributo agli interessi per i lavori di ripristino fino alla concorrenza massima di € 10.000,00. Per i soli interventi di ripristino del fabbricato sarà invece accordato esclusivamente il contributo in conto interessi fino ad un massimo di € 10.000,00.
Gli Istituti di Credito convenzionati per la contrazione dei mutui, a tasso fisso o variabile a scelta del soggetto beneficiario, saranno resi noti per tempo dalla Provincia.
Le graduatorie riconosceranno un diritto di prelazione alle giovani coppie, intendendosi per tali quelle coppie unite in matrimonio nel periodo compreso fra il 1/1/2007 e un anno successivo la data di scadenza dell'avviso pubblico.
Le graduatorie saranno ordinate in base al valore crescente di ISEE, che comunque non può superare € 35.000,00. Chiunque abbia interesse ha tempo entro il 19 gennaio 2009 per inoltrare istanza. Per ogni altra informazione, sulle modalità di presentazione dell'istanza dovrano essere consultati il relativo regolamento e l'avviso pubblico sul sito internet della Provincia di Reggio Calabria www.provincia.rc.it

Fonte:strill.it


Microsoft, nel 2009 l'antivirus gratuito. I concorrenti: «È la sua resa»

La disponibilità è fissata per la seconda metà del prossimo anno. Per quella data Microsoft intende distribuire gratuitamente un nuovo software anti-virus, nome in codice "Morro", che andrà a sostituire l'attuale suite per la sicurezza a pagamento (con sottoscrizione) del colosso di Redmond, Windows Live OneCare. Nell'annunciare questa "rivoluzione", che ovviamente mette in apprensione gli storici produttori di pacchetti di sicurezza, e cioè le varie McAfee, Trend Micro e soprattutto Symantec, Microsoft ha fornito anche i primi dettagli funzionali del software. Offrirà infatti protezione dalle principali minacce informatiche per personal computer - virus, spyware, rootkits e trojans, tutte le forme espressive del cosiddetto malware, il neologismo nato dalla fusione fra "malicious" e software - e funzionerà sui sistemi operativi Windows Xp, Vista e, quando sarà disponibile, Windows 7. Ma non solo. I portavoce della società avrebbero anche confermato come i consumatori che solo di recente hanno sottoscritto un abbonamento con l'attuale programma (che ha avuto un limitatissimo gradimento sul mercato e di cui verrà sospesa la commercializzazione) saranno rimborsati quando il nuovo software sarà ufficialmente scaricabile dalla Rete.
Nel perorare la causa dell'antivirus "free – oggi fatta propria da ben pochi produttori, come Avg Technologies o la tedesca Avira - Microsoft ha parlato di una precisa volontà di diffondere gratis alcuni elementari strumenti di sicurezza del pc tra gli utenti meno preparati tecnicamente e che navigano in Rete spesso e volentieri, forte del fatto che nel 50% dei casi questa tipologia di consumatori non installa un programma di sicurezza sul proprio computer. Sarà, ma balza subito all'occhio come "Morro" non avrà le funzionalità di Windows Live OneCare, che ha invece dalla sua tool per l'ottimizzazione del sistema o per la gestione delle impostazioni di sicurezza di altri pc operativi sulla stessa rete locale. Perché Microsoft ha deciso di lanciare un antivirus on line completamente gratuito? Per attirare a sé milioni di utenti che oggi prediligono prodotti tradizionali comprati a scaffale? O semplicemente rimanere in questo settore con un'offerta più di appeal per gli utenti? Amy Barzdukas, senior director of product management della divisione Online Services and Windows del gigante del software, ha tenuto a precisare che "Morro" non è stato pensato per sottrarre clienti a Symantec e McAfee perchè focalizzato solo sulla protezione antivirus di una parte degli utenti di pc (quelli dei Paesi emergenti in primis) e non ha gli attributi (firewall, protezioni di password, backup dei dati) delle suite della concorrenza. È, in sostanza, il frutto di un nuovo approccio di Microsoft al business dei prodotti di sicurezza in ambito consumer (per le aziende il prodotto di riferimento è Forefront).
I principali attori del mercato degli antivirus probabilmente non sono della stessa idea di Barzdukas e si sono affrettati a diffondere sui media. Symantec, per esempio, ha voluto puntualizzare come l'annuncio di ieri vada inteso come "una resa di Microsoft, un'ulteriore dimostrazione che non è nel Dna dell'azienda la realizzazione di una tecnologia di protezione di qualità e aggiornata di frequente".
La nota diffusa a nome di Rowan Trollope, Senior Vice President Consumer Business di Symantec, non ha mancato di lanciare frecciate anche verso OneCare, sottolineando come "nonostante il prezzo più basso rispetto agli altri vendor, gli utenti hanno espresso perplessità in merito a questo prodotto perché offre performance scarse e un livello di protezione inferiore agli standard di mercato. Realizzare una versione gratuita di una tecnologia al di sotto degli standard - ha rincarato la dose Trollope - non la rende certo più efficace perché innovazione e protezione sono estremamente importanti per una soluzione di sicurezza e credo quindi che Microsoft OneCare-light si comporterà persino peggio del suo predecessore, sottoponendo gli utenti a rischi maggiori senza una protezione valida". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Alex Eckelberry, Ceo di Sunbelt Software, produttore della suite Vipre (antivirus e antispyware), secondo cui l'uscire da un business profittevole equivale a una sorta di (auto) capitolazione per Microsoft. A meno che il progetto sia quello di renderlo disponibile come bundle di Windows 7. L'ipotesi del "bundle" ha suscitato i commenti dei portavoce di McAfee, che si sono dichiarati prudenti circa il possibile intervento dell'antitrust mentre da Sophos, società che opera prevalentemente sul mercato della sicurezza aziendale, non vedono come realistico il fatto che "Morro" verrà distribuito a corredo di un sistema operativo.
Di diverso parere sono ovviamente coloro, come Avg Technologies, che l'antivirus gratis lo offrono da anni e vedono l'avvento di "Morro" come un passaggio positivo per l'intero panorama dei software di sicurezza di primo livello. Che poi Microsoft possa fare la voce grossa rubandogli utenti non è (al momento) un problema, perché deve ancora dimostrare che il suo "free" software abbia tutti i requisiti del caso, e sia cioè facile da usare, veloce, robusto, affidabile, non intrusivo e in grado di proteggere il pc dalle minacce Internet più recenti.

Fonte:ilsole24ore.com(Gianni Rusconi)


Terzo Settore. Agevolazioni Fiscali. spese sostenute per gli addetti all'assistenza personale. Ris.Ag. Entrate 22 ottobre 2008, n. 397/E Interpello ai sensi dell'art. 11 della legge n. 212 del 2000. Irpef.

Agevolazioni fiscali per le spese sostenute per gli addetti all'assistenza personale. Art. 15, comma 1, lett. i-septies), D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.
L'Agenzia delle Entrate si è pronunciata favorevolmente alla detrazione del 19% sui costi sostenuti per l'assistenza personale nei casi di non autosufficienza, anche quando le prestazioni non vengono fornite presso il proprio domicilio ma siano rese da un istituito di cura e ricovero. I corrispettivi in questione devono però essere certificati distintamente rispetto a quelli riferibili ad altri eventuali servizi ricevuti presso la struttura ospitante. Questo, in sintesi, il contenuto della risoluzione dell'Amministrazione finanziaria, che risponde all'interpello di un contribuente, con madre degente in una casa di cura presso la quale riceve anche un sostegno adeguato in quanto persona non autosufficiente. L'istante ritiene che sia estendibile al suo caso il trattamento tributario previsto dall'art. 15, comma 1, lett. i-septies), del Tuir (il quale indica come limite di spesa 2.100 euro e redditi non superiori a 40mila euro).
Per un approfondimento, cfr. il prossimo numero della rivista.

Fonte:ilsole24ore.com


Acconto ires per il 2008

Le modalità di determinazione dell’acconto Ires; le principali novità introdotte dalla Finanziaria 2008 in tema di disciplina Ires, da tenere in debita considerazione da parte dei soggetti che intendono applicare il metodo previsionale per la determinazione della seconda rata o unica rata dell’acconto d’imposte 2008.
Il 1° Dicembre 2008 (in quanto il 30 Novembre cade di domenica) scade il termine per versare la seconda o unica rata degli acconti 2008 relativi all'Irpef, all'Ires, all'Irap e al contributo INPS dovuto alle Gestioni Separata, Artigiani e Commercianti.
L'acconto Ires dovrà essere corrisposto dai soggetti che:
hanno presentato, in alternativa:
- il modello Unico 2008 SC – Società di capitali;
- il modello Unico 2008 ENC – Enti non commerciali ed equiparati.
pur essendovi obbligati, hanno omesso di presentare tali dichiarazioni.
I soggetti che non devono eseguire il versamento:
i soggetti che, nel modello Unico 2008, hanno indicato una perdita fiscale;
i soggetti che si sono costituiti nel corso del 2008;
i soggetti che hanno indicato nel rigo RN17 per le società di capitali, o nel rigo RN28 per gli enti non commerciali, un importo inferiore ad Euro 20,66; dato che tutti gli importi indicati in dichiarazione devono essere espressi in unità di euro, l'acconto dovrà essere versato nelle ipotesi in cui l'importo nei righi sopra menzionati siano di importo pari o superiore ad Euro 21,00;
i soggetti che, pur avendo indicato nei righi RN17 e RN28 un importo pari o superiore ad Euro 21,00, sanno o presumo di conseguire una perdita nel 2008;
i soggetti che vantano un credito d'imposta Ires, scaturente dalla dichiarazione dell'anno precedente e non utilizzato in compensazione, che copre tutto l'acconto dovuto;
i soggetti falliti.

Fonte:fiscoetasse.it


Consumi in calo per i prossimi 3 anni. Stime Confcommercio

Caleranno per 3 anni consecutivi i consumi delle famiglie italiane: -0,5% quest'anno, -0,5% nel 2009 e -0,4% nel 2010. E' la previsione di Confcommercio secondo la quale "non ci saranno dei crolli, ma l'Italia patirà una crisi più lunga". Quest'anno diminuiscono soprattutto alimentari e bevande (-1,2%), ma nel triennio si registreranno cali in abbigliamento e calzature, che nel 2010 registreranno -0,8%, ricreazione e tempo libero.
"La crisi italiana - commenta Confcommercio - non è come le altre; semplicemente perché c'era prima e non ha quindi nulla, o quasi, a che vedere con la congiuntura dei mercati internazionali. Certo, gli eventi di questi mesi enfatizzano le nostre strutturali debolezze, tutte ma proprio tutte italiane".
Secondo l'associazione c'é poco da essere ottimisti per il futuro: "quando gli altri ricominceranno a crescere noi continueremo a barcamenarci con le variazioni decimali di Pil e consumi, come accade da 20 anni a questa parte e in particolare dagli anni 2000".
Il drastico ridimensionamento dei consumi nazionali e l'impatto della crisi sulle piccole e medie imprese del commercio sono evidenti anche guardando ai saldi sulla natalità e mortalità delle imprese. Nell'intero periodo '99-2007, rileva l'Ufficio studi di Piazza Belli, nel commercio al dettaglio il saldo è stato negativo per poco meno di 38.000 imprese. Ma nei soli primi nove mesi del 2008 il saldo è stato di -17.714.
Critica la posizione del Codacons. "Quello che però la Confcommercio non è in grado di spiegare è perché i suoi iscritti, invece di ridurre i prezzi, continuano ad aumentarli, nonostante il calo della domanda da loro stessi evidenziato". Per il Codacons i commercianti, dopo l'allarme lanciato da questo loro studio, dovrebbero coerentemente abbassare i prezzi degli alimentari di almeno il 20%, considerato che dall'introduzione dell'euro ad oggi li hanno raddoppiati, contribuendo a mandare sul lastrico le famiglie italiane.
"Invitiamo pertanto la Confcommercio ad inviare ai suoi iscritti una circolare per invitarli ad abbassare i prezzi, unico modo per rilanciare i consumi ed evitare la crisi in atto. Inoltre dovrebbe unirsi alla richiesta del Codacons di anticipare i saldi al 15 dicembre, se non vogliono avere un Natale magro".

Fonte:helpconsumatori.it


Presto contributi per le imprese toscane di commercio e turismo

Consolidare lo sviluppo qualitativo delle imprese del turismo e del commercio, agevolando gli investimenti volti a migliorare e adeguare le strutture. È questo l'obiettivo degli aiuti stanziati dalla Regione Toscana nell'ultimo piano regionale di sviluppo economico per il triennio 2007/2010. Soldi che serviranno alle piccole e medie imprese commerciali e ricettive, anche di nuova costituzione, per continuare a crescere nonostante la crisi, puntando su qualità, innovazione e sicurezza.
"Le agevolazioni consistono in finanziamenti a tasso zero - spiega il direttore di Confcommercio Franco Marinoni - che arrivano a coprire fino al 75% dei costi sostenuti, per un massimo di 100mila euro, nel caso delle imprese commerciali, e fino al 40%, per un massimo di 400mila euro, nel caso delle aziende turistiche, dove gli investimenti sono in genere più onerosi".
Le imprese avranno tempo 7 anni per restituire il prestito ricevuto, a rate semestrali posticipate costanti, con due semestralità di preammortamento. Una modalità che permette quindi agli operatori di superare eventuali impasse imposte dall'attuale situazione economica.
"Il bando aprirà a breve - chiarisce Marinoni - invito quindi fin da ora i titolari di negozi, società di commercio elettronico, alberghi e altre strutture ricettive a prendere le opportune informazioni per non perdere una occasione così preziosa in un momento difficile come questo".
"La nostra Associazione - prosegue il direttore della Confcommercio - ha già costituito una task forse di esperti che aiuteranno gli imprenditori a partecipare al bando sbrigando tutte le pratiche necessarie. Ci piacerebbe che una bella fetta degli aiuti stanziati dalla Regione Toscana arrivasse sul territorio aretino. La crisi che la nostra economia sta attraversando non ammette sconti. Anzi, è proprio nei periodi di contrazione del mercato che le imprese devono crescere e prepararsi a riagganciare il treno della ripresa"
Via libera quindi agli investimenti ammessi ai finanziamenti senza interessi della Regione Toscana: acquisto e costruzione di fabbricati, acquisto del suolo aziendale, ampliamento e ristrutturazione dei locali, riqualificazione e potenziamento dei sistemi di sicurezza, acquisto di impianti, macchinari, arredi e attrezzature compresi hardware e software, lavori di adeguamento alle normative vigenti, con particolare riguardo alla sicurezza dei lavoratori ed alla accessibilità alle persone disabili.
"Fa particolarmente piacere vedere comprese tra le voci di spesa quelle relative alla sicurezza, particolarmente onerose per le piccole e medie imprese - sottolinea Marinoni. "Non solo la sicurezza sui luoghi di lavoro, sancita dalla nuova normativa che entrerà in vigore il 1° gennaio 2009, ma anche la sicurezza intesa come difesa dalla criminalità. Furti, rapine, atti vandalici pesano sul bilancio aziendale ed è giusto riconoscere un sostegno alle aziende che da sole devono provvedere alla propria sicurezza tramite impianti di allarme o sorveglianza privata".

Fonte:arezzoweb.it


Proroga degli sfratti D.L. 20 ottobre 2008, n. 158 (G.U. 20 ottobre 2008, n. 246) Misure urgenti per contenere il disagio abitativo di particolari categorie sociali.

In attesa della realizzazione degli interventi previsti dal Piano nazionale di edilizia abitativa, il Governo ha stabilito con decreto legge la proroga al 30 giugno 2009 dell'esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili adibiti ad uso abitativo (scaduto il 15 ottobre 2008).
Il provvedimento, proposto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è finalizzato a ridurre il disagio abitativo e favorire il passaggio da casa a casa per le particolari categorie sociali individuate dall'art. 1, comma 1, della legge 8 febbraio 2007, n. 9 (trattasi in particolare di conduttori con reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27mila euro, che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66%, purché non siano in possesso di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza, di conduttori che abbiano, nel proprio nucleo familiare, figli fiscalmente a carico). Il medesimo, riguarda i capoluoghi di aree metropolitane ed i comuni confinanti ad alta tensione abitativa. I proprietari delle relative abitazioni continueranno a beneficiare fino al 30 giugno delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente.

Fonte:ilsole24ore.com


IRAP modalità e termini di presentazione della dichiarazione D.M. 11 settembre 2008(G.U. 13 ottobre 2008, n. 240)

Modalità e termini di presentazione della dichiarazione Irap.
Con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze vengono indicate le nuove modalità ed i termini di presentazione del modello dichiarativo annuale Irap. A decorrere dal periodo d'imposta 2008, in attuazione di quanto previsto dall'art. 1, comma 52, legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008), la dichiarazione Irap non dovrà essere più trasmessa in forma unificata con il modello Unico, ma il nuovo modello dovrà essere inviato separatamente e direttamente all'Agenzia delle Entrate per via telematica. L'Agenzia provvederà poi ad inoltrare le dichiarazioni alle Regioni e Province autonome competenti.
Tuttavia, in attesa dell'approvazione del nuovo modello Irap con provvedimento dell'Agenzia (che dovrà essere emanato entro il 31 gennaio 2009), continueranno ad applicarsi le vecchie regole di invio della dichiarazione.

Fonte:ilsole24ore.com


Risoluzione n. 444/E del 18 novembre 2008. Imposta di bollo su fatture mediche, detraibilità limitata

Il cliente che riceve una fattura o una ricevuta, è legittimato a portare in detrazione le spese relative all’imposta bollo solo se effettua egli stesso il pagamento del tributo al posto del professionista, sia per inadempienza di quest’ultimo, provvedendo quindi a sanare un atto irregolare, sia per esplicito accordo fra le parti. In quest’ultimo caso, infatti, è consentito addebitare al cliente, in aggiunta al compenso professionale, l’importo del bollo. Al di fuori di queste due ipotesi la detrazione non è ammissibile.
E’ questo il contenuto della risoluzione n. 444/E del 18 novembre, con cui l’Agenzia chiarisce il corretto trattamento tributario relativo al bollo da applicare sulle fatture di visite mediche.
In particolare il contribuente segnalava che il Caf al quale aveva consegnato la dichiarazione dei redditi non aveva riconosciuto in detrazione le spese relative al bollo apposto sulle ricevute.
L’imposta in questione, fa presente l’Agenzia, è dovuta per le “fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti, anche non sottoscritti, ma spediti o consegnati pure tramite terzi; ricevute e quietanze rilasciate dal creditore o da altri per suo conto, a liberazione totale o parziale di un obbligazione pecuniaria” (articolo 13, n. 1, della tariffa A, Dpr 642/1972); non va corrisposta invece per le somme inferiori a euro 77,47.
Inoltre, l’obbligo di apporre sulle fatture le marche da bollo, sostituite dal 1° settembre 2007 dal contrassegno telematico, è a carico del soggetto che predispone il documento.
Tuttavia, sottolinea l’Agenzia, se viene consegnata una ricevuta non in regola con il bollo, il cliente è solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta che deve corrispondere entro quindici giorni dalla data del ricevimento della fattura, presentandola all’ufficio locale delle Entrate, al fine di essere esentato da qualsiasi responsabilità. Il professionista che ha emesso l’atto irregolare, invece, sarà passibile di sanzione.
In conclusione, l’imposta di bollo dovuta su fatture e ricevute fiscali potrà essere portata in detrazione dal cliente, solo se da questo corrisposta, come sopra specificato, per sanare la negligenza del professionista oppure nel caso in cui le parti concordino che il pagamento ricade sul cliente. In queste due ipotesi, infatti, essendo un costo accessorio alla prestazione specialistica, si configura come onere detraibile.

Fonte:fiscooggi.it(Patrizia De Juliis)


I neolaureati possono versare i contributi per la pensione anche se non lavorano

I genitori possono versare all'Inps una quota mensile per 120 mensilità e portare parzialmente la somma in detrazione in sede di denuncia dei redditi
Un neolaureato in cerca di occupazione, può decidere di riscattare gli anni di laurea, cioè pagare i contributi previdenziali per gli anni trascorsi sui banchi dell’università, come se avesse lavorato.
Con la nuova normativa, un giovane può chiedere il riscatto anche prima di aver trovato un lavoro.
Per ogni anno di università deve pagare un contributo fisso, pari a circa 4.560 euro. Questo contributo però può essere suddiviso in 120 rate, da pagare in 10 anni senza interessi.
Se il ragazzo neolaureato non può permettersi la spesa, i genitori possono pagare il riscatto di laurea del figlio a carico e ottengono anche una detrazione fiscale del 19%. Se poi il ragazzo non è più a carico dei genitori o trova un’occupazione, lo sgravio fiscale resta fino all’estinzione delle rate.
La formula della normativa sul welfare appena descritta convince e proprio in questi giorni l’Inps ha rilevato l’aumento delle domande: si è passati da 14.069 richieste pervenute da gennaio a settembre del 2007, alle 35.104 dello stesso periodo del 2008.
Sono riscattabili tutti gli anni del corso legale di laurea, che non siano già coperti da contribuzione obbligatoria: sono esclusi gli anni fuori corso. Non può effettuare il riscatto chi non ha concluso gli studi. Sono equiparati alla laurea la laurea conseguita all'estero purché sia riconosciuta o abbia valore legale in Italia; le lauree in teologia o in altre discipline ecclesiastiche conseguite presso facoltà riconosciute dalla Santa Sede. Sono riscattabili semprechè non siano coperti da contribuzione, anche i periodi corrispondenti alla durata dei corsi di studio universitario a seguito dei quali siano stati conseguiti i diplomi universitari; i diplomi di specializzazione; i dottorati di ricerca, successivi alla laurea di durata non inferiore a due anni.
L’importo del contributo da pagare è calcolato dall’Ente Previdenziale in base all’età dell’iscritto, alla sua retribuzione alla data della domanda, nonché in relazione all’entità degli anni da riscattare. Il pagamento può essere effettuato sia in unica soluzione, che in forma rateale.

Fonte:iltamtam.it


Animali: Anche fido viaggerà in treno, e pagherà il biglietto

A partire dal primo dicembre prossimo anche gli amici a quattro zampe potranno viaggiare sui treni. Il via libera è stato annunciato dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, in una conferenza stampa a Roma con gli amministratori delegati Fs e Trenitalia. Saranno ammessi a pagamento i cani di qualunque taglia, anche se dovranno essere muniti di museruola e di guinzaglio. Il sottosegretario precisa che sono previsti scomparitimenti ad hoc sui treni Ic plus, Inter city ed espressi (ultimo scompartimento dell'ultima carrozza di seconda classe). Il divieto resta però per gli animali ritenuti pericolosi come i cani reattivi. Viaggeranno invece gratis su tutti i treni (eccetto quelli realizzati con materiale Etr 450 , ossia i vecchhi "pendolini") i cani di piccola taglia, i gatti e gli altri piccoli animali da compagnia portati nell'apposito trasportino con dimensioni massime di 70x30x50. In sostanza i cani più grandi dovranno pagare il biglietto ed accontentarsi di viaggiare negli ultimi 6 posti dell'ultima carrozza di seconda classe. E la prenotazioen del posto? Le nuove disposizioni prevedono che quello di fronte al viaggiatore con il cane non e' prenotabile da un altro cliente. Nel caso in cui si verificino problemi legati a cani "incompatibili" il personale di bordo appositamente istruito si occuperà di gestire la situazione. Ma non basta, la nuova disciplina prevede che per tutti i cani ammessi a bordo, l'accompagnatore deve essere in grado di presentare, in ogni momento, il certificato di iscrizione all'anagrafe canina, secondo la normativa in vigore. E ancora, il trasporto dei cani guida per ciechi e' ammesso gratuitamente su tutti i treni, senza vincoli.

Fonte:studiocataldi.it( Roberto Cataldi)


Nuove regole per l'economia entro marzo 2009, politica valutaria diferenziata e intervento dello Stato più forte ma non protezionistico: gli accordi generali raggiunti al G20 più interlocutorio che concreto..

G20 poco concreto: scelta di nuove regole entro marzo 2009 per uno Stato più interventista anche se non proibizionista.
Non è certo un ritorno a Bretton Woods, a quella conferenza che si tenne dal 1 al 22 luglio del 1944 nella piccola cittadina statunitense del New Hampshire (dove si stabilirono regole e linee fondanti per le relazioni commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo), ma è certo che ora, a Washington, dove i leader del G20 (un club di Paesi che insieme determinano l'82 per cento dell'economia mondiale e oltre il 60 per cento della popolazione del pianeta) si sono riuniti per ricercare quella cosiddetta “via d’uscita” da una crisi violenta - vero tsunami generale - si scopre che l’avventura non è finita pur se si notano all’orizzonte alcuni progressi. Washington, quindi, come sede di nuovi mercanteggiamenti e di nuove fasi di studio?
La cronaca, in tal senso, (mentre Mosca segue con pragmatica preoccupazione gli eventi) ci riferisce che i leader mondiali riuniti in terra americana (e precisamente nella sede del famoso National Building Museum della capitale) si sono impegnati nel “capire” le ragioni e i motivi della crisi monetaria contemporanea. E, in tal senso, si sono dati un nuovo appuntamento da organizzare entro il 31 marzo 2009 (una sorta di idi di marzo, con sede probabile a Londra quando la presidenza di turno del G20 passerà nelle mani del premier britannico Gordon Brown) con l’obiettivo di attuare, in concreto, un piano anticrisi capace di garantire una maggiore e diversa trasparenza nel campo dei mercati globali. Senza cedere a tentazioni protezionistiche e a colpi di coda che potrebbero destabilizzare le strutture sociopolitiche. In pratica si andrà verso la data di marzo promuovendo compromessi che dovrebbero mettere in cantina eventuali lotte per l’egemonia.

Fonte:altrenotizie.org(Carlo Benedetti)


Il decalogo del Codacons per risparmiare fino a 1000 euro a famiglia

Una famiglia può risparmiare fino a 1.000 euro, basta che il Governo metta in atto 10 semplici misure. E' questo l'appello lanciato ieri dal Codacons che, per combattere la crisi economica che sta minando i bilanci della famiglie italiane, ha presentato un decalogo al governo italiano:
rafforzamento di Mr Prezzi e creazione di un Dipartimento ad hoc dedicato ai consumatori, che abbia la possibilità di elevare sanzioni contro le speculazioni e che studi misure concrete contro il caro-vita;
liberalizzazione dei saldi tutto l'anno, dando ai commercianti la possibilità di scegliere quando scontare la proprio merce;
triplo prezzo sull'ortofrutta (origine, ingrosso e dettaglio) così da limitare i ricarichi dal campo alla tavola;
rafforzamento delle autorità esistenti (Antitrust, Agcom, ecc.);
definizione del «prezzo anomalo», ossia di quell'aumento che viene considerato fuorilegge e, come tale, perseguibile;
apertura immediata della vendita di carburanti presso la grande distribuzione;
controlli a tappeto negli esercizi commerciali e verifiche costanti sui ricarichi dei prezzi dall'origine al dettaglio;
"benzacartelloni" in tutti i quartieri delle città, indicanti i distributori di benzina di zona e i prezzi praticati, così da rafforzare la concorrenza tra gestori;
taglio delle accise sui carburanti pari ad almeno 8 centesimi di euro al litro;
Creazione in ogni comune italiano di mercati settimanali di vendita diretta produttore-consumatore.
"Queste semplici misure - ha spiegato il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - avrebbero effetti immediati sull'economia nazionale, stimolando i consumi, innescando la concorrenza e determinando risparmi immediati per i consumatori, pari a 1.000 euro annui a famiglia".

Fonte:helpconsumatori.it


Conti dormienti, tutte le scadenze per le banche

A colpi di correzioni e provvedimenti d'urgenza, il bozzetto iniziale è diventato un mosaico che fatica a trovare il disegno definitivo. Ma le prime tessere dell'operazione conti dormienti – avviata dalla Finanziaria del 2006 e allargata da interventi che si sono succeduti nel tempo – stanno ora per andare al loro posto. Entro il 15 novembre, infatti, banche, poste e assicurazioni hanno dovuto fare il bilancio dei "risvegli" dei mesi scorsi e far sapere al ministero dell'Economia quanti sono i depositi ancora in sonno. Se non lo hanno fatto rischiano una pesante sanzione: dal 120 al 240% delle somme dimenticate dai titolari. Ma dal ministero fanno sapere che gran parte delle comunicazioni sono già avvenute.
Si tratta dell'ultima cautela da rispettare prima di «liberare» le somme dimenticate e utilizzarle per gli ormai molti fini sociali via via individuati. Nei prossimi giorni il ministero pubblicherà infatti sul proprio sito internet l'elenco degli intestatari dei depositi rimasti dormienti: ognuno potrà cercarsi, scorrendo nomi, cognomi e date di nascita. E chi si scoprirà tra gli smemorati dovrà affrettarsi a risalire al conto, fare un'operazione ed evitare, così, di perdere i soldi depositati. Le date limite sono due: il 16 dicembre per i conti bancari e il 26 per i libretti postali. Sono queste infatti le scadenze fissate agli intermediari per far transitare il denaro al fondo ad hoc istituito presso l'Economia.
A quanto realmente ammonti il capitale dei conti dormienti, quindi, si saprà solo tra qualche tempo. Gli ultimi dati parlano di una cifra che non arriva ai 2 miliardi di euro, ben lontana dalle stime iniziali, che veleggiavano tra i 10 e i 15 miliardi. Ma alla fine anche i 2 miliardi potrebbero rivelarsi una stima ottimista. Se dalle Poste arriva infatti la conferma che i libretti a oggi dormienti valgono circa 850 milioni, i dati delle banche sono meno in linea con il valore finale: per rimanere agli istituti più grandi, al gruppo Unicredit risultano oggi 42mila rapporti dimenticati, che valgono 53 milioni, mentre a settembre Intesa Sanpaolo ne censiva poco più di 50mila, per un controvalore di quasi 70 milioni.
Ad arricchire il tesoro dormiente saranno però gli assegni circolari che i beneficiari hanno scordato di riscuotere entro tre anni dall'emissione. I titoli sono stati infatti dirottati verso il fondo da uno degli ultimi decreti legge su Alitalia (il 134/08), insieme con gli indennizzi legati alle polizze vita e non reclamati e ai buoni fruttiferi dimenticati in posta.
E solo gli assegni circolari non riscossi costituiscono un patrimonio di decine di milioni l'anno, che le banche devono ora cedere: a meno che non siano già passati i dieci anni in cui si compie la prescrizione e le somme non siano già state acquisite dagli istituti di credito. La dead line del 15 novembre vale anche per gli assegni circolari. Le banche devono far sapere all'Economia l'importo dei titoli scaduti al 31 dicembre 2007: in pratica, si tratta di quelli emessi dal 1998 non reclamati dal beneficiario né da chi ha chiesto l'emissione. Ma i soldi arriveranno più in là: dovranno essere versati entro il 31 marzo del prossimo anno.
Nella vicenda dei conti dormienti, il decreto legge su Alitalia che ha individuato nuove risorse per arricchire il fondo resta però una parziale eccezione. Gli interventi che lo hanno preceduto – e quelli che probabilmente seguiranno – si sono infatti dedicati a prenotare parte dei fondi dormienti, che nel progetto iniziale dovevano servire solo a risarcire le vittime dei crack finanziari e i possessori dei Tango bond. Ma la Finanziaria del 2007 ha poi deciso di pagare con il 20% dei depositi in sonno la stabilizzazione dei precari pubblici e di pescare dal fondo altri 250mila euro per acquistare le medaglie d'onore da consegnare ai deportati nei lager. Alla lista delle destinazioni la manovra d'estate (decreto legge 112/08) ha poi aggiunto la carta acquisti per i non abbienti. E lo stesso decreto Alitalia ha previsto che siano risarciti con i conti dimenticati anche gli azionisti e gli obbligazionisti della compagnia aerea.
Senza contare che il quadro è ancora in movimento. Nei giorni scorsi la commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento al decreto legge salva-banche (155/08) che ritocca di nuovo le norme che disciplinano l'operazione dormienti. E, tra l'altro, accoda ai settori beneficiati dai conti in sonno anche la ricerca scientifica.

Fonte:ilsole24ore.com(Valentina Maglione)


Risoluzione n. 446/E del 18 novembre 2008. La dinamica del Fisco: alla (don)azione corrisponde l'esenzione


Donazioni di partecipazioni in società di persone esenti solo se il beneficiario si impegna, con dichiarazione ad hoc, a proseguire l'attività imprenditoriale per almeno cinque anni dalla data di trasferimento. In caso contrario, qualora entro il quinquennio scelga di cedere la partecipazione donata, dovrà pagare l'imposta sostitutiva sulla plusvalenza realizzata come se la donazione non ci fosse mai stata. Fuori dall'esenzione e soggetto all'imposta con aliquota al 4% anche il pacchetto azionario donato che non consente di acquisire o integrare il controllo diretto della holding.
Questo, in estrema sintesi, il parere fornito dall'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 446/E del 18 novembre, in risposta all'interpello del socio di maggioranza di una holding che vuole conoscere il trattamento tributario di donazioni e conferimenti alla propria figlia delle sue quote societarie. Padre e figlia sono infatti protagonisti di un articolato programma di riassetto societario, in cui il passaggio di testimone dall'uno all'altra avviene attraverso diversi step. Entrambi, insieme alla società Omega di cui il padre detiene la quasi totalità del capitale sociale, sono azionisti di Sigma, una holding di partecipazione. Nel dettaglio, il genitore interpellante ritiene di avere diritto all'esenzione sulle donazioni alla figlia delle partecipazioni al capitale sociale dell'impresa Omega.
L'Agenzia è d'accordo con la soluzione prospettata. L'esenzione dall'imposta sulle successioni e donazioni, infatti, si estende anche ai trasferimenti delle quote sociali di Omega, purché contestualmente all'atto di donazione il beneficiario dichiari di voler proseguire l'attività di impresa per almeno cinque anni dalla data di trasferimento. I tecnici delle Entrate pongono l'accento sul peso che riveste la dichiarazione di intento. Senza quest'ultima, infatti, il beneficio decade. Diverso il trattamento tributario delle donazioni di azioni che rappresentano l'8% cento del capitale sociale di Sigma. In questo caso, infatti, la cessione gratuita sarà da assoggettare ad imposta con aliquota al 4%, dal momento che il "pacchetto" donato non consente alla figlia di ottenere o comunque integrare il controllo diretto della holding.
I tecnici delle Entrate si soffermano poi sull'ipotesi in cui la figlia, beneficiaria, decida di cedere a titolo oneroso le partecipazioni donatele dal padre. In questo caso, per determinare i redditi diversi, il contribuente che ha acquisito per donazione la partecipazione deve assumere come "costo d'acquisto" lo stesso valore d'acquisto che il donante avrebbe assunto se, invece di donare quelle quote in suo possesso, le avesse cedute a titolo oneroso. Il donatario, in questo caso, si trova a dover determinare il reddito diverso di natura finanziaria seguendo le stesse regole che avrebbe dovuto seguire il donante. Ne deriva che, se il beneficiario, entro il quinquennio dal trasferimento delle quote in suo favore, decide di cedere a titolo oneroso le partecipazioni, dovrà pagare l'imposta sostitutiva sulla plusvalenza realizzata come se la donazione nei suoi confronti non ci fosse mai stata.
Porte aperte all'esenzione anche per il conferimento in Omega di tutte le azioni di Sigma detenute da padre e figlia. Si tratta infatti di uno "scambio di partecipazioni" mediante conferimento, disciplinato dall'articolo 177 del Tuir. Ciò che rileva ai fini fiscali è che, già prima del conferimento, tra il conferente e la conferitaria esistano dei rapporti di partecipazione, siano essi diretti o indiretti, di minoranza o di controllo. A conferma di questa interpretazione, l'Agenzia richiama una sentenza della Corte di giustizia, secondo cui "...il fatto che la società acquirente non gestisca essa stessa un'impresa o il fatto che una stessa persona fisica, che era l'unico azionista e amministratore delle società acquistate, divenga l'unico azionista amministratore della società acquirente non impedisce che l'operazione sia qualificata come scambio di azioni...".
Se lo scambio di partecipazioni mediante conferimento, ai fini delle imposte sui redditi, non implica alcun onere impositivo, il discorso cambia per l'imposta di registro, che si dovrà applicare nella misura fissa di 168 euro.

Fonte:fiscooggi.it(Giulia Marconi)


Mutui, in Brianza tasso ridotto per combattere la crisi

Sono circa 9mila i mutui a tasso a variabile, contratti sia da privati, che da aziende clienti delle oltre 20 filiali della Cassa Rurale e Artigiana di Cantù, che beneficeranno, per il dicembre 2008, di una riduzione di 0,25% punti del tasso contrattualmente fissato.
È una delle iniziative lanciate da questa banca locale per i suoi correntisti. Le idee studiate per andare incontro alle famiglie in difficoltà per la crisi economica e per incentivare e sostenere l’economia locale del Canturino e di tutto il territorio su cui opera la Cassa Rurale e Artigiana di Cantù, sono state presentate ieri mattina durante una conferenza stampa.
«Circa due terzi dei mutui sono stati accesi da privati per l’acquisto della prima casa e il resto da imprese della zona», spiega il direttore della filiale di Cantù, Angelo Porro. Nel settore del commercio al dettaglio, invece, tutte le categorie di negozianti che utilizzeranno un Pos della banca beneficeranno della riduzione all’1% della commissione applicata sulle transazioni effettuate con le carte di credito dei circuiti più diffusi.
«Questa agevolazione sarà in vigore dal 1° dicembre 2008 e per tutto il 2009 – aggiunge il direttore - Un indubbio vantaggio per gli esercenti commerciali».
Si è studiato anche un piano per concedere mutui utili a incentivare investimenti produttivi, della durata massima di 5 anni a tassi agevolati. Somme di denaro da utilizzare per l’acquisto di attrezzature e macchinari o di automezzi industriali e commerciali. Il plafond messo a disposizione dalla Cassa Rurale è di 50milioni di euro e l’importo massimo concedibile a ogni azienda sarà pari a 250mila euro.
«È un modo concreto per sostenere gli imprenditori che hanno magari difficoltà, oppure che vogliono concretizzare nuove idee e necessitano di liquidità», spiega Porro.
E in questo momento di crisi economica si è pensato anche all’aspetto promozionale delle imprese, prevedendo un particolare finanziamento per quanti, soprattutto in un territorio come quello di Cantù ricco di aziende del settore del mobile, vorranno partecipare al Salone Internazionale del Mobile di Milano. Per sostenere la presenza dei produttori locali a tale appuntamento, infatti, sono previsti finanziamenti, della durata di un anno, di 30mila euro al tasso fisso dell’1%.
Sono infine stati studiati mutui fondiari per la costruzione e l’acquisto di immobili residenziali edificati con caratteristiche di risparmio energetico, della durata massima di 25 anni con tassi convenienti. Anche in tal caso la cifra a disposizione per l’operazione, che durerà fino al dicembre 2010, è di 50 milioni di euro.

Fonte:corrierericomo.it(Fabrizio Barabesi)


«Frodi sul web in agguato»

L’esperto: attenti alle mail, spesso nascondono raggiri. Se prende di mira un’azienda, pubblica o privata che sia, ne carpisce per via telematica i segreti commerciali e poi li rivende al miglior offerente. Se invece il suo obiettivo siamo noi, cittadini più o meno digitalizzati che usiamo la posta elettronica e navighiamo su Internet, bene che ci vada ci ritroviamo con il conto in banca prosciugato. L’hacker è il nemico numero uno di quest’era ipertecnologica.
Agisce subdolamente nella Rete, approfitta della nostra ingenuità e soprattutto non fa sconti a nessuno. Anzi, secondo gli esperti, ora che il mondo manageriale è corso ai ripari dotandosi di sofisticati sistemi di protezione, la vittima predestinata della pirateria online è proprio l’utente che abbocca a qualche e-mail di dubbia provenienza.
«Di fatto - spiega Stefano Zanero, 28 anni, docente di Sicurezza delle applicazioni informatiche al Politecnico di Milano - il web rispecchia sempre di più la realtà fisica, dove ci sono pochi ladri che svaligiano i caveau delle banche, mentre ci sono tantissimi truffatori che vanno a truffare le vecchiette con le finte bollette dell’Enel».
Di frodi telematiche e di come difendersi da chi le mette in atto si è parlato nei giorni scorsi al Parco tecnologico di Pula, dove Sardegna ricerche ha organizzato la «Giornata della sicurezza informatica», con gli interventi di esperti giunti da tutta Italia.
Tra questi, appunto, quello del ricercatore Stefano Zanero, utile a chiarire nel concreto come agisce la criminalità informatizzata. «Di solito - continua Zanero - i truffatori online giocano sulla nostra buonafede mandando nella posta elettronica e-mail con la carta intestata della nostra banca o di qualche istituzione, magari della polizia». Obiettivo? Impossessarsi dei nostri dati personali o i codici di accesso alle carte di credito e così via. L’unica precauzione che possiamo prendere per difenderci da questo fenomeno detto fishing è quello di cancellare immediatamente qualsiasi e-mail di dubbia provenienza. «Intanto - spiega ancora l’esperto - bisogna tener conto che in generale questi messaggi sono scritti in inglese o in un italiano molto approssimativo. Eppoi nessuna banca, le Poste e ancor meno le istituzioni di pubblica sicurezza ci manderebbero mai un’e-mail che ci richiede dati. Lettere di questo tipo sono sempre una truffa».
Almeno in Italia, tuttavia, le cose non vanno molto meglio per quanto riguarda le aziende. «Soltanto ora, e molto timidamente - aggiunge Zanero - si sta cominciando a intuire il pericolo. O meglio, razionalmente il rischio di non essere protetti si capisce molto bene, ma purtroppo nelle imprese medio-piccole, che poi sono l’ossatura del nostro sistema economico, le decisioni vengono adottate sulla base delle percezioni profonde. Per usare un termine preso in prestito dal libro “1984” di Orwell le aziende italiane ancora non “panciasentono” il pericolo».(17 novembre 2008)Torna indietro

Fonte:espresso.repubblica.it


Piemonte: Regione stanzia fondi propri a sostegno aziende avicole

La Regione Piemonte eroghera' contributi alle imprese avicole (allevamenti di pollame) che hanno dovuto adeguare la pavimentazione delle proprie strutture in seguito all'emergenza aviaria nel 2006, rispondendo a un obbligo imposto da un'ordinanza ministeriale e in attesa di contributi previsti da una legge nazionale (n.81/2006), mai finanziata. La Regione ha quindi deciso di utilizzare fondi propri, pari a poco meno di 1,8 milioni di euro, per sostenere le aziende interessate. A fronte delle domande gia' presentate, i fondi disponibili saranno ripartiti alle Province ed erogati in tempi brevi.
''Si tratta di un provvedimento attesissimo dal mondo avicolo - spiega l'Assessore all'Agricoltura Mino Taricco - che aspettava da oltre due anni l'avvio di un programma di sostegno che a livello nazionale non e' mai stato finanziato.
Abbiamo deciso dunque di far fronte noi, con risorse regionali, per dare un segnale concreto al settore, che oltretutto attraversa una fase di difficolta'. Credo sia una dimostrazione importante e tangibile della volonta' delle Regione di essere al fianco degli allevatori''.

Fonte:asca.it


Pasta: calano i prezzi

Le organizzazioni della distribuzione si sono impegnate a ridurre i prezzi della pasta, sia attraverso promozioni ed offerte speciali, sia riversando sui prezzi al consumo le riduzioni dei prezzi industriali. È questo il risultato dell'incontro tenuto l'11 novembre 2008 dal Garante dei prezzi, Antonio Lirosi, con le organizzazioni della distribuzione Fida-Confcommercio, Fiesa-Confesercenti, Ancc-Coop, Ancd-Conad, Federconsumatori, Confcooperative e Federdistribuzione. L'incontro ha concluso il giro di consultazioni, per verificare il processo di formazione dei prezzi della pasta e l'andamento per i prossimi mesi, in relazione alla riduzione dei prezzi delle materie prime. In considerazione dell'attuale fase di rallentamento del livello generale di inflazione e delle condizioni di mercato delle materie prime, il Garante ha chiesto al settore della distribuzione la disponibilità ad assumere impegni per contrastare il caro-vita e contenere i prezzi al consumo della pasta. Le Associazioni presenti si sono impegnate a trasferire sui prezzi al consumo le eventuali riduzioni dei listini industriali che dovessero intervenire nel prossimo periodo. In particolare, la Fida-Confcommercio e la Fiesa-Confesercenti si sono impegnate a sensibilizzare i propri associati a praticare promozioni ed offerte sulla pasta di semola nel periodo natalizio. Da parte sua la Grande Distribuzione Organizzata (GDO), proporrà ai consumatori il prodotto "pasta di semola di grano duro" in offerta speciale a prezzi ridotti, attraverso promozioni e sconti su singoli marchi nazionali.
Sul sito www.osservaprezzi.it è consultabile l'analisi sulla dinamica dei prezzi della pasta.

Fonte:newsletter.palazzochigi.it


Risoluzione n. 445/E del 18 novembre 2008. Agricoltura, la vendita di un terreno edificabile è campo fertile per l'Irap

Il corrispettivo percepito dall'imprenditore agricolo che, nel 2007, ha venduto un terreno utilizzato per la coltivazione, ma classificato come "edificabile", è rilevante ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive e sconta l'aliquota ridotta pari all'1,9%. Ciò perché la Finanziaria 2008 ha prorogato anche per l'esercizio 2007 la tassazione agevolata riconosciuta ai soggetti che operano in agricoltura e alle cooperative della piccola pesca e loro consorzi.
Questa, in sintesi, la risposta fornita dall'Agenzia, con la risoluzione n. 445/E del 18 novembre, alla titolare di un'impresa agricola individuale.
In particolare, la contribuente chiede chiarimenti, ammesso che la cessione sia rilevante ai fini Irap, in merito all'aliquota applicabile al corrispettivo: se quella ordinaria del 4,25% o quella ridotta all'1,9% prevista per il settore dell'agricoltura. I tecnici dell'Agenzia spiegano che le somme percepite per la vendita, da parte di un imprenditore agricolo, di un terreno utilizzato nell'ambito della propria attività e classificato come "edificabile" rientrano per il loro intero ammontare nell'ambito di applicazione dell'Iva (dato che in questo caso non vale l'esclusione prevista dall'articolo 2, comma 3, lettera c, del Dpr 633/72). Essendo soggetti a registrazione ai fini Iva, i corrispettivi delle cessioni dovranno quindi essere in ogni caso compresi nella base imponibile Irap.
Chiarito il primo punto, la risoluzione sviscera la seconda questione: aliquota ordinaria o ridotta? Ok per la ridotta, dal momento che la mera cessione di un terreno da parte dell'imprenditore agricolo - anche se non riconducibile all'ordinaria gestione dell'azienda - "non concretizza comunque lo svolgimento di un'attività autonoma". Va da sé che la tassazione agevolata si applica alla parte di base imponibile che corrisponde all'esercizio dell'attività agricola, secondo le definizioni e i limiti stabiliti dall'articolo 32 del Tuir. Pertanto, se l'attività agricola esercitata dalla contribuente rientra nei limiti stabiliti dalla norma, è applicabile l'aliquota ridotta anche con riferimento ai corrispettivi realizzati con la cessione, nel 2007, del terreno edificabile.

Fonte:Fiscooggi.it(Chiara Ciranda)


Banche, Pmi, famiglie, sviluppo nel piano da 80 miliardi per l'Italia

Un piano d'azione da 80 miliardi per scongiurare il blocco dell'economia italiana, che al passaggio d'anno è stimata in recessione, con una prospettiva di perdita di valore aggiunto sul prodotto interno pari all'1% nel 2009. Gli interventi annunciati a Washington dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dovrebbero vedere la luce questa settimana con uno o più decreti legge. Si partirà con le misure per la ricapitalizzazione delle banche per poi proseguire con le altre misure destinate al rilancio delle domanda attraverso investimenti pubblici, un pacchetto di incentivi per ridare spinta agli investimenti privati e infine gli aiuti alle famiglie con reddito più basso. Insomma, un maxi-piano espansivo che potrebbe invertire il ciclo già dal secondo semestre del prossimo anno.

  • Cipe.

Venerdì 21 novembre, questa è l'unica data indicata come certa, in una riunione straordinaria del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) verranno definiti i criteri di ripartizione di finanziamenti per 16 miliardi. In larga parte si tratta di fondi già appostati e di finanziamenti europei, per circa 12 miliardi, mentre altri 4 miliardi verranno mobilizzati su progetti con partecipazione pubblico-privati, con il modello del project financing.
Il Cipe pianificherà anche l'utilizzo di fondi Ue già stanziati e che proiettano su tre anni una cifra stimabile in 40 miliardi per ambiente, ricerca e sviluppo. «Pensiamo di ristrutturare le tariffe autostradali in modo da modificare in meglio il sistema che c'è stato finora per cui aumentavano le tariffe anche se non si facevano gli investimenti. E poi- ha detto Tremonti - magari le aziende facevano i dividendi. Stimiamo che con questo accordo con le compagnie autostradali si mobilitino almeno 10 miliardi di euro, ma pensiamo di più».

  • Pmi e famiglie.

Tra gli altri interventi che formano il piano complessivo Tremonti ha citato «interventi per la fiscalità delle imprese», come la possibilità di pagare l'Iva per cassa e la proroga dei premi di produttività, mentre la proroga della detassazione (al 10%) degli straordinari era già stata confermata nei giorni scorsi dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Per le famiglie il ministro ha parlato di uno stanziamento «non piccolo ma che ancora deve essere definito, in una logica di riduzione della tensione che c'è in questa fase».

  • Banche.

Riguardo agli interventi per la ricapitalizzazione delle banche e finalizzato a riattivare gli impieghi verso aziende e famiglie, Tremonti ha confermato che i tempi saranno molto brevi e, anche in questo caso, ha parlato di un decreto. «Stiamo finalizzando la procedura per riaprire il canale di finanziamento alle imprese. Dobbiamo fare un provvedimento per evitare la riduzione e la restrizione del credito. Non è per le banche è per le imprese», ha detto.
«Stiamo definendo i tempi tecnici - ha aggiunto il responsabile del dicastero di via XX Settembre - e immaginiamo che ci sia un impegno da parte del sistema bancario non solo a mantenere ma ad ampliare il canale di finanziamento alle imprese. Il presidente Berlusconi ha parlato con il presidente dell'Abi che prefigura un crescente impegno su questo comparto». Poi Tremonti ha aggiunto che accanto a questi strumenti ci saranno anche «fidi e confidi e un sistema di garanzie che stiamo studiando». L'ipotesi di cui s'è parlato negli ultimi giorni prevedeva, su quest'ultimo fronte, l'attivazione di un fondo di garanzia per riassicurera il sistema del consorzi fidi delle associazioni industriali e artigiane per una valore compreso tra gli 800 milioni e il miliardo l'anno.
L'impatto su deficit e debito.
Il ministro dell'Economia, nel riassumere il piano anti-crisi, ha concluso che gli impegni finanziari complessivi saranno in linea con l'Europa e compatibili, per come sono articolati, con il deficit e il debito. «Non c'è un Paese europeo che abbia fatto interventi se non per le banche - ha insistito Tremonti - ma è un altro discorso. Noi non abbiamo avuto bisogno di interventi sul capitale delle banche e altri interventi non sono stati fatti». L'insieme delle misure avrà effetto sul debito lordo ma non sul netto, mentre l'impatto sul deficit sarà limitato.
«Le obbligazioni per le imprese aumentano il debito lordo, ma non quello netto perché sono baciate - ha aggiunto il ministro -. E su altre voci che non sono così significative avremo da fare delle coperture, ma una cosa positiva della Commissione europea è che ammette la tecnica della copertura one off, (ovvero limitata a un intervento isolato). Se la spesa è one off la copertura è one off».
Il ministro ha sottolineato più volte che l'impatto sul deficit sarà comunque limitato a solo una parte dei fondi messi in campo. «Una parte dei fondi sono già nei tendenziali, una parte sono privati e per la parte restante di quella spesa la copertura sarà one off», ha detto. Di questo si sta parlando in Europa: «È una delle discussioni che stiamo facendo, tutti i Paesi. Noi comunque non andiamo sopra il 3% (del rapporto deficit/Pil) ma ci ammettono a fronte di una spesa certamente one off anche una copertura dello stesso tipo che passa fuori dal 3%».

Fonte:ilsole24ore.com(Davide Colombo)


L'acconto del contributo Inps L.335/95- gestione separata dei professionisti

Entro il 1° Dicembre 2008 i professionisti titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata Inps (articolo 2, comma 26, della Legge numero 335 del 1995) dovranno versare il secondo acconto dei contributi dovuti per il 2008.
I soggetti titolari di reddito di lavoro autonomo (articolo 53, comma 1, del Tuir), che sono soggetti al contributo Inps di cui alla Legge numero 335 del 1995, sono obbligati alla corresponsione del contributo per l’anno 2008, determinato in funzione del reddito professionale dichiarato ai fini Irpef per l’anno 2007.

Fonte: Fisco e Tasse


Altro che fannulloni! Tanti "drogati" da lavoro

La nuova dipendenza patologica è così rilevante che gli specialisti stanno approntando le cure per una sindrome destinata ad accentuarsi per l'incertezza di un'occupazione stabile
Ci sarà pure qualche migliaio di fannulloni, come dice Brunetta, ma ci sono anche un milione di dipendenti dal lavoro in Italia. Non sono certo soli, accompagnati da centinaia di migliaia di dipendenti da internet, dal cellulare, da shopping compulsivo, da gioco d'azzardo patologico.
La "Rete nuove dipendenze patologiche" ha provato a fare il punto di un problema che in Giappone è già un'emergenza sanitaria. Tanto che gli esperti italiani sono già al lavoro per mettere a punto un protocollo speciale proprio per definire il percorso di cura di questi nuovi malati.
Rosa Mininno, direttore scientifico della Rete spiega che "ci sono centinaia di migliaia di persone coinvolte, di tutte le categorie sociali, economiche e anagrafiche: i più a rischio sono i giovani; le donne per le dipendenze affettive".
Le persone che vivono questi disturbi provano una grande sofferenza. Queste dipendenze compromettono non solo l'aspetto psicologico della persona ma "anche quello fisico, familiare o di coppia e, in generale, tutte le relazioni affettive fondamentali: i dipendenti dal lavoro, per esempio, possono percepire il coniuge come un estraneo compromettendo la sfera affettiva a familiare".
La specialista riferisce che questi disturbi, insidiosi perché meno riconoscibili rispetto a una dipendenza da sostanza, sono in espansione.
"Ecco alcuni atteggiamenti tipici - spiega una nota - che possono aiutare a riconoscere il problema: l'incapacità di resistere all'impulso di mettere in pratica un comportamento; la sensazione crescente di tensione prima dell'inizio dell'atto o quella di perdita di controllo durante l'atto; tentativi ripetuti di ridurre, controllare o abbandonare il comportamento; la reiterazione dell'atto nonostante la consapevolezza che possa causare o aggravare problemi di ordine sociale, finanziario, psicologico o psichico".

Fonte:iltamtam.it


Agenzia Entrate: chiarimenti regime fiscale fondi immobiliari

Il 3 novembre, l'agenzia delle Entrate ha emanato la Circolare n. 61 con la quale ha fornito chiarimenti sulle modalità di applicazione del nuovo regime fiscale per i fondi immobiliari. Tali fondi (la cui disciplina è stata rivisitata con il dl n. 112/2008 convertito con modificazioni nella l. 133/2008) riguardano gli investimenti esclusivamente o prevalentemente in beni immobili, in diritti reali immobiliari e in partecipazioni in società immobiliari. In particolare, l'art. 82, co. 17 e 22, dal punto di vista fiscale ha innalzato dal 12,50 % al 20 % l'aliquota applicabile sui redditi di capitale derivanti dai fondi. L’Agenzia, con la Circolare ha quindi fornito i chiarimenti sul regime di tassazione dei partecipanti ai fondi immobiliari, sul regime speciale di tassazione dei fondi immobiliari a ristretta base partecipativa e familiari non quotati in mercati regolamentati e con un patrimonio inferiore a 400 milioni e sulla presunzione di residenza di società ed enti non residenti con patrimonio prevalentemente investito in fondi immobiliari. Il provvedimento ha quindi evidenziato che l'imposta deve essere corrisposta dalle società di gestione del risparmio in un'unica soluzione entro il 16 febbraio dell'anno successivo al prelievo. Il primo versamento dell'imposta dovrà essere effettuato il 16 febbraio 2009.

Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)


Le aziende bocceranno Windows 7

Windows Vista, il sistema operativo che doveva portare la rivoluzione è oggi sotto i riflettori per essere ancora, a distanza di un paio anni, eternamente al centro delle preoccupazioni degli utenti.
Sarebbe dovuto essere la chiave di volta non solo per il mercato consumer ma anche per quello business ed invece per Microsoft, in un certo senso, si è trasformato in un boomerang. In molti si interrogano se si stia tratta di un vero flop oppure di uno scetticismo nei confronti del nuovo, dopo l’innegabile successo di XP.
Eppure, non solo gli utenti privati ma sopratutto le aziende hanno bocciato senza appello questo sistema operativo, tant’è che come tutti sappiamo molti hanno preferito tornare al collaudato Windows Xp.
Con Windows 7 - che in pratica ripropone Vista ma con una serie di migliorie - ci aspetta quindi uno sforzo in più, soprattutto in ambito business, da parte di Microsoft per immettere nel mercato un prodotto nuovo che risponda con decisione alle necessità aziendali.
In realtà, a pochi giorni dalla presentazione delle beta di Windows 7 arriva la semi-bocciatura dagli analisti: Windows 7 migliora Vista, ma non basta?
Non basta perchè il mercato si è evoluto e le richieste sono per un sistema operativo radicalmente diverso che sfugge dall’attuale logica evoluzionistica di Windows.
Windows 7 è stato presentato come una sorta di Vista 2.0.
L’interfaccia grafica del desktop è stata leggermente modificata: icone più grandi e meglio rifinite, una nuova task bar e la possibilità di muovere i Widget in giro per lo schermo (stile Linux), in quanto ora sono relegati nella Sidebar.
Una delle gradi novità è l’integrazione nativa per touchscreen e multi-touch, caratteristiche che vanno diffondendosi sui notebook, oltre che nei prossimi desktop, e che quindi Microsoft ha pensato bene di integrare da subito queste tecnologie.
Migliorato il supporto wireless ora configurabile con un Wizard rinnovato. Molto interessante la funzione Device Stage che permette di verificare che periferiche sono collegate alla nostra macchina e che cosa possiamo fargli fare.
In Windows 7 troveremo anche Explorer 8, Windows Media Player 12 e una nuova relase di Office che integrerà anche una versione Live.
Lato aziendale, Windows 7 integrerà il supporto a DirectAccess che permetterà l’accesso alle applicazioni da remoto in maniera più sicura e con più facilità senza aver bisogno di soluzioni complicate o “esotiche”.
Molta carne al fuoco ma anche molto scetticismo per un prodotto cruciale per Microsoft: il Kernel, cioè il cuore del sistema operativo sarà sostanzialmente lo stesso di Vista per evitare problemi di compatibilità con le attuali periferiche. Peccato che proprio queste affinità con “vecchio” facciano temere i più…
Lo scenario futuro, infatti, non vede più il computer inteso come un super calcolatore in grado di effettuare qualsiasi operazione, ma una sorta di terminale remoto in cui gestire svariate applicazioni siano essere residenti nel computer, siano esse su server o in qualche altro luogo della rete (pensate al successo dei netbook…).
Si svilupperanno in maniera massiccia le applicazioni dedicate alla virtualizzazione per permetterci di lavorare con più sistemi operativi sullo stesso computer senza dover ricorrere ad un dual boot.
Dda questo punto di vista Microsoft forse è ancora lontana.
Non sconvolge dunque la netta crescita di Mac Os X e di Linux (in particolare Ubuntu) che sono più orientati verso queste nuove filosofie. Certo Microsoft è un colosso che ha saputo più di una volta reagire a difficoltà simili, ma c’è da chiedersi se anche questa volta saprà proporre una vera innovazione.

Fonte:blog.pmi.it


Pubblico impiego, promozioni garantite a tutti

La busta paga più gonfia è quella che arriva ogni mese ai cinque dirigenti di prima fascia dei Monopoli di Stato, che nel 2007 hanno guadagnato in media 250mila euro all'anno.
Guardando alla dinamica, però, a scoppiare di salute sono le retribuzioni dei dirigenti ministeriali, che tra 2005 e 2007 sono aumentate del 16,7% nel caso dei vertici apicali (portando a un consuntivo medio di 173mila euro) e addirittura del 23% per i dirigenti di seconda fascia (giungendo a quota 80.500 euro l'anno). Nei ministeri, però, la corsa non è stata confinata ai livelli dirigenziali ma ha coinvolto anche i 190mila impiegati «semplici», che a fine 2007 hanno messo insieme in media l'11,8% in più di quanto guadagnato due anni prima. Uno sprint di tutto rispetto, secondo solo al +16,8% fatto registrare dal personale diplomatico, che però naturalmente ha dinamiche retributive non confrontabili con gli altri comparti pubblici.
I dati emergono dal conto annuale del personale diffuso la scorsa settimana dalla Ragioneria generale dello Stato, che ha dedicato un capitolo all'analisi delle buste paga dei 3,36 milioni di dipendenti pubblici a tempo indeterminato. Il costo totale del personale nel 2007 si è attestato a 156 miliardi di euro, il 4% in meno nel 2006. Ma su questa dinamica incide l'altalena degli arretrati contrattuali (rispetto al 2005, l'aumento è del 5,6%), mentre le retribuzioni effettive, depurate da questo fattore, puntano tutte all'insù. E la fotografia arriva alla vigilia di una stagione fitta di rinnovi contrattuali, aperta mercoledì scorso proprio dai ministeriali (si veda anche l'articolo nella pagina a fianco) e proseguita in questi giorni con una pioggia di atti di indirizzo, che fanno seguito al Protocollo firmato due settimane fa a Palazzo Chigi.
E le firme in calce ai contratti spiegano anche le dinamiche rilevate dalla Ragioneria nei diversi comparti, che in una stagione contraddistinta da ritardi cronici hanno seguito ritmi diversi nella stipula delle intese. Via XX Settembre spiega però che a influire sui valori della «retribuzione effettiva», vale a dire sulle somme reali lorde percepite dai dipendenti pubblici, è anche «la variabilità di alcune componenti della remunerazione» (cioè la diffusione di voci accessorie) e la «movimentazione del personale» (cioè, oltre al turn over, il tasso di generosità nelle promozioni)
È l'insieme di questi fattori, insomma, a premiare i 2.700 dipendenti della presidenza del Consiglio, che lontano dai ruoli dirigenziali sfiorano i 37.500 euro l'anno (sono anche il comparto più "anziano", anche se di poco, all'interno di una Pubblica amministrazione in progressivo invecchiamento) e hanno visto aumentare del 10,3% le proprie entrate medie (grazie anche a un turno di rinnovo, contro i due che hanno caratterizzato il triennio dei ministeriali). Con la loro somma, i dipendenti di Palazzo Chigi staccano tutti gli altri settori pubblici confrontabili, a partire dalle agenzie fiscali che si piazzano al secondo posto con 33.300 euro alimentati anche dai premi frutto della lotta all'evasione. Le buste dimagriscono invece dalle parti della scuola e degli enti territoriali, per arrivare sotto i 25mila euro l'anno nel caso del personale tecnico delle università. Il cui contratto sul 2006/07 è però arrivato in forte ritardo (è stato siglato a fine ottobre), viziato anche da una serie di automatismi su stabilizzazioni e part time che hanno attirato l'attenzione di Corte dei conti e Funzione pubblica ma non hanno fermato l'intesa. Sulle cattedre, invece, la Ragioneria indica una cifra di 56mila euro, che però è frutto della media di docenti (il cui costo annuo viaggia intorno ai 110mila euro se ordinari e 74.500 se associati) e ricercatori (fermi invece a quota 50mila).

Fonte:ilsole24ore.com(Gianni Trovati)

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