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Addebiti pazzi Postamat : a chi rivolgersi
Finanziamenti per imprenditori agricoli ed allevatori
Cassazione: i vizi degli italiani smascherati dagli 'ermellini'
Isfol, Italia regge meglio crisi di altri paesi europei
Risparmio energetico, on line le novità sul bonus del 55%
Informatica e hi-tech fuori dalla crisi nel 2010
Il 15 dicembre scade il modulo Eas Agevolazioni per gli iscritti al Coni
Allarme Bce sul credito: famiglie e imprese a secco
Carta di credito: l’ideale per chi viaggia
Proroga per gli ammortizzatori sociali in deroga
Internet, la Polizia Postale avverte: ''Attenti a eMule, cerchi 'Biancaneve' e trovi materiale pornografico
Autotrasporto. Contributi per la formazione professionale
Multe auto fino a 250 euro e ritiro della patente se si fuma. Nuova legge
Antitrust apre istruttoria nei confronti di ABI e Consorzio Bancomat
Conto alla rovescia per marche e foglietti bollati per cambialia
Il mercato degli ebook cresce del +61% in Italia
Poste Italiane, conti correnti nel caos. Tutta colpa di una virgola…
Farmacie libere di ampliare l'orario d'apertura
Più facile per i papà stare a casa con i figli
Foto olografiche nelle carta d'identità
L’indennità di disoccupazione non spetta in caso di part-time verticale
Sms, da gennaio tariffe più basse
Finanziaria 2010: libri gratis a scuola, ammortizzatori per precari. No Irap, Irpef e affitti
Equitalia, atti notificati a mezzo posta; Notifica inesistente se non eseguita da agenti abilitati
Commercio: il mercato del falso vale 18 miliardi
Marchio Comunitario: la parola alle Pmi
Windows 7 non spia gli utenti
Studenti eccellenti senza Irpef. Il premio guarda alla qualità
Il 40% delle Pmi punta sulla green economy
Rinnovato contratto dirigenti 2009-2010: le novità
Addebiti pazzi Postamat : a chi rivolgersi
Problemi con la carta Postamat : chi nei giorni scorsi ha prelevato contanti tramite sportelli bancomat bancari o ha pagato nei negozi può essersi ritrovato con addebiti sbagliati. Ecco come segnalare eventuali anomalie.
Per una virgola
Il problema si è verificato nei giorni precedenti il 25 novembre (non si sa esattamente quali) : gli utilizzi della carta Postamat per prelevare denaro dagli sportelli automatici di altre banche oppure per pagare nei negozi sono stati registrati in maniera errata sui c/c dei clienti (è saltata la virgola prima dei decimali, per cui, per fare un esempio, una spesa di 153,50 euro è stata registrata come 15.350 euro). Per effetto di questo, alcuni conti correnti sono andati anche in rosso.
Le Poste rassicurano
Poste Italiane assicura che non ci saranno spese aggiuntive o costi nascosti per i correntisti. Nei prossimi giorni verrà inviata una lettera a ogni correntista con il saldo rettificato.
A chi rivolgersi
Il nostro consiglio è di verificare fin da ora il saldo dell'estratto conto (lo si può fare presso gli sportelli Postamat con la carta oppure online, se si è registrati) e se ci sono problemi di segnalarlo per iscritto alle Poste, per lettera raccomandata a.r., indirizzata a: Poste Italiane S.p.A. - BancoPosta - Regolamentazione Processi e Procedure - Gestione Reclami - Viale Europa n. 175 - 00144 Roma oppure via fax al numero 06/59580160.
Fonte:altroconsumo.it
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Finanziamenti per imprenditori agricoli ed allevatori
A causa della crisi, del crollo dei prezzi all’origine, e dell’aumento dei costi di produzione, quella attuale non è di certo una congiuntura molto favorevole per il settore agricolo, ragion per cui sia gli imprenditori agricoli, sia gli allevatori, per poter far fronte alle temporanee esigenze di cassa hanno spesso bisogno di accedere a dei finanziamenti o alle linee di credito. Una della banche italiane che eroga credito proprio ed anche al settore agricolo è Banca Carige, la quale offre numerose soluzioni e forme di finanziamento in grado di garantire sviluppo e far fronte alle temporanee difficoltà dell’impresa agricola. Tra i finanziamenti per l’agricoltura proposti, particolarmente interessante è il prestito Carige agrario a tasso agevolato “di soccorso”, che può essere erogato a favore sia delle imprese agricole, sia delle cooperative, in quelle aree del territorio dove la Regione, competente per territorio, ha riconosciuto il danno derivante da calamità atmosferiche.
In tal caso, l’Istituto di credito può erogare a favore delle imprese e delle cooperative agricole un finanziamento con durata fino a sessanta mesi unitamente ad un tasso di interesse agevolato. Con il “Credito Carige agrario di miglioramento“, invece, l’Istituto offre la possibilità di ottenere finanziamenti per realizzare nell’azienda agricola degli investimenti di tipo infrastrutturale.
Ad esempio, il credito in questo caso può essere concesso per la ristrutturazione, l’acquisto o la costruzione di fabbricati rurali, per l’acquisto di fondi rustici, o ancora per ristrutturare, costruire o acquistare dei capannoni ad uso agricolo. Per tali finalità, le filiali delle banche appartenenti al Gruppo Carige possono concedere all’imprenditore agricolo un credito agrario avente una durata massima di quindici anni come tempo di rimborso, ma con la possibilità in casi specifici di poter innalzare a venti anni la durata del piano di ammortamento; per quanto riguarda il saldo delle rate del Credito Carige agrario di miglioramento, la periodicità di rimborso è semestrale
Fonte:bassitassi.com
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Cassazione: i vizi degli italiani smascherati dagli 'ermellini'
I vizi degli italiani smascherati, condannati, e a volte tollerati, dalla Cassazione. Dal dipendente pubblico che timbra il cartellino per poi andare allo stadio all'impiegato che usa impropriamente il telefono aziendale per telefonate private (gettonato anche l'invio di messaggini agli amici) i supremi giudici, negli anni, hanno smascherato tutti i comportamenti negativi del Belpaese che sfociano poi in reato. La Suprema Corte ha bacchettato ma salvato dal licenziamento l'impiegato cafone. Non risparmiate le donne, certamente le piu' rissose stando alle sentenze di piazza Cavour, e piu' inclini ad offendersi sui loro difetti. Anche su questo argomento la Cassazione e' stata tassativa: enfatizzare i difetti delle signore e' ingiuria. Ne sa qualcosa una signora della capitale che, rivolgendosi a Ildegarda piu' in la' negli anni, le ha dato della 'carampana, non piu' in condizioni di seguire una situazione' dato il decadimento senile. In Puglia, per una lite tipicamente femminile, Maria si e' rivolta a Giovanna apostrofandola 'faccia da cavallo'. La signora in questione, sentendosi offesa, si e' rivolta al tribunale e in Cassazione ha avuto soddisfazione dell'ingiuria ricevuta ottenendo un risarcimento di 600 euro. Sempre le donne protagoniste di offese in un condominio fiorentino . 'Uno scio' scio', gallina' e' costata un'ennesima condanna per ingiuria. I vizi piu' eclatanti la Cassazione li ha stanati e condannati soprattutto negli uffici. A partire dall'abuso delle telefonate. Sono fioccate condanne per peculato ai danni di dipendenti della pubblica amministrazione in Sicilia (un amministrativo fece telefonte private per oltre duemila euro), ma anche a Torino, in Piemonte , senza dimenticare l' Abruzzo e le Marche. Graziati solo i dipendenti che si sono limitati a chiamate "sporadiche" e "urgenti". Un'impiegata di un autonoleggio genovese ha pagato con il licenziamento "per giusta causa" l'eccesso di chiamate private. Il signor Lucio O., impiegato al comune di Taurisano, nel leccese, e' stato condannato a sei mesi di reclusione e a 100 euro di multa per truffa, concessi i benefici di legge, per avere fatto timbrare il cartellino ad un collega che certificava la sua presenza in ufficio mentre era allo stadio a vedere una partita. "Il rimprovero -hanno detto gli 'ermellini'- che si muove al dipendente non e' tanto quello di essersi recato durante l'orario di servizio ad assistere ad un incontro di calcio, ma di avere percepito un ingiusto profitto, ricevendo la retribuzione anche in relazione ai tempi in cui si sia assentato, con corrispondente danno del Comune". Altro vizio condannato dai supremi giudici e' quello dei proprietari dei cani che portano a spasso Fido nel parco senza guinzaglio. Beccato sul fatto, un signore di Bologna e' stato multato anche se il cane non aveva aggredito nessuno. Ad ogni buon fine, la Cassazione ha spiegato che "per consentire l'ossigenazione dell'animale non e' indispensabile la frequentazione di un parco pubblico in un'ora in cui e' popolata da altre persone, potendo il proprietario usare l'accortezza di condurlo in luoghi non aperto al pubblico o in appositi recinti per animali, non infrequenti nei parchi pubblici". Non solo vizi bacchettati. Sull'impiegato che fa il 'lumacone' in ufficio con le colleghe, la Cassazione ha deciso di soprassedere. Su un caso accaduto a Ferrara la Suprema Corte ha avuto modo di certificare che toccare le colleghe "senza ebbrezza sessuale" e' "di certo poco raffinato" ma non censurabile in quanto non c'e' intenzione di "soddisfare la propria libido". In condominio, poi, e' tollerata anche qualche piccola offesa se e' trasversale.
Fonte:adnkronos.com
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Isfol, Italia regge meglio crisi di altri paesi europei
Rispetto alla media europea l’occupazione in Italia è diminuita di meno: nel secondo trimestre 2009 si registra una contrazione dello 0,9%, contro una media in Europa dell’1,9%.
Valori peggiori dei nostri si registrano in Inghilterra, Francia, Austria, nei Paesi scandinavi. Il Portogallo ha avuto un calo del 2,7%. La Spagna addirittura del 7,1%. Anche la crescita del numero di disoccupati appare in Italia più contenuta rispetto all’incremento registrato in molti paesi comunitari. E’ questo il quadro delineato dal Rapporto Isfol 2009 presentato a Roma. Visualizza il video sul portale del Gruppo GMC-Adnkronos
Vanno sottolineate, si legge nel rapporto, due caratteristiche italiane che hanno ridotto, almeno finora, l’impatto della crisi: le dimensioni minori della bolla edilizia (e della finanza, in parte ad essa connessa) rispetto a paesi come Spagna e Inghilterra e l’incentivo a mantenere quanto più possibile i lavoratori in azienda attraverso l’estensione generalizzata della cassa integrazione guadagni. In Italia si osserva una contrazione dell’orario medio di lavoro più sostenuta che altrove: nell’ultimo anno, la riduzione è stata mediamente in Europa circa un quarto d’ora, da noi il tempo medio di lavoro è invece diminuito di circa mezz’ora. Si tratta di una risposta alla crisi fornita dalle imprese in alternativa all’espulsione dei propri dipendenti. Un’ulteriore conferma di questi comportamenti viene dall’incremento del part time: nel secondo trimestre 2009 il lavoro dipendente a tempo indeterminato di tipo part time è cresciuto del 2,1%, mentre l’occupazione full time è rimasta sostanzialmente ferma.
La crescita dei contratti part time ha riguardato più la componente maschile che quella femminile ed è stata più accentuata nei settori di attività più colpiti dalla crisi. Un altro importante fattore che motiva l’accentuata riduzione dell’orario medio di lavoro in Italia è imputabile alle scelte del governo di fronteggiare la crisi attraverso un robusto potenziamento delle risorse degli ammortizzatori sociali e un consistente ampliamento della platea dei beneficiari, sino a coinvolgere anche lavoratori per i quali non era precedentemente prevista alcuna tutela. Le aziende industriali, per lo più collocate al Centronord, hanno fatto, almeno finora, un basso ricorso ai licenziamenti preferendo prima esaurire ogni altra possibile alternativa (ferie, orari ridotti, contratti di solidarietà, cassa integrazione).
Ci si può chiedere come mai un comportamento così diverso rispetto alle precedenti crisi dei primi anni novanta e dei primi anni ottanta. Una possibile spiegazione, per l’Isfol, risiede nella difficoltà dell’ultimo quindicennio di reperire manodopera nelle aziende manifatturiere. Non era mai accaduto prima. Alcuni indizi che arrivano dalle ricerche in corso presso l’Istituto sembrano dimostrare che molte imprese, pur nelle difficoltà di questi mesi, sono restie a licenziare per la preoccupazione di trovarsi senza manodopera preparata quando gli ordinativi ripartiranno. Si spiega in questo modo anche il ricorso estesissimo alla cassa integrazione e i non pochi contratti di solidarietà firmati nel corso del 2009.
Le richieste di cassa integrazione guadagni hanno fatto registrare nel corso del 2009 un incremento notevole. Va detto, tuttavia, che le imprese solitamente usufruiscono solo di una parte delle ore autorizzate: nel 2009 è stato autorizzato solo il 60% di ore autorizzate contro il 77% del 2008. Nei primi sette mesi del 2009, su quasi 325 milioni di ore di cigo autorizzate ne risultavano utilizzate 195 milioni. E delle 138 milioni di ore di cigs e di trattamenti in deroga autorizzate ne sono state impiegate 88 milioni. Questo scarto tra ore di cassa integrazione autorizzate e ore effettivamente utilizzate rappresenta un segno evidente dell’incertezza sul futuro che ha coinvolto le imprese dall’esplodere della crisi in poi.
Ma si tratta anche di una ulteriore conferma del tentativo da parte delle aziende di mantenere il più possibile la propria manodopera in organico, di non licenziare, pena il rischio di trovarsi in carenza di professionalità e di capitale umano al momento della ripresa. Il sistema Italia, per l’Isfol, sta dunque salvaguardando il capitale di forza lavoro accumulato nel corso degli anni. La crescita dell’occupazione si è avviata a partire dalla seconda metà degli anni Novanta ed è proseguita sino al 2008, quando abbiamo raggiunto il massimo storico di occupati: 23 milioni e 400 mila lavoratori.
Tale incremento si è verificato sostanzialmente grazie al lavoro dipendente. Tra il 2004 e il 2008 i lavoratori dipendenti sono aumentati dell’8,2%, pari ad oltre 1 milione e 300 mila unità. Viceversa, il lavoro a collaborazione ha subito un calo del 6,5%. Il contributo dato dalle collaborazioni all’aumento dell’occupazione in questi ultimi 5 anni è stato praticamente nullo. Inoltre, si è contratto nella misura del 5,1% anche il lavoro autonomo.
Fonte:labitalia.com (Ml)
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Risparmio energetico, on line le novità sul bonus del 55%
Aggiornato il vademecum che guida il contribuente tra i come e i quando degli sconti fiscali pro-ambiente
Le disposizioni normative di fine 2008 e del 2009, che hanno portato a una semplificazione delle procedure e degli adempimenti amministrativi previsti per fruire della detrazione dall’Irpef del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici, entrano nella guida web dell’Agenzia “Le agevolazioni fiscali sul risparmio energetico”.
Il primo input è arrivato con il provvedimento direttoriale del 6 maggio 2009 – previsto dall’articolo 29 del decreto “anticrisi” n. 185/2008 – con il quale è stato approvato il modello di comunicazione relativo ai lavori di riqualificazione che proseguono oltre il periodo d’imposta in cui sono iniziati.
Poi, il 6 agosto, è sopraggiunto il decreto interministeriale che ha introdotto significative modifiche nel senso della semplificazione.
Tra le più importanti, la possibilità, per chi installa pannelli solari realizzati in autocostruzione, di non presentare la certificazione di qualità del vetro solare rilasciata da un laboratorio certificato e produrre soltanto l’attestato di partecipazione a un corso di formazione specifico.
È stato cancellato l’obbligo di allegare l’asseverazione sul rispetto dei requisiti minimi a carico dei contribuenti che sostituiscono finestre e infissi. La conformità alla normativa europea può essere attestata direttamente dal produttore di tali elementi.
Modificate anche le prescrizioni sui contenuti dell’asseverazione per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Ora, i generatori di calore a condensazione possono essere “ad aria o ad acqua” e le valvole termostatiche a bassa inerzia termica vanno posizionate “ove tecnicamente compatibile”.
Il vincolo della certificazione di conformità alle regole Ue per ogni singolo componente è eliminato, inoltre, nel caso di installazione di impianti di potenza nominale del focolare inferiore a 100 kw. Anche in questa ipotesi, basta la “parola” del produttore.
Dal 2009, per i coefficienti di prestazione (COP) e gli indici di efficienza energetica (EER) delle pompe di calore (caldo/freddo), sarà necessario fare riferimento ai nuovi valori minimi indicati nell’allegato I del decreto del 6 agosto scorso.
Oltre alle semplificazioni, nella guida on line trova spazio un adempimento a carico esclusivamente dei contribuenti che proseguono lavori di riqualificazione energetica avviati in un precedente periodo d’imposta. Si tratta della comunicazione da predisporre su modello approvato con il provvedimento direttoriale del 6 maggio, e da inviare telematicamente all’agenzia delle Entrate nel termine di 90 giorni dalla fine del periodo d’imposta in cui sono iniziati i lavori. Quindi, in relazione agli interventi di riqualificazione in corso tra il 2009 e il 2010, andrà trasmessa entro il prossimo 31 marzo. Se i lavori si protraggono per più periodi d’imposta, la comunicazione va fatta ogni volta nel rispetto degli stessi tempi e modalità.
Nell’articolo “Bonus 55%, invio comunicazione soltanto per i lavori pluriennali”, del 7 maggio 2009, i dettagli sui contenuti del provvedimento, che entrano a pieno titolo nella guida.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Paola Pullella Lucano)
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Informatica e hi-tech fuori dalla crisi nel 2010
La ripresa degli investimenti in tecnologie informatiche è "on the way". Lo dice una ricerca di Goldman Sachs, secondo cui nel 2010 la spesa It riprenderà a marciare in avanti tornando, di fatto, ai livelli pre-crisi. Fra gli analisti c'è un cauto ottimismo.
I budget in altri termini dovrebbero tornare a normalizzarsi nel corso dell'anno prossimo ma tutto dipenderà dall'andamento macroeconomico, il vero driver dei nuovi progetti hi-tech in seno alle aziende. R
ispetto al novembre scorso non c'è comunque paragone e la spirale negativa che ha fermato per questi 12 mesi le iniziative dei Chief Information Office di tutto il mondo pare essersi dissolta o quasi.
Ma dove verranno destinati quindi i nuovi investimenti It? Secondo Goldman Sachs le voci infrastrutture, applicazioni e systems integration saranno quelle che beneficeranno di maggiori risorse, anche perché strettamente legate all'adozione di "nuove" tecnologie come la virtualizzazione e il cloud computing.
L'hardware dovrebbe finalmente tornare nella lista della spesa delle grandi multinazionali in relazione all'aggiornamento del parco installato di pc, server e apparati di storage mentre diminuirà il ricorso ai servizi esterni in off shoring.
Nei computer si farà sentire come previsto l'arrivo di Windows 7, che sarà oggetto di migrazione nel 2010 per il 32% dei Cio intervistati (un altro 28% ha pianificato l'abbandono di Xp o Vista nel 2011). Gli analisti hanno inoltre fatto i nomi di chi, fra i vendor tecnologici, sta cavalcando meglio e con più profitto la ripresa degli investimenti.
Premesso che l'anno a venire registrerà un ulteriore consolidamento di questo mercato (con nuove fusioni e acquisizioni), Goldman Sachs mette per esempio fra i perdenti nel comparto dei server enterprise Ibm e Sun e premia per contro Cisco, Hp e Dell. Nell'ambito del software e delle soluzioni di sicurezza, invece, fra le aziende in crescita ci sono accanto a Microsoft veri e propri specialisti come VMware (virtualizzazione), RedHat (open source) e Salesforce.com (Crm on demand) mentre dietro la lavagna finiscono Ca, Bmc Software e Check Point.
Fonte:ilsole24ore.com ( Gianni Rusconi)
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Il 15 dicembre scade il modulo Eas Agevolazioni per gli iscritti al Coni
Un' ulteriore novità fiscale del 2009 riguarda anche le Associazioni Sportive che entro il 15 Dicembre 2009 dovranno inviare all’Agenzia dell’Entrate il cosiddetto modello EAS, che potrà essere trasmesso solo per via telematica.
L’omesso invio del suddetto modello farà perdere alle associazioni sportive tutte le agevolazioni fiscali previste dall’art. 148 del TUIR e dall’art. 4 del DPR N. 633/72.
Le Associazioni Sportive con solo codice fiscale e regolarmente iscritte nel Registro del C.O.N.I., potranno compilare un 'modello EAS ridotto', senza indicare informazioni relative al numero di soci, alle entrate percepite negli ultimi tre anni ecc…
L’iscrizione al Registro delle associazioni del CONI deve essere fatto ogni anno e per poter adempiere alle relative agevolazioni è indispensabile essere affiliato ad un Ente del CONI (FISE, CNSLibertas, USACLI, ecc…) al riguardo è importante sapere che non tutte le Federazioni Sportive o Enti di Promozione provvedono in automatico alla predetta iscrizione.
Il CNSLibertas è un Ente di promozione del C.O.N.I. che conferisce la possibilità di ottenere la relativa iscrizione al Registro del C.O.N.I. mediante l’affiliazione del Centro Ippico.
Il Dipartimento Equitazione del CNSLibertas è curato dalla Scuola Equestre di Formazione - S.E.F. Italia.
Fonte:cavallomagazine.quotidianonet.ilsole24ore.comm
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Allarme Bce sul credito: famiglie e imprese a secco
La situazione sul mercato creditizio rimane fragile nella zona euro. Gli ultimi dati hanno mostrato un nuovo calo dei prestiti al settore privato in un momento in cui le autorità monetarie stanno riflettendo su un'uscita graduale dalle misure di emergenza introdotte nell'ultimo anno. Anche negli Stati Uniti le banche hanno ridotto i crediti alle piccole imprese.
In ottobre i prestiti al settore privato, famiglie e aziende, sono calati dello 0,8% annuo e dello 0,3% mensile. Su base annua è la seconda contrazione dal 1991, dopo quella di settembre. I prestiti concessi alle imprese sono scesi addirittura dell'1,2% rispetto all'ottobre 2008. Più in generale l'aggregato M3 monetario è aumentato dello 0,3%, dall'1,8% di settembre.
Le statistiche pubblicate ieri dalla Banca centrale europea hanno confermato un divario tra i crediti alle famiglie da un lato e i prestiti alle aziende dall'altro. Quest'ultimi hanno subito un calo più accentuato negli ultimi mesi, soprattutto per i crediti a breve termine. Detto ciò, i dati vanno analizzati con cautela: sono forse meno negativi di quanto non appaiano a prima vista.
Le cifre su base annua sono probabilmente influenzate da un effetto confronto con un periodo del 2008 segnato dal drammatico fallimento di Lehman Brothers. Le statistiche mensili invece mostrano bene o male una certa stabilizzazione. In questo senso, Federico Loredana, economista di UniCredit, nota che «i dati non sono più in caduta libera».
Sul fronte macroeconomico, ha aggiunto invece l'analista di Barclays Capital Thorsten Polleit, «le statistiche indicano pressioni al ribasso per l'inflazione nel medio termine». Proprio ieri i primi dati di novembre sono usciti in Germania: nella Repubblica Federale, i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3% annuo e scesi dello 0,2% mensile.
Le ultime cifre sugli aggregati monetari arrivano in un momento particolare. Qualche giorno fa il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha criticato le banche: non solo ha puntato il dito contro il ritorno della speculazione troppo rischiosa, ma ha anche ricordato che le generose iniezioni di liquidità degli ultimi mesi sono destinate all'economia, non al trading.
I dati pubblicati ieri nascondono due fenomeni. Certamente il calo dei prestiti è dovuto al fortissimo rallentamento economico. Ma molti osservatori temono che dietro alla diminuzione del credito ci sia anche la tendenza delle banche a utilizzare il denaro ottenuto nelle operazioni di rifinanziamento per investimenti sui mercati piuttosto che per prestiti alle imprese.
La stessa preoccupazione riguarda gli Stati Uniti. All'inizio della settimana un rapporto del Tesoro americano ha mostrato come le grandi banche del paese abbiano ridotto i prestiti alle piccole e medie imprese, nonostante i generosi aiuti ricevuti dal governo dovessero essere utilizzati anche per finanziare l'economia reale.
Il credito alle aziende più piccole è calato di 10,5 miliardi di dollari dalla fine di aprile, con un calo del 4% annuo in sei mesi. La banca che più ha ridotto i prestiti è la Wells Fargo, con un calo di 3 miliardi di dollari. Nel contempo, il numero dei fallimenti societari è aumentato del 33% annuo nel terzo trimestre, secondo l'American Bankruptcy Institute.
Gli ultimi dati sul credito nella zona euro giungono mentre la Bce sta riflettendo a come uscire dalla situazione di emergenza. Ieri a Lipsia il presidente della Bundesbank Axel Weber ha avvertito che il momento di iniziare lo smantellamento delle misure creditizie straordinarie introdotte dopo il fallimento di Lehman Brothers non può essere rinviato sine die.
Entro breve la Bce dovrà annunciare come intende effettuare in dicembre l'ultima di tre operazioni di rifinanziamento a 12 mesi. Due le principali possibilità: il tasso fisso, come avvenuto finora, oppure l'indicizzazione. Nel decidere, l'istituto monetario dovrà valutare la fragilità del sistema bancario e i dati sul credito, ma anche i danni potenziali di una liquidità troppo generosa.
I NUMERI
-0,8% - Il calo al settore privato
Nella zona euro in ottobre i prestiti al settore privato, famiglie e aziende, sono calati dello 0,8% annuo e dello 0,3% mensile. Su base annua è la seconda contrazione dal 1991, dopo quella di settembre
-1,2% - Il calo alle imprese
La flessione dei prestiti concessi alle imprese è stato pari all'1,2% rispetto all'ottobre 2008
+0,3% - L'aumento dell'aggregato M3
Più in generale l'aggregato M3 monetario è aumentato dello 0,3% dall'1,8% di settembre
+0,3% - I prezzi al consumo
In Germania i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3% annuo e sono scesi dello 0,2% mensile
10,5 miliardi - La stretta alle piccole aziende
Il credito alle aziende più piccole negli Stati Uniti è calato di 10,5 miliardi di dollari dalla fine di aprile, con un calo del 4% in sei mesi
+33% - I fallimenti nel 3° trimestre
L'incremento annuo registrato negli Stati Uniti
Fonte:ilsole24ore.com (Beda Romano)
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Carta di credito: l’ideale per chi viaggia
Si avvicinano le Feste, che per molti significano “ferie”. Prezzi alle volte esorbitanti, destinazioni chissà come sempre affollate (altro che crisi…), la solita domanda cui è arduo rispondere: cosa mi sono dimenticato stavolta? Quello che più conta, però, è ricordarsi le cose essenziali: il costume da bagno, gli occhiali da sole, la borsa e persino i vestiti si possono acquistare anche in loco, a patto di non essersi dimenticati la carta di credito! Tutto questo per dire che un aspetto da non sottovalutare prima della partenza è quello relativo alla “forma” dei soldi che si decide di portare con sé. La domanda, insomma, è: carta, bancomat o il caro vecchio contante quando si parte per una vacanza?
Ci sentiamo di escludere in partenza il contante, da limitarsi ad una piccola somma per le spese minute: c’è il problema di come trasportarlo, dove nasconderlo (mai portarselo tutto appresso), se finisce poi… La lotta resta ristretta a carta di credito e bancomat. Per un viaggio in Italia è sempre quest’ultima la strategia più conveniente: si applicano le stesse condizioni applicate ad un prelievo sottocasa… Ma quando si valicano i patrii confini, resta valido lo stesso discorso? La risposta è no, e vi spiaghiamo il perché. Anzitutto, al giorno d’oggi le carte di credito offrono una serie di servizi “unici”, come assistenza dedicata, possibilità di ottenere un anticipo di contante e persino un’assicurazione sul viaggio.
Secondariamente entra in gioco il fattore sicurezza: chi smarrisce o – peggio – subisce il furto di una carta di credito, può immediatamente chiederne il blocco, anche se si trova all’estero. Generalmente, poi, una carta di credito è internazionale, quindi i suoi servizi sono fruibili ovunque nel mondo e non solo (spesso vero con il bancomat) nello Stato di residenza. In caso di necessità, gli istituti che propongono carte di credito mettono a disposizione alcuni numeri, contattabili sia dall’Italia che dall’estero, che consentono di bloccare l’operatività della carta. In alcuni casi, come servizio particolarmente evoluto, viene anche previsto l’ausilio di un interprete o un legale.
Fonte:bassitassi.com (Moreno)
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Proroga per gli ammortizzatori sociali in deroga
Proroga degli ammortizzatori in deroga concessi nel 2009, al 2010. Questo è quanto prevede il Pacchetto Lavoro contenuto nella Finanziaria. La disposizione, emerge dalla relazione illustrativa, consente di intervenire, per l'anno 2010, con gli ammortizzatori sociali in deroga (CIG, mobilità e disoccupazione speciale) nelle situazioni che presentano problematiche occupazionali in cui la vigente normativa in materia di ammortizzatori sociali non prevede alcun intervento. Lo schema di norma consente, altresì, di prorogare, per l'anno 2010, interventi di ammortizzatori sociali in deroga già disposti nel 2009.
In generale, la disposizione contenuta nel pacchetto lavoro è finalizzata ad ampliare i requisiti e la misura dell'intervento una tantum introdotto nel 2009 e a introdurre, in via sperimentale, per il biennio 2010-2011, una misura straordinaria di protezione del reddito dei collaboratori coordinati e continuativi nella modalità dei contratti a progetto.
La disposizione prevede che tale indennità venga liquidata in un'unica soluzione pari al 30% del reddito percepito l'anno precedente, e comunque non superiore a 4.000 euro, e venga riconosciuta ai soggetti iscritti in via esclusiva alla gestione separata dell'INPS, alle seguenti condizioni:
a) che operino in regime di monocommittenza;
b) che abbiano conseguito l'anno precedente un reddito lordo non superiore a 20.000 euro e non inferiore a 5.000 euro;
c) che abbiano effettuato, nell'anno di riferimento, almeno un versamento contributivo presso la predetta gestione separata;
d) che risultino senza contratto di lavoro da almeno due mesi;
e) che risultino accreditati nell'anno precedente almeno tre mesi presso la predetta gestione separata all'articolo 2 del citato decreto-legge.
Fonte:impresacity.it
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Internet, la Polizia Postale avverte: ''Attenti a eMule, cerchi 'Biancaneve' e trovi materiale pornografico''
Il dirigente del Compartimento capitolino della Polizia delle Telecomunicazioni: ''Chi vuole far circolare in rete contenuti vietati non li chiama mai con il loro vero nome''. E precisa: ''Il sito è di per sé perfettamente legale, il problema sorge quando ci si scambia file protetti da copyright, violando la legge''. Tarak Ben Ammar: ''Internet? Il problema è la protezione del diritto d'autore''. Censis, Facebook vince tra i social network (VIDEO)commenta 0 vota 5 invia stampa
Roma, 29 nov. (Adnkronos) - Attenzione alle condivisioni di file in rete, c'e' il rischio di incappare senza volerlo nell'illegalita' o in pericoli seri per i propri dati personali e per la 'salute' del computer, esposto all'azione dannosa di virus o 'trojan'. E' la Polizia a mettere in guardia i navigatori dalle insidie nascoste nei portali di condivisione come eMule. ''Questi siti - dice all'ADNKRONOS Andrea Rossi, dirigente del Compartimento di Roma della Polizia Postali e delle Telecomunicazioni - sono di per se' perfettamente legali. Il problema sorge quando ci si scambia file protetti da copyright, violando cosi' la legge''.
''Chi va in questi siti a cercare materiale video, ad esempio un film da scaricare, deve sempre tener presente che chi vuole far circolare in rete contenuti vietati dalla legge ovviamente non li chiama mai con il loro vero nome ed utilizza denominazioni fittizie. Puo' capitare, insomma -avverte Rossi- che anziché il film di Biancaneve ci si ritrovi nel computer foto e materiali pedopornografici, con il rischio di finire sotto inchiesta e di dover giustificare la presenza di certe immagini nella memoria del proprio Pc''.
Non basta: ''In questo modo - rileva il Capo del compartimento - puo' anche capitare di importare involontariamente sul proprio computer pericolosi virus informatici o 'trojan' in grado di riportare al mittente le password del computer 'infetto' o altri dati personali riservati dell'utente caduto vittima del virus. Ultimamente si sono moltiplicate le denunce relative a casi di violazione della posta elettronica, in parte devoute alla debolezza delle chiavi d'accesso e in parte all'effetto di questi virus, che sono in grado di trasmettere al mittente i dati della vittima. Scaricare gratis file protetti da copyright, quindi, puo' essere molto pericoloso. E anche costoso, se si considerano le spese da sostenere per 'ripulire' la memoria del computer''.
Per mettere in guardia il popolo della Rete dai pericoli insiti nella navigazione on line, la Polizia ha diffuso sul proprio sito ufficiale una serie di consigli da seguire per evitare brutte sorprese. ''Navigare su Internet puo' essere utile e divertente, ma nella rete possono nascondersi delle insidie. E' importante conoscere alcune regole fondamentali''.
Questi i suggerimenti rivolti ai genitori: ''Dite ai vostri figli di non fornire dati personali (nome, cognome, eta', indirizzo, numero di telefono, nome e orari della scuola, nome degli amici), potrebbero essere utilizzati da potenziali pedofili. Controllate quello che fanno i vostri figli quando sono collegati e quali sono i loro interessi. Collocate il computer in una stanza di accesso comune piuttosto che nella camera dei ragazzi e cercate di usarlo qualche volta insieme ai vostri figli. Non permettetegli di usare la vostra carta di credito senza permesso''.
''Controllate periodicamente il contenuto dell'hard disk del computer usato dai vostri figli, verificando la 'cronologia' dei siti web visitati. Cercate di stare vicino ai vostri figli quando creano profili legati ad un nickname per usare programmi di chat. Insegnategli a non accettare mai di incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in rete, spiegando loro - raccomanda la Polizia - che gli sconosciuti cosi' incontrati possono essere pericolosi tanto quanto quelli in cui ci si imbatte per strada''.
E ancora: ''Leggete le e-mail con i vostri figli, controllando ogni allegato al messaggio. Dite loro - consiglia la Polizia - di non rispondere quando ricevono messaggi di posta elettronica di tipo volgare, offensivo o pericoloso e, allo stesso tempo, invitateli a non usare un linguaggio scurrile o inappropriato e a comportarsi correttamente. Spiegate ai vostri figli che puo' essere pericoloso compilare moduli on line e dite loro di farlo solo dopo avervi consultato''.
Infine, ''stabilite quanto tempo i vostri figli possono passare navigando su Internet e, soprattutto, non considerate il computer un surrogato della baby-sitter. Esistono particolari software, facilmente reperibili su internet, che impediscono l'accesso a siti non desiderati (violenti o pornografici per esempio). I 'filtri' - spiega la Polizia - possono essere attivati introducendo parole-chiave o un elenco predefinito di siti da evitare. E' opportuno pero' verificare periodicamente che funzionino in modo corretto e tenere segreta la parola chiave''.
Fonte:adnkronos.com
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Autotrasporto. Contributi per la formazione professionale
Con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 6 novembre 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 272 del 21 novembre 2009, è stato approvato un bando finalizzato alla concessione di "Contributi per la formazione professionale nel settore dell'autotrasporto".
Beneficiarie del bando sono le imprese di autotrasporto di merci aventi sede principale o secondaria in Italia, iscritte all'Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, nonché le strutture societarie, risultanti dall'aggregazione di dette imprese.
Sono ammesse al bando la partecipazione dei titolari, dei soci, degli amministratori, degli dipendenti o degli addetti delle imprese alle iniziative di formazione o aggiornamento professionale, generale o specifico, volte all'acquisizione di competenze adeguate alla gestione d'impresa, ed alle nuove tecnologie, allo scopo di promuovere lo sviluppo della competitività, l'innalzamento del livello di sicurezza stradale e di sicurezza sul lavoro.
Le spese dichiarate ammissibili sono:
- costi del personale docente;
- spese di trasferta, compreso l'alloggio, del personale docente e dei destinatari della formazione;
- altre voci di spesa correnti, quali materiali e forniture, con attinenza diretta al progetto di formazione;
- ammortamento degli strumenti e delle attrezzature, limitatamente alla quota riferibile al loro uso esclusivo per la realizzazione del progetto di formazione;
- costi dei servizi di consulenza relativi all'iniziativa formativa programmata;
- costi di personale dei partecipanti al progetto di formazione e spese generali indirette.
Il contributo sarà erogato con le seguenti modalità:
- 25% dei costi ammissibili per le azioni di formazione specifica;
- 60% dei costi ammissibili per le azioni di formazione generale.
L'intensità può essere aumentata fino ad un massimo dell'80% dei costi ammissibili, nei seguenti casi:
- il 10% in più se la formazione è destinata a lavoratori svantaggiati o disabili;
- il 10% in più se i contributi riguardano le medie imprese;
- il 20% in più se i contributi riguardano le piccole imprese.
La domanda di adesione all’iniziativa deve essere presentata, entro il 16 febbraio 2010, al seguente indirizzo:
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
Direzione generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità
Via Giuseppe Caraci, 36
00157 Roma
Fonte:agevolazione.telematicaitalia.it
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Multe auto fino a 250 euro e ritiro della patente se si fuma. Nuova legge
La sigaretta distrae più del cellulare: l’Italia, dopo la Gran Bretagna, vieta di fumo per chi è al volante. L’idea è del senatore leghista Piergiorgio Stiffoni. Secondo gli ultimi dati Aci-Istat, infatti, la guida distratta ha provocato nel 2008 più di 40 mila incidenti, il 15,5% del totale.
Il nuovo divieto per i guidatori arriverà sotto forma di emendamento alla riforma del codice della strada, il testo già all’esame della commissione che azzera il livello di alcol per i neopatentati. La multa prevista per chi viene beccato a fumare mentre guida sarà di 250 euro più la sottrazione di cinque punti dalla patente, sanzione raddoppiata se a bordo ci sono minori.
“È un’idea di buon senso e siamo pronti a votarla”, sostiene il capogruppo del Partito democratico Marco Filippi. Via libera anche dal Pdl: il relatore Angelo Cicolani ha detto che “La sigaretta al volante non distrae solo quando l’accendiamo o la spegniamo. Se cade un pò di cenere, e capita, è facilissimo perdere il controllo. Il divieto aumenterà la sicurezza”.
Tutti d’accordo, dunque, sul divieto di fumo l’accordo ma c’è un altro punto che fa sfumare l’unanimità necessaria per la procedura abbreviata. La Lega vorrebbe considerare responsabile di omicidio volontario chi provoca un incidente mortale dopo aver bevuto.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Antitrust apre istruttoria nei confronti di ABI e Consorzio Bancomat
L'Antitrust ha deciso di avviare due distinte istruttorie nei confronti di ABI e del Consorzio Bancomat per verificare se le commissioni interbancarie stabilite per i servizi Pagobancomat, Bancomat, RID e RiBa siano effettivamente necessarie in base al principio di efficienza economica o se invece siano esclusivamente restrittive della concorrenza, limitando la competizione tra banche: le commissioni interbancarie fissate in misura uguale costituiscono, infatti, un costo intermedio e rappresentano una soglia minima sotto la quale le aziende non possono competere tra loro. Il meccanismo, frutto di accordi interbancari qualificabili quali intese, può dunque condurre a condizioni economiche più onerose per l'utenza finale.
La commissione interbancaria massima per l'utilizzo del Pagobancomat è stata fissata dal Consorzio Bancomat, al quale partecipano l'ABI (Associazione Bancaria Italiana), le banche, gli intermediari finanziari e tutti gli altri soggetti autorizzati dalle leggi nazionali ed europee a operare nell'area dei servizi di pagamento. La commissione, stabilita a maggio scorso nella misura di 0,13 euro per operazione più 0,1579% del valore della singola transazione, è stata applicata dal 1° luglio 2009 e sarà in vigore fino al 30 giugno 2011. Il circuito PagoBANCOMAT detiene una quota di mercato non inferiore al 75% in termini di numero di carte e pari quasi all'88% in termini di numero di operazioni su POS
La seconda istruttoria riguarda le commissioni per i servizi di incasso di crediti RiBa (Ricevuta Bancaria Elettronica) e RID (Rapporti Interbancari Diretti) fissate in sede ABI, e la commissione sul prelievo di contante con la carta Bancomat presso gli sportelli bancari automatici (ATM) convenzionati, fissata dal Consorzio Bancomat.
Le tre commissioni interbancarie erano state ridotte al termine di un procedimento nel corso del quale l'Antitrust aveva accettato, rendendoli vincolanti, gli impegni presentati dall'ABI e dal Consorzio Bancomat, che avevano portato a tagli oscillanti da un minimo dell'11% a un massimo del 64% e all'eliminazione di altre commissioni. L'Autorità si era comunque riservata la possibilità di verificare la validità degli impegni nel tempo, anche alla luce dell'evoluzione dei mercati e del contesto europeo. Le commissioni interbancarie oggetto dell'istruttoria potrebbero infatti non solo risultare ingiustificate in base a criteri di efficienza economica, ma anche determinare criticità concorrenziali nell'ambito del processo di armonizzazione dei servizi di pagamento europei (SEPA) in corso: ad esempio il SEPA direct debit, vale a dire l'equivalente del servizio RID, non prevede commissioni interbancarie, in quanto non ritenute necessarie per l'uso efficiente di questo servizio.
Di seguito il livello delle commissioni interbancarie oggetto della seconda istruttoria:
Bancomat: 0,58 euro;
RiBa disposizione di incasso: 0,57 euro;
RiBa comunicazione di insoluto: 0,38 euro;
RID disposizione di incasso: 0,25 euro;
RID Veloce disposizione di incasso: 0,35 euro
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Conto alla rovescia per marche e foglietti bollati per cambiali
Il 5 dicembre è l'ultimo giorno per utilizzare i vecchi tagli. Poi rimarranno solo i contrassegni telematici
Ancora pochi giorni per adoperare le vecchie marche da bollo e i foglietti di carta bollata per le cambiali. Dal prossimo 6 dicembre non saranno più utilizzabili né rimborsabili. A prevederlo, il decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze del 26 maggio scorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 giugno.
La cambiale è una tipologia di pagamento, ancora molto utilizzata e forse, in questo periodo di crisi economica, ritornata in auge rispetto ad altre forme di finanziamento "più moderne". È un titolo di credito trasferibile, attraverso una girata a terzi, sul quale si applica l'imposta di bollo, pari al 12 per mille dell'importo della cambiale stessa.
Fino a ora, per assolvere l'imposta di bollo si potevano usare appositi foglietti filigranati (ben cinquantuno diversi tagli), acquistabili presso le rivendite di tabacchi, oppure applicare la tradizionale marca da bollo sulla cambiale.
Le scorte di privati cittadini, enti e amministrazioni dovranno essere azzerate per lasciare il posto ai contrassegni telematici attestanti il pagamento dell'imposta dovuta, da apporre sugli appositi foglietti privi di valore, entrambi in vendita presso i tabaccai. Chi ne ha ancora potrà "scambiarle" con i nuovi foglietti telematici fino al 5 dicembre prossimo, dopodiché diverranno inservibili, o avranno valore solo per il mercato filatelico.
Giunge così a compimento la "rivoluzione", che negli ultimi anni ha portato alla soppressione della carta bollata e delle marche ordinarie. Già con la legge finanziaria 2007 fu stabilito che, a decorrere dal 1° gennaio dello stesso anno, l'imposta di bollo non potesse essere più assolta tramite valori bollati.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Lilia Chini)
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Il mercato degli ebook cresce del +61% in Italia
Il fatturato mondiale del libro elettronico continua a crescere a livello mondiale e, nel terzo trimestre di quest'anno, ha superato il 46 milioni di euro.
Per una volta noi italiani non siamo da meno rispetto al resto del mondo; il mercato del libro elettronico si è registrato infatti anche da noi, come un settore dalle rosee prospettive, nonostante la crisi economica.
Secondo l'International Digital Publishing Forum, ovvero l'organo americano preposto al monitoraggio di questo settore, il fatturato mondiale del 2009 è pari a 46,5 milioni di euro.
In Italia siamo ancora lontani dal poter avvicinare, seppur proporzionalmente gli Stati Uniti, ma nonostante ciò, le vendite di ebook nel nostro paese sono cresciute del 61% rispetto allo scorso anno.
La Bruno Editore, una delle prime realtà italiane ad essersi avvicinata a questo settore, dichiara tramite il suo Presidente, Giacomo Bruno, che questo è un campo tutto da esplorare ma che il libro elettronico ha tutte le carte in regola per imporsi sulla crisi.
Fonte:promessedautore.blogosfere.it (Eleonora Gandini)
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Poste Italiane, conti correnti nel caos. Tutta colpa di una virgola…
Quando eravamo ragazzini, forse abbiamo maledetto la nostra maestra di italiano per averci corretto qualche virgola nei temi. “No, qui non ci va: la virgola separa due frasi, introduce una subordinata, serve per prendere fiato” e tante altre storie che noi, alunni svogliati, ci siamo dimenticati il giorno dopo. “E’ una virgola, che differenza c’è?”. Andatelo a spiegare ai correntisti BancoPosta, che si sono trovati il conto (per fortuna solo apparentemente…) saccheggiato in seguito ad un errore sulle transazioni dovuto ad un’inefficienza del cervellone contabile. È saltata una virgola, come nei nostri elaborati puerili, ma la differenza c’è stata eccome…
È successo che qualcuno, andando a controllare il proprio saldo contabile (operazione che si può effettuare da casa, da un qualsiasi ATM postale oppure presso l’ufficio dove si ha aperto il conto), si sia scoperto sensibilmente più povero. Stranamente più povero, perché “Io quelle transazioni quando mai le ho fatte?”. Vero, perché l’istituto ha confermato che, a causa di un problema tecnico, alcune transazioni effettuate negli ultimi giorni “Potrebbero aver generato un addebito superiore a quello effettivo”. Ma da mercoledì sera, ha assicurato Poste italiane, i saldi di tutti i conti correnti che hanno riportato inconvenienti contabili saranno corretti.
Protestano le associazioni dei consumatori: “Molti risparmiatori si sono visti bloccare il prelievo bancomat perché il loro conto risultava essere in rosso, anche di 5mila €uro”, ha strillato Carlo Pileri, presidente dell’associazione dei consumatori Adoc. Per contro, i “postini” giovedì mattina hanno dichiarato concluso lo stato di emergenza “Dovuto all’aggiornamento della piattaforma tecnologica delle carte Postamat (è in corso un’operazione di sostituzione con carte più sicure, dotate di microchip, ndr). Nei prossimi giorni, l’azienda invierà ai clienti una lettera in cui sarà confermato il ripristino del saldo contabile corretto”. Ma l’ombra degli hacker che oscurarono il sito qualche settimana addietro si allunga minacciosa…
Fonte:bassitassi.com
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Farmacie libere di ampliare l'orario d'apertura
D’ora in poi le farmacie, rispettato l’arco d’orario minimo stabilito, potranno restare aperte quando vorranno.
I vincoli di orario all'apertura al pubblico degli esercizi 'restringono la concorrenza'. Lo ribadisce l'Antitrust in una segnalazione inviata alla Regione Calabria in merito alla normativa regionale sull'apertura delle farmacie pubbliche e private, tanto urbane che rurali.
Anche se appaiono giustificati orari (e turni) minimi di vendita, in quanto tesi ad assicurare l'obiettivo di interesse pubblico della piena reperibilita' dei prodotti farmaceutici, scrive l'Autorita', 'i vincoli che impediscono ai farmacisti di prestare i propri servizi oltre detti orari (e turni) minimi appaiono restringere ingiustificatamente la concorrenza tra farmacie e la concorrenza tra canali distributivi'.
La preclusione ai farmacisti della facolta' di prestare il servizio al di la' degli orari (e turni) minimi prefissati costituisce un ostacolo all'adozione di strategie differenziate a seconda delle caratteristiche della domanda nell'ambito territoriale di ubicazione delle singole farmacie e, quindi, all'ampliamento dell'offerta a beneficio dei consumatori'.
Un ulteriore elemento di problematicita' si riscontra, infine, nella previsione che riconosce un potere consultivo agli organismi rappresentativi dei farmacisti nella definizione delle deroghe ai limiti massimi di apertura al pubblico delle farmacie.
L'Autorita' ribadisce infine 'che la natura di associazioni di imprese di tali entita' comporta il rischio che i pareri in tema di orari possano essere volti a mantenere l'uniformita' dell'attivita' degli associati, precludendo l'iniziativa autonoma ed individuale del farmacista che richiede la deroga a tali limiti'.ù
Fonte:iltamtam.it
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Più facile per i papà stare a casa con i figli
Maggiori facilitazioni per i padri lavoratori con figli fino a un anno di età. I riposi orari previsti dal Testo unico per la maternità ora spettano anche se la madre è casalinga.Il padre può usufruire dei permessi orari (cosiddetti di allattamento) anche se la madre è casalinga.
Lo conferma l’INPS che con la circolare 118/2009 si è adeguato all’interpretazione estensiva del ministero del Lavoro che riconosce il beneficio a prescindere da possibili impedimenti della madre ad occuparsi del bambino.
Con questo intervento si rafforza la tendenza verso una maggiore flessibilità delle norme in materia per realizzare un maggiore coinvolgimento del sesso forte nelle famiglie di nuova formazione.
I permessi orari
Il Testo unico sulla maternità (decreto legislativo 151/2001) stabilisce che durante il primo anno di vita la madre lavoratrice ha diritto a due riposi retribuiti di un’ora ciascuno tra loro cumulabili.
Il permesso, usufruibile sia in entrata che in uscita, è ridotto a un’ora se l’orario giornaliero è inferiore a sei ore.
Per la maggior parte delle famiglie il permesso orario è un aiuto di fondamentale importanza.
Non tutte infatti possono permettersi di sostituirlo con il congedo parentale, durante il quale si può stare a casa l’intera giornata ma solo con l’indennità Inps, pari al 30% della retribuzione.
La madre casalinga
Secondo l’articolo 40 del Testo unico sulla maternità il padre ha diritto ai permessi orari se si verificano determinate situazioni. Ciò è previsto quando i figli sono affidati a lui soltanto, in caso di morte o grave infermità delle madre o se questa ci rinuncia o ancora non ne ha diritto perché è una lavoratrice autonoma o una libera professionista.
Questo tipo di tutela è stato ampliato grazie a una interpretazione estensiva del Consiglio di Stato (sentenza 4293 /2008) che ha equiparato il lavoro tra le mura domestiche a quello svolto fuori casa.
Nel prendere atto di tale pronuncia, l’Inps aveva stabilito in un primo momento (circolare 112/2009) che il padre lavoratore poteva beneficiare dei permessi orari anche se la madre era una casalinga a patto che fosse impegnata in attività, debitamente documentate, che la distoglievano temporaneamente dalla cura della prole. Ciò poteva accadere, per esempio, in occasione di accertamenti sanitari di una certa durata, partecipazione a concorsi pubblici, cure mediche e così via.
Con la lettera circolare 19605 -2009 il ministero del Lavoro non ha ritenuto tuttavia giustificati i paletti posti dall’Inps che condizionavano il riconoscimento dei permessi a un‘oggettiva impossibilità della madre a dedicarsi al neonato.
Questa impostazione è stata considerata in contrasto con la logica che ispira la sentenza del Consiglio di Stato che non ha posto alcun limite alla fruizione del beneficio. Tanto più è stato osservato che non esiste alcuna norma che impone alle altre categorie di donne non dipendenti (autonome , professioniste, ecc) di documentare l’impossibilità ad occuparsi del bambino.
Recupero a domanda
Alla luce dei chiarimenti forniti dal Ministero del lavoro, ne consegue che il padre coniugato con una casalinga può ottenere dei permessi orari (raddoppiati in caso di parto plurimo) entro il primo anno di vita del bambino o di ingresso in famiglia se si tratta di un minore adottato o affidato.
Resta fermo quanto chiarito dall’Inps riguardo al fatto che i permessi possono essere fruiti entro tale termine ma non recuperati per le ore precedentemente non godute.
Se il padre si è assentato però in conto ferie o per permessi ad altro titolo potrà chiederne la trasformazione in riposi orari interamente retribuiti.
La domanda va presentata all’Inps e al datore di lavoro entro il termine di prescrizione di un anno, che decorre dall’ultimo giorno in cui si è verificata l’assenza dal lavoro.
Gli altri benefici
In aggiunta ai riposi orari, il padre lavoratore può usufruire delle seguenti agevolazioni.
Congedo di paternità
Quando la madre è deceduta o gravemente ammalata il padre può subentrare nei suoi diritti e stare a casa , per un periodo massimo di tre mesi con l’80% dello stipendio. Il congedo di paternità spetta anche se il padre è diventato l’unico genitore perché il figlio gli è stato affidato in via esclusiva o è stato abbandonato dalla madre.
Congedo parentale
Fino all’8° anno di età del bambino i genitori possono usufruire del congedo parentale con un indennità pari al 30% della retribuzione.
I genitori hanno a disposizione complessivamente 10 mesi, che salgono a 11 se il padre si assenta dal lavoro per almeno tre mesi.
Nell’ambito dei tetti stabiliti, i genitori possono assentarsi per accudire i figli anche contemporaneamente.
Da notare che il padre può assentarsi dal lavoro anche quando la madre beneficia del riposo obbligatorio dopo il parto.
Malattie del figlio
Entrambi i genitori (ma non contemporaneamente) possono stare a casa durante le malattie del figlio con un permesso non retribuito ma coperto con contributi figurativi ai fini della pensione.
Per i bambini di età compresa tra i 4 e gli 8 anni ci sono però dei limiti. Sempre rinunciando alla paga, il padre e la madre possono assentarsi dal lavoro fino a un massimo di 5 giorni all’anno per ogni figlio
(Circolare INPS 25/11/2009, n. 118)
Fonte:ipsoa.it
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Foto olografiche nelle carta d'identità
Le carte d'identità del futuro avranno un ologramma al posto della foto. Cioè un'immagine animata del titolare del documento, così che l'identificazione sarà ancora più sicura e affidabile. La tecnologia che permetterà questa innovazione è stata sviluppata da Ge Global Research, il centro di ricerca di General Electric, in collaborazione con Sabic Innovative Plastics, che opera nel campo delle materie plastiche. Dal connubio deriva lo sviluppo di superfici olografiche che possono essere inserite in documenti di vario tipo. Dalla già citata carta d'identità alla patente, fino ai badge di riconoscimento, alle carte di credito, alla tessera sanitaria e al passaporto. Perché ciò avvenga bisognerà attendere fino al 2012, anno in cui i materiali in questione saranno immessi sul mercato e predisposti a contenere le informazioni necessarie, come per esempio foto 3D, impronte digitali e animazioni. Rispetto agli ologrammi disponibili oggi, quelli nati dallo sforzo congiunto di Ge e Sabic sono inalterabili e non vulnerabili, dunque rendono impossibile la duplicazione o la modifica del documento. "La tecnologia che abbiamo sviluppato è una svolta importante: sarà praticamente impossibile rubare l'identità di una persona o contraffare una qualunque carta", chiosa Moitreyee Sinha, responsabile del laboratorio di materiali ottici di General Electric. Un esempio di ologramma animato è disponibile all'indirizzo http://www.grcblog.com/?p=1606
Fonte:ilsole24ore.com (Luca Figini)
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L’indennità di disoccupazione non spetta in caso di part-time verticale
La Cassazione ( sent. 19253/2009) stabilisce che ai lavoratori impiegati a tempo parziale secondo il cd. Verticale a base annua non spetta l’indennità di disoccupazione per i periodi di inattività, posto che la stipulazione di tale tipo di contratto, dipendendo dalla libera volontà del lavoratore contraente, non dà luogo a disoccupazione involontaria nei periodi di pausa, con la conseguenza che a tali lavoratori neanche può estendersi in via analogica, in mancanza di una eadem ratio, la disciplina della disoccupazione involontaria. La Corte ribadisce che vi è differenza tra un dipendente licenziato il quale non abbia, quindi prospettive di entrate economiche nei mesi successivi, ed un dipendente che lavori solo alcuni mesi dell’anno, ma abbia comunque la garanzia ( almeno dal punto di vista contrattuale) di uno stipendio anche per gli anni successivi ( pertanto non c’è violazione né dell’art. 3 Cost. né dell’art. 38 Cost. )
Fonte:studiocataldi.it ( Francesca Bertinelli)
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Sms, da gennaio tariffe più basse
L'Agcom ha accettato le proposte degli operatori che garantiscono tariffe allineate al tetto comunitario (11 cent. + IVA) e a piani tariffari al secondo. Al via consultazione pubblica. Sambuco: "Rilevante il risultato ottenuto dall'Autorità".
Tariffe per gli sms non superiori a quelle previste nel Regolamento comunitario (11 cent. + IVA); tariffazione al secondo per i clienti che lo richiederanno: sono queste le principali novità che i consumatori italiani avranno a disposizione entro gennaio. L'Agcom ha accettato le proposte degli operatori che garantiscono ai clienti il servizio senza costi aggiuntivi a tariffe allineate al tetto comunitario sugli SMS e a piani tariffari al secondo, che dovranno essere stabilmente offerti. E' questo il requisito minimo di trasparenza che l'AGCOM aveva richiesto in applicazione di un principio che, prima di essere giuridico, è di buon senso, tale cioè da garantire che il cittadino italiano non sia posto in alcuni casi in una paradossale situazione di svantaggio rispetto a chi spedisce gli sms dall'estero.
Ciascun operatore implementerà in maniera differente la nuova offerta: alcuni adeguando i piani tariffari, altri offrendo la migrazione gratuita a nuovi piani tariffari coerenti con il regolamento comunitario. Spetterà ai singoli operatori comunicare alla clientela le offerte.
Il Consiglio dell'AGCOM ha quindi deliberato l'avvio di una consultazione pubblica su regole di trasparenza e controllo della spesa nel settore della telefonia mobile.
In particolare il Consiglio ha anche deliberato di sottoporre a consultazione pubblica una serie di soluzioni tecniche per migliorare la trasparenza delle condizioni di offerta nel mercato dei servizi dati in mobilità (chiavette, telefonini avanzati), al fine di contrastare il fenomeno degli addebiti poco chiari particolarmente onerosi in bolletta a causa di consumi inconsapevoli (bill shock).
La proposta prevede la predisposizione di sistemi di allerta più efficaci di quelli attualmente impiegati (SMS, messaggi di posta elettronica, finestre pop-up sul personal computer), che informino tempestivamente il cliente prima che venga consumato l'80% del traffico residuo. E' previsto in particolare un blocco del credito o dei volumi di consumo, da indicare a cura del cliente, per tutelare quest'ultimo da modalità tecniche di configurazione dei terminali o di utilizzo delle reti che si sono rivelate particolarmente esposte a un'escalation dei consumi.
"E' rilevante il risultato ottenuto oggi dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che vede ribadito l'impegno da parte degli operatori di telefonia mobile ad abbassare il prezzo massimo degli sms. Viene così riconosciuto il valore dell'indagine del Garante per la sorveglianza dei prezzi avviata nel marzo scorso su indicazione del Ministro Claudio Scajola in base ad alcune denunce dei
consumatori e conclusa due mesi fa", ha affermato Roberto Sambuco, garante dei prezzi,
Sambuco ha poi ricordato che "sull'accoglimento delle richieste fatte dal Garante dei prezzi di allineare il costo massimo degli sms al tetto europeo di 13 centesimi e di prevedere almeno un'offerta voce con tariffazione al secondo, c'era già stato un fattivo riscontro nei nuovi pacchetti offerti
dagli operatori di telefonia mobile. Il loro odierno impegno formale di fronte all'Autorità di settore, dimostra che la costruttiva collaborazione tra istituzioni e tra queste ed il mercatopuò solo produrre effetti positivi sul fronte dei prezzi a beneficio dei consumatori".
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Finanziaria 2010: libri gratis a scuola, ammortizzatori per precari. No Irap, Irpef e affitti
Dagli ammortizzatori per co.co.co e over50, a nuovi fondi per l'edilizia penitenziaria. Saranno, infatti, finanziati con 500 milioni progetti di edilizia penitenziaria ed è previsto il recupero di risorse per 500-600 milioni attraverso la razionalizzazione di spese esistenti.
Dal finanziamento del 5 per mille alle risorse per il Ponte sullo Stretto, all rifinanziamento per i libri gratuiti nelle scuole dell'obbligo, all'attivazione del turn over al 100% nel settore della sicurezza e per i vigili del fuoco, alla proroga della sospensione del versamento delle tasse per l'Abruzzo. Sono queste le prime novità della nuova legge Finanziaria 2010, per cui sono previsti 4 miliardi di euro.
E ancora, previsti nuovi strumenti per aiutare il tessuto imprenditoriale: dal potenziamento del fondo di garanzia per le Pmi, al credito d'imposta per la ricerca e sviluppo, fino alla Banca per il Mezzogiorno, che guarderà alle imprese del Sud.
Per il pacchetto Prestigiacomo ci sono già 1.000 milioni delle delibere Cipe, ma sono previsti altri interventi, ad esempio sul ruolo dei commissari di governo negli interventi per la difesa del suolo. Sì a interventi per lo sviluppo, welfare ed enti locali e niente Irap, cedolare sugli affitti e tagli all'Irpef.
“Lavoreremo intorno ai 4 miliardi”, ha detto Cicchitto a chi gli chiedeva quante sono le nuove risorse che saranno messe a disposizione per ulteriori misure nel passaggio della manovra alla Camera. Fondi che arriveranno dallo scudo fiscale. Si tratta, dunque, di una cifra notevolmente inferiore rispetto agli 8-10 miliardi di cui si era parlato nei giorni scorsi.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Equitalia, atti notificati a mezzo posta; Notifica inesistente se non eseguita da agenti abilitati
Con la sentenza n. 909/05/09 del 23 ottobre scorso, la Commissione tributaria provinciale di Lecce ha affermato che è inesistente la notifica a mezzo posta degli atti di Equitalia eseguita direttamente e non tramite agente all’uopo abilitato.La vicenda trae origine dall’omesso versamento d’imposte (IVA, IRPEF e IRAP), contestato a un contribuente da parte dell’Amministrazione finanziaria. Essendo decorsi gli ordinari termini per il pagamento del richiesto, il Concessionario iscrive a ruolo il debito tributario e, successivamente, decorsi gli ordinari termini di legge, iscrive ipoteca sugli immobili del contribuente, ai sensi dell'art. 77, D.P.R. n. 602/73. Tale iscrizione, ritenuta illegittima dallo stesso contribuente, viene da questo tempestivamente impugnata.
Il contribuente, in sede d’impugnazione, oltre a mettere in dubbio la legittimità dell’iscrizione ipotecaria, contesta l’inesistenza della notifica del provvedimento stesso, poiché questo non è stato notificato tramite agente notificatore abilitato ed autorizzato.
Difatti, sebbene l’art. 26, comma 1, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, rubricato “Notificazione della cartella di pagamento”, preveda la possibilità, per gli Agenti della riscossione, di notificare i propri atti per posta mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento, esso, tuttavia, individua espressamente quali agenti notificatori gli ufficiali della riscossione o altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, i messi comunali o gli agenti della polizia municipale. In base all'art. 26, comma 1, citato, quindi, secondo il contribuente, la notificazione deve sempre essere effettuata da un agente notificatore abilitato, il quale può anche avvalersi del servizio postale, mentre sono certamente illegittime le notifiche eseguite a mezzo del servizio postale direttamente e non tramite agente all’uopo abilitato. Poiché, tuttavia, nel caso de quo, le condizioni di cui all’art. 26 cit. non sono state rispettate, il contribuente eccepisce l’inesistenza della notifica dell’atto impugnato.
Avverso tale eccezione, poi, l’Agente della riscossione, a sostegno della legittimità del suo operato, invoca, invece, il solo secondo periodo del succitato art. 26, primo comma, secondo il quale "la notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento".
Tuttavia, stando al parere della Commissione adita, mentre il primo periodo del comma 1 dell'art. 26 si limiterebbe a individuare - con un’elencazione tassativa - i soggetti legittimati all'esecuzione della notifica, il secondo periodo del comma 1 indicherebbe il modo attraverso il quale i soggetti di cui al periodo precedente possono eseguirla. In pratica, pur rimanendo fermi i soggetti autorizzati, questi, a loro volta, invece che direttamente, possono ricorrere all'ausilio del servizio postale per la notifica degli atti.
In ragione di ciò, quindi, la Commissione tributaria, accogliendo le doglianze del contribuente, poiché nel caso de quo non risultano rispettate le condizioni tassative di cui all’art. 26 cit., dichiara la notifica dell’atto impugnato giuridicamente inesistente.
Orbene, alla luce di quanto enunciato, si può concludere rilevando che, innanzitutto, la sentenza della C.T.P. di Lecce n. 909/05/09 del 23 ottobre scorso, risulta innovativa su un tema delicato qual è per l’appunto quello delle notifiche e, nello specifico di quelle a mezzo posta, colmo di incertezze, come da ultimo statuito dalla Suprema Corte di Cassazione, con le sentenze n. 9493 e n. 9377 del 2009, che tuttavia hanno affrontato l’argomento relativamente all’aspetto oggettivo e non, come nel caso de quo, soggettivo.
Ancor più importanti, infine, sono gli effetti che la sentenza in commento, laddove confermata dai giudici di grado superiore, potrebbe produrre nei confronti dell’Agente della riscossione, che, in ragione di tale pronuncia, assisterebbe alla dichiarazione d’inesistenza di tutte le notifiche, relative ai suoi atti, eseguite per posta direttamente e non da soggetto all’uopo abilitato così come prescritto dalla norma, peraltro con possibile condanna alle spese, come nel caso de quo.
(Commissione tributaria provinciale Lecce, Sentenza, Sez. V, 16/11/2009, n. 909)
Fonte:ipsoa.it
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Commercio: il mercato del falso vale 18 miliardi
Prospera il mercato del falso, si salva dalla crisi e vale 18 miliardi di euro. La stima è del Centro studi temi della Confesercenti il quale calcola che, se si riportasse il fatturato complessivo della contraffazione sul mercato legale, si genererebbe una produzione aggiuntiva per un valore di 18 miliardi di euro. La filiera del falso occupa poco meno di 130 mila persone. Non solo: la contraffazione comporta anche perdite per il bilancio dello Stato in termini di mancate entrate fiscali per oltre 5 miliardi di euro fra imposte dirette ed indirette. Il mercato della contraffazione movimenta in Italia un giro d'affari di 7,8 miliardi l'anno. Colpisce per il 60% il settore moda, ma si riesce a contraffare di tutto: cosmetici, apparecchi elettrici, medicinali, giocattoli, persino prodotti alimentari e fiori.
Quasi il 50% del fatturato dell'industria del 'taroccato' - evidenzia ancora lo studio della Confesercenti, in occasione di un'iniziativa a Pisa - è alimentata da prodotti d'abbigliamento e di moda (tessile, pelletteria, calzature), segue la pirateria musicale, audiovisiva e software, il resto da giocattoli (si stima che il 12% dei giocattoli in commercio siano contraffatti) che è, insieme ai farmaci, il settore maggiormente in crescita; infine componentistica e cosmetici. A guidare la classifica regionale, con largo margine, è la Campania ma la produzione di merci contraffatte in Italia è concentrata per il 69% nelle Regioni del Sud. Vi è una geografia della produzione e commercializzazione del prodotti taroccati: Campania: cd, dvd, abbigliamento; Lombardia: componentistica elettronica e profumi; Veneto: occhiali e calzature; Marche e Toscana (Prato): pelletteria; Puglia: cd e giochi elettronici.
A favorire l'industria del falso vi è anche l'attitudine dei consumatori italiani che subiscono più di altri la fascinazione della 'griffe'. Il 70% acquista più o meno consapevolmente merce contraffatta giustificando la scelta per il prezzo. Due i principali canali di distribuzione: l'e-commerce, che offre elevate garanzie di anonimato alta capacità di transazione (il 30% dei prodotti venduti on line è taroccato); ma anche l'abusivismo commerciale con l'impiego di ambulanti extracomunitari. Nel solo commercio, vi è la presenza di una media di 3 venditori abusivi per ogni mercato e il danno stimato per il settore di 1 miliardo di euro. Numeri importanti - evidenzia l' associazione guidata da Marco Venturi - di un fenomeno che non ha più le caratteristiche di marginalità sociale, ma è divenuto uno dei polmoni finanziari più importanti delle mafie italiane e straniere nel nostro Paese.
Il materiale contraffatto proveniente dai paesi orientali arriva in Europa attraverso i porti di Anversa, Rotterdam in Europa; Trieste, Bari, Livorno e Genova in Italia. Due le novità nell'attività criminale della contraffazione: l'intreccio sempre più stretto tra organizzazioni mafiose nostrane, soprattutto camorra e 'ndrangheta con la criminalita' straniera e la capacità di occultare l'organizzazione e riciclare i denari con un meccanismo di 'scatole cinesi' attraverso società fittizie con sedi in Italia, intestate a nomi di fantasia o a nullatenenti e all'estero in paesi off-shore. Le vie del falso: dal paese asiatico la merce arriva in primo luogo a Napoli, qui sui capi di abbigliamento vengono apposte le etichette contraffatte delle più importanti marche. La merce diventa "griffata" e vengono immagazzinate in centri di stoccaggio gestiti da affiliati all'organizzazione criminale, poi la merce è pronta ad essere immessa sul mercato.
Fonte:ansa.it
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Marchio Comunitario: la parola alle Pmi
Cosa hanno in comune attività che vanno dalla produzione di vini, alla ideazione di oggetti di design, passando per la produzione di collettori solari e perfino di organizzazione di un “social network“? Si tratta, infatti, di attività molto differenti tra loro.
La risposta è semplice: si tratta di attività gestite da piccole imprese che hanno investito nella tutela dei propri titoli proprietà intellettuale e che sono tutte “residenti” nella Comunità Europea, esempi eccellenti in virtù dei successi ottenuti nei rispettivi settori di attività.
Il marchio comunitario e il disegno o modello comunitario registrato, rappresentano i principali strumenti di tutela dei diritti di proprietà intellettuale, validi in tutto il territorio dell’Unione europea, ed estesi, quindi, a tutti i 27 paesi aderenti alla UE.
La registrazione di marchi, disegni e modelli comunitari viene gestita dall’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI), agenzia dell’Unione Europea che, recentemente, ha inaugurato una nuova sezione del suo sito.
Questa sezione, intitolata “SMEs in Action” (PMI in azione), riporta i casi di successo di 15 piccole e medie imprese che hanno utilizzato il marchio comunitario. Le testimonianze sono riportate dalle Pmi (tedesche, inglesi, italiane, spagnole e francesi) direttamente interessate.
In questa nuova sezione l’Ufficio europeo ha inoltre reso disponibili tre guide rapide sulla proprietà industriale, sui marchi e sui disegni e modelli, con lo scopo di fornire un’introduzione semplificata alla proprietà intellettuale, ai marchi e ai disegni e modelli annunciando per il prossimo futuro la pubblicazione di video dimostrativi sulle buone prassi adottate dalle Pmi che optano per la registrazione del proprio marchio, disegno o modello comunitario.
Il sito consente inoltre la possibilità di effettuare ricerche e consultazioni utilizzando l’applicazione CTM-ONLINE, che permette l’accesso immediato alle informazioni su domande e registrazioni di marchi comunitari, nonché l’accesso ai fascicoli relativi, e la applicazione RCD-Online che consente un rapido accesso alle informazioni sui disegni e modelli comunitari registrati.
Le informazioni provengono dai dati utilizzati dall’UAMI per elaborare le registrazioni di disegni e modelli, e che vengono pubblicati nel Bollettino dei disegni e modelli comunitari.
Fonte:blog.pmi.it (Paolo Sebaste)
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Windows 7 non spia gli utenti
Un portavoce di Microsoft ha smentito seccamente l'indiscrezione nata all'inizio di settimana scorsa secondo cui in Windows 7 sarebbero presenti delle backdoor utilizzabili per intercettare informazioni dell'utente.
La voce si era diffusa dopo che un funzionario della National Security Agency, tale Richard Schaeffer, aveva rivelato che la sua agenzia aveva collaborato a "migliorare le politiche di sicurezza di Windows 7". La notizia ha subito allarmato l'opinione pubblica, preoccupata che la NSA potesse "spiare" gli utenti dell'Os: l'ente americano, infatti, è molto famoso proprio per le attività di intercettazione.
Ben coscia di questo fatto Microsoft ha disambiguato la situazione dichiarando che la NSA ha collaborato solo in misura minima a Seven e solo riguardo al Security Compliance Management Toolkit, un tool mirato alle aziente per aiutarle a migliorare la sicurezza di Windows e Office.
Niente "microspie" nel codice di Windows, quindi. Resta da chiedersi perché Microsoft abbia accettato, se le dichiarazioni corrispondono a verità, l'aiuto della NSA. La minaccia della trasparenza e della privacy è palese ed è impossibile che Microsoft non l'abbia preventivata. Soprattutto ora che con Windows 7 l'immagine del colosso di Redmond sta migliorando, la scoperta di un fatto del genere sarebbe un autogol clamoroso.
Fonte:impresacity.it
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Studenti eccellenti senza Irpef. Il premio guarda alla qualità
Il beneficio economico non individua il percorso formativo, ma stimola l’innalzamento del livello culturale
La specializzazione paga, l’eccellenza no. È così che i bonus assegnati agli studenti per gli ottimi risultati ottenuti a scuola fuoriescono della sfera di applicazione dell’Irpef, a differenza degli incentivi economici erogati per sostenere specifiche attività di studio. Con la risoluzione n. 280/E del 25 novembre, l’Agenzia conferma l’orientamento già annunciato con il comunicato stampa del 28 ottobre.
In sostanza, i benefici riconosciuti agli alunni meritevoli delle scuole superiori, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, non individuano uno specifico percorso formativo finalizzato a una futura occupazione, ma intendono esclusivamente stimolare la volontà di migliorare il livello culturale dei giovani discenti, premiando l’obiettivo raggiunto. Un criterio che si fonda sulla qualità della formazione e tiene fuori gli incentivi da tutte le categorie reddituali dell’articolo 6 del Tuir.
Dopo il riesame della materia, su indicazione del ministro dell’Economia e delle Finanze, l’agenzia delle Entrate ha rivisto, in senso opposto, la precisazione fornita in prima battuta con la risoluzione 156/2009. Nell’occasione, tali somme erano state qualificate come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (articolo 50, comma 1, lettera c) del Tuir).
La norma, infatti, nella sua generica formulazione, stabilisce che rientrano nella tassazione diretta le “somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante”.
In ogni caso, se gli incentivi in questione fossero stati compresi nella richiamata categoria reddituale, avrebbero comunque goduto delle detrazioni d’imposta e, in concreto, non avrebbero subito nessuna penalizzazione in termini economici.
La tassazione Irpef avrebbe, invece, comportato gli adempimenti di rito del sostituto d’imposta.
Il nuovo documento di prassi fotografa la questione da un altro punto di vista, attenendosi alle finalità proprie della disposizione (Dlgs 262/2007) che, prevedendo un premio in denaro per l’impegno degli studenti, punta a valorizzare la qualità e, in questo modo, incentivare la prosecuzione dei percorsi di istruzione verso livelli sempre più alti.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Paola Pullella Lucano)
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Il 40% delle Pmi punta sulla green economy
La Green economy come scelta obbligata per affrontare la sfida dei mutamenti climatici, e come strategia efficace per combattere la crisi e rilanciare l’economia a partire dall’innovazione, dalla ricerca, dalla conoscenza. Di questo si è discusso in un convegno tenutosi martedì 17 novembre a Roma, focalizzato sulla ricerca “Green Italy. Ambiente, Innovazione e Qualità per sfidare il futuro”, realizzata dalle fondazioni Farefuturo e Symbola.
L'indagine delinea un quadro dell'economia italiana in cui risulta che quattro aziende su dieci in Italia puntano su prodotti e tecnologie capaci di ridurre l'impatto ambientale e di garantire il risparmio energetico. Emerge dunque anche nel nostro Paese un modello di business fondato su criteri di sostenibilità ambientale (la cosiddetta “green economy”), che invece di ostacolare la crescita dell'economia ne favorisce lo sviluppo, creando mercato e assicurando ritorni economici attraverso l'investimento nell'ambiente.
La Germania prima in Europa
In Europa la Germania, investendo prima e più degli altri nello sviluppo delle energie rinnovabili, è stato il Paese che ha colto meglio degli altri le opportunità della green economy. Anche l'Italia, sia pur in ritardo rispetto a parte dell’Europa, ha intrapreso questo percorso.
Energie rinnovabili e riconversione
La ricerca pone in evidenza come la green economy “made in Italy” segue due direttrici principali: lo sviluppo di alcuni settori innovativi - energie alternative in primis - e la riconversione in chiave ecosostenibile di comparti tradizionali legati al manifatturiero. La sfida climatica sta spingendo alcuni settori del made in Italy a riposizionarsi sul mercato anche puntando sull’eco-compatibilità.
“Si tratta – spiega la ricerca - di tendenze ancora in nuce che investono al momento singoli casi di eccellenza ma che, se adeguatamente sostenute da politiche pubbliche, potrebbero anche assumere dimensioni di sistema”. Ad esempio, molte piccole e medie imprese stanno muovendosi dalla meccanica pura verso le energie rinnovabili - dalla progettazione degli impianti alla produzione - ma anche verso altri settori, come il recupero dei vettori energetici da produzione industriale o la produzione di idrogeno da lavorazioni di semiconduttori. Altri esempi di una svolta verde si trovano nei settori della ceramica – che duramente colpito dalla recessione, è stato fra i primi a sperimentare la via “green” nel tentativo di superare la crisi -, automotive, nautica, tessile, rubinetti, legno-arredamento, chimica e agricoltura.
L'industria delle rinnovabili è cresciuta
La ricerca, azzardando una stima sommaria, calcola che in Italia il settore ambientale (rifiuti, energie rinnovabili, disinquinamento, salute e sicurezza, risorse agro-forestali) fattura complessivamente 10 miliardi di euro e occupa circa 300 mila addetti. Nel settore delle rinnovabili, ad esempio, il Belpaese lo scorso anno ha raggiunto il terzo posto in Europa e il sesto nel mondo come potenza e generazione di energia derivata dal vento. L’industria eolica italiana risulta molto avanzata, soprattutto per quanto riguarda i processi di gestione, manutenzione e sviluppo degli impianti.
Opportunità occupazionali
Secondo un’indagine di Unioncamere, il 40% delle Pmi sta puntando sulla green economy per superare la crisi. In base ai dati del rapporto “Working for the Climate” di Greenpeace International, puntare in Italia sulle energie alternative significherebbe raggiungere oltre 100 mila occupati nel 2030, l’82% in più rispetto ai 56 mila dello scenario di riferimento. Il 73% dei lavoratori del settore sarebbe occupato nelle rinnovabili, mentre per il 22% si tratterebbe di nuovi posti di lavoro creati grazie agli investimenti in efficienza energetica. Secondo invece le stime del rapporto “Prospettive di sviluppo delle tecnologie rinnovabili” dell’Università Bocconi, se si rispettassero i parametri del pacchetto Energia e Ambiente dell’Ue, in Italia potrebbero crearsi almeno altri 250.000 nuovi posti di lavoro nelle energie rinnovabili, di cui 66.000 solo nell’eolico.
Fonte:casaeclima.com
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Rinnovato contratto dirigenti 2009-2010: le novità
Via libera al nuovo contratto dei dirigenti che interesserà oltre 88mila manager e sarà valido fino al 2012. Il contratto garantirà lo status di dirigente e stabilisce un trattamento minimo complessivo di garanzia (Tmcg) al di sotto del quale il manager non può essere pagato.
Tutto ciò che avviene al di sopra però deve essere concordato tra l'azienda e il dirigente. In pratica “la novità non fa che confermare l'impostazione del 2004”, spiega il vice presidente per le Relazioni industriali, affari sociali e previdenza di Confindustria, Alberto Bombassei. L'accordo contiene risposte per tutte le fasce di dirigenti, dai più giovani ai senior, fino ad arrivare al grande problema dei disoccupati che, secondo la stima di Federmanager, sarebbero arrivati a 9mila.
L'importo di sostegno al reddito è stato alzato da 1.500 a 2mila euro ed è stata allungata la copertura fino a 18 mesi per i dirigenti over 50. Per questi stessi dirigenti ci sarà anche la possibilità di richiedere un bilancio delle competenze, previsto anche per i più giovani che potranno richiederlo ogni 5 anni in modo da poter individuare un percorso di formazione e crescita.
Così l'aggiornamento del trattamento minimo complessivo di garanzia per i dirigenti con anzianità inferiore ai 6 anni prevede 55mila euro per il 2009, 57mila per il 2010, 61mila per il 2012, 63mila per il 2013. Per quelli con anzianità superiore ai 6 anni sarà di 70mila euro nel 2009, 72mila nel 2010, 76mila nel 2012 e di 80mila nel 2013. Novità anche per quanto riguarda la previdenza sanitaria integrativa.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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