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Fatture false. Chi detrae l’Iva deve dimostrare di averne diritto
E' onere del contribuente che voglia far valere il diritto alla detrazione dell'Iva fornire la prova della fonte legittima e della correttezza del diritto alla detrazione. La Suprema Corte di Cassazione torna a ribadire il principio secondo cui, qualora l'Amministrazione finanziaria contesti al contribuente l'indebita detrazione dell'Iva documentata da fatture, perché relative a operazioni inesistenti, va recuperata a tassazione l'imposta irritualmente detratta se il contribuente non prova l'effettiva esistenza delle operazioni documentate dalle fatture.
Con la pronuncia in commento, la Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'agenzia delle Entrate avverso la sentenza dalla Commissione tributaria regionale in quanto contrastante con il principio secondo il quale in presenza di operazioni inesistenti non si realizza l'ordinario presupposto impositivo né la configurabilità stessa di un pagamento a titolo di rivalsa, né i presupposti del diritto alla detrazione previsto dall'articolo 19, comma 1, del Dpr 633/1972.
Il fatto
La vicenda trae origine dall'impugnazione di un avviso di rettifica della dichiarazione Iva del contribuente emesso dall'ufficio a seguito di una verifica degli organi di controllo in esito alla quale non erano stati rinvenuti documenti comprovanti l'avvenuta realizzazione delle opere e dei servizi descritti nelle fatture di acquisto.
Nel corso del giudizio di merito - sia in primo che in secondo grado - l'avviso di rettifica era stato annullato in quanto l'ufficio, nella motivazione, faceva riferimento soltanto al processo verbale di constatazione degli organi di controllo senza darsi carico di precisare ulteriori elementi a sostegno del proprio operato.
Avverso l'esito del giudizio di merito, l'Agenzia delle entrate ricorreva alla Suprema corte, denunciando il contrasto della sentenza della Ctr con il principio dell'onere della prova che, nella materia in esame, incombe sulla parte contribuente. Secondo l'Amministrazione finanziaria, infatti, in presenza di indicatori che evidenziano l'inesistenza materiale delle operazioni considerate, si prescinde dalle risultanze contabili che possono rappresentare delle mere finzioni. Non è pertanto, sufficiente, ai fini della prova della effettività delle operazioni, che il contribuente dimostri che le medesime operazioni risultino documentate e annotate, atteso che le risultanze contabili possono rappresentare delle mere finzioni.
Nella fattispecie in esame, peraltro, sotto il profilo probatorio, il contribuente non forniva alcuna prova della effettiva esistenza delle operazioni documentate dalle fatture a fronte, invece, di una pluralità di elementi indiziari posti a base della rettifica da parte dell'ufficio quali: l'esito dei controlli incrociati sulle società coinvolte nell'emissione e utilizzo delle fatture; il non essere stati rinvenuti, nella verifica, documenti comprovanti l'avvenuta realizzazione delle opere e dei servizi descritti nelle fatture né tantomeno il possesso delle capacità umane e di strutture tecnico operative idonee a giustificare i servizi resi; il pagamento delle prestazioni per cassa, anche per ingenti importi; la sommaria e vaga descrizione delle operazioni nelle causali.
La pronuncia della Cassazione
I motivi di ricorso dell'agenzia delle Entrate sono stati ritenuti fondati dai giudici di legittimità che, con la sentenza in commento, hanno ribadito l'orientamento prevalente della Suprema corte in ordine alla valenza del principio di cartolarità o formalità dell'imposta sancito dall'articolo 21, comma 7, del Dpr 633/1972, secondo cui "Se viene emessa fattura per operazioni inesistenti, ovvero se nella fattura i corrispettivi delle operazioni o le imposte relativi sono indicate in misura superiore a quella reale, l'imposta è dovuta per l'intero ammontare indicato o corrispondente alle indicazioni in fattura".
In particolare, la Corte osserva che la previsione della norma citata, se per un verso incide direttamente sul soggetto emittente la fattura, costituendolo debitore d'imposta, pur in assenza del suo ordinario presupposto, sulla base del solo principio di cartolarità, per altro verso incide, indirettamente, anche sul destinatario della fattura, confermandone, in combinato disposto con l'articolo 19, comma 1, e articolo 26, comma 3, la preclusione a esercitare il diritto alla detrazione o alla variazione dell'imposta, in assenza del relativo presupposto - acquisto o importazione di beni e servizi nell'esercizio dell'impresa, arte o professione.
Giova rammentare che la pronuncia in esame conferma l'orientamento della giurisprudenza di legittimità, secondo cui nel sistema dell'imposta sul valore aggiunto, che si caratterizza sui principi della rivalsa e della detrazione, il cedente o prestatore che emette la fattura a fronte di operazioni inesistenti è debitore dell'imposta in essa indicata mentre il cessionario o committente non può detrarre l'imposta in quanto afferente un'operazione fraudolenta materialmente mai posta in essere (cfr. Cassazione, sentenze 10680/2009, 7289/2001, 14337/2002).
Fonte:nuovofiscooggi.it (Antonino Iacono)
Sconti e aiuti per gli studenti digitali
Pioggia di aiuti per scolari e studenti delle superiori grazie al piano del governo per digitalizzare la scuola entro il 2012
150 euro ad ogni alunno delle Medie per acquistare in netbook, i mini pc portatili e supersconti immediati da parte di Telecom Italia per i 3,5 milioni di studenti delle scuole medie superiori con offerte agevolate per parlare, videochiamare, inviare messaggi, navigare in Internet e utilizzare la posta elettronica.
Buone notizie quindi per gli alunni e le loro famiglie. Vengono da Palazzo Chigi dove ieri pomeriggio il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini e quello della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta hanno fatto il punto della situazione sul piano E-Gov 2012 per la scuola, partito lo scorso ottobre.
Le novità vengono dagli accordi sottoscritti dal Governo con le grandi aziende dell'Information Technology. Telecom Italia, come abbiamo detto, ha sottoscritto un Protocollo d'intesa che prevede iniziative congiunte per diffondere nelle scuole e tra gli studenti i concetti di base dell'Ict (Information and Communication Technology), con l’obiettivo di accompagnare i giovani nell’uso delle nuove tecnologie e promuoverne l’utilizzo a fini didattici. La partnership prevede la definizione di specifiche offerte contenenti riduzioni e agevolazioni di prezzo per l’acquisto di prodotti e servizi di Tlc, nonché lo sviluppo di specifici piani di ricerca, sperimentazione e innovazione in grado di migliorare i processi di insegnamento e apprendimento.
Il primo passo di questa collaborazione è la sventagliata di supersconti che abbiamo menzionato in apertura. Ma l'impegno del ministero dell'Istruzione e di Telecom Italia prevede anche la realizzazione di iniziative culturali ed educative, che si svolgeranno nel corso dell’anno scolastico, mirate alla sensibilizzazione dei giovani su temi legati all'ecosostenibilità, al bullismo e alla sicurezza in rete, attraverso l’utilizzo di forme di comunicazione innovative.
Dal canto loro contribuiscono alla riuscita del progetto anche Microsoft, Ibm e Intel. Microsoft si è impegnata a fornire gratuitamente a scuole e ministero software operativo e applicativo. Ibm ha invece messo a disposizione un centro di competenza internazionale che supporterà il progetto con tutta la propria esperienza. Intel, dal canto suo, penserà agli insegnanti e, in particolare, al loro aggiornamento professionale: per 100mila di loro entro il 2010 partiranno appositi corsi di formazione.
Fonte:cellulare-magazine.it
Gpl e metano – Incentivi locali
Oltre alle agevolazioni statali per l’acquisto di auto a basso impatto ambientale, sono molti anche gli incentivi per la mobilità sostenibile emanati da Comuni, Province e Regioni. Un lungo elenco che, per nostra fortuna, tiene aggiornato il Consorzio Ecogas in collaborazione con il periodico EcoMobile e che pubblichiamo volentieri. Segnaliamo che le ultime novità introdotte riguardano i contributi della Valle d’Aosta e del Comune di Parma “che ha reso disponibili nuovi fondi e importi più alti nell’ambito dell’iniziativa 'Liberiamo l’aria' della Regione Emilia Romagna”. “Alle iniziative delle amministrazioni locali”, ricorda l’associazione che sostiene il gas per autotrazione, “si affiancano i protocolli e le convenzioni promossi dal Consorzio Ecogas, insieme ad Assogasliquidi, per la promozione dell’autotrazione a Gpl e metano, che comportano benefici aggiuntivi: 60 euro di buoni sconto per l’acquisto di Gpl (solo per trasformazioni a Gpl), generalmente spendibili presso gli oltre 500 distributori in tutta Italia che aderiscono all’iniziativa; due controlli gratuiti dell’impianto; atlante dei distributori Gpl e metano d’Italia di Iter Edizioni; abbonamento per un anno alla rivista EcoMobile - A Tutto Gas News”.
Le iniziative di incentivazione attive a livello locale
(a cura di Consorzio Ecogas ed EcoMobile)
VALLE D'AOSTA
Valle d’Aosta
Per persone fisiche e giuridiche, contributi ai residenti: € 1.500 per sostituzione di Euro 0, 1 e 2 con veicoli a metano o GPL (per le autovetture il limite di emissioni ammesso è di 140 g/km di CO2 mentre per gli autocarri è dato dalla massa: 35 q.li); € 500 per conversione a GPL o metano di autoveicoli Euro 0, 1 e 2. Il contributo è retroattivo a partire dal 01/01/2009 e fino al 31/12/2009 e cumulabile con incentivi statali. Info: Servizio Contingentamento, via Carrel 39, Aosta. Numero Verde 800 610061 – tel. 0165 275141.
PIEMONTE
Piemonte
Esenzione tassa automobilistica per autoveicoli già a metano o GPL (anche bipower) all’atto dell’immatricolazione. Dal 7/12/2007 introdotta esenzione temporanea anche per veicoli M1 ed N1 di potenza non superiore ai 100 KW sui quali sia stato installato e collaudato un impianto a GPL o metano dopo il 24/11/2006: per Euro 2, 3 e 4 (conformi dir. 94/12/CE e seguenti) esenzione di cinque anni dal primo periodo utile dopo l'entrata in vigore della legge. Info Regione Piemonte Settore Tributi, tel. 011 4321343, www.regione.piemonte.it/tributi/auto/esenzion.htm.
Comune di Chivasso
Dal Comune ai residenti (persone fisiche e giuridiche, enti e associazioni) fino esaurimento fondo di euro 14.000 contributo di euro 350 per conversione e GPL e metano autoveicoli Euro 0, 1, 2 e 3. Non cumulabili. Info www.comune.chivasso.to.it (clicca Ambiente) – URP tel. 011 9115219 Ufficio Ambiente tel. 011 911540
Comune di Nichelino
Fino esaurimento fondi, a privati ed aziende residenti/aventi sede nel territorio comunale di Nichelino (TO), che trasformano a GPL o a metano il proprio mezzo non catalizzato, 200 euro di contributo praticato sotto forma di sconto dalle officine aderenti all’iniziativa (di cui 100 euro dall’officina e 100 euro dal Comune). Cumulabili con altri incentivi. Info: 011 6819562 – 586.
Provincia di Novara
Dalla Provincia fino ad esaurimento fondi euro 800 per l’acquisto di auto nuove elettriche, ibride, a metano, a GPL e bi-fuel ed euro 350 per conversione autoveicoli a GPL e metano (da euro 1 in su). Cumulabili ad altre iniziative, hanno accesso i privati (singoli cittadini con reddito inferiore a 15.000 euro/anno e nuclei familiari con reddito non sup. a 25.000 euro/anno). Bando su www.provincia.novara.it. Info: Uff. Settore Ambiente tel. 0321 378516.
Comune di Novara
Su iniziativa dell’Amministrazione Comunale, i residenti a Novara, dietro richiesta dell’apposita vetrofania (costo 10 euro/anno) parcheggiano gratuitamente negli spazi blu i propri mezzi elettrici o a metano. Info: Sun spa, Servizi Urbani Novaresi tel. 0321 482823.
Comune di Alba
Sospesi fino ad esaurimento degli incentivi nazionali MSE - Fino esaurimento fondi ai privati residenti nel territorio comunale di Alba (CN) che trasformano a GPL o a metano il proprio mezzo, 350 euro di contributo praticato sotto forma di sconto dalle officine aderenti all’iniziativa (di cui 100 euro dall’officina e 250 euro dal Comune). Non cumulabili. Info: 0173 292312.
Comune di Bra
Fino esaurimento fondi, per i privati residenti a Bra (CN) che trasformano a GPL o a metano l’auto immatricolata tra l’1/1/’88 e il 31/12/2004, euro 310/360 (sconto su listino officine aderenti, 110/160 dall’installatore e 200 dal Comune). Precedenza ai contributi di enti superiori. Info: Settore Protezione Civile, tel. 0172.439111 - prociv@comune.bra.cn.it. prociv@comune.bra.cn.it. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Comune di Vercelli
Dal 25/02/2009 campagna comunale di incentivazione delle trasformazioni a gas per persone fisiche e giuridiche residenti. Contributo di € 150 cumulabile con incentivi MSE per trasformazioni a GPL e metano con collaudo dal 25/02/2009 e acquisti di auto già trasformate a gas immatricolate dopo tale data (fino ad esaurimento fondi). Benefit standard (§) dalle Associazioni. Info: www.ecogas.it.
LIGURIA
Liguria
Esenzione bollo auto - Introdotte dalla regione (art. 5 l.r. 9/2008) agevolazioni per residenti (persone fisiche e giuridiche): chi immatricola o ha immatricolato dopo il 29/04/2008 un'auto nuova a doppia alimentazione benzina/gpl e benzina/metano non paga il primo bollo e continuerà a non pagarlo per cinque anni. Chi converte a GPL o a metano un’auto conforme alla direttiva Euro 2 o successive), cinque anni di esenzione dal pagamento del bollo a partire dalla data del collaudo, che deve essere successiva al 29/04/2008. Hanno accesso i veicoli M1 e N1. Esenzione automatica. Info: www.regione.liguria.it.
LOMBARDIA
Lombardia
Esenzione bollo auto - Per veicoli con alimentazione esclusiva a gas. Info: www.aci.it.
Lombardia
Sconto su tariffe noleggio – Per privati ed aziende, grazie ad Accordo Aniasa/Regione Lombardia noleggio scontato di vetture a GPL e metano presso operatori aderenti. Info call center 840 000 005.
Lombardia
Acquisto autoveicoli ecologici e trasformazione a gas (persone fisiche) - La Regione Lombardia ha attivato dal 24/09/2007, fino ad esaurimento fondo di 25 milioni, contributi per persone fisiche residenti (e familiari) negli oltre 200 comuni in zona A1 con reddito ISEE uguale o inferiore a 18.000 Euro. Cumulabili con gli incentivi statali o di altri enti, non lo sono con altri regionali. Dal 6/04/2009 nuovo bando, che scade il 31/12/2009, ha modificato importi e soglie di reddito. Tra gli interventi incentivati: € 3.000 per acquisto di vettura nuova o usata di classe non inferiore ad euro 3, a benzina (con emissioni di anidride carbonica non superiori a 140 g/km) a GPL o a metano, con demolizione di vettura Euro 0 benzina e diesel, Euro 1 e 2 diesel; € 600 per l’installazione di impianti GPL o metano su auto a benzina da Euro 0 a 4, cumulabile con quello statale. Veicoli incentivati: M1.
Gestione bando: Automobile Club Milano. Sportello telefonico informativo dalle ore 9 alle 12 dal lunedì al venerdì: tel. 02.7745246 - 02.7745282 - 02.7745296.
Info: www.ambiente.regione.lombardia.it, www.acimi.it/BandoISEE2009/
Comune Solbiate Olona (Va)
Dal Comune alle persone fisiche residenti contributo di 600 euro (cumulabile) per installazione impianto a metano e acquisto di auto a metano, elettriche o ibride-elettriche. Prenotazione fondi fino ad esaurimento. Info: Ufficio Ecologia tel. 0331 642510; www.solbiateolona.org.
AMSA, Azienda Milanese Servizi Ambientali
(Convenzione Consorzio Ecogas/ Assogasliquidi, 2.868 i potenziali beneficiari, rinnovata anche per il 2005). Oltre ai benefit standard (*) delle associazioni, per i dipendenti Amsa che trasformano la propria auto a GPL o a metano, contributo di 400 euro detratto da prezzi di listino (con rinnovo adottato quello MAP) fino esaurimento fondi. Per chi acquista un veicolo già omologato a gas i buoni carburante (solo GPL), Atlante e abbonamento a Ecomobile A Tutto Gas News. Info: www.ecogas.it (documenti/convenzioni e protocolli).
Provincia di Milano
(Accordo Consorzio Ecogas/Assogasliquidi) – Riguarda i 2.510 dipendenti della Provincia e delle aziende appartenenti al Coordinamento intercomunale d’area sulla mobilità sostenibile. Queste le aziende che hanno presentato il piano spostamento casa lavoro e possono trasferire il beneficio ai propri dipendenti: 3M Italia spa – AEM spa – Alcatel Italia spa – Arnoldo Mondatori Editore – AstraZeneca spa – ATM - Banca di Credito Cooperativo di Carugate – C.E.S.I. – Celestica srl – Centro Torri Bianche – Comuni di Corbetta, Monza, Segrate, Villasanta – GTM spa – IKEA Italia Retail srl – Indena spa – Italtel – Schering spa – Siemens Mobile Communications spa – STMicroelectronics srl – Viaggi del Ventaglio. La Provincia contribuisce con il 25% sul prezzo della trasformazione a gas (detratto su listino), le associazioni mettono a disposizione i benefici standard (*).Info: www.ecogas.it (documenti/convenzioni e protocolli).
Dal 2007 possono usufruire degli incentivi della Provincia di Milano anche: le stesse aziende per le proprie flotte, come anche i taxisti delle associazioni di categoria aderenti.
Comune di Brescia
Dal Comune (100.000 euro su fondo iniziale di 150.000) – dal 16/02/2009 introdotte modifiche al bando del 2006: fino ad esaurimento fondi euro 700 di contributo per trasformazione degli autoveicoli a metano sotto forma di sconto su prezzi di listino presso officine di installazione aderenti (persone fisiche e giuridiche residenti). Cumulabile con altre iniziative (importo totale non deve superare costo dell’impianto). Info: Uff. Mobility Manager - tel. 030 2978737.
TRENTINO ALTO ADIGE
Provincia di Bolzano
I residenti che scelgono GPL e metano (acquisto o trasformazione, immatricolazioni e collaudi effettuati dal 06/08/2003) sono esentati per tre anni dalla tassa automobilistica provinciale. L’esenzione riguarda anche le autovetture e gli autoveicoli ad uso promiscuo esclusivamente a GPL o metano. Info: 199 727272, fax 199 121515, e-mail infobollo@bolzano.aci.it infobollo@bolzano.aci.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo o presso delegazioni Automobile Club.
Provincia di Trento
Dalla Provincia ai residenti (persone fisiche e giuridiche), dal 13/5/2009 fino ad esaurimento fondo di 1.200.000 e/entro scadenza bando (30/11): € 800 per trasformazione a metano Euro 0 o 1 e 1.000 da Euro 2 in su; € 600 per trasformazione a GPL Euro 0 o 1 e 800 da Euro 2 in su. Sono finanziati anche gli interventi realizzati dal 01/12/2008. Non cumulabili. Info e prenotazioni: contact center Agenzia provinciale per l’energia tel. 0461-497300
VENETO
Area di Venezia
(Convenzione Consorzio Ecogas/Assogasliquidi, 29.000 potenziali utenti) Per dipendenti e flotte delle aziende dell’area comunale di Venezia che aderiscono al programma dell’Ufficio del Mobility Manager della provincia: Actv, Alcoa, Aeroporto Marco Polo – Save, Avepa, Cassa di Risparmio di Venezia, Comune di Venezia, Enel, Eni, EVC – European Vinyls Corporation, Fincantieri Cantieri Navali Italiani, Fondazione Teatro La Fenice, Gruppo Coin, La Rinascente, Montefibre, Officine Aeronavali, Policlinico San Marco, Polimeri Europa, Poste Italiane, Provincia di Venezia, Regione Veneto, S.A.GE.M. Venezia, Sav Servizi Aeroportuali Veneti, Simar, STN – Società di Tecnica Navale, Syndial, Telecom Italia, ULSS 1 2, Università Ca’ Foscari, Vesta. Dalle associazioni i benefit standard (*) a coloro che trasformano il proprio mezzo a GPL o a metano. Info: www.ecogas.it (documenti/convenzioni e protocolli)
Comune di Verona
Dal Comune a persone fisiche e giuridiche residenti, dal 2 febbraio 2009, incentivo di € 150 cumulabile con gli incentivi MSE 2009 per le trasformazioni a GPL e metano con collaudo dal 02/02/2009 e gli acquisti di auto già trasformate a gas immatricolate dopo il 02/02/2009 (fino ad esaurimento fondi). Info: www.ecogas.it.
Comune di Cerea (Vr)
Dal Comune ai residenti a Cerea fino ad esaurimento fondi euro 250 (sconto su prezzi di listino in fattura) per la trasformazione a GPL e metano di mezzi da pre-Euro a Euro 4. Cumulabili. Benefit standard ( § ) da Consorzio Ecogas ed Assogasliquidi. Referente gestione incentivi, Consorzio Ecogas. Info: www.ecogas.it.
Comune di Legnago (Vr)
Dal comune ai privati residenti che trasformano a GPL o metano la propria auto pre-euro (non cat.) dopo il 30/10/2007 euro 250 non cumulabili con iniziative pubbliche fino ad esaurimento fondi. Ai beneficiari anche benefit standard ( * ) offerti da Assogasliquidi e Consorzio Ecogas. Info: www.ecogas.it.
Comune di Padova
Dal Comune ai residenti fino esaurimento fondi 300 euro per la conversione a GPL o a metano di autoveicoli Euro 1, 2, 3 e 4, 500 per gli Euro 0. Non cumulabili. Info: www.padovanet.it - URP di Palazzo Moroni – Informambiente t. 049 8022488.
EMILIA ROMAGNA
In 69 Comuni
L’iniziativa, riservata ai Comuni che hanno adottato le misure dell’Accordo per la qualità dell’aria (siamo orami al sesto), è partita nel 2006 con uno stanziamento regionale di 5 milioni e 360 mila euro per la trasformazione di autoveicoli a metano e GPL. Successivamente sono stati deliberati altri 10 milioni di euro, dei quali i primi cinque, da giugno 2008, .sono stati messi a disposizione dei Comuni, ma solo di quelli di recente adesione oppure che hanno consumato almeno il 90% dei fondi assegnati negli anni precedenti. Attualmente i Comuni aventi diritto – che hanno cioè aderito a Liberiamo l’Aria, www.liberiamolaria.it - sono 69. I nuovi incentivi rispecchiamo le direttive della delibera regionale relativa agli anni 2008/2009, che consente contributi unitari fino a 650 euro (più precisamente fino a 400 € per veicoli immatricolati entro il 31/12/2005 e 650 € per quelli immatricolati dopo il 01/01/2006) contro i 400 di quella precedente. Previsto inoltre l’incentivo per i ciclomotori. Per informazioni su tempi e modi rivolgersi alle singole amministrazioni comunali: Anzola Emilia°, Argelato*°, Baricella*°, Bologna°, Budrio*°, Busseto, Calderara di Reno*°, Carpi, Casalecchio di Reno°, Casalgrande, Castel Bolognese°, Castellarano*°, Castelfranco Emilia, Castel Maggiore°, Castel San Pietro Terme°, Castenaso°, Cavriago*°, Cesena°, Collecchio, Correggio°, Dozza°, Faenza°, Felino, Ferrara, Fidenza, Fiorano, Fontanellato°, Fontevivo, Forlì°, Formigine°, Fornovo di Taro*°, Granarolo dell’Emilia°, Imola°, Langhirano, Lesignano de’ Bagni*°, Malalbergo*°, Maranello°, Minerbio*°, Modena, Montecchio Emilia*°, Montechiarugolo*°, Monte San Pietro*°, Noceto, Nonantola°, Parma°, Piacenza°, Pianoro*°, Polesine Parmense*°, Ravenna°, Reggio Emilia, Rimini°, Roccabianca°*, Sala Baganza, Sala Bolognese*°, Salsomaggiore Terme, San Lazzaro di Savena°, San Martino in Rio*°, San Secondo Parmense°, Sassuolo, Scandiano°, Sissa, Sorbolo°*, Soragna, Spilambero*°, Traversatolo, Trecasali*°, Vignola°, Zibello*°, Zola Predosa.
(*) Nuovi Comuni aderenti nel 2007
(°) Comuni con incentivi secondo la nuova delibera regionale
Il Consorzio Ecogas contribuisce alla gestione degli incentivi a Bologna, Parma e Comuni della provincia, Piacenza, Ravenna e Rimini. In questi buoni sconto carburante da operatori ed associazioni (60 e per il GPL da Consorzio Ecogas ed Assogasliquidi). Info: www.ecogas.it.
Provincia di Modena
Rinnovato bando incentivi per l'anno 2009 dall’Amministrazione Provinciale insieme a Comuni, Associazioni ed operatori aderenti. In 21 Comuni* della Provincia fino esaurimento fondo disponibile (stanziamenti annuali), a persone fisiche e giuridiche euro 400 (250 a carico del Comune, 150 a carico dell’installatore) per trasformazione a GPL o metano di veicoli Euro 0, 1, 2, 3 e 4. Non cumulabili. A questi si aggiungono i Comuni individuati dalla Regione (iniziativa Liberiamo l’aria, v. Emilia Romagna) precedenza all’utilizzo dei fondi regionali. Dalle associazioni buoni sconto carburante; per il GPL euro 60 totali da Assogasliquidi e Consorzio Ecogas. Info: www.provincia.modena.it (Ambiente/Bandi e Moduli) e presso singoli comuni per disponibilità fondi.
* non aderiscono all'iniziativa: Campogalliano, Fanano, Finale Emilia, Fiumalbo, Frassinoro, Marano sul Panaro, Medolla, Mirandola, Montefiorino, Palagano, Pavullo nel Frignano, Polinago, S. Prospero, Savignano sul Panaro, Unione dei Comuni del Sorbara
Comune di Cervia
Dal 14/01/2009 dal Comune ai residenti (fondo di 30.000 €) 200 € per trasformazione veicoli a GPL e 300 a metano presso officine aderenti all’iniziativa. Gli incentivi riguardano le trasformazioni con collaudo dopo il 01/01/09 e acquisti di auto nuove già trasformate a gas immatricolate dopo il 01/01/09 (con collaudo anche antecedente al 01/01/09). Cumulabili con incentivi statali. Inoltre, benefit standard (§) convenzione Consorzio Ecogas e Assogasliquidi/Federchimica. Info: www.ecogas.it - CerviaInforma 0544/914011
MARCHE
Provincia di Ancona
(Convenzione Assocasliquidi/Consorzio Ecogas) – Accordo con la Provincia per promuovere la trasformazione a GPL e metano di autoveicoli dei partecipanti al Progetto Sperimentale di Carpooling: rispetto listino prezzi massimi e applicazione ulteriore sconto del 5%, 2 controlli gratuiti dell’impianto, 60 euro di buoni sconto per l’acquisto di GPL (solo per trasformazioni a GPL), Atlante dei distributori GPL e metano d’Italia – Iter Edizioni; Abbonamento per un anno alla rivista EcoMobile - A Tutto Gas News. Info: www.ecogas.it, Programma Mobility Manager.
TOSCANA
Dal 01/01/2009 sconti bollo auto. Riduzione del 10% per vetture Gpl e metano già circolanti (anche per Euro 4 e 5). Esenzione dal pagamento del bollo fino a 6 anni per autoveicoli M1 ed N1 a gas: per acquisto nel 2009 di mezzo nuovo di potenza non superiore ai 100 kw e per trasformazione a GPL o metano (con collaudo nel 2009) di Euro 2 o superiori immatricolati prima della data di entrata in vigore della legge regionale (07/11/2008).
In 30 Comuni
Iniziativa partita nel 2004, è proseguita nel 2005 con un finanziamento di oltre 3 milioni di euro da suddividere tra i 16 comuni firmatari dell’Accordo di programma con la Regione Toscana per combattere le polveri sottili, che prevede un mix di provvedimenti, limitazioni al traffico ed iniziative di incentivazione dei veicoli ecologici, con contributi per il passaggio al GPL e al metano per cittadini ed aziende. Nel 2006 i comuni aderenti sono diventati 24, con uno stanziamento di 3 milioni e 350.000 euro. L’accordo è stato rinnovato il 10/5/2007: le risorse previste dalla Regione nel Piano 2007-2010 di azione ambientale per il risanamento della qualità dell’aria sono complessivamente 18 milioni di euro, pari a circa 4,5 milioni di euro l’anno. Accesso dietro presentazione da parte del Comune, entro luglio 2007, di piano di azione comunale con misure e azioni anche per incentivare la mobilità sostenibile e la riduzione delle emissioni inquinanti da traffico veicolare. Il 28/01/2008 la Regione ha deliberato il finanziamento dei Comuni aderenti con la quota 2008. Già deliberata anche la quota 2009 di 4,5 milioni di euro. Per tempi e modi si consiglia di rivolgersi alle singole amministrazioni comunali di: Arezzo, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Capannoni, Carrara, Cascina, Empoli, Firenze, Grosseto, Lastra a Signa, Livorno, Lucca, Massa, Montecatini Terme, Montale, Montelupo Fiorentino, Pisa, Pistoia, Porcari, Poggio a Caiano, Poggibonsi, Pontedera, Prato, S. Croce sull’Arno, Scandicci, Sesto Fiorentino, Siena, Signa e Viareggio.
LAZIO
Provincia di Latina
Iniziativa Guido a Basso Impatto III per il 2009: fino esaurimento fondi dalla Provincia ai residenti (persone fisiche) contributo per la trasformazione a metano di veicoli Euro 0, 1, 2 e 3: 90% della spesa di trasformazione del veicolo per coloro che hanno un ISEE inferiore o uguale a € 10.000,00; 60% con ISEE superiore a € 10.000,00 e inferiore o uguale a € 30.000,00; 20% con ISEE superiore a € 30.000,00. Contributo determinato su prezzi di listino. Non cumulabili. Info: www.provincia.latina.it (Avvisi/Bandi).
SICILIA
Catania
Attivo Protocollo d’intesa tra Consorzio Ecogas, Assogasliquidi e Confcommercio Catania, a favore degli iscritti e dei dipendenti dell’associazione catanese (quindi sia persone fisiche che giuridiche). I benefici sono cumulabili con altri statali o locali. Chi trasforma a GPL il proprio mezzo usufruisce dei prezzi di apposito listino promozionale applicato dalle officine di installazione che aderiscono, con un ulteriore sconto del 5%, e di due controlli gratuiti dell’impianto. In omaggio blocchetto di buoni sconto GPL per un valore complessivo di € 150 (€ 1,00 ogni 20 litri di GPL). I buoni sono messi a disposizione da GAS POINT srl e spendibili presso 3 distributori: in Via Nuovalucello, 172 (Catania), C.da Fisichelli, Via Caruso - S. Giovanni La Punta (CT), SS Catania-Gela 417, km 37,300 - Palagonia (CT). Da Assogasliquidi e Consorzio Ecogas l’Atlante stradale dei distributori GPL e metano d’Italia – ITER EDIZIONI e l’abbonamento per un anno alla rivista EcoMobile – A Tutto Gas news. Info: www.ecogas.it - numeri verdi: 800 500 501.
fonte:autoambiente.com
Cassazione: passeggero scappa dopo incidente? E' omissione di soccorso
Anche i passeggeri che si trovano a bordo di un veicolo che ha causato un incidente hanno l'obbligo di prestare soccorso a chi è stato investito. Per la Corte non importa essere alla guida: chi scappa è comunque un pirata della strada e va sanzionato per omissione di soccorso. La decisione della Quarta sezione penale (sentenza n. 37455/2009) si riferisce al caso di due ragazzi che erano al bordo di un motorino insieme ad un'altro loro amico che era alla guida. Durante il percorso avevano investito una donna provocandone la morte. I ragazzi erano caduti, ma rialzatisi anziche prestare soccorso alla donna erano fuggiti. Se contro il conducente veniva avviato un procedimento per omicidio colposo per i due passeggeri si era ipotizzata l'accusa di omissione di soccorso. La sezione minorenni della Corte d'appello di Napoli aveva concesso ai due ragazzi il perdono giudiziale ma la loro difesa, contro questa condanna "morale", aveva fatto ricorso in Cassazione sostenendo che "viaggiando come passeggeri a bordo del mezzo non potevano prevedere che si potesse verificare l'evento comunque ricollegabile al comportamento di chi stava alla guida". La Corte ha respinto i ricorsi dei due ragazzi facendo rilevare che gli stessi viaggiavano con un terzo amico "ben sapendo che la loro presenza comprometteva di molto le condizioni di stabilita' del motoveicolo, rendendole precarie". Inoltre "dandosi alla fuga e non fermandosi per prestare assistenza all'investita, si erano resi colpevoli, anche se sono stati perdonati, delle ipotesi di reato previste dall'art. 189 del Cds". Nela sentenza la Cassazione richiama anche le testimonianze rese secondo cui i due passeggeri "erano caduti sopra il corpo dell'investita ed uno dei due era salito sul ciclomotore ed era scappato. Quindi non potevano non essersi resi conto che la donna urtata aveva riportato danni alla persona". Piazza Cavour ha dunque insistito sul fatto che i passeggeri "si dovevano fermare per verificare se" la donna investita "avesse bisogno di soccorso. E invece si sono allontanati". Di quì l'ipotesi di reato prevista dall'189 Cds. che punisce appunto l' omissione di soccorso.
Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
Il canone Rai va pagato. Salvo liberarsi della TV
Non pagare si può davvero? Al centro dell'attenzione c'è il pagamento del canone Rai, oggetto di una campagna mediatica lanciata da Libero e dal Giornale. Le motivazioni sono tutte politiche - non a caso il Giornale parla di "tassa Santoro" - e come tali stanno suscitando un dibattito vivace e reazioni indignate da parte di numerosi esponenti politici, anche perché il canone è una tassa e non pagarla equivale a compiere evasione fiscale.
Sul tema canone Rai, del resto, e al di là della contingenza politica, sono intervenute anche le associazioni dei Consumatori. Una per tutte è l'Aduc, che sulla campagna di Giornale e Libero sottolinea come per abolirlo serva una legge: "Visto che i due quotidiani sono vicini al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarebbe utile suggerire di intervenire su una legge del 1938 che obbliga gli utenti a pagare il canone Rai - scrive l'Aduc - Basterebbe un semplice decreto legge che troverebbe ampio consenso nel Paese. Si farà? Abbiamo qualche dubbio, visto che la Rai è appannaggio della stragrande parte di partiti e sindacati, ma siamo fiduciosi che il taglio di questo nodo gordiano prima o poi arriverà. Nel frattempo occorre chiarire che il canone Rai è una imposta e chi non la paga incorre nelle sanzioni di legge. Si può certo dichiarare che non si intende più utilizzare il televisore facendo richiesta di suggellamento e di disdetta o disfarsi del televisore stesso". È invece dei giorni scorsi la richiesta del Codacons di intervenire a fronte del passaggio al digitale che, per chi non abbia acquistato il decoder, significa lo "spegnimento" di Rai due. "Chi non può o non vuole dotarsi di tale apparecchio, non potrà assistere alla programmazione di Rai2, pur avendo regolarmente pagato il canone Rai per l'anno 2009 - afferma l'associazione - A seguito delle numerose proteste giunte al Codacons, l'associazione ha deciso di avviare una causa collettiva in favore di quanti intendano chiedere la restituzione di un terzo del canone, in relazione all'impossibilità di vedere Rai2 senza decoder".
Di diverso tenore la posizione di Adiconsum. Per l'associazione, infatti, si sta consumando "una polemica puramente politica, inutile e fuorviante per i consumatori". Commenta infatti l'associazione: "Spingere gli utenti a non pagare il canone è scorretto e fuorviante se al contempo non si dice che il c.d. canone è per legge una tassa di possesso del televisore, non di abbonamento alla RAI. Non dirlo significa soprattutto spingere i consumatori verso una violazione di legge e quindi esporli a decreti ingiuntivi per il recupero e l'aggravio dei costi del canone".
Ma si può evitare di pagare e disdire il canone? Una testimonianza è offerta sul sito Puntoinformatico dove un utente racconta la trafila burocratica fatta per evitare di pagare il canone Rai rispettando la legge: ovvero, chiedendo appunto la "suggellazione" dell'apparecchio "atto alla ricezione del segnale televisivo" secondo la legge che regola il pagamento del canone, il regio decreto 246 del 1938.
La pratica seguita è evidenziata dalla stessa Rai sul sito internet www.abbonamenti.rai.it. Primo chiarimento: "Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi deve per legge R.D.L.21/02/1938 n.246 pagare il canone di abbonamento TV. Trattandosi di un'imposta sul possesso o sulla detenzione dell'apparecchio, il canone deve essere pagato indipendentemente dall'uso del televisore o dalla scelta delle emittenti televisive". Il canone dunque è tassa di possesso e va pagato da chiunque possieda una tv.
Quando si può non pagare? Il riferimento è sempre alla legge del 1938. Questa prevede che la disdetta dell'abbonamento si verifichi solo quando l'abbonato cede tutti gli apparecchi in suo possesso dando esatta comunicazione delle generalità e indirizzo del nuovo possessore, o quando comunica di non essere più in possesso di alcun apparecchio fornendone adeguata comunicazione, oppure se intende rinunciare all'abbonamento chiedendo appunto il suggellamento dell'apparecchio. È proprio questo l'esempio seguito dalla testimonianza riportata su Punto Informatico.
Come fare, dunque? Ecco di seguito le istruzioni riportate sullo stesso sito abbonamenti della Rai.
"Nel caso che gli abbonati intendano rinunciare all'abbonamento senza cedere ad altri i loro apparecchi, devono presentare disdetta, entro il 31 dicembre, chiedendo il suggellamento degli apparecchi stessi. (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)
La disdetta con richiesta di suggellamento degli apparecchi, se presentata entro il 31 dicembre, dispensa dal pagamento del canone dal primo gennaio dell'anno successivo.
Contemporaneamente all'invio della disdetta gli abbonati devono versare all'Agenzia delle Entrate - S.A.T. Sportello Abbonamenti TV - Ufficio Torino 1 - c.p. 22 - 10121 Torino Vaglia e Risparmi, indicando nella causale il numero dell'abbonamento, l'importo di € 5,16 per ogni apparecchio da suggellare. (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)
Il suggellamento consiste nel rendere inutilizzabili, generalmente mediante chiusura in appositi involucri, tutti gli apparecchi posseduti dal titolare dell'abbonamento e dagli appartenenti al suo nucleo familiare presso qualsiasi luogo di loro residenza o dimora. (art. 10 e 12 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)
La disdetta deve essere inviata a mezzo raccomandata all'Agenzia delle Entrate S.A.T. - Sportello Abbonamenti TV - Ufficio Torino 1 - c.p. 22 - 10121 Torino. (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)
Successivamente all'invio della raccomandata di disdetta, l'abbonato riceverà dal S.A.T. Sportello Abbonamenti alla Televisione, un modulo di dichiarazione integrativa della richiesta di suggellamento, dove dovranno essere indicate precisazioni circa la marca dei televisori, della loro ubicazione, orari di disponibilità per procedere al suggellamento da parte degli Organi competenti, che dovrà essere restituito debitamente compilato ai fini di una corretta e completa definizione della pratica di annullamento.
In mancanza di regolare disdetta l'abbonamento si intende tacitamente rinnovato".
Allo stato attuale dunque, l'unico modo legale per non pagare è disfarsi della televisione.
Fonte:helpconsumatori.it (Sabrina Bergamini)
Stress da e-mail e cellulari: essere sempre connessi "uccide" secondo manager di France Telecom.
Continuo uso di smartphone e continua ricezione di e mail: sarebbero questi i principali motivi di stress dei dipendenti d’azienda, secondo un top manager di France Telecom.
Questo risultato emerge da una riflessione del manager della società francese, secondo cui nel corso di meno di due anni, ben 22 dipendenti di France Telecom sono stati vittime di suicidio e almeno altre 13 persone hanno cercato di porre fine alla loro vita.
Si tratta di una media decisamente molto alta, che ha allarmato non solo l'azienda, ma anche le autorità competenti che hanno deciso di indagare per verificare la presenza di eventuali politiche dannose nei confronti della forza lavoro della società.
Secondo Gervais Pellissier, “Oggi, le persone che lavorano nel mondo degli affari, qualsiasi sia la loro posizione lavorativa sono sempre connesse. Qualche anno fa, invece, quando eri un dipendente di medio livello in una grande non esisteva alcun telefono cellulare o computer a casa. Quando si tornava a casa il lavoro rimaneva fuori dalla vita di ognuno”.
Oggi, invece, sembra che il lavoro sia il principale pensiero di molti e i sistemi di comunicazione sempre più evoluti sembrano, inoltre, contribuire ad una presenza sempre più ‘ingmbrante’ degli affari lavorativi nella vita privata. La prima fonte di stress, secondo i top manager di France Telecom, sarebbe legata alla recente privatizzazione della società, condizione che ha portato circa 15mila impiegati a cambiare radicalmente le proprie abitudini lavorative nel corso degli ultimi cinque anni.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Inaz, l’azienda del lavoro, vara un progetto per il lavoro delle donne
Più donne nel mondo del lavoro ma anche migliori condizioni per le donne per poter continuare a svolgere un ruolo spesso su più fronti, riequilibrando anche i rapporti di lavoro uomo-donna. Con questi obiettivi, Inaz ha varato un progetto “Famiglia-Lavoro” che prevede una serie di misure per facilitare il rientro della lavoratrice neo-madre in azienda e, più in generale, per conciliare carichi di lavoro e familiari.
Il progetto, che fa leva su strumenti come part-time e telelavoro, corsi di formazione e figure di supporto aziendale, è stato illustrato dalla presidente di Inaz Linda Gilli, nel corso di un incontro dedicato alle nuove sfide per impresa e lavoro con la partecipazione dell’economista Professor Marco Vitale e del giuslavorista e Senatore Professor Pietro Ichino.
“Misure concrete per sostenere la condizione della donna lavoratrice sono necessarie per avvicinare l’Italia al resto d’Europa, ma in condizione di crisi economica come quelle attuali diventano anche motivo d’urgenza”, ha detto Linda Gilli, Cavaliere del Lavoro, “Imprenditrice dell’Anno” per il Comune di Milano e la Regione Lombardia, da anni impegnata sul fronte della valorizzazione della donna nel mondo del lavoro e dell’impresa. Il Progetto Famiglia-Lavoro, già avviato da alcuni mesi da Inaz, è orientato in modo particolare a facilitare il rientro delle donne al lavoro dopo la maternità e prevede la messa a disposizione della lavoratrice di un personal computer portatile per poter accedere alle informazioni aziendali, alla posta elettronica, a programmi di formazione on-line ovvero a portali aziendali. Le lavoratrici che, su base volontaria, aderiscono al progetto, hanno la possibilità di utilizzare strumenti informatici per il telelavoro fino al compimento dei 18 o 24 mesi del bambino e di adottare formule di part-time. Inoltre è contemplata la figura di un ‘facilitatore’, in grado di fornire alla lavoratrice informazioni e supporto nelle scelte in materia.
Il programma prevede inoltre momenti di verifica per meglio orientare il rientro al lavoro, sviluppare programmi di formazione e aggiornamento, incontri di verifica per conciliare le nuove esigenze personali e familiari con le esigenze lavorative. Le lavoratrici Inaz possono inoltre adottare formule di flessibilità individuale negli orari di lavoro per meglio conciliare le diverse esigenze. Un Comitato Famiglia-Lavoro provvede infine all’analisi dei casi individuali e all’identificazione degli strumenti più adeguati.
La collaborazione pubblico - privato
“Questi e altri strumenti possono essere messi in atto dalle aziende e la loro diffusione può contribuire allo sviluppo di una nuova coscienza in materia di condizione femminile e accesso/mantenimento della condizione lavorativa, ma un altrettanto importante supporto può e deve giungere da misure che possono essere messe in campo da Enti locali, dalla collaborazione pubblico-privato e da misure mirate in campo fiscale e normativo in generale”, ha sottolineato Linda Gilli. “Rientrano in queste misure, per esempio, un migliore accesso a servizi sociali, agli asili nido, anche interaziendali, agevolazioni nei trasporti, rette dei servizi che non penalizzino ma al contrario agevolino le lavoratici”.
“Si tratta solo di un primo passo e i primi risultati sono decisamente incoraggianti”, ha aggiunto Linda Gilli. “Aiutare la coppia a conciliare vita professionale e famiglia è innanzi tutto un fattore di civiltà, ma valorizzare competenze e motivazione delle donne nel doppio ruolo di mamme e di lavoratrici può anche divenire l’anello di congiunzione tra la qualità del lavoro, dell’occupazione e di nuove strategie d’impresa, rendendo possibile la costruzione di modelli e pratiche organizzative innovative e socialmente utili”.
Informazioni su INAZ
INAZ è la maggiore azienda italiana dedicata alle soluzioni per l’amministrazione del personale e la gestione delle risorse umane. Fornisce a piccole, medie e grandi aziende ed organizzazioni e a studi professionali (Consulenti del Lavoro) le proprie soluzioni nella forma di licenze software, outsourcing di servizi e in modalità ASP (Application Service Provisioning) mettendo a disposizione le risorse tecnologiche del proprio centro servizi IT collegato con una rete a larga banda su tutto il territorio nazionale e assicurando la presenza sul territorio attraverso circa 50 agenzie esclusive e una rete di Punti di Assistenza Software.
Per ulteriori informazioni sul progetto “Famiglia-Lavoro”:
Inaz - www.inaz.it
Sabina Rodi
Tel. 02.277181
rodis@inaz.it
Fonte:informazione.it
"4000 Euro/mese, esentasse per 20 anni "
Antonio Tagliaferri ed Emilio Petrone, rispettivamente direttore Giochi e Strategie dei Monopoli di Stato e amministratore delegato Sisal, hanno presentato ieri a Roma in conferenza stampa il nuovo gioco " WIN FOR LIFE". Si tratta del primo gioco a totalizzatore che garantisce al vincitore una rendita mensile sicura ed esentasse. La quata erariale del 23% sarà destinata alla ricostruzione dell'Abruzzo e sul logo di ogni schedina sarà impresso un cuore con la scritta "Per l'Abruzzo". Per vincere è necessario indovinare 10 numeri sui 20 presenti sulla schedina, mentre il sistema fornisce automaticamente "Il numerone", che se indovinato darà la possibilità di accedere alla rendita. La giocata è fissata ad 1 euro, ma con due si raddoppino le possibilità di vincere. Se poi non si indovina alcun numero, ma soltanto il "numerone", si accederà anche in questo caso alla rendita. Si potrà giocare tutti i giorni, dalle 8 alle 20 e l'estrazione avverrà ogni ora. E' prevista una corsa alla "rendita vitalizia", forsennata e sinceramente non ci sembra un buon segno dei tempi, tutti "curvati" sulla "WIN FOR LIFE".
Fonte:newgol.it
Rai: canone in bolletta elettrica
Il Parlamento si occupi della possibilita' di agganciare la riscossione del canone Rai alla bolletta elettrica, per combattere l'evasione. A chiedere un intervento legislativo e' il presidente della Rai, Paolo Garimberti, che ha gia' inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani:''Se si vuole un servizio pubblico di buona qualita', bisogna dargli i mezzi perche' operi in piena autonomia. Con un'evasione del 30% non si va da nessuna parte''.
Fonte:ansa.it
Evasione fiscale e controlli bancari: nuove regole per bonifici all'estero.
Anche le filiali estere delle banche italiane e degli altri intermediari finanziari residenti nel nostro Paese sono tenute a inviare i dati relativi ai rapporti intrattenuti e alle operazioni effettuate dalla propria clientela italiana all'archivio dei conti correnti dell'Agenzia delle entrate.
Liste con nomi e cognomi trasmesse al governo italiano da altri stati europei e che saranno messe a confronto dall’Agenzia delle Entrate con le dichiarazioni dei redditi presentate in Italia per verificare eventuali incongruenze. Questo è quanto di nuovo stabilisce una nuova circolare dell'Agenzia delle entrate, secondo cui le informazioni potranno anche essere usate per verificare se i cittadini italiani hanno depositato i soldi all'estero comunicandolo al Fisco nel quadro Rw della dichiarazione dei redditi.
L’obiettivo è quello di scoprire i contribuenti che risiedono all’estero solo in modo fittizio, ma presto sarà pienamente operativa la Task force dell’Agenzia appositamente dedicata alla lotta all’evasione internazionale. L'obbligo di effettuare le comunicazioni riguarda anche le banche, Poste italiane, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Welfare: Piano d’azione “Italia 2020” per occupabililità giovani
Secondo quanto rende noto il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali è stato presentato il 23 settembre il Piano di azione per la piena occupabilità dei giovani attraverso l'integrazione tra apprendimento e lavoro. Alla presentazione, tenutasi a Palazzo Chigi, erano presenti il Ministro del Wefare Maurizio Sacconi e il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Il piano si prefigge l’obiettivo di modificare il rapporto dei giovani e del mondo del lavoro: i giovani italiani, infatti, incontrano il mondo del lavoro molto più tardi rispetto ai loro coetanei europei. Due i temi prioritari di cui si occuperà il piano: la mobilità degli studenti universitari e dell’alta formazione professionale, il valore legale del titolo di studio. Il piano migliorerà la transizione dalla scuola al lavoro, cercherà di rilanciare l’istruzione tecnico-professionale ed il contratto di apprendistato. Non manca il tema della formazione universitaria con l’obiettivo di facilitare l’accesso dei dottorati di ricerca al sistema produttivo. Le linee d’azione del piano verranno stabilite con le parti sociali e le associazioni di categoria.
Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
Digitale terrestre, Codacons lancia azione collettiva per rimborsi canone Rai
Il passaggio al digitale terrestre sta avvenendo con non pochi problemi. In alcune regioni d'Italia, tra cui il Lazio, i cittadini hanno già dovuto dire addio a Rai2 e a Rete4. Per continuare a guardare la programmazione di questi canali è necessario acquistare un decoder o un nuovo televisore dotato di questo apparecchio. Già numerose Associazioni dei consumatori hanno sollevato la questione del canone Rai: chi l'ha pagato per il 2009 e non vuole o non può acquistare nuovi apparecchi, non ha la possibilità di assistere alla programmazione di alcuni canali Rai.
E dopo molte segnalazioni e proteste giunte al Codacons, l'Associazione ha deciso di avviare una causa collettiva in favore di quanti intendano chiedere la restituzione di un terzo del canone, in relazione all'impossibilità di vedere Rai2 senza decoder. Il presidente Codacons Carlo Rienzi ha pubblicato sul suo blog www.carlorienzi.it il modulo da compilare e inviare all'Agenzia delle Entrate di Torino (che si occupa della riscossione del tributo) col quale si chiede il rimborso di un terzo del canone Rai. "La richiesta - spiega Rienzi - è essenziale ai fini di una futura azione legale collettiva da parte dei teleutenti senza decoder".
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
Adiconsum chiede all'Abi una moratoria per le famiglie in difficoltà
"Lo sforzo delle banche a sostegno del sistema produttivo è notevole e siamo fiduciosi che possa dare presto un contributo ad uscire definitivamente dalla difficile congiuntura che stiamo attraversando". E' la conclusione dell'audizione del presidente dell'Abi, Corrado Faissola, che ha avuto luogo nella giornata di ieri presso la X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.
Faissola ha ribadito il sostegno del sistema bancario italiano in particolare alle piccole e medie imprese, ricordando che all'Avviso comune per la sospensione dei debiti delle PMI verso il sistema creditizio hanno aderito quasi 400 banche, con oltre il 90% del totale degli sportelli.
Dalle Associazioni dei consumatori si alza un voce che chiede il sostegno del sistema bancario anche per le famiglie. La voce è quella di Adiconsum che sostiene che sia necessario un intervento rapido a favore delle famiglie che non riescono più a pagare le rate di fine mese del mutuo.
Secondo Adiconsum "le misure fin qui assunte da alcuni intermediari e da alcune regioni sono certamente utili, ma devono essere estese a tutto il sistema bancario". Allo stesso modo è necessario che Governo e Parlamento accelerino l'attuazione di tutte le misure assunte, ma ancora non applicate.
"Una su tutte l'attivazione del Fondo di garanzia per la sospensione delle rate dei muti in caso di morte, infortunio o perdita del posto di lavoro del mutuatario (fondo Gasparrini). Altrettanto importante è l'intervento degli enti locali. Le facilitazioni per l'accesso al credito sono certamente importanti per alcune categorie di cittadini (giovani, neo sposi, ecc.) come per alcuni tipi di finanziamento, tra tutti l'acquisto della prima casa".
Adiconsum chiede però che la stessa attenzione, e soprattutto specifici fondi, siano riversati su chi già è indebitato. La proposta di Adiconsum, in attesa dell'avvio del Fondo di garanzia è chiara, di estrema semplicità e già attuata per le imprese:
Sospensione per massimo dodici mese per i cittadini che siano in cassa integrazione o abbiano perso il posto di lavoro.
Offerta da parte di tutte le banche di consentire l'accesso alla possibilità di sospensione
Rapida attuazione del fondo di garanzia per i mutuatari
Adiconsum tornerà a chiedere ad Abi, quale rappresentante di tutto il sistema bancario e finanziario, di confrontarsi sulle proposte e di contribuire alla rapida attuazione delle norme di legge ancora inapplicate.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
Ancora dubbi sulla sanatoria delle colf
Scade mercoledì 30 Settembre il termine per la sanatoria di colf e badanti, la quale presenta tuttora alcuni dubbi inerenti alla procedura. I datori di lavoro si trovano innanzitutto in difficoltà con riguardo all’orario di lavoro minimo di venti ore settimanali, il quale sembra valere solamente per gli addetti ai servizi familiari. Altro dubbio riguarda le istanze che non andranno a buon fine e che potrebbero essere ritenute autodenunce.
Fonte: Il Sole 24 Ore
Moratoria sui debiti delle Pmi: facciamo il punto
Banche e Pmi: al giro di boa della pausa estiva, la percezione di un “arrivederci a settembre” piuttosto incerto era piuttosto concreta e reso evidente da un anno iniziato con una miriade di annunci ed iniziative di sostegno e salvataggio che, però, stentavano a decollare per sostenere un settore che, causa la contrazione dei crediti concessi dagli istituti di credito cominciava ad avere il fiato (molto) corto.
Le chiusure estive hanno paventato in più di un’occasione il timore, piuttosto concreto, che la riapertura di settembre da parte delle imprese, soprattutto le piccole e le micro imprese, sarebbe stata un opzione non del tutto scontata.
Il sole agostano non ha tuttavia impedito che si arrivasse alla stipula di un accordo che era nell’aria da un po’ di tempo tra ABI ed associazioni di rappresentanza delle Pmi, “assistiti” dal Ministero delle Finanze.
L’Accordo per la moratoria dei debiti delle Pmi, sottoscritto il 3 agosto, nonostante l’ampia diffusione data dai media e l’interesse “istantaneo” mostrato dalle imprese interessate, ha però dovuto attendere l’inizio del mese di settembre per cominciare a dare qualche segnale concreto sulle possibilità offerte ai piccoli imprenditori in merito all’allungamento dei tempi di pagamento delle rate di finanziamenti e mutui.
Intanto nel mese di agosto si è notevolmente allungata la lista degli istituti di credito che hanno aderito all’accordo, sino ad arrivare, ad oggi, ad una copertura del sistema creditizio superiore all’80% delle banche operanti nel paese.
Il tutto, con la prospettiva concreta che si arrivi entro fine settembre alla totalità del sistema bancario, con ciò tacitando le perplessità avanzate sulla volontarietà di adesione all’accordo da parte delle banche.
Altro punto “caldo” riguarda l’interpretazione di alcune clausole dell’accordo per definire nel modo più chiaro (ed esteso?) possibile quali (e quante) Pmi potranno richiedere alla propria banca di accedere alla moratoria sui debiti.
L’ABI ha già pubblicato, e tiene in costante aggiornamento, sul proprio sito le FAQ elaborate sulla base dei quesiti pervenuti sia dalle banche che dalle imprese, cui andrà ad aggiungersi una guida per orientare le Pmi e garantire condizioni uniformi di applicazione dell’accordo su tutto il territorio nazionale da parte di ogni singolo sportello delle banche aderenti.
Le condizioni applicate dalle banche in applicazione dell’accordo saranno inoltre “monitorate” da una apposita task force istituita presso il Ministero delle Finanze. Insomma, eppur (qualcosa) si muove.
Fonte:blog.pmi.it (Paolo Sebaste)
Digitale terrestre: arriva la guida per l'acquisto del decoder
Una soluzione per evitare di perdersi nella giungla dei decoder necessari per ricevere i programmi del digitale terrestre. Le buone notizie per chi si appresta a vivere il passaggio dalla Tv analogica arrivano dall'istituzione di un tavolo di lavoro che raccoglie i vari attori coinvolti nella migrazione alla nuova piattaforma televisiva. Nell'agenda di "Panel Tv Digitale" una priorità è infatti un'iniziativa volta a orientare il consumatore finale nell'acquisto del decoder più consono alle proprie esigenze.
La confusione sul fronte di questi dispositivi ha quindi – e finalmente – una risposta concreta nonché "istituzionale" che prossimamente si materializzerà, nei punti vendita distribuiti sull'intero nazionale, con un'etichetta prodotto e con un pieghevole informativo recanti le caratteristiche tecniche dei decoder in vendita. L'idea partorita dal consorzio formatosi per impulso di Confindustria Anie/Anitec e subito allargato a DGTVi (l'Associazione per la promozione della televisione digitale terrestre), Aires (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati), Federdistribuzione, Cncu (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti), Cna (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa) Installazione e Impianti e Confartigianato Antennisti ha insomma la finalità di evitare gli spiacevoli inconvenienti che hanno assillato molti dei cittadini alle prese con lo "switch off2 e lo "switch over".
L'eccessiva eterogeneità dei modelli offerti, spesso e volentieri disorientante perché poco accompagnata da un adeguato supporto informativo, c'è chi per esempio ha comprato un modello "zapper" e scoperto solo in un secondo momento che il dispositivo in questione non è abilitato a trasmettere i programmi del digitale terrestre a pagamento. L'avvento di Tivù Sat (la piattaforma voluta da Rai e Mediaset per ovviare ai problemi di copertura del segnale terrestre) e il can can commerciale inerente i canali ad Hd in alta definizione – entrambi i sistemi richiedono un decoder ad hoc - hanno esteso il "problema" di fondo: quale ricevitore comprare?
L'iniziativa di cui sopra è stata presentata a Torino lo scorso venerdì in occasione della rassegna Cine Show e come detto verte innanzitutto nell'apporre sugli scaffali di negozi e centri commerciali un'etichetta con indicate le principali caratteristiche presenti in ogni singolo decoder. Per aiutare ulteriormente i consumatori meno esperti (e quindi la maggioranza) e ridurre ai minimi termini i rischi di errore, ecco il "leaflet" informativo che spiega in un linguaggio accessibile e immediato per tutti ognuna delle caratteristiche e delle funzionalità riportate sull'etichetta rendendo (questa almeno l'intenzione) più immediato e il confronto fra i vari modelli in vendita. Ai due strumenti, si legge in una nota, il Panel intende inoltre affiancare la promozione di ulteriori iniziative di filiera volontarie e armonizzate, volte a contenere le attuali criticità che gravano sui cittadini coinvolti nello spegnimento della televisione analogica.
Evitare di acquistare un decoder a rischio di precoce obsolescenza è però solo il primo passo: l'utente della Tv digitale dovrebbe essere messo nelle condizioni di scegliere al meglio anche il televisore con ricevitore e modulo Cam integrati, essere sicuro che la Cam esterna sia compatibile con tutte le piattaforme a pagamento e tutti i formati di trasmissione di nuova generazione piuttosto che sapere preventivamente come poter fruire dei contenuti Hd senza dover portarsi a casa un nuovo scatolotto.
Fonte:ilsole24ore.com (Gianni Rusconi )
Investire in immobili? Non è il momento giusto
Nei primi sei mesi del 2009 le vendite di case sono crollate del 15% e i prezzi sono scesi in media dell'8%. Potrebbe essere il momento giusto per acquistare un immobile da affittare, investendo così la liquidità nel mattone. Per non pensare a somme troppo alte, abbiamo ipotizzato il caso dell'acquisto di un box a Milano.
Acquistare un box: alti i costi
Immaginiamo di comprare da un privato un box di 12 metri quadri in una zona semicentrale di Milano (non fa parte di un immobile di nuova costruzione). Per l'acquisto spenderemo intorno ai 30.600 euro, cui si sommano le imposte (di registro, ipotecaria e catastale) per un totale di 1.890 euro. Aggiungiamo almeno 1.000 euro di notaio.
Proprietari di un box: imposte
Tra Ici e raccolta rifiuti, spenderete 121 euro all'anno. In più, potrebbero esserci spese straordinarie, che competono al proprietario anche se date il box in affitto. Inoltre, nel periodo in cui siete proprietari del garage dovrete fare la dichiarazione dei redditi.
Quanto rende l'affitto di un immobile? Poco e tassato
In primo luogo, la rendita che ricavate dal garage sarà tassata come il vostro reddito: se il vostro reddito annuale è di 50.000 euro, per esempio, sarà tassato al 38%, contro il 12,5% delle rendite finanziarie.
Inoltre, dovrete farvi carico dei costi di registrazione del contratto d'affitto: il 2% del canone annuo, da ripartire a metà tra proprietario e locatario.
In totale, prendere un box in affitto a Milano in zona semicentrale potrà rendervi nella migliore delle ipotesi 1.656 euro all'anno (11,5 euro al metro quadro).
In totale, il rendimento dell'immobile è del 3%
In totale, la rendita del vostro investimento sarà del 3% netto all'anno: meno di un BTp decennale (3,34%), investimento più facile da liquidarsi e che richiede meno manutenzione di un box.
Certo, il box nel tempo potrà rivalutarsi, oppure il prezzo dell'affitto potrà aumentare. Però calcolate che potrebbe anche capitarvi che resti sfitto per diversi mesi, di dover pagare spese straordinarie. Infine, potrebbe non essere facilissimo venderlo in fretta, se avete bisogno di recuperare il capitale.
Insomma, al momento un investimento immobiliare è da valutare con molta cautela.
Fonte:altroconsumo.it
Prestiti: aumentano le garanzie richieste per ottenerli
Ottenere un prestito in banca senza fornire adeguate garanzie sta diventando sempre più difficile, sia da parte delle imprese, sia da parte delle famiglie. Basti pensare che al Sud, area più interessata a tale fenomeno, per ogni cento euro che la banca concede la banca stessa chiede oltre 40 euro in garanzie reali a copertura delle somme erogate. Su scala nazionale, invece, le banche per ogni 100 euro che prestano vogliono in media 29,6 euro di garanzie; il dato, rilevato dalla CGIA di Mestre sui dati disponibili alla fine dello scorso mese di marzo, è in rialzo di 1,6 punti rispetto al dicembre del 2008 e conferma, in linea tra l’altro con quanto messo in evidenza nei giorni scorsi dalla Banca centrale europea, come le condizioni di accesso al credito siano diventate più stringenti con conseguenti limitazioni e difficoltà per il credito al consumo alle famiglie e per l’erogazione di mutui e prestiti di cui hanno bisogno le imprese sia per la gestione ordinaria, sia per fronteggiare le difficoltà temporanee legate alla contrazione della domanda di beni e servizi.
Ci sono poi Regioni italiane dove la situazione è decisamente critica: l’Associazione degli artigiani mestrina, infatti, rileva come in Sardegna gli istituti di credito per ogni cento euro di prestito richiedano ben 49,3 euro in garanzie reali, con a ruota la Puglia dove si chiedono 44,5 euro di garanzie. Male anche la Sicilia (43,2 euro), Calabria (42,7 euro), Basilicata (40,1 euro) e Campania con 39,8 euro. A conti fatti, quindi, un’impresa del Mezzogiorno che richiede un prestito per ottenerlo deve mettere in pegno beni immobiliari e/o valori mobiliari per un valore pari fino alla metà dell’importo richiesto.
Il fatto che le banche al Sud richiedano in termini percentuali più garanzie sull’erogato è strettamente correlato al tasso di insolvenze di imprese e famiglie che al Sud sono più elevate. In questo modo, con le banche che concedono denaro solo in presenza di garanzie solide, e le famiglie e le imprese che spesso non hanno le adeguate credenziali per ottenere un prestito, si viene ad innescare quel circolo vizioso della stretta creditizia che frena lo sviluppo e pesa come un macigno sull’economia del nostro Paese.
Fonte:bassitassi.com (Fil)
Banche, Italia ancora maglia nera per il costo dei conti correnti
L'Italia e' il Paese europeo con i conti correnti piu' cari di tutta l'Ue e tra i meno trasparenti in termini di tariffe bancarie. E' la denuncia che emerge da un rapporto della Commissione europea, presentato dal commissario Ue responsabile per la tutela dei consumatori, Meglena Kuneva "L'Austria, La Francia, l'Italia e la Spagna illustrano un triste bilancio in materia di trasparenza e sono tra i Paesi piu' onerosi per i conti bancari", si legge in una nota diffusa a Bruxelles dallo stesso esecutivo Ue. Tra questi Paesi, l'Italia e' addirittura al primo posto per quanto riguarda il costo di un conto corrente bancario. ''Tutte le voci di spesa del conto sono piu' alte della media e fanno dell'Italia il Paese dove i conti bancari costano di piu''', sottolinea la Commissione Ue, spiegando che questo e' soprattuto da addebitarsi a "costi molto elevati per le operazioni chiave". In media, un conto italiano costa 253 euro, contro i 178 della Spagna, 154 della Francia, 103 della Gran Bretagna, 89 della Germania e i 27 della Bulgaria. Secondo l'esecutivo Ue, sempre nel nostro Paese, "le tariffe sono sotto la media in termini di trasparenza e hanno i punteggi piu' bassi in termini di semplicita'". Per i tecnici di Bruxelles che hanno condotto l'indagine, "e' stato necessario contattare direttamente oltre il 90% delle banche comprese nella ricerca per avere maggiori dettagli sulle informazioni offerte dai loro siti internet". Il rapporto sottolinea poi che nel 64% dei casi gli italiani preferiscono le operazioni manuali. E sempre nel nostro Paese, solo il 9% dei consumatori ha spostato il proprio conto negli ultimi due anni, per assenza di trasparenza e paura di costi nascosti.
Fonte:adnkronos.com
Controllare navigazione Internet in ufficio dei dipendenti non è legale. Sentenza Garante Privacy
Controllare in maniera continuativa la navigazione in Internet dei lavoratori è illegale. A stabilirlo è stato il Garante per la Privacy che ha vietato ad una società il trattamento dei dati personali di un dipendente.
La società aveva monitorato per nove mesi la navigazione on line di un lavoratore attraverso un software in grado di memorizzare pagine e siti web visitati, il numero di connessioni, il tempo trascorso sulle singole pagine, violando i principi di pertinenza ed eccedenza delle informazioni raccolte. Il monitoraggio, infatti, è avvenuto solo nei confronti di un unico dipendente ed è stato prolungato e costante.
Secondo le linee guida fissate dall’Autorità, i datori di lavoro possono procedere a controlli ma in modo graduale, attraverso verifiche di reparto, d’ufficio, di gruppo di lavoro e poi passare a controlli individuali. L’uso di un software appositamente configurato per controllare in modo sistematico la navigazione in Internet del lavoratore viola, infatti, lo Statuto dei lavoratori.
Questo, infatti, vieta l’impiego di apparecchiature per il controllo a distanza dell’attività dei dipendenti. Nel caso in cui, invece, la società volesse monitorare un dipendente solo per eventuali motivazioni, dovrebbe procedere all’attivazione di operazioni stabiliti dalla normativa motivando la decisione per ‘esigenze organizzative e produttive’ (accordo con le rappresentanze sindacali).
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Finanziamenti PMI: tornano le restrizioni sull’accesso al credito
Sembrava tutto fosse migliorato, ma forse s’è fatto presto a cantar vittoria. Riguardo alle condizioni di accesso al credito da parte delle famiglie e delle imprese, infatti, uno studio effettuato dalla BCE, la Banca Centrale Europea, getta poche luci e molte ombre sullo stato di salute del sistema bancario e finanziario ed in particolare sulla loro propensione a prestare il denaro ed a farlo a condizioni sostenibili alle PMI ed ai nuclei familiari. La BCE, infatti, ha reso noto che nei primi sei mesi di quest’anno le condizioni di accesso al credito nell’area euro sono clamorosamente peggiorate a fronte di un crescente bisogno, da parte di imprese e famiglie, di accedere a mutui, prestiti e finanziamenti. I risultati a livello percentuale, tra l’altro, sono lampanti: nel primo semestre del 2009 solamente il 10% delle aziende ha dichiarato di aver avuto vita più facile nel contrarre un mutuo, un prestito o un finanziamento, mentre il 43% ha rilevato un inasprimento delle condizioni creditizie.
E per quanto riguarda il breve termine, le attese per i prossimi sei mesi sono allo stesso modo tutt’altro che rosee; le difficoltà ad accedere ai prestiti, con lo scoppio della crisi, lo ricordiamo, sono e sono state di vario tipo per le PMI e le micro imprese, con queste ultime che, tra l’altro, in virtù delle loro piccole dimensioni si sono viste spesso chiusa la porta. In particolare, nella fase più acuta della crisi, quando le banche non si fidavano neanche tra di loro, sono fioccate a carico delle imprese, anche quelle sane e con ottime prospettive di crescita, delle richieste di rientro dai fidi che hanno contribuito ad inasprire le difficoltà.
Fonte:bassitassi.com (Fil)
Unico 2009 in dirittura di arrivo:trasmissione entro il 30 settembre
Ultimi giorni per l'invio telematico all'agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi 2008. L'appuntamento è fissato per mercoledì 30 settembre.
Nel 2008, più di undici milioni di contribuenti hanno utilizzato il modello Unico PF. Di questi, quattro milioni quest'anno potrebbero decidere di passare ad Unico mini, versione semplificata introdotta per agevolare coloro che percepiscono redditi più comuni e si trovano nelle situazioni meno complesse.
Chi deve utilizzare il modello Unico PF
La platea dei contribuenti interessati a Unico PF è molto ampia ed è costituita da:
coloro che hanno prodotto redditi di impresa o di lavoro autonomo, titolari di partita Iva
chi deve presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: Iva, Irap o 770
chi non ha avuto la residenza in Italia nel corso del 2008 e/o nel 2009
chi ha percepito redditi dichiarabili nel 730, ma nel 2009 è dipendente di datori di lavoro non obbligati a effettuare le ritenute di acconto (colf, badanti, autisti, ecc.)
chi ha prodotto redditi "diversi" non dichiarabili nel 730, quali, ad esempio, i proventi derivanti da cessioni di aziende
chi ha realizzato plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o dalla cessione di partecipazioni qualificate in società residenti in Paesi a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati
chi ha percepito redditi, in qualità di beneficiario, derivanti da "trust"
chi deve presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.
Di questi, una parte potrà utilizzare Unico mini, più semplice da compilare e destinato a coloro che hanno percepito uno o più redditi derivanti da: pensione, lavoro dipendente o assimilati, terreni e fabbricati, attività commerciali e lavoro autonomo occasionali, e che intendono fruire delle detrazioni e deduzioni per gli oneri sostenuti e delle detrazioni per carichi di famiglia e lavoro.
In sostanza, il nuovo modello potrà essere utilizzato principalmente da coloro che non hanno un sostituto d'imposta che possa effettuare le operazioni di conguaglio, come, ad esempio, i datori di lavoro privati di colf, badanti, giardinieri o autisti.
L'accesso a Unico mini è precluso ai titolari di partita Iva, a chi intende presentare una dichiarazione integrativa o correttiva, a chi presenta la dichiarazione per conto di altri (eredi o tutori), a chi ha modificato il domicilio fiscale dal 1° novembre 2007 e a chi richiede la notifica degli atti a un indirizzo diverso dalla propria residenza anagrafica.
Come si presenta la dichiarazione
Come già accennato, la presentazione di Unico va eseguita obbligatoriamente per via telematica, ad eccezione di casi particolari (dichiarazione dei redditi presentata da un erede per il contribuente deceduto o da parte di coloro che non hanno un sostituto d'imposta al momento della dichiarazione perché il rapporto di lavoro è cessato), per i quali è prevista anche la possibilità di consegnare il modello cartaceo tramite un ufficio postale. Si ricorda che, per tale modalità, il termine ultimo è scaduto il 30 giugno scorso.
Prendiamo in esame i diversi canali a disposizione dei contribuenti per l'inoltro della dichiarazione:
direttamente, tramite i servizi telematici dell'agenzia delle Entrate Fisconline o Entratel (il primo, se si è obbligati a presentare la dichiarazione dei sostituti d'imposta in relazione a un numero di soggetti non superiore a venti ovvero non si è affatto tenuti a presentare il modello 770; il secondo, se si è obbligati a presentare il 770 per un numero di soggetti superiore a venti)
tramite intermediari abilitati (professionisti, associazioni di categoria, Caf e altri soggetti abilitati)
tramite gli uffici delle Entrate, che forniscono assistenza anche per la compilazione.
Per accedere a Fisconline, il contribuente deve essere in possesso di apposito codice Pin, preventivamente richiesto all'agenzia delle Entrate.
In questo ambito ci si può avvalere della modalità Unico Web, che consente all'utilizzatore di compilare e inviare il modello (ordinario o mini) senza dover scaricare sul proprio computer alcun pacchetto software, e, nel contempo, di trovare già inseriti alcuni dati desunti dalla dichiarazione dell'anno precedente. Unico Web è un servizio di compilazione e presentazione telematica della dichiarazione dei redditi dedicato ai contribuenti persone fisiche non soggetti agli studi di settore, che non presentano il modello Iva e che non hanno redditi da partecipazione.
La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui viene trasmessa telematicamente alle Entrate e la prova della presentazione è data dalla comunicazione dell'Agenzia attestante l'avvenuto ricevimento del modello.
La trasmissione telematica di Unico tramite un intermediario abilitato si effettua attraverso il canale Entratel e, in questo caso, la dichiarazione può essere compilata o dall'interessato o dall'intermediario stesso, che può richiedere un corrispettivo per l'attività prestata.
A chi si avvale di questa modalità di trasmissione, l'intermediario deve rilasciare una dichiarazione datata e sottoscritta che attesta l'impegno a inviare telematicamente il modello. Entro 30 giorni dal termine di presentazione (30 settembre 2009), dovrà poi consegnare l'originale della dichiarazione firmata dal contribuente, unitamente alla ricevuta che attesta l'avvenuta ricezione da parte dell'Amministrazione finanziaria.
Nel caso di presentazione di Unico dall'estero, è utilizzabile la trasmissione telematica se si è in possesso del codice Pin o, in alternativa, i non titolari di redditi d'impresa o di lavoro autonomo possono spedire il modello a mezzo raccomandata, indirizzandola al Centro operativo di Venezia.
Cosa succede se non viene rispettato il termine per la presentazione di Unico, che il decreto legge 207/2008 ("milleproroghe") ha fissato stabilmente al 30 settembre?
La dichiarazione è considerata ancora valida se si rimedia entro 90 giorni dalla scadenza. In tali casi è prevista l'applicazione di una sanzione amministrativa da parte degli uffici finanziari (da 258 a 1032 euro, aumentabile fino al doppio nei confronti di coloro che sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili), che, però, se versata spontaneamente dal contribuente entro lo stesso termine di 90 giorni, è ridotta a 21 euro (un dodicesimo della misura minima ordinaria). Passati i 90 giorni, la dichiarazione, anche se presentata, è considerata omessa a tutti gli effetti, ma costituisce titolo per la riscossione delle imposte dovute.
Ricordiamo infine che la scadenza del 30 settembre riguarda anche Unico SP (società di persone ed equiparate), Unico SC (società di capitali, enti commerciali ed equiparati) e Unico ENC (enti non commerciali ed equiparati). Per gli ultimi due modelli, l'appuntamento è fissato al 30 settembre se il periodo d'imposta coincide con l'anno solare.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Lilia Chini)
Coldiretti: nel 2009 rincari record dal campo alla tavola
Il 2009 è stato un anno record per gli aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari dal campo alla tavola: più 1100% per le carote, più 465% per le pesche, più 515% per la lattuga, più 1828% per il pane di grano tenero. Il crollo dei prezzi alla produzione agricola è stato in media del 16% ma ad esso ha corrisposto "uno scandaloso aumento al consumo per gli alimentari (+ 0,9%), nove volte superiore al valore medio dell'inflazione". A denunciare questi numeri è l'Operazione verità sulla spesa alimentare degli italiani realizzata dalla Coldiretti in occasione della giornata di mobilitazione promossa dalle associazioni dei Consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori in Piazza Montecitorio a Roma.
I prezzi degli alimenti, sottolinea Coldiretti, moltiplicano oggi in media cinque volte. Non manca la critica nei confronti della Grande distribuzione organizzata, per la quale, denuncia Coldiretti, " poche grandi piattaforme di acquisto trattano sul mercato in condizioni di quasi monopolio", e le vendite sottocosto o le promozioni civetta mettono a rischio la competitività della produzione. Dunque, conclude l'associazione, "diciamo no a marchi del falso Made in Italy, a pubblicità ingannevoli e occulte, a operazioni commerciali sottocosto che non evidenziano quanto effettivamente viene pagato agli agricoltori e quale è il margine vero della GDO".
Fonte:helpconsumatori.it (BS)
Cassazione: marito offende suocera davanti alla moglie? E' ingiuria anche se lei non c'è
La Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 35874/2009) ha stabilito che commette reato di ingiuria il marito che offende la suocera davanti alla moglie e ciò anche se il fatto avviene quando la suocera non è presente. L'ingiuria infatti si considera perpretata ai danni della moglie. Gli Ermellini hanno evidenziato che ”per quanto gli epiteti e le volgari espressioni di disprezzo pronunciate dall’imputato" si riferissero ad altro soggetto, "e cioè alla madre di costei, non vi è dubbio che ne sia derivata una lesione del decoro della stessa interlocutrice: il che inevitabilmente accade quando sussiste uno stretto legame parentale fra la persona alla quale le espressioni offensive sono comunicate e quelle destinataria delle offese, traducendosi tale condotta in una mancanza, nei confronti del percettore di tali espressioni, del rispetto che, quale componente della dignità umana, è dovuto a ciascuno dei consociati”.
Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)
Finanziaria 2010: proroga su bonus ristrutturazioni
22/09/2009 Nella Finanziaria 2010, la cui approvazione da parte del Consiglio dei Ministri è prevista in giornata, c’è la proroga sul bonus legato alle ristrutturazioni; nello specifico, il beneficio è stato esteso per le ristrutturazioni edilizie fino all’anno 2012, con la possibilità, tra l’altro, di sfruttare il beneficio dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) agevolata al 10% sui lavori.
La Finanziaria 2010, in linea con le attese, è “light”, ovverosia snella e leggera, pure troppo visto che i Sindacati chiedono interventi di detassazione sul lavoro, a partire da quello sulle tredicesime. Rimane poi aperta la questione riguardante l’utilizzo delle risorse che entreranno nelle casse dello Stato con lo “scudo fiscale“.
Ebbene, riguardo agli introiti della sanatoria sui capitali e sui beni esportati in maniera illecita all’estero, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, ha fatto sapere che le risorse confluiranno in un Fondo ad hoc presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
In merito, Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, ha confermato il proprio “sì” allo scudo fiscale, ma ha chiesto nello stesso tempo un segnale di cambiamento in materia fiscale provvedendo a destinare le risorse dello scudo ai contratti del pubblico impiego, così come occorre garantire il sostegno al reddito a tutti, nessuno escluso, compresi quei lavoratori che perdono il posto e che non hanno accesso al beneficio della cassa integrazione.
Fonte:vostrisoldi.it
Influenza A e vaccino: date, programmi e consigli. Confronto con altre nazioni
Arriverà il prossimo 15 ottobre e sarà distribuito fino al15 novembre, a coprire almeno il 40% della popolazione residente, il vaccino contro l’influenza A . A beneficiarne saranno le categorie di persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa, come il personale sanitario e socio-sanitario, il personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile, il personale delle Amministrazioni, Enti e Società che assicurino i servizi pubblici essenziali e i donatori di sangue periodici.
Insieme a loro ci saranno le donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza, le persone di età compresa tra 6 mesi e 65 anni. Entro il mese di ottobre saranno disponibili 48 milioni di dosi per 24 milioni di persone, perché per ogni ciclo di vaccinazioni, infatti, serviranno 2 dosi (un dose all'inizio ed un seconda dopo 4 settimane come richiamo).
Il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, che ha dichiarato che non usufruirà di questo vaccino ma solo di quello contro la solita influenza stagionale, ha detto che entro la fine dell'anno si procederà alla vaccinazione di otto milioni e mezzo di persone, a partire dal milione e mezzo di categorie essenziali: operatori sanitari, pompieri, forze dell'ordine per arrivare alle categorie a rischio, cioè malati di diabete, obesi, soggetti affetti da patologie cardiovascolari.
La stessa politica sarà seguita in Gran Bretagna, mentre in Francia il vaccino sarà distribuito prima al personale medico, alle donne incinte e ai lattanti da sei a 23 mesi affetti da patologie croniche, poi alle persone da 2 a 64 anni con fattori di rischio e poi estesa a tutti gli altri.
Caso a parte gli Usa, dove il presidente Obama ha già dichiarato che sia lui e che la sua famiglia ne usufruiranno, rispettando però la priorità delle categorie indicate. In più, il vaccino sarà distribuito gratuitamente in circa 90mila punti di distribuzione, tra cui studi medici, catene di negozi e dipartimenti statali per la salute e la prima tornata di vaccini contro il virus H1N1 sarà composta da 3,4 milioni di dosi di spray nasale.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Fisco, modello 730: chi può ridurre la rata di novembre
A novembre molti contribuenti dovranno pagare il secondo acconto Irpef 2009. Per dipendenti, pensionati e collaboratori a progetto che hanno presentato il 730, l’importo eventualmente dovuto (scritto nella riga 48 e/o 56 del modello 730-3) sarà trattenuto nella busta paga o sulla pensione di novembre. Ma attenzione: chi sa già che nel 2009 guadagnerà meno dell’anno scorso o in generale pagherà meno Irpef, può ridurre l’importo o addirittura annullarlo.
Richiesta entro il 30 settembre. Per effettuare questa “autoriduzione” occorre presentare una richiesta al proprio datore di lavoro o ente pensionistico, entro il prossimo 30 settembre. Potrebbe convenire, per esempio, a chi non ha più il reddito di una collaborazione occasionale o a progetto, oppure ha venduto una casa o un garage o, ancora, non deve più dichiarare l’affitto di un immobile. Può ridurre l’acconto anche chi ha sostenuto nel 2009 (o ha in preventivo) importanti spese detraibili o deducibili: visite specialistiche, spese per badanti, versamenti alle Onlus o ai fondi di previdenza, interessi del mutuo prima casa, spese di ristrutturazione detraibili al 36% e così via.
I calcoli. Con un po’ di pazienza si dovrà simulare una vera e propria denuncia fiscale per il 2009 (come se l’anno fosse già terminato) tenendo conto dei redditi e delle spese previste per l’anno in questione. Arrivati all’imposta dovuta si calcola il 99%, che rappresenta l’acconto globale dovuto per il 2009 e si ridetermina la seconda rata dell’acconto Irpef (pari al 60%). A questo punto, se “l’autoriduzione” è davvero conveniente, comunicate la vostra scelta al sostituto d’imposta. Se, per esempio, dai nuovi conteggi risulta un acconto globale “presunto” di 1.000 euro e a luglio vi sono state già trattenute 1.500 euro come primo acconto Irpef, ora potrete non pagare nulla.
Chi sbaglia si ravvede. Chi a fine anno scoprirà di aver sbagliato le previsioni (e cioè ha versato un acconto inferiore al dovuto) potrà fare mea culpa sfruttando il ravvedimento operoso entro il termine di presentazione della prossima denuncia dei redditi (con sanzioni ridotte al 3% e interessi legali).
Fonte:ilmessagero.it
Tornano i tirocini all'estero: 600 posti nelle ambasciate
Il magico e misterioso mondo delle ambasciate, dei consolati, degli istituti italiani di cultura all'estero si apre ancora una volta ai laureandi e ai neolaureati che vogliono fare un'esperienza all'estero, sotto forma di stage.
L'opportunità è offerta da uno dei bandi più importanti tra quelli promossi dalle Fondazione Crui per le università italiane: il cosiddetto bando Mae, dove Mae sta per Ministero degli affari esteri. Sono a disposizione 602 posti in tutto e 452 sedi di stage in tutto il mondo, tra uffici consolari, rappresentanze diplomatiche, rappresentanze permanenti presso le organizzazioni internazionali e istituti italiani di cultura.
In "palio" ci sono fino a quattro mesi all'estero - ma un centinaio di offerte di tirocinio in realtà si svolgeranno nelle sedi Mae di Roma - per i laureandi e i laureati in campo umanistico, Scienze della formazione, Relazioni internazionali, materie economico giuridiche, discipline diplomatico internazionaliste, Scienze politiche, Lingue straniere, Sociologia, Scienze della comunicazione, e altri indirizzi. I candidati saranno così dislocati: 396 in Europa, 457 in America del Nord, 62 in America del Centro-Sud, 40 in Africa, 28 in Asia, 10 in Oceania e 20 in Medio Oriente.
Le università partecipanti
Possono fare domanda gli studenti delle università che partecipano al programma: Brescia (entrambi gli atenei, ma per la Cattolica bisogna fare riferimento alla sede di Milano), Bergamo, Milano Bocconi, Bicocca, Statale, Iulm, Cattolica, San Raffaele, Parma, Verona. Tra i requisiti, sono indispensabili le conoscenze linguistiche, che variano a seconda del Paese di destinazione, ma su tutte spicca chiaramente l'inglese; inoltre, competenze informatiche, analitiche e redazionali, organizzative e relazionali, attitudine al lavoro di gruppo e capacità di lavoro in autonomia (anche queste si differenziano in funzione della specifica offerta).
Ecco un esempio: il candidato che andrà all'Ambasciata italiana a Città del Messico collaborerà con il consigliere politico nell'elaborazione di rapporti e documenti informativi sulla realtà politica messicana; parteciperà inoltre a riunioni di coordinamento assieme al funzionario responsabile e si occuperà in particolare delle problematiche relative ai diritti umani. Invece, il candidato che si inserirà nell'Istituto italiano di cultura a Sydney, in Australia, parteciperà alla realizzazione degli eventi culturali, preparerà comunicati stampa e brevi articoli per il quotidiano locale in lingua italiana e coadiuverà il personale dell'ufficio informazioni.
Come presentare domanda
I tirocini durano tre mesi ma possono essere prorogati a quattro, con inizio previsto al 18 gennaio del prossimo anno. La scadenza del bando è fissata al 28 SETTEMBRE : per inviare le domande di ammissione dovete seguire la procedura indicata sul sito www.theprimate.it/node/489, dove trovate anche un forum di studenti che si confrontano e le testimonianze di chi ha già partecipato (tra cui anche quella di uno studente bresciano, Andrea Almici) Il bando è sul sito www.formazionepiu.it/?q=stage_mae_crui.
Per informazioni: Fondazione Crui (referente Marina Delli Quadri, e-mail tirocini.mae@fondazionecrui.it, fax 06.68441339) e Ministero degli Affari Esteri (e-mail programma.tirocini@esteri.it, fax 06.36914828 e 06.36913948).
Fonte:giornaledibrescia.it
Conto corrente online “low cost” per le ditte individuali
Per le ditte individuali, ma anche i liberi professionisti che vogliono aprire un conto corrente a basso costo e con tutti i servizi bancari per portare avanti il proprio business e gestire la propria attività, Webank.it, Banca online del gruppo Banca Popolare di Milano, ha ideato “MyBusiness“, un conto corrente che associa al buon rapporto tra quantità dei servizi offerti e prezzo anche una remunerazione della giacenza agganciata al tasso di riferimento della Banca Centrale Europea. Innanzi tutto, con soli cinque euro al mese il titolare della ditta individuale o il libero professionista ha la possibilità di effettuare sul conto online un numero illimitato di operazioni; il tasso sulla giacenza è pari al tasso BCE meno lo 0,10%, e quindi è attualmente pari allo 0,90% lordo, mentre il POS è sempre gratis per l’esercizio dell’attività con almeno quindici operazioni al mese. Per il pagamento periodico delle tasse, la ditta o il professionista può saldare le imposte con l’F24 senza costi aggiuntivi oltre al canone mensile, così come a zero spese è il pagamento dei bollettini Rav e Mav.
Fonte:bassitassi.com
Cocaina, un milione di italiani la consumano almeno una volta all'anno
Sono un milione, in Italia, le persone che consumano cocaina almeno una volta all'anno. Trecentomila sono, invece, i consumatori abituali. I più affezionati a questa sostanza sono gli uomini tra i 15 e i 35 anni, principalmente disoccupati. Ma l'incremento maggiore dal 2001 si è registrato nella fascia d'età 35-44: nel 2001 erano soltanto lo 0,1% gli sperimentatori di cocaina; nel 2008 hanno toccato l'1%.
E' il quadro allarmante fotografato dalle indagini epidemiologiche dell'Ifc Cnr, l'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche, illustrato oggi a Roma nel corso del Convegno Nazionale Cocaina. In realtà dal 2001 il numero degli abitué è rimasto costante, mentre è aumentato in maniera esponenziale il numero di persone che ha provato la cocaina almeno una volta.
"Se nel 2001 gli italiani che avevano fatto uso di cocaina almeno una volta nel corso dell'anno erano poco più di 400.000 (l'1% della popolazione residente fra i 15 ed i 64 anni) si stima che nel 2008 tale numero sia cresciuto fino a raggiungere il 2,2% e dunque circa un milione di persone - spiega la dr.ssa Sabrina Molinaro, ricercatrice dell'Ifc-Cnr di Pisa. "È invece stabile, in tutte le indagini effettuate dal 2001 ad oggi, la percentuale di persone che ne assumono sistematicamente, pari allo 0,7% e a circa 300.000 persone".
I consumi maggiori di cocaina si registrano in Lombardia (3,4% dei residenti fra i 15 ed i 64 anni), Lazio (3,2%) Piemonte (3%) Liguria (2,6%). I consumatori maschi sono circa il doppio rispetto alle donne: sia per ciò che riguarda i consumatori frequenti (1,1% uomini, 0,5% donne), sia per quanto riguarda il consumo occasionale.
La categoria professionale più interessata è quella dei disoccupati: il 5% dei senza lavoro che hanno partecipato all'analisi ne ha fatto uso nel corso del 2008. Seguono artigiani (3,9%), commercianti (3,2%) e operai (3%), imprenditori e dirigenti (2,8%), studenti (2,6%), impiegati (1,5%) e, sotto l'1%, casalinghe e pensionati.
"La classifica è quindi del tutto invertita rispetto al 2001 e al 2003, quando erano manager e titolari di azienda quelli con prevalenze maggiori - afferma Molinaro aggiungendo che - la via di consumo d'elezione è l'inalazione, ma circa i due terzi di coloro che inalano cocaina la fumano anche nelle sigarette, esiste poi una minoranza (1,2%) di soggetti che assume la sostanza per via endovenosa, inalata e fumata".
Il 40% dei consumatori che hanno partecipato all'indagine hanno speso per la cocaina più di 100 euro nell'ultimo mese. La maggior parte di coloro che consuma cocaina fa uso anche di altre sostanze: il 74% fuma sigarette quotidianamente, l'85% cannabis saltuariamente. "Un dato costante dal 2001 - commenta la ricercatrice del Cnr - mentre è aumentato dal 10% al 15% tra il 2003 e oggi l'uso di eroina da parte dei consumatori di cocaina". Frequente anche la combinazione con l'alcool: tra i forti bevitori il consumo di cocaina è 15 volte più diffuso che nella popolazione media.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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